martedì, aprile 14, 2026

Si, Pino Governali ci manca molto, manca a Corleone, al mondo della scuola e ai suoi amici

L’intervento di Dino Paternostro 


DINO PATERNOSTRO

Se a distanza di 10 anni tante persone si sono riunite per ricordarlo e il suo Liceo, il “don G. Colletto”, ha deciso di dare il suo nome all’Auditorium, allora significa che davvero Pino Governali ha lasciato il segno del tuo passaggio nel mondo della scuola e tra di noi. 

Del Governali “uomo di scuola” se n’è parlato tanto. L’intervento di Angela Pizzitola, anche lei apprezzata docente e dirigente scolastica (e amica cara di Pino), lo racconta egregiamente. Ma Governali non era solo uomo di scuola. Io l’ho ricordato per la passione civile con cui ha accompagnato la nascita e la crescita di questo nostro giornale, da Corleonese Notizie a Città Nuove. Passione e coraggio che abbiamo apprezzato tanto dopo l’attentato incendiario ai locali della redazione della notte tra il 16 e il 17 aprile 1991. Pino ci incoraggiò, continuò a metterci la faccia, il cuore e la ragione. E andammo avanti, nonostante le preoccupazioni per gli uomini del  gotha mafioso di Corleone ancora liberi e latitanti. 

Pino veniva in campeggio con noi ragazzi. Nell’estate 1974 ne organizzammo uno memorabile in tenda a Scopello quando non era ancora Scopello, ma un luogo selvaggio e incontaminato. 

Giuseppe Governali è stato un maestro autorevole e saggio, una guida sicura per la sua elevata professionalità, per le sue eccellenti competenze, ma anche per la sua affabilità, la sua cordialità, la sua indiscussa capacità di ascolto e, cosa più straordinaria, la sua umiltà

La prof.ssa Angela Pizzitola 


Giuseppe Governali

Pubblichiamo l’intervento della prof.ssa Angela Pizzitola alla cerimonia per l’intitolazione al preside Giuseppe Governali dell’Auditorium dell’IISS “don Giovanni Colletto” di Corleone 

di ANGELA PIZZITOLA

Il rapporto tra Giuseppe Governali e la scuola  oserei  definirlo un rapporto simbiotico, perché il prof. Governali ha dedicato tutta la sua esistenza alla scuola , fin da quando, appena laureato, entrò al Liceo  classico Baccelli, dove era stato alunno modello,  come apprezzato docente di Italiano e Latino. 

Da allora , pur con qualche intervallo che lo ha visto preside a Chiusa Sclafani  e al Liceo Mursia di Carini , e ricercatore all’IRSAE  di Palermo, la sua è stata una presenza costante , un punto di riferimento per l’intero  territorio del corleonese e per tantissime  generazioni di studenti. Ha, infatti, segnato  la storia della nostra scuola   e per molti di noi  anche quella della nostra vita, da docente, da preside,  da promotore culturale, da amico, da appassionato amante della sua missione .

Il papa con le gomme a mescola dura


di GIANLUCA MERCURI 

L’anno scorso, dopo l’elezione di Leone XIV, Alberto Melloni aveva predetto, in una bella chiacchierata con la Rassegna, che il nuovo papa sarebbe stato l’anti Trump. Non certo per partito preso, per scelta politica: «Lo sarà oggettivamente», era stato il ragionamento del grande storico della Chiesa che i lettori del Corriere hanno la fortuna di conoscere bene. 

Di più: «Qualunque papa eletto in questi giorni sarebbe stato l’anti-Trump. Nessuno sarebbe arretrato di un millimetro di fronte alla sua offensiva. E sa perché? Perché la Chiesa cattolica ha tanti guasti e tanti mali, dalla corruzione alla pedofilia, ma non cederà mai sulla sua stessa ragione d’essere, l’unità della famiglia umana».


Ecco, professore: quasi un anno dopo può convenire agevolmente con sé stesso (Melloni ride). Ma si aspettava uno scontro così duro e aperto?

IL CASO UNGHERESE: UNA LEZIONE POLITICA ED ELETTORALE IN FIERI

Péter Magyar

Giuseppe Lumia 
di Giuseppe Lumia

Il risultato elettorale in Ungheria, con la netta sconfitta di Orban e del suo modello illiberale, autoritario, sovranista e subalterno a Putin e a Trump, conferma alcune considerazioni politiche ed elettorali sull’attuale peso sociale delle destre e sulle possibilità di ripresa delle forze democratiche e progressiste. 


La prima lezione. Le destre vincono per la loro attrattiva sul ceto medio-basso e perdono per la loro ostinazione nel perseguire la via del “potere per il potere”, piuttosto che dedicarsi alla soluzione della difficile questione sociale, tanto cara pure ai propri sostenitori. La delusione elettorale comincia a manifestarsi a largo raggio e in diversi Paesi sul ceto medio-basso, che le ha ampiamente premiate negli scorsi anni.   La seconda lezione. All’interno delle forze di destra, sul piano globale, c’è uno scontro sotto traccia, ma via via sempre più evidente, tra la componente più politica, che persegue un modello regressivo e autoritario alquanto tradizionale, e quella costituita dai “Big Tech” che rappresentano un modello devastante e autoritario di nuova generazione. Alla prova elettorale, il primo approccio sta subendo colpi micidiali, mentre il secondo continua a mietere consenso sul versante online e accumula per il momento potere individuale e potere finanziario, in attesa di prendere il sopravvento politico interno ed esterno. 

A Brescia il “Premio Leonessa d’Italia”: la consegna al maestro Gaetano Porcasi


Luca De Matteis

Ieri, 13 aprile, si è tenuta la seconda edizione del “Premio nazionale Leonessa d’Italia” promosso dalla Rete Antimafia. Il convegno, tenutosi presso l’Auditorium San Barnaba di Brescia, è stato dedicato alle vittime innocenti di mafia tramite momenti dedicati alle scuole e alle famiglie del territorio.

Il premio è stato conferito al Maestro Gaetano Porcasi, artista siciliano che ha concentrato la sua arte ad opere di impegno civile puntando i riflettori sulla lotta contro la mafia. Tante le personalità presenti, tra cui l’ex magistrato ed ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris, oltre a Sigfrido Ranucci, Marisa Garofalo, Francesca Bommarito, Gennaro Giliberto, Stefano Baudino e alunni e docenti della scuola di Susa che ha costituito la “Baita di Paolo” in memoria del giudice Paolo Borsellino.

RIcordando Letizia, che è sempre con noi in ogni pensiero ribelle che fantastichiamo e che osiamo trasformare in realtà

Letizia Battaglia


di SANDRA RIZZA

Un’eterna ragazza non invecchia mai. Per questo, fino al suo ultimo respiro, ha continuato a stupirci, sbattendoci in faccia il suo bellissimo volto di rughe, il caschetto colorato di fuxia o di azzurro, la sua schiettezza e la sua curiosità, e continuando a smascherare attraverso il mirino impietoso di una piccola reflex il nostro ottuso perbenismo di borghesi piccoli e meschini. 

Le avevano dato una sedia a rotelle perché le gambe, che per decenni avevano inseguito i morti ammazzati e la putrefazione di Palermo, non sostenevano più il suo corpo irrequieto. Le avevano tolto l’eterna sigaretta, soffiando via quegli allegri sbuffi di fumo che erano la sua vezzosissima veletta di ombre sul viso, perché la nicotina le incrostava i polmoni e le impediva di respirare. L’hanno premiata, incensata, museificata, ne hanno fatto un’icona pop, l’attrice (che interpretava se stessa - e chi altro?) di un cinema apocalittico e geniale, l’eroina da fumetto di un’epica stagione di riscossa, e persino la protagonista di una serie tv. L’hanno trasformata in un genere, in un personaggio, in un archetipo di Palermo irredimibile, e lei c’è stata, e si è divertita pazzamente a condurre il gioco di una divulgazione caleidoscopica che la voleva

