di SALVO CATALANO
Il 2 giugno del 1946 la Sicilia sceglie largamente la Monarchia. Nella circoscrizione occidentale (Palermo, Trapani, Caltanissetta e Agrigento) le preferenze per il regime uscente arrivano al 61 per cento, in quella orientale il consenso è ancora più ampio, toccando il 68 per cento. Eppure in 89 Comuni sui 390 (il 23 per cento del totale) a prevalere è la Repubblica. Sono quelli che lo storico Rosario Mangiameli ha definito «gli anticorpi repubblicani dell'Isola». A tenere alta la bandiera del cambiamento anche nell'estremo Sud del Paese sono i territori dove sono forti presenza e tradizione del bracciantato e dei minatori. A guardare oggi quei dati, emergono tante sorprese, come la vittoria della Repubblica in paesi che poi diventeranno epicentro della mafia: Corleone, Castelvetrano, Montelepre, San Giuseppe Jato, solo per citare alcuni esempi.



































