domenica, marzo 15, 2026

Tensione a Cuba, assalto alla sede del Partito comunista. Proteste contro la crisi. L'Avana dialoga con gli Usa, ma esclude un cambio di regime

Aumenta la tensione a Cuba, attacco alla sede del partito comunista da parte della popolazione stremata

di Luigi Spera

Mentre L'Avana conferma l'avvio di un negoziato ancora carico di incognite con Washington, cresce la tensione nelle strade di Cuba, dove montano le proteste di una popolazione allo stremo tra blackout e scarsità di cibo a causa di una crisi economica sempre più profonda. 
    Nella notte alcuni manifestanti hanno invaso la sede del Partito comunista a Morón, nella provincia di Ciego de Ávila.

Immagini diffuse sui social e rilanciate da media indipendenti mostrano un gruppo entrare nell'edificio, portare in strada mobili, quadri e materiale di propaganda e bruciarli in un grande falò tra slogan contro il governo. La notizia - fatto raro a Cuba - è stata ripresa anche dai media filogovernativi, che hanno definito gli incidenti "atti di vandalismo" degenerati al termine di una manifestazione "iniziata pacificamente".

(Ma Cuba non è una minaccia! Se cade Cuba cade l’umanità intera!)

sabato, marzo 14, 2026

IL PERSONAGGIO. Stragi, delitti e guerre di mafia. Quello 007 abituato a muoversi nella zona grigia dello Stato

Bruno Contrada (a sinistra) con Boris Giuliano, capo della squadra mobile di Palermo poi assassinato da Cosa nostra nel 1979


DI LIRIO ABBATE

Ci sono storie che Palermo non riesce mai a chiudere davvero. Restano lì, sospese tra verità accertate e ombre che tornano a galla ogni volta che qualcuno riapre un fascicolo. Dentro quelle storie, quasi sempre, compare lo stesso nome: Bruno Contrada.

Per più di vent'anni è stato uno dei poliziotti più potenti di Palermo. Un funzionario ben introdotto, con una carriera costruita dentro gli apparati che combattevano la mafia: Squadra mobile, Criminalpol, Alto commissariato antimafia, fino al Sisde, il servizio segreto civile. La sua figura attraversa la stagione più oscura della storia siciliana: dagli anni Settanta delle prime grandi guerre di mafia agli anni Ottanta delle stragi interne a Cosa nostra, fino alle bombe che hanno ucciso Falcone e Borsellino.

Contrada si porta nella tomba soprattutto zone d'ombra, più che verità definitive: la prima riguarda l'estensione reale dei suoi rapporti con Cosa nostra. La seconda riguarda Paolo Borsellino. Prima della strage di via D'Amelio il magistrato aveva appreso da Gaspare Mutolo notizie sui rapporti di Contrada con ambienti mafiosi.

Palermo, la morte di Contrada, il super poliziotto dei misteri

Il super poliziotto Bruno Contrada in aula durante uno dei processi in cui è stato imputato

Scompare a 94 anni uno dei protagonisti dei Servizi a cavallo tra gli anni '80
 e '90. Tra condanne, risarcimenti e prescrizioni

DI SALVO PALAZZOLO


PALERMO - Bruno Contrada è stato il simbolo dell'ingiustizia», dice senza mezzi termini l'avvocato Stefano Giordano. «La sua storia andrebbe raccontata a chi ha dubbi sul referendum», incalza l'ex luogotenente di Berlusconi in Sicilia, Gianfranco Miccichè. Il fratello del giudice Paolo Borsellino, Salvatore, ribatte con decisione: «Piuttosto, meritava di morire in carcere, si è portato nella tomba tanti segreti di Stato». 

Un'ora dopo la morte di Bruno Contrada, 94enne superpoliziotto di Palermo e numero tre del Sisde fra gli anni '80 e '90, si solleva già un profluvio di dichiarazioni contrastanti.

Il Maestro Gaetano Porcasi vince il Premio “Leonessa d’Italia” a Brescia

Gaetano Porcasi

Alessandro Giuseppe Terracciano

Gaetano Porcasi, l’artista che scava nell’Italia repubblicana e nei temi dell’antimafia, vince il Premio nazionale “Leonessa d’Italia” a Brescia. I quadri possono raccontare la verità con la stessa forza di una pagina di storia

Un riconoscimento che celebra non soltanto il talento artistico, ma anche la forza etica dell’arte come strumento di memoria e di giustizia. È così, infatti, che il Premio nazionale “Leonessa d’Italia” – giunto ormai alla sua seconda edizione – quest’anno sarà conferito al maestro Gaetano Porcasi, pittore da anni impegnato nei temi della denuncia civile e della diffusione della cultura della legalità. Non a caso il premio nasce con l’intento di valorizzare personalità che hanno contribuito, attraverso il loro lavoro ed impegno civico, a diffondere valori come la memoria storica, la responsabilità civile e ogni forma di criminalità organizzata. La cerimonia di premiazione è fissata per il prossimo 13 aprile, presso l’Auditorium San Barnaba, sito nel cuore della città di Brescia, in occasione di un evento che si preannuncia ricco di significati culturale e sociale.

venerdì, marzo 13, 2026

COLLETTIVA TALK. Pietro Grasso: “Il maxiprocesso dimostrò che lo Stato, quando vuole, può battere la mafia”

Stefano Milani e Pietro Grasso

A quarant’anni dal processo a Cosa nostra, l’ex presidente del Senato racconta il valore di quell’esperienza e avverte sui rischi per l’indipendenza della magistratura.”Al referendum? Voto No”

STEFANO MILANI

direttore

“Il maxiprocesso ha cambiato la mia vita”. Pietro Grasso lo racconta nella prima puntata diCollettiva Talk, ripercorrendo l’esperienza che segnò una svolta nella lotta alla mafia in Italia. All’epoca giovane magistrato, Grasso ricevette quella che definisce “la telefonata che mi cambiò la vita”, con cui il presidente del tribunale di Palermo gli affidò l’incarico di partecipare al processo contro Cosa nostra iniziato il 10 febbraio 1986.

“IL MAXI PROCESSO? UN’IMPRESA COLLETTIVA” (GUARDA IL VIDEO)

giovedì, marzo 12, 2026

Verso un Iran libero e democratico?


di Giuseppe Savagnone

Il diavolo e l’acquasanta

Il quotidiano cattolico «Avvenire» del 5 marzo ha aperto con un titolo in prima pagina che riportava le parole del segretario di Stato vaticano Pietro Parolin: «Le guerre preventive incendiano il mondo». Chiaro riferimento alla motivazione ufficiale dell’attacco all’Iran, definito «preventivo» dal governo israeliano e giustificato dal presidente americano Trump con un’argomentazione analoga: «Se non avessimo attaccato noi, lo avrebbero fatto loro». È proprio questa la logica che Parolin respinge con decisione nel suo intervento: «Se agli Stati fosse riconosciuto il diritto alla “guerra preventiva’” secondo criteri propri e senza un quadro legale sovranazionale, il mondo intero rischierebbe di trovarsi in fiamme», ha detto ai media vaticani.

Corleone. L’assessore Antonio Salemi si dimette e accusa: “Il consigliere Comaianni ha un astio personale nei miei confronti“. “Il sindaco Walter Rà non rispetta gli impegni e va verso la restaurazione”

Antonio Salemi, assessore dimissionario

Vincenzo Comaianni
Ci scrive l’assessore dimissionario e
  spiega: “Questa amministrazione ormai è “un’occasione mancata”. “La voglia di rinnovamento dei cittadini è stata tradita dalla riproposizione di vecchi schemi che bloccano il cambiamento”

