lunedì, maggio 25, 2026

Sparatoria e ferimento ragazza, Ridulfo, Cgil Palermo: “Continua la deriva della città nel disinteresse del governo nazionale, che arriva per le passerelle del 23 maggio e poi riparte”

Mario Ridulfo, segretario generale Cgil Palermo

Palermo 25 maggio 2026 – Dichiarazione del segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo, sulla sparatoria di questa notte in via La Lumia e il ferimento di una ragazza. “Continua la deriva di Palermo: da città dell’illegalità tollerata e diffusa a città violenta e insicura ormai il passo è breve. 

Lo denunciamo ormai da tempo, nel disinteresse del governo nazionale, che a Palermo arriva per le passerelle del 23 maggio e poi riparte, lasciando la città così com'è, con i kalashnikov che continuano a sparare e non si trovano. Mentre si sequestrano pistole, comprese quelle giocattolo allo Zen, nel salotto della città, a due passi da via Libertà e dal Politeama, si spara con le pistole, quelle vere, contro le persone. Il governo dia un segnale di reale attenzione, non lasciando sole le forze dell'ordine e la magistratura a combattere la mafia e una delinquenza che anche quando non è mafia ci somiglia pericolosamente. Si rischia di vanificare ogni sforzo per rendere Palermo più vivibile e attrattiva. Questi episodi, oltre a creare paura e sconcerto nella popolazione, rigenerano il ritorno a un vecchio brand. Un danno enorme per la città, anche sul piano economico oltre che sociale”.

L'ANALISI. Le mafie di oggi: meno bombe più appalti


Una serie di rapporti istituzionali (Commissione antimafia, Libera, Eppo e Dis) fotografa un potere criminale molto diverso da quello che ha ucciso Morvillo e Falcone

CARLO RUGGIERO

Le mafie sparano meno, ma continuano a espandersi. S'infiltrano nei mercati legali, gestiscono frodi fiscali, controllano traffici internazionali e puntano sui fondi pubblici europei. E fanno leva su povertà e disuguaglianze crescenti. È la fotografia che emerge da una serie di rapporti istituzionali pubblicati nel 2026: dalla Relazione della Procura europea (Eppo) ai documenti della Commissione parlamentare Antimafia, fino ai dati di Libera e del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis).

Il quadro che emerge è quello di organizzazioni sempre più orientate verso la criminalità economica, la corruzione e il controllo delle filiere logistiche e commerciali. Poco a che vedere con l'attentato terroristico-mafioso che il 23 maggio 1992 ha fatto strage a Capaci.


LE FRODI EUROPEE VALGONO OLTRE 67 MILIARDI

Gli avvoltoi su Palermo. Commemorare Falcone alla fiera dell'ipocrisia


ATTILIO BOLZONI

Ecco un altro anniversario nel segno dell'ipocrisia e della verità che si allontana. Ecco un'altra occasione per tirare di qua e di là la figura di Giovanni Falcone o, come diceva il mio amico Giuseppe D'Avanzo, per continuare quell'opera di "sottrazione di cadavere" con l'intento di appropriarsi del suo pensiero. 

Ma questo 23 maggio si presenta speciale anche per la perfetta sintonia (direi troppo perfetta) fra la commissione parlamentare antimafia della meloniana Chiara Colosimo e il procuratore della Repubblica di Caltanissetta Salvatore De Luca. Sono entrambi morbosamente appassionati del rapporto dei carabinieri del Ros su "mafia e appalti", datato 1991, per spiegare le ragioni dei massacri siciliani di trentaquattro anni fa. Il procuratore De Luca ci ha fatto sapere che quel dossier «è sicura concausa della strage di via D'Amelio e forse in misura leggermente minore di quella di Capaci». Quindi non solo Paolo Borsellino, ma probabilmente anche Giovanni Falcone è caduto per "mafia e appalti". Un colpo di scena che, secondo molti esperti della materia, trasporta sempre più lontano dalla realtà. 

La destra che esulta

domenica, maggio 24, 2026

Alfredo Morvillo: «Palermo, la capitale del compromesso politico-mafioso è qui»


Marina Turco

Palermo - Una vita dedicata alla giustizia ma anche un'esistenza attraversata dal dolore di avere perso una sorella cui era legatissimo, assieme al cognato, che da collega si era fatto familiare. Alfredo Morvillo racconta poco di sé perché schivo da sempre. Gente così.

