martedì, maggio 19, 2026

🟥 Giovani: Domani, Mercoledì 20 maggio, il Forum dei giovani siciliani presenta il Manifesto. Dibattito con Amenta e Mannino


Appuntamento alle 9.30 del 20 maggio ai Cantieri culturali alla Zisa, spazio Noz

Palermo, 19 mag- Il Forum dei giovani siciliani presenterà  domani, 20 maggio, “il Manifesto delle giovani siciliane e dei giovani siciliani”.  L’appuntamento è alle 9.30 nello spazio Noz, ai cantieri culturali alla Zisa. Il documento prende in esame le principali criticità del contesto con cui i ragazzi e le ragazze si confrontano quotidianamente e illustra le proposte del Forum affinchè si determinino le condizioni per affermare il diritto a restare nella propria terra e il diritto a tornarci. I rappresentanti del Forum nel corso dell’iniziativa ne parleranno con il presidente di Anci Sicilia, Paolo Amenta e con il segretario della Cgil Sicilia, Alfio Mannino.

FINCHÉ AVREMO VOCE: CONTRO SILENZI E DEPISTAGGI DI STATO. 23 MAGGIO: la società civile torna in piazza


Lanciamo un appello aperto ad associazioni, collettivi, organizzazioni sociali, scuole, per continuare una grande mobilitazione della società civile in occasione del prossimo 23 maggio, 34esimo anniversario della strage di Capaci, in cui persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. 

Quest'anno, il grido di rabbia sarà più forte: non permetteremo che la memoria dei nostri martiri venga strumentalizzata dai responsabili della restaurazione mafiosa e autoritaria, oggi in corso. Non vogliamo costruire solo un corteo, ma un percorso che attivi tante e tanti, per le strade della nostra città, che faccia sentire la voce di una Palermo che non può più essere ostaggio delle verità occultate, del clientelismo mafioso e del degrado sociale. 

"Marcia della Legalità": i Comuni di Chiusa Sclafani, Bisacquino e Giuliana uniti nel ricordo delle vittime innocenti della mafia


Il prossimo 23 maggio 2026, in occasione del giorno del ricordo delle vittime della mafia, i Comuni di Chiusa Sclafani, Bisacquino e Giuliana (PA) si uniranno per dare vita alla "Marcia della Legalità". Un’iniziativa congiunta per onorare la memoria di chi ha sacrificato la propria vita nella lotta contro la criminalità organizzata e per ribadire con forza l'impegno delle istituzioni e delle comunità locali a difesa della cultura della legalità.

​L'evento vedrà la partecipazione attiva dei sindaci dei tre Comuni coinvolti, delle autorità religiose, dei rappresentanti delle Forze dell’Ordine e della cittadinanza, uniti in un percorso simbolico e di riflessione.

​Il Programma della Giornata

Il Premio Ambrosoli, riconoscimento a Fulvio Manno, ex manager e commissario regionale a Corleone nel 1993


Fulvio Manno
La Fondazione Giorgio Ambrosoli assegna un premio all’integrità, responsabilità e professionalità: nella XII edizione, in programma al Piccolo
 Teatro di Milano il 15 giugno, tra i destinatari ci sarà anche il palermitano Fulvio Manno, già dirigente superiore della Regione e manager delle Asp di Trapani e Ragusa. 

Il premio è intitolato all’avvocato Giorgio Ambrosoli, liquidatore della Banca Privata italiana di Michele Sindona, ucciso nel 1979. Manno fu nel 1993 commissario straordinario a Corleone, dove realizzò una «rivoluzione toponomastica» in funzione antimafia, intitolando la piazza a Falcone e Borsellino. Poi negò l'iscrizione nel registro dell'anagrafe a Toto Riina, che era in carcere. L'impegno più difficile fu a Trapani per la situazione dell'ospedale di Alcamo, gestito da una cosca delinquenziale che aveva come riferimento Ignazio Melodia, figlioccio di Matteo Messina Denaro. Condannato a 11 anni, Manno anziché limitarsi a una burocratica sospensione dal servizio, riuscì a licenziarlo.

Giornale di Sicilia, Martedì 12 Maggio 2026

Ripubblichiamo al riguardo l’intervista esclusiva che il dott. Manno ha rilasciato a Città Nuove nel 2020. 

“Corleone, 1993: quella rivoluzione toponomastica in funzione antimafia”

Ho Chi Minh, in maniera geniale, combinò la lotta per l'indipendenza nazionale con la lotta per i diritti delle masse oppresse dagli sfruttatori


Oggi ricordiamo la nascita di Ho Chi Minh, guida della liberazione del Vietnam, simbolo dell’anticolonialismo e della lotta dei popoli contro l’imperialismo. 
Vogliamo farlo attraverso le parole di un altro gigante della storia rivoluzionaria, Fidel Castro:

“Il compagno Ho Chi Minh, in maniera geniale, combinò la lotta per l'indipendenza nazionale con la lotta per i diritti delle masse oppresse dagli sfruttatori e dai feudali. Vide che il cammino era la combinazione dei sentimenti patriottici dei popoli con la necessità di liberarsi dello sfruttamento sociale.

Al don Colletto di Corleone in ricordo delle vittime di mafia, teatro e una mostra fotografica su Piersanti Mattarella e la sua “buona battaglia”

 


Al liceo “Don Colletto” la giornata per le vittime della mafia si apre con “Voci di luci oltre il silenzio”, una rappresentazione di teatro musicale curata da docenti e studenti per ridare voce a chi è stato ucciso. La giornata prosegue con l’incontro in auditorium con Giovanni Argiroffi sul tema “La fiducia nei giovani e la testimonianza di Piersanti Mattarella” e l’inaugurazione della mostra fotografica dedicata a Piersanti Mattarella.

      Il 20 maggio 2026, a Corleone, non andrà in scena la consueta liturgia della commemorazione, quella retorica dell'antimafia di professione che tanto piace ai flâneursdel dolore sociale. Presso il Liceo "Don Colletto", la Giornata dedicata alla memoria delle vittime della mafia si annuncia invece come un dialogo-confronto con la storia, un esperimento di pedagogia civile che declina la legalità attraverso la prosa del dovere e dell’impegno per il bene comune.                              

Da Camporeale a Grosseto il ricordo di Calogero Cangialosi a 78 anni dal suo assassinio per mano mafiosa. Verso nuovi orizzonti di Pace, per il lavoro e il diritto di avere diritti

Sulla tomba di Cangialosi

DINO PATERNOSTRO

Non era il coraggio a mancare ai contadini siciliani nel secondo dopoguerra. Occuparono le terre incolte o malcoltivate degli agrari. E resistettero alle intimidazioni e alla violenza della mafia, tollerate dallo Stato. 

A Camporeale il 28 marzo 1948, su ordine del proprietario terriero don Serafino Sciortino, il capomafia Vanni Sacco e i suoi “picciotti” rapirono il segretario della camera del lavoro, Calogero Cangialosi. Ma i contadini suoi compagni, armati di tutto punto, riuscirono a liberarlo. Un gesto eroico perché non era facile mettersi contro i mafiosi. Purtroppo, quattro giorni dopo, la sera del primo aprile 1948, un gruppo di fuoco della mafia armato di mitra sparò all’impazzata contro Cangialosi e quattro suoi compagni: Calogero morì all’istante e due suoi compagni rimasero feriti gravemente. 

FARE CINEMA, BANDO PER L'ASSEGNAZIONE DI 3 BORSE DI STUDIO, Scadenza 29 maggio 2026


La Scuola di Cinema PIANO FOCALE di Palermo annuncia il lancio di un bando per l’assegnazione di 3 borse di studio per i suoi corsi di formazione professionale nell’ambito cinematografico: regia, direzione della fotografia e operatore di ripresa, recitazione cinematografica, montaggio, sceneggiatura, produzione, audio presa diretta. L’iniziativa, volta valorizzare nuovi talenti offre un’opportunità unica per i giovani residenti nell’isola che sognano una carriera nel mondo del cinema. 

domenica, maggio 17, 2026

Un racconto (vero e inedito) sul pittore-muralista, autore teatrale e attore Silvio Benedetto: ANTI-MAESTRO DI PLURALITÀ, INSTANCABILE SUSCITATORE DI FASCI DI ENERGIE

Silvio Benedetto

MARIA DI CARLO

1978, Piazza Pretoria. Palermo. A quell’epoca, Piazza (come la chiamavamo, senza ulteriore denominazione) era sede informale di varie tacche di persone. C’era la tacca sfasciallitti, forse quella femminista (che io comunque non frequentavo), quella politicizzata, quella omosessuale (non ancora anche lesbica), quella bucomane, senza compartimenti stagni e senza scandalo per nessuno da parte di nessuno. Succedevano le cose più svariate: alcuni ragazzi imparavano a lavorare a maglia, si leggevano libri, anche a voce alta e in gruppo (Castaneda andava per la maggiore), si politicava, si conversava, si ascoltava musica da gracchianti registratorini a batteria.

Semplicemente: si stava. Ogni giorno, forse 24 ore su 24, c’era gente. Ci approdavi e sapevi di trovare compagnia, sempre. Si stava seduti sui gradini, auto passavano fittamente (in una via Maqueda pedonalizzata decenni dopo) e da dentro di esse spesso qualcuno, senza fantasia, gridava al nostro indirizzo sempre la stessa frase: “Va’ iti a travagghiaaari!!”. Io magari mi ero seduta là da poco, proveniente da pomeriggi interi e talvolta giornate di lavoro come domestica. Ma agli occhi dei più ci passavamo sempre e comunque e tutti per degli spranzoni che campavano alle spalle di qualcuno, mangiapane a tradimento.

RIFORMA ELETTORALE: ZAGREBELSKY SMASCHERA IL BLUFF MELONI

Gustavo Zagrebelsky

Non lasciatevi ingannare dalla propaganda di regime che parla di "stabilità". 
Lo "Stabilicum" voluto dalla Meloni — che io chiamo correttamente Truccatellum — non è una riforma per il Paese, ma un'assicurazione sulla vita per una classe dirigente che cerca di blindarsi nel bunker del potere.

Ieri sera a In Altre Parole (La7), il Professor Gustavo Zagrebelsky ha letteralmente squarciato il velo di ipocrisia di questo esecutivo, mentre l'appello "Torniamo alla Costituzione" ha incassato la firma storica di ben 140 costituzionalisti contro una forzatura inaccettabile. Ecco i punti che smontano l'accrocco della maggioranza e interpellano la nostra coscienza civile:

Peppino Impastato, una memoria difficile

Pino Dicevi


Pino Manzella "Peppino e compagni"

Pubblichiamo l’intervento di Pino Dicevi di Sabato 16 Maggio 2026, sulla mostra intitolata: Peppino Impastato, dalle lotte al depistaggio, presentata nella Sala Consiliare del Comune di Castellammare del Golfo (TP)  e organizzata dalla “Associazione ASADIN”, la cui presidente è l’attivissima Caterina Blunda. La stessa ha voluto avviare un percorso culturale e politico anche in questa comunità così come ha fatto e continua a fare in vari comuni d’Italia.

La memoria di una rivoluzione, quella del Sessantotto che mise in crisi la divisione tra lavoro intellettuale e lavoro manuale, tra politica e cultura, tra le città e i comuni, tra la base e il centro dove i cosiddetti leader si autoeleggono sacerdoti di tutto e di tutti.

Nel comune di Cinisi ci fu un risveglio di genere maschile e femminile, ravvivato da Peppino che, a partire dalla sua

Lunedì a Camporeale la Cgil Palermo, l’Istituto Comprdnsivo “L. Sciascia” e il Comune ricorderanno Calogero Cangialosi, segretario della Camera del lavoro uccisi dalla mafia nel 1948


Calogero Cangialosi

Il 78° anniversario dell'assassinio mafioso di Calogero Cangialosi, segretario della Camera del lavoro di Camporeale, sarà ricordato lunedì 18 maggio 2026 dalla Cgil Palermo, dall’Istituto comprensivo “L. Sciascia” e dal Comune di Camporeale. 

Cangelosi venne ucciso dalla cosca mafiosa di Vanni Sacco la sera del 1° aprile 1948.
Il programma prevede alle ore 10.00, al cimitero comunale di Camporeale, la deposizione di una corona di fiori sulla tomba del sindacalista; alle ore 11.00, al Teatro "Paolo Vinci", si terrà un convegno dal tema: "Ricordando Calogero Cangialosi, verso nuovi orizzonti di Pace, per il lavoro e il diritto di avere Diritti". Dopo i saluti del sindaco Luigi Cino, interverranno Dino Paternostro, responsabile Dipartimento Archivio e Memoria storica Cgil Palermo; Giuseppe Ferina, dirigente scolastico I.C "Leonardo Sciascia"; in video-collegamento da Grosseto interverrà Sonia Grechi, nipote di Calogero Cangialosi; Nico Miraglia, figlio di Accursio Miraglia, segretario Cdl di Sciacca, ucciso dalla mafia, porterà la sua testimonianza. concluderà l’iniziativa Mario Ridulfo, segretario generale Cgil Palermo.

Addio a Silvio Benedetto, l’artista del Cristo censurato da Ciancimino

di Irene Carmina


Silvio Benedetto 

Argentino di origini siciliane, aveva scelto di vivere a Campobello di Licata. La sua opera dedicata ai morti sul lavoro

È morto a 88 anni Silvio Benedetto, pittore e scultore nato a Buenos Aires da una famiglia di origini siciliane e da decenni legato all’Isola, dove aveva scelto di vivere, a Campobello di Licata. Benedetto è morto nel giorno in cui avrebbe dovuto mettere in scena il su spettacolo, in uno spazio di piazza Verdi.

sabato, maggio 16, 2026

L’ULTIMA ISTALLAZIONE DI SILVIO BENEDETTO A PALERMO NEI LOCALI DELLA CAMERA DEL LAVORO NEL 2024: UN CRISTO PER DARE VOCE A TANTI POVERI CRISTI…


Silvio Benedetto e Silvia Lotti

DINO PATERNOSTRO

Un grazie di cuore al maestro (e caro amico) Silvio Benedetto (che proprio oggi ci ha lasciati a 88 anni). Con la sua arte pittorica ci ha aiutati a dare più forza al nostro impegno e alla nostra lotta per la difesa dei lavoratori e contro gli incidenti e i morti sul lavoro. 

Silvio ha reinterpretato un Cristo famoso, quello del Mantegna, per dare voce a chi non ha voce, ai tanti “poveri cristi”, che escono da casa la mattina per un “tozzo di pane” e non possono più farvi ritorno. Con “prepotente spavalderia e bravura”, l’artista Italo-argentino ha ripreso un’immagine famosa e l’ha stravolta dentro i limiti tipici della tragica bellezza moderna, attualizzando il nostro grido contro l’ecatombe dei morti sul lavoro. 

venerdì, maggio 15, 2026

Luci e ombre nelle nuove Indicazioni nazionali per i licei


di Giuseppe Savagnone

Le nuove Indicazioni nazionali per i licei

Il 22 aprile 2026 il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato la bozza delle nuove Indicazioni nazionali per i licei, un documento di legge presente sul sito del Ministero «fortemente voluto» dal ministro Valditara, che riscrive i programmi della scuola secondaria di secondo grado a oltre quindici anni dalla revisione del 2010. Il testo, elaborato da una commissione di oltre 130 esperti guidata dalla pedagogista Loredana Perla, è in consultazione pubblica fino al 31 maggio. L’entrata in vigore è prevista per l’anno scolastico 2027/2028.