ANTONIO SALEMI

Mercoledì mattina ho rassegnato le dimissioni dalla carica di assessore comunale. In tanti mi avete chiesto le ragioni di tale decisione. Nella lettera di dimissioni che ho inviato al sindaco i motivi della scelta sono espressi chiaramente. Sono ragioni politiche e non personali, dettate dai comportamenti di alcuni soggetti interni all'amministrazione comunale tra cui anche il sindaco. 

mercoledì, marzo 11, 2026

Caporalato a Bergamo, l'allarme della Cgil: «Al limite dello schiavismo. Non più solo in edilizia e agricoltura»

Un cantiere edile 

di Roberto Amaglio

Le vertenze aperte nel 2025 dal sindacato sono state 2.095, con 5,6 milioni di euro di importi recuperati a favore dei lavoratori. Ma c'è il rischio di sfondare gli 800 fallimenti nell’arco di un anno è concreto.

La speranza è quella di non tornare al picco dei fallimenti che era stato registrato nel 2016, ma per l’ufficio vertenze della Cgil il 2026 minaccia di essere un anno complesso. È questa l’impressione che si ha analizzando il bilancio dell’attività di tutela e i dati sulle controversie del 2025, presentato ieri nella sede del sindacato in via Garibaldi. Una fotografia che, se da un lato è in linea con quella del 2024, dall’altro lascia intravedere fosche nubi all’orizzonte.

Le vertenze aperte nel 2025 sono state 2.095

CUBA NON E’ UNA MINACCIA! MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO IL BLOCCO A CUBA


L'Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba si fa portavoce dell’appello della società civile per una mobilitazione straordinaria di solidarietà con il popolo di Cuba, e convoca una manifestazione nazionale per il prossimo 11 APRILE 2026

Una comunità che il governo degli Stati Uniti ha deciso di strangolare, privandolo di ogni possibilità di approvvigionamento petrolifero che ha portato alla paralisi dei trasporti, della produzione di energia e di conseguenza della produzione industriale ed agricola, della sua distribuzione, dei servizi di assistenza sanitaria e in definitiva della vita quotidiana delle persone e delle loro famiglie. Tutto ciò perché Cuba, secondo il presidente Trump, rappresenta una “minaccia insolita e straordinaria” per la sicurezza degli Stati Uniti. La si può considerare tale solo sul piano morale, per l’esempio di solidarietà che nel corso di decenni Cuba ha rappresentato per molti Paesi, compreso il nostro quando siamo stati travolti dalla pandemia di Covid-19 o attualmente quando, secondo l’articolo sul Corriere della Sera del 10 marzo 2026, “la professionalità, l’umanità e l’umiltà dei medici cubani nella sanità calabrese” ha salvato dalla chiusura gli ospedali di quella Regione. 

“Francesca Serio, la madre” di Franco Blandi, la storia dell’eroina umile che seppe combattere i potenti

CARLO LEVI, 1956 «La madre di Salvatore CARNEVALE», DAL CATALOGO «REALISMI», ELECTA 2001

Stele per Carnevale
di VERA PEGNA

“Francesca Serio, la madre”  è un libro avvincente: vale la pena leggerlo, possederlo e regalarlo anche se – ammetto – per me un motivo personale si è aggiunto al piacere della lettura.  Si tratta del fatto che il Pci mi mandò a Caccamo – a tre chilometri da Sciara, il luogo dove si svolgono i fatti, pochi anni dopo l’assassinio di Salvatore Carnevale e mi trovai ad affrontare lo stesso capomafia, don Peppino Panzeca, il mandante degli assassinii narrati nel libro, nonché capo della commissione della mafia palermitana, altro che mafioso paesano e analfabeta. Più ci penso e più mi rammarico di non avere incontrato Francesca, tanto più che, mi disse Franco Blandi, sapeva di me, la “fimmina di Caccamo”. 

