di Giuseppe Savagnone
Dalle parole ai fatti
Del significato del referendum sulla giustizia si sono date, “a caldo”, interpretazioni nettamente contrastanti. La premier Meloni ha espresso il suo «rammarico» per «un’occasione persa di modernizzare l’Italia», sottolineando però, come del resto aveva fatto fin dall’inizio della campagna referendaria, l’irrilevanza dell’esito della consultazione sulle sorti del governo. Sulla stessa linea Maurizio Lupi, segretario di Noi moderati: «Ha vinto la conservazione, ma questo risultato non avrà conseguenze sul governo». Meno ottimista qualche giornale di destra, come per esempio «Il Foglio», che ha titolato: «Così la vittoria del No apre le porte al governo delle toghe».
Di opposto avviso la segretaria del PD, Elly Schlein, secondo cui «una maggioranza del Paese ha fermato una riforma sbagliata» e da questa consultazione referendaria «arriva un messaggio politico chiaro a Meloni e al governo». Ancora più esplicito il segretario dei 5stelle, Antonio Conte, Conte: « È un avviso di sfratto al governo».










































