70 anni fa, il 2 febbraio del 1956, Danilo Dolci organizza nell'entroterra siciliano lo "sciopero alla rovescia" di un migliaio di contadini, operai, intellettuali e disoccupati con la partecipazione della Camera del Lavoro di Partinico guidata da Salvatore “Turiddu” Termine: invece di astenersi dal lavoro per un giorno, gli operai lavorano gratis per sistemare una vecchia trazzera utile a tanta gente, per dimostrare che non mancava il lavoro, ma la volontà delle autorità di attivarlo.
Danilo Dolci, Turiddu Termine ed altri vennero arrestati e processati. Al loro fianco e a loro sostegno si levarono le voci più influenti del Paese. Si schierarono al loro fianco e furono difesi in tribunale da Piero Calamandrei, autore di un’arringa memorabile. Si stava processando non solo i manifestanti, ma la Costituzione stessa, l’art. 4 della Costituzione, che recita: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”.
Per ricordare quel memorabile evento, il 2 febbraio 2026 si svolgerà una iniziativa commemorativa suddivisa in due momenti. Alle 9.30 in via “Sciopero alla rovescia”, già trazzera vecchia, verrà scoperta una nuova targa; alle 11 nell’aula del Consiglio comunale di Partinico, alla presenza di studenti e studentesse, con la partecipazione, tra gli altri, del segretario generale CGIL Sicilia Alfio Mannino, con il patrocinio del Comune di Partinico, e in collaborazione con CGIL Palermo, CGIL Partinico, Inikon, ANPI Salvatore Guida Partinico.
Oggi più che mai sia di esempio quella storica iniziativa vissuta a Partinico.
L'esperienza della lotta pacifista e non violenta continuerà in mille modi diversi. Nel 1970 assieme a Franco Alasia e Pino Lombardo, Danilo Dolci darà vita alla “Radio dei poveri cristi”, la prima radio libera in FM in Italia, che rompe il monopolio di Stato sulle trasmissioni via etere e lancia un urlo di protesta: “Sos, Sos… siamo i poveri cristi della Sicilia occidentale e questa è la radio della nuova resistenza. Qui si sta morendo…".

Nessun commento:
Posta un commento