
Franco Gabrielli, 65 anni, ha guidato la polizia di Stato dal 2016 al 2021
DI CARLO BONINI
Da quando si azzardò a prendere parola con cognizione di causa sul caso Ramy, l'ex capo della polizia Franco Gabrielli è diventato il fantasma di Banco della destra. E, anche per questo, l'uomo cui tirare a palle incatenate per accreditare la necessità di una nuova stagione liberticida della sicurezza e dell'ordine pubblico. Per accreditare l'idea che c'è stato un "prima" di smidollata compiacenza rossa, anche ai vertici degli apparati di sicurezza, con ogni genere di deriva politica violenta e di sostanziale arrendevolezza a ogni emergenza sociale: migranti e sicurezza urbana su tutte. E che è dunque giunta l'ora di togliersi i guanti. Ancora sabato scorso, mentre non si erano ancora diradati i fumi della guerriglia in corso Regina Margherita a Torino, e il ministro dell'Interno Piantedosi evocava pericoli di rinascente «terrorismo» e «insurrezione», un deputato leghista, tale Anastasio Carrà, dettava alle agenzie queste parole: «Invece di straparlare, Gabrielli chieda scusa. Il suo odio per le divise è alla base dei suoi fallimenti».
Gabrielli, cosa ha pensato guardando le immagini delle violenze a Torino?







































