LA DIRETTA VIDEO DA TORINO CON REPUBBLICA
sabato, marzo 21, 2026
Giornata per le vittime di mafia, corteo nazionale di Libera a Torino: la diretta video
LA DIRETTA VIDEO DA TORINO CON REPUBBLICA
venerdì, marzo 20, 2026
Oggi a Torino la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie
La Giornata, che cade ogni anno il 21 marzo, primo giorno di primavera, è un momento di ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie e, al tempo stesso, un rinnovato impegno collettivo contro criminalità organizzata e corruzione.
Istituita con la legge n. 20 dell’8 marzo 2017, la Giornata nasce nel 1996 in Campidoglio, quando venne letto per la prima volta l’elenco delle vittime innocenti, curato da Saveria Antiochia, madre di Roberto Antiochia. Da allora è divenuta un appuntamento annuale di partecipazione civile, memoria viva e responsabilità condivisa, che coinvolge scuole, associazioni e comunità di tutta Italia.
La giornata nazionale si tiene a Torino. Per chi non può andare a Torino, l’appuntamento è a Palermo, a piazza G. Verdi, sulla scalinata del Teatro Massimo.
Sicilia. La vice dell'Antimafia segnalò cinque nomi al boss che offriva posti di lavoro
La parlamentare regionale è stata sentita dai pm come testimone e ha raccontato di avere avuto il contatto da Iacolino
SALVO PALAZZOLO
Chi l'ha sentita in questi ultimi giorni racconta di una persona profondamente amareggiata per ciò che è accaduto, a sua insaputa. Una storia davvero incredibile: la vice presidente della commissione regionale antimafia, la deputata Bernardette Grasso, si è ritrovata a passare via Whats App cinque nomi e un curriculum a un boss del calibro di Carmelo Vetro. «Ma io non sapevo che fosse un mafioso – ha detto la deputata ai magistrati di Palermo, nell'audizione dei giorni scorsi in procura, in qualità di persona informata sui fatti – il nome di Vetro mi era stato segnalato dal dirigente generale dell'assessorato Sanità Salvatore Iacolino, mai avrei pensato che ci fossero dei problemi».
giovedì, marzo 19, 2026
Il pasticcio Delmastro al tavolo del referendum
Diffidate delle imitazioni, si legge sul tovagliolo del ristorante “da Baffo” che un sorridente Andrea Delmastro - avvocato e politico di Fratelli d’Italia, sottosegretario alla Giustizia del governo Meloni - indossa nella foto scattata accanto al titolare, in posa con il pollicione da boomer alzato in segno di approvazione.
L’uomo al suo fianco è Mauro Caroccia, imprenditore romano, finito sotto inchiesta con l’accusa di aver fatto da prestanome per le attività illecite del boss dei boss della criminalità organizzata capitolina: Michele “’o pazzo” Senese. Delmastro e Caroccia: diffidate delle imitazioni, sono proprio loro. |
Che cosa resta della campagna referendaria
di GIUSEPPE SAVAGNONE
Chi ben comincia…
Non possiamo sapere quale sarà l’esito del referendum costituzionale per cui gli italiani sono chiamati a votare il 22 e il 23 marzo, però possiamo già fare qualche considerazione sulla campagna referendaria che ora si conclude. Perché una democrazia non si giudica solo dalle leggi che fa, ma anche e forse innanzitutto dal modo in cui le fa. Tanto più in questo caso, perché – essendo in gioco un voto popolare sulla Costituzione – , il percorso che ha portato ad esso è particolarmente indicativo dell’interpretazione che i cittadini danno di quest’ultima.
Rino Formica: “Fermiamo i reazionari della contro Italia!”
Votare No significa difendere la Carta costituzionale, difendere il voto del 2 giugno del 1946. Il 2 giugno del 1946 i partiti antifascisti della Resistenza hanno eletto la Costituente. Quei partiti rappresentativi delle grandi correnti ideali che avevano fatto l'Italia unita.
