mercoledì, febbraio 11, 2026

A Palermo il 40° del maxiprocesso è stato ricordato col documentario di Pasquale Scimeca, scritto con la penna di Enrico Bellavia. Una testimonianza civile di alto livello, che ha coinvolto tanti giovani studenti


Nel giorno esatto del 40° anniversario dall’inizio del #Maxiprocesso, il documentario di Pasquale Scimeca — scritto con la penna lucida di  Enrico Bellavia e fortemente sostenuto da Legacoop Sicilia— ha smesso di essere un’opera cinematografica per farsi testimonianza civile, accolta da una sala stracolma di giovani pronti a riscoprire le radici della propria libertà.

​Sotto la guida di Silvia Francese di Coopculture, la memoria è diventata un dialogo vivo tra generazioni. Al tavolo dei relatori, le riflessioni del Sostituto Procuratore Antonio Balsamo, del Presidente del Tribunale di Palermo Piergiorgio Morosini e dell'ex Sostituto Procuratore Leonardo Agueci hanno restituito il senso profondo della giustizia, accanto alle  riflessioni dell'avvocato Nino Caleca  e alla preziosa testimonianza dell'avvocato Stefano  Giordano, figlio di quel Presidente che, nel 1986, ebbe il coraggio e la fermezza di guidare la Corte nell'aula bunker.

DDL ENTI LOCALI, I FRANCHI TIRATORI TENGONO BANCO: SI SALVA LA RAPPRESENTANZA DI GENERE AL 40%


Fabiana Mascolino

L’avventura a Sala d’Ercole del ddl Enti locali si appresta alle battute finali. Si apre l’ultima settimana utile per approvare il disegno di legge.

Il sipario è calato sulla seduta odierna poco prima dell’esame dell’articolo 10, la digitalizzazione degli archivi documentali degli uffici tecnici comunali della Regione. Un traguardo è certamente da sottolineare: il recepimento della norma nazionale che prevede la rappresentanza di genere fissata al 40% all’interno delle giunte comunali.Una norma di buon senso, così come definita da più deputati, dal centrodestra al centrosinistra, che sarà applicata a partire dalla prossima tornata elettorale.

Finalmente – festeggiano le deputate dell’Assemblea regionale – la Sicilia si adegua ad una norma nazionale che prevede la presenza di genere nelle giunte comunali con la soglia pari al 40% per ciascun sesso rappresentato.

L’INTERVISTA. Orlando: “Con il maxi processo, da capitale della mafia Palermo diventò capitale dell’antimafia”

Leoluca Orlando (foto di Mike Palazzotto) 

di FABRIZIO LENTINI

Intervista al sindaco della Primavera: “Non mi accontento della sola verità giudiziaria. Abbiamo il diritto di cercare la verità storica e di denunciare le responsabilità degli uomini delle istituzioni” 

Mentre nell’aula bunker lo Stato portava alla sbarra boss e picciotti, in quell’inverno di quarant’anni fa si combatteva un’altra guerra. La guerra contro l’idea che l’antimafia generasse disoccupazione, che “con la mafia c’era lavoro”, come scrissero nei loro cartelli gli operai licenziati quando il Comune di Palermo non rinnovò gli appalti per i servizi pubblici al gruppo Cassina. 

«Come dimenticare quei giorni?», dice Leoluca Orlando, che all’epoca aveva 38 anni ed era stato da poco eletto sindaco per volere di Sergio Mattarella, commissario provinciale della Democrazia cristiana. «Lunedì 10 febbraio si aprì il maxiprocesso. Due giorni dopo, il 12 febbraio, mercoledì delle Ceneri, il governo Craxi, su mia richiesta e grazie all’impegno del ministro degli Interni Oscar Luigi Scalfaro, varò il decreto legge 24/86 che consentì di far lavorare per il Comune i primi mille operai edili di imprese mafiose che avevano perso il posto».

martedì, febbraio 10, 2026

REFERENDUM COSTITUZIONALE. RIFLESSIONI DI UN CITTADINO QUALSIASI: “Questa maggioranza nelle sue frange più intime e ortodosse la Costituzione nel suo DNA proprio non ce l’ha”


