lunedì, febbraio 16, 2026

Sanità in Sicilia. Centro ricerca di Ismett a Carini, ad aprile il bando


Per la nuova struttura che sorgerà nel palermitano primo appalto da 348 milioni. Previsto l'inizio dei lavori a novembre, completamento a dicembre del 2029

Nino Amadore

PALERMO - Gara ad aprile, inizio lavori a novembre, consegna dell'opera a dicembre 2029. Sono i punti salienti del crono-programma per la costruzione a Carini, in provincia di Palermo, del nuovo centro di ricerca di Ismett, l'Istituto mediterraneo per i trapianti e le terapie ad alta specializzazione, nato dalla partnership tra la Regione Siciliana, attraverso l'Arnas Civico di Palermo, e Upmc (University of Pittsburgh Medical Center), con il coinvolgimento della Fondazione Ri.MED, istituita dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con lo scopo di promuovere, sostenere e condurre progetti e programmi di ricerca nel campo delle biotecnologie. Ribattezzato per comodità Ismett 2, il nuovo centro è molto atteso e rappresenta uno dei principali interventi sanitari nel Mezzogiorno.

Un'opera da quasi 400 milioni di investimento pubblico, a cui si aggiungono 18,9 milioni di Upmc Italy per la progettazione: 348,8 milioni sono a carico del governo italiano, 50 milioni della Regione Siciliana destinati alla componente tecnologica. L'appalto per la sola infrastruttura vale 348 milioni, mentre le tecnologie saranno oggetto di una gara separata.

A fare il punto sullo stato dell'arte del progetto è Angelo Luca, direttore generale di Ismett e amministratore delegato di Upmc Italy, che racconta un percorso istituzionale iniziato a maggio del 2024 e ora arrivato alla fase di chiusura della Conferenza dei servizi. Secondo Luca, uno snodo decisivo è la validazione del progetto

esecutivo: prima di bandire una gara di queste dimensioni, infatti, il progetto deve essere sottoposto a una verifica formale e tecnica - dalla completezza degli elaborati alla coerenza economica, fino alla piena "cantierabilità" - così da ridurre il rischio di contenziosi, varianti e rallentamenti in corso d'opera. In un percorso ordinario questa verifica richiederebbe l'affidamento a un soggetto terzo tramite una gara dedicata, con tempi ulteriori. Per accelerare l’iter l’Agenzia del demanio nazionale si è resa disponibile a svolgere direttamente l'attività di verifica attraverso una convenzione (da firmare) con la Regione Siciliana.

Intanto Invitalia, con cui e stata firmata una convenzione a ottobre dell'anno scorso come stazione appaltante qualificata, sta preparando i documenti di gara: l'obiettivo è arrivare ad aprile con la pubblicazione del bando, avviare i lavori a novembre 2026 e completare l'opera a dicembre 2029. Il progetto architettonico è curato dallo studio di Renzo Piano, affiancato da una grande società di ingegneria italiana. Upmcha ha promosso e finanziato sia il progetto definitivo sia quello esecutivo, includendo la supervisione artistica dello studio Piano durante l'esecuzione. La scelta di sviluppare il progetto esecutivo prima della gara ha consentito di procedere in parallelo con le autorizzazioni, recuperando circa dodici mesi rispetto a un iter sequenziale. Il complesso si estende su 60.000 metri quadrati, di cui 45.000 destinati ad aree cliniche, ed è articolato in due corpi paralleli di quattro piani fuori terra, collegati da un volume centrale per accoglienza e uffici, con una piastra semi-interrata su due livelli dedicata a diagnostica, tecnologia e logistica. Il nuovo centro di Carini disporrà di 253 posti letto, tutti in camere singole, di cui 36 di terapia intensiva e 217 convertibili in sub-intensiva; sono previste 14 sale operatorie più 6 sale ibride, 24 posti Pacu (post-anestesia) e 50 ambulatori. Circa il 50% delle camere sarà a pressione negativa per ridurre il rischio infettivo e rafforzare la resilienza in scenari pandemici. Il programma clinico comprende trapianti addominali, cardiaci, toracici e pediatrici, oltre alla gestione di patologie cardiache, polmonari, oncologiche, neurologiche e muscoloscheletriche. Il nuovo polo sarà parte di quello che viene definito "un ecosistema traslazionale integrato con il Centro per le biotecnologie e la ricerca biomedica della Fondazione Ri.MED.

Secondo Luca, la prossimità fisica tra i due centri consentirà di ridurre i tempi tra scoperta scientifica e applicazione clinica, facilitando trial più rapidi, terapie personalizzate e trasferimento tecnologico. Il modello integra cura, ricerca e formazione con l'obiettivo dichiarato di attrarre talenti e generare ricadute economiche attraverso lo sviluppo di competenze e imprese biotech.

Ilsole24ore, 26/2/2026

Nessun commento: