sabato, maggio 23, 2026

IL LENTO PASSO DELLA LEGGE


Così scrisse Giovanni Falcone. Trentaquattro anni dopo la strage di Capaci, riproponiamo il suo ultimo editoriale su "La Stampa", pubblicato il 7 gennaio del 1992

di GIOVANNI FALCONE

Non sono ancora sbiadite le immagini dell'ennesimo funerale di Stato, toccato questa volta al sovrintendente di polizia Salvatore Aversa e alla sua sventurata moglie, uccisi dalla mafia. Immagini, è doloroso doverlo ammettere, che ci hanno rimandato una chiara sensazione di "già visto". 

Come se fosse stato riproposto un copione scritto da tempo e "buono" per tutti gli omicidi eccellenti, abbiamo sentito autorevoli opinionisti sollevare pesanti interrogativi sull'efficacia con cui le istituzioni combattono, così si dice, la criminalità organizzata nel nostro Paese. Il Presidente della Repubblica, in particolare, interpretando lo sdegno dell'intera collettività, ha rimarcato la necessità di affrontare in modo serio il problema, prima di dover cedere alla tentazione di ricorrere a leggi eccezionali. Eventualità già "bocciata" da più di un esponente delle istituzioni e della cultura e definita rimedio peggiore del male. Nel bozzetto di prammatica non sono mancate le diatribe tra politici locali e la "ferma e incrollabile decisione" di perseguire esecutori e mandanti della efferata esecuzione mafiosa, rivendicata dalle autorità centrali. 

FALCONE E SCIASCIA, FACCE OPPOSTE DELLA STESSA MEDAGLIA


Ricordando la grande, lucida, potente penna di Piero Melati, nostro straordinario compagno di lavoro a L'Ora che ci ha lasciati il 4 agosto dello scorso anno 

di PIERO MELATI 

Niente. Non se ne viene a capo. Da un lato Sciascia, dall’altro Falcone. Facce di una stessa medaglia. La medaglia è la difficoltà di essere siciliani, il tormento di essere nativi di un’Isola che venne intesa come terra di occupazione e di scorrerie da parte di Cosa Nostra, abbandonata dallo Stato. Eppure della stessa medaglia Sciascia e Falcone sono indubbiamente i poli opposti, i mondi inconciliabili e lontanissimi. La Sicilia resta spaccata in due, ferita, dilaniata, proprio dentro la biografia concreta (non fantasiosa, idealizzata) dei suoi migliori figli. Noi tutti siamo fedeli alla divinità di un Giano bifronte: amiamo Sciascia, siamo devoti a Falcone, nello stesso tempo. Come è possibile? Siamo i sudditi di una religione laica e civile fatta di pura schizofrenia, spaccata e bipolare. Certo, si tratta di due personaggi accomunati da alto senso di giustizia. E poi? La storia reale li ha divisi fino al punto di dire (lo hanno detto in tanti, anche autorevoli) che Falcone iniziò a morire quando Sciascia scrisse l’articolo sui professionisti dell’antimafia. 

venerdì, maggio 22, 2026

CI SCRIVONO I CONSIGLIERI VINTALORO E SCIANNI: “La nuova organizzazione prevista dall’atto aziendale dell’ASP 6 di Palermo ha determinato una situazione che appare fortemente penalizzante e mortificante per il nostro ospedale“

Il consigliere Giuseppe Vintaloro legge in aula il documento che pubblichiamo in questa pagina

GIUSEPPE VINTALORO e ROBERTO SCIANNI

Siamo venuti a conoscenza di una situazione che riteniamo particolarmente delicata e importante per Corleone, e che consideriamo potenzialmente dannosa per il nostro territorio e per il diritto alla salute dei cittadini.

Per questo motivo riteniamo doveroso portare all’attenzione dell’Amministrazione comunale, del Consiglio comunale e di tutta la cittadinanza quanto sta accadendo in merito al nuovo atto aziendale dell’ASP 6 di Palermo e alle scelte organizzative che riguardano il nostro presidio ospedaliero, ponendo particolare attenzione su aspetti meno conosciuti dall’opinione pubblica, ma altrettanto rilevanti per il futuro e per il corretto funzionamento dell’ospedale di Corleone. La nuova organizzazione prevista dall’atto aziendale dell’ASP 6 di Palermo ha infatti determinato una situazione che appare fortemente penalizzante e mortificante per il nostro ospedale, soprattutto se confrontata con altre realtà territoriali.