FRANCESCO VIZZINI

Ho letto da qualche parte che le leggi passano, le Costituzioni restano. In Italia questa affermazione, che condivido, mi sembra inizi a vacillare sotto i colpi picconatori di una maggioranza che nelle sue frange più intime e ortodosse la Costituzione nel suo DNA proprio non ce l’ha. Non ce l’ha perché non l’ha scritta lei. Non ce l’ha perché non ha al suo interno la cultura da cui promanò la nostra Carta che, a detta di molti, è tra le più belle se non la più bella.

E si badi bene, sgombriamo il campo da ogni retorica e mistificazione perché non intendo dire che la cultura appartiene di diritto o sia espressione solo di certa parte politica! Basta guardare ai nostri padri costituenti!

La confusione offende le vittime. Separare la Shoah dalle foibe


Daniele Susini

L'unico vero elemento in comune tra questi due eventi è il contesto generale della Seconda guerra mondiale. Al di fuori di questo contenitore storico, non esistono analogie strutturali

Già in passato è stato più volte criticato l'accostamento improprio tra il 27 gennaio, Giorno della memoria e il 10 febbraio il Giorno del ricordo: due ricorrenze dotate di una propria autonomia storica e identitaria, vicine soltanto sul piano cronologico ma profondamente diverse sotto ogni altro aspetto. Differiscono per la natura degli eventi ricordati, per il contesto geografico, per la tipologia delle vittime e, soprattutto, per la portata storica e simbolica dei fatti cui fanno riferimento. In origine questo accostamento forzato era promosso da associazioni locali o da piccoli gruppi periferici. Oggi, invece, ciò che si osserva nel grande villaggio globale dei social media è una vera e propria istituzionalizzazione di questo rapporto. Sempre più spesso sono i comuni e le amministrazioni locali a proporre iniziative congiunte, mettendo sulla stessa locandina – e quindi sul medesimo piano simbolico – ricorrenze che non condividono né genesi né significato.

La lezione del Maxi processo quarant’anni dopo: “I pm restino autonomi”

L’aula bunker del maxiprocesso del 1986

di Salvo Palazzolo

L’aula bunker piena di studenti per l’anniversario del processo. “Quella fu la dimostrazione che se lo Stato vuole ottiene risultati”

Quarant’anni fa, l’aula bunker dell’Ucciardone era stracolma di imputati dietro le sbarre — ce n’erano 221 — oggi invece è piena di studenti, arrivati per l’evento organizzato da Addiopizzo Travel in collaborazione con il tribunale di Palermo. È emozionato Giuseppe Ayala, era uno dei pubblici ministeri di quel processo: «Quando terminai la requisitoria, che durò otto giorni, non riuscii ad alzarmi dalla sedia. Aspettai che l’aula si svuotasse e poi due carabinieri mi sorressero e mi fecero camminare: questo per dire che sforzo anche fisico fu».

Ayala ricorda soprattutto la “sensazione” che quel processo portò: «Per la prima volta si capì che lo Stato quando davvero vuole i risultati li ottiene». Il maxi processo segnò le basi per la sconfitta della mafia militare. «La mafia non è forte come allora, ma non bisogna abbassare la guardia», avverte il presidente della corte d’appello Matteo Frasca.

domenica, febbraio 08, 2026

Corleone, una targa nell'aula consiliare per Biagia Birtone, prima donna consigliera comunale nel 1946

 

Biagia Birtone

Al signor Sindaco, alla presidente del Consiglio comunale, ai consiglieri comunali del comune di CORLEONE
OGGETTO: Proposta apposizione di una targa ricordo per Biagia Birtone prima donna consigliera comunale di Corleone nel 1946.

Nell’80° anniversario della Costituzione della Repubblica Italiana, che diede per la prima il diritto di voto alle donne, si propone alle SS.LL. di ricordare Biagia Birtone, prima donna consigliera comunale di Corleone, mediante l’apposizione di una targa nella sala consiliare “B. Verro” in occasione dell’8 marzo 2026, festa della donna.
Si allega alla presente la scheda biografica della Birtone, redatta da Dino Paternostro.

