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| Don Luigi Ciotti, presidente di Libera e Gruppo Abele |
“Si continua a procedere nella direzione sbagliata, puntano più al consenso elettorale che alla reale soluzione dei problemi”. Così in una nota Libera e il Gruppo Abele commentano il disegno di legge approvato ieri in CdM, e in particolare la norma che interviene sull'imputabilità dei minori fra i 14 e i 18 anni.
“La violenza va contrastata, ma certi provvedimenti dovrebbero essere l’estrema ratio, soprattutto quando parliamo di ragazzi così giovani. Invece rischiano di diventare una scorciatoia, un modo per silenziare il disagio senza prima averlo ascolto e compreso”.
“È innegabile che, in determinati contesti, certi comportamenti giovanili possano suscitare allarme e paura nei cittadini. Ma non dobbiamo ridurre quegli adolescenti, spesso privati degli strumenti emotivi e culturali necessari a crescere in maniera armonica, a dei “nemici” della società. I loro comportamenti, anche quelli più gravi, vanno interpretati come un sintomo da curare”.
Invece, sempre secondo il Gruppo Abele e Libera, “questa riforma si pone in linea con il decreto Caivano e i precedenti decreti sicurezza. Una linea che finora si è mostrata inefficace, alimentando le tensioni sociali senza affrontare alla radice le cause della violenza che dice di voler combattere”.





































