domenica, aprile 19, 2026

Quelle parole che Francesco continua a dirci

 Il Papa incontra un gruppo di sacerdoti in Vaticano

Definiva la Chiesa come un ospedale da campo e vedeva il mondo impegnato in una terza guerra mondiale a pezzi. Ecco l'eredità del Papa che ci ha lasciati un anno fa

Di ANTONIO SPADARO

È trascorso un anno da quando le campane di San Pietro hanno annunciato la fine del lungo e vulcanico pellegrinaggio terreno di Jorge Mario Bergoglio, avvenuta il 21 aprile 2025, Lunedì dell'Angelo. Un anno è davvero poco per metabolizzare un pontificato che ha avuto la natura di un trauma — nel senso più autentico del termine: un contraccolpo evangelico che ha dato una scossa a un intero sistema di equilibri, ecclesiali e no. Come ogni trauma profondo, più lo si tenta di rimuovere, più agisce nelle profondità. La tentazione più insidiosa, oggi, è quella di trasformare Bergoglio in un'icona da archiviare, una collezione di fotografie emozionanti ma inerti. Sarebbe un grave errore. Ciò che Francesco ha seminato non appartiene alla superficie delle immagini, ma a una profondità che parla, con urgenza crescente, al nostro caotico presente.

L’omaggio al cinema per Bergoglio tra ironia e irriverenza

Pif. L'attore e autore con Giusy Buscemi e Carlos Hipolito che impersona Bergoglio


Il controverso film di Pif. La trama ha la forza dirompente della provocazione, talora fino a rasentare la blasfemia. Il gradimento non è stato unanime. Tuttavia la Commissione della CEl, pur riconoscendo degli eccessi, ne consiglia la visione in quanto è un viaggio tra cuore e fede, esistenziale

Nicola Filippone

Il 21 aprile 2025 si spegneva papa Francesco, a meno di 24 ore dal messaggio urbi et orbi, letto a San Pietro da mons. Ravelli il giorno di Pasqua. I suoi ultimi respiri sono stati per la pace, invocata con quella comunicazione risoluta e diretta, che aveva caratterizzato la sua personalità, tetragona sino alla fine, nonostante l’evidente sofferenza. 

Quei quarantamila siciliani emigrati oltre lo Stretto. La Germania rimane la prima meta


di Tullio Filippone

La fotografia di un’Isola che si svuota, scattata dall’ultimo report “Italiani nel mondo” della Fondazione Migrantes 

Oltre settemila siciliani hanno lasciato l’Isola per trasferirsi oltreconfine: portando alla cifra record di 826 mila il totale dei residenti iscritti all’Anagrafe degli italiani all’estero (Aire). La cifra, in realtà, comprende gli emigrati ma anche i figli di siciliani che nascono in altri Paesi. Ma delinea i contorni della fotografia di un’Isola che si svuota, scattata dall’ultimo report “Italiani nel mondo” della Fondazione Migrantes. A questo si aggiunge l’inarrestabile migrazione verso il Centro-Nord. Nel solo 2023, secondo i dati Istat, i cambi di residenza di siciliani che si sono spostati in altre regioni ha raggiunto quota 33.500. Sono i numeri dello spopolamento di una terra dove si svuotano i piccoli Comuni della provincia che spesso hanno più abitanti all’estero di quelli che sono rimasti, ma anche le grandi città. Basti pensare ai 38 mila palermitani che vivono in paesi stranieri. 

