venerdì, gennaio 23, 2026

La strage di Caltavuturo, 20 gennaio 1893: domani e il 25 dibattito e film a palazzo Bonomo per ricordare gli 11 martiri. Cgil: “Uccisi per avere chiesto pane e lavoro. Ricordarli è un dovere”


Dichiarazione di B. Verro

Palermo 23 gennaio 2026 – La strage di Caltavuturo del 20 gennaio 1893, in cui 11 contadini furono uccisi a colpi di fucile dai militari, sarà ricordata domani 24 gennaio e domenica 25 gennaio a Caltavuturo. Un’iniziativa, organizzata a palazzo Bonomo dalla Cgil, insieme alla Consulta giovanile e all’Anpi, dal titolo “20 gennaio 1893. La memoria non si cancella”, per ribadire il valore della memoria e ricordare una strage che trova poco spazio nella storiografia ufficiale. 

La mattina del 20 gennaio, centinaia di contadini decisero di occupare, a Caltavuturo, 250 ettari di ettari di terra comunale, in contrada Sangiovannello, presso il Gorgo di Sant’Antonio. Armati di zappe, cominciarono a dissodare quegli appezzamenti che l’amministrazione comunale aveva promesso di distribuire ma mai aveva dato. A seguito di una sassaiola ingaggiata contro l’esercito regio, il governo rispose con una dura repressione. Otto contadini furono uccisi sul colpo, ventisei rimasero feriti tre dei feriti morirono nei giorni successivi. 

Giovanni Ariano di 54 anni, Giuseppe Bonanno, 28 anni, Calogero Di Stefano, 22 anni, Vincenzo Guarnieri, 18 anni, Mariano Guggino, 45 anni, Niccolò Iannè, 60 anni, Giuseppe Modaro, 34 anni, Giuseppe Renna, 30 anni, persero la vita all’istante. Tra i martiri di Caltavuturo si aggiunsero poi Francesco Inglese di 68 anni, Salvatore Castronovo, di 43 Pasquale Cirrito, di 17 anni.

Con la strage di Caltavuturo iniziò la repressione del movimento dei Fasci dei lavoratori. “Non si cancellano, non si devono cancellare i volti e le storie delle undici vittime innocenti della strage di Caltavuturo, ‘saziati di piombo per aver chiesto pane e lavoro’, come scrisse Bernardino Verro il 29 gennaio 1893. Noi abbiamo il dovere della memoria, i caduti il diritto di essere ricordati – affermano Dino Paternostro, responsabile Archivio e memoria storica Cgil Palermo e il segretario Cgil Palermo Dario Fazzese - Oggi, tutti i lavoratori e il popolo democratico devono fare in modo che con questa memoria si costruisca un futuro migliore. Oggi come allora, seppur nelle mutate condizioni socio-economiche, abbiamo bisogno di pane e lavoro, di pane per tutti e di lavoro buono, non sfruttato, in sicurezza. Oggi come allora abbiamo bisogno di relazioni internazionali fondate sul rispetto e la cooperazione tra i popoli, in grado di garantire pace, sicurezza, libertà, democrazia e sviluppo. Questi obiettivi li rivendicava il movimento dei Fasci dei lavoratori oltre un secolo fa, ma sono estremamente attuali”. 

L’iniziativa prende il via domani alle ore 18 a Palazzo Bonomo. Introduce e coordina Antonino Musca, autore di “Pane e lavoro. Storie di lotte per la terra”. Intervengono Antonio Romana, presidente della consulta giovanile di Caltavuturo, Dino Paternostro, Ottavio Terranova, coordinatore Anpi Sicilia e presidente Anpi Palermo, Dario Librizzi, autore del libro “La Sicilia insorta. I Fasci dei lavoratori tra politica e storiografia”, Luca Li Vecchi, presidente cooperativa Verbumcaudo e Dario Fazzese. Conclude Antonello Cracolici, presidente della commissione regionale Antimafia. 

Domenica alle ore 17.30 a palazzo Bonomo sarà proiettato il film “1893. L’inchiesta” di Nella Condorelli. Presentazione a cura di Rosario Calanni, direttore di produzione.   

Nessun commento: