mercoledì, gennaio 31, 2024

68° anniversario “Sciopero alla Rovescia”. Saranno presenti le scuole. La Cgil: “Importante la memoria di questa originale forma di protesta che fece scalpore in tutt’Italia”


Palermo 31 gennaio 2024 – Venerdì 2 febbraio si terrà a Partinico l’iniziativa ”Lo sciopero alla rovescia e la Costituzione a processo”, in occasione del  68° anniversario della manifestazione.  

Alle ore 9, in via Vecchia di Valguarnera, dove si trovala targa collocata 8 anni fa dalla Cgil in memoria dei lavoratori che parteciparono il 2 febbraio del 1956 all'iniziativa, si terrà un momento di rievocazione dei fatti a cura di Dino Paternostro, responsabile dipartimento Archivio e memoria storica della Cgil Palermo e di Tanino la Corte,  segretario della Camera del Lavoro di Partinico. Alle 10 l’iniziativa proseguirà nell’aula consiliare del Municipio di Partinico alla presenza del sindaco Pietro Rao, del presidente del consiglio comunale Erasmo Bruganò, della dirigente scolastica del liceo “Santi Savarino” Lucia La Fata, del segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo, del sociologo Salvatore Costantino, della presidente del centro “Pio La Torre” Loredana Introini e di Calogero Barretta dell’associazione Inikon. Saranno presenti alcune classi del liceo “Santi Savarino” e dell’Istituto “Danilo Dolci”.

Ora è ufficiale: ecco i nuovi vertici della Sanità siciliana

L’assessore regionale alla salute Giovanna Volo e il presidente della Regione Renato Schifani

Confermati tutti i nomi contenuti della proposta dell'assessore Volo anticipata da Insanitas. In questa fase saranno commissari straordinari

PALERMO. Via libera dalla giunta regionale alla designazione dei nuovi vertici della Sanità siciliana: i nomi sono quelli trasmessi dall’assessorato regionale alla Salute guidato da Giovanna Volo con le “proposte di nomine” anticipate in esclusiva stamattina da Insanitas (CLICCA QUI).

In attesa del completamento dell’iter con il parere della commissione Affari istituzionali dell’Ars, i designati guideranno già da domani le stesse aziende in qualità di commissari straordinari, ad eccezione di Gaetano Sirna confermato direttore generale del Policlinico di Catania fino a ottobre 2025. Per quanto riguarda, invece, gli ospedali universitari di Palermo e Messina, i vertici sono stati individuati all’interno di una terna di nomi proposta dai rispettivi rettori

Ecco i nomi

Comune, incontro del sindaco con Cgil, Cisl Uil, che esprimono soddisfazione. “Tre nuovi momenti d’incontro concordati. Riguarderanno bilancio di previsione, Pnrr, con un tavolo di monitoraggio, e aziende partecipate”

Un momento dell’incontro tra i sindacati Cgil-Cisl-UIL e il sindaco di Palermo Roberto Lagalla

Palermo 31 gennaio 2024 – Si è svolto oggi l’incontro tra le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil e il sindaco Roberto Lagalla, alla presenza anche del direttore generale Eugenio Ceglia. Il faccia a faccia tanto atteso si è svolto a palazzo Palagonia, dopo svariate richieste di incontro inviate dalle organizzazioni sindacali.

Della delegazioni hanno fatto parte per la Cgil il segretario generale Mario Ridulfo e i segretari Francesco Piastra, Laura Di Martino, Bijou Nzirirane e Dario Fazzese, per la Cisl Palermo Trapani il segretario generale Leonardo la Piana e la segretaria Federica  Badami e per la Uil Sicilia Palermo il segretario Ignazio Baudo.

IL RACCONTO. Trapani scommette sulla voglia di cultura. “Capitale del libro chance da sfruttare”

La biblioteca Fardelliana custode di un tesoro cartaceo

Oggi l’audizione con il ministero per la candidatura della città. L’assessora alla Cultura: “ Il chiostro diventa un’agorà”. 
L’editore Navarra: “ Qui c’è un enorme circuito di risorse”. La libraia Stefanetti: “Forse il valore del traguardo non viene percepito ma con il premio finale si potranno realizzare tutte le iniziative previste dal progetto”. Le rassegne letterarie e i tesori di carta della biblioteca Fardelliana. Lo scrittore Pilati: “C’è il desiderio di confrontarsi con i testi e con gli autori” 

di Antonio Trama

La capitale del libro in una provincia nella quale le rassegne sui libri si moltiplicano continuamente a dimostrazione della grande voglia di leggere ma anche di confrontarsi. Così Trapani spera di conquistare il titolo di capitale italiana del libro 2024 in una giornata, quella di oggi, scandita dall’audizione con la commissione del ministero della Cultura per un riconoscimento che avrebbe significative ricadute sulla città. 

Bagheria, sorgeranno due case di comunità. Illustrata la missione 6 del Pnrr nel distretto sanitario 39. La Cgil: “L’Asp fa il tour nei comuni per presentare il programma e non incontra ancora i sindacati”


Palermo 30 gennaio 2024 – Due case di comunità sorgeranno a Bagheria e a Santa Flavia, una casa di comunità Hub e una casa di comunità Spoke.  

In un incontro che si tenuto oggi a palazzo Butera, l’Asp, che sta facendo un giro per i comuni per spiegare la missione 6 del Pnrr, ha illustrato le opportunità di miglioramento dell’offerta di salute nei vari distretti con la realizzazione di ospedali di comunità, centri operativi territoriali e case di comunità. Nel territorio di Palermo sono previste 38 case di comunità, 10 ospedali di comunità  e 12 centrali operative territoriali. All’incontro in municipio erano presenti l’amministrazione comunale, il direttore del distretto socio sanitario Gianfranco Licciardi, la dottoressa Concetta Noto, direttore Rua dell’Asp 6, e responsabile dei fondi Pnrr. 

lunedì, gennaio 29, 2024

Palermo, via Spinuzza: accerchiato e pestato selvaggiamente. “Ho rischiato di perdere un occhio”

Francesco Brugnone

È successo sabato sera. La vittima, Francesco Brugnone, segretario generale Nidil Cgil Palermo, racconta: “Sono entrato in auto e volevo fare retromarcia ma non si è spostato nessuno. I ragazzi che ostruivano il passaggio, anziché spostarsi, hanno iniziato a dare calci e pugni alla macchina. Poi sono sceso e mi hanno picchiato”.

Pestato in pieno centro da alcuni giovanissimi durante un tentativo di fare retromarcia. E' successo sabato sera in via Spinuzza, uno dei luoghi più caldi della movida palermitana. Protagonista della disavventura Francesco Brugnone, segretario generale di Nidil Cgil Palermo. E' lui stesso a raccontare i fatti. "Stavo tornando semplicemente da una serata con gli amici in pizzeria - ha detto -. Avevo parcheggiato la macchina in via Spinuzza. Ho provato solo a recuperare il mio mezzo per tornare a casa. Io, la mia fidanzata e un’amica siamo entrati in auto, ho acceso il motore per fare retromarcia, ma non si è spostato nessuno. La piazza era piena di ragazzi, tra i 16 e i 25 anni, con motorini, smart, autovetture. La mia macchina, come tutte le altre nel parcheggio, era completamente circondata".

domenica, gennaio 28, 2024

MAFIA, DOPO MESSINA DENARO CI SONO PIÙ MANAGER E MENO BOSS

Matteo Messina Denaro

Un anno dopo l'arresto di Matteo Messina Denaro si cerca di cogliere i nuovi caratteri della mafia. E già affiorano due tendenze, segnalate da esperti e investigatori. La prima è un progressivo allentamento della stretta di violenza che, con gli attacchi allo Stato, aveva stimolato una devastante risposta repressiva. L'altra tendenza è quella che, attenuando i clamori, mira a spianare la strada verso l'inserimento di Cosa nostra nel sistema degli affari con nuovi metodi e nuove competenze.
 

    Questa linea e la scomparsa di Messina Denaro chiudono allora la lunga stagione stragista? "Su quel periodo si continua a indagare", ha avvertito il procuratore di Palermo, Maurizio de Lucia. Non tutto è stato accertato e la scomparsa dei maggiori protagonisti, da Totò Riina a Bernardo Provenzano, ha lasciato inesplorati tanti "buchi neri". Il fatto certo è che la struttura di Cosa nostra non è più quella descritta da Tommaso Buscetta. La mafia non ha più un vertice e il suo profilo somiglia a una rete di gruppi con un forte radicamento territoriale.

sabato, gennaio 27, 2024

Bimbi maltrattati, 5 anni alla maestra dell’asilo Puglisi di Villafrati: era violenta e urlava in classe. Era finita agli arresti


Virgilio Fagone

I giudici hanno accordato alle parti civili (rappresentate dagli avvocati Paola Valle, Carmelo Franco, Gaetano La Venuta (nella foto piccola), Salvatore Cuccia) un risarcimento da quantificare in sede civile.

Una maestra accusata di avere maltrattato alcuni bambini della scuola dell’infanzia Beato Pino Puglisi di Villafrati è stata condannata a cinque anni di reclusione, oltre all’interdizione dai pubblici uffici. La sentenza contro Maria Pia Traina, di 49 anni, originaria di Santo Stefano Quisquina, nell’Agrigentino, è stata pronunciata ieri dal tribunale di Termini Imerese, presieduto da Vittorio Alcamo. La donna è stata riconosciuta parzialmente incapace di intendere e di volere, cosa che ha ridotto un po’ l’entità della pena.

La Giornata della Memoria a Campobello di Licata con Silvio Benedetto, Silvia Lotti ed Giuseppe Costanza


Il Giorno della Memoria a Campobello di Licata (Ag): interventi di Silvio Benedetto, Silvia Lotti, Giuseppe Costanza. Documenti, proiezioni, ma soprattutto disegni e dipinti sul tema.

Inoltre, osservando dei fogli di cartoncino ''macchiati'' casualmente con diversi materiali, alcuni artisti individuarono delle figure da mettere in risalto  a questo riguardo Silvia Lotti a parlato di Pareidolia.

Silvio Benedetto eseguirà un" azione pittorica in dialogo col pubblico.

