Pubblichiamo l’interessante relazione introduttiva svolta dalla prof.ssa Benedetta Marcianti alla presentazione del libro di Giovanni Perrino “La bianca notte dei passeri”, tenuta nel salone del Cidma a Corleone lo scorso 6 ottobre 2026.
 |
Benedetta Marcianti
|
Benedetta MARCIANTI“Un paese ci vuole, non fosse altro che per il gusto di andarsene via” Cesare Pavese (La luna e i falò)
Itaca ancora Itaca, così recita l’incipit del libro. “Non saresti partito senza di lei” (Costantino Kavafis)
Così per Marco, il protagonista, senza la sua Itaca petrosa, senza la sua Corleone, selvaggio borgo natio, non sarebbe partito, non avrebbe avuto il desiderio di costruire la sua esistenza lontano da quell’ambiente, come se la fuga fosse l’unica possibilità, come un biglietto della lotteria di Capodanno che si compra ogni anno per tentare la fortuna, anche se sa che si parte per “un vuoto lago salato”. Eppure è un viaggio che prevede un Nostos, un ritorno, non necessariamente fisico, sull’onda dei ricordi che nonostante la convinzione che la sua vita sia “altrove”, restano indelebili nella sua mente e nel suo cuore, come le navi che partono e arrivano con il loro fascino intatto e il loro carico di ricordi e nostalgia.
Nostalgia (nostos + alghia), desiderio di tornare a vivere un luogo, rimpianto per le occasioni perdute.