giovedì, maggio 14, 2026

GALILEO E L’INQUISITORE. Un saggio di Carlo Ruta ripensa il conflitto tra scienza, potere e modernità europea


Carlo Ruta

Sta per arrivare in libreria Galileo e l’inquisitore, il nuovo saggio storico di Carlo Ruta, dedicato a uno dei passaggi più delicati e simbolici della storia europea: il rapporto tra la nascita della scienza moderna e i sistemi religiosi, politici e culturali del Seicento.

Il volume affronta la vicenda galileiana sottraendola sia alla retorica celebrativa sia alle semplificazioni ideologiche che per lungo tempo hanno ridotto il processo a Galileo Galilei a un semplice scontro tra “scienza” e “religione”. Il libro propone invece una ricostruzione più ampia e complessa, collocando il caso Galileo dentro il grande laboratorio storico della modernità europea. Attraverso un percorso che attraversa Roma, Venezia, la Spagna, la Francia, l’Inghilterra e i mondi germanici del XVII secolo, Carlo Ruta mostra come il conflitto apertosi attorno alla nuova scienza sperimentale fosse in realtà parte di una trasformazione molto più profonda: il mutamento dei criteri della verità, del rapporto tra esperienza e autorità, delle culture giuridiche e delle forme del potere.

Nel libro emergono così figure centrali del tempo: Galileo, Bellarmino, Paolo Sarpi, Campanella, Giordano Bruno, ma anche inquisitori, giuristi, teologi e pensatori che in diverse parti d’Europa contribuirono alla nascita di nuovi orientamenti culturali. Particolare rilievo assumono le riflessioni sulla crisi delle pratiche inquisitoriali, sulle culture razionalistiche europee e sulla progressiva affermazione di un sapere fondato sull’osservazione, sull’esperimento e sulla matematizzazione dei fenomeni naturali.

mercoledì, maggio 13, 2026

“Ti ho visto sai” ... Si entra nella Casa come per un convenevole ed è già Teatro


“ti ho visto sai” - solo su prenotazione (telefono o whatsapp) 328 6661168 - sabato 16 maggio 2026 ore 17,00 e ore 19,30 - CENTRO CELESTE Piazza Verdi 31 Palermo

Oltre ai propri testi, Silvio Benedetto

ha inserito nel copione di TI HO VISTO SAl i testi di Silvia Lotti "Un monologo polifonico", "La Stazione", "Vuoi giocare con me?", "Alice"

e di Emanuela Davì "Un racconto non richiesto" (da loro stesse recitati).

Ideazione costumi, luminotecnica, pupazzi ed oggetti di scena: Silvio Benedetto.

Il video "Ti ho visto sai" proiettato all'interno dello spettacolo è un'ideazione di Silvio Benedetto;

realizzazione e montaggio di Silvia Lotti con fondo musicale creato da lei stessa.

Musiche eseguite da Marco Lo Cicero (viola di gamba): Marin Marais - dal Il livre de pièces de viole: Les voix humaines. - dal III livre de pièces de viole: La Guitare. Sieur de Machy - dal livre des pièces de viole, Suite in re magg.: Gavotte e Gigue.

Il dipinto "Oggetto inquietante" è unopera di Silvio Benedetto

"Le dipendenze sono lo specchio di una ferita non solo del singolo, ma di un'intera comunità”


Abbiamo sentito il dovere morale, come cittadini bisacquinesi e come consiglieri comunali, di accendere un faro su una realtà che condiziona pesantemente le famiglie e i più giovani: la dipendenza da alcol e droga, fenomeno in silenziosa ma incessante diffusione. 

​Il dialogo con gli esperti proposto agli studenti delle classi II e III media dell'I.C. Mons. Giovanni Bacile di Bisacquino vuole affrontare il tema con la serietà e il rigore scientifico che merita. Per questo l’evento vedrà la partecipazione di professionisti della materia di elevata caratura: ​il Dott. Spinnato, Direttore UOC Dipendenze Patologiche DELL'ASP di Palermo, e il Dott.  Ferrigno, Responsabile del SerD di Corleone. Non mancheranno professionisti al servizio del territorio: la Dott.ssa Rachele Ragusa, Assistente  sociale, la farmacista Vita Barrile e Annarita Ferraro, Medico di Medicina generale. 