Lo era anche la madre, stretta ai due figli che avevano seguito le orme del marito (mancato prima della strage di Capaci): tutti e tre magistrati, studiosi e appassionati di giustizia. Nello studio di casa Morvillo le pareti sono una pinacoteca di ricordi, che raccontano la forza di chi ha saputo ricominciare pur nella insanabile frattura emotiva: Francesca saltata in aria nell'attacco di Cosa nostra, il cui obiettivo era Giovanni Falcone. Rocco Di Cillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro sono morti anche loro per proteggere un patrimonio di conoscenza e metodologia antimafia.

Cgil, una nuova Camera del Lavoro allo Sperone per i diritti e il lavoro


In
augurazione
lunedì 25 maggio in Corso dei Mille insieme alla Caritas. Ridulfo: «Un presidio contro mafia e spaccio». Don Di Marzo: «Segno di vicinanza alla periferia»

PALERMO. La Cgil, in collaborazione con la Caritas parrocchiale della comunità Roccella-Sperone, apre lunedì 25 maggio alle ore 16 una sede in Corso dei Mille 1101. L’apertura della nuova Camera del Lavoro zonale dello Sperone intende rispondere alle esigenze del territorio, dal quale emergono sempre da lavoratori, lavoratrici, cittadini, pensionati giovani richieste di riconoscimento dei propri diritti, in un momento in cui si registra un arretramento su diritti fondamentali come quello alla salute, al diritto allo studio e il diritto al lavoro.

Certamente un maestro, Silvio Benedetto

Certamente un maestro, Silvio Benedetto. Certamente non finiremo mai di apprezzare la sua arte, ma certamente un maestro anche di vita. Apertura, dialogo, condivisione, fare rete, non stancarsi di confrontarsi e di crescere. Senza pulpiti, senza severità (solo quanto basta, se necessaria), senza perdere leggerezza per non appesantire il volo immaginativo, creativo, anche ludico.

Ed eccole ancora nelle nostre orecchie, le parole di Silvio: “Ieri come oggi e oggi come ieri dicevo e dico: … un momento di scambi di idee tra artisti e non. Una parete e un dipinto? Una base e una scultura? Si. Ma non basta. Meglio tu ed io.
Noi insieme. Ora si. Qui e ora. Come se uno di noi aprisse agli amici le porte del suo studio – con opere finite e non ma sempre con progetti pulsanti, idee in latenza (arte come entropia) – così qui… con voi, amici. Ancora momenti vissuti e altri da vivere con un cincin, “con bollicine” reali o immaginarie. Per sederci insieme. Condividere un momento.

Palermo mantiene viva la memoria di chi ha combattuto contro la mafia. Dal piazzale antistante il Palazzo di Giustizia del capoluogo siciliano, un corteo di circa cinquemila donne, uomini e giovani ragazzi fino all’albero Falcone


Al corteo dei collettivi, Di Matteo: commemorazione Capaci diventata parata di sepolcri imbiancati

A trentaquattro anni dalla strage che a Capaci tolse la vita a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e agli uomini della loro scorta, Palermo mantiena viva la memoria di chi ha combattuto contro la mafia. Dal piazzale antistante il Palazzo di Giustizia del capoluogo siciliano, un corteo di circa cinquemila donne, uomini e giovani ragazzi ha sfilato lungo le vie del centro fino a raggiungere l’albero Falcone, dove i nomi delle vittime di quel 23 maggio 1992 sono stati letti a voce alta per poi osservare il minuto di raccoglimento in loro memoria. 

Una giornata che ha rilanciato il ricordo di chi ha lottato contro la criminalità organizzata, sacrificando la propria vita per la giustizia e il bene dello Stato. Tra i leader presenti Giuseppe Conte, presidente del Movimento Cinque Stelle, che ha accompagnato il corteo fin dalla sua partenza presso il tribunale: «La lotta alla mafia è una cosa seria, non richiede dichiarazioni retoriche o roboanti - ha detto l’ex premier -.