Corleone, 6 febbraio 2026

F I R M E
Dino Paternostro, direttore Città Nuove
Pippo Cipriani, già sindaco di Corleone
Caterina Pollichino, segretaria Camera del lavoro “P. Rizzotto” Corleone;
Antonella Sanzio, presidente Associazione di Amicizia “Italia-Cuba” Corleone;
Salvatore Di Miceli, presidente circolo Anpi Corleone;
Salvatore Iannazzo, presidente Federconsumatori Corleone.

CHI ERA BIAGIA BIRTONE

La Città di Corleone intitoli il Centro Multimediale al poeta, scrittore ed autore teatrale Nino Gennaro

Nino Gennaro

Al Sindaco e alla Giunta municipale, alla Presidente e al Consiglio comunale di CORLEONE 

OGGETTO: proposta intitolazione al poeta, scrittore ed autore teatrale corleonese Nino Gennaro del Centro multimediale di piazzale Danimarca 

NINO GENNARO (Corleone 1948, Palermo 1995) dagli anni ’70 alla sua morte si è adoperato per dare forti contenuti a quella che definiva “rivoluzione culturale meridionale”, nell’intento di contrastare la mafia e il suo habitat culturale e dare spazio, a tutto raggio, al rispetto delle diversità e dei diritti dei più deboli, sostenendo che “Corleone non è una repubblica indipendente” (cioè avulsa dal resto del mondo) e che in essa, quindi, potesse realizzarsi tutto ciò che accadeva in qualsiasi altro luogo e che “i corleonesi non sono tutti gregari di Liggio”.

- Agli inizi degli anni ‘70 ha animato a Corleone un circolo culturale, vero e proprio laboratorio di formazione e informazione, frequentato più o meno segretamente, purtroppo, date le limitazioni dell’epoca, da ragazzi e ragazze, studenti o giovani lavoratori, in una Corleone in cui le uniche agenzie di socializzazione consentite erano quasi esclusivamente la scuola e la parrocchia. 

La città di Corleone dedichi una strada a Giuseppe Governali, stimato preside del liceo e vicesindaco del Comune

Il preside Giuseppe Governali

Al Sindaco, alla Presidente del Consiglio comunale, ai Consiglieri comunali DEL COMUNE DI CORLEONE

OGGETTO: Proposta di intitolazione strada al prof. Giuseppe Governali, nato a Corleone il 22 febbraio 1939 e deceduto a Palermo il 7 aprile 2016.

La figura e l’opera del prof. Giuseppe Governali è stata per Corleone e per i paesi limitrofi un sicuro punto di riferimento, soprattutto per i giovani. Docente stimato ed apprezzato dagli studenti, dalle famiglie, dai colleghi e da tutta la comunità cittadina, ha formato con il suo insegnamento e col suo esempio numerose generazioni che hanno trovato in lui il Maestro, la guida autorevole e rassicurante, l’amico sempre pronto ad ascoltare e a consigliare, l’educatore attento ed interessato non solo alla crescita culturale ma anche e soprattutto a quella umana e sociale dei suoi alunni. Le sue lezioni di letteratura italiana, seguite da tutte le classi quasi con religioso silenzio, non erano mai trasmissioni di cognizioni o di semplici contenuti scolastici ma comunicazioni di emozioni e sentimenti che passavano dalla mente al cuore e che facevano brillare gli occhi degli studenti; erano lezioni di metodo che guidavano all’apprendimento critico ed autonomo; erano lezioni di cittadinanza consapevole e responsabile che egli impartiva più con l’esempio che con la parola.  

