sabato, maggio 09, 2026

IL RACCONTO. Pd, la prova di forza dei "bonacciniani" a Sciacca. E per le Regionali porte aperte a Cateno De Luca

Da sx: Michele Catanzaro e Stefano Bonaccini

Il presidente nazionale riunisce l’area “Energia Popolare”: «Pronti a battere Meloni e Schifani». Il capogruppo dem all'Ars: «Per vincere servono tutte le energie»

di Accursio Sabella

In platea i rappresentanti di Movimento cinque stelle e Italia Viva. E dal palco rimbalza il riferimento a Cateno De Luca. Il Pd si prepara a costruire la coalizione per le prossime regionali. Ma a mancare è proprio un pezzo di Pd: non c'è il segretario regionale Anthony Barbagallo e l'area che in Sicilia fa riferimento a Elly Schlein, soprattutto, ad ascoltare gli interventi del presidente del partito Stefano Bonaccini e dei rappresentanti della corrente “Energia popolare” che a Sciacca prova a dare una manifestazione di forza e presenza nel partito.

TANGO ARGENTINO!


Continuano con caparbietà Silvio Benedetto e Silvia Lotti (“i Silvi”) a presentare ogni sabato incontri a Campobello di Licata.

Sono ormai fra le poche o uniche realtà artistico-culturali continuative e qualificate nell'agrigentino. Pittura, teatro, lotte sociali, fotografia, psicologia, storia si alternano o si complementano.

Nel Tango argentino si sentono tra i ritmi della danza echi d'immigrazione, intrecciati con orizzonti d'illusione e con solitudine.

Saletta Minerva, sabato 9 maggio ore 18.00, Piazza Marconi 1, Campobello di Licata (AG). Ingresso libero.

venerdì, maggio 08, 2026

A Corleone bisogna provare a smantellare davvero una società mafiogena, che spaccia i diritti per favori

Panorama di Corleone

DINO PATERNOSTRO 

È amara consolazione dire - come fa il sindaco Rà - “lo avevamo detto”. Ma anche un’ovvietà. Infatti, che la presenza della mafia sul territorio corleonese non abbia mai avuto soluzione di continuità è stato sempre evidente, molto evidente. 

Negarlo significa essere fuori dal mondo o in assoluta malafede. Tra l’altro, anche i cittadini più distratti sono stati costretti ad aprire gli occhi, dopo lo scioglimento per mafia del comune di Corleone dell’estate del 2016, ai tempi del sindaco Lea Savona, appena dieci anni fa. Tanto che abbiamo dovuto scontare due anni di commissariamento. 

Il vero antidoto alla presenza della mafia, quindi, è aprire gli occhi sulla realtà per provare a smantellare davvero una società mafiogena, che spaccia i diritti per favori, che non dà lavoro “buono” e sicuro, che non garantisce servizi socio-sanitari adeguati ai bisogni dei cittadini. 

Non ci sono dubbi che la stragrande maggioranza dei cittadini corleonesi è costituita da persone oneste, che vogliono lavorare onestamente. Non c’è dubbio che Corleone ha avuto sempre un’antimafia antica quanto la mafia. Che sempre più i nostri ragazzi si riconoscono in eroi come Verro e Rizzotto e ripudiano i miti della mafia. Ma questo ancora non basta. 

Il consiglio comunale ha approvato un buon ordine del giorno, ma con ben cinque “F.to” perché cinque consiglieri non erano presenti in aula. Troppe assenze per una seduta così importante del consiglio comunale, peraltro senza nessun intervento in aula dei consiglieri. Di norma parlano di tutto e senza limiti, costringendo la presidente a richiamare al rispetto dei tempi. Stamattina non ce n’è stato bisogno. E non è stato un “belvedere”. 