Un'Italia, finalmente libera dalla vergogna della offensiva fascista, che vedeva rappresentato, nella Costituente, il pluralismo dei grandi valori culturali e morali che sono la vita, l'anima, l'essenza della nostra Repubblica. I movimenti, il pluralismo culturale dei cattolici, dei liberal-democratici, del socialismo unitario e questa grande fusione delle forze della cultura fondativa della Repubblica italiana che sono nella nostra Carta costituzionale. Chi distrugge la Carta vuole distruggere queste fonti della cultura.
Buona Memoria. Pioniere della democrazia: le prime sindache d’Italia
Alle elezioni amministrative del 10 marzo 1946 le donne votano per la prima volta. E in 13 vengono elette alla guida dei Comuni dove si sono candidate
ILARIA ROMEO
Nel 1946 l’Italia compì uno dei passaggi più significativi
della sua storia democratica: per la prima volta le donne furono chiamate
alle urne e poterono non solo votare, ma anche essere elette. Le elezioni
amministrative della primavera di quell’anno segnarono quindi una svolta
epocale. Non furono soltanto le prime
consultazioni democratiche dopo vent’anni di dittatura fascista, ma anche il
momento in cui milioni di cittadine entrarono pienamente nella vita politica
del Paese. Il voto amministrativo del 1946 rappresentò così il primo
passo verso una nuova idea di cittadinanza, fondata sull’uguaglianza politica
tra uomini e donne e sulla partecipazione democratica diffusa.
La prima prova della democrazia repubblicana
mercoledì, marzo 18, 2026
Morosini "C'è chi soffia sulle paure, in gioco la serenità del giudice"
L'INTERVISTA. Il presidente del tribunale in prima linea contro la riforma: "La giustizia è diventata pattumiera dei conflitti sociali"
DI SALVO PALAZZOLO
Le iniziative riformatrici di questa stagione, compresa quella oggetto del referendum, sono a distanza siderale dai veri problemi della giustizia quotidiana». In questa intensa campagna referendaria, il presidente del tribunale di Palermo non ha smesso di ripeterlo, ha anche scritto un libro con Antonella Mascali per ribadirlo. Si intitola "Mani legate, la separazione delle carriere per addomesticare la giustizia".
Quali sono i veri problemi della giustizia?
«In Sicilia, soprattutto, bisognerebbe razionalizzare le poche risorse a disposizione, ad esempio chiudendo i piccoli tribunali per accorparli a sedi più grandi. E poi sarebbe importante potenziare le piante organiche. Bisognerebbe intervenire anche sulle depenalizzazioni, il nostro Paese registra talmente tante fattispecie di reato che non riusciamo neanche a censirle con l'intelligenza artificiale».
Cos'è oggi la giustizia in Italia?
Città Nuove Corleone: A Genova per la Giornata della Memoria e dell'Impe...
martedì, marzo 17, 2026
A Corleone venerdì 20 marzo prende il via la "Scuola di Pace e di Fraternità". Il primo incontro col prof. Giuseppe Savagnone
Comincia il 20 marzo a Corleone la "Scuola di Pace e di Fraternità", una proposta formativa importante e qualificante con la quale la Chiesa della diocesi di Monreale intende rispondere alla prima "urgenza" segnalata dal documento di sintesi finale del Cammino sinodale delle Chiese in Italia. Il primo incontro dal titolo "NON È BENE CHE TU SIA SOLO" si svolgerà a CORLEONE il 20 MARZO 2026 dalle ore 17.00 alle ore 19.00 dalle “Sorelle Francescane del Vangelo”, in via Santi (ingresso cortile). Interverrà il prof. G. Savagnone.
Oltre al titolo del documento, Lievito di pace e di speranza, anche il primo argomento trattato verte il tema Pace e non violenza. "Le Chiese in Italia sentono forte l'urgenza di promuovere ad ogni livello scelte e percorsi di pace" e l'Arcidiocesi di Monreale, attraverso l'Ufficio diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro, intende dare una risposta concreta a questa urgenza attraverso l'offerta di un percorso di formazione, confronto e proposte operative rivolto in modo particolare, ma non esclusivamente, ai giovani.
Pasqua a Bisacquino tra arte e devozione: torna l’appuntamento con “O Santa Cruci”
Sabato 28 marzo alle 21 la rappresentazione sacra della Passione di Cristo con la regia di Maria Angela Sagona. In scena solo attori non professionisti del territorio bisacquinese
Bisacquino si prepara alla Pasqua vestendosi d’arte e devozione e trasformandosi in un affascinante e suggestivo palcoscenico a cielo aperto. Sabato 28 marzo alle 21 torna la rappresentazione sacra “O Santa Cruci”, curata dall’Associazione CineCulTurArt con la regia e la direzione artistica di Maria Angela Sagona, attrice professionista e regista bisacquinese, nonché fondatrice dell’associazione. Le antiche “Lamentanze”, i tradizionali canti sacri popolari di Bisacquino, riecheggeranno al Calvario, cuore della rappresentazione che vedrà impegnate oltre 30 persone tra attori e comparse, tutti rigorosamente locali, non professionisti e appositamente formati da Maria Angela Sagona, che è anche un’insegnante di tecniche teatrali. Le scene della Passione di Cristo si dipananeranno una dopo l’altra con un crescendo emotivo molto forte, amplificato anche dalla presenza di un coro classico.
La famiglia del bosco, i giudici e le leggi
di GIUSEPPE SAVAGNONE
Giorgia Meloni e l’opinione pubblica contro i giudici
Nel suo atteso intervento, a Milano, a chiusura della campagna a favore del Sì nel referendum, Giorgia Meloni ha affermato che, se la riforma non dovesse passare, «ci ritroveremo (…) figli che vengono strappati alle madri perché i giudici non condividono il loro stile di vita se vivono in un bosco». Dove i giudici – a dispetto delle assicurazioni, più volte ribadite dalla stessa premier, che questa, «a differenza di quello che si dice non è una riforma contro i magistrati» – vengono espressamente additati come i responsabili di una azione spregevole com’è quella di strappare i figli alle proprie madri, in nome di una loro pregiudiziale ideologica.
lunedì, marzo 16, 2026
L'ultimo segretario del Pci. “Non ho ucciso il Partito Comunista, l’ho salvato”, intervista ad Achille Occhetto
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| Achille Occhetto (Photo credits: Giuliano Del Gatto/Imagoeconomica) |
La Liberazione che lo sospinge a sinistra, Reggio Emilia e il ‘68, il crollo del Muro. E poi la Bolognina che lo vide uscire di scena. Ma mai per davvero. A 90 anni, Akel ci regala una lezione di storia e di impegno civile contro le destre che hanno divorato il diritto internazionale e la democrazia
INTERVISTA - di Graziella Balestrieri
Achille Occhetto: l’ultimo segretario del PCI, anzi del “glorioso PCI”, come più volte sottolinea in questa intervista. Basterebbe questo, ma non basta. Non per l’uomo che il 3 febbraio del 1991, con la svolta della Bolognina, tra lacrime, ovazioni e strette di mano, segna e trasforma la storia della sinistra italiana. Appena compiuti 90 anni, Occhetto ripercorre in questa intervista la sua storia umana e politica. Fatta, come spiega il nostro Akel, di molto dolore ma di nessun rimpianto. Già da bambino, racconta, sapeva da quale parte stare e che da quella parte non si sarebbe più mosso. Dalla guerra alla Liberazione, dalla caduta del Muro fino alle lacrime della Bolognina. E poi ancora oltre. Fin all’Ulivo e alla sinistra di Elly Schlein,alla quale rivolge un appello per battere le destre. Senza dimenticare un’analisi, tagliente e lucidissima, sul mondo che oggi, con le bombe di Trump in Iran, si affaccia sull’apocalisse. Temi che il nostro affronta con rigore nel suo nuovo saggio, significativamente intitolato “Oltre il baratro” (Passigli Editore).