A Corleone lo storico fotografo Pietro Oliveri merita una strada in centro, non una stradina di campagna



Dino Paternostro

Dopo tanti anni dalla sua scomparsa, il Comune di Corleone ha deciso di intitolare una modesta strada di campagna a Pietro Oliveri, il fotografo che per decenni ha raccontato il volto pubblico e privato, il volto vero del paese.

Meglio questa che niente? Noi non ci rassegniamo, non vogliamo restare ancora con l’amaro in bocca. Oliveri non era un fotografo qualunque. Era quello che si fermava ai margini delle feste e del lavoro nei campi per cogliere l’istante vero, senza posa e senza retorica. È quello che riceveva nel suo studio anziani, adulti e bambini ed immortalava i momenti significativi, quelli di cui doveva restare memoria per tutta la vita e per più generazioni. E di tutto questo ha lasciato un archivio in bianco e nero che oggi è memoria collettiva di Corleone: volti, piazze, cortei, vita quotidiana. Un patrimonio che appartiene a tutti.

sabato, maggio 23, 2026

IL LENTO PASSO DELLA LEGGE


Così scrisse Giovanni Falcone. Trentaquattro anni dopo la strage di Capaci, riproponiamo il suo ultimo editoriale su "La Stampa", pubblicato il 7 gennaio del 1992

di GIOVANNI FALCONE

Non sono ancora sbiadite le immagini dell'ennesimo funerale di Stato, toccato questa volta al sovrintendente di polizia Salvatore Aversa e alla sua sventurata moglie, uccisi dalla mafia. Immagini, è doloroso doverlo ammettere, che ci hanno rimandato una chiara sensazione di "già visto". 

Come se fosse stato riproposto un copione scritto da tempo e "buono" per tutti gli omicidi eccellenti, abbiamo sentito autorevoli opinionisti sollevare pesanti interrogativi sull'efficacia con cui le istituzioni combattono, così si dice, la criminalità organizzata nel nostro Paese. Il Presidente della Repubblica, in particolare, interpretando lo sdegno dell'intera collettività, ha rimarcato la necessità di affrontare in modo serio il problema, prima di dover cedere alla tentazione di ricorrere a leggi eccezionali. Eventualità già "bocciata" da più di un esponente delle istituzioni e della cultura e definita rimedio peggiore del male. Nel bozzetto di prammatica non sono mancate le diatribe tra politici locali e la "ferma e incrollabile decisione" di perseguire esecutori e mandanti della efferata esecuzione mafiosa, rivendicata dalle autorità centrali. 

FALCONE E SCIASCIA, FACCE OPPOSTE DELLA STESSA MEDAGLIA


Ricordando la grande, lucida, potente penna di Piero Melati, nostro straordinario compagno di lavoro a L'Ora che ci ha lasciati il 4 agosto dello scorso anno 

di PIERO MELATI 

Niente. Non se ne viene a capo. Da un lato Sciascia, dall’altro Falcone. Facce di una stessa medaglia. La medaglia è la difficoltà di essere siciliani, il tormento di essere nativi di un’Isola che venne intesa come terra di occupazione e di scorrerie da parte di Cosa Nostra, abbandonata dallo Stato. Eppure della stessa medaglia Sciascia e Falcone sono indubbiamente i poli opposti, i mondi inconciliabili e lontanissimi. La Sicilia resta spaccata in due, ferita, dilaniata, proprio dentro la biografia concreta (non fantasiosa, idealizzata) dei suoi migliori figli. Noi tutti siamo fedeli alla divinità di un Giano bifronte: amiamo Sciascia, siamo devoti a Falcone, nello stesso tempo. Come è possibile? Siamo i sudditi di una religione laica e civile fatta di pura schizofrenia, spaccata e bipolare. Certo, si tratta di due personaggi accomunati da alto senso di giustizia. E poi? La storia reale li ha divisi fino al punto di dire (lo hanno detto in tanti, anche autorevoli) che Falcone iniziò a morire quando Sciascia scrisse l’articolo sui professionisti dell’antimafia. 

venerdì, maggio 22, 2026

CI SCRIVE IL CONSIGLIERE VINTALORO: “La nuova organizzazione prevista dall’atto aziendale dell’ASP 6 di Palermo ha determinato una situazione che appare fortemente penalizzante e mortificante per il nostro ospedale“

Il consigliere Giuseppe Vintaloro legge in aula il documento che pubblichiamo in questa pagina

GIUSEPPE VINTALORO

Siamo venuti a conoscenza di una situazione che riteniamo particolarmente delicata e importante per Corleone, e che consideriamo potenzialmente dannosa per il nostro territorio e per il diritto alla salute dei cittadini.

Per questo motivo riteniamo doveroso portare all’attenzione dell’Amministrazione comunale, del Consiglio comunale e di tutta la cittadinanza quanto sta accadendo in merito al nuovo atto aziendale dell’ASP 6 di Palermo e alle scelte organizzative che riguardano il nostro presidio ospedaliero, ponendo particolare attenzione su aspetti meno conosciuti dall’opinione pubblica, ma altrettanto rilevanti per il futuro e per il corretto funzionamento dell’ospedale di Corleone. La nuova organizzazione prevista dall’atto aziendale dell’ASP 6 di Palermo ha infatti determinato una situazione che appare fortemente penalizzante e mortificante per il nostro ospedale, soprattutto se confrontata con altre realtà territoriali.

133 ANNI FA IL 22-23 MAGGIO 1893 A PALAZZO CEFALA' IN VIA ALLORO A PALERMO LA FONDAZIONE DEI FASCI SICILIANI E DEL PARTITO SOCIALISTA DEI LAVORATORI


DI IGNAZIO COPPOLA

Il 21 e 22 maggio del 1893 esattamente 133  anni fa nascevano a Palermo in via Alloro al numero 97, dove oggi sorge, Palazzo Cefalà, il Partito socialista dei lavoratori italiani e il Movimento dei fasci siciliani.

I due congressi fondativi erano strettamente collegati anche perché i promotori delle due assemblee costitutive erano gli stessi autorevoli capi: Rosario Garibaldi Bosco, Nicola Barbato, Bernardino Verro, Giuseppe De Felice Giuffrida, Nicola Petrina e tanti altri che si erano posti alla testa delle lotte contadine a difesa delle classi più deboli della Sicilia.

La costituzione del Partito socialista prima e del Movimento dei fasci siciliani poi, che costituiva la risultante dei 300 fasci disseminati in tutto il territorio regionale con 400mila associati, fu la presa d'atto della costituzione di un primo movimento di massa organizzato nell'Italia post-unitaria, nato a causa della crisi agraria e delle intollerabili condizioni sociali cui era costretta la popolazione siciliana. Migliaia di contadini, di artigiani, di zolfatari, di braccianti, di minatori e di operai si organizzarono appunto in Fasci dei lavoratori che, mettendo insieme le loro rivendicazioni cercavano di far valere nei confronti dei padroni i propri elementari diritti.

Cgil Palermo, Ridulfo: “Il 23 maggio in corteo assieme alla rete sociale giovanile antimafia e a tante energie nuove. E’ il tempo di un nuovo impegno collettivo, meno istituzionale e cerimoniale”


Palermo 22 maggio 2026 - La Cgil Palermo con tutte le sue categorie domani sarà al corteo del 23 maggio accanto ai giovani della Cgil e alla rete giovanile che quest’anno promuove l’iniziativa.

Una manifestazione che si preannuncia partecipata e importante perché è promossa e organizzata da una rete sociale giovanile antimafia, composta da tante associazioni, movimenti e gruppi che nei quartieri di Palermo e in tanti comuni della provincia danno vita a forme di resistenza sociale e di restanza.

Conclusione a Corleone del ciclo del progetto “Scuola di pace e di fraternità”: Voglio Cercare un senso!


Claudio Di Palermo

Venerdì 15 si è concluso al Cidma il 1° ciclo del progetto “Scuola di pace e di fraternità” promosso dall’arcidiocesi di Monreale ed organizzato da don Angelo Inserillo dell’Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro. Il team di giovani corleonesi composto da Miriana Macaluso, Maria Pia Ponzo e Giuseppe Cutrone ha gestito in loco tutte le attività laboratoriali ed ha saputo coinvolgere i numerosi ragazzi e adulti che hanno partecipato. 