(dp)

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Un doveroso aggiornamento. Lungi da me il pensare che un’assenza in consiglio comunale possa significare un minore impegno nel contrasto alla mafia. E, d’altra parte, i consiglieri assenti non devono giustificarsi con me e con un giornale. Ma un giornale non può non rilevare che su 16 consiglieri ben 5 erano assenti in una seduta consiliare certamente molto importante. Un’assenza (apprendiamo) che è dovuta ad un ricovero ospedaliero. E ce ne dispiaciamo (anzi, auguri di pronta guarigione). Per il resto, ci auguriamo una sempre maggiore attenzione e consapevolezza da parte di chi rappresenta le istituzioni della nostra città. A volte, tornare indietro è un attimo! (dp)

Il consiglio comunale di Corleone: “La sola buona volontà non è sufficiente per contrastare la mafia. Dev’essere accompagnata da azioni concrete dello Stato sul territorio, come il Tribunale e un Presidio Ospedaliero potenziato”

Un momento della seduta consiliare di oggi

Riceviamo e pubblichiamo dalla presidente del consiglio comunale di Corleone, Rosanna Bonanno, l’ordine del giorno, approvato all’unanimità dagli undici (su sedici) consiglieri comunali presenti in aula (ma sottoscritto anche dai cinque assenti), nella mattinata di oggi 8 maggio 2025 sui recenti arresti per mafia. 

PREMESSO che in data 5 magglo 2026 i Carabinieri della Compagnla di Corleone, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere di alcuni soggetti legati alla criminalità mafiosa corleonese;

Corleone. Così si sfogava il mafioso: mi usano solo quando servo


Fabio Geraci

Aveva fatto quello che gli era stato chiesto. Almeno così diceva lui. Era stato «a disposizione», si era mosso quando gli altri avevano bisogno e proprio per questo, quando la lite con il fratello Giovanni era diventata sempre più pesante, si aspettava protezione, sostegno, una presa di posizione chiara. 

Invece Mario Gennaro, 53 anni, arrestato nell’inchiesta della Dda sul mandamento di Corleone, si sentiva lasciato solo. Peggio: trattato come uno da usare quando serviva e da abbandonare quando chiedeva aiuto.

È uno dei passaggi centrali dell’ordinanza del giudice Claudia Rosini. Gennaro viene descritto nelle carte come un affiliato con la «punciuta» ma le conversazioni, captate con lo spyware installato sul suo telefono, ne restituiscono un mafioso arrabbiato e deluso. A tratti addirittura furioso con Mario Grizzaffi, il nipote di Totò Riina indicato come reggente della cosca corleonese, e con lo zio Liborio Spatafora, un altro uomo d’onore della famiglia, sotto Grizzaffi ma sopra Gennaro nelle gerarchie del clan.

giovedì, maggio 07, 2026

Le foto inedite dei cento passi. "Così Impastato ci insegnò a combattere i boss danzando"


Impastato davanti a un murale

IL RACCONTO. "Peppino mi chiese di non essere ripreso ma era lui al centro di un percorso di novità che è ancora attuale"

DI SALVO PALAZZOLO

Peppino non amava essere fotografato — sussurra Paolo Chirco — me lo disse chiaramente una volta e rispettai questa sua volontà, ma era inevitabile la sua presenza nelle immagini che scattavo». Paolo aveva 21 anni in quei giorni del 1976 pieni di iniziative del tutto nuove per Cinisi, un paesino come tanti della provincia di Palermo dove però viveva il mafioso più importante della Sicilia, Gaetano Badalamenti. «Ma questo ancora non lo sapevamo», dice Paolo. «Peppino Impastato e i suoi compagni organizzavano un'iniziativa dopo l'altra con il Circolo "Musica e cultura". Concerti, mostre, pièce teatrali. E io iniziai a fotografare ogni momento, così per gioco, per passione. Se qualche volta non lo feci è perché mi mancavano gli spiccioli per il rullino». 

È possibile la resistenza alla guerra attraverso l’obiezione di coscienza


Don Francesco Romano e 
Don Cosimo Scordato

Di fronte a quanto sta accadendo sotto i nostri occhi, tutti, chi più chi meno, siamo presi da un senso di sgomento e di impotenza. Lo sgomento è provocato dal fatto che tante conquiste, che ci sembravano acquisite irreversibilmente (diritto internazionale, prospettiva del disarmo, uguaglianza tra i popoli…), sono stati messe in crisi da interventi destabilizzanti a livello internazionale. 

L’impotenza nasce dal senso di incapacità a poter agire nei confronti di uno squilibrio geopolitico che ridimensiona le possibilità stesse dei singoli Stati. Di fronte a questo stato di cose può insorgere la tentazione di lasciarsi andare a un senso di ‘realismo rinunciatario’ rispetto alla ineluttabilità del presente. 