133 ANNI FA IL 22-23 MAGGIO 1893 A PALAZZO CEFALA' IN VIA ALLORO A PALERMO LA FONDAZIONE DEI FASCI SICILIANI E DEL PARTITO SOCIALISTA DEI LAVORATORI


DI IGNAZIO COPPOLA

Il 21 e 22 maggio del 1893 esattamente 133  anni fa nascevano a Palermo in via Alloro al numero 97, dove oggi sorge, Palazzo Cefalà, il Partito socialista dei lavoratori italiani e il Movimento dei fasci siciliani.

I due congressi fondativi erano strettamente collegati anche perché i promotori delle due assemblee costitutive erano gli stessi autorevoli capi: Rosario Garibaldi Bosco, Nicola Barbato, Bernardino Verro, Giuseppe De Felice Giuffrida, Nicola Petrina e tanti altri che si erano posti alla testa delle lotte contadine a difesa delle classi più deboli della Sicilia.

La costituzione del Partito socialista prima e del Movimento dei fasci siciliani poi, che costituiva la risultante dei 300 fasci disseminati in tutto il territorio regionale con 400mila associati, fu la presa d'atto della costituzione di un primo movimento di massa organizzato nell'Italia post-unitaria, nato a causa della crisi agraria e delle intollerabili condizioni sociali cui era costretta la popolazione siciliana. Migliaia di contadini, di artigiani, di zolfatari, di braccianti, di minatori e di operai si organizzarono appunto in Fasci dei lavoratori che, mettendo insieme le loro rivendicazioni cercavano di far valere nei confronti dei padroni i propri elementari diritti.

Cgil Palermo, Ridulfo: “Il 23 maggio in corteo assieme alla rete sociale giovanile antimafia e a tante energie nuove. E’ il tempo di un nuovo impegno collettivo, meno istituzionale e cerimoniale”


Palermo 22 maggio 2026 - La Cgil Palermo con tutte le sue categorie domani sarà al corteo del 23 maggio accanto ai giovani della Cgil e alla rete giovanile che quest’anno promuove l’iniziativa.

Una manifestazione che si preannuncia partecipata e importante perché è promossa e organizzata da una rete sociale giovanile antimafia, composta da tante associazioni, movimenti e gruppi che nei quartieri di Palermo e in tanti comuni della provincia danno vita a forme di resistenza sociale e di restanza.

Conclusione a Corleone del ciclo del progetto “Scuola di pace e di fraternità”: Voglio Cercare un senso!


Claudio Di Palermo

Venerdì 15 si è concluso al Cidma il 1° ciclo del progetto “Scuola di pace e di fraternità” promosso dall’arcidiocesi di Monreale ed organizzato da don Angelo Inserillo dell’Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro. Il team di giovani corleonesi composto da Miriana Macaluso, Maria Pia Ponzo e Giuseppe Cutrone ha gestito in loco tutte le attività laboratoriali ed ha saputo coinvolgere i numerosi ragazzi e adulti che hanno partecipato. 

Il tema come sempre di altissimo livello dal titolo “Voglio cercare un senso” è stato sviluppato dal prof. Luciano Sesta docente universitario e filosofo il quale ha portato l’uditorio ad interrogarsi sulla ricerca della felicità nel trovare il senso ad ogni azione dell’uomo. La tensione è sempre tra il desiderio dell’ottenere e la delusione dell’averlo ottenuto, come sottolinea Oscar Wilde “Ci sono due tragedie nella vita: una è non ottenere ciò che si desidera, l’altra è ottenerlo” alla fine ognuno di noi ripone la propria felicità nella spasmodica scalata per avere, raggiungere, ottenere ma una volta fatto rimane solo la delusione che la meta della felicità è il traguardo successivo.

giovedì, maggio 21, 2026

Sedute, gettoni e pochi pareri del consiglio comunale di Palermo. La fabbrica delle Commissioni


Giancarlo Macaluso

Obiettivo principe, avere la giustificazione per non andare a lavorare e raggranellare tutti i gettoni di presenza consentiti. Il resto può attendere. A volere essere cattivi, è questa, in estrema sintesi, l’attività di un consigliere comunale. Ma non sarebbe giusto generalizzare: c’è chi si dedica anima e corpo al mandato istituzionale, chi studia gli atti, presidia le commissioni e non manca quasi mai alle sedute d’Aula. 