Parte la campagna della Cgil Palermo per la raccolta firme sulle leggi di iniziativa popolare su Sanità&Appalti. Il 15 assemblea delle assemblee ore 9.30 aula “Li Donni” a Economia. Il 16 i banchetti in via Magliocco


Il 15 e il 16 maggio parte ufficialmente la campagna della Cgil a sostegno delle due proposte di legge di iniziativa popolare su sanità pubblica e sistema degli appalti. A Palermo, come in tutte le città italiane, il lancio della campagna avverrà venerdì 15 con l’illustrazione dei testi delle due proposte ai gruppi dirigenti allargati al territorio attraverso l’indizione dell’Assemblea delle assemblee generali di categoria, aperta anche alle associazioni della società civile.
L’appuntamento è alle ore 9.30 nell’aula magna “V. Li Donni” ed. 13 Dipartimento di Economia, in viale delle Scienze, per l’assemblea delle assemblee generali su “Sanità & Appalti”, con cui si dà l’avvio alla raccolta delle firme.

Leoluca Orlando: “La violenza a Palermo? È terrorismo mafioso, scomparso il senso di comunità”


di Francesco PATANÈ

Intervista all’ex sindaco: “Scemata l’attenzione per i diritti. In città bande fuori controllo con miti camorristici”

Sparare raffiche di kalashnikov contro le vetrine dei negozi e le case non è più solo intimidazione, è terrorismo, terrorismo mafioso». Leoluca Orlando, ex sindaco di Palermo, conosce il ventre della città come pochi. Ha un contatto diretto con i palermitani delle borgate e dei quartieri difficili. Sull’ondata di violenza che ha colpito Palermo dal settembre scorso ha un’idea chiara. «Senza diritti e attenzione agli ultimi non si vince la guerra alla mafia».

In città si è tornato a sparare con i mitra, sono solo cani sciolti o stanno cambiando gli equilibri mafiosi?

«Siamo di fronte a due fenomeni mafiosi in uno: da una parte Cosa nostra militare gerarchica, che risponde alle logiche tradizionali dei mandamenti ma che è molto debole per l’azione repressiva di magistratura e forze dell’ordine. Dall’altra ci sono bande di giovani criminali in competizione fra loro che utilizzano metodi camorristici. Sono tollerate dai vecchi boss e mantengono comunque un rapporto con la vecchia mafia per droga e armi. Non sono due mondi staccati».

martedì, maggio 12, 2026

Dino Paternostro scrive al sindaco/presidente del Cidma, Walter Rà: “La mafia c’è ancora, abbiamo bisogno di conoscerla meglio per batterla, occorre nominare subito il comitato scientifico”

Dino Paternostro chiede la nomina del comitato scientifico del Cidma per contrastare la mafia con lo studio e la conoscenza. Bisogna fare presto

Al sindaco presidente del Cidma Dott. Walter Rà, Vicolo Valenti, 1 - 90034 CORLEONE PA

OGGETTO: Richiesta nomina/integrazione comitato scientifico Cidma.  


Caro Walter, ti scrivo nella tua qualità di sindaco e di presidente del Cidma di Corleone, a seguito degli ultimi arresti per mafia avvenuti nella nostra città, che dimostrano come ci sia sempre nel nostro territorio una presenza pervicace della criminalità organizzata, che mira a controllare le attività economiche e sociali e ad influenzare la politica e le istituzioni. 

Ti scrivo nella mia qualità di componente del comitato scientifico del Cidma, nominato l’8 maggio 2017 su indicazione della commissione straordinaria prefettizia, che gestiva il comune di Corleone dopo lo scioglimento per mafia. 

Come più volte anche tu hai sottolineato, oltre alle interessanti ed utili visite guidate, il Cidma ha anche l’importante funzione statutaria di favorire la conoscenza scientifica e tecnico-culturale di Cosa Nostra, attraverso la promozione di studi, ricerche e confronti tra le istituzioni scolastiche, le università, le fondazioni culturali di livello nazionale ed internazionale. 