Città Nuove, Cgil, Anpi, Associazione Italia-Cuba e Federconsumatori hanno chiesto al comune di Corleone di dedicare dei luoghi pubblici al preside Giuseppe Governali, a Nino Gennaro e Biagia Birtone. “Sono importanti tessere del mosaico Corleone”

Giuseppe Governali (ph. Mario Cuccia)

Nino Gennaro
Dino Paternostro, direttore Città Nuove Corleone, Caterina Pollichino, segretaria Camera del lavoro “P. Rizzotto” Corleone, Antonella Sanzio, presidente Associazione di Amicizia “Italia-Cuba” Corleone, Salvatore Di Miceli, presidente circolo Anpi Corleone e Salvatore Iannazzo, presidente Federconsumatori Corleone hanno presentato al Sindaco, al Presidente del consiglio e ai consiglieri del comune di Corleone
la richiesta di dedicare una strada cittadina alla memoria del preside prof. Giuseppe Governali, per tanti anni insegnante di lettere al Liceo di Corleone, consigliere ed assessore comunale con la delega di vicesindaco di Corleone. 

Biagia Birtone
Hanno presentato anche una richiesta per collocare nella sala consiliare una targa alla memoria di Biagia Birtone, prima donna consigliera comunale di Corleone nelle prime elezioni in cui le donne hanno potuto godere dell’elettorato attivo e passivo. Biagia militava del Partito comunista italiano ed era amica di Placido Rizzotto.
Dino Paternostro, Caterina Pollichino, Antonella Sanzio, Salvatore Di Miceli e Salvatore Iannazzo, insieme ad Augusto Cavadi, saggista e consulente filosofico, Anna Puglisi e Umberto Santino, fondatori del Centro Siciliano di documentazione “Giuseppe Impastato, Alessandro Rais, storico del cinema, già direttore Sicilia Film Commission, padre Cosimo Scordato, docente presso la Facoltà Teologica di Sicilia, e Andrea Inzerillo, direttore Sicilia queer film fest, hanno presentato al comune anche la richiesta di intitolare il Centro multimediale di piazzale Danimarca al poeta, scrittore ed autore di testi teatrali d’avanguardia Nino Gennaro, a trent’anni della sua scomparsa, apponendovi un’apposita targa.

Viola Ardone: “La scuola è di chi la fa, la scuola è il posto dove le idee si scambiano e non si impongono“

Pubblichiamo un bellissimo scritto della scrittrice e insegnante Viola Ardone oggi su La Stampa. Ne vale la pena.

VIOLA ARDONE

Stamattina in classe abbiamo visto un bel film di qualche annetto fa tratto da un libro altrettanto bello, apprezzato tutti insieme durante l’ora di lettura. Parlano, libro e film, di un anziano giornalista di Lisbona che vive un po’ supinamente e con innocente indifferenza l’avanzata del regime di Salazar in Portogallo. 

Le ultime immagini del film però ci mostrano il volto rugoso e fiero del dottor Pereira, interpretato da Marcello Mastroianni per l’ultima volta sullo schermo, che cammina per le strade della sua città, in fuga dalla dittatura e dalla sua vita passata, dopo aver compiuto un atto coraggioso, anzi rivoluzionario.

REFERENDUM. DA LUCARELLI A TOBAGI, A BOLOGNA SFILANO I VOLTI DEL “NO”. BOLOGNESI INSISTE: “CONTRORIFORMA COME VOLEVA GELLI”



(DIRE) Bologna, 7 feb. - "Una mia cara amica vota 'sì'. Perché? Perché vuole sapere chi è stato a Garlasco. La mia amica, se ha studiato un po', avrà capito che Garlasco non si risolve votando sì". Perché, spiega il giallista Carlo Lucarelli al Teatro Testoni a Bologna, dove questa mattina si è tenuta un'assemblea pubblica organizzato dal Comitato società civile per il “No” al referendum sulla riforma della giustizia, "non c'è, non ci sono le risorse, non c'è nulla che risolve quei problemi fisici e concreti che sono i problemi della nostra magistratura e della giustizia in Italia".

