venerdì, gennaio 23, 2026

Mafia, web, soggiorno “obbligato”. Ma la comunità di Corleone non ha il diritto di essere difesa?


Non c’è dubbio che l’accesso alle piattaforme web vadano regolamentate e che debbano esserci limitazioni chiare sui contenuti da divulgare. Non si tratta di invocare censure, ma di pretendere responsabilità e aderenza allo spirito della nostra Costituzione. 

Purtroppo a dare il cattivo esempio è lo Stato, che qualche anno fa ha permesso l’accesso a Rai 1 a Salvuccio Riina, intervistato senza sostanziale contraddittorio dal giornalista/non giornalista Bruno Vespa, per pubblicizzare il suo libro. Ovvio che adesso il Riina continui su questa strada utilizzando tutti gli altri strumenti in voga sul web.

Che poi Maria Concetta Riina, finita in carcere per estorsione aggravata dal metodo mafioso, venga scarcerata dal giudice di Firenze ed inviata ad una sorta di “soggiorno obbligato” a Corleone, appare davvero esilarante. La comunità di Corleone non ha il diritto di essere difesa? Che ha fatto di così terribile questa città per meritare tutto questo? Lo chiediamo al ministro degli interni Piantedosi e al ministro di giustizia (?) Nordio, sempre pronti a pontificare su tutto. (dp)

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