| Il preside Giuseppe Governali |
OGGETTO: Proposta di intitolazione strada al prof. Giuseppe Governali, nato a Corleone il 22 febbraio 1939 e deceduto a Palermo il 7 aprile 2016.
La figura e l’opera del prof. Giuseppe Governali è stata per Corleone e per i paesi limitrofi un sicuro punto di riferimento, soprattutto per i giovani. Docente stimato ed apprezzato dagli studenti, dalle famiglie, dai colleghi e da tutta la comunità cittadina, ha formato con il suo insegnamento e col suo esempio numerose generazioni che hanno trovato in lui il Maestro, la guida autorevole e rassicurante, l’amico sempre pronto ad ascoltare e a consigliare, l’educatore attento ed interessato non solo alla crescita culturale ma anche e soprattutto a quella umana e sociale dei suoi alunni. Le sue lezioni di letteratura italiana, seguite da tutte le classi quasi con religioso silenzio, non erano mai trasmissioni di cognizioni o di semplici contenuti scolastici ma comunicazioni di emozioni e sentimenti che passavano dalla mente al cuore e che facevano brillare gli occhi degli studenti; erano lezioni di metodo che guidavano all’apprendimento critico ed autonomo; erano lezioni di cittadinanza consapevole e responsabile che egli impartiva più con l’esempio che con la parola.
Il prof. Governali ha promosso ed ha
collaborato con delle associazioni, impegnate nel territorio per il
rinnovamento della cultura e per l’affermazione dei diritti civili della
popolazione. È stato tra i fondatori nel 1974 del “Giornale del Corleonese”, e
nel 1989 di “Corleonese-Notizie”, diventato nel 1992 “Città Nuove”, giornali
impegnati a “dar voce a chi non ha voce”, in un territorio da sempre ai margini
dello sviluppo economico, sociale e civile del Paese e penalizzato dalla presenza persistente della
mafia, che ne ha compromesso per anni l’immagine nel mondo. Con coraggio e
grande senso di responsabilità, accettò la carica di direttore di “Città Nuove”
in una fase difficile (aprile 1991) in cui il giornale aveva subito un
attentato incendiario. Volle restare accanto e proteggere i redattori che, da
volontari, continuarono l’impegno di fare informazione democratica, affermando
la cultura della parola contro la sub-cultura del silenzio.
Il prof. Governali considerava il suo lavoro
una missione al pari del suo impegno sociale a servizio della cittadinanza e
del bene comune; quando è stato chiamato a ricoprire la carica di assessore
alla P.I. e vicesindaco del comune di Corleone, ha speso tutto se stesso, il
suo tempo, la sua vasta cultura, la sua indiscussa capacità organizzativa, per
promuovere il territorio in un virtuoso processo di integrazione tra forze
sociali, politiche e culturali che trovò il suo motore nella scuola. Governali era,
infatti, innanzitutto un uomo di scuola nella quale e per la quale si poneva
come infaticabile organizzatore culturale, dando vita a progetti vari,
seminari, cineforum, su tematiche storiche, letterarie, socio-politiche,
attività tutte aperte al territorio, nell’ottica di una concreta educazione
alla legalità e di un proficuo rapporto scuola-territorio, quasi ante litteram,
ancora prima che le indicazioni ministeriali lo ponessero come elemento
fondamentale per l’istituzione scolastica.
Da presidente del Distretto 11/49 si è
adoperato con ogni mezzo per coinvolgere tutte le scuole in progetti unitari
che dessero un significato concreto all’istituzione, promuovendo e
valorizzando, attraverso la conoscenza, le tante potenzialità del territorio
corleonese e l’impegno per “un’anti-mafia, fatta di gesti e non di parole”. L’anniversario
della strage di Capaci è stata l’occasione per dar vita alla festa della pace
che, ancora oggi, rimane un appuntamento fisso per la comunità corleonese e
non, e che ha visto la presenza a Corleone di tante autorità e personalità a
livello nazionale in un crescendo di collaborazione e di integrazione, volto a
dare a tutti, ma soprattutto alle nuove generazioni, il senso di
un’appartenenza motivante e motivata. Egli era, infatti, convinto, e lo
ripeteva sempre, che la cultura mafiosa con cui purtroppo la realtà corleonese
deve fare i conti, va combattuta con una capillare azione culturale volta a
contrastare la mentalità di chiusura e di sudditanza che ha creato l’humus
favorevole alle criminali azioni mafiose e mortificato tanti corleonesi onesti.