Il Papa: sono in Africa per incoraggiare i cattolici, non per dibattere con Trump

Papa Leone IV

Sul volo verso Luanda, in Angola, terza tappa del viaggio apostolico, Leone XIV saluta i giornalisti che lo hanno accompagnato in questi giorni e ringrazia il Camerun per l’accoglienza straordinaria: “Felice di aver vissuto questa esperienza”. Il Pontefice chiarisce anche il fatto che i suoi discorsi sono stati preparati settimane prima e che quindi non sono da interpretare “come se stessi cercando di dibattere nuovamente con il presidente degli Usa, cosa che non è affatto nel mio interesse”

Salvatore Cernuzio 

Sul volo Yaoundé/Luanda

Traccia un bilancio assolutamente positivo, Papa Leone XIV, dei tre giorni appena vissuti in Camerun, Paese che “rappresenta il cuore dell’Africa sotto molti aspetti: anglofono e francofono, con circa 250 lingue locali e una grande varietà di etnie”. In volo verso l’Angola, terza tappa del viaggio apostolico in Africa, il Papa - pochi minuti dopo il decollo - si reca dai giornalisti al seguito per ringraziarli per il lavoro svolto (“Spero abbiate trascorso un buon periodo in Camerun”) ma anche per chiarire alcune questioni relative all’interpretazione data alle sue parole di questi giorni.

Narrazione non accurata

sabato, aprile 18, 2026

MICCOLI: «A PALERMO MI SENTIVO COME MARADONA A NAPOLI. IL 26 SETTEMBRE IL MIO ADDIO AL BARBERA»


Fabrizio Miccoli ha presentato il suo libro “Fabrizio Miccoli, gloria e peccato di un campione” al Museo del Presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

L’ex capitano rosanero ha ripercorso alcuni momenti della sua carriera e del suo rapporto con Palermo, soffermandosi anche sulle attività che porta avanti oggi nel mondo del calcio e annunciando una partita d’addio allo stadio Renzo Barbera.

Ecco le sue parole:

ULTIMA CONFERENZA STAMPA

Sánchez riunisce i progressisti. Schlein: "Basta guerre illegali"

Il premier spagnolo Pedro Sánchez e la segretaria del Pd Elly Schlein posano per un selfie a margine del vertice dei progressisti a Barcellona


A Barcellona la mobilitazione "globale" della sinistra. La segretaria Pd: "Tocca a noi costruire un altro mondo"

DALLA NOSTRA INVIATA A BARCELLONA Giovanna Vitale

El pueblo unido si aggira euforico per i padiglioni della Fira, chiamato a raccolta da Pedro Sánchez e Ignacio Lula in quel di Barcellona per dimostrare che le forze democratiche e progressiste — nonostante tutto — esistono e resistono all'urto delle destre nazionaliste che stanno sconvolgendo il mondo. Fanno rete e per la prima volta si ritrovano, insieme, per dire no alla guerra; «contrastare l'ondata reazionaria e guarire le ferite che altri hanno aperto», esortano i due presidenti; organizzare una risposta in grado di frenare l'Internazionale nera capitanata da Donald Trump, che comincia a manifestare le prime crepe. 

Il momento non è scelto a caso: la batosta subita da Meloni al referendum e la sconfitta di Orbán in Ungheria provano che «la spinta propulsiva dei sovranisti si sta esaurendo», annota il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Obiettivo: creare «un'alternativa» al nuovo disordine globale imposto con le bombe. Parola cara a Elly Schlein, a dispetto di Giuseppe Conte unica leader della sinistra italiana invitata alla Global progressive mobilitationdove ha portato una ventata di ottimismo.

Distretto sanitario di Corleone, una ragazza aggredisce un’impiegata. Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato l’hanno individuata e deferita alla Procura della Repubblica

L’ingresso del Distretto sanitario di Corleone


Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato PS Corleone hanno individuato e deferito alla Procura della Repubblica di Termini Imerese una giovane donna di Giuliana (PMG), autrice di una violenta aggressione nei confronti di un'impiegata in servizio al Distretto Sanitario 40 a Corleone.

La mattina dello scorso 15 aprile si sono presentati all'Ufficio Sanitario di Corleone i componenti di un nucleo familiare di Giuliana, un paesino vicino Corleone, per presentare la domanda di esenzione dalle prestazioni sanitarie (Ticket). L’impiegata, arrivata in ufficio, già trovava davanti la porta i predetti soggetti, i quali erano intenti anche a litigare tra loro parlando ad alta voce in quanto non riuscivano a compilare la domanda per l'esenzione. L'impiegata chiedeva loro gentilmente di recarsi al piano terra per essere messi in lista e farsi aiutare nella compilazione dei moduli, ma per tutta risposta riceveva insulti ed urla, sino a quando una giovane donna, prendeva una rincorsa e con le mani alzate colpiva l'impiegata che istintivamente si voltava per coprirsi il volto. Per la violenza dei colpi ricevuti alle spalle, l’impiegata cadeva per terra facendosi molto male. 

La grammatica violata della politica


di Giuseppe Savagnone

La fine della grammatica politica

Percepiamo tutti di stare vivendo uno dei momenti più convulsi e drammatici della storia del mondo dalla fine della seconda guerra mondiale. Non molti, però, sembrano rendersi conto di quanto influisca su questa crisi epocale – al di là dei singoli nodi problematici – il deterioramento del modo stesso di fare politica. Fino a ieri, esisteva una stessa grammatica che anche i nemici più acerrimi condividevano e rispettavano. Così, nei rapporti internazionali, perfino le fasi più critiche del rapporto conflittuale tra il blocco socialista e quello capitalista avevano potuto essere gestite e controllate in base a questa grammatica comune. C’erano  – a differenza di adesso – forti contrasti ideologici, visioni dell’uomo e della società opposte, ma tutti accettavano le stesse regole del gioco e chi cercava di violarle era costretto a farlo di nascosto, barando.

venerdì, aprile 17, 2026

A Corleone, indietro tutta con la statua di S. Francesco. Non si tocca più. Resterà in piazza Falcone e Borsellino

L’intervento del sindaco Walter Rà

La piazza con S. Francesco
DINO PATERNOSTRO

Indietro tutta con la statua di S. Francesco. Non si tocca più. Resterà in piazza Falcone e Borsellino. Dopo la protesta dei cittadini sui social e con la raccolta firme, il sindaco Rà nemmeno ci ha provato a resistere e a spiegare qual era il “fantastico” progetto delle due fontane della villa comunale a cui aggiungerne una terza (architettonicamente imponente) in piazza Falcone e Borsellino) da alimentare con l’acqua della rete fognaria depurata. La statua resta dov’è.  

“Mi sono confrontato con la parrocchia della Grazia e con i consiglieri di maggioranza, ho saputo delle proteste, ed ho deciso di lasciare San Francesco dove si trova adesso”, ha detto ieri mattina in consiglio comunale il primo cittadino. Sensibile alle contestazioni della sua maggioranza e alle proteste della gente. Ma incapace di comprendere che il confronto  deve avvenire con tutti i cittadini, non soltanto con la maggioranza. Anche con la minoranza, e con tutti i cittadini, perché il sindaco (anche se a volte lo dimentica) é di tutti. Il punto non è essere o non essere criticato, ma il metodo con cui si amministra. Il confronto - in questo come in altri casi - doveva essere

giovedì, aprile 16, 2026

IL MESSIANISMO DI TRUMP E LE SETTE EVANGELICHE


Vallepiano con Francesco

ROBERTO VALLEPIANO

Mi dispiace deludere i dotti e arguti analisti nostrani ma no, Donald J. Trump non è pazzo. Le sue teatrali pose messianiche, i suoi post palingenetici sui social in cui si paragona in maniera blasfema a Gesù Cristo, gli strani rituali e i bizzarri esorcismi alla Casa Bianca, perfino i suoi insulti prima a Papa Francesco e poi a Papa Leone, non sono le uscite estemporanee di un folle ma rispondono a una precisa strategia comunicativa. 

Trump sta parlando allo zoccolo duro del suo elettorato, quello costituito dalle sette evangeliche, con il linguaggio che capiscono meglio. Ma facciamo un passo indietro: le tendenze innovatrici e progressiste comparse all'interno della Chiesa Cattolica con il Concilio Vaticano II° fecero sorgere in tutto il mondo e soprattutto nel Continente Latinoamericano una Chiesa diversa, che stava al fianco dei poveri e delle lotte di liberazione contro le ingiustizie sociali innescate dall'imperialismo a stelle e strisce. Gesù Cristo divenne non solo un riferimento biblico ma un compagno di lotta, nacque la Teologia della Liberazione.

Corleone, venerdì 17 aprile, la seconda giornata della Scuola di Pace e di Fraternità organizzata dalla Diocesi di Monreale


 Erre

Intitolazione auditorium. Assente giustificata

L’Auditorium dell’IISS Don Colletto di Corleone intitolato al preside Giuseppe Governali 

Benedetta Marcianti
BENEDETTA MARCIANTI

Se fossi stata presente, come volevo e come da programma, alla cerimonia di intitolazione dell’auditorium del Liceo di Corleone, avrei subito messo in evidenza che un’aula magna stracolma di giovani e meno giovani, di docenti in servizio e di ex docenti, di ex presidi, di amici, familiari e di rappresentanti della società civile testimonia “l’eredità di affetti” lasciata da Pino alla comunità corleonese                     

La targa che campeggia sull’ingresso dell’auditorium, nella sua semplicità, si adatta perfettamente alla semplicità e nel contempo alla grandezza di quello che è stato il maestro di intere generazioni, che ha “condotto” e guidato con autorevolezza e affetto nel delicato percorso di formazione, sia da docente che da preside; “i nostri alunni” così chiamava i tanti alunni del liceo. Ho avuto, personalmente, la fortuna di averlo come docente di italiano al liceo e come preside in tanti anni di insegnamento e di vicepresidenza. Da lui abbiamo appreso il significato di comunità scolastica, di condivisione dei ruoli, di responsabilità nel lavoro, di rispetto non solo delle regole; ci ha insegnato a scrivere la parola scuola con la esse maiuscola. Gli insegnamenti di un buon maestro valgono non solo per la scuola ma anche per la vita. Pino Governali è stato,  inoltre, un modello di comportamento, esempio di un uomo libero, di un uomo di cultura, una cultura che non ha mai ostentato neppure quando presentava i suoi numerosi libri, cultura che è Humanitas, filantropia, generosità, comprensione per gli altri…

Grazie di tutto, caro Pino e grazie a quanti hanno promosso questa meritevole iniziativa!

Pietro Puccio, sindaco di Capaci, informa i giovani che compiono 17 anni iscritti d’ufficio nella lista richiamabili alla leva che si può effettuare l’obiezione di coscienza

Pietro Puccio

Ogni anno i Comuni sono obbligati a trasmettere al Ministero della Difesa  i nominativi dei giovani che, compiendo i 17 anni di età, sono d’ufficio iscritti nella lista dei richiamabili all’obbligo di leva (attualmente sospeso, non abolito). 

Ma le amministrazioni locali possono recepire e segnalare la volontà dei giovani che, in caso di chiamata, sono intenzionati a dichiararsi sin d’ora obiettori di coscienza al servizio militare e disponibili a forme di difesa nonviolenta. Oggi, giovedì 16 aprile, nel corso di un’assemblea cittadina su “Venti di guerra. Conflitti e prospettive di pace”, il Sindaco di Capaci, Pietro Puccio, ha pubblicamente annunziato che, in ottemperanza alla normativa vigente, il Comune, primo in Italia, informerà di questa possibilità i giovani interessati e s’impegna a trasmetterne le eventuali dichiarazioni al Ministero della Difesa.

Un enigma si aggira per Corleone: la statua di San Francesco dove la metto?

La statua di San Francesco in piazza Falcone e Borsellino 

DINO PATERNOSTRO

Ma possibile che ci sia un paese in subbuglio per l’ipotesi (non verificata) di spostare la statua di San Francesco da piazza Falcone e Borsellino per portarla non si sa dove, e l’amministrazione comunale (il sindaco e gli assessori) non dicano un parola chiara ai cittadini?

Si hanno notizie di raccolte firme nelle parrocchie e nei supermercati, ma i signori di Palazzo Cammarata restano “muti”!

Alcuni consiglieri comunali, piuttosto che andare dal sindaco e dagli assessori competenti ed esprimere in maniera netta e chiara la propria contrarietà alla rimozione della statua, annunciano contrarietà su Facebook e, sempre su Facebook, annunciano la presentazione di interrogazioni e ordini del giorno, il cui svolgimento avrà sicuramente tempi più lunghi di un incontro con il sindaco. 

Sembra il gioco delle tre carte. E a perdere sono sempre i cittadini, trattati come sudditi e mai coinvolti nelle scelte. 

PAGAMENTO BOLLO AUTO E MOTO ARRETRATI: è possibile il pagamento degli arretrati senza oneri aggiuntivi, ne da notizia Federconsumatori.



La finanziaria regionale ha disposto che i bolli auto e moto non pagati relativi al periodo 2016-2024 possono essere sanati senza alcun onere aggiuntivo: interessi moratori e sanzioni.

Pertanto i cittadini possono mettersi in regola versando esclusivamente l'importo originario. Gli sportelli di Federconsumatori sono a disposizione per assistere i cittadini-consumatori che vogliano mettersi in regola con gli arretrati.  “E' una occasione utile da cogliere al volo per mettersi in regola con il fisco ed evitare che gli importi lievitino a causa di sovrattasse, spese di notifica e oneri accessori" - dichiara il Presidente Provinciale Palermo di Federconsumatori,

Giuseppe Lo Bello, che aggiunge: “La rete diffusa degli sportelli di Federconsumatori è in grado di fornire tutte le informazioni e le richieste dei cittadini per assolvere ciascuno al proprio bisogno."

Ecco di seguito gli sportelli abilitati:

Palermo nelle sedi di Via Roma, Via Meli, Via Bevignani, Via dell’Airone (Borgo Ulivia),Bagheria, Termini Imerese, Cefalù, Corleone, Partinico, Carini, Petralia Sottana.

Palermo, 16 Febbraio 2

mercoledì, aprile 15, 2026

Consultori familiari siciliani, arriva la figura del pedagogista, approvata dall'Ars


Palermo, 15/04/2026. I consultori familiari potranno contare in futuro della figura del pedagogista grazie all'emendamento al ddl stralcio sulla sanità approvato oggi dall'Ars a firma del deputato M5S Antonio De Luca.

“Quella del pedagogista – dice De Luca – è una figura fondamentale per l'attività dei consultori familiari, perché interviene sul piano educativo e relazionale, offrendo supporto concreto alle famiglie, ai genitori e ai minori nelle diverse fasi della vita. Il pedagogista svolge un ruolo chiave nella prevenzione del disagio, nel sostegno alla genitorialità e nella gestione delle dinamiche familiari complesse, lavorando in sinergia con le altre figure professionali presenti nei consultori. La sua presenza consente di rafforzare i servizi territoriali, garantendo interventi più completi ed efficaci e contribuendo a promuovere il benessere delle persone e delle comunità”.

martedì, aprile 14, 2026

Si, Pino Governali ci manca molto, manca a Corleone, al mondo della scuola e ai suoi amici

L’intervento di Dino Paternostro 


DINO PATERNOSTRO

Se a distanza di 10 anni tante persone si sono riunite per ricordarlo e il suo Liceo, il “don G. Colletto”, ha deciso di dare il suo nome all’Auditorium, allora significa che davvero Pino Governali ha lasciato il segno del tuo passaggio nel mondo della scuola e tra di noi. 

