DI SALVO PALAZZOLO
Qualche settimana fa, al processo di Caltanissetta che vede imputati quattro poliziotti di Palermo per depistaggio, un altro testimone ha confermato: «La borsa del procuratore aggiunto Paolo Borsellino fu portata nella stanza del capo della squadra mobile Arnaldo La Barbera».
È lì che è scomparsa l'agenda rossa, e il super poliziotto di Palermo continua ad essere al centro delle indagini del pool coordinato dal procuratore Salvatore De Luca e dall'aggiunto Pasquale Pacifico. Che il cuore dell'indagine sia La Barbera lo ha spiegato chiaramente la corte d'appello presieduta da Giovanbattista Tona che ha dichiarato prescritte le accuse nei confronti di tre poliziotti (l'ex dirigente Mario Bò e gli ex ispettori Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo) processati per il depistaggio del falso pentito Vincenzo Scarantino. «L'obiettivo principale di La Barbera — ha scritto il giudice Tona — era quello di dare corso ad una prospettazione minimalista che non intaccasse responsabilità di soggetti esterni in qualsiasi modo coinvolti nella strage».




