Evento a Roma il 14-15 aprile per ricordare l’unificazione di Cgil scuola e Snur: “L’utopia necessaria”

Gianna Fracassi

“Una scelta giusta”, dice la segretaria generale. Prossime sfide: partecipazione democratica e intelligenza artificiale

STEFANO IUCCI

“L’utopia necessaria. Conoscenza e democrazia nell’era dell’intelligenza artificiale”. È ambizioso - come è giusto che sia – il tema scelto per la due giorni con cui la Flc Cgil ha scelto di celebrare i 20 anni dalla nascita della Federazione dei lavoratori della conoscenza che, nel 2006, ha visto confluire in un’unica sigla Cgil scuola e Snur, il sindacato nazionale di università e ricerca. Due giorni di riflessione e dibattito perché, come ci spiega la segretaria generale Gianna Fracassi, “in un presente distopico come quello che stiamo attraversando l’utopia è, appunto, necessaria”. L’evento si svolge il 14 e il 15 aprile presso l’aula magna del dipartimento di Studi umanistici dell’Università degli studi Roma Tre e vede la presenza tra gli altri - oltre a Gianna Fracassi e a Maurizio Landini che concluderà la prima giornata - di Tomaso Montanari, Nadia Urbinati, Donatella Della Porta e Christian Raimo.

I fantasmi del "cantiere Italia" appaiono solo quando muoiono

Il luogo dell'incidente a Palermo: il cestello della gru su cui stavano lavorano gli operai deceduti, Daniluc Tiberi Un Mai, di 50 anni, e Najahi Jaleleddine di 41, è caduto finendo sulla tettoia del gommista e ha ferito un altro lavoratore


di Antonio Maria Mira  

Due lavoratori in nero, alle dipendenze di un’impresa edile che ufficialmente non operava da dieci anni, sono morti nei giorni scorsi. Per la sicurezza servirebbero più ispettori, più mezzi e strumenti

I “fantasmi” hanno avuto un nome, si sono concretizzati, solo quando sono precipitati a terra. Vivi solo dopo la morte. Daniluc Tiberi Un Mihai, cittadino romeno di 50 anni e Najahi Jaleleddine, tunisino di 41 anni. Lavoratori in nero per un’impresa edile che ufficialmente non operava da dieci anni. Fantasmi, appunto. Ma “concretamente” appesi in quel cestello appeso a un breccio meccanico a 25 metri d’altezza. Che “concretamente” si è piegato di colpo sbalzandoli a terra. Perché “concretamente” non avevano quei dispositivi di sicurezza che la legge molto “concretamente” prevede, obbliga a predisporre, per salvare vite. Ma le vite dei fantasmi sembrano diverse. Non meritano regole e sicurezze. E continuano a morire. Pochi giorni fa abbiamo ricordato Abdellah, 38 anni, algerino, morto anche lui precipitando da un’altezza di 15 metri senza alcuna protezione. Senza contratto, in un cantiere fuori legge a San Marcellino nel Casertano, assieme a una decina di altri operai, tutti “in nero”.

lunedì, aprile 13, 2026

I l Papa: “Non sono un politico, parlo di Vangelo. Ai leader del mondo dico: basta guerre”


Durante il volo di andata verso Algeri, prima tappa del viaggio apostolico in Africa, Leone XIV saluta i circa 70 giornalisti al suo seguito: “È un viaggio speciale, il primo che volevo fare. Un’opportunità importantissima per promuovere riconciliazione e rispetto per i popoli”. Al Pontefice una domanda sulle critiche a lui indirizzate da Trump: “Non voglio entrare in un dibattito. Il mio messaggio è il Vangelo e continuo a parlare forte contro la guerra”

Salvatore Cernuzio – Sul volo Roma/Algeri

“Buongiorno a tutti, welcome aboard!”. Si mostra sereno e chiaramente entusiasta, Leone XIV, di questo terzo viaggio apostolico internazionale in Africa al via oggi, 13 aprile. Un lungo tour che vedrà il Papa pellegrino fino al prossimo giovedì 23 in Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. Luoghi in cui come dice porterà “il messaggio della Chiesa, il messaggio del Vangelo: beati i costruttori di pace”. Perché questo è il ruolo del Papa: non quello di “un politico”, afferma Leone ai circa 70 giornalisti che lo seguono nella trasferta e che, dopo un’ora dal decollo, saluta uno ad uno durante il volo verso Algeri. Una consuetudine di tutti i viaggi apostolici, occasione per scambi di regali e oggi anche per commentare – su sollecito degli stessi giornalisti – le pesanti dichiarazioni contro di lui da parte del presidente statunitense Donald Trump su Truth social.

Parlare forte contro la guerra

Attacco senza precedenti di Trump a Leone. Il Papa: “Non ho paura di lui. Continuo contro la guerra”

Donald Trump

di Iacopo Scaramuzzi

Il presidente degli Stati Uniti insulta il Pontefice dopo che Prevost ha alzato i toni e ha convocato una veglia di preghiera per la pace a San Pietro. Il presidente dei vescovi Usa: “Affranto per parole così denigratorie”. Il gesuita Martin: “Anticristiano”

Con una mossa che non ha precedenti Donald Trump ha attaccato Leone XIV per il crescendo di critiche che il primo Papa americano della storia ha fatto contro la guerra in Iran e Libano. Il presidente degli Stati Uniti ha attaccato frontalmente il Pontefice con un post sul suo social Truth e con dichiarazioni a favore di telecamere alla viglia dello storico viaggio di Prevost in Africa, il primo Papa a mettere piede in Algeria. Poi in serata, alla domanda dei giornalisti ha ribadito: “Non mi scuso, ha detto cose sbagliate. Era molto contrario a quello che sto facendo sull'Iran. Penso che sia molto debole sulla criminalità e su altre questioni”.

Dopo l’infortunio mortale sul lavoro a Palermo. “È una tragedia che si ripete da secoli”: intervista allo storico Michelangelo Ingrassia


M. Ingrassia 
Altri due lavoratori morti a Palermo, per il cedimento strutturale di una gru. Le indagini della Procura e dello Spresal dell’Asp sono in corso ed emergono già delle irregolarità. Le vittime, a quanto pare, non risultavano iscritte alla Cassa Edile né all’Edilcassa ed è in corso di accertamento l’esistenza di un regolare contratto tra il committente, proprietario dell’appartamento dove si stavano eseguendo i lavori, e la ditta coinvolta. 

È l’ennesimo episodio di una lunga scia di sangue che quotidianamente scorre nei luoghi di lavoro. Un fenomeno che non accenna a placarsi nonostante l’evoluzione normativa e tecnologica che dovrebbero garantire la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori. Ne parliamo con Michelangelo Ingrassia (Nella foto), docente di Storia delle Istituzioni Educative Contemporanee dell’Università di Palermo, membro e già Presidente del Comitato Consultivo Provinciale presso l’Inail di Palermo, autore di una ricerca storica sulla questione della salute e sicurezza dei lavoratori in Italia

domenica, aprile 12, 2026

Il ritorno della guerra santa


di Giuseppe Savagnone

È sorprendente constatare che il fattore comune, nell’attuale scenario politico mondiale, è il ritorno della violenza di Stato in nome di Dio. Quello che sembrava un residuo arcaico presente soprattutto nella cultura  islamica – e, ancora recentemente, in Iran, evidenziato dalla negazione dei diritti delle donne e dalla spietata repressione delle proteste contro il regime – , si sta invece ripresentando più attuale che mai nelle moderne società democratiche, dove sembrava destinato ad essere definitivamente superato con il processo di secolarizzazione e l’affermazione in tutti i campi dei diritti delle persone.

Se ne aveva avuto un’avvisaglia nel ritorno della Russia di Putin, che certo non è rappresentativa del modello di democrazia di cui parliamo, ma che sembrava, dopo la lunga stagione dell’ateismo di Stato dell’URSS, decisamente immune dal rischio di confondere la politica con la religione. E invece, in occasione dell’aggressione all’Ucraina, Putin ha potuto contare sulla benedizione del patriarca Kirill, il quale non ha esitato a definire la sua «una guerra santa perché Mosca difende la “Santa Russia” e il mondo dall’assalto del globalismo e dalla vittoria dell’Occidente “caduto nel satanismo”».

L’involuzione fondamentalista di Israele

sabato, aprile 11, 2026

Marzia Sabella: «Binu non pareva Provenzano. Così vent’anni fa facemmo la storia»


Riccardo Arena 

Binnu o Binu?». Marzia Sabella non ha dubbi: «Io l’ho sempre sentito, nelle intercettazioni dei colloqui dei suoi uomini, nei commenti che facevano i fiancheggiatori, con una sola enne: Binu». Quattro lettere per indicare un fantasma, almeno così era considerato fino all’11 aprile 2006. 

Pochi mesi prima avevano pure fatto un film su Bernardo Provenzano, intitolato proprio così, Il fantasma di Corleone. La tesi di fondo, basata non si sa su cosa, era che il superboss, all’epoca latitante da 43 anni, fosse morto o comunque non contasse più niente, né in Cosa nostra né fuori. E immaginate la sofferenza del silenzio obbligato in cui dovevano rimanere gli inquirenti del gruppo di cui faceva parte l’allora giovanissima Sabella, che, sotto il coordinamento dell’aggiunto Giuseppe Pignatone, con l’altro sostituto Michele Prestipino, avevano agganciato gli uomini più vicini a Binu, grazie all’incessante lavoro dello Sco e della Squadra mobile, un gruppo che aveva la sua punta di diamante in Renato Cortese.

Il Papa: "La guerra è blasfemia, chi bombarda non è cristiano"

Emmanuel Macron ha regalato a Leone XIV una maglia della nazionale francese di basket

Iacopo Scaramuzzi

Macron: stesse convinzioni. L'inquilino dell'Eliseo, in Vaticano insieme alla moglie Brigitte, ricevuto per un'ora. Sul tavolo Libano e crisi in Medio Oriente. "Porre fine ai conflitti attraverso negoziati"

CITTÀ DEL VATICANO - Il cristiano «non sta mai dalla parte di chi lancia le bombe»: papa Leone XIV è tornato a sconfessare il tentativo di utilizzare il cristianesimo per giustificare la violenza e lo ha fatto in riferimento alla guerra in corso in Medio Oriente proprio nel giorno in cui la situazione della regione è stata al centro del primo incontro che ha avuto ieri con il presidente francese Emmanuel Macron. 

«Fratelli», ha scritto detto Prevost in mattinata ai vescovi della Chiesa di Baghdad dei Caldei, «siete segni di speranza in un mondo segnato da violenze assurde e disumane, che in questo tempo, mosse dall'avidità e dall'odio, dilagano con ferocia proprio nelle terre che hanno visto sorgere la salvezza, nei luoghi sacri dell'Oriente cristiano, profanati dalla blasfemia della guerra e dalla brutalità degli affari, senza riguardo per la vita della gente, ritenuta al massimo come effetto collaterale dei propri interessi».

"SICILIA TERRA DI PACE": IN PIÙ DI 500 A SIGONELLA PER LA MANIFESTAZIONE CONTRO L'USO DELLA BASE MILITARE


“Sicilia terra di pace”. Recita così lo striscione che apre la manifestazione a pochi metri dalla base militare di Sigonella, in provincia di Catania. Un corteo organizzato dalla Cgil regionale per dire "no alla Sicilia come base logistica” della guerra in corso in Medio Oriente, ma anche per lanciare l’allarme sulle conseguenze economiche del conflitto in corso. Al sindacato si sono uniti volti di Pd, Alleanza verdi e sinistra e M5s oltre che di diverse associazioni e reti civiche.

Oltre 500 manifestanti per lanciare un segnale chiaro di pace ma anche di protesta per l’uso della base militare siciliana. "La pace è il presupposto per lo sviluppo di questa terra ed è assurdo immaginare che la Sicilia sia piattaforma logistica di una guerra assurda, di una guerra che pagano i lavoratori e le lavoratrici". A guidare la manifestazione c’è il segretario della Cgil siciliana Alfio Mannino, che prende parola per lanciare una dura condanna del conflitto. "Siamo in mobilitazione per dire innanzitutto che c'è un'altra idea di Sicilia e la presenza di tante giovani generazioni ci dice davvero che questa Sicilia vuole emergere. È davvero assurdo non soltanto il silenzio del governo regionale ma che addirittura la Regione, nella rivoluzione dei fondi strutturali, impiega risorse per l'economia di guerra e non invece per scuole infrastrutture, sanità e quant'altro".

venerdì, aprile 10, 2026

Vent’anni fa la cattura di Provenzano, la svolta che segnò un’epoca

Bernardo Provenzano il giorno dell'arresto

Il casolare della cattura 
di 
LIRIO ABBATE

La pm Marzia Sabella, che insieme al procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone e al sostituto Michele Prestipino coordinava l’inchiesta: «Entrando nel casolare fu come trovare la materializzazione del nostro fascicolo d’indagine. C’era tutto quello che avevamo ricostruito minuziosamente in quei quattro anni di lavoro»

Vent’anni dopo, quel casolare a Montagna dei Cavalli a Corleone, non è solo un luogo. È la fine della latitanza di Bernardo Provenzano, il capo di Cosa nostra rimasto invisibile per 43 anni. Quando gli uomini della polizia di Stato entrano, quella invisibilità si rompe dentro una stanza che è l’ufficio del boss che custodisce pure un archivio che racconta tutto. La pm Marzia Sabella, che insieme al procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone e al sostituto Michele Prestipino coordinava l’inchiesta, lo racconta partendo da lì: «Entrando nel casolare fu come trovare la materializzazione del nostro fascicolo d’indagine. C’era tutto quello che avevamo ricostruito minuziosamente in quei quattro anni di lavoro».

Tragedia sul lavoro a Palermo. Crolla una gru in via Ammiraglio Rizzo: il bilancio è drammatico due operai hanno perso la vita. Soccorsi e forze dell'ordine sul posto


Tragedia in via Ruggero Marturano a Palermo. Due persone sono morte. Sono gli operai che si trovavano sul cestello della gru che è improvvisamente crollato sul negozio di pneumatici Gammicchia. Da un primo controllo sarebbe emerso che i due operai che lavoravano sul cestello non erano censiti come edili. Il mezzo era stato affittato. 

Gli operai morti a Palermo sono Daniluc Tiberi Un Mihai, di 50 anni e Najahi Jaleleddine, di 41 anni. Secondo indiscrezioni uno dei due sarebbe originario della Romania, l’altro della Tunisia.

Morte di due operai a Palermo. Cgil Cisl Uil e Fillea, Filca e Feneal Palermo lanciano la mobilitazione unitaria sul tema della sicurezza sul lavoro.”La priorità è salvare delle vite”


Palermo 10 aprile 2026- “Da oggi parte per noi una grande mobilitazione unitaria sul tema della salvaguardia della vita dei lavoratori. Non è più accettabile assistere a questi gravissimi episodi e a questa scia di sangue. Nei prossimi giorni definiremo le iniziative attraverso le assemblee con i lavoratori, perché è giunto il momento di agire per salvare delle vite”.

Annunciano cosi la mobilitazione unitaria, Cgil Cisl Uil Palermo e Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil Palermo, con i segretari generali Mario Ridulfo, Federica Badami, Luisella Lionti, Piero Ceraulo, Francesco Danese e Pasquale De Vardo, sul tema della sicurezza sul lavoro, dopo l’ennesimo grave episodio di stamani a Palermo, in cui sono morti due operai edili e ferito gravemente un altro lavoratore. 

giovedì, aprile 09, 2026

Caffè letterario presso la sede di Arci Porco rosso a Palermo per la presentazione del libro di Dino Paternostro “La strage più lunga. Calendario della memoria dei sindacalisti caduti nella lotta contro la mafia”


Cuore dell’appuntamento di oggi pomeriggio al Caffè Letterario, nella sede di Arci “Porco Rosso”, a Casa Professa, è stato il libro “La strage più lunga. Calendario della memoria dei dirigenti sindacali e degli attivisti del movimento contadino e bracciantile, caduti nella lotta contro la mafia 1893-1966” di Dino Paternostro (edizioni La Zisa). 

Insieme all’autore,  erano presenti Calogero Audino e Laura Di Martino (Cgil Palermo), Fausto Melluso Arci Palermo). Il libro ricostruisce in un filo rosso le storie, molte delle quali dimenticate o sconosciute, dei sindacalisti uccisi nella lotta alla mafia, combattendo per i diritti e la libertà. “Cerchiamo di non essere monadi”, la frase che Paternostro ha voluto affidare ai prossimi appuntamenti letterari, con l’obiettivo di dare continuità alla conversazione sul tema delle lotte collettive per l’affermazione dei diritti. Il prossimo incontro si terrà il 16 aprile.

mercoledì, aprile 08, 2026

🟥 Sigonella: Mannino (Cgil), sabato la protesta per dire no all’utilizzo della base a fini militari e per lo stop a una guerra folle che rischia anche di avere conseguenze economiche catastrofiche per il nostro Paese, come dimostrano già i primi rincari di carburante e bollette


Alfio Mannino
La Cgil chiede a Schifani misure per alleviare il peso del caro carburante per i lavoratori e le loro famiglie e di valutare l’estensione dello smart working nel pubblico impiego

Palermo, 7 aprile-  Allarme della Cgil Sicilia per i rincari conseguenti al conflitto in Medio Oriente e per la crisi che possono determinare. Tant’è che il sindacato ha scritto al presidente della Regione, Renato Schifani, per sollecitare un confronto sulle misure da mettere in campo per alleviare il peso del caro- carburante per i lavoratori e per le loro famiglie. La Cgil chiede anche di  estendere il ricorso allo smart working nel pubblico impiego. “Sabato prossimo – afferma Mannino-saremo a Sigonella per la pace, per dire no all’utilizzo della base e di altre infrastrutture ai fini militari e per  manifestare tutto il nostro allarme anche per le conseguenze economiche nel nostro Paese e in Sicilia del conflitto in Medio Oriente e del suo protrarsi.

Giuseppe Governali, docente e preside, protagonista della vita civile e culturale del territorio corleonese. Lunedì 13 aprile gli sarà intitolato l’Auditorium dell’I.I.S.S. “Don G. Colletto”




Giuseppe Governali
L’Auditorium dell’I.I.S.S. “Don G. Colletto” sarà intitolato al preside Giuseppe Governali, per anni docente e dirigente scolastico dell’Istituto, scomparso nel 2016. La decisione l’ha presa all’unanimità, anni fa, il Consiglio d’Istituto della scuola, che poi ha atteso il nulla osta dalla Prefettura di Palermo. 

La cerimonia di intitolazione sarà aperta lunedì 13 aprile, alle ore 9.00, dalla dirigente scolastica prof.ssa Elisa Inglima, alla presenza dei familiari di Governali, del sindaco di Corleone Walter Rà, degli insegnanti e degli alunni del don Colletto. 

Dopo la scopertura della targa, Walter Bonanno e Giuseppe Alfieri apriranno il convegno sul tema "Giuseppe Governali, docente e preside, protagonista della vita civile e culturale del territorio corleonese", con la lettura di alcuni brani scelti della vasta produzione letteraria di Governali. Seguiranno gli interventi di Benedetta Marcianti, Giovanni Perrino (in video), Angela Pizzitola, Dino Paternostro e Pippo Cipriani. 

martedì, aprile 07, 2026

Aleida Guevara, figlia del Che: «I nostri errori? Non sarà Trump a correggerli, lo faranno i cubani. Pronti a morire per la rivoluzione»

Aleida Guevara (L'Avana, 1960)

