In vita Rizzotto ha fatto il partigiano a Roma con le brigate Garibaldi, ha fatto il sindacalista a Corleone, guidando braccianti e contadini nella lotta per la terra. Voleva libertà e giustizia per Corleone e per la Sicilia. E lottava, occupava le terre, spiegava ai contadini l’importanza di camminare con la schiena dritta. Questo faceva Placido e per i mafiosi era insopportabile. L’hanno ucciso la sera del 10 marzo 1948, 78 anni fa, il corpo l’hanno buttato nella “ciacca” di Rocca Busambra affinché non fosse più ritrovato. Ma il capitano Carlo Alberto Dalla
Chiesa nel 1949 lo ritrovò, anche se la giustizia ingiusta d’allora non convalidò il ritrovamento. Sarebbero passati tanti altri anni, ma finalmente nel 2012 la polizia e la magistratura (grazie alle intuizioni e alle indagini dell’ispettore Nino Melita) ritrovarono il corpo del sindacalista e la comparazione del dna dimostrò che effettivamente quello era il corpo di Rizzotto.
Ricordiamo ancora i funerali di Stato per Rizzotto del 24 maggio 2012, la presenza a Corleone del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e di altre autorità dello Stato e di governo. La tomba monumentale donata dal comune, le pietre donate dai comuni e dalle associazioni d’Italia per dare una dimora “solida” a Placido. E da tanti anni le poesie e i disegni dei bambini di Corleone, recitate ed esposte ogni anno davanti al busto di Rizzotto in piazza Garibaldi (quello commissionato allo scultore Biagio Governali dall’Amministrazione Cipriani nel 1996, quando ancora il corpo non era stato ritrovato e non avevamo un luogo dove portare un fiore o versare una lacrima) e al cimitero. “Placido, sei un eroe - ripetono ogni anno gli alunni della scuola primaria - mentre Luciano Liggio è un criminale”.
Abbiamo ricordato queste cose ieri sera nel salone della Camera del lavoro di Corleone, alla presenza di compagni e amici, con gli interventi di Caterina Pollichino, segretaria Cgil Corleone; Dino Paternostro, già segretario della CdL di Corleone, adesso responsabile del dipartimento Archivio e Memoria storica Cgil Palermo; Armando Sorrentino, vicepresidente vicario ANPI Palermo; Pippo Cipriani, ex sindaco di Corleone, ed Angelo Rizzotto, nipote di Placido. Abbiamo ricordato Placido col video di Carlo Lucarelli “Blu notte”, a lui dedicato. E il nostro pensiero è andato anche a Placido Jr. che tanta parte della sua vita ha dedicato al ricordo dello zio, e al prof. Giuseppe Carlo Marino, storico del movimento contadino.
Adesso l’impegno della Cgil è quello di chiedere alle istituzioni (Comune ed Asp) di mettere in campo iniziative straordinarie per far fronte alla crisi economica e sociale e alla solitudine dei cittadini. Nell’arco di poche settimane l’omicidio-suicidio, seguiti da un altro suicidio, hanno messo in evidenza una fragilità psico-sociale di fette di popolazione verso cui bisogna avere grande attenzione.
Chiederemo di mettere su, di istituire un PRONTO SOCCORSO SOCIALE, per provare a fare in modo che nessuno si senta piu solo e disperato.





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