Di assassinii il libro è pieno: Più di sessanta sono state le persone ammazzate nella zona di Caccamo e un’altra cinquantina i sindacalisti e gli attivisti di sinistra ammazzati in Sicilia per la loro attività in difesa dei lavoratori. Ѐ questo il contesto sociale e politico in cui si svolge la vita di Francesca Serio e di suo figlio Salvatore Carnevale: una vita povera, fatta di essenziale.

martedì, marzo 10, 2026

Corleone ha ricordato Placido Rizzotto. Da oggi il film di Scimeca sul sindacalista in streaming gratuito sul sito Cgil


Stamattina a Corleone, con gli alunni delle scuole, abbiamo ricordato Placido Rizzotto, segretario della Camera del lavoro di Corleone, a 78 anni dal suo omicidio per mano della mafia. 

La visione del film di Scimeca che ne è seguita consente di riproporre  la lettura della storia del movimento contadino e di uno dei più coraggiosi sindacalisti siciliani. E di coniugare questa storia al presente e al bisogno di legalità e sviluppo che esprime il territorio di Corleone. Lo studio di Rizzotto ormai è entrato a far parte del piano dell’offerta formativa delle scuole dell’obbligo a Corleone. Un risultato importante di cui siamo orgogliosi. (dp)

“Difendiamo la Costituzione”: continua la campagna per il NO al Referendum. Cinisi si conferma presidio di legalità e democrazia


La scelta del luogo non 
è casuale: nel cuore di Cinisi, a pochi passi dalla casa di Peppino Impastato, associazioni, magistrati, accademici e rappresentanti istituzionali si riuniranno per difendere la Carta Costituzionale da quella che definiscono una riforma punitiva
Levento intende illustrare le ragioni del NO al Referendum sulla proposta di modifica Costituzionale del sistema di governo della Magistratura, concentrandosi sui rischi per lequilibrio dei poteri, la riduzione della rappresentanza democratica e le conseguenze politiche e sociali per tutti i cittadini generate dal testo sottoposto a referendum dal Governo Meloni.

Mafia e corruzione, indagato Salvatore Iacolino. Arrestato un dirigente regionale. Disposte le perquisizioni. L'inchiesta oggi ha portato all'arresto anche di un imprenditore

Salvatore Iacolino

La Procura di Palermo ha disposto una serie di perquisizioni nelle abitazioni e negli uffici del direttore generale del Policlinico di Messina ed ex parlamentare europeo del Pdl Salvatore Iacolino. Nominato alla guida del nosocomio della Città dello Stretto la settimana scorsa, Iacolino è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata dall’aver agevolato Cosa nostra nell’ambito dell’inchiesta che oggi ha portato all’arresto per corruzione di un dirigente regionale e di un imprenditore mafioso.

Secondo i magistrati della Dda di Palermo, guidati dal procuratore Maurizio de Lucia, il manager avrebbe messo a disposizione del boss di Favara suo compaesano, Carmelo Vetro, già condannato per associazione mafiosa, l'influenza e la rete di relazioni costruite grazie alla posizione ricoperta alla Regione come dirigente generale del dipartimento Pianificazione strategica dell’assessorato alla Salute e la sua esperienza politica, contribuendo al rafforzamento del clan di Favara.

lunedì, marzo 09, 2026

Corleone, con gli alunni delle classi V A e V C abbiamo capito che Placido Rizzotto sognava una Corleone migliore, più bella, più solidale, più giusta. E si batteva per trasformare il suo sogno in realtà


Stamattina abbiamo incontrato anche gli alunni delle classi V A e V C della scuola primaria (I.C. G. Vasi) di Corleone. Ma come sono belli, intelligenti e appassionati i nostri ragazzi! Merito anche delle loro maestre (le due quinte che abbiamo incontrato stamattina sono guidate dalle maestre Cannella, Sagona, D’Anna, Pollara, Mortillaro e Lo Cascio) 
e delle loro famiglie, che fanno di tutto per educarli ai valori della legalità democratica, capace di legare il giusto col vero e col buono. 