Aurora Quattrocchi vince il David di Donatello come attrice protagonista

All'attrice palermitana la statuetta per il ruolo in "Gioia mia", di Margherita Spampinato, altra siciliana premiata come regista esordiente. Statuette anche alle costumiste Maria Rita Barbera e Gaia Calderone. Tra le candidate Tecla Insolia

 

Aurora “Rori” Quattrocchi 

Aurora Quattrocchi conquista il David di Donatello 2026 come migliore attrice protagonista in Gioia mia, film di Margherita Spampinato, la regista siciliana ha invece vinto il premio come regista esordiente. Altri riconoscimenti alle costumiste Maria Rita Barbera e Gaia Calderone. Un riconoscimento importante per l’attrice palermitana, arrivato nella serata della 71ª edizione dei premi, che ha visto trionfare “Le città di pianura” con otto statuette. 

mercoledì, maggio 06, 2026

Il Cidma sui recenti arresti di Corleone: complimenti alle forze dell’ordine e solidarietà alla Coop Lavoro e non solo


"I recenti arresti a Corleone ci inducono ad impegnarci sempre di più nel diffondere la cultura antimafia e a formare le nuove generazioni al rispetto della  legalità. 

Il Consiglio Direttivo e i volontari del Cidma sono riconoscenti alle forze dell'ordine per il proficuo e quotidiano lavoro di controllo del territorio e contrasto alle varie forme di criminalità ed in special modo di quella mafiosa. Esprimiamo vicinanza e solidarietà ai lavoratori della Cooperativa Lavoro & non Solo, nostro prezioso partner. Siamo certi che la nostra comunità saprà reagire per isolare e contrastare questa mala pianta che da troppo tempo macchia l'immagine dei tanti cittadini onesti che vivono nel rispetto delle regole di giustizia e legalità.

PIANA DEGLI ALBANESI, LA STORIA. Personale ingaggiato e trasferito subito dopo l'inaugurazione del centro. Il sindaco: "Ho chiesto un incontro all'Asp"



DI GIUSI SPICA
Al taglio del nastro, il 31 marzo scorso, c'erano tutti, dal sindaco Rosario Petta all'ex assessora regionale alla Salute Daniela Faraoni. C'era lo stato maggiore dell'Asp di Palermo e il vescovo della comunità albanese Raffaele De Angelis, chiamato a dare la benedizione al nuovo ospedale di comunità di Piana degli Albanesi. Anche i tre infermieri che il giorno prima, con un ordine di servizio, erano stati spostati dall'ospedale Ingrassia di corso Calatafimi alla nuova struttura erano in prima fila con gli ospiti d'onore. Gli unici a mancare (sic!) erano i pazienti.

ARRESTI DI MAFIA A CORLEONE: DAL CENTRO STUDI PAOLO E RITA BORSELLINO SOLIDARIETÀ A ‘LAVORO E NON SOLO’ E ALLA COMUNITÀ DI ARCI SICILIA

Calogero Parisi, presidente Coop Lavoro e non solo

Il Centro Studi Paolo e Rita Borsellino esprime profonda vicinanza e piena solidarietà alla cooperativa sociale “Lavoro e non solo” di Corleone e all’intera comunità di Arci Sicilia, all’indomani dei recenti arresti che hanno coinvolto soggetti legati a contesti familiari mafiosi, tra cui parenti del boss Salvatore Riina. 

Le indagini durate sei anni e condotte da Carabinieri rappresentano un segnale importante di contrasto concreto alla criminalità organizzata grazie alla interazione fra realtà della società civile organizzata forze dell’ordine, che insieme rappresentano il segno concreto della presenza dello Stato. Tali indagini, come emerge dalle fonti di stampa, hanno preso avvio anche grazie alle denunce e al coraggio dei soci della cooperativa, che negli anni hanno subito intimidazioni e danneggiamenti, nonché il furto di un carico di grano da 60 quintali ai danni della cooperativa senza mai arretrare.

Mandamento di Corleone ancora attivo: arrestato Mario Grizzaffi, nipote di Riina. Le relazioni tra gli arrestati

Totò Riina

Luca Grossi

Dall’inchiesta emerge un mandamento che, secondo gli inquirenti, sarebbe rimasto sotto il controllo della famiglia Grizzaffi, definita "erede diretta della linea Riina-Provenzano". 