Il presidente Mattarella e la Shoah: “I fascisti colpevoli della strage di ebrei. No al culto del capo”

Mattarella con Tajani e Meloni

di Concetto Vecchio

Il discorso per la Giornata della Memoria. Conferma il sostegno a Israele ma avverte: “Chi ha sofferto così non neghi il diritto di un popolo a uno Stato”

«La storia della deportazione e dei campi di concentramento non può essere separata dalla storia delle tirannidi fasciste in Europa». Sergio Mattarella cita Primo Levi. Poi aggiunge di suo: «Non si deve mai dimenticare che l’Italia adottò durante il fascismo — in un clima di complessiva indifferenza — le ignobili leggi razziste: il capitolo iniziale del terribile libro dello sterminio. E che gli appartenenti alla Repubblica di Salò collaborarono attivamente alla cattura, alla deportazione e persino alle stragi degli ebrei, sulle quali mai dovremo far calare il velo del silenzio».

Discorso antifascista

Ci scrivono. Corleone, dopo 46 anni una serata insieme degli alunni della III A del liceo classico “G. Baccelli”

Gli alunni della III A del liceo Baccelli di 46 anni fa

“Amarcord” a Corleone.
Dopo 46 anni gli alunni della III A del liceo classico Guido Baccelli di Corleone si sono riuniti. È stato un tuffo nel passato. Hanno ricordato gli anni  passati fra i banchi del liceo tra risa ed emozioni,  constatando come, nonostante il tempo passato, abbiano mantenuto  lo stesso spirito goliardico e scoperto che l' amicizia nata fra i banchi oggi è ancora  più sincera e profonda. (mc)

LA GIORNATA DELLA MEMORIA: SIA VIVA E ATTIVA. SIA DI LEZIONE ANCHE PER I DRAMMI DELL’OGGI E DI IMPEGNO PER IL DOMANI


GIUSEPPE LUMIA

La Giornata della Memoria arriva quest’anno carica di dolore, di conflitti e di tragedie. 

Innanzitutto, bisogna evitare che l’Olocausto degli ebrei sia ricordato in astratto, senza il nerbo del vissuto. Bisogna far capire alle nuove generazioni quello che è veramente accaduto soprattutto nei campi di concentramento, far conoscere loro la tragica e spesso indicibile vita reale che conducevano gli ebrei, dopo le infami leggi razziali, e tutti gli altri che furono costretti con la violenza ad essere prima discriminati e poi deportati, come omosessuali, rom, sinti e caminanti, testimoni di Geova, dissidenti e prigionieri politici. Una vita quotidiana fatta di terrore, lavoro forzato, angherie e sopraffazioni di ogni tipo, percosse continue, fame, mancanza di igiene, negazione del proprio nome e della propria identità, distacco dai figli, tra gli stessi genitori e dagli altri parenti. Una sorta di via crucis crudele e drammatica. 

venerdì, gennaio 26, 2024

Il significato del Giorno della Memoria e l’antisemitismo


di Giuseppe Savagnone

Responsabile del sito della Pastorale della Cultura dell'Arcidiocesi di Palermo, www.tuttavia.eu. Scrittore ed Editorialista.

Polemiche per il Giorno della Memoria

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale, celebrata il 27 gennaio di ogni anno, per commemorare le vittime della Shoah. A istituirla è stata l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, con la risoluzione 60/7 del 1 novembre 2005. Con essa si è voluto non soltanto garantire  il ricordo del genocidio dei sei milioni di ebrei sterminati dai nazisti, ma anche – come si dice all’art. 2 della legge n.211, con cui la giornata è stata introdotta in Italia – assicurarsi «che simili eventi non possano mai più accadere».

La tecnologia degli aguzzini. Così trasferivano i deportati

di DARIO VENEGONI 

La scheda originale di Mauthausen di Italo Tibaldi

A quasi ottant'anni dalla fine della guerra alcune ricerche gettano una luce nuova sui numeri della deportazione italiana, tanto da imporre una revisione anche di convinzioni consolidate. Non cambiano soltanto i numeri, ma la percezione stessa della vita – e della morte – degli italiani nei campi nazisti. 

Dovremo cominciare a modificare il nostro modo di vedere il fenomeno della deportazione politica. Purtroppo non sembrano essersene accorti gli atenei italiani, nessuno dei quali prevede un corso specifico sull'argomento, quasi che non ci sia più nulla da dire o da aggiungere a quanto già scritto ormai diversi anni fa.

Un saluto ed un abbraccio commosso a mons. Emanuele Catarinicchia, il “nostro” decano


DINO PATERNOSTRO

Ci ha lasciati mons. Emanuele Catarinicchia. È stato vescovo di Cefalù e di Mazara del Vallo, ma per noi è stato il decano di Corleone. Sempre e solo il decano. Amato (non da tutti), sostenuto e contrastato, ma sempre protagonista. Tanti di noi l’hanno avuto insegnante di religione al liceo classico. E le sue non furono mai lezioni di “routine”, ma confronto vero, a volte scontro, perché Catarinicchia era un uomo ed un prete con convinzioni profonde, sanguigno, con un tono di voce roboante: ascoltarlo valeva la pena, anche quando non lo si condivideva. 

