lunedì, gennaio 12, 2026

Oliviero Toscani, gli incontri, il libro, la mostra. Corleone ricorda il fotografo e i suoi ragazzi dal volto pulito


Oliviero Toscani a Corleone nel 1996 durante il casting di «Corleone»

di Carlotta Lombardo

Trent’anni fa gli scatti per restituire al paese, simbolo della mafia, la sua immagine. Domani, martedì 13 gennaio, all’istituto Don Giovanni Colletto del comune siciliano il tributo «Con Toscani. Corleone nel Mondo»


Sicilia, 16 settembre 1996. Corleone, il ventre più fecondo della mafia, posa per Oliviero ToscaniPer una settimana davanti all’obiettivo dell’autore delle immagini più controverse e provocatorie della pubblicità sfilano centinaia di ragazzi convocati dal grande fotografo per fare da modelli al nuovo catalogo Benetton primavera-estate 1997. 

L’impresa è audace: mostrare che Corleone non è solo mafia ma futuro e aspirazioni e che i giovani abitanti, con i picciotti e le onorate famiglie, non hanno nulla a che spartire. Ne verranno scelti cinquanta. Cinquanta facce pulite per mettere in crisi gli stereotipi attraverso un veicolo di comunicazione potentissimo, un catalogo di moda, appunto (si chiamava «Corleone»), stampato in due milioni e mezzo di copie, tradotto in otto lingue e distribuito in 120 Paesi. Per mostrare che anche lì, nella patria dei Liggio, dei Provenzano, dei Riina, una vita normale è possibile. Che le ragazze e i ragazzi del luogo vivevano una vita come quella dei loro coetanei in altre parti d’Italia.

A distanza di 30 anni, esattamente un anno dopo la scomparsa del fotografo — era il 13 gennaio 2025 quando Toscani ci ha lasciati, a 82 anni, per una grave forma di amiloidosi —, Corleone gli rende omaggio con una giornata di incontri, dibattiti e video-interviste con i protagonisti che animarono quel coraggioso progetto di rinascita civile voluto dall’allora sindaco di Corleone, Giuseppe Cipriani. E, naturalmente, una mostra fotografica (visitabile fino al 31 gennaio) con i lavori del 1996 di Toscani. Titolo dell’evento: «Con Toscani. Corleone nel Mondo». L’appuntamento è per domani, dalle 9.30, all’istituto d’istruzione superiore Don Giovanni Colletto del comune siciliano.

«Ricordo bene quei giorni — racconta Paolo Landi, fine intellettuale, advisor di comunicazione e, per 20 anni, direttore pubblicità di Benetton Group sempre al fianco di Toscani —. Ognuno di quei ragazzi aveva un desiderio: chi voleva restare, chi voleva scappare, chi sognava l’università, chi il calcio. A quei ragazzi Oliviero non dava un copione. Li metteva davanti all’obiettivo lasciando che ognuno fosse semplicemente sé stesso». Insomma: «Voleva mostrare la verità senza mascherarla; che la fotografia avesse la forza di un gesto civile. Così, aveva trasformato i cataloghi di moda in un’altra occasione per fare informazione portando la vita vera nella pubblicità. Un rivoluzionario. Una scheggia nel fianco del sistema. Nessuno riesce a fare quello che ha fatto lui».

Domani, dopo gli interventi dell’attuale sindaco di Corleone, Walter Rà, Landi presenterà anche il suo libro: «Oliviero Toscani. Comunicatore, provocatore, educatore», pubblicato a luglio per Morcelliana. Che poi ha ispirato (ancora una volta) Giuseppe Cipriani nell’ideazione del tributo al grande fotografo. «Sì, l’idea mi è venuta leggendo il libro di Landi perché Toscani lo ricorderemo anche grazie a quest’opera di ricostruzione biografica che restituisce l’artista nella sua complessità e umanità — spiega l’ex primo cittadino, sindaco di Corleone dal 1991 al 2002 —. Cosa mi ha colpito di Toscani? L’ostinazione nel perseguire la sua visione del mondo. “Noi dobbiamo mangiare ogni giorno in un posto diverso e parlare con più gente possibile”, diceva. “Dobbiamo entrare nella vita di questi ragazzi, mostrare la loro realtà”. Emotivamente, era molto preso».

Poi un riferimento all’evento di domani: «Ricorderemo ai giovani di oggi — conclude — quello che è successo a Corleone quasi 30 anni fa chiamando anche i ragazzi di allora a testimoniare, a raccontare il loro incontro con Toscani. Non sarà un tributo formale, ma la restituzione di un gesto civile che, ancora oggi, qui ha lasciato un segno».

Corriere della sera, 12 gen 2026

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