domenica, febbraio 22, 2026

Mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo: “Nel Mediterraneo l’ennesima strage – non è una tragedia! – consumatasi nel più assoluto silenzio gridato da precise scelte politiche”

Mons. Corrado Lorefice

Messaggio dell'Arcivescovo di Palermo Mons. Corrado Lorefice a Mediterranea Saving Humas nel giorno in cui a Trapani si commemorano i migranti morti negli ultimi giorni nell'indifferenza generale

Carissime e Carissimi tutti,

sono sinceramente dispiaciuto di non poter prendere il largo con voi ad accarezzare le martoriate acque del Mare Nostro ancora scosse e scandalizzate dall’ennesima strage – non è una tragedia! – consumatasi nel più assoluto silenzio gridato da precise scelte politiche – di ieri e di oggi –, colpevolmente dimentiche dei diritti inalienabili dell’essere umano, in violazione del diritto internazionale e delle convenzioni sul soccorso. Tutti Vi abbraccio fraternamente e di vero cuore! Il Vostro oggi – a seguito dei naufragi avvenuti nel Canale di Sicilia durante e dopo  il ciclone “Harry”, che hanno causato circa mille dispersi –  è un segno forte e prezioso, un richiamo chiaro a sconvolgere il silenzio e a svegliare il sonno degli occhi di noi tutti, narcotizzati da scelte politiche che pianificano l’oblio di quanti continuano ad attraversare il mare in cerca di vita, di libertà, di pace, forti del diritto di ogni uomo e di ogni donna alla mobilità.

Progetto aeroporto del Mediterraneo, il Ceo: «Pronto fra due anni e mezzo a Milazzo»

 


«Se tutto va come previsto l’aeroporto Intercontinentale del Mediterraneo, progettato dalla nostra società «La Sciara Holding LTD & Partners», che dovrebbe sorgere tra Milazzo, Merì e Barcellona Pozzo di Gotto, vedrà l’inaugurazione e il primo volo tra due anni e mezzo».

Lo dice il Ceo della società, Fabio Bertolotti che ha comunicato di aver depositato tutta la documentazione tecnica e amministrativa necessaria all’avvio formale dell’iter istruttorio del Project Finance per l’aeroporto della Valle del Mela nel Messinese.

sabato, febbraio 21, 2026

E se il metodo del governo Milei si rivelasse un boomerang contro la stessa Argentina?

Le manifestazioni in Argentina 

Il presidente Milei
GAETANO MANNINA

Penso che il metodo Milei possa rivelarsi un boomerang proprio per gli obiettivi che si prefigge.

Il Rischio dell'Incertezza Politica e il Monitoraggio Internazionale

Un aspetto cruciale, spesso sottovalutato dai sostenitori dell'ultraliberismo "muscolare", è che il capitale è codardo: gli investitori internazionali non cercano solo tasse basse o licenziamenti facili, cercano soprattutto stabilità e certezza del diritto.

 * Leggi precari, investimenti precari:

Se una riforma viene approvata tra scontri di piazza, scioperi generali e senza il consenso delle parti sociali, ogni investitore sa che quella legge potrebbe essere cancellata o stravolta dal governo successivo o dichiarata incostituzionale dai tribunali. Questo genera un clima di "attesa" che blocca i capitali anziché attirarli.

 * Il rischio del modello "Totalitario":

REFERENDUM DEL 22-23 MARZO: LE RAGIONI DELLA MIA MOTIVATA E CONVINTA SCELTA DI VOTARE NO

di Giuseppe Lumia

La competizione elettorale sul referendum costituzionale intorno alla separazione delle carriere dei magistrati è entrata nel pieno della contesa. Anch’io ricevo molte richieste per esprimere la mia valutazione e il mio giudizio. 

A quanti in particolare mi sollecitano a dare una mano nella comprensione della strategia di fondo che ha mosso il Governo a procedere surclassando il Parlamento e rifiutando qualunque emendamento, propongo questa chiave di lettura.

Anche in Italia abbiamo una destra che vuole spostare l’asse del potere verso l’esecutivo, a discapito del legislativo, e con questa riforma anche del giudiziario.

IPERLIBERISMO. Argentina, passa la riforma del lavoro di Milei: turni fino a 12 ore, ferie frazionate a periodi di 7 giorni

Le proteste davanti al Congresso (Ansa/Epa)

di  Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Via libera della Camera al progetto che riscrive le regole del lavoro in vigore dal 1974, con banca ore, nuove norme sui licenziamenti e meno tutele per le piattaforme digitali. Sciopero generale e scontri davanti al Congresso

Se si guarda alle radici ideologiche del governo, l’esito dell’ultimo voto alla Camera argentina non sorprende. L’ultraliberismo ha un faro chiaro: il profitto prima del benessere dei lavoratori, la flessibilità prima delle tutele, il mercato prima del patto sociale. Dunque, la riforma del lavoro voluta dal presidente Javier Milei ne è una traduzione concreta e senza troppi filtri.

Nel cuore di una crisi economica che dura da anni, Buenos Aires ha infatti approvato una revisione profonda del regime del lavoro in vigore dal 1974. Il progetto è passato alla Camera con 135 voti favorevoli e 115 contrari, dopo una maratona parlamentare di quasi dieci ore, e ora tornerà al Senato per il via libera definitivo dopo le modifiche introdotte dai deputati. Una maggioranza costruita grazie al sostegno di settori dell’opposizione «dialogante» ha consentito al governo di portare a casa uno dei pilastri della sua agenda economica. 

La giornata fino a dodici ore e il lavoro che cambia forma

venerdì, febbraio 20, 2026

Il piano Amap per riprendere il controllo dell’acqua allo Zen


Davide Ferrara

Una ricognizione puntuale della rete idrica stradale, verifiche sul campo, estensione delle condutture e la realizzazione degli allacci regolari per le utenze: è il piano operativo proposto da Amap al tavolo del Comitato per l’ordine e la sicurezza coordinato dal prefetto Massimo Mariani con il quale la società Acquedotto punta a riprendere il controllo della rete idrica allo Zen 2, finora gestita dalla mafia. 

Un sistema che negli anni ha garantito profitti per centinaia di migliaia di euro a Cosa nostra e alla famiglia Lo Piccolo attraverso estorsioni e minacce agli abitanti del quartiere, che altre soluzioni non avevano se non pagare l’obolo alle famiglie mafiose per ricevere l’acqua corrente. Un business illecito che le istituzioni tentano ora di smantellare partendo da un elemento chiave: la conoscenza precisa della rete di tubazioni e condutture, stratificate nel tempo in modo disordinato, che sarebbero state già in parte individuate.

A Corleone nasce la curvatura economico finanziaria nel Liceo Scientifico: accordo tra IISS Don Colletto e Banca d’Italia, un accordo innovativo per l’educazione finanziaria

Un momento della sottoscrizione dell’accordo 

di Antonio Fundarò

È un accordo innovativo quello sottoscritto a Palermo tra la Filiale regionale della Banca d’Italia e l’IISS Don Colletto di Corleone guidato dalla dirigente scolastica prof.ssa Elisa Inglima. L’intesa recepisce le finalità promosse congiuntamente dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dalla Banca d’Italia attraverso il Protocollo d’Intesa nazionale del 28 gennaio scorso.

La collaborazione rappresenta un valore aggiunto per un’importante attività di sperimentazione già avviata nel liceo corleonese e segna una novità significativa nel panorama dell’offerta formativa degli indirizzi scientifici. L’obiettivo è integrare in modo strutturato l’insegnamento dell’economia e della matematica applicata nel curricolo del Liceo Scientifico tradizionale, rispondendo a un bisogno formativo espresso dagli studenti e dalle famiglie.

Il ruolo centrale dell’IISS Don Colletto di Corleone

A CUBA L'EMBARGO AMERICANO SOFFOCA LA SANITÀ: OLTRE 32 MILA DONNE INCINTE A RISCHIO


IL MINISTRO DELLA SALUTE: «MIGLIAIA DI INTERVENTI RINVIATI, DI QUALI DIRITTI UMANI PARLANO GLI STATI UNITI DI TRUMP?»

Il blocco energetico a Cuba strema la popolazione e prelude a un’emergenza sanitaria. A lanciare l’allarme è il ministro della Salute pubblica cubano José Ángel Portal. Secondo i dati forniti dal governo, la crisi ha costretto le strutture mediche dell’isola a rinviare operazioni su operazioni. “L’inevitabile rinvio degli interventi chirurgici ha un impatto diretto su migliaia di pazienti, molti dei quali in età pediatrica. Di quali diritti umani parlano gli Stati Uniti quando il loro agire mette a rischio la vita?”.

MARINEO UN PAESE, UN SET. Corso intensivo cinematografico gratuito


Aperto ai residenti nei comuni di Marineo, Corleone, Bolognetta, Misilmeri, Cefalà Diana, Villafrati

“Marineo un paese, un set”. È questo lo spirito che anima il nuovo Corso intensivo cinematografico gratuito  promosso a  Marineo  dalla  Fondazione culturale Gioacchino Arnone, in collaborazione con la Scuola di cinema Piano Focale, diretta dal regista Giuseppe Gigliorosso.

Il progetto mira all’istituzione di un percorso concepito non solo come semplice formazione tecnica, ma come un autentico laboratorio creativo e sociale. L’obiettivo è duplice: da un lato offrire una preparazione completa sulla realizzazione di un prodotto audiovisivo; dall’altro utilizzare il linguaggio cinematografico come strumento di valorizzazione del territorio di Marineo e della memoria del dottor Gioacchino Arnone, figura di riferimento per la comunità locale.

giovedì, febbraio 19, 2026

Caporalato, convalidato il controllo giudiziario di Glovo


Il gip di Milano, Roberto Crepaldi, ha convalidato il provvedimento con cui la scorsa settimana il pm Paolo Storari ha disposto in via d'urgenza il controllo giudiziario nei confronti di Foodinho, la società milanese di delivery food del colosso spagnolo Glovo al centro di una indagine per caporalato. 

Secondo l'accusa sarebbero stati sfruttati 40 mila raider impiegati in tutta Italia, «lavoratori, formalmente autonomi in regime forfettario» ma «in realtà da considerarsi lavoratori dipendenti a pieno titolo: approfittando dello stato di bisogno avrebbero percepito un reddito netto annuo sotto la soglia di povertà».

Corleone costituito il comitato per il NO al referendum giustizia


Corleone, 19 febbraio 2026 - Questo pomeriggio presso la Camera del lavoro di Corleone si è costituito il comitato territoriale per il NO al referendum sulla giustizia.

Al comitato aderiscono sezione Anpi Corleone, Camera del lavoro di Corleone, Acli circolo Sant'Anna Prizzi, Federconsumatori Corleone, circolo PD di Lercara Friddi, circolo associazione di amicizia Italia Cuba Corleone, circolo Arci Prizzi, circolo PD Corleone, Vivere Slow Contessa Entellina, Città Nuove Corleone, AnimosaMente.

Estorsione e sfruttamento a dipendenti nel palermitano, imprenditore ai domiciliari


I Finanzieri del comando provinciale di Palermohanno eseguito un’ordinanza del gip che dispone gli arresti domiciliari nei confronti di un imprenditore Francesco Paolo Lombardo di 62 anni, titolare della Ortosud di Borgetto, azienda che confeziona ortaggi per la grande distribuzione, accusato di sfruttamento del lavoro ed estorsione nei confronti dei propri dipendenti.

Oltre al datore di lavoro e rappresentante legale di una società di lavorazione e confezionamento di prodotti ortofrutticoli per la grande distribuzione di Partinico è indagato anche un suo stretto collaboratore. Al centro delle indagini, coordinate dalla Procura di Palermo, un presunto sistema di abusi a danno dei dipendenti nella concessione di feriee riposi settimanale oltreché in materia di retribuzione con il pagamento di stipendi difformi rispetto ai contratti collettivi nazionali, talvolta inferiori al 50%.

martedì, febbraio 17, 2026

Attualità di San Tommaso La giustizia sociale sia guida della politica


Il
 pensiero di san Tommaso d’Aquino riveste un rilevante valore socio-politico che va ben oltre il contesto medievale in cui si è formato, offrendo categorie concettuali ancora oggi utili per la riflessione sull’uomo, sulla società e sull’organizzazione della vita politica. 

La sua visione nasce da una sintesi originale tra filosofia aristotelica e rivelazione cristiana, dalla quale emerge un’idea di politica fondata sulla razionalità, sulla giustizia e sul primato del bene comune.

Secondo san Tommaso, l’uomo è per natura un “animale sociale e politico”: tende spontaneamente a vivere in comunità, poiché solo all’interno di essa può sviluppare pienamente le proprie capacità morali, intellettuali e spirituali. La società politica non è un artificio imposto dall’esterno, ma una realtà naturale ordinata alla promozione del Bene Comune. Quest’ultimo non coincide con la somma degli interessi individuali, ma comprende tutti i beni materiali, sociali e morali necessari al pieno sviluppo dei cittadini, promuovendo un equilibrio tra diritti e responsabilità.

Qual è il ruolo del pm? Un pubblico servitore per tutelare la società


All’interno del dibattito che sta animando questa lunga vigilia elettorale in vista del referendum cosiddetto sulla “Riforma della giustizia”, senza alcuna pretesa di dirimere questioni, offriamo qualche considerazione che ci consente di chiarirci le idee e, probabilmente, di venire incontro al bisogno di tanti cittadini, desiderosi di orientarsi in una materia così delicata.

Il primo aspetto è di metodo. Di fronte a una Riforma così importante condividiamo l’idea di chi (tra gli altri, l’amico Giuseppe Savagnone) ritiene che sarebbe stato opportuno che essa fosse affrontata con la stessa saggezza con la quale è stata elaborata la Costituzione Italiana. In essa, infatti, i Padri Costituenti hanno dato spazio alle aspirazioni provenienti dalle più diverse aree (cattolica, comunista/socialista, liberale); dal confronto è nata quell’intesa che si è arricchita delle migliori esigenze di ognuna di esse. In questo modo la Costituzione è diventata luogo di unità della nazione tutta, dando spazio al benefico pluralismo dei partiti, all’impianto democratico del Parlamento, all’equilibrio di pesi e contrappesi tra i diversi poteri (legislativo, giudiziario ed esecutivo).

Una flotilla partirà per Cuba per rompere l’embargo USA Salvatore Toscano


Si chiama “Nuestra América Flotilla” la coalizione di navi che tra un mese salperà verso Cuba per rompere l’assedio statunitense. «L’amministrazione Trump — si legge nel primo comunicato ufficiale dell’iniziativa umanitaria — sta strangolando l’isola, interrompendo il rifornimento di carburante, i voli e le forniture di beni di prima necessità». 

Seguendo l’esempio della Global Sumud Flotilla, che proprio in questi giorni sta preparando una nuova spedizione a Gaza, una rete internazionale di associazioni e movimenti ha deciso di «navigare verso Cuba per portare aiuti umanitari vitali al suo popolo». Si tratta della risposta dal basso della società civile all’embargo statunitense e alle strette disposte dall’amministrazione Trump, che minaccia pesanti ritorsioni verso gli Stati intenzionati a violare commercialmente l’assedio.

Partinico, diktat del Comune «Chiudiamo la Bertolino»

La distilleria Bertolino a Partinico 

Michele Giuliano

PARTINICO

Il destino della distilleria Bertolino sembra segnato. Lo storico stabilimento di viale dei Platani dovrà chiudere entro il 30 aprile. Ma la titolare, Antonina Bertolino, annuncia il ricorso al Tar. 

Il Comune ha notificato al Gruppo Bertolino l’avvio del procedimento per la cessazione dell’attività e la revoca di tutte le autorizzazioni, per «perdurante inadempimento» rispetto alla convenzione urbanistica del 2013, che prevedeva la delocalizzazione degli impianti in contrada Bosco, in una zona all’estrema periferia della città e quindi lontana dal centro abitato. Nonostante ci sia stata la trasformazione urbanistica in zona residenziale e direzionale, come da convenzione sottoscritta tra Comune e Bertolino, la produzione industriale prosegue su viale dei Platani.

lunedì, febbraio 16, 2026

Arte contro la mafia: le opere del pittore siciliano Gaetano Porcasi in mostra a Napoli. “Il crimine si batte con la cultura”


di Lucio Luca

Da più di trent’anni il pittore siciliano realizza quadri di impegno civile: “Ho cercato di dare voce a molte persone dimenticate. I bambini, le donne, le forze dell’ordine, i magistrati e gli attivisti uccisi”

Combattere la mafia con un pennello. Impresa ardua, certo, ma spesso la cultura riesce dove inchieste e processi fanno fatica. “Basti pensare a quello che ha realizzato padre Pino Puglisi a Brancaccio – spiega il pittore siciliano Gaetano Porcasi, da più di trent’anni impegnato con le sue opere a denunciare violenza e criminalità – Lui affrontava i boss con la forza della parola e della fede, io con la mia arte”.

La pittura di Porcasi è impegno civile: “Mi sarebbe piaciuto fare il giornalista – racconta – ma dipingere per me è sempre stato più naturale. E così ho cominciato, dopo le stragi del ’92, a raccontare la mia terra con i colori. Del resto, la mia passione per la pittura nasce da quando avevo cinque anni, quando chiedevo ai miei genitori di regalarmi sempre colori e matite. Mio padre un giorno mi comprò due piccole tele, fu il dono più bello della mia vita”.

PALERMO NO MAFIA MEMORIAL: incontro con Umberto Santino e Anna Puglisi: una vita di lotta e di studio


LUOGHI/INTERVISTA Nel tratto di Via Vittorio Emanuele che unisce i Quattro Canti alla Cattedrale di Palermo, nel pieno del percorso arabo-normanno patrimonio Unesco, sorge Palazzo Gulì. Qui, nel 2018, Umberto Santino e Anna Puglisi, in accordo con Leoluca Orlando, decisero di realizzare uno spazio museale polisemantico, il NO MAFIA MEMORIAL: incontro con i fondatori Umberto Santino e Anna Puglisi

Andrea Meccia

incontro con i fondatori del NO MAFIA MEMORIAL Umberto Santino e Anna Puglisi

Andrea Meccia


Incontrare Umberto Santino e Anna Puglisi, 86 anni per entrambi, una vita insieme, vuol dire guardare negli occhi chi ha fatto dello studio e della lotta al fenomeno mafioso un pezzo di vita. Una prassi politico-civile che viene da quegli anni di piombo palermitani in cui la mafia uccideva facendo affari nei mercati della droga e dell’edilizia e le istituzioni faticavano a contrastarne il potere politico.

Anna, docente di matematica, e Umberto, funzionario pubblico e dirigente de il manifesto, si conoscono nel 1971. Ad accomunarli, il desiderio di lavorare per un mondo diverso, migliore. «Oggi, detto così» – commenta Anna – «può sembrare una banalità ma non lo è perché il mondo in cui siamo è il contrario di quello in cui speravamo». Le prime battaglie a cui aderiscono nascono nel 1968, all’indomani del terremoto del Belice. «Gran parte della popolazione del centro storico cercava casa e si trasferì dove c’era un luogo da abitare. Allora era in costruzione il quartiere Zen. Andavamo lì ogni pomeriggio.

Palermo, No mafia Memorial: incontro con il direttore Ario Mendolia

Palermo, palazzo Gulì, sede del No mafia Memorial

Ario Mendolia

LUOGHI/INTERVISTA Nel tratto di Via Vittorio Emanuele che unisce i Quattro Canti alla Cattedrale di Palermo, nel pieno del percorso arabo-normanno patrimonio Unesco, sorge Palazzo Gulì. Qui, nel 2018, Umberto Santino e Anna Puglisi, in accordo con Leoluca Orlando, decisero di realizzare uno spazio museale polisemantico: incontro con il direttore Ario Mendolia

Andrea Meccia

PALERMO. Nel tratto di Via Vittorio Emanuele che unisce i Quattro Canti alla Cattedrale di Palermo, nel pieno del percorso arabo-normanno patrimonio Unesco, sorge Palazzo Gulì. Qui, nel 2018, Umberto Santino e Anna Puglisi, in accordo con Leoluca Orlando, sindaco della città al quinto mandato, decidono di realizzare il No mafia Memorial, uno spazio museale polisemantico.

Ario Mendolia, cosa vuol dire visitare oggi il No Mafia Memorial da lei diretto? 

Vivere un’esperienza di memoria, non solo culturale.

Con quale intento nasce il museo?

Restituire memoria agli eventi più lontani nel tempo e a tutte le vittime, non solo a quelle più note. La tendenza generale ci porta su Falcone e Borsellino. È un fenomeno fisiologico. Ma la storia della mafia è più complessa.

LETTERA APERTA AL MONDO: Da Cuba, una donna denuncia il crimine che nessuno vuole vedere: “Affinché il mondo sappia che a Cuba non c'è una crisi. C'è un CRIMINE”


All'umanità intera, alle madri del mondo, ai medici senza frontiere, ai giornalisti con dignità, ai governi che credono ancora nella giustizia:

Il mio nome è come quello di milioni di altre persone. Non ho cognomi famosi né cariche importanti. Sono una cubana comune. Una figlia, una sorella, una patriota. E scrivo questo con l'anima straziata e le mani tremanti, perché quello che oggi vive il mio popolo non è una crisi. È un omicidio lento, calcolato, freddamente eseguito da Washington.

E il mondo guarda dall'altra parte.

DENUNCIA PER I MIEI NONNI:

Denuncio che a Cuba ci sono anziani che muoiono prematuramente perché il blocco impedisce l'arrivo di farmaci per il cuore, la pressione e il diabete. Non è una questione di mancanza di risorse. È un divieto deliberato. Le aziende che vogliono vendere a Cuba vengono multate, perseguitate, minacciate. I loro governi tacciono. E nel frattempo, un nonno cubano stringe il petto e aspetta. La morte non avvisa. Il blocco sì.


DENUNCIA PER I MIEI BAMBINI:

Sanità in Sicilia. Centro ricerca di Ismett a Carini, ad aprile il bando


Per la nuova struttura che sorgerà nel palermitano primo appalto da 348 milioni. Previsto l'inizio dei lavori a novembre, completamento a dicembre del 2029

Nino Amadore

PALERMO - Gara ad aprile, inizio lavori a novembre, consegna dell'opera a dicembre 2029. Sono i punti salienti del crono-programma per la costruzione a Carini, in provincia di Palermo, del nuovo centro di ricerca di Ismett, l'Istituto mediterraneo per i trapianti e le terapie ad alta specializzazione, nato dalla partnership tra la Regione Siciliana, attraverso l'Arnas Civico di Palermo, e Upmc (University of Pittsburgh Medical Center), con il coinvolgimento della Fondazione Ri.MED, istituita dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con lo scopo di promuovere, sostenere e condurre progetti e programmi di ricerca nel campo delle biotecnologie. Ribattezzato per comodità Ismett 2, il nuovo centro è molto atteso e rappresenta uno dei principali interventi sanitari nel Mezzogiorno.

VECCHIO E NUOVO SI COMBATTONO IN CORSO DEI MILLE A PALERMO


GIOVANNI BURGIO

Due arresti per estorsione

A Palermo, giovedì 5 febbraio, Giuseppe e Giusto Vernengo sono stati arrestati perestorsione e violenza privata esercitati con metodo mafioso.

I due, padre e figlio, portano un cognome pesante nella storia di Cosa Nostra palermitana. Infatti sono imparentati con i fratelli Antonino e Pietro Vernengo, due personaggi, oggi deceduti, che negli anni ottanta hanno ricoperto un ruolo importante nella seconda guerra di mafia a fianco dei corleonesi. Entrambi erano gestori di una raffineria di droga in via Messina Marine, e Pietro Vernengo, ergastolano condannato al maxiprocesso, nel 1991 si rese artefice di una rocambolesca fuga dall’ospedale Civico di Palermo.

La famiglia mafiosa di appartenenza dei Vernengo è quella di S. Maria di Gesù, il territorio dove svolgono i loro affari è quello di Corso dei Mille. È proprio in questa zona a est della città che un imprenditore edile, impegnato nella costruzione di un edificio pubblico, dopo anni di minacce e vessazioni,a gennaio 2026 ha deciso di denunziare Giuseppe e Giusto Vernengo.

La storia ha inizio nel 2017 quando il giovane Giusto non solo impedisce l’entrata dei camion nel cantiere posteggiando alcune macchine di traverso, ma minaccia di “non fare lavorare la ditta a Palermo”. Passa qualche anno e nel febbraio 2022, essendosi ripetuta la medesima azione ostruttiva al cantiere, l’imprenditore chiama i vigili per far rimuovere le auto. La reazione rabbiosa di Giusto Vernengo si materializza immediatamente in aggressioni verbali e con un violento schiaffo. 

domenica, febbraio 15, 2026

Il maxiprocesso, 40 anni dopo. La migliore eredità: uscire dall’emergenza

L'aula bunker

PALERMO 1986 - 2026 Cosa resta, tra storia, politica e memoria, del più grande colpo giudiziario alla mafia

Vincenzo Scalia

Quarant’anni fa iniziava il maxiprocesso alla mafia. Un evento storico, che segnò lo spartiacque in merito al contrasto alla criminalità organizzata, non soltanto sul piano giudiziario-penale, ma anche sul terreno delle rappresentazioni collettive e della declinazione della cultura della legalità. Quattro decenni dopo, si rende necessaria una riflessione critica sulle eredità, positive e negative, di quella esperienza, alcune delle quali sono ancora presenti nella società italiana.

’U maxi 40 anni dopo, Di Lello: «Un successo ma anche un’illusione»

L’aula bunker di Palermo nel giorno della sentenza

PALERMO 1986 - 2026 Il giudice del pool che, con Falcone e Borsellino, istruì il processo: «La mafia ha perso. E già dicevamo che non bastano i tribunali. Se ne sono dette tante, ma la verità è semplice: fu un’indagine fatta come si deve»

Mario Di Vito

A Palermo, del 10 febbraio del 1986, un lunedì, ricordano soprattutto la pioggia che bagnava l’astronave di cemento e vetro costruita in sei mesi al carcere dell’Ucciardone: l’aula bunker messa su per ospitare 400 imputati di mafia nelle apposite gabbie in quello che poi sarebbe diventato famoso con il nome di «maxiprocesso». Per gli amici (e i nemici): il maxi. O meglio,’u maxi. Presidente Alfonso Giordano, a latere Pietro Grasso. I pm d’aula erano Giuseppe Ayala e Domenico Signorino. La prima udienza fu tecnica: molte eccezioni. E qualche colpo di teatro: Pippo Calò con il famoso cappotto sulle spalle, Luciano Liggio che chiede di poter seguire le udienze «in compagnia», qualcuno dà di matto, un altro ingoia chiodi, c’è chi si cuce le labbra.

La rete idrica dei Lo Piccolo. Così a Palermo i boss si sono presi lo Zen


Davide Ferrara

Le condutture corrono sotto lo Zen 2 come vene scoperte. Entrano ed escono dai muri, attraversano i padiglioni, raggiungono ogni abitazione. Sono tubi marci, rattoppati, spesso sostenuti da staffe in ferro ormai consumate: la sensazione è che basterebbe sfiorarli perché si sgretolino. Attorno, aggrovigliati, centinaia di fili elettrici degli allacci abusivi si attaccano ai pochi contatori ufficiali. 

È qui, nel sottosuolo, che la mafia controlla il quartiere. Dove prende forma la rete idrica parallela che alimenta autoclavi e cisterne delle abitazioni, come aveva già spiegato il Giornale di Sicilia. Non è una rete pubblica. Non è gestita dall’Amap. È un sistema costruito negli anni e controllato dalla mafia, che si fa pagare per erogare l’acqua corrente.