Uomo di vastissima cultura, alimentata da
studio continuo e da attitudine alla ricerca e all’analisi, fu un appassionato
cultore della tradizionale civiltà contadina, non già in una sterile
prospettiva folcloristica, quanto, come scriveva mons. Cataldo Naro nella
presentazione della sua opera “ Santi, santini e tradizioni religiose di
Corleone”, “per attingere un livello profondo e significativo di quell’identità
corleonese, più vera e più nobile ritrovata e al contempo sempre da ritrovare,
di cui da alcuni anni si parla, con sempre più vivo interesse, al fine di
riscattare l’animosa civitas dall’immagine negativa che l’origine corleonese di
feroci gruppi criminali, anche fuori della città, le aveva imposto
ingiustamente”. E questa identità Governali l’ha colta nella quotidianità
dell’antica vita corleonese in opere che hanno trovato grande apprezzamento non
solo da parte di studiosi della tradizione e del passato ma anche di tanta
gente comune che in essi si è ritrovata. Nel marzo del 1979, da preside incaricato
del Liceo classico “G. Baccelli”, per la prima volta organizzò con l’Istituto
Gramsci Siciliano una conferenza nell’aula magna sui Fasci dei lavoratori e
Bernardino Verro, con la partecipazione del prof. Francesco Renda e del prof.
Giuseppe Casarrubea, storici e studiosi di chiara fama.
Scriveva Governali nella conclusione della sua
opera “Come in cielo così in terra” “travolto dall’effimero e dal particolare,
l’uomo della cosiddetta società evoluta, pare aver smarrito il senso della sua
stessa identità”. Del resto parlare di cultura per Giuseppe Governali vuol dire
riconoscere che in lui i veri valori dell’humanitas, la solidarietà, la
tolleranza, il rispetto della natura e della persona, l’accettazione
dell’altro, erano le coordinate che caratterizzavano i suoi atteggiamenti
quotidiani.
Dirigente scolastico per tanti anni, non si è
mai fatto fagocitare dalle carte e dai rapporti burocratici, curava invece, con
interesse e zelo, le relazioni personali con alunni, famiglie e docenti che lo
trovavano sempre disponibile ad ascoltare i loro problemi per i quali aveva
sempre la soluzione migliore e i consigli più rassicuranti.
Le sue vaste competenze, frutto anche di tanti
anni di ricercatore presso l’IRSAE di Palermo, lo hanno reso punto di
riferimento per tanti suoi colleghi del territorio ed abile guida di una scuola
sempre aggiornata ed aperta a proporre innovazioni, nell’ottica della crescita
umana e culturale dei giovani.
Preside dell’istituto superiore “Don G.
Colletto” di Corleone, nell’anno sicuramente più difficile dell’unificazione
tra lo Scientifico, il Classico, il Pedagogico di Corleone e il Tecnico di
Marineo, ha saputo con la sua costante presenza, la sua pazienza e saggezza,
mediare encomiabilmente i problemi e i conflitti che tale situazione poteva
comportare. Ha lasciato, andando in pensione, una scuola unita, fortemente
motivata ed arricchita dalle tante esperienze umane e culturali promosse ed
avviate negli anni e continuate dai suoi successori.
Anche in pensione, il prof. Governali non ha
smesso di mettersi al servizio, per dare alla comunità ulteriori opportunità
culturali; ha continuato ad incontrare a scuola i giovani con magistrali
lezioni sulla letteratura del novecento; ha curato la sua attività di scrittore
con opere purtroppo rimaste inedite; ha sistemato ed organizzato con immane
lavoro, la biblioteca “Patti” annessa alla parrocchia “San Martino” in Corleone
e ne ha fatto una sorta di “circolo culturale”, dove periodicamente ha promosso
incontri di diversa matrice, da quelli di stampo sociologico e politico a
quelli di stampo religioso, dando anche prova di una formazione religiosa
assolutamente priva di stereotipi, che lo hanno fatto apprezzare negli ambienti
religiosi regionali e diocesani quale laico impegnato in sintonia con le
indicazioni di tanti documenti ecclesiali.
Per le ragioni sopra espresse, i cittadini e le
associazioni firmatarie del presente documento propongono al sig. Sindaco,
all’Amministrazione e al Consiglio comunale di Corleone di intitolare a
Giuseppe Governali una via cittadina per mantenere vivo, soprattutto nelle
nuove generazioni la memoria e l’esempio di un grande uomo di scuola e di
cultura, promotore di tante iniziative capaci di aggregare i giovani e le forze
migliori della nostra comunità, di un amministratore competente e integerrimo,
che ha contribuito con altri a costruire una città migliore, capace di parlare
all’Italia, all’Europa e al Mondo.
Corleone, 6 febbraio 2026
F I R M E
Dino Paternostro, direttore Città Nuove
Pippo Cipriani, già sindaco di Corleone
Caterina Pollichino, segretaria Camera del lavoro
“P. Rizzotto” Corleone;
Antonella Sanzio, presidente Associazione di
Amicizia “Italia-Cuba” Corleone;
Salvatore Di Miceli, presidente circolo Anpi
Corleone;
Salvatore Iannazzo, presidente Federconsumatori
Corleone.
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