Nonostante eventi cruciali come l’arresto di Bernardo Provenzano (2006) e la morte di Totò Riina (2017), l’organizzazione avrebbe continuato a esercitare influenza su diversi ambiti: dalle compravendite immobiliari agli appalti, fino al voto di scambio, con l’obiettivo di "impedire e ostacolare il libero esercizio del voto, nonché per procurare voti a sé e ad altri in occasione di consultazioni elettorali", oltre alla gestione delle controversie locali tramite meccanismi “para-istituzionali”. Per questo è stata emanata un’ordinanza cautelare che ha portato all’arresto di sei presunti appartenenti a Cosa nostra attivi nel territorio di Corleone.

L'orchestra del conservatorio "Scarlatti", diretta dal corleonese Giuseppe Crapisi, suona al teatro Massimo


di Irene Carmina

In programma il brano vincitore del concorso dell'istituto e una pagina di Wagner

Formazione e repertorio, nuove scritture e classici. Mercoledì sera alle 20,30 il teatro Massimo ospiterà il concerto dell'orchestra sinfonica del conservatorio Alessandro Scarlatti diretta da Giuseppe Crapisi. L'apertura è affidata a "Per l'umanità" di Leonardo Scicolone, lavoro vincitore del concorso interno del conservatorio. Subito dopo, il programma entra nel vivo del repertorio con il "Concerto per flauto e orchestra in Re maggiore op. 283" di Carl Reinecke. Solista è Alessandro Nigrelli, classe 2007, formazione nella Massimo Youth Orchestra e oggi primo flauto dell'Orchestra sinfonica nazionale dei Conservatori Italiani.

Da La Repubblica Palermo, maggio 2026

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Complimenti e tanti auguri a Giuseppe Crapisi dalla redazione di Città Nuove e dal suo direttore Dino Paternostro (dp)

Corleone, a proposito dei recenti arresti per mafia: “Questo nostro territorio per troppo tempo è stato tagliato fuori dalla possibilità di uno sviluppo vero”


di FRANCESCO VIZZINI

Carissimo Dino, le tue sono riflessioni che condivido e che andrebbero fatte proprie dalle Amministrazioni di tutta l'area dei Sicani per rilanciare la centralità di questo territorio che per troppo, troppo tempo è stato tagliato fuori dalla possibilità di uno sviluppo vero. 

Uno sviluppo che parta dalle infrastrutture e valorizzi la produzione e trasformazione dei prodotti locali e tipici, nonché le risorse paesaggistiche e storico/culturali e finalmenteda una presenza della Pubblica Amministrazione che vada oltre le Forze dell'Ordine e dispieghi nuovamente tutti i suoi apparati dalla Sanità alla Giustizia. Resta emblematico, tanti anni fa, lo spostamento della Palermo-Sciacca.

IL PUNTO DEL CORRIERE DELLA SERA Prima Ora: Le cose da tenere d'occhio oggi 6 maggio 2026

Leone XIV

di LUCA ANGELINI

«Se dipendesse dal Papa, andrebbe bene per lui che l’Iran abbia un’arma nucleare. Penso stia mettendo a rischio molti cattolici e molte persone». (Donald Trump)
«
La missione della chiesa è predicare il Vangelo, predicare la pace, se qualcuno vuole criticarmi per annunciare il Vangelo che lo faccia con la verità, la Chiesa da anni ha parlato contro tutte le armi nucleari, quindi lì non c’è nessun dubbio e quindi spero semplicemente di essere ascoltato per il valore della parola di Dio». (Papa Leone XIV) 

Si vede che, a Donald Trump, la missione del segretario di Stato Usa, Marco Rubio, atteso domani in Vaticano, non sembrava già abbastanza complicata.

martedì, maggio 05, 2026

Corleone, purtroppo la mafia c’è ancora, ma ci sono anche le istituzioni e la società civile che la contrastano


DINO PATERNOSTRO

Sicuramente preoccupa la presenza pervasiva della mafia a Corleone, dove continuano ad incrociarsi nomi e cognomi che da decenni rappresentano la continuità della cosa nostra in salsa corleonese. Quella che dalla terra non vuole allontanarsi, quella che vuole continuare a gestire il potere territoriale in alternativa e contro il potere dello Stato. E fà giustizia della tentazione (in buona e in mala fede) di dare per sconfitta e per scomparsa la mafia, che qua e la sentiamo emergere dalle pieghe della società. 