Del Governali “uomo di scuola” se n’è parlato tanto. L’intervento di Angela Pizzitola, anche lei apprezzata docente e dirigente scolastica (e amica cara di Pino), lo racconta egregiamente. Ma Governali non era solo uomo di scuola. Io l’ho ricordato per la passione civile con cui ha accompagnato la nascita e la crescita di questo nostro giornale, da Corleonese Notizie a Città Nuove. Passione e coraggio che abbiamo apprezzato tanto dopo l’attentato incendiario ai locali della redazione della notte tra il 16 e il 17 aprile 1991. Pino ci incoraggiò, continuò a metterci la faccia, il cuore e la ragione. E andammo avanti, nonostante le preoccupazioni per gli uomini del  gotha mafioso di Corleone ancora liberi e latitanti. 

Pino veniva in campeggio con noi ragazzi. Nell’estate 1974 ne organizzammo uno memorabile in tenda a Scopello quando non era ancora Scopello, ma un luogo selvaggio e incontaminato. 

Giuseppe Governali è stato un maestro autorevole e saggio, una guida sicura per la sua elevata professionalità, per le sue eccellenti competenze, ma anche per la sua affabilità, la sua cordialità, la sua indiscussa capacità di ascolto e, cosa più straordinaria, la sua umiltà

La prof.ssa Angela Pizzitola 


Giuseppe Governali

Pubblichiamo l’intervento della prof.ssa Angela Pizzitola alla cerimonia per l’intitolazione al preside Giuseppe Governali dell’Auditorium dell’IISS “don Giovanni Colletto” di Corleone 

di ANGELA PIZZITOLA

Il rapporto tra Giuseppe Governali e la scuola  oserei  definirlo un rapporto simbiotico, perché il prof. Governali ha dedicato tutta la sua esistenza alla scuola , fin da quando, appena laureato, entrò al Liceo  classico Baccelli, dove era stato alunno modello,  come apprezzato docente di Italiano e Latino. 

Da allora , pur con qualche intervallo che lo ha visto preside a Chiusa Sclafani  e al Liceo Mursia di Carini , e ricercatore all’IRSAE  di Palermo, la sua è stata una presenza costante , un punto di riferimento per l’intero  territorio del corleonese e per tantissime  generazioni di studenti. Ha, infatti, segnato  la storia della nostra scuola   e per molti di noi  anche quella della nostra vita, da docente, da preside,  da promotore culturale, da amico, da appassionato amante della sua missione .

Il papa con le gomme a mescola dura


di GIANLUCA MERCURI 

L’anno scorso, dopo l’elezione di Leone XIV, Alberto Melloni aveva predetto, in una bella chiacchierata con la Rassegna, che il nuovo papa sarebbe stato l’anti Trump. Non certo per partito preso, per scelta politica: «Lo sarà oggettivamente», era stato il ragionamento del grande storico della Chiesa che i lettori del Corriere hanno la fortuna di conoscere bene. 

Di più: «Qualunque papa eletto in questi giorni sarebbe stato l’anti-Trump. Nessuno sarebbe arretrato di un millimetro di fronte alla sua offensiva. E sa perché? Perché la Chiesa cattolica ha tanti guasti e tanti mali, dalla corruzione alla pedofilia, ma non cederà mai sulla sua stessa ragione d’essere, l’unità della famiglia umana».


Ecco, professore: quasi un anno dopo può convenire agevolmente con sé stesso (Melloni ride). Ma si aspettava uno scontro così duro e aperto?

IL CASO UNGHERESE: UNA LEZIONE POLITICA ED ELETTORALE IN FIERI

Péter Magyar

Giuseppe Lumia 
di Giuseppe Lumia

Il risultato elettorale in Ungheria, con la netta sconfitta di Orban e del suo modello illiberale, autoritario, sovranista e subalterno a Putin e a Trump, conferma alcune considerazioni politiche ed elettorali sull’attuale peso sociale delle destre e sulle possibilità di ripresa delle forze democratiche e progressiste. 