Sarebbe sbagliato fare di tutta l’erba un fascio. Eppure i numeri sono numeri e qualche domanda la pongono. Basta sfogliare il Bilancio sociale 2025 dell’ufficio autonomo per il Consiglio comunale per ricostruire un quadro che, almeno sul piano quantitativo, presta il fianco a più di una riflessione. Il dato che colpisce di più riguarda l’attività delle commissioni consiliari. Nel 2025 le sette commissioni hanno tenuto complessivamente 1.674 sedute, circa 235 ciascuna, quasi una al giorno se si eccettuano sabato, domenica e festivi. Solitamente in agosto, nel pieno del deserto amministrativo, le convocazioni si registrano per tutto il mese e questo spiega molte cose.

No della Prefettura all’intitolazione del viadotto Tozia a Rosolino Petrotta, fondatore del Fascio di Piana degli Albanesi. Accolto il ricorso di Cgil e associazione Portella

Il viadotto Tozia

Rosolino Petrotta
La Prefettura di Palermo ha accolto in via definitiva il ricorso presentato dall’Associazione dei familiari delle vittime della strage di Portella e dalla Cgil e ha negato all’amministrazione comunale di Piana degli Albanesi, guidata da Rosario Petta, di intitolare il viadotto Tozia a Rosolino Petrotta.

“È il secondo tentativo andato a vuoto da parte dell’amministrazione, che ha voluto intraprendere dei tortuosi percorsi revisionistici – dichiarano l’associazione dei familiari delle vittime di Portella e la Cgil di Piana – Alla deliberazione della giunta municipale mancavano addirittura i pareri preventivi del consiglio comunale e della Soprintendenza per i Beni Culturali e ambientali di Palermo che, informata dai ricorrenti, ha espresso il proprio parere non favorevole in quanto si determinerebbe la scomparsa dell’antico toponimo cittadino nonché della memoria storica e culturale del luogo”.

Nel ricordo di Falcone, lo sport sfida le mafie: doppio evento tra Monreale e Corleone. “Le mafie nello sport – Lo sport contro le mafie”


Domani, v
enerdì 22 maggio 2026, sarà una giornata all’insegna dell’impegno civile, della cultura della legalità e dei valori dello sport, con un doppio appuntamento tra  Monreale e Corleone organizzato dall'Arcidiocesi di Monreale, in collaborazione con la Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, la Rete di Magistrati "Sport e Legalità" e la Sezione distrettuale di Palermo dell'Associazione Nazionale Magistrati

L’iniziativa si colloca simbolicamente alla vigilia dell’anniversario della strage di Capaci, avvenuta il 23 maggio 1992, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta. Un richiamo forte alla memoria e alla responsabilità collettiva, che rafforza il significato degli eventi in programma.

Droga e ordini dal carcere. Retata antimafia a Palermo: 26 arresti


Connie Transirico

«Domani parlo con attaccante. Eventualmente forniamo tutta Palermo... Bisogna fargli capire a questi chi siamo». Codici criptati e piattaforme per fare viaggiare gli ordini degli stupefacenti dalle celle del carcere. Ma sulla chat Signal, chiamata senza troppa fantasia «Fuorilegge», erano sintonizzati anche gli investigatori di polizia e carabinieri. 

Il provvedimento che ha fatto scattare gli arresti per 26 persone nasce da una indagine coordinata dalla Dda, diretta dal procuratore Maurizio de Lucia, e condotta dalla squadra mobile e dai carabinieri del Ros. I traffici coinvolgerebbero territori considerati storiche roccaforti dei clan mafiosi: Villagrazia, Santa Maria di Gesù e Villaggio Santa Rosalia. Tra i venditori anche un gruppo di albanesi che stava a Roma. La cocaina veniva acquistata a circa 25 mila euro al chilo. 

mercoledì, maggio 20, 2026

Flotilla, l’oltraggio di Ben-Gvir


di  Andrea Iannuzzi

Benvenuti in Israele”. L’Oscar per il peggior promo turistico del secolo va senza dubbio a Itamar Ben-Gvir, ministro della sicurezza nazionale del governo Netanyahu, ruolo ricoperto grazie al sostegno indispensabile che il suo partito di estrema destra, Potere ebraico, garantisce al primo ministro.

