venerdì, maggio 22, 2026

CI SCRIVONO I CONSIGLIERI VINTALORO E SCIANNI: “La nuova organizzazione prevista dall’atto aziendale dell’ASP 6 di Palermo ha determinato una situazione che appare fortemente penalizzante e mortificante per il nostro ospedale“

Il consigliere Giuseppe Vintaloro legge in aula il documento che pubblichiamo in questa pagina

GIUSEPPE VINTALORO e ROBERTO SCIANNI

Siamo venuti a conoscenza di una situazione che riteniamo particolarmente delicata e importante per Corleone, e che consideriamo potenzialmente dannosa per il nostro territorio e per il diritto alla salute dei cittadini.

Per questo motivo riteniamo doveroso portare all’attenzione dell’Amministrazione comunale, del Consiglio comunale e di tutta la cittadinanza quanto sta accadendo in merito al nuovo atto aziendale dell’ASP 6 di Palermo e alle scelte organizzative che riguardano il nostro presidio ospedaliero, ponendo particolare attenzione su aspetti meno conosciuti dall’opinione pubblica, ma altrettanto rilevanti per il futuro e per il corretto funzionamento dell’ospedale di Corleone. La nuova organizzazione prevista dall’atto aziendale dell’ASP 6 di Palermo ha infatti determinato una situazione che appare fortemente penalizzante e mortificante per il nostro ospedale, soprattutto se confrontata con altre realtà territoriali.

 

In particolare, presso altri ospedali della provincia è stata istituita una Unità Operativa Complessa di Medicina, con direzione autonoma e presenza del primario direttamente nella struttura. 

Inoltre, i Pronto Soccorso di altre realtà sono stati classificati come “Pronto Soccorso Dipartimentale”.

 

Per “Pronto Soccorso Dipartimentale” si intende una struttura con maggiore autonomia organizzativa e gestionale, inserita stabilmente in un dipartimento ospedaliero, con una propria articolazione funzionale, maggiore capacità decisionale, migliore dotazione di personale e una gestione più indipendente rispetto ad altri presidi. 

In pratica, si tratta di un riconoscimento di maggiore rilevanza sanitaria e organizzativa.

 

È doveroso precisare che nessuna critica viene rivolta alle altre realtà ospedaliere della provincia.

Al contrario, è giusto che territori importanti vengano valorizzati e dotati di strutture adeguate.

Il punto centrale della questione è un altro: evidenziare come l’ospedale di Corleone, nonostante i numeri e il ruolo strategico che svolge, non abbia ricevuto analogo riconoscimento organizzativo.

Infatti, diversi sono stati i presidi destinatari di Unità Operative Complesse e di assetti organizzativi autonomi, mentre Corleone continua a rimanere subordinato ad altre strutture, pur sostenendo carichi assistenziali rilevanti.

 

La Medicina di Corleone, pur avendo un numero di ricoveri superiore rispetto ad altri ospedali, è rimasta una Unità Operativa Semplice. 

La stessa situazione riguarda il Pronto Soccorso che, nonostante registri oltre 10.000 accessi annui, quasi il doppio rispetto ad altre realtà, non è stato elevato a Pronto Soccorso Dipartimentale, rimanendo anch’esso legato organizzativamente ad altre strutture.

 

Questa scelta appare difficilmente comprensibile sotto il profilo della programmazione sanitaria, soprattutto considerando i volumi di attività e il ruolo strategico che il presidio di Corleone svolge per un vasto territorio interno della provincia.

 

Esiste inoltre una problematica organizzativa relativa alla collaborazione tra la Medicina di Corleone e la Lungodegenza. 

Attualmente i medici operano in sinergia tra le due strutture, ma queste dipendono da dipartimenti differenti. 

Questa situazione genera una evidente improprietà organizzativa e potenziali criticità sotto il profilo delle responsabilità professionali e amministrative, poiché il personale medico si trova a operare in ambiti che formalmente non rientrano nella propria diretta competenza dipartimentale.

 

L’eventuale trasformazione della Medicina di Corleone in Unità Operativa Complessa, con direzione autonoma interna al presidio, consentirebbe invece di regolarizzare e armonizzare tale collaborazione, garantendo maggiore chiarezza organizzativa, sicurezza operativa ed efficienza assistenziale.

 

Ulteriore criticità riguarda il reparto di Psichiatria di Corleone, che rappresenta una delle realtà più importanti dell’intera provincia di Palermo, con ricoveri provenienti persino da fuori regione. Nonostante ciò, negli ultimi anni si sono registrati diversi pensionamenti senza un adeguato reintegro del personale, con conseguente progressivo indebolimento del servizio.

 

In conclusione, appare necessario un riesame dell’assetto previsto dall’atto aziendale, affinché il presidio ospedaliero di Corleone venga valorizzato in maniera coerente con i reali volumi di attività, con le esigenze del territorio e con il ruolo sanitario strategico che da anni svolge nell’area interna della provincia di Palermo.

 

Auspichiamo pertanto che sia l’Amministrazione comunale, che da sempre ha mostrato attenzione e sensibilità rispetto alle sorti dell’ospedale di Corleone, sia il Consiglio comunale sia il Comitato Civico del Corleonese, possano intraprendere sin da subito tutte le iniziative istituzionali e i percorsi necessari per contribuire al miglioramento dell’atto aziendale dell’ASP 6 di Palermo, nell’interesse della tutela del diritto alla salute dei cittadini e della valorizzazione del presidio ospedaliero corleonese.

 

Gruppo Consiliare Forza Corleone                                                                                           Vintaloro Giuseppe                                                                                 Scianni Roberto

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