Tutti valori compresi nella nostra Costituzione democratica e repubblicana, voluta dalle madri e dai padri costituenti, che ne hanno scritto gli articoli col cuore e con la mente. Una Costituzione nata dalla lotta antifascista delle nostre formazioni partigiane, che nel 1943-45 combatterono contro i nazi-fascisti per ridare onore, dignità e libertà al nostro Paese. In una di queste formazioni partigiane delle Brigate Garibaldi c’era anche il nostro Placido Rizzotto.

All’UniCal le scuole contro le mafie: a confronto le esperienze educative di Brancaccio, Corleone e Rosarno. Protocollo Antimafia 4.0: la Scuola in prima linea


Matteo Croce

Domani, martedì 10 marzo, alle ore 11.00, nell’Aula Solano dell’Università della Calabria, si svolgerà un incontro di studio dedicato alle scuole impegnate nei territori più difficili del Mezzogiorno sul tema: Le scuole contro le mafie: esperienze a confronto. Brancaccio, Corleone e Rosarno.

L’iniziativa, promossa nell’ambito delle attività di Pedagogia dell’Antimafia del Dipartimento di Culture, Educazione e Società (DiCES), intende mettere in dialogo due esperienze educative emblematiche del Sud Italia: quella del quartiere Brancaccio di Palermo, segnato dalla testimonianza civile e pedagogica di don Pino Puglisi, e quella di Rosarno, territorio simbolo delle contraddizioni sociali della Calabria contemporanea. Il seminario sarà aperto dai saluti istituzionali di Maria Mirabelli, direttrice del Dipartimento DiCES, e di Peppino Sapia, delegato del rettore per la Formazione degli insegnanti, l’innovazione didattica e l’apprendimento permanente.

domenica, marzo 08, 2026

RIzzotto, martedì a Corleone il ricordo del sindacalista ucciso dalla mafia 78 anni fa. Sarà proiettato anche il film di Scimeca uscito 25 anni fa


Palermo 8 marzo 2026 - Martedì 10 marzo la Cgil ricorderà Placido Rizzotto, segretario della Camera del lavoro di Corleone, rapito ed ucciso dalla mafia 78 anni fa. L’iniziativa ha il patrocinio del Comune  di Corleone ed è organizzata in collaborazione con le scuole corleonesi, Libera, Legacoop, Anpi, Arci, Associazione Italia-Cuba e Federconsumatori. 

Alle ore 8.30 al cimitero comunale saranno deposte delle corone di fiori sulla tomba di Rizzotto. Alle 9.00, in piazza Garibaldi, dopo i saluti istituzionali e l’intervento di un rappresentante del consiglio comunale dei ragazzi, gli alunni della scuola primaria leggeranno le poesie ed esporranno i disegni dedicati a Placido Rizzotto. Alle ore 10.30, invece, al Cine-teatro A. Martorana, sarà proiettato il film "Placido Rizzotto" di Pasquale Scimeca nel 25° anno dalla sua uscita. Interverranno Walter Rà, sindaco di Corleone; Matteo Croce, dirigente I.C. "G. Vasi"; Elisa Inglima, dirigente I.I.S.S. "Don G. Colletto"; Giuseppe Zambito, dirigente I.I.S.S. "Don C. Di Vincenti"; Pippo Cipriani, ex sindaco di Corleone; e il regista del film Pasquale Scimeca; concluderà Alfio Mannino, segretario generale CGIL Sicilia. Coordinerà Dino Paternostro, responsabile dipartimento Archivio e

Memoria Storica Cgil  Palermo.

La battaglia dell'8 marzo. Quella parità che non esiste


Claudia Torrisi

Sono al 95,1% donne le persone rimaste fuori dal mercato del lavoro perché si prendono cura di un familiare. I numeri sono spietati: nel 2024 il tasso di occupazione femminile è di 18 punti inferiore a quello maschile

«Dietro un grande uomo c'è sempre una grande donna». Quante volte – ben prima dell'affermazione del giornalista alle Bambole di pezza a Sanremo – è stata detta questa frase davanti a figure di politici, imprenditori, uomini di successo e delle loro mogli o compagne, solitamente chiamate solo con il nome di battesimo. Il sottotesto è che un grande uomo è colui che fa cose importanti, mentre una grande donna è colei che sa sostenerlo in queste imprese, restando però dietro le quinte. Senza alcuna ambizione di prendere la scena, abbracciando il suo naturale ruolo ancillare.