La passeggiata di Ben-Gvir tra gli attivisti della Global Flotilla - prima sequestrati illegalmente in acque internazionali e poi bendati, ammanettati e genuflessi nel porto di Ashdod - costituisce di gran lunga la più clamorosa tra le tante provocazioni messe in atto da questo ex colono nella sua carriera di fanatico sionista, già condannato in Israele per atti di razzismo anti palestinese e ora nel mirino della Corte penale internazionale dell’Aia.

martedì, maggio 19, 2026

🟥 Giovani: Domani, Mercoledì 20 maggio, il Forum dei giovani siciliani presenta il Manifesto. Dibattito con Amenta e Mannino


Appuntamento alle 9.30 del 20 maggio ai Cantieri culturali alla Zisa, spazio Noz

Palermo, 19 mag- Il Forum dei giovani siciliani presenterà  domani, 20 maggio, “il Manifesto delle giovani siciliane e dei giovani siciliani”.  L’appuntamento è alle 9.30 nello spazio Noz, ai cantieri culturali alla Zisa. Il documento prende in esame le principali criticità del contesto con cui i ragazzi e le ragazze si confrontano quotidianamente e illustra le proposte del Forum affinchè si determinino le condizioni per affermare il diritto a restare nella propria terra e il diritto a tornarci. I rappresentanti del Forum nel corso dell’iniziativa ne parleranno con il presidente di Anci Sicilia, Paolo Amenta e con il segretario della Cgil Sicilia, Alfio Mannino.

FINCHÉ AVREMO VOCE: CONTRO SILENZI E DEPISTAGGI DI STATO. 23 MAGGIO: la società civile torna in piazza


Lanciamo un appello aperto ad associazioni, collettivi, organizzazioni sociali, scuole, per continuare una grande mobilitazione della società civile in occasione del prossimo 23 maggio, 34esimo anniversario della strage di Capaci, in cui persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. 

Quest'anno, il grido di rabbia sarà più forte: non permetteremo che la memoria dei nostri martiri venga strumentalizzata dai responsabili della restaurazione mafiosa e autoritaria, oggi in corso. Non vogliamo costruire solo un corteo, ma un percorso che attivi tante e tanti, per le strade della nostra città, che faccia sentire la voce di una Palermo che non può più essere ostaggio delle verità occultate, del clientelismo mafioso e del degrado sociale. 

"Marcia della Legalità": i Comuni di Chiusa Sclafani, Bisacquino e Giuliana uniti nel ricordo delle vittime innocenti della mafia


Il prossimo 23 maggio 2026, in occasione del giorno del ricordo delle vittime della mafia, i Comuni di Chiusa Sclafani, Bisacquino e Giuliana (PA) si uniranno per dare vita alla "Marcia della Legalità". Un’iniziativa congiunta per onorare la memoria di chi ha sacrificato la propria vita nella lotta contro la criminalità organizzata e per ribadire con forza l'impegno delle istituzioni e delle comunità locali a difesa della cultura della legalità.

​L'evento vedrà la partecipazione attiva dei sindaci dei tre Comuni coinvolti, delle autorità religiose, dei rappresentanti delle Forze dell’Ordine e della cittadinanza, uniti in un percorso simbolico e di riflessione.

​Il Programma della Giornata

Il Premio Ambrosoli, riconoscimento a Fulvio Manno, ex manager e commissario regionale a Corleone nel 1993


Fulvio Manno
La Fondazione Giorgio Ambrosoli assegna un premio all’integrità, responsabilità e professionalità: nella XII edizione, in programma al Piccolo
 Teatro di Milano il 15 giugno, tra i destinatari ci sarà anche il palermitano Fulvio Manno, già dirigente superiore della Regione e manager delle Asp di Trapani e Ragusa. 

Il premio è intitolato all’avvocato Giorgio Ambrosoli, liquidatore della Banca Privata italiana di Michele Sindona, ucciso nel 1979. Manno fu nel 1993 commissario straordinario a Corleone, dove realizzò una «rivoluzione toponomastica» in funzione antimafia, intitolando la piazza a Falcone e Borsellino. Poi negò l'iscrizione nel registro dell'anagrafe a Toto Riina, che era in carcere. L'impegno più difficile fu a Trapani per la situazione dell'ospedale di Alcamo, gestito da una cosca delinquenziale che aveva come riferimento Ignazio Melodia, figlioccio di Matteo Messina Denaro. Condannato a 11 anni, Manno anziché limitarsi a una burocratica sospensione dal servizio, riuscì a licenziarlo.

Giornale di Sicilia, Martedì 12 Maggio 2026

Ripubblichiamo al riguardo l’intervista esclusiva che il dott. Manno ha rilasciato a Città Nuove nel 2020. 

“Corleone, 1993: quella rivoluzione toponomastica in funzione antimafia”

Ho Chi Minh, in maniera geniale, combinò la lotta per l'indipendenza nazionale con la lotta per i diritti delle masse oppresse dagli sfruttatori


Oggi ricordiamo la nascita di Ho Chi Minh, guida della liberazione del Vietnam, simbolo dell’anticolonialismo e della lotta dei popoli contro l’imperialismo. 
Vogliamo farlo attraverso le parole di un altro gigante della storia rivoluzionaria, Fidel Castro:

“Il compagno Ho Chi Minh, in maniera geniale, combinò la lotta per l'indipendenza nazionale con la lotta per i diritti delle masse oppresse dagli sfruttatori e dai feudali. Vide che il cammino era la combinazione dei sentimenti patriottici dei popoli con la necessità di liberarsi dello sfruttamento sociale.

Al don Colletto di Corleone in ricordo delle vittime di mafia, teatro e una mostra fotografica su Piersanti Mattarella e la sua “buona battaglia”

 


Al liceo “Don Colletto” la giornata per le vittime della mafia si apre con “Voci di luci oltre il silenzio”, una rappresentazione di teatro musicale curata da docenti e studenti per ridare voce a chi è stato ucciso. La giornata prosegue con l’incontro in auditorium con Giovanni Argiroffi sul tema “La fiducia nei giovani e la testimonianza di Piersanti Mattarella” e l’inaugurazione della mostra fotografica dedicata a Piersanti Mattarella.

      Il 20 maggio 2026, a Corleone, non andrà in scena la consueta liturgia della commemorazione, quella retorica dell'antimafia di professione che tanto piace ai flâneursdel dolore sociale. Presso il Liceo "Don Colletto", la Giornata dedicata alla memoria delle vittime della mafia si annuncia invece come un dialogo-confronto con la storia, un esperimento di pedagogia civile che declina la legalità attraverso la prosa del dovere e dell’impegno per il bene comune.                              

Da Camporeale a Grosseto il ricordo di Calogero Cangialosi a 78 anni dal suo assassinio per mano mafiosa. Verso nuovi orizzonti di Pace, per il lavoro e il diritto di avere diritti

Sulla tomba di Cangialosi

DINO PATERNOSTRO

Non era il coraggio a mancare ai contadini siciliani nel secondo dopoguerra. Occuparono le terre incolte o malcoltivate degli agrari. E resistettero alle intimidazioni e alla violenza della mafia, tollerate dallo Stato. 

A Camporeale il 28 marzo 1948, su ordine del proprietario terriero don Serafino Sciortino, il capomafia Vanni Sacco e i suoi “picciotti” rapirono il segretario della camera del lavoro, Calogero Cangialosi. Ma i contadini suoi compagni, armati di tutto punto, riuscirono a liberarlo. Un gesto eroico perché non era facile mettersi contro i mafiosi. Purtroppo, quattro giorni dopo, la sera del primo aprile 1948, un gruppo di fuoco della mafia armato di mitra sparò all’impazzata contro Cangialosi e quattro suoi compagni: Calogero morì all’istante e due suoi compagni rimasero feriti gravemente. 