«Non si tratta di una semplice revisione di programmi: è un ripensamento strutturale della funzione formativa del liceo, del rapporto tra discipline e tra scuola e società», si legge sempre sul sito ministeriale. Un testo importante, dunque, che forse avrebbe meritato maggiore attenzione da parte di un’opinione pubblica che si concentra sui sintomi sempre più allarmanti della crisi dei giovani, ma dedica ben poca attenzione al mondo della scuola, che della loro educazione è un luogo fondamentale.

MAI PIÙ. L’omicidio assurdo del bracciante Bakary Sako a Taranto

Il bracciante ucciso, Bakary Sako

Il 35enne originario del Mali e regolarmente residente in Italia, è stato ucciso nella mattina del 9 maggio con tre fendenti. Forse una lite degenerata. Per D’Arcangelo, Cgil provinciale: “L’agguato è terra emersa di un disagio più profondo”

Lo hanno trovato riverso in piazza Fontana, nella città vecchia. Il corpo senza vita, straziato dalle ferite. Una morte assurda quella del 35enne di origine malese, Bakary Sako. Vittima di un omicidio avvenuto il 9 maggio scorso, di prima mattina, che Taranto non riesce a spiegarsi. L’ipotesi è che il delitto sia stato compiuto al culmine di una lite scoppiata all’alba nella zona di Porta Napoli e rapidamente degenerata. Il giovane sarebbe stato circondato e colpito con almeno tre fendenti tra torace e addome con un’arma che gli inquirenti non escludono possa trattarsi di un cacciavite o di un altro oggetto acuminato. Le ferite riportate si sono rivelate fatali: il 35enne è morto poco dopo l’aggressione.

giovedì, maggio 14, 2026

IL 16 MAGGIO 71° ANNIVERSARIO DELL’UCCISIONE DI SALVATORE CARNEVALE. MANIFESTAZIONE A SCIARA NELL’AMBITO DELLA SETTIMANA DELLA LEGALITÀ


Sabato 16 maggio la Cgil Palermo ricorderà  il 71° anniversario dell’assassinio di Salvatore Carnevale. Anche quest’anno la commemorazione del segretario della Camera del Lavoro di Sciara, ucciso dalla mafia il 16 maggio 1955, è inserita tra le iniziative della “Settimana della legalità” promossa dal comune di Sciara.  

Alle ore 09:00 è previsto il raduno in piazza Castelreale delle autorità civili, militari, religiose, dei rappresentanti territoriali della CGIL e degli alunni dell'istituto comprensivo Mons. Arrigo; alle 9:30, partenza del corteo in direzione Piazza Salvatore
Carnevale; alle ore 10:00, deposizione di una corona di Alloro e interventi. Per la Cgil Palermo interverrà Laura Di Martino, componente della segreteria provinciale, che parteciperà alla giornata insieme a Dino Paternostro, responsabile Dipartimento Archivio e Memoria storica del sindacato. Alle ore 10:30, Celebrazione della Messa presso la Chiesa Madre Sant'Anna; alle ore 11:30, esibizione del Coro degli alunni della scuola presso Chiesa Madre Sant'Anna. 

“Salvatore Carnevale  - dicono Paternostro e Di Martino - è un esempio di vita: sapeva a cosa andava incontro, soprattutto dopo l’uccisione di Filippo Intili, ma non volle rimanere a Montevarchi, in Toscana, dove era stato accolto dai compagni e poteva continuare a formarsi come dirigente sindacale.

Oggi ho incontrato il sindaco-presidente del Cidma, che ha assunto l’impegno di avviare rapidamente le procedure di nomina-integrazione del Comitato scientifico

Due giorni fa, martedì 12 maggio, avevo scritto a Walter Rà, sindaco di Corleone e presidente del Cidma, per chiedergli di provvedere con cortese sollecitudine alla nomina/integrazione dei componenti del Comitato scientifico, perché da anni questo organismo non funziona più come dovrebbe in quanto tanti suoi componenti si sono dimessi o hanno cessato di partecipare. 