Scuola, 60 prof universitari contro i nuovi programmi di filosofia: "Mancano Marx e Spinoza”


di Viola Giannoli

Tra i firmatari Massimo Cacciari, Giuseppe Licata e Gaetano Lettieri: “Polpetta avvelenata del governo lasciata in pasto ai giovani”

C'è una lettera, firmata per ora da oltre sessanta docenti universitari, che boccia senza appello le "scelte molto gravi" contenute nelle indicazioni nazionali dei licei per quanto riguarda l’insegnamento della filosofia. Un appello duro non solo rivolto a chi, scelto dal ministero dell'Istruzione, quei programmi l'ha redatti e viene accusato di "dilettantismo", ma anche verso il governo, le cui decisioni culturali sarebbero una "polpetta avvelenata" lasciata in pasto alla scuola e ai giovani.

lunedì, maggio 11, 2026

Il presidente della commissione antimafia Cracolici: “Le battaglie di Peppino Impastato hanno cambiato la percezione della mafia in Sicilia, ma attenzione alla continuità 'dinastica' dei boss che rischiano di perpetuarla”

Il presidente dell’antimafia regionale Antonello Cracolici

Palermo, 9 maggio - “L'omicidio di Peppino Impastato ha contributo a cambiare l’approccio dell’opinione pubblica e, molti anni dopo, anche quello dello Stato nei confronti della mafia, la cui esistenza, fino ad allora, veniva negata. 

Oggi ricordiamo le idee di Peppino, un giovane che, con le sue battaglie, ha trasformato il volto della Sicilia”. Lo ha detto il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici, in occasione del 48° anniversario dell'assassinio di Peppino Impastato, ucciso il 9 maggio 1978.

“Ma 48 anni dopo quel delitto – ha aggiunto Cracolici - abbiamo il dovere di non sottovalutare quello che sta avvenendo nelle nostre città, con il rumore delle armi che torna a scuotere le nostre piazze. Riconosciamo nei soggetti della cronaca nera gli stessi nomi e cognomi di ieri — figli e nipoti di allora — che perpetuano una continuità di sangue che è il pilastro della cultura mafiosa. Una continuità quasi 'dinastica' che non possiamo permetterci di ignorare”. 

domenica, maggio 10, 2026

Lettera aperta di 33 giornalisti siciliani al presidente della Repubblica e al presidente della commissione antimafia: per la morte di Falcone e Borsellino s’indaghi oltre la sola pista mafia-appalti




LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SERGIO MATTARELLA E ALLA PRESIDENTE COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA CHIARA COLOSIMO DI 33 GIORNALISTI SICILIANI. “
Alla vigilia degli anniversari della morte di Falcone e Borsellino, chiediamo che la Commissione Antimafia ampli il campo delle indagini oltre la sola pista mafia-appalti (…). L’eredità di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino non merita di finire nel cestino dei rifiuti della storia”

Noi giornalisti siciliani - che nel corso dell'ultimo mezzo secolo ci siamo occupati di mafia, di delitti e di stragi e di connessioni con la politica - alla vigilia degli anniversari della morte di Falcone e Borsellino, desideriamo sottoporre al Garante della Costituzione e degli italiani un comune intendimento. E cioè quanto riteniamo sia un terribile errore limitare le indagini sulla morte dei due magistrati all'unica pista "mafia e appalti", tralasciando le altre e in particolare la cosiddetta "pista del terrorismo nero". Eppure, è proprio questa la strada da tempo intrapresa dalla maggioranza in Commissione parlamentare Antimafia, in singolare affiatamento con il governo centrale e con la procura di Caltanissetta, procura appena “bocciata” in Cassazione per aver presentato ricorso contro la gip Graziella Luparello che nella sua ordinanza aveva disposto nuove indagini oltre il valico “mafia e appalti”.

Leone, la forza di un nome

Leone XIV

di Giuseppe Savagnone

Uno scontro epocale

L’incontro tra papa Leone e il segretario di Stato americano Marco Rubio, come previsto, non ha dissipato – né lo poteva – le tensioni createsi in queste settimane fra la Santa Sede e gli Stati Uniti. Malgrado i tentativi della stampa e delle testate televisive di destra di presentarlo come «un disgelo», il suo esito è stato quello sintetizzato nel titolo dell’agenzia ANSA: «Il papa cordiale con Rubio, ma non fa sconti: “Lavoriamo per la pace”».

