Il consiglio dei ministri, senza aspettare la fine della raccolta firme, ha fissato la data del voto sulla legge Nordio
ROBERTA LISI
Il referendum sulla legge Nordio si terrà il 22 e 23 marzo, è quanto deciso dal Consiglio dei Ministri di oggi.
Già nelle modalità di convocazione vi è celato l’obiettivo non solo della riforma ma anche l’idea di governo e di potere di Meloni e dei suoi. Si fissa la data delle urne senza aspettare l’esito della raccolta delle firme promosso da 15 cittadini che si concluderà il 30 gennaio e, ovviamente, questa sì prevista dalla legge. Arroganza, sprezzo delle regole che vengono piegate all’interesse e al volere di chi pro tempore – è bene ricordare – siede a Palazzo Chigi.
La risposta, allora, è quella di continuare a firmare, lo ricordiamo c’è tempo fino al 30 gennaio. Questo il link alla piattaforma di raccolta firme per la promozione del referendum oppositivo alla riforma costituzionale della magistratura:
https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5400034
L’EQUILIBRIO DEI POTERI
Questo è il nocciolo della questione. Con la Riforma Nordio sulla quale saremo chiamati ad esprimerci appunto il 22 e 23 marzo, si vuole affermare che i tre poteri previsti 80 anni fa dalla nostra Costituzione – esecutivo, legislativo e giudiziario – non sono più pari, autonomi, indipendenti e in equilibrio in un gioco di pesi e contrappesi raffinato indicato da madri e padri costituenti. Nel volere della destra centro al governo, il potere esecutivo deve essere “più potente” degli altri, il legislativo via via svuotato, il giudiziario posto sotto schiaffo del governo affinché il manovratore non venga disturbato. Davvero una strana, bislacca e pericolosa idea di democrazia.
IL POTERE DELL’ESSERE INFORMATI E SCEGLIERE
Perché questa accelerazione? È presto detto: preoccupa il fatto che più tempo avranno i sostenitori del No per informare elettori ed elettrici, più il Sì si indebolisce. Da un lato, dunque, dimostrazione di insicurezza, dall’altro ancora una volta una malata idea di democrazia secondo la quale ci si dovrebbe piegare al potere del capo o della capa senza informarsi, senza capire.
E invece No, informarsi, capire e sceglieresono fondamentali per uno stato democratico costituito da cittadini e cittadine sovrani e non da sudditi.
12 gennaio 2026

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