Il libro di Massimo Verdastro sulle lettere di Nino Gennaro: la gioia come insubordinazione
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| Riproduzioni fotografiche delle lettere e composizione copertina Neropositivo – Gubbio. Gianluca Benedetti |
di EMANUELA BAUCO
Nel 2025, in occasione del trentennale della morte di Nino Gennaro, il Sicilia Queer filmfest – che dal 2015 ha intitolato un premio a suo nome – lo conferisce all’attore e regista Massimo Verdastro, storico amico e principale testimone dell’intellettuale, artista eretico e irregolare siciliano.
Da questo pre-testo nasce la pubblicazione di Caro amico ti scrivevo. Lettere 1991-1995, a cura di Massimo Verdastro (1). Lo dichiara lui stesso: «(…) ho voluto raccogliere in questo libro una selezione di sue lettere a me inviate, scritte tra il 1991 e il 1995: frammenti che non potevano più restare «chiusi in un cassetto», prigionieri di una devozione privata. C’è in queste carte una voce di fine Novecento di cui oggi avvertiamo, fisica e dolente, la mancanza; una voce che rivela uno spessore umano e poetico di una lucidità così estrema da farsi, essa stessa, corpo teatrale».
domenica, marzo 15, 2026
Nove ore di lavoro per 15 euro: La rivolta dei rider. Anche a Palermo ieri i fattorini si sono fermati per qualche ora

L’assemblea dei rider di ieri pomeriggio da Epyc
Nidil Cgil: "Siamo sotto la soglia di povertà"
Anche a sessant'anni percorrono da un punto all'altro la città anche per dieci ore al giorno a bordo del loro scooter. L'obiettivo è mettere a segno un numero di consegne sufficiente per mettere in tasca una paga dignitosa. Salari dignitosi, stabilità e diritti concreti. Questo chiedono i rider di Palermo che, ieri, si sono uniti alla mobilitazione nazionale, promossa dalla Cgil: in oltre trenta piazze italiane i lavoratori della consegna a domicilio hanno protestato. In tanti, si sono ritrovati nella sede di "Epyc" dove si trova la "casa dei rider" per un'assemblea pubblica pomeridiana che li ha fatti fermare per alcune ore. C'era anche parte il segretario generale di Nidil Cgil nazionale, Andrea Borghesi.
Tensione a Cuba, assalto alla sede del Partito comunista. Proteste contro la crisi. L'Avana dialoga con gli Usa, ma esclude un cambio di regime

Aumenta la tensione a Cuba, attacco alla sede del partito comunista da parte della popolazione stremata
di Luigi Spera
Mentre L'Avana conferma l'avvio di un negoziato ancora carico di incognite con Washington, cresce la tensione nelle strade di Cuba, dove montano le proteste di una popolazione allo stremo tra blackout e scarsità di cibo a causa di una crisi economica sempre più profonda.
Nella notte alcuni manifestanti hanno invaso la sede del Partito comunista a Morón, nella provincia di Ciego de Ávila.
Immagini diffuse sui social e rilanciate da media indipendenti mostrano un gruppo entrare nell'edificio, portare in strada mobili, quadri e materiale di propaganda e bruciarli in un grande falò tra slogan contro il governo. La notizia - fatto raro a Cuba - è stata ripresa anche dai media filogovernativi, che hanno definito gli incidenti "atti di vandalismo" degenerati al termine di una manifestazione "iniziata pacificamente".
(Ma Cuba non è una minaccia! Se cade Cuba cade l’umanità intera!)
sabato, marzo 14, 2026
IL PERSONAGGIO. Stragi, delitti e guerre di mafia. Quello 007 abituato a muoversi nella zona grigia dello Stato

Bruno Contrada (a sinistra) con Boris Giuliano, capo della squadra mobile di Palermo poi assassinato da Cosa nostra nel 1979
DI LIRIO ABBATE
Ci sono storie che Palermo non riesce mai a chiudere davvero. Restano lì, sospese tra verità accertate e ombre che tornano a galla ogni volta che qualcuno riapre un fascicolo. Dentro quelle storie, quasi sempre, compare lo stesso nome: Bruno Contrada.
Per più di vent'anni è stato uno dei poliziotti più potenti di Palermo. Un funzionario ben introdotto, con una carriera costruita dentro gli apparati che combattevano la mafia: Squadra mobile, Criminalpol, Alto commissariato antimafia, fino al Sisde, il servizio segreto civile. La sua figura attraversa la stagione più oscura della storia siciliana: dagli anni Settanta delle prime grandi guerre di mafia agli anni Ottanta delle stragi interne a Cosa nostra, fino alle bombe che hanno ucciso Falcone e Borsellino.
Contrada si porta nella tomba soprattutto zone d'ombra, più che verità definitive: la prima riguarda l'estensione reale dei suoi rapporti con Cosa nostra. La seconda riguarda Paolo Borsellino. Prima della strage di via D'Amelio il magistrato aveva appreso da Gaspare Mutolo notizie sui rapporti di Contrada con ambienti mafiosi.
Palermo, la morte di Contrada, il super poliziotto dei misteri
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| Il super poliziotto Bruno Contrada in aula durante uno dei processi in cui è stato imputato |
Scompare a 94 anni uno dei protagonisti dei Servizi a cavallo tra gli anni '80 e '90. Tra condanne, risarcimenti e prescrizioni
DI SALVO PALAZZOLO
PALERMO - Bruno Contrada è stato il simbolo dell'ingiustizia», dice senza mezzi termini l'avvocato Stefano Giordano. «La sua storia andrebbe raccontata a chi ha dubbi sul referendum», incalza l'ex luogotenente di Berlusconi in Sicilia, Gianfranco Miccichè. Il fratello del giudice Paolo Borsellino, Salvatore, ribatte con decisione: «Piuttosto, meritava di morire in carcere, si è portato nella tomba tanti segreti di Stato».
Un'ora dopo la morte di Bruno Contrada, 94enne superpoliziotto di Palermo e numero tre del Sisde fra gli anni '80 e '90, si solleva già un profluvio di dichiarazioni contrastanti.
Il Maestro Gaetano Porcasi vince il Premio “Leonessa d’Italia” a Brescia
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| Gaetano Porcasi |
Alessandro Giuseppe Terracciano
Gaetano Porcasi, l’artista che scava nell’Italia repubblicana e nei temi dell’antimafia, vince il Premio nazionale “Leonessa d’Italia” a Brescia. I quadri possono raccontare la verità con la stessa forza di una pagina di storia
Un riconoscimento che celebra non soltanto il talento artistico, ma anche la forza etica dell’arte come strumento di memoria e di giustizia. È così, infatti, che il Premio nazionale “Leonessa d’Italia” – giunto ormai alla sua seconda edizione – quest’anno sarà conferito al maestro Gaetano Porcasi, pittore da anni impegnato nei temi della denuncia civile e della diffusione della cultura della legalità. Non a caso il premio nasce con l’intento di valorizzare personalità che hanno contribuito, attraverso il loro lavoro ed impegno civico, a diffondere valori come la memoria storica, la responsabilità civile e ogni forma di criminalità organizzata. La cerimonia di premiazione è fissata per il prossimo 13 aprile, presso l’Auditorium San Barnaba, sito nel cuore della città di Brescia, in occasione di un evento che si preannuncia ricco di significati culturale e sociale.
venerdì, marzo 13, 2026
COLLETTIVA TALK. Pietro Grasso: “Il maxiprocesso dimostrò che lo Stato, quando vuole, può battere la mafia”
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| Stefano Milani e Pietro Grasso |
A quarant’anni dal processo a Cosa nostra, l’ex presidente del Senato racconta il valore di quell’esperienza e avverte sui rischi per l’indipendenza della magistratura.”Al referendum? Voto No”
STEFANO MILANI
direttore
“Il maxiprocesso ha cambiato la mia vita”. Pietro Grasso lo racconta nella prima puntata diCollettiva Talk, ripercorrendo l’esperienza che segnò una svolta nella lotta alla mafia in Italia. All’epoca giovane magistrato, Grasso ricevette quella che definisce “la telefonata che mi cambiò la vita”, con cui il presidente del tribunale di Palermo gli affidò l’incarico di partecipare al processo contro Cosa nostra iniziato il 10 febbraio 1986.
