Davide Ferrara
Palermo - Incendi, pallottole e bottigliette viaggerebbero prima su reti criptate: la lista degli attentati mafiosi agli imprenditori di Tommaso Natale, San Lorenzo, Sferracavallo, Isola delle Femmine, Capaci e Carini sarebbe stata stilata prima in carcere e poi inviata attraverso un cellulare a chi nel territorio fa da sentinella. Direttive che arrivano a quei bravi ragazzi dello Zen e della Marinella, pronti a piazzare bottiglie con la benzina marca 5 mila euro (il prezzo da pagare per la pace, cioè evitare guai) o a rubare le automobili che saranno poi date alle fiamme all’interno degli autolavaggi delle stazioni di rifornimento da colpire.
Sono alcuni degli elementi collaterali dell’inchiesta che ha portato agli otto fermi eseguiti ieri da polizia e carabinieri. Gli investigatori si sono concentrati anche sui social, dove c’erano già una sorta di «confessioni» da parte degli indagati. Video e fotografie pubblicate su Tiktok - ormai la piattaforma preferita per far sapere a amici e coetanei la propria caratura criminale e gli eventuali ruoli all’interno dell’organizzazione - attraverso cui uno dei fermati, Samuele D’Acquisto (detto u scimmia), Davide Carcione e Rosario Piazza lanciavano messaggi espliciti.






































