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| Giornalisti uccisi |
di FRANCO NICASTRO
Il giornalismo è ovunque sotto attacco. Il potere politico lo soffoca e quello criminale lo colpisce. È una combinazione di minacce che ci viene ricordata dal voto del Senato con il quale è stata istituita la Giornata per i giornalisti uccisi (il conto ormai si perde). È stata scelta non a caso la data del 3 maggio, lo stesso giorno della libertà di stampa: la conferma che questi temi si intrecciano e si integrano.
Certo, l’istituzione della Giornata è un segno di attenzione ma non basta tenere viva la memoria di chi ha pagato un costo umano intollerabile alla corretta informazione. Proprio in Italia, è stato osservato, sarebbe urgente e necessario pensare anche alla condizione in cui lavorano i giornalisti. Da dieci anni aspettano il rinnovo del contratto, sono assediati dalle querele temerarie e dalle leggi bavaglio, vengono spiati, sono alle prese con un precariato mortificante.












