Lucarelli è uno dei volti del fronte del “no”, che oggi si sono avvicendati sul palco del Testoni: Giuliano Turone, il magistrato che nel 1981 sequestrò nella villa aretina di Licio Gelli l'elenco degli iscritti alla P2 e altro materiale scottante relativo alla loggia deviata, il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, Paolo Bolognesi, presidente emerito dell'associazione dei familiari delle vittime del 2 Agosto e presidente del comitato bolognese Società civile per il “no” nel

sabato, febbraio 07, 2026

«Ecco la verità su me e Rizzotto». Parla per la prima volta Leoluchina Sorisi: «Tra noi non c’è mai stato niente, solo amicizia»

Leoluchina Sorisi 

Placido Rizzotto
Ripubblichiamo l’intervista integrale da me fatta a Leoluchina Sorisi e pubblicata per la prima volta su La Sicilia del 20 marzo 2005. Non sappiamo se ci ha raccontato la verità. Ma pensiamo che sicuramente aveva il diritto di raccontare la sua verità, il suo punto di vista. dp

DINO PATERNOSTRO

«Io fidanzata di Placido Rizzotto? Assolutamente no. Certo, lo conoscevo, veniva spesso a casa nostra perché era amico fraterno di mio nipote, Vincenzino Benigno. Ma tra me e lui non c’è mai stato niente, nessuna storia».

Comincia così la conversazione con

Leoluchina Sorisi, la donna che da quasi sessant’anni viene indicata come la fidanzata "segreta" di Rizzotto, il segretario della Camera del lavoro di Corleone, sequestrato e assassinato dalla mafia di Michele Navarra e Luciano Liggio, la sera

del 10 marzo 1948. Il sequestro del capolega corleonese avvenne davanti la chiesa di San Leonardo. Quella sera, Liggio e i suoi "picciotti" lo trascinarono a forza su una «Fiat 1100» scura, che partì, sgommando, verso un casolare di contrada "Malvello". Qui fu picchiato a sangue e poi ucciso. Il suo cadavere venne

successivamente buttato in una "foiba" di Rocca Busambra, il "cimitero" della mafia. Venne trovato, nel dicembre del ‘49, dall’allora capitano dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, che denunciò quali autori del delitto Luciano Liggio,

Pasquale Criscione e Vincenzo Collura, assolti per insufficienza di prove in tutti i gradi di giudizio.

Ma si racconta, addirittura, che lei abbia pronunciato la frase “Mangerò il cuore a chi ha assassinato il mio Placido!"

SANITÀ SICILIANA: IACOLINO FA IL PUNTO TRA RIFORME, CRITICITÀ E NODI ANCORA APERTI

Dott. Salvatore Iacolino

di Giorgia Görner Enrile

La Sanità in Sicilia si trova in una fase di sconvolgimento organizzativo e operativo, sospesa tra riforme profonde, criticità strutturali e una domanda assistenziale crescente che satura un sistema reso fragile da anni di instabilità gestionale, discontinuità programmatoria e crescente sfiducia dei cittadini.

Le difficoltà non riguardano solo la Regione ma si inseriscono in un quadro nazionale che soffre le conseguenze di un sottofinanziamento protratto nel tempo. Negli ultimi anni la spesa pubblica per la salute è aumentata, ma l’Italia continua a investire meno rispetto ai principali paesi europei. Nel 2025 si è attestata al 6,3% del PIL, una percentuale inferiore alla media dell’Unione Europea e dell’area OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico). Questo ritardo ha indebolito l’infrastruttura sanitaria, soprattutto nelle regioni con una popolazione più fragile e con una minore capacità di attrazione di personale.

Non c’è libertà senza limite: san Tommaso d’Aquino e l’illusione dei super-ricchi

Padre Giovanni Calcara 

Conversazione di Fausta Speranza con Padre Giovanni Calcara O.P. Il domenicano commenta l’appello dei miliardari a Davos alla luce di Tommaso d’Aquino. Testo qui riproposto per gentile concessione del direttore del quotidiano vaticano 
Osservatore Romano. Grazie al nostro caro amico Giovanni Calcara. 

Tommaso d’Aquino a suo agio tra i miliardari. Nella società attuale in cui mai come prima, non solo nei fatti particolari ma anche nelle teorizzazioni generali, la libertà viene confusa con la licenza, accade che le parole di un gruppo di super ricchi facciano ripensare alle riflessioni del santo che 160 anni fa veniva iscritto, quale «primo della lista in ordine di importanza», nel volume Gli scrittori politici italiani dello storico e politico Giuseppe Ferrari, anche se socialista con fama anticlericale. Sembra interessante, dunque, prendere spunto dalla lettera aperta che quasi 400 milionari di 24 Paesi hanno inviato ai leader riuniti a Davos poche settimane fa per rileggere, oltre a tutti i pronunciamenti sulla Dottrina sociale dei Papi di età moderna, le parole del frate domenicano teologo, filosofo, giurista tra i più influenti della storia occidentale.

venerdì, febbraio 06, 2026

Le Olimpiadi invernali fra valori e realtà


di Giuseppe Savagnone

Le Olimpiadi nascono per unire

«Le Olimpiadi nascono per unire, non per dividere. Il Comitato Olimpico Internazionale ha più volte ribadito che lo sport deve restare uno spazio neutrale, fondato su rispetto, dialogo e convivenza pacifica. Inserire criteri politici nella partecipazione degli atleti significa minare uno dei pilastri fondamentali del movimento olimpico (…). La funzione delle Olimpiadi non è giudicare i governi, ma offrire agli atleti un terreno di confronto leale e universale».

Queste parole, del blog israeliano (ma in lingua italiana) «Israele 360», riassumono bene lo spirito olimpico, che in questi giorni molti esponenti della politica e del giornalismo hanno fatto a gara ad evocare, ricordando come le origini di queste manifestazioni si possano fare risalire all’antica Grecia, dove esse comportavano la sospensione di tutte le attività belliche.

In un mondo ultimamente martoriato da aspri conflitti politici e militari, le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina rappresentano agli occhi di molti una bella occasione per riscoprire, in nome del valore universalmente umano dello sport, ciò che unisce gli abitanti del nostro pianeta, mettendo finalmente da parte, almeno in questi giorni, ciò che li divide.

Ma il problema della scuola italiana sono i docenti di sinistra?


di Giuseppe Savagnone

Un questionario sulla scuola

Ha suscitato vivaci polemiche l’iniziativa di Azione Studentesca, l’organizzazione giovanile legata a Fratelli d’Italia, che, attraverso un QR Code contenuto in manifesti e volantini, ha sottoposto a studentesse e studenti di diverse città italiane una serie di domande, con lo scopo di fornire un «rapporto nazionale sulla situazione della scuola italiana».

Fra i vari punti del questionario ce n’era uno, che ha dato origine alle proteste, dedicato alla «Politicizzazione delle aule». In esso si chiedeva: «Hai uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni?». In caso di risposta positiva, la domanda successiva era: «Descrivere uno dei casi più eclatanti».

La Segreteria Aziendale Nursind – AOUP "Paolo Giaccone" di Palermo: “Auguri di buon lavoro al dott. Mario Caradonna, neo-eletto coordinatore della dirigenza medica e sanitaria per la Fp Cgil”

Il Policlinico di Palermo 

La Segreteria Aziendale Nursind del Policlinico di Palermo esprime i più sinceri auguri di buon lavoro al dott. Mario Caradonna, neo-eletto coordinatore della dirigenza medica e sanitaria per la Fp Cgil.

Le parole del dott. Caradonna, anestesista rianimatore che vive quotidianamente la realtà della corsia, trovano la nostra piena condivisione. Le problematiche sollevate non sono semplici rivendicazioni di categoria, ma il grido d'allarme di chi vede il diritto alla salute soccombere sotto il peso di una gestione che appare sempre più distante dalle necessità reali.

Sanità a due velocità e investimenti necessari

giovedì, febbraio 05, 2026

Morto l'ex giudice Carnevale, la toga "ammazzasentenze"

 

Già presidente di sezione della Cassazione, aveva 95 anni. Le condanne cassate ai boss. Imputato per concorso esterno in associazione mafiosa, è stato sempre assolto

DI LIRIO ABBATE

Corrado Carnevale è morto, ma le sue sentenze restano. E con esse una pagina opaca, forse la più scivolosa, della storia della nostra giustizia. La morte non rappresenta una assoluzione. Non per chi ha tenuto in mano la leva più alta del giudizio penale e l'ha usata come un coltello affilato. Tagliando processi, svuotando condanne. Un uomo solo, in cima alla Cassazione, che decideva se i mafiosi dovevano restare in carcere o tornare a comandare. E spesso tornavano. Lo chiamavano l'ammazzasentenze. Perché i processi agli uomini di Cosa nostra evaporavano, una volta giunti da lui. Bastava un refuso, una virgola, una data sbagliata. Tanto era sufficiente. E le condanne, anche quelle agli ergastoli dei boss, venivano annullate. Carnevale lo faceva in nome della forma. Ma la sostanza la capivano tutti: la mafia poteva dormire sonni tranquilli.

Barbero e il fascino dell'altro Medioevo


Da domani in edicola con Repubblica un saggio firmato dallo storico più amato dai lettori

DI ILARIA ZAFFINO

Tutti conosciamo quei «tornanti decisivi e sanguinosi» della storia, in cui il corso degli eventi cambia improvvisamente. Svolte epocali rimaste nella nostra memoria come la Rivoluzione inglese del Seicento e poi, ancora, quelle americana e francese del Settecento. Ma prima? Non c'erano state forse altre rivoluzioni degne di nota, prima? In realtà, la storia d'Europa è piena di momenti critici in cui una moltitudine di persone prova a cambiare un futuro che non piace. A raccontarlo nello stile avvincente che lo contraddistingue e che ne ha fatto uno dei divulgatori più amati, anche sul web, proprio per la sua capacità di ricostruire eventi accaduti secoli fa in modo accessibile e coinvolgente, è lo storico Alessandro Barbero nel saggio All'arme! All'arme! I priori fanno carne!, in edicola domani con Repubblica.

Come combattere la mafia. La lezione inascoltata di La Torre e Terranova

Pio La Torre

MILA SPICOLA

Il 4 febbraio 1976, 50 anni fa, Pio La Torre e Cesare Terranova consegnavano la Relazione di minoranza alla Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno mafioso. Fu un atto di rottura: una diagnosi impietosa della struttura di potere che teneva – e in parte tiene ancora – la Sicilia dentro un sistema di complicità, connivenze, opportunismi e interessi incrociati.

Terranova nel 1979 e La Torre nel 1982 pagarono con la vita la lucidità di una lettura e di una proposta di azione che sfidavano non solo la criminalità, ma anche gli equilibri consolidati della politica e dell'economia siciliana.

Spreco alimentare: oltre 7 miliardi di euro finiscono ancora nella spazzatura. Serve un cambio di passo culturale e strutturale


Si celebra oggi la 13ª Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare, un obiettivo che, da anni, vede Federconsumatori in prima linea, con campagne di educazione, informazione, iniziative e denunce. 

C’è ancora molto da fare su questo versante, lo dimostrano i dati diffusi dal Rapporto dell’Osservatorio Waste Watcher International, che confermano una riduzione dei comportamenti improntati allo spreco nel nostro Paese, ma evidenziano ancora un volume di cibo sprecato molto, troppo elevato. Risulta ancora lontano l’obiettivo di dimezzare lo spreco entro il 2030, così come auspicato dalle Nazioni Unite.

mercoledì, febbraio 04, 2026

MA LA RETE OSPEDALIERA NON PUO’ ESSERE INDIPENDENTE DA STRADE E DISTANZE! IL CASO CORLEONE


Antonio Craxì
di
 ANTONIO CRAXÌ

Per molte malattie, l’intervallo che separa la comparsa dei sintomi dalla presa in carico effettiva del paziente non è una variabile accessoria, ma un determinante primario dell’esito clinico. In altre parole, quando si parla di patologie tempo-dipendenti, non è solo cosa si fa, ma quando lo si fa a determinare chi vive e chi muore. 

Infarto miocardico acuto, ictus ischemico, emorragie maggiori, sepsi e traumi  gravi condividono un principio semplice e brutale: ogni minuto perso è tessuto perso, funzione persa, vita persa. La letteratura scientifica recente è inequivocabile. Per l’infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI), le linee guida europee ribadiscono che il tempo “first medical contact–to-balloon” dovrebbe essere inferiore a 90 minuti, e che ogni ritardo di 30 minuti aumenta la mortalità a un anno di circa il 7–8%. Studi osservazionali su grandi registri europei e nordamericani mostrano una relazione quasi lineare fra tempo all’angioplastica primaria e sopravvivenza. 

Fp Cgil, Mario Caradonna è il nuovo coordinatore dei dirigenti medici e sanitari al Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo: “Sicurezza, diritti e rafforzamento degli organici al centro dell’azione sindacale”

Il dott. Mario Caradonna

Palermo 3 febbraio 2026 – Eletto il nuovo coordinatore dei dirigenti medici e sanitari per la Fp Cgil al Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo. È Mario Caradonna, anestesista rianimatore, dirigente medico dell’azienda ospedaliera universitaria palermitana, che succede all'attuale coordinatrice provinciale Monica Lunetta. 

L’elezione del nuovo responsabile dei dirigenti medici e sanitari del Policlinico si inserisce nel più ampio percorso di rafforzamento e riorganizzazione della rappresentanza sindacale della dirigenza medica e sanitaria, avviato dalla Fp Cgil Palermo, in continuità con le battaglie per la tutela del lavoro e per la difesa della sanità pubblica.

martedì, febbraio 03, 2026

L'INTERVISTA. Gabrielli "La divisa va difesa da chi fa propaganda sulla pelle dei poliziotti"

Franco Gabrielli, 65 anni, ha guidato la polizia di Stato dal 2016 al 2021

L'ex capo della polizia interviene dopo gli scontri nel centro di Torino: "No allo scudo penale, gestire l'ordine pubblico non è il bar sport"

DI CARLO BONINI

Da quando si azzardò a prendere parola con cognizione di causa sul caso Ramy, l'ex capo della polizia Franco Gabrielli è diventato il fantasma di Banco della destra. E, anche per questo, l'uomo cui tirare a palle incatenate per accreditare la necessità di una nuova stagione liberticida della sicurezza e dell'ordine pubblico. Per accreditare l'idea che c'è stato un "prima" di smidollata compiacenza rossa, anche ai vertici degli apparati di sicurezza, con ogni genere di deriva politica violenta e di sostanziale arrendevolezza a ogni emergenza sociale: migranti e sicurezza urbana su tutte. E che è dunque giunta l'ora di togliersi i guanti. Ancora sabato scorso, mentre non si erano ancora diradati i fumi della guerriglia in corso Regina Margherita a Torino, e il ministro dell'Interno Piantedosi evocava pericoli di rinascente «terrorismo» e «insurrezione», un deputato leghista, tale Anastasio Carrà, dettava alle agenzie queste parole: «Invece di straparlare, Gabrielli chieda scusa. Il suo odio per le divise è alla base dei suoi fallimenti».

Gabrielli, cosa ha pensato guardando le immagini delle violenze a Torino?

Nel mondo che cambia salvare la dignità delle persone

Don Cosimo Scordato

Don Francesco Romano
Don Francesco Romano 
Don Cosimo Scordato

In questi tempi di sconvolgimenti socio-politici e antropologici, se qualche ragazzo ci chiede che cosa sta avvenendo, riconosciamo che la domanda è pertinente ma la risposta non è agevole. Ciononostante offriamo qualche indicazione. 

La prima indicazione è che il nostro tempo (dall’ultimo dopoguerra), si caratterizza per l’acquisizione dei diritti fondamentali della persona umana (Onu 1948), dei diritti dei lavoratori (nei vari statuti nazionali) e dei bambini (Onu 1989). Il passato aveva coltivato l’idea piramidale dell’onore proponendo una scala di persone ‘onorevoli’ per ceto sociale ed economico, importanza di titoli nobiliari e simili. La nostra società, invece, riconosce la fondamentale uguaglianza di ogni cittadino al di sopra di ogni altra qualificazione.