Che è precisamente il nodo su cui si sono appuntati i reiterati attacchi del presidente americano Donald Trump nei confronti del pontefice, reo, ai suoi occhi, di favorire, con i suoi incessanti appelli contro la guerra, il progetto iraniano di dotarsi di un’arma nucleare. Da qui l’accusa a Leone di essere «debole» e «pessimo in politica estera». Rincarata, proprio alla vigilia del viaggio diplomatico del segretario di Stato, con quella di stare «mettendo in pericolo molti cattolici».

sabato, maggio 09, 2026

Sede Assostampa Sicilia e mostra "E' sempre L'Ora". Palermo: doppia inaugurazione ai Cantieri culturali


Il sindacato dei giornalisti rende omaggio al quotidiano L'Ora, alla storia del giornale, ai suoi giornalisti.

Ieri, venerdì 8 maggio 2026, a 34 anni esatti dall'uscita in edicola dell'ultima copia, è stata inaugurata nella nuova sede dell'Associazione siciliana della Stampa, a Palermo, la mostra 'È sempre L'Ora', ideata da Roberto Leone, vicesegretario vicario di Assostampa, e Tiziana Tavella, presidente del Consiglio regionale di Assostampa, e curata dal fotoreporter Franco Lannino con la collaborazione dei colleghi della testata. L'esposizione resterà aperta tutti i giorni dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13 sino al 4 giugno, in occasione dell'apertura di "Una marina di libri.

La mostra "E' sempre L'Ora", una comunità che resta viva

Peppino Impastato, assassinato dalla mafia: il programma


 https://www.cittanuove-corleone.net/2026/04/il-programma-del-48anniversario.html


Sabato 9 MAGGIO

Ore 9.30 – Presidio al Casolare con interventi di: compagni di Peppino, associazioni e familiari, esibizione Compagnia del Canto direttore Pierpaolo Petta, Spettacolo teatrale “Peppino naso all’insù”, regia di Lorenzo Randazzo con Compagnia teatrale Casa Memoria Impastato/Navarra Editore.

Ore 16.00 - A Terrasini raduno presso quella che fu la sede di Radio Aut. Corteo verso Casa Memoria a Cinisi. Interventi dal balcone.

IL RACCONTO. Pd, la prova di forza dei "bonacciniani" a Sciacca. E per le Regionali porte aperte a Cateno De Luca

Da sx: Michele Catanzaro e Stefano Bonaccini

Il presidente nazionale riunisce l’area “Energia Popolare”: «Pronti a battere Meloni e Schifani». Il capogruppo dem all'Ars: «Per vincere servono tutte le energie»

di Accursio Sabella

In platea i rappresentanti di Movimento cinque stelle e Italia Viva. E dal palco rimbalza il riferimento a Cateno De Luca. Il Pd si prepara a costruire la coalizione per le prossime regionali. Ma a mancare è proprio un pezzo di Pd: non c'è il segretario regionale Anthony Barbagallo e l'area che in Sicilia fa riferimento a Elly Schlein, soprattutto, ad ascoltare gli interventi del presidente del partito Stefano Bonaccini e dei rappresentanti della corrente “Energia popolare” che a Sciacca prova a dare una manifestazione di forza e presenza nel partito.

TANGO ARGENTINO!


Continuano con caparbietà Silvio Benedetto e Silvia Lotti (“i Silvi”) a presentare ogni sabato incontri a Campobello di Licata.

Sono ormai fra le poche o uniche realtà artistico-culturali continuative e qualificate nell'agrigentino. Pittura, teatro, lotte sociali, fotografia, psicologia, storia si alternano o si complementano.

Nel Tango argentino si sentono tra i ritmi della danza echi d'immigrazione, intrecciati con orizzonti d'illusione e con solitudine.

Saletta Minerva, sabato 9 maggio ore 18.00, Piazza Marconi 1, Campobello di Licata (AG). Ingresso libero.

venerdì, maggio 08, 2026

A Corleone bisogna provare a smantellare davvero una società mafiogena, che spaccia i diritti per favori

Panorama di Corleone

DINO PATERNOSTRO 

È amara consolazione dire - come fa il sindaco Rà - “lo avevamo detto”. Ma anche un’ovvietà. Infatti, che la presenza della mafia sul territorio corleonese non abbia mai avuto soluzione di continuità è stato sempre evidente, molto evidente. 

Negarlo significa essere fuori dal mondo o in assoluta malafede. Tra l’altro, anche i cittadini più distratti sono stati costretti ad aprire gli occhi, dopo lo scioglimento per mafia del comune di Corleone dell’estate del 2016, ai tempi del sindaco Lea Savona, appena dieci anni fa. Tanto che abbiamo dovuto scontare due anni di commissariamento. 

