domenica, agosto 09, 2026

A Campofiorito c’è l’enporio “Sogno e realtà”: la scommessa di una giovane donna protagonista della “restanza”


Nel piccolo paese di Campofiorito, in provincia di Palermo, a due passi da Corleone, al n. 105 di via Antonio Gramsci, c’è un piccolo emporio con un nome curioso: si chiama "Emporio sogno e realtà". 

È gestito da Anna, una giovane donna che nasce, 50 anni fa, in questa piccola realtà di Campofiorito, paesino dell'entroterra siciliano, dove trascorre, spensieratamente, la sua infanzia, passando i pomeriggi a casa della nonna, con la mamma e la zia, dove impara l'arte dell'uncinetto e del cucito. Un passatempo, che col trascorrere degli anni, diventerà una vera e propria passione.

sabato, agosto 08, 2026

ADDIO A ROBERTO URSO, GIORNALISTA SICILIANO E MEMORIA STORICA DELLO SPORT PALERMITANO

Il giornalista Roberto Urso, morto ieri a Palermo
(foto di Pasquale Ponente)

di Pietro Scaglione

Una delle ultime apparizioni pubbliche del giornalista siciliano Roberto Urso (scomparso ieri all’età di 81 anni) risale a meno di 2 mesi fa, nel giorno di Sant’Antonio, in occasione della storica visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per celebrare i 100 anni del Circolo del Tennis Palermo di Viale Del Fante, la “seconda casa” di “Mimmino” Urso.

Nato ad Altofonte nel 1945, fratello della filosofa del diritto e docente universitaria Mirella Urso e padre di Giuseppe (giornalista e addetto stampa del Circolo del Tennis Palermo), Roberto Urso era considerato uno dei massimi esperti di Tennis e di Vela in Sicilia. Per gli amici e per i colleghi era “Mimmino”, soprannome attribuito dalla madre di origini toscane. L’AssoStampa Sicilia ha tratteggiato il suo profilo professionale, come modello di deontologia per le giovani generazioni:

“Giornalista in pensione del Giornale di Sicilia ormai da diversi anni, storica firma dello sport e profondo conoscitore del tennis che ha praticato anche per tanti anni. Assunto al Giornale di Sicilia nel 1990, per tutti era "Mimmo", un giornalista gentiluomo, dal tratto sempre elegante, accompagnato

dalla sua pipa.

La sfida di Sánchez e il bivio dell’Europa

Pedro Sánchez

di GIUSEPPE SAVAGNONE

Processo a Sánchez

Tutto lasciava pensare che il vertice straordinario dei ministri dell’Interno della Ue del 4 agosto si sarebbe tradotto in un processo alla politica migratoria di Pedro Sánchez. A chiederne la convocazione urgente, all’indomani dei fatti di Ceuta, era stata una lettera di 22 leader europei su 27, in risposta a un appello di Giorgia Meloni, la prima e la più drastica accusatrice del governo spagnolo.

La crisi di Ceuta veniva interpretata dalla premier italiana come una gravissima minaccia alla “difesa dei confini” europei, effetto di una politica migratoria che l’Italia ha sempre condannato. Come ha esplicitato il vice-premier e ministro degli Esteri Tajani: «Le immagini che arrivano da Ceuta dimostrano come la scelta del Governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, ad oltre 500mila immigrati irregolari sia profondamente sbagliata e incentivi il traffico di esseri umani». Da qui la decisione unilaterale di sospendere per un mese il trattato di Schengen nei confronti della Spagna.

8 AGOSTO 1956: LA STRAGE DEI MINATORI IN BELGIO. Uomini in cambio di carbone, la memoria di Marcinelle ci inchioda alle colpe di oggi


di ENZO CICONTE

Il patto tra i governi italiano e belga, la rete di trafficanti e il ruolo delle società carbonifere. Quella di Marcinelle non fu un evento imprevedibile, ma una strage annunciata. Che interpella anche noi contemporanei, parla alla coscienza di chi è turbato dalle vicende delle migrazioni odierne

L’8 agosto 1956, settant’anni fa, nella miniera di Bois du Cazier di Marcinelle, distretto di Charleroi in Belgio, una delle più terribili tragedie del lavoro italiano in terra straniera scosse le coscienze in Italia e in Europa. Morirono 262 minatori di 12 nazionalità diverse. 136 erano italiani, e quelle morti lasciarono a casa 417 orfani di cui 224 italiani. A provocare la strage fu un incendio. Probabilmente una scintilla nata da un vagoncino di carbone che urtò incidentalmente una trave d’acciaio; l’incendio divampò a -975 m. Uno dei superstiti disse: siamo scesi all’inferno. Un’espressione drammatica che dava l’idea di quanto era accaduto. La tragedia aprì uno squarcio potente sull’emigrazione italiana e sulle caratteristiche dello sfruttamento dell’epoca da parte delle compagnie carbonifere belghe.

“TRA TERRA E CIELO”, IL RICORDO DI FILIPPO INTILI, Sindacalista, ucciso a Caccamo dalla mafia il 7 agosto 1952

Padre Giovanni Calcara

Padre Giovanni Calcara, o.p. 

Usiamo questa immagine di papa Leone, per iniziare la nostra riflessione che ci vede riuniti, per ricordare il martirio e la testimonianza di Filippo Intili, lavoratore infaticabile, padre di famiglia, sindacalista ucciso 74 anni anni fa, proprio perché credeva che terra e cielo, potessero essere visti in un comune destino, perché nessuno potesse essere fonte di maledizione per l’altro. 

Infatti credeva fermamente, che dalla “terra germoglierà la giustizia” e dal cielo “scenderà la pioggia (cfrSalmo 84) come benedizione per l’uomo e il suo lavoro.

Ancora oggi il sangue da lui versato, la sua vita spezzata, i suoi sogni infranti non possono rimanere il ricordo di una tragedia e di una ingiustizia che al solo pensiero, della bestialità con cui è stata commessa, ci fa ancora indignare e sconcertare. Lui ha incominciato a lavorare per scavare un solco, bagnato dal suo sudore e dal suo sangue; a noi tutti è affidato il compito di continuare a lavorare su questo solco, perché il tempo e la polvero non lo coprano, ma diventi fonte e germoglio di una vita nuova, diversa, bella, onesta, giusta per noi tutti e per tutti i piccoli e gli oppressi della terra.

Filippo Intili, sindacalista Cgil, uno dei piccoli/grandi costruttori della nostra Repubblica…


DINO PATERNOSTRO

L’abbiamo ricordato ieri a Caccamo Filippo Intili, ucciso ferocemente a colpi di accetta dalla mafia a Piano Margi il 7 agosto 1952. Insieme a Francesca Rosella Musico e a Laura Di Martino della Cgil. Filippo era segretario della Camera del lavoro del comune dove allora spadroneggiava don Peppino Panzeca, potente capomafia di un bel pezzo di Sicilia. 

Il mafioso era schierato con gli agrari, con i padroni; il sindacalista con i braccianti e i mezzadri che chiedevano l’applicazione dei decreti Gullo, leggi dello Stato. A battersi per l’illegalità e i soprusi erano i potenti; a battersi per la legalità democratica e costituzionale erano tanti lavoratori e tanti disoccupati che sognavano l’attuazione degli articoli di quella Costituzione più bella del mondo, che avevano conquistato dopo avere sconfitto il fascismo. 

Quella visita di Scalfaro a Corleone insieme a don Ciotti e una storia che parla di legalità

Scalfaro a Corleone il 21 marzo 1999

di Antonio Maria Mira

Scalfaro fu il primo capo dello Stato a partecipare alla Giornata della memoria di Libera. Don Luigi: «Il suo staff aveva timori». La storia di Ac del presidente era nella scia di quattro martiri delle mafie

C'è un’immagine di 27 anni fa che coi fatti risponde al fango gettato dal capogruppo di FdI, Galeazzo Bignami, sulla memoria del presidente Oscar Luigi Scalfaro. È il 21 marzo 1999, siamo a Corleone in occasione della Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie promossa dall'associazione Libera, fondata da don Luigi Ciotti. Sul palco ci sono Scalfaro, il presidente della Camera, Luciano Violante, e il vicepresidente del Consiglio e futuro capo dello Stato, Sergio Mattarella.

giovedì, agosto 06, 2026

Filippo Intili, domani al cimitero di Caccamo sarà ricordato il sindacalista ucciso dalla mafia il 7 agosto 1952. Cgil: “Continuare nel suo nome la lotta per la piena applicazione della Costituzione e dei diritti”


Palermo 6 agosto 2026 – Domani, alle ore 19, nel cimitero di Caccamo, sarà ricordato Filippo Intili, segretario della Camera del Lavoro, ucciso dalla mafia il 7 agosto del 1952.

Negli anni ‘50,  Filippo Intili provò a trasformare Caccamo, dove dominava il capomafia don Peppino Panzeca, in un pezzo di Repubblica italiana, dove vigessero i principi e i valori della Carta costituzionale da poco approvata. La mafia e la cattiva politica glielo impedirono, assassinandolo in maniera feroce il 7 agosto 1952 a Piano Margi. Dopo anni di silenzi, grazie all’impegno coraggioso di Vera Pegna e di un gruppo di giovani di Caccamo, sostenuti dall’allora sindaco Andrea Galbo e dalla Cgil, in collaborazione con i familiari, dal 2014 Filippo Intili ha una tomba nel cimitero di Caccamo, un cippo a Piano Margi e viene ricordato ogni anno, insieme a Giorgio Comparetto e a Mico Geraci.

Francesco Guccini, dalle osterie all’anarchia: il maestrone che ha fatto cantare le generazioni

Francesco Guccini

di Emilio Marrese

E’ morto a 86 anni. Storia del cantautore nato sugli Appennini che ha cambiato la musica a partire dall’Avvelenata, mescolando citazioni colte, politica e poetica della nostalgia

Bologna – Gli eskimi non usciranno più dai guardaroba, il vino non rientrerà nei fiaschi e le osterie non riapriranno.Francesco Guccini se n’è andato e se si vuole ora ripercorrere la sua storia va cercata, più che qui, nelle sue canzoni, perché è lì che l’ha messa e si è raccontato per tutta la vita. La sua discografia è stata una lunga autobiografia, così generosa di dettagli da chiamare un album come suo zio, Amerigo, e indicare perfino la residenza, che tempi quei tempi: via Paolo Fabbri 43, dove oggi arriveranno pellegrini fiori calici sigarette e versi, perché - anche se il Maestrone non ci viveva da un pezzo - quello sarà sempre il suo indirizzo nella mappa dell’anima musicale italiana.

Il ritorno a Pàvana

mercoledì, agosto 05, 2026

U filurussu. La classe operaia del cantiere navale di Palermo di Giuseppe Romancini


Navarra Editore, 2026 - In questo attento e minuzioso lavoro, l’autore ripercorre, attraverso le testimonianze dei diretti protagonisti, la storia del Cantiere Navale di Palermo nei suoi 130 anni di fiorente attività, frutto di lotte e conquiste sindacali.

Gaetano Celauro

U filurussu. La classe operaia del cantiere navale di Palermo di Giuseppe Romancini(Navarra Editore, 2026) parla de “Il Cantiere”, così denominato per eccellenza e per antonomasia, ovvero il Cantiere navale di Palermo, che è stato ed è ancora una delle massime espressioni dell’industria navalmeccanica dell’intero Mediterraneo.