Preoccupano ancora di più le richieste preventive di “autorizzazioni” ai boss mafiosi da parte di alcuni cittadini per concludere la compravendita di terreni. 

Per fortuna possiamo constatare con soddisfazione che le forze dell’ordine - in quest’ultimo caso i carabinieri - non danno tregua alla criminalità organizzata.

Mafia a Corleone, un indagato - Mario Gennaro - racconta la sua affiliazione: «Mi bucarono lui e mio zio Lillo»


«Quando era vivo lui (Totò Riina ndr) è venuto a farmi entrare nella società, io avevo diciotto anni». Mario Gennaro, tra i tre arrestati nel blitz della Dda di Palermo contro la cosca di Corleone, racconta, non sapendo di essere intercettato, la sua affiliazione rituale a Cosa nostra. 
Alla cerimonia avrebbe dunque partecipato il capo dei capi della mafia che, all’epoca, era latitante.

«Mi bucarono lui e mio Zio Lillo», aggiunge ricordando il suo ingresso formale in Cosa nostra e riferendosi allo zio Liborio Spatafora, oggi indagato, e a Mario Grizzaffi, nipote di Riina finito in carcere per mafia. »A tutti! Ho accontentato a tutti quando sono stati in galera, hanno fatto eh... a disposizione! Mario sempre a disposizione! Mario non ha sbagliato mai! Né a comportarsi con la gente! Oh!... né a comportarsi:con nessuno! Val», dice di se stesso al suo interlocutore, confermando il suo ruolo nella cosca.

GdS, 5/5/2026

Arresti a Corleone, Ridulfo, Cgil Palermo: “Plauso alle forze dell’ordine e preoccupazione per l’insistenza e pervasività della mafia, malgrado i colpi inferti”

Mario Ridulfo

Palermo 5 maggio 2026 - La Cgil Palermo esprime plauso all’Arma dei Carabinieri e alla Procura di Palermo per gli arresti frutto di un’indagine che ha ricostruito l’esistenza di una “mafia rurale” ancora molto attiva a Corleone. In manette anche il nipote di Totò Riina. 

“Esprimiamo plauso per il lavoro svolto dalle forze dell’ordine e dai magistrati ma anche – dichiara il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo - forte preoccupazione rispetto al persistere di pratiche e modalità mafiose, ancora operanti nel corleonese con un’azione di controllo esercitata a forza di intimidazioni, minacce danneggiamenti. Una mentalità che ancora persiste e che denota l’insistenza e la pervasività della mafia, nonostante i colpi inferti e l'impegno delle istituzioni e dell’antimafia sociale. Si conferma l’interesse dei mafiosi per la ‘roba’, anche per quella oggetto di confisca e di chi ha in gestione beni sottratti alla mafia. La speranza è che prevalga, rispetto a una mentalità che cerca ancora favori e protezione, la reazione della parte sana della società”. 


Corleone e la "mafia rurale" tra intimidazioni e minacce, tre arresti: in carcere il nipote di Totò Riina


I carabinieri hanno eseguito un'ordinanza emessa dal gip nei confronti di Mario Grizzaffi (60 anni), Mario Gennaro (53) e Pietro Maniscalco (62). Secondo gli inquirenti avrebbero esercitato un potere di controllo del territorio con incendi dolosi e furti di mezzi alle aziende agricole, tre la quali una che ha la sede proprio in un immobile confiscato alla famiglia Grizzaffi.

A Corleone avrebbero fatto “il bello e il cattivo tempo”, tra intimidazioni, estorsioni, danneggiamenti, incendi e furti. Una manifestazione della “mafia rurale” che, secondo gli inquirenti, è ancora operativa. I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di uno dei nipoti del boss Totò Riina, Mario Grizzaffi (nato a Palermo, 60 anni), e di Mario Gennaro (nato a Corleone, 53 anni) e Pietro Maniscalco (nato a Corleone, 62 anni). Sono accusati di associazione per delinquere di tipo mafioso. Per un altro indagato era stato chiesto il carcere, mentre per altri due i domiciliari, ma il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Palermo, Claudia Rosini, ha rigettato la richiesta della Procura.

lunedì, maggio 04, 2026

A Palermo, convegno alla Storia Patria in memoria del procuratore Pietro Scaglione, assassinato dalla mafia


Pietro Scaglione
Martedì 5 maggio ricorre il 55° Anniversario dell’omicidio del Procuratore della Repubblica di Palermo Pietro Scaglione e dell’agente Antonio Lorusso. Un convegno di Anpi, Centro Studi Pietro Scaglione, Movimento per la Giustizia, Ordine dei Giornalisti e Storia Patria ricorderà il duplice delitto di via Cipressi.  

Il 5 maggio del 1971, in via dei Cipressi, a Palermo, furono uccisi il Procuratore della Repubblica, Pietro Scaglione, e l’agente Antonio Lorusso, entrambi riconosciuti con Decreto ministeriale “vittime del dovere e della mafia” e insigniti dal Presidente della Repubblica della “Medaglia d’oro al merito civile”. L’Anniversario del delitto sarà, tra l’altro, ricordato a Palermo nel salone della Società Siciliana per la Storia Patria, martedì 5 maggio, ore 16.30, nell’ambito del Convegno in memoriam sul tema “Mafia e Antimafia tra passato e presente”, organizzato dal Centro Studi sulla Giustizia Pietro Scaglione, dalla Società siciliana per la Storia Patria, dal Movimento per la Giustizia Art. 3-ETS e dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (sezioni di Sicilia e di Palermo).  

L'Isola non è una terra per giovani e donne. OVER 70 ALLA RISCOSSA E QUOTE ROSA SOTTO IL 25%: LA FOTOGRAFIA DELLA SICILIA ALLE AMMINISTRATIVE

Fabiana Mascolino


Tutto pronto per le amministrative di fine maggio. La scorsa settimana, mercoledì 29 aprile, sono scaduti i termini per la presentazione delle liste, con tutti i candidati a primo cittadino e al Consiglio comunale (CLICCA QUI). A meno di mese dal ritorno alle urne la campagna elettorale entra così nel vivo.

Le province maggiormente coinvolte saranno quelle di Messina e Palermo, rispettivamente con 17 e 16 Comuni. Seguono poi Agrigento e Catania a 9Caltanissetta7 ed Enna a 6. Saranno 3 invece i Comuni nelle province di Siracusa e Trapaniuno solo in quella di Ragusa. Di questi 54 impiegheranno il sistema maggioritario, poiché con popolazione inferiore ai 15mila abitanti, mentre 17 il sistema proporzionale. E proprio su quest’ultimi si focalizzerà l’attenzione delle forze politiche in campo, con i tre capoluoghi di provincia che giocheranno un ruolo cruciale: Agrigento, Messina e Enna.

Ma qual è il quadro siciliano in vista di domenica 24 e lunedì 25 maggio?

Dal ragionamento politico a quello territoriale

domenica, maggio 03, 2026

TRE MAGGIO, RICORDIAMO I GIORNALISTI UCCISI. MA NON BASTA, L'INFORMAZIONE E' SOTTO ATTACCO

Giornalisti uccisi 

di FRANCO NICASTRO

Il giornalismo è ovunque sotto attacco. Il potere politico lo soffoca e quello criminale lo colpisce. È una combinazione di minacce che ci viene ricordata dal voto del Senato con il quale è stata istituita la Giornata per i giornalisti uccisi (il conto ormai si perde). È stata scelta non a caso la data del 3 maggio, lo stesso giorno della libertà di stampa: la conferma che questi temi si intrecciano e si integrano. 

Certo, l’istituzione della Giornata è un segno di attenzione ma non basta tenere viva la memoria di chi ha pagato un costo umano intollerabile alla corretta informazione. Proprio in Italia, è stato osservato, sarebbe urgente e necessario pensare anche alla condizione in cui lavorano i giornalisti. Da dieci anni aspettano il rinnovo del contratto, sono assediati dalle querele temerarie e dalle leggi bavaglio, vengono spiati, sono alle prese con un precariato mortificante.

