mercoledì, gennaio 28, 2026

Le spaccate non risparmiano nemmeno il santo di Marineo

Spaccata sacrilega. Così ieri la Matrice, di lato don Francesco Calvaruso e il sindaco Franco Ribaudo

Un furto sacrilego messo a segno a ridosso della festa del santo patrono, in programma sabato, una delle ricorrenze religiose più sentite a Marineo. I ladri, probabilmente in due, hanno forzato la teca protettiva all’interno della Chiesa Madre dei Santi Ciro e Giorgio portando via diversi oggetti in oro e lasciando sgomento l’intero paese. I due avrebbero agito con i volti parzialmente coperti da cappellino e cappuccio per evitare di essere riconosciuti. 

Dopo aver scardinato una grata con un piede di porco, i malviventi hanno colpito con una mazza il vetro antisfondamento che proteggeva gli ex voto dedicati a San Ciro fino a mandarlo in frantumi. Attraverso il foro sono riusciti ad afferrare i monili collocati sul ripiano centrale: collane, medaglie, anelli e bracciali donati nel corso degli anni dai fedeli come segno di devozione e riconoscenza. 

Il valore economico del bottino è ancora in fase di accertamento: la parrocchia sta completando l’inventario per stabilire con precisione quanti e quali preziosi siano stati portati via. Le indagini sono state affidate ai carabinieri di Marineo, con il supporto del nucleo operativo della compagnia di Misilmeri. Gli investigatori hanno effettuato i rilievi all’interno della chiesa alla ricerca di eventuali tracce biologiche o impronte e stanno analizzando le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti sia all’interno dell’edificio che all’esterno, nella zona di piazza Sigolene e lungo le possibili vie di fuga, per cercare di individuare i responsabili.

Il parroco don Francesco Calvaruso e la Confraternita di San Ciro hanno lanciato un appello chiedendo la restituzione di quanto è stato rubato, anche in forma anonima. «Ricettare questi preziosi non cambierà sicuramente la vostra vita e peserà sempre nelle vostre coscienze», si legge nel messaggio, in cui viene sottolineato come i monili rappresentino «una profonda testimonianza delle grazie ricevute per intercessione del Santo Patrono dai fedeli marinesi» e come questo gesto costituisca «una ferita profonda alla memoria di una comunità che riconosceva a quegli oggetti un notevole valore religioso e affettivo». Il sindaco Franco Ribaudo ha parlato di un episodio che intacca l’identità di Marineo.

«È uno sfregio. Colpire San Ciro significa ferire ciò che unisce i marinesi, anche quelli che vivono lontano», ha detto il primo cittadino che esclude un segnale da parte della criminalità organizzata. «Pensiamo che si tratti di balordi», ha continuato confidando nel lavoro dei carabinieri. «Ci sono telecamere dentro la chiesa e all’esterno - conclude Ribaudo - mi auguro che gli inquirenti riescano a individuare chi ha fatto tanto danno alla nostra comunità».

Fa. G.

GdS, 28 gennaio 2026

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