domenica, febbraio 08, 2026

Città Nuove, Cgil, Anpi, Associazione Italia-Cuba e Federconsumatori hanno chiesto al comune di Corleone di dedicare dei luoghi pubblici al preside Governali, a Nino Gennaro e Biagia Birtone. “Sono importanti tessere del mosaico Corleone”

Giuseppe Governali (ph. Mario Cuccia)

Nino Gennaro
Dino Paternostro, direttore Città Nuove Corleone, Caterina Pollichino, segretaria Camera del lavoro “P. Rizzotto” Corleone, Antonella Sanzio, presidente Associazione di Amicizia “Italia-Cuba” Corleone, Salvatore Di Miceli, presidente circolo Anpi Corleone e Salvatore Iannazzo, presidente Federconsumatori Corleone hanno presentato al Sindaco, al Presidente del consiglio e ai consiglieri del comune di Corleone
la richiesta di dedicare una strada cittadina alla memoria del preside prof. Giuseppe Governali, per tanti anni insegnante di lettere al Liceo di Corleone, consigliere ed assessore comunale con la delega di vicesindaco di Corleone. 

Biagia Birtone
Hanno presentato anche una richiesta per collocare nella sala consiliare una targa alla memoria di Biagia Birtone, prima donna consigliera comunale di Corleone nelle prime elezioni in cui le donne hanno potuto godere dell’elettorato attivo e passivo. Biagia militava del Partito comunista italiano ed era amica di Placido Rizzotto.

Viola Ardone: “La scuola è di chi la fa, la scuola è il posto dove le idee si scambiano e non si impongono“

Pubblichiamo un bellissimo scritto della scrittrice e insegnante Viola Ardone oggi su La Stampa. Ne vale la pena.

VIOLA ARDONE

Stamattina in classe abbiamo visto un bel film di qualche annetto fa tratto da un libro altrettanto bello, apprezzato tutti insieme durante l’ora di lettura. Parlano, libro e film, di un anziano giornalista di Lisbona che vive un po’ supinamente e con innocente indifferenza l’avanzata del regime di Salazar in Portogallo. 

Le ultime immagini del film però ci mostrano il volto rugoso e fiero del dottor Pereira, interpretato da Marcello Mastroianni per l’ultima volta sullo schermo, che cammina per le strade della sua città, in fuga dalla dittatura e dalla sua vita passata, dopo aver compiuto un atto coraggioso, anzi rivoluzionario.

REFERENDUM. DA LUCARELLI A TOBAGI, A BOLOGNA SFILANO I VOLTI DEL “NO”. BOLOGNESI INSISTE: “CONTRORIFORMA COME VOLEVA GELLI”



(DIRE) Bologna, 7 feb. - "Una mia cara amica vota 'sì'. Perché? Perché vuole sapere chi è stato a Garlasco. La mia amica, se ha studiato un po', avrà capito che Garlasco non si risolve votando sì". Perché, spiega il giallista Carlo Lucarelli al Teatro Testoni a Bologna, dove questa mattina si è tenuta un'assemblea pubblica organizzato dal Comitato società civile per il “No” al referendum sulla riforma della giustizia, "non c'è, non ci sono le risorse, non c'è nulla che risolve quei problemi fisici e concreti che sono i problemi della nostra magistratura e della giustizia in Italia".

Lucarelli è uno dei volti del fronte del “no”, che oggi si sono avvicendati sul palco del Testoni: Giuliano Turone, il magistrato che nel 1981 sequestrò nella villa aretina di Licio Gelli l'elenco degli iscritti alla P2 e altro materiale scottante relativo alla loggia deviata, il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, Paolo Bolognesi, presidente emerito dell'associazione dei familiari delle vittime del 2 Agosto e presidente del comitato bolognese Società civile per il “no” nel

sabato, febbraio 07, 2026

«Ecco la verità su me e Rizzotto». Parla per la prima volta Leoluchina Sorisi: «Tra noi non c’è mai stato niente, solo amicizia»

