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| Vallepiano con Francesco |
ROBERTO VALLEPIANO
Mi dispiace deludere i dotti e arguti analisti nostrani ma no, Donald J. Trump non è pazzo. Le sue teatrali pose messianiche, i suoi post palingenetici sui social in cui si paragona in maniera blasfema a Gesù Cristo, gli strani rituali e i bizzarri esorcismi alla Casa Bianca, perfino i suoi insulti prima a Papa Francesco e poi a Papa Leone, non sono le uscite estemporanee di un folle ma rispondono a una precisa strategia comunicativa.
Trump sta parlando allo zoccolo duro del suo elettorato, quello costituito dalle sette evangeliche, con il linguaggio che capiscono meglio. Ma facciamo un passo indietro: le tendenze innovatrici e progressiste comparse all'interno della Chiesa Cattolica con il Concilio Vaticano II° fecero sorgere in tutto il mondo e soprattutto nel Continente Latinoamericano una Chiesa diversa, che stava al fianco dei poveri e delle lotte di liberazione contro le ingiustizie sociali innescate dall'imperialismo a stelle e strisce. Gesù Cristo divenne non solo un riferimento biblico ma un compagno di lotta, nacque la Teologia della Liberazione.







