Il tema come sempre di altissimo livello dal titolo “Voglio cercare un senso” è stato sviluppato dal prof. Luciano Sesta docente universitario e filosofo il quale ha portato l’uditorio ad interrogarsi sulla ricerca della felicità nel trovare il senso ad ogni azione dell’uomo. La tensione è sempre tra il desiderio dell’ottenere e la delusione dell’averlo ottenuto, come sottolinea Oscar Wilde “Ci sono due tragedie nella vita: una è non ottenere ciò che si desidera, l’altra è ottenerlo” alla fine ognuno di noi ripone la propria felicità nella spasmodica scalata per avere, raggiungere, ottenere ma una volta fatto rimane solo la delusione che la meta della felicità è il traguardo successivo.

giovedì, maggio 21, 2026

Sedute, gettoni e pochi pareri del consiglio comunale di Palermo. La fabbrica delle Commissioni


Giancarlo Macaluso

Obiettivo principe, avere la giustificazione per non andare a lavorare e raggranellare tutti i gettoni di presenza consentiti. Il resto può attendere. A volere essere cattivi, è questa, in estrema sintesi, l’attività di un consigliere comunale. Ma non sarebbe giusto generalizzare: c’è chi si dedica anima e corpo al mandato istituzionale, chi studia gli atti, presidia le commissioni e non manca quasi mai alle sedute d’Aula. 

Sarebbe sbagliato fare di tutta l’erba un fascio. Eppure i numeri sono numeri e qualche domanda la pongono. Basta sfogliare il Bilancio sociale 2025 dell’ufficio autonomo per il Consiglio comunale per ricostruire un quadro che, almeno sul piano quantitativo, presta il fianco a più di una riflessione. Il dato che colpisce di più riguarda l’attività delle commissioni consiliari. Nel 2025 le sette commissioni hanno tenuto complessivamente 1.674 sedute, circa 235 ciascuna, quasi una al giorno se si eccettuano sabato, domenica e festivi. Solitamente in agosto, nel pieno del deserto amministrativo, le convocazioni si registrano per tutto il mese e questo spiega molte cose.

No della Prefettura all’intitolazione del viadotto Tozia a Rosolino Petrotta, fondatore del Fascio di Piana degli Albanesi. Accolto il ricorso di Cgil e associazione Portella

Il viadotto Tozia

Rosolino Petrotta
La Prefettura di Palermo ha accolto in via definitiva il ricorso presentato dall’Associazione dei familiari delle vittime della strage di Portella e dalla Cgil e ha negato all’amministrazione comunale di Piana degli Albanesi, guidata da Rosario Petta, di intitolare il viadotto Tozia a Rosolino Petrotta.

“È il secondo tentativo andato a vuoto da parte dell’amministrazione, che ha voluto intraprendere dei tortuosi percorsi revisionistici – dichiarano l’associazione dei familiari delle vittime di Portella e la Cgil di Piana – Alla deliberazione della giunta municipale mancavano addirittura i pareri preventivi del consiglio comunale e della Soprintendenza per i Beni Culturali e ambientali di Palermo che, informata dai ricorrenti, ha espresso il proprio parere non favorevole in quanto si determinerebbe la scomparsa dell’antico toponimo cittadino nonché della memoria storica e culturale del luogo”.

Nel ricordo di Falcone, lo sport sfida le mafie: doppio evento tra Monreale e Corleone. “Le mafie nello sport – Lo sport contro le mafie”


Domani, v
enerdì 22 maggio 2026, sarà una giornata all’insegna dell’impegno civile, della cultura della legalità e dei valori dello sport, con un doppio appuntamento tra  Monreale e Corleone organizzato dall'Arcidiocesi di Monreale, in collaborazione con la Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, la Rete di Magistrati "Sport e Legalità" e la Sezione distrettuale di Palermo dell'Associazione Nazionale Magistrati

L’iniziativa si colloca simbolicamente alla vigilia dell’anniversario della strage di Capaci, avvenuta il 23 maggio 1992, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta. Un richiamo forte alla memoria e alla responsabilità collettiva, che rafforza il significato degli eventi in programma.

