domenica, febbraio 08, 2026

La città di Corleone dedichi una strada a Giuseppe Governali, stimato preside del liceo e vicesindaco del Comune

Il preside Giuseppe Governali

Al Sindaco, alla Presidente del Consiglio comunale, ai Consiglieri comunali DEL COMUNE DI CORLEONE

OGGETTO: Proposta di intitolazione strada al prof. Giuseppe Governali, nato a Corleone il 22 febbraio 1939 e deceduto a Palermo il 7 aprile 2016.

La figura e l’opera del prof. Giuseppe Governali è stata per Corleone e per i paesi limitrofi un sicuro punto di riferimento, soprattutto per i giovani. Docente stimato ed apprezzato dagli studenti, dalle famiglie, dai colleghi e da tutta la comunità cittadina, ha formato con il suo insegnamento e col suo esempio numerose generazioni che hanno trovato in lui il Maestro, la guida autorevole e rassicurante, l’amico sempre pronto ad ascoltare e a consigliare, l’educatore attento ed interessato non solo alla crescita culturale ma anche e soprattutto a quella umana e sociale dei suoi alunni. Le sue lezioni di letteratura italiana, seguite da tutte le classi quasi con religioso silenzio, non erano mai trasmissioni di cognizioni o di semplici contenuti scolastici ma comunicazioni di emozioni e sentimenti che passavano dalla mente al cuore e che facevano brillare gli occhi degli studenti; erano lezioni di metodo che guidavano all’apprendimento critico ed autonomo; erano lezioni di cittadinanza consapevole e responsabile che egli impartiva più con l’esempio che con la parola.  

Il prof. Governali ha promosso ed ha collaborato con delle associazioni, impegnate nel territorio per il rinnovamento della cultura e per l’affermazione dei diritti civili della popolazione. È stato tra i fondatori nel 1974 del “Giornale del Corleonese”, e nel 1989 di “Corleonese-Notizie”, diventato nel 1992 “Città Nuove”, giornali impegnati a “dar voce a chi non ha voce”, in un territorio da sempre ai margini dello sviluppo economico, sociale e civile del Paese e  penalizzato dalla presenza persistente della mafia, che ne ha compromesso per anni l’immagine nel mondo. Con coraggio e grande senso di responsabilità, accettò la carica di direttore di “Città Nuove” in una fase difficile (aprile 1991) in cui il giornale aveva subito un attentato incendiario. Volle restare accanto e proteggere i redattori che, da volontari, continuarono l’impegno di fare informazione democratica, affermando la cultura della parola contro la sub-cultura del silenzio.  

Il prof. Governali considerava il suo lavoro una missione al pari del suo impegno sociale a servizio della cittadinanza e del bene comune; quando è stato chiamato a ricoprire la carica di assessore alla P.I. e vicesindaco del comune di Corleone, ha speso tutto se stesso, il suo tempo, la sua vasta cultura, la sua indiscussa capacità organizzativa, per promuovere il territorio in un virtuoso processo di integrazione tra forze sociali, politiche e culturali che trovò il suo motore nella scuola. Governali era, infatti, innanzitutto un uomo di scuola nella quale e per la quale si poneva come infaticabile organizzatore culturale, dando vita a progetti vari, seminari, cineforum, su tematiche storiche, letterarie, socio-politiche, attività tutte aperte al territorio, nell’ottica di una concreta educazione alla legalità e di un proficuo rapporto scuola-territorio, quasi ante litteram, ancora prima che le indicazioni ministeriali lo ponessero come elemento fondamentale per l’istituzione scolastica.

Da presidente del Distretto 11/49 si è adoperato con ogni mezzo per coinvolgere tutte le scuole in progetti unitari che dessero un significato concreto all’istituzione, promuovendo e valorizzando, attraverso la conoscenza, le tante potenzialità del territorio corleonese e l’impegno per “un’anti-mafia, fatta di gesti e non di parole”. L’anniversario della strage di Capaci è stata l’occasione per dar vita alla festa della pace che, ancora oggi, rimane un appuntamento fisso per la comunità corleonese e non, e che ha visto la presenza a Corleone di tante autorità e personalità a livello nazionale in un crescendo di collaborazione e di integrazione, volto a dare a tutti, ma soprattutto alle nuove generazioni, il senso di un’appartenenza motivante e motivata. Egli era, infatti, convinto, e lo ripeteva sempre, che la cultura mafiosa con cui purtroppo la realtà corleonese deve fare i conti, va combattuta con una capillare azione culturale volta a contrastare la mentalità di chiusura e di sudditanza che ha creato l’humus favorevole alle criminali azioni mafiose e mortificato tanti corleonesi onesti.

Uomo di vastissima cultura, alimentata da studio continuo e da attitudine alla ricerca e all’analisi, fu un appassionato cultore della tradizionale civiltà contadina, non già in una sterile prospettiva folcloristica, quanto, come scriveva mons. Cataldo Naro nella presentazione della sua opera “ Santi, santini e tradizioni religiose di Corleone”, “per attingere un livello profondo e significativo di quell’identità corleonese, più vera e più nobile ritrovata e al contempo sempre da ritrovare, di cui da alcuni anni si parla, con sempre più vivo interesse, al fine di riscattare l’animosa civitas dall’immagine negativa che l’origine corleonese di feroci gruppi criminali, anche fuori della città, le aveva imposto ingiustamente”. E questa identità Governali l’ha colta nella quotidianità dell’antica vita corleonese in opere che hanno trovato grande apprezzamento non solo da parte di studiosi della tradizione e del passato ma anche di tanta gente comune che in essi si è ritrovata. Nel marzo del 1979, da preside incaricato del Liceo classico “G. Baccelli”, per la prima volta organizzò con l’Istituto Gramsci Siciliano una conferenza nell’aula magna sui Fasci dei lavoratori e Bernardino Verro, con la partecipazione del prof. Francesco Renda e del prof. Giuseppe Casarrubea, storici e studiosi di chiara fama.

Scriveva Governali nella conclusione della sua opera “Come in cielo così in terra” “travolto dall’effimero e dal particolare, l’uomo della cosiddetta società evoluta, pare aver smarrito il senso della sua stessa identità”. Del resto parlare di cultura per Giuseppe Governali vuol dire riconoscere che in lui i veri valori dell’humanitas, la solidarietà, la tolleranza, il rispetto della natura e della persona, l’accettazione dell’altro, erano le coordinate che caratterizzavano i suoi atteggiamenti quotidiani.

Dirigente scolastico per tanti anni, non si è mai fatto fagocitare dalle carte e dai rapporti burocratici, curava invece, con interesse e zelo, le relazioni personali con alunni, famiglie e docenti che lo trovavano sempre disponibile ad ascoltare i loro problemi per i quali aveva sempre la soluzione migliore e i consigli più rassicuranti.

Le sue vaste competenze, frutto anche di tanti anni di ricercatore presso l’IRSAE di Palermo, lo hanno reso punto di riferimento per tanti suoi colleghi del territorio ed abile guida di una scuola sempre aggiornata ed aperta a proporre innovazioni, nell’ottica della crescita umana e culturale dei giovani.

Preside dell’istituto superiore “Don G. Colletto” di Corleone, nell’anno sicuramente più difficile dell’unificazione tra lo Scientifico, il Classico, il Pedagogico di Corleone e il Tecnico di Marineo, ha saputo con la sua costante presenza, la sua pazienza e saggezza, mediare encomiabilmente i problemi e i conflitti che tale situazione poteva comportare. Ha lasciato, andando in pensione, una scuola unita, fortemente motivata ed arricchita dalle tante esperienze umane e culturali promosse ed avviate negli anni e continuate dai suoi successori.

Anche in pensione, il prof. Governali non ha smesso di mettersi al servizio, per dare alla comunità ulteriori opportunità culturali; ha continuato ad incontrare a scuola i giovani con magistrali lezioni sulla letteratura del novecento; ha curato la sua attività di scrittore con opere purtroppo rimaste inedite; ha sistemato ed organizzato con immane lavoro, la biblioteca “Patti” annessa alla parrocchia “San Martino” in Corleone e ne ha fatto una sorta di “circolo culturale”, dove periodicamente ha promosso incontri di diversa matrice, da quelli di stampo sociologico e politico a quelli di stampo religioso, dando anche prova di una formazione religiosa assolutamente priva di stereotipi, che lo hanno fatto apprezzare negli ambienti religiosi regionali e diocesani quale laico impegnato in sintonia con le indicazioni di tanti documenti ecclesiali.

Per le ragioni sopra espresse, i cittadini e le associazioni firmatarie del presente documento propongono al sig. Sindaco, all’Amministrazione e al Consiglio comunale di Corleone di intitolare a Giuseppe Governali una via cittadina per mantenere vivo, soprattutto nelle nuove generazioni la memoria e l’esempio di un grande uomo di scuola e di cultura, promotore di tante iniziative capaci di aggregare i giovani e le forze migliori della nostra comunità, di un amministratore competente e integerrimo, che ha contribuito con altri a costruire una città migliore, capace di parlare all’Italia, all’Europa e al Mondo.  

Corleone, 6 febbraio 2026

 

F I R M E

Dino Paternostro, direttore Città Nuove

Pippo Cipriani, già sindaco di Corleone

Caterina Pollichino, segretaria Camera del lavoro “P. Rizzotto” Corleone;

Antonella Sanzio, presidente Associazione di Amicizia “Italia-Cuba” Corleone;

Salvatore Di Miceli, presidente circolo Anpi Corleone;

Salvatore Iannazzo, presidente Federconsumatori Corleone.

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