Il vero antidoto alla presenza della mafia, quindi, è aprire gli occhi sulla realtà per provare a smantellare davvero una società mafiogena, che spaccia i diritti per favori, che non dà lavoro “buono” e sicuro, che non garantisce servizi socio-sanitari adeguati ai bisogni dei cittadini. 

Non ci sono dubbi che la stragrande maggioranza dei cittadini corleonesi è costituita da persone oneste, che vogliono lavorare onestamente. Non c’è dubbio che Corleone ha avuto sempre un’antimafia antica quanto la mafia. Che sempre più i nostri ragazzi si riconoscono in eroi come Verro e Rizzotto e ripudiano i miti della mafia. Ma questo ancora non basta. 

Il consiglio comunale ha approvato un buon ordine del giorno, ma con ben cinque “F.to” perché cinque consiglieri non erano presenti in aula. Troppe assenze per una seduta così importante del consiglio comunale, peraltro senza nessun intervento in aula dei consiglieri. Di norma parlano di tutto e senza limiti, costringendo la presidente a richiamare al rispetto dei tempi. Stamattina non ce n’è stato bisogno. E non è stato un “belvedere”. 

(dp)

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Un doveroso aggiornamento. Lungi da me il pensare che un’assenza in consiglio comunale possa significare un minore impegno nel contrasto alla mafia. E, d’altra parte, i consiglieri assenti non devono giustificarsi con me e con un giornale. Ma un giornale non può non rilevare che su 16 consiglieri ben 5 erano assenti in una seduta consiliare certamente molto importante. Un’assenza (apprendiamo) che è dovuta ad un ricovero ospedaliero. E ce ne dispiaciamo (anzi, auguri di pronta guarigione). Per il resto, ci auguriamo una sempre maggiore attenzione e consapevolezza da parte di chi rappresenta le istituzioni della nostra città. A volte, tornare indietro è un attimo! (dp)

Il consiglio comunale di Corleone: “La sola buona volontà non è sufficiente per contrastare la mafia. Dev’essere accompagnata da azioni concrete dello Stato sul territorio, come il Tribunale e un Presidio Ospedaliero potenziato”

Un momento della seduta consiliare di oggi

Riceviamo e pubblichiamo dalla presidente del consiglio comunale di Corleone, Rosanna Bonanno, l’ordine del giorno, approvato all’unanimità dagli undici (su sedici) consiglieri comunali presenti in aula (ma sottoscritto anche dai cinque assenti), nella mattinata di oggi 8 maggio 2025 sui recenti arresti per mafia. 

PREMESSO che in data 5 magglo 2026 i Carabinieri della Compagnla di Corleone, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere di alcuni soggetti legati alla criminalità mafiosa corleonese;

Corleone. Così si sfogava il mafioso: mi usano solo quando servo


Fabio Geraci

Aveva fatto quello che gli era stato chiesto. Almeno così diceva lui. Era stato «a disposizione», si era mosso quando gli altri avevano bisogno e proprio per questo, quando la lite con il fratello Giovanni era diventata sempre più pesante, si aspettava protezione, sostegno, una presa di posizione chiara. 

Invece Mario Gennaro, 53 anni, arrestato nell’inchiesta della Dda sul mandamento di Corleone, si sentiva lasciato solo. Peggio: trattato come uno da usare quando serviva e da abbandonare quando chiedeva aiuto.

È uno dei passaggi centrali dell’ordinanza del giudice Claudia Rosini. Gennaro viene descritto nelle carte come un affiliato con la «punciuta» ma le conversazioni, captate con lo spyware installato sul suo telefono, ne restituiscono un mafioso arrabbiato e deluso. A tratti addirittura furioso con Mario Grizzaffi, il nipote di Totò Riina indicato come reggente della cosca corleonese, e con lo zio Liborio Spatafora, un altro uomo d’onore della famiglia, sotto Grizzaffi ma sopra Gennaro nelle gerarchie del clan.

giovedì, maggio 07, 2026

Le foto inedite dei cento passi. "Così Impastato ci insegnò a combattere i boss danzando"


Impastato davanti a un murale

IL RACCONTO. "Peppino mi chiese di non essere ripreso ma era lui al centro di un percorso di novità che è ancora attuale"