Oggi, dietro suo invito, l’ho incontrato in municipio. Ed ho notato con piacere che ha inteso nella maniera giusta il senso della mia lettera: uno stimolo affinché il Cidma possa contare su un comitato scientifico in grado di programmare le attività tecnico-culturali e di ricerca necessarie specie dopo gli ultimi arresti che hanno dimostrato come la mafia sia ancora molto presente e pervasiva nel territorio. 

CERIMONIA CONCLUSIVA DEL PREMIO NAZIONALE DI POESIA PER STUDENTI “DON GIOVANNI COLLETTO” DI CORLEONE – XVIII EDIZIONE


Si è svolta nell’auditorium “Giuseppe Governali” dell’I.I.S.S. “Don G. Colletto” di Corleone la cerimonia di premiazione della XVIII edizione del concorso nazionale di poesia “Don Giovanni Colletto”, un evento culturale al quale hanno partecipato giovani poeti e musicisti provenienti da diverse città d’Italia.

Affermava in modo provocatorio Eugenio Montale che “la poesia non è fatta per nessuno, non per altri e nemmeno per chi la scrive”. Eppure dice ancora il grande poeta del Novecento che essa “sta come una pietra o un granello di sabbia”. Apparentemente inutile, in realtà la poesia si rivela eterna e indispensabile per tutti gli uomini e nell’ottica di una didattica orientativa, di cui tanto oggi si parla, come non vedere in essa un modo a disposizione degli studenti per conoscere se stessi e

definire meglio la loro visione del mondo?

GALILEO E L’INQUISITORE. Un saggio di Carlo Ruta ripensa il conflitto tra scienza, potere e modernità europea


Carlo Ruta

Sta per arrivare in libreria Galileo e l’inquisitore, il nuovo saggio storico di Carlo Ruta, dedicato a uno dei passaggi più delicati e simbolici della storia europea: il rapporto tra la nascita della scienza moderna e i sistemi religiosi, politici e culturali del Seicento.

Il volume affronta la vicenda galileiana sottraendola sia alla retorica celebrativa sia alle semplificazioni ideologiche che per lungo tempo hanno ridotto il processo a Galileo Galilei a un semplice scontro tra “scienza” e “religione”. Il libro propone invece una ricostruzione più ampia e complessa, collocando il caso Galileo dentro il grande laboratorio storico della modernità europea. Attraverso un percorso che attraversa Roma, Venezia, la Spagna, la Francia, l’Inghilterra e i mondi germanici del XVII secolo, Carlo Ruta mostra come il conflitto apertosi attorno alla nuova scienza sperimentale fosse in realtà parte di una trasformazione molto più profonda: il mutamento dei criteri della verità, del rapporto tra esperienza e autorità, delle culture giuridiche e delle forme del potere.

Nel libro emergono così figure centrali del tempo: Galileo, Bellarmino, Paolo Sarpi, Campanella, Giordano Bruno, ma anche inquisitori, giuristi, teologi e pensatori che in diverse parti d’Europa contribuirono alla nascita di nuovi orientamenti culturali. Particolare rilievo assumono le riflessioni sulla crisi delle pratiche inquisitoriali, sulle culture razionalistiche europee e sulla progressiva affermazione di un sapere fondato sull’osservazione, sull’esperimento e sulla matematizzazione dei fenomeni naturali.

mercoledì, maggio 13, 2026

“Ti ho visto sai” ... Si entra nella Casa come per un convenevole ed è già Teatro


“ti ho visto sai” - solo su prenotazione (telefono o whatsapp) 328 6661168 - sabato 16 maggio 2026 ore 17,00 e ore 19,30 - CENTRO CELESTE Piazza Verdi 31 Palermo

Oltre ai propri testi, Silvio Benedetto

ha inserito nel copione di TI HO VISTO SAl i testi di Silvia Lotti "Un monologo polifonico", "La Stazione", "Vuoi giocare con me?", "Alice" e di Emanuela Davì "Un racconto non richiesto" (da loro stesse recitati).