Giuseppe Romancini, che ha ricoperto nel tempo importanti incarichi sindacali, ex segretario Filtea, Fiom e Spi, ed è oggi alla presidenza di Auser Sicilia, già autore di diverse pubblicazioni

Viene prima il programma e poi le primarie oppure prima le primarie, affidando a chi le vince il compito di determinare anche il programma?


Viene prima il programma e poi le primarie oppure prima le primarie, affidando a chi le vince il compito di determinare anche il programma?

È questo il dilemma che sembra tormentare lo schieramento di opposizione e che oggi contrappone Elly Schlein a Giuseppe Conte, dopo che il leader del Movimento 5 Stelle ha ribadito la propria contrarietà all’invio di altre armi all’Ucraina e ha proposto di affidare alle primarie anche la scelta della linea politica su questo punto. 

martedì, agosto 04, 2026

A Pesaro mentre i rider si disconnettevano dal sistema, i compensi sono schizzati in alto in automatico. Nidil e Filt: “Le piattaforme sfruttano i lavoratori”


Una settimana fa i rider di Pesaro si sono fermati per due ore di sciopero. Tutti disconnessi e braccia incrociate. Dopo nemmeno mezz’ora, è successo il miracolo: il compenso per una consegna è schizzato da 3 a 17 euro, così, d'emblée, in tempo reale. Lo ha deciso in maniera autonoma e automatica l’algoritmo, che si è comportato come un vero caporale digitale: se non trova lavoratori su piazza, alza le tariffe.

L’ALGORITMO DECIDE

Questo dimostra che il destino dei ciclofattorini è in mano all’algoritmo, che questo agisce senza l’intervento umano, che ciò che decide non è ineluttabile, che il lavoro dei rider è essenziale e che le piattaforme fanno affari sfruttando i lavoratori con paghe da fame.

Andrea Raia, domani 82° anniversario dell’uccisione del dirigente sindacale di Casteldaccia. Cgil: “Provò ad attuare i principi elementari di giustizia sociale. Battaglia che continuiamo nel suo nome”


Palermo 4 agosto 2026 - Domani la Cgil Palermo assieme ai familiari ricorda Andrea Raia, il primo sindacalista ucciso dalla mafia 82 anni fa. Alle 10 ci sarà un raduno in via Andrea Raia, dove sarà ricordato l’impegno del segretario della Camera del Lavoro di Casteldaccia, e alle 11 la deposizione di una corona al cimitero comunale. Quello di Andrea Raia fu il primo delitto mafioso del secondo dopoguerra in provincia di Palermo. 

Era membro, per conto del Pci, della commissione comunale per il controllo dei granai del popolo. Ben presto entrò in contrasto con l’amministrazione comunale. Ebbe anche l’incarico di distribuire equamente i risarcimenti dello Stato alle famiglie dei giovani morti in guerra. Fu ucciso perché si opponeva alle speculazioni e alle ruberie. Venne colpito a morte la sera del 5 agosto 1944 davanti alla sua abitazione, mentre rincasava. 

lunedì, agosto 03, 2026

“Il prestigio di un riconoscimento nazionale dedicato alle eccellenze femminili”: Premio Mimosa d’Oro 2026, XXXV edizione


Silvia Lotti
Giunto alla XXXV edizione, il Premio Mimosa d’Oro si conferma tra i più autorevoli riconoscimenti nazionali dedicati alla valorizzazione delle eccellenze femminili. Nella cornice del Teatro Panoramica dei Templi di Agrigento, la manifestazione promossa dal Centro Artistico Culturale Editoriale “Renato Guttuso” di Favara ha premiato donne che, con il proprio impegno professionale e civile, rappresentano esempi di competenza, responsabilità e servizio alla collettività.

