mercoledì, gennaio 07, 2026

Ospedali, analisi, manager. Le tre mosse dell'assessore alla salute Daniela Faraoni

Il presidente Schifani e l’assessore Faraoni

Giacinto Pipitone

Palermo - «Dobbiamo garantire il corretto rapporto tra l’attività istituzionale degli ospedali e quella privata di chi ci lavora. E so benissimo che questa è un’area particolarmente vulnerabile»: l’assessore Daniela Faraoni anticipa così il provvedimento che sta per essere inviato ai manager degli ospedali siciliani. 

Sarà un giro di vite per regolamentare in modo diverso la cosiddetta intra moenia, cioè la possibilità garantita ai medici di svolgere attività privata in orari diversi all’interno dei reparti in cui sono assunti dal sistema pubblico.

È, questa, una risposta che l’assessore sta preparando alla Corte dei Conti che alla vigilia di Capodanno ha spedito le conclusioni di una indagine sulla gestione delle liste d’attesa dalla quale emerge che l’eccessivo ricorso all’intra moenia sta aggravando i ritardi delle prestazioni ordinarie pesando così sui conti pubblici. 

Il provvedimento al quale lavora la Faraoni fisserà dei paletti quantitativi sull’intra moenia ma prevederà anche controlli maggiori sul loro rispetto: «Servono controlli che diano garanzia di applicazione rigorosa delle regole in questo delicatissimo settore. E bisogna trovare un equilibrio che metta al riparo dal rischio di far deflagrare il sistema pubblico».

In realtà la Corte dei Conti aveva segnalato proprio l’assenza di controlli sull’intra moenia, al punto che secondo i magistrati non sarebbero state rispettate le regole imposte a livello nazionale. Per questo la Faraoni progetta una stretta che verrà introdotta fra qualche giorno.

E c’è un’altra risposta che, nei fatti, l’assessore intende dare ai rilievi della Corte dei Conti: «A breve partirà anche una nuova fase della gestione delle liste d’attesa. Sono convinta che già per le prestazioni urgenti e brevi (quelle da assicurare entro 10 giorni, ndr) ci sia già stata una accelerazione. Il prossimo passo sarà sganciare le prestazioni necessarie ai pazienti cronici e fragili dalle liste d’attesa. Prevediamo che il sistema prenda in carico queste persone programmando all’inizio dell’anno e per un lungo periodo tutti gli esami e le prestazioni standard che devono essere loro garantite. Evitando così che finiscano nel sistema generale delle prenotazioni che ciascun paziente fa da sé. Questo dovrebbe anche evitare di ingolfare i sistema informatici, eliminando un fattore che normalmente allunga le liste d’attesa».

E, al di là dei rilievi della Corte dei Conti, su questo fronte c’è un altro campanello d’allarme, scattato su segnalazione del ministero: «In Sicilia - spiega l’assessore - si fanno mediamente ogni anno 70 milioni di prestazioni diagnostiche. Il punto è che circa 50 milioni sono analisi cliniche. C’è qualcosa che non va, ne vengono prescritte troppe e questo fa sì che in Sicilia il loro numero sia maggiore che in tutte le altre regioni. Stiamo lavorando per risolvere anche questo problema».

L’ultimo capitolo di questo piano di breve periodo, da mettere in atto a gennaio, è la riscrittura dei contratti dei manager di Asp e ospedali. Già nella conferenza stampa di fine anno il presidente Schifani aveva lamentato «la difficoltà di applicare sanzioni e perfino la rimozione per target falliti». La soluzione a cui lavora l’assessore è «un addendum agli attuali contratti che fissi obiettivi più stringenti e altri del tutto nuovi. Saremo più precisi e articolati sulle criticità che vanno affrontate». L’obiettivo è permettere verifiche più rapide, spiega l’assessore. 

Il piano in elaborazione arriva in uno dei periodo più tormentati della sanità pubblica: l’ultimo caso è quello del caos nei pronto soccorso durante le festività. L’assessore non si tira indietro davanti alle difficoltà senza nascondere a se stessa i rumors che indicano la sua come una delle poltrone in bilico nel rimpasto che sta per aprirsi: «Stiamo affrontando tutte le difficoltà. Sono percorsi lunghi ma se mi lasciano lavorare le soluzioni arriveranno».

GdS, 7/1/2026

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L’assessore alla salute Faraoni dovrebbe rassegnare le dimissioni (o essere rimossa dalla carica) per manifesta incapacità o per complicità con un sistema sanitario marcio e corrotto. Un sistema in cui alcuni medici rallentano l’attività nelle strutture pubbliche per incrementare l’attività privata e gonfiarsi le tasche con i soldi dei contribuenti. 

L’unico sistema che potrebbe funzionare sarebbe quello della netta separazione tra pubblico e privato, com’era nei primi anni della riforma sanitaria. Ovviamente, eliminando davvero il numero chiuso nelle università, con l’obiettivo di avere medici ed infermieri sufficienti alla necessità di assistere i cittadini. 

Quello che dice la Faraoni è  un pannicello caldo che non modificherà per niente l’attuale drammatica situazione (dp)

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