di Giuseppe Lumia
“Ci risiamo”: ho subito pensato così di fronte all’ennesima manovra di bilancio e di finanza pubblica approvata dal Governo. Ci risiamo con le continue iniquità, le carenze strutturali e le ripercussioni elettoralistiche.
Un po’ a tutti, niente a nessuno
Ma il “ci risiamo” di quest’anno lo voglio concentrare su un approccio che è poco evidenziato nei vari commenti giustamente critici sulla manovra, cioè su un’impostazione così sintetizzabile: “un po’ a tutti e niente a nessuno”. L’ho imparato amaramente nella mia esperienza parlamentare in Commissione Bilancio al Senato. È il viziaccio dell’Italietta che scorre lungo tutto il percorso della seconda Repubblica e che, tranne qualche rara eccezione, continua a produrre scarsi e pessimi risultati sia sul versante degli investimenti per rilanciare lo sviluppo del Paese, sia su quello del contenimento e della riduzione del debito pubblico, che continua nel frattempo a pesare come un macigno soprattutto sulle nuove generazioni.
Ogni anno, procedendo così miseramente, si continua a gettare nel cestino una massa di risorse che varia solitamente dai 25 ai 35 miliardi di euro, senza che sia risolto alcun problema strutturale che blocca al palo la crescita economica e sociale.




































