domenica, gennaio 04, 2026

Accanto alle donne, per sempre: l’eredità dell’ostetrica di Solarino (Sr) Mariuccia Cassia

Mariuccia Cassia in attività
 


Mariuccia Cassia 

di LAURA LIISTRO

Per generazioni intere, a Solarino come in tanti altri paesi italiani, nascere non significava varcare la soglia di un ospedale, ma venire alla luce tra le mura di casa, circondati da volti familiari e da mani esperte. 

In questo contesto si colloca la figura di Maria (Mariuccia) Cassia, classe ‘31, ostetrica titolata, profondamente radicata nella memoria collettiva della comunità solarinese, protagonista di una fase di passaggio fondamentale nella storia della nascita. Mariuccia Cassia non fu una levatrice nel senso tradizionale del termine, ma una professionista formata e riconosciuta, scritta all’albo, capace di coniugare il sapere scientifico con un’assistenza di prossimità. 

Operò in un periodo in cui il parto domiciliare era ancora una realtà diffusa e l’ostetrica rappresentava un riferimento stabile per le donne e per le famiglie. 

La sua presenza non si limitava al momento del parto, ma accompagnava la donna lungo la gravidanza, nel puerperio e, spesso, anche oltre, diventando una figura di fiducia, ascolto e sostegno, da non dimenticare i primi bagnetti dei neonati e la cura del cordone ombelicale del neonato. 

Il suo lavoro si svolgeva prevalentemente nelle case, luoghi in cui la nascita era un evento familiare e comunitario. In quegli spazi, Mariuccia entrava in relazione con interi nuclei familiari, conoscendone storie, fragilità e dinamiche. Con lei si chiude simbolicamente a Solarino una lunga tradizione di parto in casa assistito da ostetriche, prima che l’ospedale diventasse il luogo esclusivo della nascita.

Pur inserita in un sistema sanitario sempre più regolamentato, Mariuccia Cassia seppe mantenere quell’approccio umano ed empatico che per secoli aveva caratterizzato la cura femminile. 

La sua figura rappresenta così un ponte tra due mondi: la tradizione e la modernità, l’esperienza vissuta e la competenza professionale, la relazione e la tecnica.

Oggi Solarino chiude una porta del novecento e saluta un tassello storico della propria comunità.

Con la celebrazione dei funerali di Mariuccia Cassia, il paese ha reso omaggio non solo a una donna, ma a una figura che ha attraversato le vite di intere generazioni. 

Un momento collettivo di riconoscimento e memoria, che ha riportato alla luce il valore di un lavoro spesso silenzioso, ma decisivo.

In un’epoca in cui l’assistenza sanitaria rischia di essere distante e frammentata, il valore di una presenza come la sua appare ancora più evidente. 

Avere sul territorio una persona competente e riconoscibile accanto alle donne significa garantire non solo cure, ma anche orientamento, prevenzione e fiducia. 

Significa intercettare bisogni prima che diventino emergenze, sostenere la salute femminile e familiare nel quotidiano, rafforzare i legami sociali.

La storia di Mariuccia Cassia ci ricorda che la cura non è solo un atto tecnico, ma una relazione. 

Investire oggi in figure professionali di prossimità, capaci di stare accanto alle donne nei luoghi in cui vivono, significa prendersi cura dell’intera comunità.

E’ questa l’eredità più profonda lasciata da Mariuccia a Solarino: un modello di presenza, responsabilità e attenzione che continua a parlare al presente.

Laura Liistro

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