Ideazione costumi, luminotecnica, pupazzi ed oggetti di scena: Silvio Benedetto.

Il video "Ti ho visto sai" proiettato all'interno dello spettacolo è un'ideazione di Silvio Benedetto;

realizzazione e montaggio di Silvia Lotti con fondo musicale creato da lei stessa.

Musiche eseguite da Marco Lo Cicero (viola di gamba): Marin Marais - dal Il livre de pièces de viole: Les voix humaines. - dal III livre de pièces de viole: La Guitare. Sieur de Machy - dal livre des pièces de viole, Suite in re magg.: Gavotte e Gigue.

Il dipinto "Oggetto inquietante" è unopera di Silvio Benedetto

"Le dipendenze sono lo specchio di una ferita non solo del singolo, ma di un'intera comunità”


Abbiamo sentito il dovere morale, come cittadini bisacquinesi e come consiglieri comunali, di accendere un faro su una realtà che condiziona pesantemente le famiglie e i più giovani: la dipendenza da alcol e droga, fenomeno in silenziosa ma incessante diffusione. 

​Il dialogo con gli esperti proposto agli studenti delle classi II e III media dell'I.C. Mons. Giovanni Bacile di Bisacquino vuole affrontare il tema con la serietà e il rigore scientifico che merita. Per questo l’evento vedrà la partecipazione di professionisti della materia di elevata caratura: ​il Dott. Spinnato, Direttore UOC Dipendenze Patologiche DELL'ASP di Palermo, e il Dott.  Ferrigno, Responsabile del SerD di Corleone. Non mancheranno professionisti al servizio del territorio: la Dott.ssa Rachele Ragusa, Assistente  sociale, la farmacista Vita Barrile e Annarita Ferraro, Medico di Medicina generale. 

Parte la campagna della Cgil Palermo per la raccolta firme sulle leggi di iniziativa popolare su Sanità&Appalti. Il 15 assemblea delle assemblee ore 9.30 aula “Li Donni” a Economia. Il 16 i banchetti in via Magliocco


Il 15 e il 16 maggio parte ufficialmente la campagna della Cgil a sostegno delle due proposte di legge di iniziativa popolare su sanità pubblica e sistema degli appalti. A Palermo, come in tutte le città italiane, il lancio della campagna avverrà venerdì 15 con l’illustrazione dei testi delle due proposte ai gruppi dirigenti allargati al territorio attraverso l’indizione dell’Assemblea delle assemblee generali di categoria, aperta anche alle associazioni della società civile.
L’appuntamento è alle ore 9.30 nell’aula magna “V. Li Donni” ed. 13 Dipartimento di Economia, in viale delle Scienze, per l’assemblea delle assemblee generali su “Sanità & Appalti”, con cui si dà l’avvio alla raccolta delle firme.

Leoluca Orlando: “La violenza a Palermo? È terrorismo mafioso, scomparso il senso di comunità”


di Francesco PATANÈ

Intervista all’ex sindaco: “Scemata l’attenzione per i diritti. In città bande fuori controllo con miti camorristici”

Sparare raffiche di kalashnikov contro le vetrine dei negozi e le case non è più solo intimidazione, è terrorismo, terrorismo mafioso». Leoluca Orlando, ex sindaco di Palermo, conosce il ventre della città come pochi. Ha un contatto diretto con i palermitani delle borgate e dei quartieri difficili. Sull’ondata di violenza che ha colpito Palermo dal settembre scorso ha un’idea chiara. «Senza diritti e attenzione agli ultimi non si vince la guerra alla mafia».

In città si è tornato a sparare con i mitra, sono solo cani sciolti o stanno cambiando gli equilibri mafiosi?

«Siamo di fronte a due fenomeni mafiosi in uno: da una parte Cosa nostra militare gerarchica, che risponde alle logiche tradizionali dei mandamenti ma che è molto debole per l’azione repressiva di magistratura e forze dell’ordine. Dall’altra ci sono bande di giovani criminali in competizione fra loro che utilizzano metodi camorristici. Sono tollerate dai vecchi boss e mantengono comunque un rapporto con la vecchia mafia per droga e armi. Non sono due mondi staccati».

martedì, maggio 12, 2026

Dino Paternostro scrive al sindaco/presidente del Cidma, Walter Rà: “La mafia c’è ancora, abbiamo bisogno di conoscerla meglio per batterla, occorre nominare subito il comitato scientifico”

Dino Paternostro chiede la nomina del comitato scientifico del Cidma per contrastare la mafia con lo studio e la conoscenza. Bisogna fare presto

Al sindaco presidente del Cidma Dott. Walter Rà, Vicolo Valenti, 1 - 90034 CORLEONE PA

OGGETTO: Richiesta nomina/integrazione comitato scientifico Cidma.  


Caro Walter, ti scrivo nella tua qualità di sindaco e di presidente del Cidma di Corleone, a seguito degli ultimi arresti per mafia avvenuti nella nostra città, che dimostrano come ci sia sempre nel nostro territorio una presenza pervicace della criminalità organizzata, che mira a controllare le attività economiche e sociali e ad influenzare la politica e le istituzioni. 

Ti scrivo nella mia qualità di componente del comitato scientifico del Cidma, nominato l’8 maggio 2017 su indicazione della commissione straordinaria prefettizia, che gestiva il comune di Corleone dopo lo scioglimento per mafia. 

Come più volte anche tu hai sottolineato, oltre alle interessanti ed utili visite guidate, il Cidma ha anche l’importante funzione statutaria di favorire la conoscenza scientifica e tecnico-culturale di Cosa Nostra, attraverso la promozione di studi, ricerche e confronti tra le istituzioni scolastiche, le università, le fondazioni culturali di livello nazionale ed internazionale. 

Scuola, 60 prof universitari contro i nuovi programmi di filosofia: "Mancano Marx e Spinoza”


di Viola Giannoli

Tra i firmatari Massimo Cacciari, Giuseppe Licata e Gaetano Lettieri: “Polpetta avvelenata del governo lasciata in pasto ai giovani”

C'è una lettera, firmata per ora da oltre sessanta docenti universitari, che boccia senza appello le "scelte molto gravi" contenute nelle indicazioni nazionali dei licei per quanto riguarda l’insegnamento della filosofia. Un appello duro non solo rivolto a chi, scelto dal ministero dell'Istruzione, quei programmi l'ha redatti e viene accusato di "dilettantismo", ma anche verso il governo, le cui decisioni culturali sarebbero una "polpetta avvelenata" lasciata in pasto alla scuola e ai giovani.

lunedì, maggio 11, 2026

Il presidente della commissione antimafia Cracolici: “Le battaglie di Peppino Impastato hanno cambiato la percezione della mafia in Sicilia, ma attenzione alla continuità 'dinastica' dei boss che rischiano di perpetuarla”

Il presidente dell’antimafia regionale Antonello Cracolici

Palermo, 9 maggio - “L'omicidio di Peppino Impastato ha contributo a cambiare l’approccio dell’opinione pubblica e, molti anni dopo, anche quello dello Stato nei confronti della mafia, la cui esistenza, fino ad allora, veniva negata. 

Oggi ricordiamo le idee di Peppino, un giovane che, con le sue battaglie, ha trasformato il volto della Sicilia”. Lo ha detto il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici, in occasione del 48° anniversario dell'assassinio di Peppino Impastato, ucciso il 9 maggio 1978.

“Ma 48 anni dopo quel delitto – ha aggiunto Cracolici - abbiamo il dovere di non sottovalutare quello che sta avvenendo nelle nostre città, con il rumore delle armi che torna a scuotere le nostre piazze. Riconosciamo nei soggetti della cronaca nera gli stessi nomi e cognomi di ieri — figli e nipoti di allora — che perpetuano una continuità di sangue che è il pilastro della cultura mafiosa. Una continuità quasi 'dinastica' che non possiamo permetterci di ignorare”.