
Il Papa incontra un gruppo di sacerdoti in Vaticano
Di ANTONIO SPADARO
È trascorso un anno da quando le campane di San Pietro hanno annunciato la fine del lungo e vulcanico pellegrinaggio terreno di Jorge Mario Bergoglio, avvenuta il 21 aprile 2025, Lunedì dell'Angelo. Un anno è davvero poco per metabolizzare un pontificato che ha avuto la natura di un trauma — nel senso più autentico del termine: un contraccolpo evangelico che ha dato una scossa a un intero sistema di equilibri, ecclesiali e no. Come ogni trauma profondo, più lo si tenta di rimuovere, più agisce nelle profondità. La tentazione più insidiosa, oggi, è quella di trasformare Bergoglio in un'icona da archiviare, una collezione di fotografie emozionanti ma inerti. Sarebbe un grave errore. Ciò che Francesco ha seminato non appartiene alla superficie delle immagini, ma a una profondità che parla, con urgenza crescente, al nostro caotico presente.






