Droga e ordini dal carcere. Retata antimafia a Palermo: 26 arresti


Connie Transirico

«Domani parlo con attaccante. Eventualmente forniamo tutta Palermo... Bisogna fargli capire a questi chi siamo». Codici criptati e piattaforme per fare viaggiare gli ordini degli stupefacenti dalle celle del carcere. Ma sulla chat Signal, chiamata senza troppa fantasia «Fuorilegge», erano sintonizzati anche gli investigatori di polizia e carabinieri. 

Il provvedimento che ha fatto scattare gli arresti per 26 persone nasce da una indagine coordinata dalla Dda, diretta dal procuratore Maurizio de Lucia, e condotta dalla squadra mobile e dai carabinieri del Ros. I traffici coinvolgerebbero territori considerati storiche roccaforti dei clan mafiosi: Villagrazia, Santa Maria di Gesù e Villaggio Santa Rosalia. Tra i venditori anche un gruppo di albanesi che stava a Roma. La cocaina veniva acquistata a circa 25 mila euro al chilo. 

mercoledì, maggio 20, 2026

Flotilla, l’oltraggio di Ben-Gvir


di  Andrea Iannuzzi

Benvenuti in Israele”. L’Oscar per il peggior promo turistico del secolo va senza dubbio a Itamar Ben-Gvir, ministro della sicurezza nazionale del governo Netanyahu, ruolo ricoperto grazie al sostegno indispensabile che il suo partito di estrema destra, Potere ebraico, garantisce al primo ministro.

La passeggiata di Ben-Gvir tra gli attivisti della Global Flotilla - prima sequestrati illegalmente in acque internazionali e poi bendati, ammanettati e genuflessi nel porto di Ashdod - costituisce di gran lunga la più clamorosa tra le tante provocazioni messe in atto da questo ex colono nella sua carriera di fanatico sionista, già condannato in Israele per atti di razzismo anti palestinese e ora nel mirino della Corte penale internazionale dell’Aia.

martedì, maggio 19, 2026

🟥 Giovani: Domani, Mercoledì 20 maggio, il Forum dei giovani siciliani presenta il Manifesto. Dibattito con Amenta e Mannino


Appuntamento alle 9.30 del 20 maggio ai Cantieri culturali alla Zisa, spazio Noz

Palermo, 19 mag- Il Forum dei giovani siciliani presenterà  domani, 20 maggio, “il Manifesto delle giovani siciliane e dei giovani siciliani”.  L’appuntamento è alle 9.30 nello spazio Noz, ai cantieri culturali alla Zisa. Il documento prende in esame le principali criticità del contesto con cui i ragazzi e le ragazze si confrontano quotidianamente e illustra le proposte del Forum affinchè si determinino le condizioni per affermare il diritto a restare nella propria terra e il diritto a tornarci. I rappresentanti del Forum nel corso dell’iniziativa ne parleranno con il presidente di Anci Sicilia, Paolo Amenta e con il segretario della Cgil Sicilia, Alfio Mannino.

FINCHÉ AVREMO VOCE: CONTRO SILENZI E DEPISTAGGI DI STATO. 23 MAGGIO: la società civile torna in piazza


Lanciamo un appello aperto ad associazioni, collettivi, organizzazioni sociali, scuole, per continuare una grande mobilitazione della società civile in occasione del prossimo 23 maggio, 34esimo anniversario della strage di Capaci, in cui persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. 

Quest'anno, il grido di rabbia sarà più forte: non permetteremo che la memoria dei nostri martiri venga strumentalizzata dai responsabili della restaurazione mafiosa e autoritaria, oggi in corso. Non vogliamo costruire solo un corteo, ma un percorso che attivi tante e tanti, per le strade della nostra città, che faccia sentire la voce di una Palermo che non può più essere ostaggio delle verità occultate, del clientelismo mafioso e del degrado sociale. 

"Marcia della Legalità": i Comuni di Chiusa Sclafani, Bisacquino e Giuliana uniti nel ricordo delle vittime innocenti della mafia


Il prossimo 23 maggio 2026, in occasione del giorno del ricordo delle vittime della mafia, i Comuni di Chiusa Sclafani, Bisacquino e Giuliana (PA) si uniranno per dare vita alla "Marcia della Legalità". Un’iniziativa congiunta per onorare la memoria di chi ha sacrificato la propria vita nella lotta contro la criminalità organizzata e per ribadire con forza l'impegno delle istituzioni e delle comunità locali a difesa della cultura della legalità.

