venerdì, febbraio 20, 2026

A CUBA L'EMBARGO AMERICANO SOFFOCA LA SANITÀ: OLTRE 32 MILA DONNE INCINTE A RISCHIO


IL MINISTRO DELLA SALUTE: «MIGLIAIA DI INTERVENTI RINVIATI, DI QUALI DIRITTI UMANI PARLANO GLI STATI UNITI DI TRUMP?»

Il blocco energetico a Cuba strema la popolazione e prelude a un’emergenza sanitaria. A lanciare l’allarme è il ministro della Salute pubblica cubano José Ángel Portal. Secondo i dati forniti dal governo, la crisi ha costretto le strutture mediche dell’isola a rinviare operazioni su operazioni. “L’inevitabile rinvio degli interventi chirurgici ha un impatto diretto su migliaia di pazienti, molti dei quali in età pediatrica. Di quali diritti umani parlano gli Stati Uniti quando il loro agire mette a rischio la vita?”.


A fine gennaio, Trump ha minacciato dazi e sanzioni a chiunque vendesse petrolio a L’Avana, continuando a fare pressione sul governo affinché adotti riforme economiche e politiche. Una lenta agonia che è iniziata già dalla caduta del governo Maduro in Venezuela, principale alleato de L’Avana che, fino alla cattura del dittatore, riforniva Cuba di petrolio a un prezzo di favore. Una solidarietà anche politica ora interrotta e aggravata dall’embargo americano.


Nonostante le avversità, il ministro Portal ha ribadito che “la salute del popolo continua a essere una priorità dello Stato”. Una priorità tra le tante, in un regime di sopravvivenza. Oltre ai blackout continui, alla difficoltà nel conservare il cibo e nel mandare avanti i servizi - specialmente quelli turistici - il quotidiano ufficiale Granma segnala infatti che la mancanza di combustibile ostacola pesantemente i mezzi di soccorso, limita gli esami diagnostici e ritarda i cicli di immunizzazione. E avverte: le emergenze minacciano direttamente la salute e la sopravvivenza dei più fragili. Nello specifico, di oltre 32 mila donne in gravidanza e neonati.

L’Espresso, 20/2/2026

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