di Giuseppe Savagnone
Una Regione a statuto davvero “speciale
Il 15 maggio scorso ha compiuto ottant’anni la Regione Siciliana. Pochi se ne sono accorti, nessuno l’ha festeggiata. Il giudizio drasticamente negativo sull’Autonomia regionale siciliana costituisce, in un panorama politico in cui è difficile trovare due posizioni convergenti, un rarissimo caso di piena unanimità. Il sostantivo più usato, nelle riflessioni in proposito, è «fallimento». Ma, prima di chiedercene le ragioni, è forse opportuno fornire qualche notizia su un argomento di cui gli stessi siciliani sanno poco e gli altri italiani ancora meno.
Pochi, per esempio, ricordano che quello della Sicilia è l’unico Statuto che precede la nascita della Repubblica e la Costituzione (anche se fu poi da essa confermato nell’art. 116). Fu promulgato il 15 maggio 1946, quando ancora c’era la monarchia, da re Umberto II di Savoia tramite un regio decreto, pochi giorni prima del referendum del 2 giugno che segnò l’avvento del regime repubblicano e delle votazioni che, lo stesso giorno, elessero l’Assemblea costituente (notiamo di passaggio che in Sicilia la monarchia ebbe la schiacciante maggioranza del 64,7% dei voti, in linea del resto con la tendenza del Meridione).




