FARE CINEMA, BANDO PER L'ASSEGNAZIONE DI 3 BORSE DI STUDIO, Scadenza 29 maggio 2026


La Scuola di Cinema PIANO FOCALE di Palermo annuncia il lancio di un bando per l’assegnazione di 3 borse di studio per i suoi corsi di formazione professionale nell’ambito cinematografico: regia, direzione della fotografia e operatore di ripresa, recitazione cinematografica, montaggio, sceneggiatura, produzione, audio presa diretta. L’iniziativa, volta valorizzare nuovi talenti offre un’opportunità unica per i giovani residenti nell’isola che sognano una carriera nel mondo del cinema. 

domenica, maggio 17, 2026

Un racconto (vero e inedito) sul pittore-muralista, autore teatrale e attore Silvio Benedetto: ANTI-MAESTRO DI PLURALITÀ, INSTANCABILE SUSCITATORE DI FASCI DI ENERGIE

Silvio Benedetto

MARIA DI CARLO

1978, Piazza Pretoria. Palermo. A quell’epoca, Piazza (come la chiamavamo, senza ulteriore denominazione) era sede informale di varie tacche di persone. C’era la tacca sfasciallitti, forse quella femminista (che io comunque non frequentavo), quella politicizzata, quella omosessuale (non ancora anche lesbica), quella bucomane, senza compartimenti stagni e senza scandalo per nessuno da parte di nessuno. Succedevano le cose più svariate: alcuni ragazzi imparavano a lavorare a maglia, si leggevano libri, anche a voce alta e in gruppo (Castaneda andava per la maggiore), si politicava, si conversava, si ascoltava musica da gracchianti registratorini a batteria.

Semplicemente: si stava. Ogni giorno, forse 24 ore su 24, c’era gente. Ci approdavi e sapevi di trovare compagnia, sempre. Si stava seduti sui gradini, auto passavano fittamente (in una via Maqueda pedonalizzata decenni dopo) e da dentro di esse spesso qualcuno, senza fantasia, gridava al nostro indirizzo sempre la stessa frase: “Va’ iti a travagghiaaari!!”. Io magari mi ero seduta là da poco, proveniente da pomeriggi interi e talvolta giornate di lavoro come domestica. Ma agli occhi dei più ci passavamo sempre e comunque e tutti per degli spranzoni che campavano alle spalle di qualcuno, mangiapane a tradimento.

RIFORMA ELETTORALE: ZAGREBELSKY SMASCHERA IL BLUFF MELONI

Gustavo Zagrebelsky

Non lasciatevi ingannare dalla propaganda di regime che parla di "stabilità". 
Lo "Stabilicum" voluto dalla Meloni — che io chiamo correttamente Truccatellum — non è una riforma per il Paese, ma un'assicurazione sulla vita per una classe dirigente che cerca di blindarsi nel bunker del potere.

Ieri sera a In Altre Parole (La7), il Professor Gustavo Zagrebelsky ha letteralmente squarciato il velo di ipocrisia di questo esecutivo, mentre l'appello "Torniamo alla Costituzione" ha incassato la firma storica di ben 140 costituzionalisti contro una forzatura inaccettabile. Ecco i punti che smontano l'accrocco della maggioranza e interpellano la nostra coscienza civile:

Peppino Impastato, una memoria difficile

Pino Dicevi


Pino Manzella "Peppino e compagni"

Pubblichiamo l’intervento di Pino Dicevi di Sabato 16 Maggio 2026, sulla mostra intitolata: Peppino Impastato, dalle lotte al depistaggio, presentata nella Sala Consiliare del Comune di Castellammare del Golfo (TP)  e organizzata dalla “Associazione ASADIN”, la cui presidente è l’attivissima Caterina Blunda. La stessa ha voluto avviare un percorso culturale e politico anche in questa comunità così come ha fatto e continua a fare in vari comuni d’Italia.

La memoria di una rivoluzione, quella del Sessantotto che mise in crisi la divisione tra lavoro intellettuale e lavoro manuale, tra politica e cultura, tra le città e i comuni, tra la base e il centro dove i cosiddetti leader si autoeleggono sacerdoti di tutto e di tutti.

