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| Leoluchina Sorisi |
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| Placido Rizzotto |
Ripubblichiamo l’intervista integrale da me fatta a Leoluchina Sorisi e pubblicata per la prima volta su La Sicilia del 20 marzo 2005. Non sappiamo se ci ha raccontato la verità. Ma pensiamo che sicuramente aveva il diritto di raccontare la sua verità, il suo punto di vista. dpDINO PATERNOSTRO
«Io fidanzata di Placido Rizzotto? Assolutamente no. Certo, lo conoscevo, veniva spesso a casa nostra perché era amico fraterno di mio nipote, Vincenzino Benigno. Ma tra me e lui non c’è mai stato niente, nessuna storia».
Comincia così la conversazione con
Leoluchina Sorisi, la donna che da quasi sessant’anni viene indicata come la fidanzata "segreta" di Rizzotto, il segretario della Camera del lavoro di Corleone, sequestrato e assassinato dalla mafia di Michele Navarra e Luciano Liggio, la sera
del 10 marzo 1948. Il sequestro del capolega corleonese avvenne davanti la chiesa di San Leonardo. Quella sera, Liggio e i suoi "picciotti" lo trascinarono a forza su una «Fiat 1100» scura, che partì, sgommando, verso un casolare di contrada "Malvello". Qui fu picchiato a sangue e poi ucciso. Il suo cadavere venne
successivamente buttato in una "foiba" di Rocca Busambra, il "cimitero" della mafia. Venne trovato, nel dicembre del ‘49, dall’allora capitano dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, che denunciò quali autori del delitto Luciano Liggio,
Pasquale Criscione e Vincenzo Collura, assolti per insufficienza di prove in tutti i gradi di giudizio.
Ma si racconta, addirittura, che lei abbia pronunciato la frase “Mangerò il cuore a chi ha assassinato il mio Placido!"