La prima lezione. Le destre vincono per la loro attrattiva sul ceto medio-basso e perdono per la loro ostinazione nel perseguire la via del “potere per il potere”, piuttosto che dedicarsi alla soluzione della difficile questione sociale, tanto cara pure ai propri sostenitori. La delusione elettorale comincia a manifestarsi a largo raggio e in diversi Paesi sul ceto medio-basso, che le ha ampiamente premiate negli scorsi anni.   La seconda lezione. All’interno delle forze di destra, sul piano globale, c’è uno scontro sotto traccia, ma via via sempre più evidente, tra la componente più politica, che persegue un modello regressivo e autoritario alquanto tradizionale, e quella costituita dai “Big Tech” che rappresentano un modello devastante e autoritario di nuova generazione. Alla prova elettorale, il primo approccio sta subendo colpi micidiali, mentre il secondo continua a mietere consenso sul versante online e accumula per il momento potere individuale e potere finanziario, in attesa di prendere il sopravvento politico interno ed esterno. 

A Brescia il “Premio Leonessa d’Italia”: la consegna al maestro Gaetano Porcasi


Luca De Matteis

Ieri, 13 aprile, si è tenuta la seconda edizione del “Premio nazionale Leonessa d’Italia” promosso dalla Rete Antimafia. Il convegno, tenutosi presso l’Auditorium San Barnaba di Brescia, è stato dedicato alle vittime innocenti di mafia tramite momenti dedicati alle scuole e alle famiglie del territorio.

Il premio è stato conferito al Maestro Gaetano Porcasi, artista siciliano che ha concentrato la sua arte ad opere di impegno civile puntando i riflettori sulla lotta contro la mafia. Tante le personalità presenti, tra cui l’ex magistrato ed ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris, oltre a Sigfrido Ranucci, Marisa Garofalo, Francesca Bommarito, Gennaro Giliberto, Stefano Baudino e alunni e docenti della scuola di Susa che ha costituito la “Baita di Paolo” in memoria del giudice Paolo Borsellino.

RIcordando Letizia, che è sempre con noi in ogni pensiero ribelle che fantastichiamo e che osiamo trasformare in realtà

Letizia Battaglia


di SANDRA RIZZA

Un’eterna ragazza non invecchia mai. Per questo, fino al suo ultimo respiro, ha continuato a stupirci, sbattendoci in faccia il suo bellissimo volto di rughe, il caschetto colorato di fuxia o di azzurro, la sua schiettezza e la sua curiosità, e continuando a smascherare attraverso il mirino impietoso di una piccola reflex il nostro ottuso perbenismo di borghesi piccoli e meschini. 

Le avevano dato una sedia a rotelle perché le gambe, che per decenni avevano inseguito i morti ammazzati e la putrefazione di Palermo, non sostenevano più il suo corpo irrequieto. Le avevano tolto l’eterna sigaretta, soffiando via quegli allegri sbuffi di fumo che erano la sua vezzosissima veletta di ombre sul viso, perché la nicotina le incrostava i polmoni e le impediva di respirare. L’hanno premiata, incensata, museificata, ne hanno fatto un’icona pop, l’attrice (che interpretava se stessa - e chi altro?) di un cinema apocalittico e geniale, l’eroina da fumetto di un’epica stagione di riscossa, e persino la protagonista di una serie tv. L’hanno trasformata in un genere, in un personaggio, in un archetipo di Palermo irredimibile, e lei c’è stata, e si è divertita pazzamente a condurre il gioco di una divulgazione caleidoscopica che la voleva

Evento a Roma il 14-15 aprile per ricordare l’unificazione di Cgil scuola e Snur: “L’utopia necessaria”

Gianna Fracassi

“Una scelta giusta”, dice la segretaria generale. Prossime sfide: partecipazione democratica e intelligenza artificiale

STEFANO IUCCI

“L’utopia necessaria. Conoscenza e democrazia nell’era dell’intelligenza artificiale”. È ambizioso - come è giusto che sia – il tema scelto per la due giorni con cui la Flc Cgil ha scelto di celebrare i 20 anni dalla nascita della Federazione dei lavoratori della conoscenza che, nel 2006, ha visto confluire in un’unica sigla Cgil scuola e Snur, il sindacato nazionale di università e ricerca. Due giorni di riflessione e dibattito perché, come ci spiega la segretaria generale Gianna Fracassi, “in un presente distopico come quello che stiamo attraversando l’utopia è, appunto, necessaria”. L’evento si svolge il 14 e il 15 aprile presso l’aula magna del dipartimento di Studi umanistici dell’Università degli studi Roma Tre e vede la presenza tra gli altri - oltre a Gianna Fracassi e a Maurizio Landini che concluderà la prima giornata - di Tomaso Montanari, Nadia Urbinati, Donatella Della Porta e Christian Raimo.