Leoluchina Sorisi 

Placido Rizzotto
Ripubblichiamo l’intervista integrale da me fatta a Leoluchina Sorisi e pubblicata per la prima volta su La Sicilia del 20 marzo 2005. Non sappiamo se ci ha raccontato la verità. Ma pensiamo che sicuramente aveva il diritto di raccontare la sua verità, il suo punto di vista. dp

DINO PATERNOSTRO

«Io fidanzata di Placido Rizzotto? Assolutamente no. Certo, lo conoscevo, veniva spesso a casa nostra perché era amico fraterno di mio nipote, Vincenzino Benigno. Ma tra me e lui non c’è mai stato niente, nessuna storia».

Comincia così la conversazione con

Leoluchina Sorisi, la donna che da quasi sessant’anni viene indicata come la fidanzata "segreta" di Rizzotto, il segretario della Camera del lavoro di Corleone, sequestrato e assassinato dalla mafia di Michele Navarra e Luciano Liggio, la sera

del 10 marzo 1948. Il sequestro del capolega corleonese avvenne davanti la chiesa di San Leonardo. Quella sera, Liggio e i suoi "picciotti" lo trascinarono a forza su una «Fiat 1100» scura, che partì, sgommando, verso un casolare di contrada "Malvello". Qui fu picchiato a sangue e poi ucciso. Il suo cadavere venne

successivamente buttato in una "foiba" di Rocca Busambra, il "cimitero" della mafia. Venne trovato, nel dicembre del ‘49, dall’allora capitano dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, che denunciò quali autori del delitto Luciano Liggio,

Pasquale Criscione e Vincenzo Collura, assolti per insufficienza di prove in tutti i gradi di giudizio.

Ma si racconta, addirittura, che lei abbia pronunciato la frase “Mangerò il cuore a chi ha assassinato il mio Placido!"

SANITÀ SICILIANA: IACOLINO FA IL PUNTO TRA RIFORME, CRITICITÀ E NODI ANCORA APERTI

Dott. Salvatore Iacolino

di Giorgia Görner Enrile

La Sanità in Sicilia si trova in una fase di sconvolgimento organizzativo e operativo, sospesa tra riforme profonde, criticità strutturali e una domanda assistenziale crescente che satura un sistema reso fragile da anni di instabilità gestionale, discontinuità programmatoria e crescente sfiducia dei cittadini.

Le difficoltà non riguardano solo la Regione ma si inseriscono in un quadro nazionale che soffre le conseguenze di un sottofinanziamento protratto nel tempo. Negli ultimi anni la spesa pubblica per la salute è aumentata, ma l’Italia continua a investire meno rispetto ai principali paesi europei. Nel 2025 si è attestata al 6,3% del PIL, una percentuale inferiore alla media dell’Unione Europea e dell’area OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico). Questo ritardo ha indebolito l’infrastruttura sanitaria, soprattutto nelle regioni con una popolazione più fragile e con una minore capacità di attrazione di personale.

Non c’è libertà senza limite: san Tommaso d’Aquino e l’illusione dei super-ricchi

Padre Giovanni Calcara 

Conversazione di Fausta Speranza con Padre Giovanni Calcara O.P. Il domenicano commenta l’appello dei miliardari a Davos alla luce di Tommaso d’Aquino. Testo qui riproposto per gentile concessione del direttore del quotidiano vaticano 
Osservatore Romano. Grazie al nostro caro amico Giovanni Calcara. 

Tommaso d’Aquino a suo agio tra i miliardari. Nella società attuale in cui mai come prima, non solo nei fatti particolari ma anche nelle teorizzazioni generali, la libertà viene confusa con la licenza, accade che le parole di un gruppo di super ricchi facciano ripensare alle riflessioni del santo che 160 anni fa veniva iscritto, quale «primo della lista in ordine di importanza», nel volume Gli scrittori politici italiani dello storico e politico Giuseppe Ferrari, anche se socialista con fama anticlericale. Sembra interessante, dunque, prendere spunto dalla lettera aperta che quasi 400 milionari di 24 Paesi hanno inviato ai leader riuniti a Davos poche settimane fa per rileggere, oltre a tutti i pronunciamenti sulla Dottrina sociale dei Papi di età moderna, le parole del frate domenicano teologo, filosofo, giurista tra i più influenti della storia occidentale.

venerdì, febbraio 06, 2026

Le Olimpiadi invernali fra valori e realtà


di Giuseppe Savagnone

Le Olimpiadi nascono per unire

«Le Olimpiadi nascono per unire, non per dividere. Il Comitato Olimpico Internazionale ha più volte ribadito che lo sport deve restare uno spazio neutrale, fondato su rispetto, dialogo e convivenza pacifica. Inserire criteri politici nella partecipazione degli atleti significa minare uno dei pilastri fondamentali del movimento olimpico (…). La funzione delle Olimpiadi non è giudicare i governi, ma offrire agli atleti un terreno di confronto leale e universale».

Queste parole, del blog israeliano (ma in lingua italiana) «Israele 360», riassumono bene lo spirito olimpico, che in questi giorni molti esponenti della politica e del giornalismo hanno fatto a gara ad evocare, ricordando come le origini di queste manifestazioni si possano fare risalire all’antica Grecia, dove esse comportavano la sospensione di tutte le attività belliche.

In un mondo ultimamente martoriato da aspri conflitti politici e militari, le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina rappresentano agli occhi di molti una bella occasione per riscoprire, in nome del valore universalmente umano dello sport, ciò che unisce gli abitanti del nostro pianeta, mettendo finalmente da parte, almeno in questi giorni, ciò che li divide.

Ma il problema della scuola italiana sono i docenti di sinistra?


di Giuseppe Savagnone

Un questionario sulla scuola

Ha suscitato vivaci polemiche l’iniziativa di Azione Studentesca, l’organizzazione giovanile legata a Fratelli d’Italia, che, attraverso un QR Code contenuto in manifesti e volantini, ha sottoposto a studentesse e studenti di diverse città italiane una serie di domande, con lo scopo di fornire un «rapporto nazionale sulla situazione della scuola italiana».

Fra i vari punti del questionario ce n’era uno, che ha dato origine alle proteste, dedicato alla «Politicizzazione delle aule». In esso si chiedeva: «Hai uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni?». In caso di risposta positiva, la domanda successiva era: «Descrivere uno dei casi più eclatanti».

La Segreteria Aziendale Nursind – AOUP "Paolo Giaccone" di Palermo: “Auguri di buon lavoro al dott. Mario Caradonna, neo-eletto coordinatore della dirigenza medica e sanitaria per la Fp Cgil”

Il Policlinico di Palermo 

La Segreteria Aziendale Nursind del Policlinico di Palermo esprime i più sinceri auguri di buon lavoro al dott. Mario Caradonna, neo-eletto coordinatore della dirigenza medica e sanitaria per la Fp Cgil.

Le parole del dott. Caradonna, anestesista rianimatore che vive quotidianamente la realtà della corsia, trovano la nostra piena condivisione. Le problematiche sollevate non sono semplici rivendicazioni di categoria, ma il grido d'allarme di chi vede il diritto alla salute soccombere sotto il peso di una gestione che appare sempre più distante dalle necessità reali.

Sanità a due velocità e investimenti necessari

giovedì, febbraio 05, 2026

Morto l'ex giudice Carnevale, la toga "ammazzasentenze"

 

Già presidente di sezione della Cassazione, aveva 95 anni. Le condanne cassate ai boss. Imputato per concorso esterno in associazione mafiosa, è stato sempre assolto

DI LIRIO ABBATE

Corrado Carnevale è morto, ma le sue sentenze restano. E con esse una pagina opaca, forse la più scivolosa, della storia della nostra giustizia. La morte non rappresenta una assoluzione. Non per chi ha tenuto in mano la leva più alta del giudizio penale e l'ha usata come un coltello affilato. Tagliando processi, svuotando condanne. Un uomo solo, in cima alla Cassazione, che decideva se i mafiosi dovevano restare in carcere o tornare a comandare. E spesso tornavano. Lo chiamavano l'ammazzasentenze. Perché i processi agli uomini di Cosa nostra evaporavano, una volta giunti da lui. Bastava un refuso, una virgola, una data sbagliata. Tanto era sufficiente. E le condanne, anche quelle agli ergastoli dei boss, venivano annullate. Carnevale lo faceva in nome della forma. Ma la sostanza la capivano tutti: la mafia poteva dormire sonni tranquilli.

Barbero e il fascino dell'altro Medioevo


Da domani in edicola con Repubblica un saggio firmato dallo storico più amato dai lettori

DI ILARIA ZAFFINO

Tutti conosciamo quei «tornanti decisivi e sanguinosi» della storia, in cui il corso degli eventi cambia improvvisamente. Svolte epocali rimaste nella nostra memoria come la Rivoluzione inglese del Seicento e poi, ancora, quelle americana e francese del Settecento. Ma prima? Non c'erano state forse altre rivoluzioni degne di nota, prima? In realtà, la storia d'Europa è piena di momenti critici in cui una moltitudine di persone prova a cambiare un futuro che non piace. A raccontarlo nello stile avvincente che lo contraddistingue e che ne ha fatto uno dei divulgatori più amati, anche sul web, proprio per la sua capacità di ricostruire eventi accaduti secoli fa in modo accessibile e coinvolgente, è lo storico Alessandro Barbero nel saggio All'arme! All'arme! I priori fanno carne!, in edicola domani con Repubblica.

Come combattere la mafia. La lezione inascoltata di La Torre e Terranova

Pio La Torre

MILA SPICOLA

Il 4 febbraio 1976, 50 anni fa, Pio La Torre e Cesare Terranova consegnavano la Relazione di minoranza alla Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno mafioso. Fu un atto di rottura: una diagnosi impietosa della struttura di potere che teneva – e in parte tiene ancora – la Sicilia dentro un sistema di complicità, connivenze, opportunismi e interessi incrociati.

Terranova nel 1979 e La Torre nel 1982 pagarono con la vita la lucidità di una lettura e di una proposta di azione che sfidavano non solo la criminalità, ma anche gli equilibri consolidati della politica e dell'economia siciliana.

Spreco alimentare: oltre 7 miliardi di euro finiscono ancora nella spazzatura. Serve un cambio di passo culturale e strutturale


Si celebra oggi la 13ª Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare, un obiettivo che, da anni, vede Federconsumatori in prima linea, con campagne di educazione, informazione, iniziative e denunce. 

C’è ancora molto da fare su questo versante, lo dimostrano i dati diffusi dal Rapporto dell’Osservatorio Waste Watcher International, che confermano una riduzione dei comportamenti improntati allo spreco nel nostro Paese, ma evidenziano ancora un volume di cibo sprecato molto, troppo elevato. Risulta ancora lontano l’obiettivo di dimezzare lo spreco entro il 2030, così come auspicato dalle Nazioni Unite.

mercoledì, febbraio 04, 2026

MA LA RETE OSPEDALIERA NON PUO’ ESSERE INDIPENDENTE DA STRADE E DISTANZE! IL CASO CORLEONE


Antonio Craxì
di
 ANTONIO CRAXÌ

Per molte malattie, l’intervallo che separa la comparsa dei sintomi dalla presa in carico effettiva del paziente non è una variabile accessoria, ma un determinante primario dell’esito clinico. In altre parole, quando si parla di patologie tempo-dipendenti, non è solo cosa si fa, ma quando lo si fa a determinare chi vive e chi muore. 

Infarto miocardico acuto, ictus ischemico, emorragie maggiori, sepsi e traumi  gravi condividono un principio semplice e brutale: ogni minuto perso è tessuto perso, funzione persa, vita persa. La letteratura scientifica recente è inequivocabile. Per l’infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI), le linee guida europee ribadiscono che il tempo “first medical contact–to-balloon” dovrebbe essere inferiore a 90 minuti, e che ogni ritardo di 30 minuti aumenta la mortalità a un anno di circa il 7–8%. Studi osservazionali su grandi registri europei e nordamericani mostrano una relazione quasi lineare fra tempo all’angioplastica primaria e sopravvivenza. 

Fp Cgil, Mario Caradonna è il nuovo coordinatore dei dirigenti medici e sanitari al Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo: “Sicurezza, diritti e rafforzamento degli organici al centro dell’azione sindacale”

Il dott. Mario Caradonna

Palermo 3 febbraio 2026 – Eletto il nuovo coordinatore dei dirigenti medici e sanitari per la Fp Cgil al Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo. È Mario Caradonna, anestesista rianimatore, dirigente medico dell’azienda ospedaliera universitaria palermitana, che succede all'attuale coordinatrice provinciale Monica Lunetta. 

L’elezione del nuovo responsabile dei dirigenti medici e sanitari del Policlinico si inserisce nel più ampio percorso di rafforzamento e riorganizzazione della rappresentanza sindacale della dirigenza medica e sanitaria, avviato dalla Fp Cgil Palermo, in continuità con le battaglie per la tutela del lavoro e per la difesa della sanità pubblica.

martedì, febbraio 03, 2026

L'INTERVISTA. Gabrielli "La divisa va difesa da chi fa propaganda sulla pelle dei poliziotti"

Franco Gabrielli, 65 anni, ha guidato la polizia di Stato dal 2016 al 2021

L'ex capo della polizia interviene dopo gli scontri nel centro di Torino: "No allo scudo penale, gestire l'ordine pubblico non è il bar sport"

DI CARLO BONINI

Da quando si azzardò a prendere parola con cognizione di causa sul caso Ramy, l'ex capo della polizia Franco Gabrielli è diventato il fantasma di Banco della destra. E, anche per questo, l'uomo cui tirare a palle incatenate per accreditare la necessità di una nuova stagione liberticida della sicurezza e dell'ordine pubblico. Per accreditare l'idea che c'è stato un "prima" di smidollata compiacenza rossa, anche ai vertici degli apparati di sicurezza, con ogni genere di deriva politica violenta e di sostanziale arrendevolezza a ogni emergenza sociale: migranti e sicurezza urbana su tutte. E che è dunque giunta l'ora di togliersi i guanti. Ancora sabato scorso, mentre non si erano ancora diradati i fumi della guerriglia in corso Regina Margherita a Torino, e il ministro dell'Interno Piantedosi evocava pericoli di rinascente «terrorismo» e «insurrezione», un deputato leghista, tale Anastasio Carrà, dettava alle agenzie queste parole: «Invece di straparlare, Gabrielli chieda scusa. Il suo odio per le divise è alla base dei suoi fallimenti».

Gabrielli, cosa ha pensato guardando le immagini delle violenze a Torino?

Nel mondo che cambia salvare la dignità delle persone

Don Cosimo Scordato

Don Francesco Romano
Don Francesco Romano 
Don Cosimo Scordato

In questi tempi di sconvolgimenti socio-politici e antropologici, se qualche ragazzo ci chiede che cosa sta avvenendo, riconosciamo che la domanda è pertinente ma la risposta non è agevole. Ciononostante offriamo qualche indicazione. 

La prima indicazione è che il nostro tempo (dall’ultimo dopoguerra), si caratterizza per l’acquisizione dei diritti fondamentali della persona umana (Onu 1948), dei diritti dei lavoratori (nei vari statuti nazionali) e dei bambini (Onu 1989). Il passato aveva coltivato l’idea piramidale dell’onore proponendo una scala di persone ‘onorevoli’ per ceto sociale ed economico, importanza di titoli nobiliari e simili. La nostra società, invece, riconosce la fondamentale uguaglianza di ogni cittadino al di sopra di ogni altra qualificazione.

A 70 anni dallo sciopero alla rovescia a Partinico: Dolci, Termine e gli altri operai sono stati bravi, coraggiosi e giusti. Lo Stato di allora, il cardinale Ruffini e i reazionari vigliacchi e ingiusti


DINO PATERNOSTRO

Ieri a Partinico con gli studenti delle scuole superiori e i loro docenti, la Cgil, l’Associazione INIKON, il Centro di sviluppo creativo “Danilo Dolci” (erano presenti i figli Amici e Daniela), e l’Anpi, col patrocinio del comune, abbiamo ricordato lo sciopero alla rovescia attuato il 2 febbraio 1956 a Partinico dal sociologo Danilo Dolci, dal segretario della Camera del lavoro Turiddu Termine e da tanti operai e contadini. 

Per quello sciopero - abbiamo sottolineato - Dolci, Termine ed altri 5 operai furono arrestati, processati e condannati. Abbiamo detto che Dolci, Termine e gli altri sono stati bravi, coraggiosi e giusti. Quindi lo Stato di allora, il cardinale Ruffini, arcivescovo di Palermo, (che definiva Dolci e i comunisti “nemici della Sicilia) e i reazionari d’allora furono vigliacchi e ingiusti. 

lunedì, febbraio 02, 2026

Un accordo innovativo stipulato a Palermo fra la Filiale regionale della Banca d’Italia e l’IISS Don Colletto di Corleone: saranno insegnate economia e matematica applicata

La firma dell’accordo

E’ un accordo innovativo quello che è stato stipulato, a Palermo, fra la Filiale regionale della Banca d’Italia e l’IISS Don Colletto di Corleone. L’accordo, sottoscritto dalla dirigente scolastica Elisa Inglima e dalla direttrice Milena Caldarella, recepisce le finalità promosse in maniera congiunta dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dalla stessa Banca d’Italia con il Protocollo d’Intesa nazionale del 28 gennaio scorso

La collaborazione della Banca Centrale con lo storico Liceo corleonese assicurerà un valore aggiunto ad un’importante attività di sperimentazione che, avviata da appena un anno, punta ad inserire nel profilo educativo e culturale dell’indirizzo scientifico l’insegnamento dell’economia e della matematica applicata. 

domenica, febbraio 01, 2026

Mafia, De Lucia lancia l’allarme «Cosa nostra è dietro l’angolo»


All'apertura dell'anno giudiziario, il capo della Procura sottolinea che una parte della società continua a cercare relazioni, protezione e affari nella criminalità organizzata

Fabio Geraci

L’allarme arriva dall’aula magna del palazzo di giustizia, nel giorno dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. A lanciarlo è il procuratore capo, Maurizio de Lucia, che mette in guardia da una lettura rassicurante dei numeri su Cosa nostra. «Qualcuno ha la tentazione di dire che la mafia è superata ed è ormai una delinquenza di straccioni. Io ho il dovere di ricordare i risultati che abbiamo ottenuto quest’anno», premette, richiamando l’attività della Direzione distrettuale antimafia. Ma il punto, chiarisce subito, è un altro. Nonostante le denunce per associazione mafiosa siano calate da 90 a 80 (-11%) e la flessione del 4% i casi di estorsione, «Cosa nostra è dietro l’angolo, pronta a continuare le sue attività criminali e capace di guardare al futuro».