“IL MAXI PROCESSO? UN’IMPRESA COLLETTIVA” (GUARDA IL VIDEO)
giovedì, marzo 12, 2026
Verso un Iran libero e democratico?
di Giuseppe Savagnone
Il diavolo e l’acquasanta
Il quotidiano cattolico «Avvenire» del 5 marzo ha aperto con un titolo in prima pagina che riportava le parole del segretario di Stato vaticano Pietro Parolin: «Le guerre preventive incendiano il mondo». Chiaro riferimento alla motivazione ufficiale dell’attacco all’Iran, definito «preventivo» dal governo israeliano e giustificato dal presidente americano Trump con un’argomentazione analoga: «Se non avessimo attaccato noi, lo avrebbero fatto loro». È proprio questa la logica che Parolin respinge con decisione nel suo intervento: «Se agli Stati fosse riconosciuto il diritto alla “guerra preventiva’” secondo criteri propri e senza un quadro legale sovranazionale, il mondo intero rischierebbe di trovarsi in fiamme», ha detto ai media vaticani.
Corleone. L’assessore Antonio Salemi si dimette e accusa: “Il consigliere Comaianni ha un astio personale nei miei confronti“. “Il sindaco Walter Rà non rispetta gli impegni e va verso la restaurazione”
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| Antonio Salemi, assessore dimissionario |
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| Vincenzo Comaianni |
ANTONIO SALEMI
Mercoledì mattina ho rassegnato le dimissioni dalla carica di assessore comunale. In tanti mi avete chiesto le ragioni di tale decisione. Nella lettera di dimissioni che ho inviato al sindaco i motivi della scelta sono espressi chiaramente. Sono ragioni politiche e non personali, dettate dai comportamenti di alcuni soggetti interni all'amministrazione comunale tra cui anche il sindaco.
mercoledì, marzo 11, 2026
Caporalato a Bergamo, l'allarme della Cgil: «Al limite dello schiavismo. Non più solo in edilizia e agricoltura»
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| Un cantiere edile |
di Roberto Amaglio
Le vertenze aperte nel 2025 dal sindacato sono state 2.095, con 5,6 milioni di euro di importi recuperati a favore dei lavoratori. Ma c'è il rischio di sfondare gli 800 fallimenti nell’arco di un anno è concreto.
La speranza è quella di non tornare al picco dei fallimenti che era stato registrato nel 2016, ma per l’ufficio vertenze della Cgil il 2026 minaccia di essere un anno complesso. È questa l’impressione che si ha analizzando il bilancio dell’attività di tutela e i dati sulle controversie del 2025, presentato ieri nella sede del sindacato in via Garibaldi. Una fotografia che, se da un lato è in linea con quella del 2024, dall’altro lascia intravedere fosche nubi all’orizzonte.
Le vertenze aperte nel 2025 sono state 2.095
CUBA NON E’ UNA MINACCIA! MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO IL BLOCCO A CUBA
L'Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba si fa portavoce dell’appello della società civile per una mobilitazione straordinaria di solidarietà con il popolo di Cuba, e convoca una manifestazione nazionale per il prossimo 11 APRILE 2026
Una comunità che il governo degli Stati Uniti ha deciso di strangolare, privandolo di ogni possibilità di approvvigionamento petrolifero che ha portato alla paralisi dei trasporti, della produzione di energia e di conseguenza della produzione industriale ed agricola, della sua distribuzione, dei servizi di assistenza sanitaria e in definitiva della vita quotidiana delle persone e delle loro famiglie. Tutto ciò perché Cuba, secondo il presidente Trump, rappresenta una “minaccia insolita e straordinaria” per la sicurezza degli Stati Uniti. La si può considerare tale solo sul piano morale, per l’esempio di solidarietà che nel corso di decenni Cuba ha rappresentato per molti Paesi, compreso il nostro quando siamo stati travolti dalla pandemia di Covid-19 o attualmente quando, secondo l’articolo sul Corriere della Sera del 10 marzo 2026, “la professionalità, l’umanità e l’umiltà dei medici cubani nella sanità calabrese” ha salvato dalla chiusura gli ospedali di quella Regione.
“Francesca Serio, la madre” di Franco Blandi, la storia dell’eroina umile che seppe combattere i potenti

CARLO LEVI, 1956 «La madre di Salvatore CARNEVALE», DAL CATALOGO «REALISMI», ELECTA 2001
di VERA PEGNA
Stele per Carnevale
“Francesca Serio, la madre” è un libro avvincente: vale la pena leggerlo, possederlo e regalarlo anche se – ammetto – per me un motivo personale si è aggiunto al piacere della lettura. Si tratta del fatto che il Pci mi mandò a Caccamo – a tre chilometri da Sciara, il luogo dove si svolgono i fatti, pochi anni dopo l’assassinio di Salvatore Carnevale e mi trovai ad affrontare lo stesso capomafia, don Peppino Panzeca, il mandante degli assassinii narrati nel libro, nonché capo della commissione della mafia palermitana, altro che mafioso paesano e analfabeta. Più ci penso e più mi rammarico di non avere incontrato Francesca, tanto più che, mi disse Franco Blandi, sapeva di me, la “fimmina di Caccamo”.
Di assassinii il libro è pieno: Più di sessanta sono state le persone ammazzate nella zona di Caccamo e un’altra cinquantina i sindacalisti e gli attivisti di sinistra ammazzati in Sicilia per la loro attività in difesa dei lavoratori. Ѐ questo il contesto sociale e politico in cui si svolge la vita di Francesca Serio e di suo figlio Salvatore Carnevale: una vita povera, fatta di essenziale.
martedì, marzo 10, 2026
Corleone ha ricordato Placido Rizzotto. Da oggi il film di Scimeca sul sindacalista in streaming gratuito sul sito Cgil
Stamattina a Corleone, con gli alunni delle scuole, abbiamo ricordato Placido Rizzotto, segretario della Camera del lavoro di Corleone, a 78 anni dal suo omicidio per mano della mafia.
La visione del film di Scimeca che ne è seguita consente di riproporre la lettura della storia del movimento contadino e di uno dei più coraggiosi sindacalisti siciliani. E di coniugare questa storia al presente e al bisogno di legalità e sviluppo che esprime il territorio di Corleone. Lo studio di Rizzotto ormai è entrato a far parte del piano dell’offerta formativa delle scuole dell’obbligo a Corleone. Un risultato importante di cui siamo orgogliosi. (dp)
“Difendiamo la Costituzione”: continua la campagna per il NO al Referendum. Cinisi si conferma presidio di legalità e democrazia
La scelta del luogo non è casuale: nel cuore di Cinisi, a pochi passi dalla casa di Peppino Impastato, associazioni, magistrati, accademici e rappresentanti istituzionali si riuniranno per difendere la Carta Costituzionale da quella che definiscono una “riforma punitiva”. L’evento intende illustrare le ragioni del NO al Referendum sulla proposta di modifica Costituzionale del sistema di governo della Magistratura, concentrandosi sui rischi per l’equilibrio dei poteri, la riduzione della rappresentanza democratica e le conseguenze politiche e sociali per tutti i cittadini generate dal testo sottoposto a referendum dal Governo Meloni.



