I fantasmi del "cantiere Italia" appaiono solo quando muoiono

Il luogo dell'incidente a Palermo: il cestello della gru su cui stavano lavorano gli operai deceduti, Daniluc Tiberi Un Mai, di 50 anni, e Najahi Jaleleddine di 41, è caduto finendo sulla tettoia del gommista e ha ferito un altro lavoratore


di Antonio Maria Mira  

Due lavoratori in nero, alle dipendenze di un’impresa edile che ufficialmente non operava da dieci anni, sono morti nei giorni scorsi. Per la sicurezza servirebbero più ispettori, più mezzi e strumenti

I “fantasmi” hanno avuto un nome, si sono concretizzati, solo quando sono precipitati a terra. Vivi solo dopo la morte. Daniluc Tiberi Un Mihai, cittadino romeno di 50 anni e Najahi Jaleleddine, tunisino di 41 anni. Lavoratori in nero per un’impresa edile che ufficialmente non operava da dieci anni. Fantasmi, appunto. Ma “concretamente” appesi in quel cestello appeso a un breccio meccanico a 25 metri d’altezza. Che “concretamente” si è piegato di colpo sbalzandoli a terra. Perché “concretamente” non avevano quei dispositivi di sicurezza che la legge molto “concretamente” prevede, obbliga a predisporre, per salvare vite. Ma le vite dei fantasmi sembrano diverse. Non meritano regole e sicurezze. E continuano a morire. Pochi giorni fa abbiamo ricordato Abdellah, 38 anni, algerino, morto anche lui precipitando da un’altezza di 15 metri senza alcuna protezione. Senza contratto, in un cantiere fuori legge a San Marcellino nel Casertano, assieme a una decina di altri operai, tutti “in nero”.

lunedì, aprile 13, 2026

I l Papa: “Non sono un politico, parlo di Vangelo. Ai leader del mondo dico: basta guerre”


Durante il volo di andata verso Algeri, prima tappa del viaggio apostolico in Africa, Leone XIV saluta i circa 70 giornalisti al suo seguito: “È un viaggio speciale, il primo che volevo fare. Un’opportunità importantissima per promuovere riconciliazione e rispetto per i popoli”. Al Pontefice una domanda sulle critiche a lui indirizzate da Trump: “Non voglio entrare in un dibattito. Il mio messaggio è il Vangelo e continuo a parlare forte contro la guerra”

Salvatore Cernuzio – Sul volo Roma/Algeri

“Buongiorno a tutti, welcome aboard!”. Si mostra sereno e chiaramente entusiasta, Leone XIV, di questo terzo viaggio apostolico internazionale in Africa al via oggi, 13 aprile. Un lungo tour che vedrà il Papa pellegrino fino al prossimo giovedì 23 in Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. Luoghi in cui come dice porterà “il messaggio della Chiesa, il messaggio del Vangelo: beati i costruttori di pace”. Perché questo è il ruolo del Papa: non quello di “un politico”, afferma Leone ai circa 70 giornalisti che lo seguono nella trasferta e che, dopo un’ora dal decollo, saluta uno ad uno durante il volo verso Algeri. Una consuetudine di tutti i viaggi apostolici, occasione per scambi di regali e oggi anche per commentare – su sollecito degli stessi giornalisti – le pesanti dichiarazioni contro di lui da parte del presidente statunitense Donald Trump su Truth social.

Parlare forte contro la guerra