di Gaetano PERRICONE
Pazzo, incredibile, divertentissimo Palermo a Empoli. Vince 2-4 una partita spettacolo. Si mangia sei gol fatti nel primo tempo, con due pali e tre paratissime del portiere toscano Seghetti.
Va sotto su rigore sfortunato, trasformato da Saporiti in avvio di ripresa; si arrabbia e ne fa tre, bellissimi, in dodici minuti con u biunnu Joel Pohjanpalo, super Antonio Palumbo e l'irrefrenabile, anche in errori, Dennis Jhonsen, arrivato a quota quattro; si becca un altro rigore, per ingenuità di Ranocchia, ripetuto due volte e realizzato da Popov a dieci minuti dalla fine; ci fa addirittura soffrire, fino a quando all'88esimo Tommaso Cassandro non ristabilisce le gerarchie, realizzando di potenza il suo primo gol con la maglia del Palermo.
Questa la sintesi di una partita che, se il Palermo avesse vinto almeno10-2, avrebbe fatto semplicemente il proprio dovere: trasformare in gol l'infinità di occasioni create con un gioco spumeggiante e una superiorità schiacciante, una vera e propria valanga rosanero.








