Venne a Corleone nel 1961 e andò via da vescovo di Cefalù nel 1978, 17 anni dopo. Si buttò a capofitto in un’opera di rinnovamento della chiesa corleonese e dei rapporti con la politica. Più che sostenere supinamente la Dc, provò a stimolare la nascita e l’affermazione di cattolici impegnati in politica, fedeli alla dottrina sociale della chiesa.

Morto a Mazara del Vallo il Vescovo emerito mons. Emanuele Catarinicchia

Monsignor Emanuele Catarinicchia

Il Vescovo emerito Emanuele Catarinicchia ha raggiunto la casa del Padre
. Dopo più di un mese di sofferenza intensa che ha aggravato le sue condizioni di salute già precarie, se ne è andato al suo Signore carico d’anni e di meriti. A luglio avrebbe compiuto 98 anni e già da tempo diceva di essere pronto per il viaggio, continuando a chiedere perdono a quanti incontrava. Si era ben preparato all’incontro, nel silenzio e nella meditazione della sua abitazione che considerava il suo eremo. Era nato a Partinico (PA), Arcidiocesi di Monreale, il 12 luglio 1926. Ordinato presbitero il 2 aprile 1949, parroco in diverse parrocchie era stato arciprete di Corleone fino alla nomina episcopale alla sede di Cefalù, l’11 novembre 1978. Ordinato Vescovo il 17 dicembre 1978 fu trasferito da Cefalù a Mazara del Vallo il 7 dicembre 1987, divenendo emerito il 15 novembre 2002.

L’assassinio di Mario Francese (26 gennaio 1979): quando Palermo si risvegliò “corleonese”

 

Mario Francese

Riccardo Arena

«Conoscevo bene Mario Francese sin da quando iniziai la mia attività giudiziaria a Palermo, vale a dire dal 1959. Conservo di lui un ricordo carissimo, legato agli anni più intensi e sofferti della lotta contro la mafia, gli anni tra il ‘62 e il ‘71, e ricordo che Mario Francese, insieme col povero Mauro De Mauro, era uno dei cronisti che con più passione e interesse seguivano il mio lavoro. Era un uomo libero, un giornalista coraggioso, onesto e appassionato al suo lavoro. La sua morte violenta non può che essere la conseguenza di un’azione vile, quanto mai, consumata ai danni di un cittadino che ha avuto soltanto il torto di operare così come credeva che fosse giusto operare». Cesare Terranova si espresse così su Mario, il nostro Mario Francese, a caldo, poche ore dopo l’omicidio del cronista giudiziario del Giornale di Sicilia. La sua dichiarazione, che in poche righe fotografa una vita intera, uscì sul nostro quotidiano il 27 gennaio 1979, la mattina dopo il delitto di viale Campania.

Amnesty International Italia: il Parlamento non ratifichi il protocollo Italia-Albania


Amnesty International Italia esprime preoccupazione per i potenziali impatti negativi sull'effettiva tutela dei diritti umani del protocollo Italia-Albania. E invita le istituzioni italiane ad astenersi dalla sua ratifica e attuazione.

In vista della discussione in Parlamento del Disegno di legge sulla ratifica ed esecuzione del protocollo Italia-Albania, prevista il 22 gennaio, Amnesty International Italia ha reso nota una dichiarazione pubblica, che mette in luce le principali criticità dell’accordo e lo contestualizza all’interno di una più ampia tendenza internazionale verso l’esternalizzazione del controllo delle frontiere e dell’esame delle domande di asilo.
Amnesty International Italia si è detta profondamente preoccupata per i potenziali impatti negativi del protocollo sull’effettiva tutela dei diritti umani e invita le istituzioni italiane ad astenersi dalla sua ratifica e attuazione.

Sindacato. La Cgil tentata dalla via referendaria, la possibile sfida con il governo

Un comizio a Roma di Maurizio Landini, segretario generale della Cgil 

Francesco Riccardi

L’Assemblea generale della confederazione discute dell’opportunità (e del merito) di una campagna sui temi del lavoro e più in generale del modello politico-sociale del Paese

Di deciso non c’è nulla. Di definito tanto meno. Ma nella Cgil si è avviata ufficialmente una riflessione sulla possibilità di aprire una grande stagione referendaria. Una mobilitazione lunga e ampia per cercare di incidere più profondamente sulle trasformazioni del mondo del lavoro e sulle politiche pubbliche. Tanto che sul tavolo c’è l’ipotesi di lanciare una grande raccolta firme per la richiesta di diversi referendum e/o proposte di legge di iniziativa popolare.

Mafia. L'ultimo mistero su Messina Denaro: «Fu fermato, ma nessuno lo riconobbe»

Tutti i volti di Matteo Messina Denaro, da boss emergente di Cosa nostra alla cattura dopo la superlatitanza nel gennaio 2023: le prime quattro immagini in alto appartengono a foto del boss, sotto ci sono gli identikit fatti nel tempo dalle forze dell’ordine fino all’arresto - Ansa

Il procuratore di Palermo, De Lucia, parlando a studenti del Casertano: «Nel 2017 il boss fu fermato ad un posto di blocco dell’Arma, solo che nessuno sapeva che faccia avesse»

Vicinissimi, vicinissimi a prenderlo, ben prima del 16 gennaio 2023, quando però dell’identità del super latitante si sa poco. Siamo nel 2017, un carabiniere gli intima l'alt. Lui, diligentemente, accosta l'auto e mostra i documenti. Rapida occhiata alla foto della carta di identità e poi il permesso di rimettere in moto. Poche le descrizioni dei pentiti, vecchie le fotografie che lo ritraggono. Perciò il militare che avrebbe potuto fare il colpo della sua vita, non può capire che davanti ha Matteo Messina Denaro, ricercato già da 24 anni.

Sanatoria per case confiscate, al Sunia assistenza per compilazione e invio delle istanze. Darwish: “Diverse centinaia le famiglie che hanno dovuto recuperare alloggi lasciati al degrado per mancanza di risposte dalle istituzioni”


Palermo 25 gennaio 2024 - Presso il Sunia, in via Tenente Giovanni Ingrao, sarà fornita assistenza per la compilazione e invio delle istanze di sanatoria per le occupazioni abusive degli immobili confiscati alla mafia.
 “Sono diverse centinaia le famiglie che occupano case confiscate alla mafia, vista l’assenza di offerta, di risposte e di attenzione da parte delle istituzioni pubbliche – dichiara Zaher Darwish, segretario del Sunia Palermo -  Famiglie che hanno dovuto fare la scelta di recuperare immobili quasi sempre lasciati all’abbandono e al degrado.  Come tutte le sanatorie, anche questa denota l’assenza di un progetto concreto da parte delle istituzioni per affrontare il tema abitativo a Palermo come in Sicilia”. 

Il Forum sanità pubblica scrive a Schifani: “Caro presidente, torniamo a chiederle un incontro, per conoscere i principi etici alla base delle sue scelte per il governo della sanità pubblica”


Palermo 24 gennaio 2024 - ll Forum Sanità Pubblica Palermo e provincia torna alla carica e riscrive al presidente della Regione Renato Schifani.

Il Forum, espressione di oltre 60 sigle e movimenti riuniti per contrastare lo smantellamento del sistema sanitario pubblico nazionale, per dire basta ai tempi infiniti delle liste d’attesa, ai pronto soccorso intasati, la carenza di medici e pediatri per dire no alla medicina privatistica e ai ticket sui farmaci essenziali, rilancia la richiesta d’incontro già inviata al governatore prima della manifestazione del 27 ottobre scorso, culminata con un sit-in sotto palazzo d’Orleans. 

mercoledì, gennaio 24, 2024

Partinico, «il nome di Impastato dà fastidio»

Michele Giuliano

PARTINICO - «Mi chiedo a chi può dare fastidio il nome di Peppino Impastato e della mamma Felicia Bartolotta». In questo modo l’ex dirigente scolastica del liceo Santi Savarino di Partinico, Vincenza Vallone, ha deciso di intervenire sulla bufera legata al cambio del nome della scuola dall’attuale intestazione al senatore e giornalista Santi Savarino a quello della vittima di mafia di Cinisi e della madre. 

Rompe quindi il silenzio colei che all’epoca di questa decisione era a capo del liceo e che ha portato avanti con convinzione, insieme al consiglio di istituto, tutto l’iter. «Mi chiedo - è il sunto della lettera che ricorda tutti i vari passaggi che si sono consumati - a chi può dare fastidio tale intitolazione e come possa scatenare una tale reazione oppositiva quando si tratta esclusivamente di due grandi testimoni della legalità e della giustizia dei quali il nostro territorio ha

CASTRONOVO DI SICILIA: FERMIAMO LO SPOPOLAMENTO, NUN SI PARTI!


Comune di Castronovo - Consulta Comunale dei Giovani - Nun si Parti - BCsicilia - Al Vecchio Kassaro, 
Venerdì 26 gennaio 2024 ore 18.00, Auditorium comunale di Castronovo di Sicilia:

FERMIAMO LO SPOPOLAMENTO: Incontro con l’associazione Nun si Parti

Saluti istituzionali, Rag. Vitale Gattuso, Sindaco del Comune di Castronovo di Sicilia; Dott. Andrea Piazza, Assessore Turismo e Beni Culturali del Comune di Castronovo di Sicilia; Nino Di Chiara, Presidente Associazione “Al Vecchio Kassaro”; Dott. Alfonso Lo Cascio, Presidente regionale BCsicilia; Dott. Mario Cicero, Sindaco di Castelbuono; Dott.ssa Tiziana Albanese, Presidente Associazioni “Nun si Parti”; Giulia Traina, Presidente Consulta giovanile “Daniele Gentile”.

A seguire, voci di giovani che hanno scelto di restare e investire nel proprio paese.

I FONDI DALLE DICHIARAZIONI DEI REDDITI. Due per mille, il Pd batte tutti: 8 milioni di euro


I dem scelti da oltre 530mila contribuenti staccano FdI che si ferma a 4.8 milioni. E Iv meglio della Lega

DI MATTEO PUCCIARELLI

MILANO — Se per il campo progressista fosse una questione di 2 per mille, stravincerebbe le elezioni: i contribuenti che hanno deciso di destinare la piccola quota ai partiti — e già sono uno sparuta minoranza, il 4 per cento del totale della dichiarazione dei redditi del 2023 — hanno scelto nel 30,4 per cento dei casi il Pd, nel 10 per cento il M5S, nel 4,6 per cento i Verdi, nel 4,1 per cento Sinistra Italiana, nel 3,1 +Europa, nel 2,3 per cento Articolo 1, oggi confluito nei dem. A destra invece c’è in testa FdI (19,9 per cento delle scelte), le due Leghe (la Salvini premier e la Nord, in totale il 7,5 per cento) e Forza Italia inchiodata ad un misero 2 per cento. 

MAFIE. “Reggio Emilia è il centro di riferimento della ‘ndrangheta a Nord, qui cresce la richiesta d’economia illegale. Abuso d’ufficio? Essenziale per indagare su imprese mafiose”

Calogero a Gaetano Paci, procuratore capo di Bologna 

L'INTERVISTA - Calogero Gaetano Paci, da un anno e mezzo procuratore capo della città del processo Aemilia: "I flussi in entrata delle notizie di reato in materia economica che ci arrivano non lasciano dubbi: negli ultimi cinque anni si è avuto un incremento costante". E ricorda come nel suo territorio si è registrato il record d'interdittive antimafia

di PAOLO BONACINI

Il “territorio di Reggio continua a essere il centro di riferimento per il nord della criminalità organizzata”. E Reggio non è Reggio Calabria ma Reggio Emilia. A sostenerlo è Calogero Gaetano Paci, da un anno e mezzo procuratore capo della città del processo Aemilia, il più grande procedimento contro la ‘ndrangheta nel nord Italia. “Anche dopo Aemilia questo territorio continua a essere il centro di riferimento per il nord della criminalità organizzata“, spiega il magistrato, siciliano d’origine, che in passato è stato pm a Palermo e procuratore aggiunto dell’altra Reggio, in Calabria. Esperto investigatore antimafia, Paci analizza la situazione criminale del suo territorio ragionando sui dati finanziari. “I flussi in entrata delle notizie di reato in materia economica che ci arrivano non lasciano dubbi: negli ultimi cinque anni si è avuto un incremento costante e solo

martedì, gennaio 23, 2024

L'ORA/ Le pagine della memoria. CENT’ANNI FA LA MORTE DI LENIN, IL PADRE DELLA RIVOLUZIONE D'OTTOBRE

Lenin

di SERGIO BUONADONNA

Il 21 gennaio di cento anni fa, alle ore 18,50, moriva nella sua residenza di Gorki nell'oblast di Mosca, Vladimir Il'ič Ul'janov detto Lenin. Il padre della Rivoluzione d'ottobre, il bolscevico che mise in pratica le teorie di Carlo Marx, il capo del governo dei Soviet, aveva 54 anni. Pochi per morire, ma questo fu frutto di un tragico destino.

L'Ora – nei limiti della grafica e dell'impostazione dei giornali del tempo – dette il giusto rilievo alla notizia, che commentò e seguì fino ai funerali di popolo seguiti da un milione di persone.

Quelle che pubblichiamo oggi sono pagine straordinarie. Se potete, ingranditele e leggetele. Le dobbiamo alla preziosa collaborazione di Antonella Bentivegna della Biblioteca Centrale della Regione Siciliana da sempre attentissima alla storia, agli articoli, alle foto, alla documentazione dell'Ora, e alla passione che Gaetano Perricone pone alle pagine della memoria per la migliore riuscita della nostra pagina Facebook.

La Cgil Palermo a Lagalla, dopo la mancata risposta alla richiesta di incontro: “Ci autoconvochiamo il 1° febbraio con le categorie sotto la sede di palazzo Palagonia“

Mario Ridulfo, segretario generale Cgil

Palermo 23 gennaio 2024 – La Cgil Palermo ha scritto al sindaco di Palermo Roberto Lagalla annunciando l’autoconvocazione del sindacato sotto la sede della direzione generale del Comune, in via del IV Aprile,  per giovedì 1 febbraio, alle ore 10.  

“Sono trascorse due settimane dall’8 gennaio, cioè dalla data in cui la nostra organizzazione sindacale ha avanzato l’ennesima richiesta di incontro sulle questioni per le quali da oltre un anno chiediamo di essere ricevuti”, ha scritto il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo nella nota. E così, di fronte al silenzio registrato dal primo cittadino, la decisione presa dall’esecutivo della Cgil Palermo è stata quella di comunicare al sindaco che i segretari della Cgil Palermo e delle categorie del sindacato si autoconvocheranno davanti alla sede istituzionale di palazzo Palagonia. Con la prospettiva che una delegazione venga ricevuta. 

Pensioni, per i dipendenti pubblici tagli molto pesanti


L’uscita anticipata diventa di fatto impossibile se non con riduzioni fino al 20%. Ghiglione, Cgil: valutiamo azioni legali per profili di incostituzionalità

STEFANO IUCCI

Il governo ha di fatto cancellato la possibilità della pensione anticipata per tanti lavoratori pubblici. Stiamo parlando degli iscritti alla Cassa per le pensioni ai dipendenti degli enti locali (Cpdel), alla Cassa per le pensioni dei sanitari (Cps) e alla Cassa per le pensioni degli insegnanti di asilo e di scuole elementari parificate (Cpi) e alla cassa per le pensioni degli ufficiali giudiziari, degli aiutanti ufficiali giudiziari e dei coadiutori (Cpug).

lunedì, gennaio 22, 2024

È morto Gigi Riva, uno dei più grandi calciatori italiani. Lo ricordiamo con la sua ultima intervista: "Il calcio di oggi? Una noia"

Gigi Riva nella sua abitazione a Cagliari. È nato a Leggiuno (Varese) il 7 novembre 1944. Ha giocato con la maglia del Cagliari dal 1963 fino alla sua ultima partita, il 1° febbraio 1976. foto di Luigi Narici 

di Marco Madoni

"Rombo di tuono", così lo chiamava Gianni Brera. Perché è stato il più forte attaccante d’Italia. Dopo un lungo silenzio, e mentre un docufilm lo celebra, ci parla del calcio di ieri e di oggi, di politica, amici, canzoni, banditi e depressioni

Cagliari. A righe e a quadretti. Per Gigi Riva non faceva differenza. Anzi, forse meglio a quadretti; potevano ricordare la rete della porta dei campi di calcio. Nei primi anni Settanta, in Sardegna, il volto in multicolor alla Warhol dell’idolo del Cagliari e della Nazionale conquistava addirittura le copertine dei quaderni Pigna per i bambini delle elementari. Persino di chi, continentale, tifava Juventus. Poco importa, Riva era Riva. Anzi Giggirriva, tutto raddoppiato, all’isolana, e tutto attaccato, miticamente, come conviene a quei pochi, pochissimi che dall’iperuranio riflettono la propria immagine in carne e ossa al centro degli stadi.

Questo soltanto per ricordare di chi parliamo; se mai qualcuno lo avesse dimenticato o se i più giovani non avessero idea del più grande attaccante del calcio italiano, 35 gol in azzurro su 42 partite, media pazzesca, un record che resiste da quasi cinquant’anni. E chissà per quanto tempo ancora.

Quando a Corleone la politica contava ancora qualcosa…

Corleone, 21/01/20014 - l’intervento dell’assessore alla salute della Regione siciliana Lucia Borsellino 

Quando la politica contava ancora qualcosa e aveva la forza di portare a Corleone l’assessore regionale alla salute, il presidente della commissione sanità Ars, il direttore generale e il direttore sanitario Asp per diffondere l’ospedale e il suo punto nascita del nostro ospedale!

GUARDA TUTTO! 

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domenica, gennaio 21, 2024

L’INIZIATIVA. Vita, foto e passione di Letizia Battaglia. Nasce il sito internet che raccoglie gli scatti


L’Archivio intestato alla fotoreporter avvia un’opera di divulgazione. Quindici sezioni da Palermo ai viaggi l’elenco dei cataloghi e dei documentari 

di Mario Di Caro

La Leica fra le mani che mettono a fuoco la propria immagine allo specchio, l’immancabile sigaretta stretta tra indice medio e il caschetto biondo, colore prescelto di quel mese di chissà quale anno. La donna allo specchio è Letizia Battaglia nell’immagine scelta per la homepage del sito internet dedicato alla fotografa palermitana, realizzato dall’Archivio e sviluppato da QMedia: un cantiere appena avviato con l’obiettivo di divulgare vita, lotte e scatti di Letizia Battaglia attraverso quindici sezioni fotografiche divise per categorie, da Palermo alla mafia, dalla Real casa dei matti ai viaggi all’estero, dalle feste religiose ai progetti speciali come le “Rielaborazioni” delle storiche foto di cronaca nera.

Va al procuratore di Palermo Maurizio De Lucia il Premio Rocco Chinnici 2024

Il procuratore Maurizio De Lucia

Il Premio Rocco Chinnici 2024 è stato assegnato al procuratore di Palermo Maurizio de Lucia. A dare la notizia è il sindaco di Misilmeri Rosario Rizzolo.

«Non possiamo che essere orgogliosi di avere assegnato questo importantissimo riconoscimento - spiega - a uno uomo delle istituzioni della nostra Repubblica che ha dato prova di come si può battere la mafia nel solco tracciato dal nostro concittadino Rocco Chinnici che proprio oggi (ieri, ndr) se in vita avrebbe compiuto novantanove anni. L’atto deliberativo con cui si assegna il riconoscimento al procuratore de Lucia è stato votato dalla giunta comunale.

IL PERSONAGGIO. Padre Salvatore Lo Bue: “La droga uccide di meno, ma dilaga la morte cerebrale”

Padre Salvatore Lo Bue

Il fondatore della comunità di recupero di Bagheria ricostruisce il percorso iniziato nel 1983 come una sfida ai boss. Il crack a Ballarò. Ci fu assegnato un terreno confiscato a Messina Denaro: arrivò una busta con i proiettili e bruciarono il luogo degli incontri 

di Mario Di Caro

La vera festa è stata celebrata per uno degli ospiti che ce l’ha fatta, dopo aver completato il percorso terapeutico. La Casa dei giovani di Bagheria, comunità di recupero per tossicodipendenti, ha tagliato a fine dicembre il traguardo dei quarant’anni di attività e il suo fondatore, padre Salvatore Lo Bue, 82 anni ben portati, fa ancora su e giù per le carceri della Sicilia a fare colloqui con detenuti tossicomani che hanno bisogno di aiuto: «La comunità può essere più rigida di un carcere — avverte — perché sei costretto a scavare dentro di te, a guardarti allo specchio, mentre in cella puoi anche stare a letto tutto il giorno». 

Facciamo un salto indietro al 1983, quando è cominciato tutto: chi era padre Lo Bue prima della Casa dei giovani? 

sabato, gennaio 20, 2024

Con la strage di Caltavuturo, 20 gennaio 1893, 11 morti, iniziò la repressione del movimento dei Fasci dei Lavoratori

Caltavuturo, la targa dove sono indicati i nomi dei caduti

Dino Paternostro
 

Nella notte del 19 gennaio 1893 un gruppo di contadini di Caltavuturo girò di casa in casa per convincere altri contadini a partecipare all’importante manifestazione del giorno dopo. «Il segnale sarà il suono del corno: appena lo sentite, mettetevi in cammino. L’appuntamento è al Gorgo di S. Antonio, a ridosso di Terravecchia dal lato nord...», furono le istruzioni. 

All’alba del 20 gennaio, si ritrovarono in centinaia ad occupare i 250 ettari di terra comunale, in contrada Sangiovannello. Armati di zappe, i contadini cominciarono a dissodare quella terra sognata da tempo, che l’amministrazione comunale aveva promesso, ma che mai aveva dato. Adesso era lì, a portata delle loro zappe. In ogni angolo della Sicilia erano ormai nati i Fasci dei lavoratori. A Caltavuturo c’era una società operaia presieduta da Bernardo Comella, «che pare assumesse negli ultimi giorni del 1892 il nome di Fascio dei lavoratori».

PIPPO RIZZO. Palermo/Roma andata e ritorno: 30.11.2030 23 — 04.02.2024


La mostra, a cura di Nicoletta Boschiero e Giulia Gueci, racconta il percorso dinamico di un artista versatile quale fu Pippo Rizzo (originario di Corleone) che, per sua stessa definizione ‘irrequieto’, trovò nel cambiamento la propria coerenza, ovvero, l’essenza della propria cifra stilistica. La mostra è in corso a Roma dal 30 novembre 2023 e si chiuderà il prossimo 4 febbraio. Per questo 60mo della scomparsa di Rizzo il comune di Corleone potrebbe pensare di organizzare una mostra sulle sue opere, chiedendo la collaborazione dell’Archivio Pippo Rizzo. E pensare alla creazione di un luogo espositivo permanente, magari con un protocollo d’intesa con gli eredi dell’artista per l’utilizzazione della casa di Corleone dove Rizzo nacque, sita nella centralissima piazza Nascè. (dp)

Attraverso il materiale d’archivio – documenti, libri e fotografie inedite del Fondo Pippo Rizzo, recentemente donato alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea – e grazie al dialogo con le opere di altri artisti del Novecento a lui affini, l’iter espositivo fa emergere la centralità dell’asse Palermo/Roma nella definizione del linguaggio di Rizzo. La mostra mette infatti in evidenza come i costanti spostamenti da una città all’altra – dalla primissima

Insieme ad altri cittadini ho inviato a varie autorità di governo una “richiesta urgente di invocare la Convenzione ONU sul Genocidio”. Se lo condividi, invialo anche tu



DINO PATERNOSTRO

Insieme ad altri cittadini ho inviato a varie autorità di governo una “richiesta urgente di invocare la Convenzione ONU sul Genocidio”. Se lo condividi, invialo anche tu. http://tinyurl.com/invocaConvenzioneGenocidioGaza

Ecco il testo:

Egregio Signore/Gentile Signora,

Nel corso degli ultimi due mesi e mezzo, le forze israeliane hanno ucciso più di 29.000 civili in Palestina, tra cui oltre 11.000 bambini. Scrivo per esprimere la mia profonda preoccupazione riguardo al genocidio in corso e per chiedere urgentemente il vostro aiuto nell'incoraggiare una cessazione immediata delle ostilità e l'invocazione della Convenzione sul Genocidio senza ulteriori indugi.

La Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio, adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1948, rappresenta uno strumento legale indispensabile per prevenire e sanzionare atti di genocidio. La Convenzione sul Genocidio, sancita dal diritto internazionale e vincolante per tutti gli Stati firmatari, esige risposte immediate e inequivocabili alle situazioni di genocidio, sia per imperativi morali che per mandato legale.

Una voce che grida nel deserto: papa Francesco e la guerra


di Giuseppe Savagnone

Responsabile del sito della Pastorale della Cultura dell'Arcidiocesi di Palermo, www.tuttavia.eu. Scrittore ed Editorialista.

Un rifiuto folle?

È dei giorni scorsi la notizia, apparsa su tutti i giornali, che la Leonardo –  ex Finmeccanica, gigante controllato dallo Stato, tra i massimi produttori mondiali di sistema di difesa militare, di cui il maggiore azionista è il ministero dell’Economia col 30% delle azioni – prima di Natale aveva proposto all’ospedale pediatrico «Bambino Gesù» di Roma una donazione di un milione e mezzo di euro, da destinare all’acquisto di macchinari per curare bambini e bambine affetti da malattie rare, e che la direzione dell’ospedale l’ha rifiutata.