martedì, febbraio 03, 2026

Nel mondo che cambia salvare la dignità delle persone

Don Cosimo Scordato

Don Francesco Romano
Don Francesco Romano 
Don Cosimo Scordato

In questi tempi di sconvolgimenti socio-politici e antropologici, se qualche ragazzo ci chiede che cosa sta avvenendo, riconosciamo che la domanda è pertinente ma la risposta non è agevole. Ciononostante offriamo qualche indicazione. 

La prima indicazione è che il nostro tempo (dall’ultimo dopoguerra), si caratterizza per l’acquisizione dei diritti fondamentali della persona umana (Onu 1948), dei diritti dei lavoratori (nei vari statuti nazionali) e dei bambini (Onu 1989). Il passato aveva coltivato l’idea piramidale dell’onore proponendo una scala di persone ‘onorevoli’ per ceto sociale ed economico, importanza di titoli nobiliari e simili. La nostra società, invece, riconosce la fondamentale uguaglianza di ogni cittadino al di sopra di ogni altra qualificazione.

Il volto è implicito nel termine latino persona per riconoscere l’unicità di ogni uomo. Purtroppo, in ambito italiano, il termine onorevole è rimasto ai politici e, in ambiente mafioso, è persona di onore chi appartiene all’associazione mafiosa. Liberandoci da tali residui, sarebbe meglio insistere sulla pari dignità di ogni persona umana, a qualsiasi nazione, popolo o contesto sociale appartenga. La seconda indicazione è che ogni persona umana è titolare di diritti e di doveri; facendo parte della comunità degli uomini, può fruire dei suoi benefici e contribuire con originalità alla sua crescita. Il termine responsabilità (dal latino respondere/rispondere) chiama in causa ogni persona in quanto è titolare di scelte che vanno maturate, in forma di risposta, in relazione con gli altri. Essa dovrebbe favorire l’equilibrio tra diritti e doveri; ciascuno, mentre rivendica i propri diritti, accetta il dovere di rispettare i diritti degli altri. 

Accanto alla società della dignità che soppianta quella dell’onore, accanto al senso di responsabilità che fa da contrappeso ai rischi dell’individualismo, altre acquisizioni culturali e sociali fanno parte del nostro comune sentire: libertà di espressione, parità maschio/donna, società aperta, creatività, rispetto dell’ambiente, varie forme di democrazia… Perché queste brevi indicazioni? In primo luogo, la dignità della persona e la responsabilità non sono acquisite una volta per sempre ma vanno tenute deste di fronte a processi economici e socio-politici che possono offuscarne la bellezza. Certa finanza e certa scienza riescono a ridimensionarle, risucchiando ogni persona dentro ingranaggi di vario genere. Inoltre, la loro acquisizione è esposta a due rischi per eccesso. La dignità della persona è esposta al rischio del culto della personalità quando una persona si ritiene superiore agli altri e pretende di assommare in sé tutto quello che dovrebbe competere anche agli altri. Il senso di responsabilità, a sua volta, è esposto al rischio dell’onnipotenza nella misura in cui, chi detiene un potere può prendere decisioni a posto di tutti laddove invece saggezza vorrebbe una distribuzione di poteri con un senso maggiore di cor-responsabilità e di competenze diverse. 

Le presenti osservazioni, alleggerite dai riferimenti geopolitici, potrebbero avere spazio di applicazione nei diversi ambiti della famiglia, della scuola, delle comunità ecclesiali; cominciare ad educarsi reciprocamente per acquisire un gusto della dignità e della responsabilità personale che prepari… al dis-gusto di ciò che gli si oppone!

GdS, 3 febbraio 2026

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