Nel comune di Cinisi ci fu un risveglio di genere maschile e femminile, ravvivato da Peppino che, a partire dalla sua

Lunedì a Camporeale la Cgil Palermo, l’Istituto Comprdnsivo “L. Sciascia” e il Comune ricorderanno Calogero Cangialosi, segretario della Camera del lavoro uccisi dalla mafia nel 1948


Calogero Cangialosi

Il 78° anniversario dell'assassinio mafioso di Calogero Cangialosi, segretario della Camera del lavoro di Camporeale, sarà ricordato lunedì 18 maggio 2026 dalla Cgil Palermo, dall’Istituto comprensivo “L. Sciascia” e dal Comune di Camporeale. 

Cangelosi venne ucciso dalla cosca mafiosa di Vanni Sacco la sera del 1° aprile 1948.
Il programma prevede alle ore 10.00, al cimitero comunale di Camporeale, la deposizione di una corona di fiori sulla tomba del sindacalista; alle ore 11.00, al Teatro "Paolo Vinci", si terrà un convegno dal tema: "Ricordando Calogero Cangialosi, verso nuovi orizzonti di Pace, per il lavoro e il diritto di avere Diritti". Dopo i saluti del sindaco Luigi Cino, interverranno Dino Paternostro, responsabile Dipartimento Archivio e Memoria storica Cgil Palermo; Giuseppe Ferina, dirigente scolastico I.C "Leonardo Sciascia"; in video-collegamento da Grosseto interverrà Sonia Grechi, nipote di Calogero Cangialosi; Nico Miraglia, figlio di Accursio Miraglia, segretario Cdl di Sciacca, ucciso dalla mafia, porterà la sua testimonianza. concluderà l’iniziativa Mario Ridulfo, segretario generale Cgil Palermo.

Addio a Silvio Benedetto, l’artista del Cristo censurato da Ciancimino

di Irene Carmina


Silvio Benedetto 

Argentino di origini siciliane, aveva scelto di vivere a Campobello di Licata. La sua opera dedicata ai morti sul lavoro

È morto a 88 anni Silvio Benedetto, pittore e scultore nato a Buenos Aires da una famiglia di origini siciliane e da decenni legato all’Isola, dove aveva scelto di vivere, a Campobello di Licata. Benedetto è morto nel giorno in cui avrebbe dovuto mettere in scena il su spettacolo, in uno spazio di piazza Verdi.

sabato, maggio 16, 2026

L’ULTIMA ISTALLAZIONE DI SILVIO BENEDETTO A PALERMO NEI LOCALI DELLA CAMERA DEL LAVORO NEL 2024: UN CRISTO PER DARE VOCE A TANTI POVERI CRISTI…


Silvio Benedetto e Silvia Lotti

DINO PATERNOSTRO

Un grazie di cuore al maestro (e caro amico) Silvio Benedetto (che proprio oggi ci ha lasciati a 88 anni). Con la sua arte pittorica ci ha aiutati a dare più forza al nostro impegno e alla nostra lotta per la difesa dei lavoratori e contro gli incidenti e i morti sul lavoro. 

Silvio ha reinterpretato un Cristo famoso, quello del Mantegna, per dare voce a chi non ha voce, ai tanti “poveri cristi”, che escono da casa la mattina per un “tozzo di pane” e non possono più farvi ritorno. Con “prepotente spavalderia e bravura”, l’artista Italo-argentino ha ripreso un’immagine famosa e l’ha stravolta dentro i limiti tipici della tragica bellezza moderna, attualizzando il nostro grido contro l’ecatombe dei morti sul lavoro. 

venerdì, maggio 15, 2026

Luci e ombre nelle nuove Indicazioni nazionali per i licei


di Giuseppe Savagnone

Le nuove Indicazioni nazionali per i licei

Il 22 aprile 2026 il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato la bozza delle nuove Indicazioni nazionali per i licei, un documento di legge presente sul sito del Ministero «fortemente voluto» dal ministro Valditara, che riscrive i programmi della scuola secondaria di secondo grado a oltre quindici anni dalla revisione del 2010. Il testo, elaborato da una commissione di oltre 130 esperti guidata dalla pedagogista Loredana Perla, è in consultazione pubblica fino al 31 maggio. L’entrata in vigore è prevista per l’anno scolastico 2027/2028.