La cerimonia di consegna si è svolta ieri sera, al Teatro Panoramica dei Templi di Agrigento, con la platea gremita in ogni ordine di posto. Presenti le massime autorità civili e militari della provincia, a testimonianza della rilevanza istituzionale e culturale dell’iniziativa. Hanno preso parte alla manifestazione il Prefetto Vicario di Agrigento Elisa Vaccaro, il Questore Tommaso Palumbo, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza Gabriele Baron, il Vice Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri Vincenzo Bulla, il Comandante in II della Capitaneria di Porto Stefano Varone, Gilberto Marchese Ragona, Capo di Gabinetto Vicario dell’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e amministratori dei Comuni di Agrigento e Favara.

domenica, agosto 02, 2026

Corleone, va in pensione l’ispettore della Polizia di Stato Nino Melita. Sua l’operazione investigativa che riuscì a recuperare il corpo del sindacalista Rizzotto dalle viscere di Rocca Busambra

L’ispettore di P.S. Nino Melita

Intervista di DINO PATERNOSTRO

Dal primo agosto l’ispettore della Polizia di Stato Nino Melita ha lasciato il servizio attivo, dopo una onorata carriera, ed è stato collocato in pensione. L’abbiamo incontrato per ripercorrere le linee fondamentali della sua carriera, iniziata nel 1989 a Palermo e conclusa il 31 luglio 2026 a Corleone. 

Nino è figlio di Biagio Melita, anch’egli un poliziotto per tanti anni in servizio a Corleone. C’era anche lui la sera del 14 maggio 1964 in cortile Mangiameli quando polizia e carabinieri arrestarono la “primula rossa” di Corleone in casa di Leoluchina Sorisi. Ed era stato lui nel 1963 a riconoscere Totò Riina arrestato ad un posto di blocco. 

Dice adesso Nino Melita: “Nel 1989, insieme ad altri colleghi, sono stato assegnato alla Questura di Palermo, dopo il fallito agguato mafioso contro il giudice Giovanni Falcone, avvenuto il 21 giugno 1989 su una scogliera all’Addaura, vicino a Palermo, per potenziare la scorta al giudice. Conosciuto il dott. Falcone. Ho avuto modo di istaurare un rapporto fraterno con Vito Schifani, Vincenzo Li Muli - periti nella strage di Capaci - ed Antonio Vullo, l’unico poliziotto che in quell’attentato si è salvato. Due anni dopo sono stato assegnato a Corleone”. 

Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, è intervenuto questa mattina in Piazza Medaglie d'Oro dopo il minuto di silenzio in memoria delle vittime della strage alla stazione del 2 agosto 1980


Di seguito il discorso pronunciato.

“Care cittadine e cari cittadini.

Autorità civili e militari presenti, sindaci e sindache, amministratori e amministratrici venute e venuti da ogni parte d’Italia con i vostri gonfaloni e le vostre fasce tricolori. Grazie per la vostra numerosa partecipazione. Staffette della memoria e rappresentanti delle associazioni, rappresentanti delle scuole, genitori: grazie, grazie di essere qui con noi oggi da ogni parte di Bologna e  d’Italia.
Quest’anno più che mai, un’enorme partecipazione è un segnale che fa bene alla nostra Democrazia.

Sono da poco passate le 10.25 del mattino.

Da quarantasei anni, ogni anno, la nostra città si ferma. È un atto che rinnoviamo, in memoria delle ottantacinque persone che quel sabato di agosto non sono più tornate a casa, dei 216 feriti e dei loro familiari, che da allora portano avanti — con una dignità e una tenacia che questa città non dimenticherà mai — una battaglia che non è solo loro ma è di tutti noi.

A voi, familiari, va il nostro più commosso GRAZIE.

La dichiarazione del Presidente Mattarella nel 46° anniversario della strage della Stazione di Bologna


Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

«Il segno profondo impresso dalla strage del 2 agosto 1980 alla stazione ferroviaria di Bologna è inciso nella storia repubblicana e nella coscienza degli italiani.

Il dolore infinito per tante vittime inermi, donne, uomini, bambini; la commozione per lo strazio e i patimenti dei familiari; lo sgomento per la distruzione portata nel centro della vita civile della città e dell’intera nazione si rinnovano oggi, come in ogni giorno di ricorrenza.

sabato, agosto 01, 2026

Le quattro menzogne delle destre sulla crisi di Ceuta


La campagna scatenata dai sovranisti sul governo socialista spagnolo è stata costruita su una serie di fake news

In poche ore la crisi dei migranti a Ceuta è stata trasformata dalle destre europee, dalla Casa Bianca, dal Cremlino e dal governo Meloni in un formidabile strumento di propaganda e sciacallaggio politico culminato nella decisione dell’Italia di sospendere il trattato di Schengen con la Spagna. L’operazione è stata scientificamente costruita sulla base di presupposti fattualmente falsi. Repubblica ve li propone in questo fact-checking.

1) “L’arrivo di migliaia di migranti a Ceuta è una minaccia all’integrità delle frontiere dell’Unione europea” - FALSO

venerdì, luglio 31, 2026

La violenza degli orfani


di Giuseppe Savagnone 

In nome della sicurezza

«Chi aggredisce, chi rapina, chi devasta deve pagare sempre, anche se ha 15 o 16 anni», ha detto la premier Giorgia Meloni in un videomessaggio, per spiegare il senso del ddl con cui il 23 luglio scorso il governo ha modificato l’articolo 98 del Codice penale, introducendo la presunzione della capacità di intendere e di volere per i ragazzi tra i 14 e i 18 anni. Ci sono «ragazzi che pensano di poter fare come vogliono perché sanno che tanto non accadrà loro nulla», per via della loro minore età.

Obiettivo, fronteggiare quello che, secondo la percezione della maggioranza degli italiani, è il dilagare delle baby gang, gruppi criminali di giovanissimi, spesso solo adolescenti, dediti ad azioni violente, di solito nei confronti di coetanei, troppo a lungo sottovalutati a causa della loro età. Rispondendo così a un bisogno di sicurezza che sembra avere un ruolo decisivo anche ai fini del consenso, in vista della ormai prossima scadenza elettorale.

IL LIBRO. Una studiosa dei miti dell'Isola riprende la ricostruzione di Butler spostando a Levanzo la grotta di Polifemo

Mosaico romano del III secolo avanti Cristo conservato al Museo del Bardo di Tunisi raffigurante Ulisse legato per resistere alle sirene

DI
GIACOMO PILATI

Il mare che giunge fino al Castello. Una fuga di blu impennata dalla rocca di Santa Caterina. Un tocco che spezza il respiro. Un miraggio che la luce accelera fino a sfiorare più in alto il cielo. Con tutto quel blu che precipita poi improvviso sulle calette di Favignana. E poi si adagia quieto su approdi che galleggiano quieti su orizzonti circolari. Marettimo alle spalle, Levanzo di fronte, Trapani lontana a definire la cornice spuntata dal profilo di Erice. 

Per lo scrittore vittoriano Samuel Butler una suggestione. Una rotta destinata a sovvertire i luoghi dell'Odissea. A rigenerare il mito sullo sfondo di una inedita narrazione topografica. Non convinto della ambientazione greca del poema, Butler, che aveva già firmato a Londra diversi romanzi di successo, cominciò a cercare sulle carte i luoghi più corrispondenti alla descrizione omerica. Prima però si convinse che l'autore dovesse essere una donna, una tesi accreditata secondo i suoi studi da una spiccata sensibilità e una profonda empatia verso le protagoniste femminili e una scarsa conoscenza del mondo marinaro. 

L'ASP DI PALERMO POTENZIA LA DIAGNOSTICA MATERNO-INFANTILE: TRE NUOVI ECOGRAFI DI ULTIMA GENERAZIONE PER GLI OSPEDALI DI CORLEONE, PARTINICO E PETRALIA SOTTANA


CONSEGNATE E COLLAUDATE LE NUOVE APPARECCHIATURE DESTINATE ALLE UNITÀ OPERATIVE DI OSTETRICIA E GINECOLOGIA

PALERMO 31 LUGLIO 2026 – Prosegue il piano di ammodernamento delle tecnologie sanitarie dell'ASP di Palermo. Sono stati consegnati e collaudati tre nuovi ecografi di ultima generazione destinati alle Unità Operative di Ostetricia e Ginecologia degli ospedali di Corleone, Partinico e Petralia Sottana. Le nuove apparecchiature, dotate di moduli Doppler, Color Doppler e tecnologia 3D ad alta risoluzione, consentono un significativo salto di qualità nell'attività diagnostica dell'area materno-infantile, garantendo immagini di elevata definizione e una maggiore accuratezza nell'individuazione delle patologie ostetriche e ginecologiche.

LA LEZIONE ATTUALISSIMA DI ROCCO CHINNICI


Dalla grande penna di Piero Melati, che ci lasciati quasi un anno fa, riproponiamo questo bellissimo ritratto del papà del pool antimafia, scritto tre anni fa in occasione del quarantesimo anniversario della strage di via Pipitone Federico


di PIERO MELATI

La Sicilia è cambiata. Ma, nello stesso tempo, in certe cose, non è cambiata affatto. Un paradosso, un ossimoro. Mentre si vince, anche si perde. Sono trascorsi quarant’anni dalla strage di via Pipitone Federico, provocata da una autobomba armata di 75 chili di tritolo, che oltre al consigliere istruttore del tribunale di Palermo costò la vita al maresciallo Mario Trapassi, all’appuntato scelto Salvatore Bortolotta, al portiere dello stabile Stefano Li Sacchi, provocando altri 17 feriti, tra cui l’allora autista del magistrato Giovanni Paparcuri, sopravvissuto per miracolo ma portando tuttora i segni dell’esplosione. Tanta fu la potenza del “botto” che il tettuccio della Fiat 126 usata per l’attentato venne ritrovato nel pozzo di luce in cima a un palazzo di via Villa Sperlinga 21, alto 26 metri e distante 12 dal luogo del massacro. A Villa Sperlinga, dunque. Una coincidenza macabra, tragica e sciasciana. 

giovedì, luglio 30, 2026

CORLEONE, 4° TORNEO DI CALCIO DELLE CONFRATERNITE


Il calendario
Tutto pronto per l'edizione 2026 del Torneo delle Confraternite.

L'evento organizzato dalla Laicosport ha ottenuto l'inserimento nel calendario dell'estate corleonese grazie al patrocinio della Città di Corleone che sostiene l'iniziativa. Quest'anno le partite del torneo si terranno nel Centro Sportivo Don Bosco di via Bernardino Verro con l'obbiettivo di rivalutare la struttura e animare il cuore della città e il centro storico durante l'estate.

Con il consueto spirito da torneo amatoriale scenderanno in campo le squadre delle confraternite con la partecipazione straordinaria della squadra del Corpo Musicale Pietro Cipolla.

In libreria il nuovo volume di Umberto Santino “La mafia finanziaria, accumulazione illegale e complesso militare-digitale” per le edizioni Di Girolamo


Umberto Santino

Umberto Santino è nuovamente nelle librerie col volume “La mafia finanziaria, accumulazione illegale e complesso militare-digitale” per le edizioni Di Girolamo. 

Lo scritto che apre il volume, pubblicato nel 1986, voleva essere un contributo a una ridefinizione dell'analisi del crimine organizzato, legandolo a un contesto che mostrava segni di mutamento, non adeguatamente colti e studiati. Alla finanziarizzazione dell'economia si affiancava quella delle mafie, con la lievitazione dell'accumulazione illegale e un ruolo crescente nel mercato mondiale. Il contesto attuale è profondamente mutato, il finzancapitalismo si coniuga con l'economia di guerra, legata ai conflitti in corso, con le innovazioni tecnologiche, come l'Intelligenza artificiale, con un potere che mira a sfuggire a ogni controllo e assume sempre di più forme autoritarie. Una crisi della democrazia o una crisi di civiltà? «Non ho bisogno del diritto internazionale, la mia moralità, la mia mente è l'unica cosa che può fermarmi»:

35° Premio Mimosa d’Oro, al Teatro Panoramica dei Templi uno degli appuntamenti culturali più prestigiosi dell’estate siciliana dedicato alle donne che cambiano il mondo


di Toto Arancio

La XXXV edizione del Premio Mimosa d’Oro conferma ancora una volta la propria missione: rendere omaggio a donne che, attraverso il loro lavoro, il loro talento e il loro impegno quotidiano, rappresentano autentici modelli di responsabilità, competenza e speranza. Un’edizione che si preannuncia particolarmente significativa, nel segno dell’impegno civile, della cultura, della solidarietà e della valorizzazione delle eccellenze femminili.

Appuntamento domenica 2 agosto 2026, alle ore 20:30, nello straordinario scenario del Teatro Panoramica dei Templi, dove si svolgerà la XXXV edizione del Premio Mimosa d’Oro, promosso dal Centro Artistico Culturale Editoriale “Renato Guttuso” di Favara, presieduto da Lina Urso Gucciardino.

In ricordo di Nicola Cipolla: la giustizia sociale e la visione ecologista

Nicola Cipolla

“Il 30 luglio ricorre il nono anniversario della scomparsa di Nicola Cipolla, figura di primo piano della sinistra siciliana e nazionale.
Antifascista e protagonista con Cesare Sessa della riapertura della Camera del Lavoro di Palermo, subito dopo la Liberazione, insieme a personaggi come Pio La Torre ed Emanuele Macaluso, Cipolla è stato uno dei protagonisti assoluti delle battaglie democratiche del Novecento in Sicilia, lasciando un’eredità politica e morale di straordinaria attualità”, ricordano il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo, il presidente ANPI Palermo Ottavio Terranova, e il responsabile dipartimento Memoria e archivio storico della Cgil Palermo Dino Paternostro.
 

La lotta al fianco del movimento contadino

LA PREVENZIONE NON VA IN FERIE, AD AGOSTO SCREENING ONCOLOGICI SENZA PRENOTAZIONE: MAMMOGRAFIA, PAP TEST, HPV TEST E DISTRIBUZIONE DEL SOF TEST

Il PTA Enrico Albanese

L'ASP DI PALERMO APRE LE PORTE DEL PTA ENRICO ALBANESE PER UN MESE DI OPEN DAY DEDICATI ALLA DIAGNOSI PRECOCE

PALERMO 30 LUGLIO 2026 – Ad agosto la prevenzione non va in ferie. Per favorire l'adesione ai programmi di screening oncologico, l'ASP di Palermo organizza per tutto il mese un calendario di Open day ad accesso libero al PTA Enrico Albanese di via Papa Sergio I, dove sarà possibile effettuare gratuitamente gli esami di prevenzione o prenotare quelli previsti dai programmi di screening del Servizio sanitario regionale, senza necessità di prenotazione: mammografia per donne 50-69 anni di età (da effettuarsi ogni 2 anni); Pap test donne 25-29 anni (ogni 3 anni); HPV test donne 30-64 anni ogni 5 anni); Sof test (ricerca del sangue occulto nelle feci) donne ed uomini 50-69 anni (ogni 2 anni). 

L'iniziativa è stata programmata per offrire ai cittadini un'opportunità in più proprio nel periodo estivo, quando gli impegni quotidiani si riducono e diventa più semplice dedicare qualche ora alla tutela della propria salute. L'obiettivo è incrementare l'adesione agli screening per il tumore della mammella, del colon-retto e del collo dell'utero, strumenti fondamentali per la diagnosi precoce.