Ernesto Che Guevara
Aleida Guevara, nata a L'Avana nel 1960, è la figlia di Ernesto "Che" Guevara



di Mariangela Paone

Il volto di Ernesto "Che" Guevara è un'icona universale, eppure sua figlia non riesce a ricordarlo. Aleida Guevara (L'Avana, 1960) aveva quattro anni e mezzo quando suo padre partì per il Congo. Non lo vide praticamente più. Dopo la missione africana, il guerrigliero argentino andò in Bolivia, dove fu ucciso nel 1967. Quando le si chiede che immagine ne conserva, lo sguardo si perde per qualche istante: «Vedo un uomo grande, vestito di verde oliva ma il volto non lo ricordo, devo ricorrere alle foto».

La siccità è un ricordo. Invasi pieni a Palermo. L'acqua c'è per 18 mesi

La diga Rosamarina

Rosamarina, Scanzano, Poma e Piana degli Albanesi triplicati. Più di 9 milioni di metri cubi con le piogge della settimana


DI TULLIO FILIPPONE

Il 78% della capienza dei quattro invasi di Palermo adesso è stato raggiunto, c'è acqua per il prossimo anno e mezzo. Le grandi piogge che hanno continuato a interessare senza sosta il Palermitano hanno fatto tornare il livello delle scorte d'acqua all'estate del 2022, quando parlare di siccità era impensabile. Per capire l'impatto sulle riserve della città, basta osservare un grafico pubblicato dall'Amap, che gestisce il servizio idrico di Palermo e di cinquanta Comuni della provincia. Secondo le ultime rilevazione disponibili di venerdì 3 aprile la quantità di acqua custodita dai quattro bacini — Rosamarina, Scanzano, Poma e Piana degli Albanesi — mostra come in tre mesi, da gennaio ai primi di aprile, le scorte siano passate dalla soglia critica di 37,6 milioni di metri cubi a poco più di 140 milioni attuali.

Caffè letterario, giovedì la presentazione del libro di Dino Paternostro “La strage più lunga”, calendario della memoria dei sindacalisti caduti nella lotta contro la mafia



Palermo 7 aprile 2026 – Giovedì 9 aprile alle ore 16 al  Caffè Letterario, presso Arci Porco Rosso, in via Casa Professa, 2, si terrà la presentazione del libro “La strage più lunga. Calendario della memoria dei dirigenti sindacali e degli attivisti del movimento contadino e bracciantile, caduti nella lotta contro la mafia 1893-1966” di Dino Paternostro.

“Il libro – spiegano gli organizzatori -  racconta la lunga scia di violenze contro il movimento contadino siciliano, riportando alla luce le storie dimenticate di sindacalisti e attivisti uccisi dalla mafia. Mafia, agrari e parte della politica hanno ostacolato con violenza le rivendicazioni di lavoro, diritti e libertà. Attraverso archivi e testimonianze, dal libro emerge il ruolo fondamentale del sindacato nella costruzione di una Sicilia più giusta e democratica. L’autore vuole restituire memoria e valore a coloro che hanno lottato per rendere questa terra libera”.

domenica, aprile 05, 2026

LA PASQUA DELL’ASP NEGLI OSPEDALI AZIENDALI: IL DIRETTORE GENERALE, ALBERTO FIRENZE, ALL’INGRASSIA


AUGURI A PAZIENTI, FAMILIARI E OPERATORI SANITARI NEL GIORNO DI FESTA ANCHE A PETRALIA SOTTANA, TERMINI IMERESE, CORLEONE, PARTINICO E VILLA DELLE GINESTRE

 

PALERMO 5 APRILE 2026 - Un gesto di vicinanza e attenzione nel giorno di Pasqua. Il Direttore generale dell’ASP di Palermo, Alberto Firenze, si è recato questa mattina al Pronto soccorso dell’ospedale Ingrassia per portare personalmente gli auguri ai pazienti, ai loro familiari e agli operatori sanitari in servizio. Presenti anche il Direttore sanitario del nosocomio, Antonino Di Benedetto, ed il direttore del dipartimento Emergenza - Urgenza, Emanuele La Spada.