HPV, OPEN DAY ALL’UNIVERSITÀ: “VIVI IL PRESENTE, PROTEGGI IL TUO FUTURO”. IL 6 MAGGIO VACCINAZIONI GRATUITE E INFORMAZIONI A PALERMO PER GLI STUDENTI IN VIALE DELLE SCIENZE


PALERMO 3 MAGGIO 2026 – Dopo il positivo riscontro registrato nella giornata dello scorso 4 marzo, torna all’Università degli Studi di Palermo l’Open Day dedicato alla prevenzione del Papilloma virus umano (HPV). Il Dipartimento di Prevenzione dell’ASP di Palermo, in collaborazione con l'ERSU, organizza mercoledì 6 maggio una nuova giornata di informazione e vaccinazione nei locali dell’Edificio 1 della residenza universitaria “Santi Romano”, in viale delle Scienze.

Dalle 10.30 alle 17.30 sarà possibile accedere gratuitamente alla vaccinazione anti-HPV e ricevere informazioni sui rischi legati al virus, che rappresenta una delle principali cause di lesioni precancerose e tumorali.

sabato, maggio 02, 2026

Sia festa pure per i disoccupati e per i datori di lavoro


Don Francesco Romano / 
Don Cosimo Scordato 

La storia del Primo Maggio come festa dei lavoratori ha qualcosa di commovente perché si porta dentro la rivendicazione della dignità dei lavoratori come persone libere e creative; ci limitiamo a ricordare due passaggi particolarmente significativi, uno internazionale, l’altro locale. 

La conquista delle otto ore lavorative ha avuto inizio il Primo Maggio 1867 nello stato dell'Illinois; da qui prese avvìo la successiva espansione graduale in tutto il territorio statunitense. Il Primo Maggio 1886 ricorreva il diciannovesimo anniversario dell'entrata in vigore della legge dell'Illinois e l’Organizzazione dei sindacati dei lavoratori (le Unions) l’aveva scelto come il giorno di scadenza limite per estendere tale conquista a tutto il territorio americano, pena l'astensione dal lavoro, con uno sciopero generale a oltranza. Anche Chicago partecipò allo sciopero generale con un immenso corteo pacifico.

AL VIA LUNEDÌ 4 MAGGIO LE RIPRESE DELLA SCUOLA DI CINEMA PIANO FOCALE. IL CASTELLO DI MARINEO E IL BORGO DIVENTANO SET PER I PRIMI DUE CORTOMETRAGGI


La scuola di cinema Piano Focale - Eikona Film annuncia ufficialmente l'inizio delle riprese, lunedì 4 maggio, dei diecicortometraggi di fine anno accademico. Un traguardo importante che vede coinvolti oltre 60 studenti dei vari dipartimenti — regia, direzione della fotografia, sceneggiatura, recitazione, montaggio, produzione e audio — pronti a trasformare la teoria in pratica professionale sul campo.

Il primo ciak sarà battuto nella suggestiva cornice del Castello di Marineo, dove verranno girate le prime due opere della serie. Questo inizio è frutto di una proficua collaborazione tra la scuola, diretta da Giuseppe Gigliorosso, e la Fondazione CulturaleGioacchino ArnoneQuest'anno Piano Focale e la Fondazione Arnone, rappresentata dal Prof. Giuseppe Taormina, hanno dato vita a Marineo a un corso cinematografico intensivo. La sinergia tra i giovani della Fondazione e gli studenti di Piano Focale ha permesso una preparazione ottimale dei lavori, creando un clima di grande energia creativa. Il borgo di Marineo si sta confermando un’eccezionale risorsa scenografica, prestandosi come set ideale per le atmosfere dei primi due cortometraggi in programma.

MEDICI DI FAMIGLIA CONTRO LA DIPENDENZA SELETTIVA, GALVANO: “SERVE INTEGRAZIONE, NON SUBORDINAZIONE”

Luigi Galvano

di Giorgia Görner Enrile 

“La dipendenza selettiva dei medici di medicina generale, in qualsiasi forma in cui venga declinata, è incompatibile con la natura della medicina generale”.

I medici di famiglia tornano all’attacco delle linee programmatiche del riordino dell’assistenza primaria territoriale, della medicina generale e della pediatria di libera scelta. Il dossier, legato alla piena operatività delle Case della Comunità, contesta soprattutto il doppio canale: convenzione riformata per una parte dei professionisti e dipendenza selettiva per le funzioni territoriali a maggiore intensità organizzativa.