Messa così, oggi, fa un po' ribollire, ma è specchio del diverso insegnamento che viene (spesso, ancora) dato ai bambini e alle bambine: ai maschi di stare sempre avanti, alle femmine un passo indietro.

8 marzo 1976: 50 anni fa, a Corleone, per la prima volta, la Giornata della donna (ma non la passammo liscia)

di Maria Di Carlo

Eravamo non più di 4-5 ragazze, in villa comunale. Potrà sembrare strano, ma ci eravamo organizzate su proposta di un giovane uomo di una decina d’anni più di noi, e avevamo scritto dei manifesti colorati con qualche frase, e qualche palloncino per evidenziare un po’ la nostra sparutissima pattuglia. 

Avevamo all’incirca 16 anni, studentine liceali, all’incirca provenienti da ambiente cattolico, o permanenti ancora, in-consapevolmente affamate di qualcos’altro, senza sapere ancora bene di che. Una di noi leggeva Dostoievski, un’altra leggeva L’Espresso, Panorama, Il Tempo, qualche copia procuratale da una cugina palermitana. Leggevamo Qui giovani e Ciao 2001, giornali musicali ma non solo. Ascoltavamo alla radio dei programmi musicali ma densi anche di altri contenuti. Insomma, il nostro vissuto era quello diragazzine di paese, in quel paese e allora. Ma l’immaginario,foraggiato da letture e miti rock, era tutt’altro. 

sabato, marzo 07, 2026

10, 100, 1000 PIAZZE PER LA PACE, TESSITURA DI PACE. Dall'esperienza delle donne mani e fili per tessere insieme pace e futuro. 28 MARZO 2026 in contemporanea in molte piazze d'Italia


La rete nazionale 10 100 1000 piazze  di donne per la pace (https://www.facebook. com/profile.php?id=61577566614538 https://www.instagram.com/ 100piazze_pace/ organizza per sabato 28 marzo una manifestazione da fare in contemporanea in tutte le città e invita le donne a tessere, cucire, ricamare in piazza un arazzo o una rete o un tappeto o una grande bandiera per testimoniare la volontà di pace e l’opposizione ad un sistema di potere, di cui sono artefici anche donne di governo, che vuole convincerci della necessità della guerra. 

La guerra non è inevitabile, è una scelta politica che riduce la nostra umanità. Alla fine degli anni ‘40 le donne dell’UDI (Unione donne in Italia), nelle città e nelle campagne, raccolsero 3 milioni di firme che consegnarono all’ONU e cucirono a mano drappi di arcobaleno, le bandiere della pace, utilizzando il materiale che trovavano, contro la bomba atomica e il riarmo. Vivo era il ricordo delle tragedie provocate dalla seconda guerra mondiale. Oggi siamo sconvolte per quello che non avremmo immaginato potesse nuovamente accadere. Abbiamo paura che la  guerra possa estendersi, anche per un errore diventare nucleare e causare la fine della vita sulla terra. Siamo addolorate per la sofferenza delle popolazioni civili, per la strage di bambine e di bambini, di donne e uomini inermi, per i giovani mandati a morire per la sete di dominio dei potenti e per fare arricchire costruttori e trafficanti di armi.

Corleone, anche gli alunni della scuola media studiano Rizzotto e le lotte contadine

Il poster della Costituzione donato agli alunni dalla Cgil di Corleone e dall’Anpi

Gli alunni delle classi II della scuola secondaria di primo grado dell’I.C. ”G. Vasi”, accompagnati dai loro insegnanti, hanno partecipato ieri mattina a due incontri dedicati alla figura di Placido Rizzotto, promosso dalla Camera del Lavoro “Placido Rizzotto” e tenuto da Dino Paternostro, responsabile dipartimento Archivio e Memoria storica Cgil Palermo, da Caterina Pollichino, segretaria della CdL di Corleone, e da Angelo Rizzotto, nipote di Placido. 

Un incontro organizzato dalla referente per la legalità prof.ssa Giusy Lanza ed autorizzato dal dirigente scolastico Matteo Croce, in preparazione delle iniziative del prossimo 10 marzo, 78mo anniversario dell’assassinio del sindacalista corleonese. 

L’8 marzo “Camminiamo per i diritti”. Cgil Palermo e Coordinamento donne Cgil Palermo allo #Sperone alle 10.30 per la giornata internazionale delle donne. L’itinerario si conclude al murale “Le Rosalie ribelli”


Palermo 5 marzo 2026 - L’8 marzo alle ore 10.30 la Cgil Palermo e il Coordinamento donne della Cgil Palermo, con associazioni e realtà del territorio, saranno allo Sperone per la seconda edizione di “Camminiamo per i diritti”. La camminata, in occasione della Giornata internazionale dei diritti della donna, partirà dalla parrocchia di Santa Maria delle Grazie in Roccella e attraversando via Laudicina, via Giuseppe Di Vittorio, via Pastore Giulio, via Sacco e Vanzetti, Passaggio Petrina, si concluderà al murale Le Rosalie Ribelli. 

Nelle varie soste si alterneranno gli interventi, fino a quello conclusivo della segretaria Cgil Sicilia Gabriella Messina, davanti all’opera realizzata nell’ottobre 2024 da Giulio Rosk.

venerdì, marzo 06, 2026

Progetto “Educazione alla legalità economica”: a Corleone una tre-giorni della Guardia di Finanza con gli alunni delle quinte della scuola primaria I.C. “G. Vasi”

Davanti alla caserma della Guardia di Finanza 

Il 25 febbraio 2026 nell’ambito della progettualità “educazione alla legalità economica”, in attuazione del Protocollo d’intesa tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e la Guardia di Finanza, per l’anno scolastico 2025/2026 si è svolto l’ultimo incontro con le classi quinte della scuola primaria dell’I.C. “G. Vasi” impegnate nel progetto Antimafia@4.0: la scuola in prima linea, attivato su proposta del dirigente scolastico Matteo Croce in collaborazione con l’istituto Danilo Dolci di Palermo.

Le classi accompagnate dai docenti e dalla referente alla legalità ins. Mara Misuraca, hanno partecipato nell’arco di 3 giornate a una serie di incontri presso la Tenenza della Guardia di Finanza di Corleone, accolte dal Comandante unitamente ad un Ispettore che, con grande professionalità ed empatia ha interagito con gli studenti trattando in particolare: 

giovedì, marzo 05, 2026

UN’ALTRA GUERRA, UN ALTRO PASSO VERSO LA ROVINA. IL DISCORSO DI SANCHEZ E IL TEMPO DELLE SCELTE

Pedro Sanchez

La guerra in Iran e in Medio Oriente segna un ulteriore aggravamento di una crisi internazionale già attraversata da conflitti e fratture che hanno fatto saltare il diritto internazionale e le istituzioni di governance mondiali. 

In questo quadro il discorso pronunciato dal presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez rappresenta una presa di posizione politica chiara e significativa tra i leader occidentali ed europei. In un tempo in cui la logica della forza bruta torna a dominare la scena mondiale, il suo intervento richiama l’Europa alla responsabilità della pace e del diritto. Il pensiero di Sánchez è lucido, coraggioso, europeo e afferma con forza il rifiuto delle scelte di guerra che mettono sempre più a rischio il cammino dell’umanità verso la pace, la giustizia e la salvaguardia del creato.

Di seguito il testo integrale dell’intervento del leader spagnolo.

Non si può rispondere a un’illegalità con un’altra illegalità, perché è così che iniziano le grandi tragedie dell’umanità


PEDRO SÁNCHEZ


Pedro SánchezDiscorso Istituzionale Palazzo della Moncloa del 4 marzo 2026 

Politica a Corleone. No, signor sindaco e signori consiglieri, le cose non stanno come volete far credere…

L’intervento del capogruppo Dc Vincenzo Comaianni


L’assessore Salemi 

Ho assistito per caso - da remoto - al 
dibattito sulla sfiducia comunicata in maniera netta e chiara dal capogruppo Dc in consiglio comunale, Vincenzo Comaianni, nei confronti dell’assessore (anch’egli Dc) Antonio Salemi. 

Niente ha detto, però, Comaianni sull’unica cosa che ai cittadini di Corleone poteva interessare sapere, cioè sugli eventuali gravi errori amministrativi  e sulle scelte sbagliate dell’assessore Salemi, che gli hanno fatto venire meno la fiducia del suo capogruppo. Comaianni ha sottolineato invece mancanza di dialogo e di comprensione. Queste però sono questioni che si trattano all’interno di un partito (o davanti al psicologo). 


La lettera di sfiducia di Comaianni


“In piazza il 7 marzo con lenzuoli bianchi e bandiere della pace”: l’appello dei comitati per il No al referendum, riuniti oggi per la manifestazione di sabato a Palermo


Corteo alle ore 16 da palazzo di Giustizia  a piazza Verdi, con flash mob, interventi e musica  
Palermo 4 marzo 2026 – “Chiediamo con forza a tutti i palermitani e le palermitane di scendere in piazza per difendere la Costituzione. Portate con voi lenzuoli bianchi, simbolo storico della riscossa civile contro la mafia dopo le stragi degli anni ’90 a Palermo, e bandiere della pace per testimoniare il nostro rifiuto di un mondo imbarbarito dalle guerre. Insieme possiamo costruire un grande movimento capace di dare un contributo decisivo alla vittoria del No nel referendum del 22 e 23 marzo”. 

E’ l’invito che lanciano i comitati per il No al referendum costituzionale, organizzatori della manifestazione palermitana di sabato 7 marzo, riuniti oggi a Palermo al fine di definire le modalità con cui si svolgerà l’iniziativa nel capoluogo siciliano. Quella che era nata come un’iniziativa spontanea di base a Palermo è ora anche un appuntamento nazionale che vedrà attività in moltissime città d’Italia: sabato 7 marzo infatti si terranno mobilitazioni, cortei, flash mob e iniziative in numerose città italiane, nell’ambito della giornata straordinaria di mobilitazione indetta dal Comitato nazionale della società civile per il No.

mercoledì, marzo 04, 2026

A Corleone i bambini della scuola primaria “studiano” Placido Rizzotto

Un momento dell’incontro 

DINO PATERNOSTRO 
Ieri mattina con le classi V B e V D della Scuola primaria (plesso via Pirandello) dell’I.C. “G. Vasi” abbiamo parlato di Placido Rizzotto, della lotta partigiana che portò avanti a Roma con le Brigate Garibaldi, e delle lotte per la terra in Sicilia, a Corleone, portate avanti con la Camera del lavoro, la Cgil, in preparazione delle iniziative per ricordare il 78mo anniversario del suo assassinio. 

Ho accettato di buon grado l’invito del dirigente scolastico Matteo Croce, che ringrazio, e delle maestre e dei maestri che da tempo, con grande professionalità e passione, fanno educazione alla legalità, collegandola anche alla nostra storia locale. Grazie, quindi, a Mara Misuraca (referente alla legalità), Maria Concetta Mattone, a Viviana Buscemi, Marcello Brocceri, Lucia La Mandina e Silvana Panzica, che quest’anno stanno lavorando al progetto “Antimafi@4.0”, collegando così la scuola di Corleone con il Liceo linguistico e delle scienze umane "Danilo Dolci" di Palermo, situato nel quartiere Brancaccio, entrambe dirette dal dirigente scolastico Matteo Croce.