DI SALVO PALAZZOLO

Peppino non amava essere fotografato — sussurra Paolo Chirco — me lo disse chiaramente una volta e rispettai questa sua volontà, ma era inevitabile la sua presenza nelle immagini che scattavo». Paolo aveva 21 anni in quei giorni del 1976 pieni di iniziative del tutto nuove per Cinisi, un paesino come tanti della provincia di Palermo dove però viveva il mafioso più importante della Sicilia, Gaetano Badalamenti. «Ma questo ancora non lo sapevamo», dice Paolo. «Peppino Impastato e i suoi compagni organizzavano un'iniziativa dopo l'altra con il Circolo "Musica e cultura". Concerti, mostre, pièce teatrali. E io iniziai a fotografare ogni momento, così per gioco, per passione. Se qualche volta non lo feci è perché mi mancavano gli spiccioli per il rullino». 

È possibile la resistenza alla guerra attraverso l’obiezione di coscienza


Don Francesco Romano e 
Don Cosimo Scordato

Di fronte a quanto sta accadendo sotto i nostri occhi, tutti, chi più chi meno, siamo presi da un senso di sgomento e di impotenza. Lo sgomento è provocato dal fatto che tante conquiste, che ci sembravano acquisite irreversibilmente (diritto internazionale, prospettiva del disarmo, uguaglianza tra i popoli…), sono stati messe in crisi da interventi destabilizzanti a livello internazionale. 

L’impotenza nasce dal senso di incapacità a poter agire nei confronti di uno squilibrio geopolitico che ridimensiona le possibilità stesse dei singoli Stati. Di fronte a questo stato di cose può insorgere la tentazione di lasciarsi andare a un senso di ‘realismo rinunciatario’ rispetto alla ineluttabilità del presente. 

Aurora Quattrocchi vince il David di Donatello come attrice protagonista

All'attrice palermitana la statuetta per il ruolo in "Gioia mia", di Margherita Spampinato, altra siciliana premiata come regista esordiente. Statuette anche alle costumiste Maria Rita Barbera e Gaia Calderone. Tra le candidate Tecla Insolia

 

Aurora “Rori” Quattrocchi 

Aurora Quattrocchi conquista il David di Donatello 2026 come migliore attrice protagonista in Gioia mia, film di Margherita Spampinato, la regista siciliana ha invece vinto il premio come regista esordiente. Altri riconoscimenti alle costumiste Maria Rita Barbera e Gaia Calderone. Un riconoscimento importante per l’attrice palermitana, arrivato nella serata della 71ª edizione dei premi, che ha visto trionfare “Le città di pianura” con otto statuette. 

mercoledì, maggio 06, 2026

Il Cidma sui recenti arresti di Corleone: complimenti alle forze dell’ordine e solidarietà alla Coop Lavoro e non solo


"I recenti arresti a Corleone ci inducono ad impegnarci sempre di più nel diffondere la cultura antimafia e a formare le nuove generazioni al rispetto della  legalità. 

Il Consiglio Direttivo e i volontari del Cidma sono riconoscenti alle forze dell'ordine per il proficuo e quotidiano lavoro di controllo del territorio e contrasto alle varie forme di criminalità ed in special modo di quella mafiosa. Esprimiamo vicinanza e solidarietà ai lavoratori della Cooperativa Lavoro & non Solo, nostro prezioso partner. Siamo certi che la nostra comunità saprà reagire per isolare e contrastare questa mala pianta che da troppo tempo macchia l'immagine dei tanti cittadini onesti che vivono nel rispetto delle regole di giustizia e legalità.

PIANA DEGLI ALBANESI, LA STORIA. Personale ingaggiato e trasferito subito dopo l'inaugurazione del centro. Il sindaco: "Ho chiesto un incontro all'Asp"



DI GIUSI SPICA
Al taglio del nastro, il 31 marzo scorso, c'erano tutti, dal sindaco Rosario Petta all'ex assessora regionale alla Salute Daniela Faraoni. C'era lo stato maggiore dell'Asp di Palermo e il vescovo della comunità albanese Raffaele De Angelis, chiamato a dare la benedizione al nuovo ospedale di comunità di Piana degli Albanesi. Anche i tre infermieri che il giorno prima, con un ordine di servizio, erano stati spostati dall'ospedale Ingrassia di corso Calatafimi alla nuova struttura erano in prima fila con gli ospiti d'onore. Gli unici a mancare (sic!) erano i pazienti.

ARRESTI DI MAFIA A CORLEONE: DAL CENTRO STUDI PAOLO E RITA BORSELLINO SOLIDARIETÀ A ‘LAVORO E NON SOLO’ E ALLA COMUNITÀ DI ARCI SICILIA

Calogero Parisi, presidente Coop Lavoro e non solo

Il Centro Studi Paolo e Rita Borsellino esprime profonda vicinanza e piena solidarietà alla cooperativa sociale “Lavoro e non solo” di Corleone e all’intera comunità di Arci Sicilia, all’indomani dei recenti arresti che hanno coinvolto soggetti legati a contesti familiari mafiosi, tra cui parenti del boss Salvatore Riina. 

Le indagini durate sei anni e condotte da Carabinieri rappresentano un segnale importante di contrasto concreto alla criminalità organizzata grazie alla interazione fra realtà della società civile organizzata forze dell’ordine, che insieme rappresentano il segno concreto della presenza dello Stato. Tali indagini, come emerge dalle fonti di stampa, hanno preso avvio anche grazie alle denunce e al coraggio dei soci della cooperativa, che negli anni hanno subito intimidazioni e danneggiamenti, nonché il furto di un carico di grano da 60 quintali ai danni della cooperativa senza mai arretrare.

Mandamento di Corleone ancora attivo: arrestato Mario Grizzaffi, nipote di Riina. Le relazioni tra gli arrestati

Totò Riina

Luca Grossi

Dall’inchiesta emerge un mandamento che, secondo gli inquirenti, sarebbe rimasto sotto il controllo della famiglia Grizzaffi, definita "erede diretta della linea Riina-Provenzano". 

Nonostante eventi cruciali come l’arresto di Bernardo Provenzano (2006) e la morte di Totò Riina (2017), l’organizzazione avrebbe continuato a esercitare influenza su diversi ambiti: dalle compravendite immobiliari agli appalti, fino al voto di scambio, con l’obiettivo di "impedire e ostacolare il libero esercizio del voto, nonché per procurare voti a sé e ad altri in occasione di consultazioni elettorali", oltre alla gestione delle controversie locali tramite meccanismi “para-istituzionali”. Per questo è stata emanata un’ordinanza cautelare che ha portato all’arresto di sei presunti appartenenti a Cosa nostra attivi nel territorio di Corleone.

L'orchestra del conservatorio "Scarlatti", diretta dal corleonese Giuseppe Crapisi, suona al teatro Massimo


di Irene Carmina

In programma il brano vincitore del concorso dell'istituto e una pagina di Wagner

Formazione e repertorio, nuove scritture e classici. Mercoledì sera alle 20,30 il teatro Massimo ospiterà il concerto dell'orchestra sinfonica del conservatorio Alessandro Scarlatti diretta da Giuseppe Crapisi. L'apertura è affidata a "Per l'umanità" di Leonardo Scicolone, lavoro vincitore del concorso interno del conservatorio. Subito dopo, il programma entra nel vivo del repertorio con il "Concerto per flauto e orchestra in Re maggiore op. 283" di Carl Reinecke. Solista è Alessandro Nigrelli, classe 2007, formazione nella Massimo Youth Orchestra e oggi primo flauto dell'Orchestra sinfonica nazionale dei Conservatori Italiani.

Da La Repubblica Palermo, maggio 2026

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Complimenti e tanti auguri a Giuseppe Crapisi dalla redazione di Città Nuove e dal suo direttore Dino Paternostro (dp)

Corleone, a proposito dei recenti arresti per mafia: “Questo nostro territorio per troppo tempo è stato tagliato fuori dalla possibilità di uno sviluppo vero”


di FRANCESCO VIZZINI

Carissimo Dino, le tue sono riflessioni che condivido e che andrebbero fatte proprie dalle Amministrazioni di tutta l'area dei Sicani per rilanciare la centralità di questo territorio che per troppo, troppo tempo è stato tagliato fuori dalla possibilità di uno sviluppo vero. 

Uno sviluppo che parta dalle infrastrutture e valorizzi la produzione e trasformazione dei prodotti locali e tipici, nonché le risorse paesaggistiche e storico/culturali e finalmenteda una presenza della Pubblica Amministrazione che vada oltre le Forze dell'Ordine e dispieghi nuovamente tutti i suoi apparati dalla Sanità alla Giustizia. Resta emblematico, tanti anni fa, lo spostamento della Palermo-Sciacca.