🔴 LA CGIL E LE ASSOCIAZIONI CITTADINE, GIORNO 2 FEBBRAIO RICORDERANNO A PARTINICO L'ANNIVERSARIO DELLO " SCIOPERO ALLA ROVESCIA"


70 anni fa, il 2 febbraio del 1956, Danilo Dolci organizza nell'entroterra siciliano lo "sciopero alla rovescia" di un migliaio di contadini, operai, intellettuali e disoccupati con la partecipazione della Camera del Lavoro di Partinico guidata da Salvatore “Turiddu” Termine: invece di astenersi dal lavoro per un giorno, gli operai lavorano gratis per sistemare una vecchia trazzera utile a tanta gente, per dimostrare che non mancava il lavoro, ma la volontà delle autorità di attivarlo. 

Danilo Dolci, Turiddu Termine ed altri vennero arrestati e processati. Al loro fianco e a loro sostegno si levarono le voci più influenti del Paese. Si schierarono al loro fianco e furono difesi in tribunale da Piero Calamandrei, autore di un’arringa memorabile. Si stava processando non solo i manifestanti, ma la Costituzione stessa, l’art. 4 della Costituzione, che recita: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”.

sabato, gennaio 31, 2026

I funerali di Serafino Petta a Piana degli Albanesi. Papas Di Miceli: “Aveva fame e sete di giustizia”; l’on. Peppe Provenzano: “Era dalla parte giusta della storia”

L’intervento di papas Sepa Di Miceli

DINO PATERNOSTRO

Una cattedrale di San Demetrio gremita da una folla delle grandi occasioni ha accolto oggi pomeriggio a Piana degli Albanesi i funerali di Serafino Petta, uno degli ultimi testimoni della strage di Portella della ginestra, scomparso ieri all’età di 94 anni. 

Piana è uno dei comuni arbëreshë di Sicilia dove si parla ancora la lingua albanese. Anche le cerimonie religiose, come i funerali, si celebrano in lingua arbëreshë, con una liturgia cantata, secondo il rito greco-bizantino. Insieme alla moglie, ai figli di Serafino, erano presenti tanti amici e parenti e diverse delegazioni delle organizzazioni vicine a Serafino Petta: l’Associazione familiari delle vittime della strage di Portella, la Cgil di Piana di Palermo e siciliana, lo Spi, l’Associazione Libera, l’Anpi, la cooperativa sociale “Placido Rizzotto”, il Partito democratico. Era presente anche il sindaco Rosario Petta. 

Cuba denuncia: “Atto di brutale aggressione dagli Stati Uniti”


Il Ministro Esteri: "Da 65 anni sottoposti a crudele blocco economico"

ROMA - La firma da parte di Donald Trump di un decreto che stabilisce che gli Stati Uniti potrebbero imporre dazi doganali ai paesi che vendono petrolio a Cuba è stata definita da L'Avana "un atto brutale di aggressione".
    "Denunciamo davanti al mondo questo atto brutale di aggressione contro Cuba e il suo popolo, sottoposto da oltre 65 anni al blocco economico più lungo e crudele mai applicato a un'intera nazione, che ora si promette di sottoporre a condizioni di vita estreme", ha denunciato su X il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez.

ANSA.it, 30 gennaio 2026

venerdì, gennaio 30, 2026

Il sindaco di Bolognetta e i primi cittadini della zona protestano con la Regione e l’Anas: “È inaccettabile che dopo 11 anni non sono intervenuti per mettere in sicurezza il viadotto “Coda di volpe”

Il luogo dell’incidente di stamattina

I SINDACI DI BOLOGNETTA, BAUCINA, CEFALÀ DIANA, CIMINNA, GODRANO, MARINEO, MEZZOJUSO, MISILMERI, VENTIMIGLIA DI SICILIA, VICARI E VILLAFRATI PROTESTANO CONTRO ANAS E REGIONE CHE NON INTERVENGONO PER METTERE IN SICUREZZA LA SCORRIMENTO VELOCE PALERMO-AGRIGENTO, DOVE QUESTA MATTINA ALL’ALTEZZA DEL VIADOTTO “CODA DI VOLPE” È ACCADUTO L’ENNESIMO GRAVISSIMO INCIDENTE, DOVE HANNO PERSO LA VITA TRE PERSONE. 
I PRIMI CITTADINI SCRIVONO ALLA REGIONE SICILIA E ALL' ANAS. ECCO IL TESTO INTEGRALE:

All’Assessore regionale delle Infrastrutture e della Mobilità On. Alessandro Aricò, dipartimento.infrastrutture@certmail.regione.sicilia.it

Al Responsabile Struttura Territoriale Sicilia Ing. Nicola Montesano - anas.sicilia@postacert.stradeanas.it 

Oggetto: Grave pericolosità stradale SS 121 – viadotto “Coda di Volpe”.

Serafino Petta per sempre nei nostri cuori. Con Giacomo Schirò e Mario Nicosia, custodi della memoria della strage di Portella della ginestra


Petta, Nicosia e Schirò 
DINO PATERNOSTRO

Mario Nicosia, Giacomo Schirò e Serafino Petta: li ho conosciuti tutti e tre questi straordinari combattenti e custodi della memoria della strage di Portella della ginestra. 

Li ho incontrati tante volte a Piana, a Portella, con i giovani dei campi di lavoro antimafia a Corleone. Ed ogni volta era una festa: abbracci, baci, pacche sulle spalle. E ogni volta raccontavano la tragedia vissuta a Portella della ginestra quel terribile primo maggio del 1947. Undici morti, tanti feriti, l’orrore negli occhi di tanti ragazzi come Mario, Giacomo e Serafino. 

E' morto a 94 anni Serafino Petta, sopravvissuto alla Strage di Portella. Il cordoglio della Cgil e dell'associazione Portella della Ginestra

Serafino Petta a Portella della ginestra

Palermo 30 gennaio 2026 - È morto questa mattina all’età di 94 anni Serafino Petta, il custode della memoria della strage di Portella della Ginestra. Presidente Onorario dell’associazione Portella della Ginestra, era uno degli ultimi sopravvissuti alla strage del Primo Maggio 1947. A ricordare con commozione la sua figura sono la Cgil Palermo e l'associazione Portella della Ginestra, che esprimono cordoglio nei confronti della famiglia e di quanti  gli hanno voluto bene nella comunità di Piana.

"Oggi ci ha lasciato il compagno Serafino Petta, testimone diretto e sopravvissuto alla strage di Portella della Ginestra - dichiarano Maria Modica, responsabile della Camera del Lavoro di Piana degli Albanesi, il segretario generale della Cgil Palermo Mario Ridulfo e  Francesco Petrotta, dell'associazione Portella della Ginestra -   La sua vita è stata segnata da una delle pagine più tragiche della nostra storia, che Serafino ha saputo trasformare in memoria viva, impegno civile e testimonianza di verità e giustizia. Con la sua voce e la sua presenza ha contribuito a mantenere vivo il ricordo delle vittime e il valore della lotta per i diritti, la democrazia e la dignità del lavoro".

giovedì, gennaio 29, 2026

L’EVENTO. Cinisi, un protocollo tra la Cgil e Casa Memoria per l’antimafia sociale

La firma del protocollo d’intesa

Mario Ridulfo
C
inisi, Sicilia. Siglato il testo tra Cgil e “Casa memoria Felicia e Peppino Impastato”. 
La lotta all’illegalità al centro di un rinnovato impegno per tutta la Sicilia. Il racconto dell’iniziativa 

DANIELA ZERO

Stamani a Cinisi, presso “Casa Felicia”, un bene confiscato alla mafia nel 2010 e ristrutturato nel 2014, la Cgil ha firmato un protocollo di collaborazione con l’associazione “Casa memoria Felicia e Peppino Impastato”.Memoria, democrazia, diritti e antimafia sociale sono le parole chiave al centro dell’iniziativa.