«Non si tratta di una semplice revisione di programmi: è un ripensamento strutturale della funzione formativa del liceo, del rapporto tra discipline e tra scuola e società», si legge sempre sul sito ministeriale. Un testo importante, dunque, che forse avrebbe meritato maggiore attenzione da parte di un’opinione pubblica che si concentra sui sintomi sempre più allarmanti della crisi dei giovani, ma dedica ben poca attenzione al mondo della scuola, che della loro educazione è un luogo fondamentale.

MAI PIÙ. L’omicidio assurdo del bracciante Bakary Sako a Taranto

Il bracciante ucciso, Bakary Sako

Il 35enne originario del Mali e regolarmente residente in Italia, è stato ucciso nella mattina del 9 maggio con tre fendenti. Forse una lite degenerata. Per D’Arcangelo, Cgil provinciale: “L’agguato è terra emersa di un disagio più profondo”

Lo hanno trovato riverso in piazza Fontana, nella città vecchia. Il corpo senza vita, straziato dalle ferite. Una morte assurda quella del 35enne di origine malese, Bakary Sako. Vittima di un omicidio avvenuto il 9 maggio scorso, di prima mattina, che Taranto non riesce a spiegarsi. L’ipotesi è che il delitto sia stato compiuto al culmine di una lite scoppiata all’alba nella zona di Porta Napoli e rapidamente degenerata. Il giovane sarebbe stato circondato e colpito con almeno tre fendenti tra torace e addome con un’arma che gli inquirenti non escludono possa trattarsi di un cacciavite o di un altro oggetto acuminato. Le ferite riportate si sono rivelate fatali: il 35enne è morto poco dopo l’aggressione.

giovedì, maggio 14, 2026

IL 16 MAGGIO 71° ANNIVERSARIO DELL’UCCISIONE DI SALVATORE CARNEVALE. MANIFESTAZIONE A SCIARA NELL’AMBITO DELLA SETTIMANA DELLA LEGALITÀ


Sabato 16 maggio la Cgil Palermo ricorderà  il 71° anniversario dell’assassinio di Salvatore Carnevale. Anche quest’anno la commemorazione del segretario della Camera del Lavoro di Sciara, ucciso dalla mafia il 16 maggio 1955, è inserita tra le iniziative della “Settimana della legalità” promossa dal comune di Sciara.  

Alle ore 09:00 è previsto il raduno in piazza Castelreale delle autorità civili, militari, religiose, dei rappresentanti territoriali della CGIL e degli alunni dell'istituto comprensivo Mons. Arrigo; alle 9:30, partenza del corteo in direzione Piazza Salvatore
Carnevale; alle ore 10:00, deposizione di una corona di Alloro e interventi. Per la Cgil Palermo interverrà Laura Di Martino, componente della segreteria provinciale, che parteciperà alla giornata insieme a Dino Paternostro, responsabile Dipartimento Archivio e Memoria storica del sindacato. Alle ore 10:30, Celebrazione della Messa presso la Chiesa Madre Sant'Anna; alle ore 11:30, esibizione del Coro degli alunni della scuola presso Chiesa Madre Sant'Anna. 

“Salvatore Carnevale  - dicono Paternostro e Di Martino - è un esempio di vita: sapeva a cosa andava incontro, soprattutto dopo l’uccisione di Filippo Intili, ma non volle rimanere a Montevarchi, in Toscana, dove era stato accolto dai compagni e poteva continuare a formarsi come dirigente sindacale.

Oggi ho incontrato il sindaco-presidente del Cidma, che ha assunto l’impegno di avviare rapidamente le procedure di nomina-integrazione del Comitato scientifico

Due giorni fa, martedì 12 maggio, avevo scritto a Walter Rà, sindaco di Corleone e presidente del Cidma, per chiedergli di provvedere con cortese sollecitudine alla nomina/integrazione dei componenti del Comitato scientifico, perché da anni questo organismo non funziona più come dovrebbe in quanto tanti suoi componenti si sono dimessi o hanno cessato di partecipare. 

Oggi, dietro suo invito, l’ho incontrato in municipio. Ed ho notato con piacere che ha inteso nella maniera giusta il senso della mia lettera: uno stimolo affinché il Cidma possa contare su un comitato scientifico in grado di programmare le attività tecnico-culturali e di ricerca necessarie specie dopo gli ultimi arresti che hanno dimostrato come la mafia sia ancora molto presente e pervasiva nel territorio.