​L'evento vedrà la partecipazione attiva dei sindaci dei tre Comuni coinvolti, delle autorità religiose, dei rappresentanti delle Forze dell’Ordine e della cittadinanza, uniti in un percorso simbolico e di riflessione.

​Il Programma della Giornata

Il Premio Ambrosoli, riconoscimento a Fulvio Manno, ex manager e commissario regionale a Corleone nel 1993


Fulvio Manno
La Fondazione Giorgio Ambrosoli assegna un premio all’integrità, responsabilità e professionalità: nella XII edizione, in programma al Piccolo
 Teatro di Milano il 15 giugno, tra i destinatari ci sarà anche il palermitano Fulvio Manno, già dirigente superiore della Regione e manager delle Asp di Trapani e Ragusa. 

Il premio è intitolato all’avvocato Giorgio Ambrosoli, liquidatore della Banca Privata italiana di Michele Sindona, ucciso nel 1979. Manno fu nel 1993 commissario straordinario a Corleone, dove realizzò una «rivoluzione toponomastica» in funzione antimafia, intitolando la piazza a Falcone e Borsellino. Poi negò l'iscrizione nel registro dell'anagrafe a Toto Riina, che era in carcere. L'impegno più difficile fu a Trapani per la situazione dell'ospedale di Alcamo, gestito da una cosca delinquenziale che aveva come riferimento Ignazio Melodia, figlioccio di Matteo Messina Denaro. Condannato a 11 anni, Manno anziché limitarsi a una burocratica sospensione dal servizio, riuscì a licenziarlo.

Giornale di Sicilia, Martedì 12 Maggio 2026

Ripubblichiamo al riguardo l’intervista esclusiva che il dott. Manno ha rilasciato a Città Nuove nel 2020. 

“Corleone, 1993: quella rivoluzione toponomastica in funzione antimafia”

Ho Chi Minh, in maniera geniale, combinò la lotta per l'indipendenza nazionale con la lotta per i diritti delle masse oppresse dagli sfruttatori


Oggi ricordiamo la nascita di Ho Chi Minh, guida della liberazione del Vietnam, simbolo dell’anticolonialismo e della lotta dei popoli contro l’imperialismo. 
Vogliamo farlo attraverso le parole di un altro gigante della storia rivoluzionaria, Fidel Castro:

“Il compagno Ho Chi Minh, in maniera geniale, combinò la lotta per l'indipendenza nazionale con la lotta per i diritti delle masse oppresse dagli sfruttatori e dai feudali. Vide che il cammino era la combinazione dei sentimenti patriottici dei popoli con la necessità di liberarsi dello sfruttamento sociale.

Al don Colletto di Corleone in ricordo delle vittime di mafia, teatro e una mostra fotografica su Piersanti Mattarella e la sua “buona battaglia”

 


Al liceo “Don Colletto” la giornata per le vittime della mafia si apre con “Voci di luci oltre il silenzio”, una rappresentazione di teatro musicale curata da docenti e studenti per ridare voce a chi è stato ucciso. La giornata prosegue con l’incontro in auditorium con Giovanni Argiroffi sul tema “La fiducia nei giovani e la testimonianza di Piersanti Mattarella” e l’inaugurazione della mostra fotografica dedicata a Piersanti Mattarella.

      Il 20 maggio 2026, a Corleone, non andrà in scena la consueta liturgia della commemorazione, quella retorica dell'antimafia di professione che tanto piace ai flâneursdel dolore sociale. Presso il Liceo "Don Colletto", la Giornata dedicata alla memoria delle vittime della mafia si annuncia invece come un dialogo-confronto con la storia, un esperimento di pedagogia civile che declina la legalità attraverso la prosa del dovere e dell’impegno per il bene comune.                              

