Guarda il film di Pasquale Scimeca

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78 anni fa la mafia assassinava Placido Rizzotto. Collettiva lo ricorda con il film di Scimeca Visibile sul nostro sito a titolo gratuito alle 20:30 del 10 marzo. Per non dimenticare l’uccisione mafiosa del segretario della Camera del Lavoro di Corleone avvenuta il 10 marzo 1948

venerdì, gennaio 23, 2026

Alfano (Az), preoccupati per ritorno a Corleone di Maria C. Riina. Gravi i video che fanno spettacolo e business su vittime mafia

Sonia Alfano

(ANSA) - ROMA, 23 GEN - "Azione esprime profonda preoccupazione per il rientro di Maria Concetta Riina che già ieri sera si aggirava tra le strade di Corleone, e manifesta ferma condanna nei confronti del videoclip diffuso dal rapper Dog MC il cui protagonista è il mafioso Salvo Riina, figlio dello stragista Toto Riina". Lo dice Sonia Alfano, responsabile nazionale dipartimento legalità di Azione. 

"Mentre a Firenze - prosegue Alfano - il Gip ha ritenuto di dover scarcerare Maria Concetta Riina disponendone l'obbligo di dimora a Corleone nonostante una tentata estorsione con l'aggravante del metodo mafioso nei confronti di due imprenditori toscani, il fratello pregiudicato Salvuccio, torna a fare spettacolo e business sulle vittime innocenti della mafia.

È necessario ricordare che le vere vittime sono i figli, le mogli e i familiari dei morti innocenti di mafia a cui la criminalità organizzata ha strappato non solo gli affetti ma anche la serenità, la libertà e spesso la vita stessa. È inaccettabile che la musica e i mezzi di comunicazione diventino capaci di legittimare e romanticizzare la cultura mafiosa.

Davanti a questa ennesima sfida della famiglia Riina, lo Stato deve reagire con forza e senza tentennamenti. È necessario intervenire affinché piattaforme come YouTube, TikTok e altri canali social non diffondano né promuovano contenuti che veicolano messaggi che delegittimano anni di lotta alle mafie e i sacrifici delle vittime. Anche le case discografiche devono assumersi la responsabilità etica del loro ruolo, perché la lotta alla mafia è anche una battaglia culturale e civile. Difendere la memoria significa dire che chi fu carnefice non può e non deve mai essere raccontato come vittima. Azione darà battaglia finché questi elementi non pagheranno per i loro crimini, e finché non verranno relegati all'oblio", conclude Alfano.


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