Da Camporeale a Grosseto il ricordo di Calogero Cangialosi a 78 anni dal suo assassinio per mano mafiosa. Verso nuovi orizzonti di Pace, per il lavoro e il diritto di avere diritti

Sulla tomba di Cangialosi

DINO PATERNOSTRO

Non era il coraggio a mancare ai contadini siciliani nel secondo dopoguerra. Occuparono le terre incolte o malcoltivate degli agrari. E resistettero alle intimidazioni e alla violenza della mafia, tollerate dallo Stato. 

A Camporeale il 28 marzo 1948, su ordine del proprietario terriero don Serafino Sciortino, il capomafia Vanni Sacco e i suoi “picciotti” rapirono il segretario della camera del lavoro, Calogero Cangialosi. Ma i contadini suoi compagni, armati di tutto punto, riuscirono a liberarlo. Un gesto eroico perché non era facile mettersi contro i mafiosi. Purtroppo, quattro giorni dopo, la sera del primo aprile 1948, un gruppo di fuoco della mafia armato di mitra sparò all’impazzata contro Cangialosi e quattro suoi compagni: Calogero morì all’istante e due suoi compagni rimasero feriti gravemente. 

FARE CINEMA, BANDO PER L'ASSEGNAZIONE DI 3 BORSE DI STUDIO, Scadenza 29 maggio 2026


La Scuola di Cinema PIANO FOCALE di Palermo annuncia il lancio di un bando per l’assegnazione di 3 borse di studio per i suoi corsi di formazione professionale nell’ambito cinematografico: regia, direzione della fotografia e operatore di ripresa, recitazione cinematografica, montaggio, sceneggiatura, produzione, audio presa diretta. L’iniziativa, volta valorizzare nuovi talenti offre un’opportunità unica per i giovani residenti nell’isola che sognano una carriera nel mondo del cinema. 

domenica, maggio 17, 2026

Un racconto (vero e inedito) sul pittore-muralista, autore teatrale e attore Silvio Benedetto: ANTI-MAESTRO DI PLURALITÀ, INSTANCABILE SUSCITATORE DI FASCI DI ENERGIE

Silvio Benedetto

MARIA DI CARLO

1978, Piazza Pretoria. Palermo. A quell’epoca, Piazza (come la chiamavamo, senza ulteriore denominazione) era sede informale di varie tacche di persone. C’era la tacca sfasciallitti, forse quella femminista (che io comunque non frequentavo), quella politicizzata, quella omosessuale (non ancora anche lesbica), quella bucomane, senza compartimenti stagni e senza scandalo per nessuno da parte di nessuno. Succedevano le cose più svariate: alcuni ragazzi imparavano a lavorare a maglia, si leggevano libri, anche a voce alta e in gruppo (Castaneda andava per la maggiore), si politicava, si conversava, si ascoltava musica da gracchianti registratorini a batteria.

Semplicemente: si stava. Ogni giorno, forse 24 ore su 24, c’era gente. Ci approdavi e sapevi di trovare compagnia, sempre. Si stava seduti sui gradini, auto passavano fittamente (in una via Maqueda pedonalizzata decenni dopo) e da dentro di esse spesso qualcuno, senza fantasia, gridava al nostro indirizzo sempre la stessa frase: “Va’ iti a travagghiaaari!!”. Io magari mi ero seduta là da poco, proveniente da pomeriggi interi e talvolta giornate di lavoro come domestica. Ma agli occhi dei più ci passavamo sempre e comunque e tutti per degli spranzoni che campavano alle spalle di qualcuno, mangiapane a tradimento.

RIFORMA ELETTORALE: ZAGREBELSKY SMASCHERA IL BLUFF MELONI

Gustavo Zagrebelsky

Non lasciatevi ingannare dalla propaganda di regime che parla di "stabilità". 
Lo "Stabilicum" voluto dalla Meloni — che io chiamo correttamente Truccatellum — non è una riforma per il Paese, ma un'assicurazione sulla vita per una classe dirigente che cerca di blindarsi nel bunker del potere.

Ieri sera a In Altre Parole (La7), il Professor Gustavo Zagrebelsky ha letteralmente squarciato il velo di ipocrisia di questo esecutivo, mentre l'appello "Torniamo alla Costituzione" ha incassato la firma storica di ben 140 costituzionalisti contro una forzatura inaccettabile. Ecco i punti che smontano l'accrocco della maggioranza e interpellano la nostra coscienza civile: