sabato, gennaio 31, 2026

I funerali di Serafino Petta a Piana degli Albanesi. Papas Di Miceli: “Aveva fame e sete di giustizia”; l’on. Peppe Provenzano: “Era dalla parte giusta della storia”

L’intervento di papas Sepa Di Miceli

DINO PATERNOSTRO

Una cattedrale di San Demetrio gremita da una folla delle grandi occasioni ha accolto oggi pomeriggio a Piana degli Albanesi i funerali di Serafino Petta, uno degli ultimi testimoni della strage di Portella della ginestra, scomparso ieri all’età di 94 anni. 

Piana è uno dei comuni arbëreshë di Sicilia dove si parla ancora la lingua albanese. Anche le cerimonie religiose, come i funerali, si celebrano in lingua arbëreshë, con una liturgia cantata, secondo il rito greco-bizantino. Insieme alla moglie, ai figli di Serafino, erano presenti tanti amici e parenti e diverse delegazioni delle organizzazioni vicine a Serafino Petta: l’Associazione familiari delle vittime della strage di Portella, la Cgil di Piana di Palermo e siciliana, lo Spi, l’Associazione Libera, l’Anpi, la cooperativa sociale “Placido Rizzotto”, il Partito democratico. Era presente anche il sindaco Rosario Petta. 

Cuba denuncia: “Atto di brutale aggressione dagli Stati Uniti”


Il Ministro Esteri: "Da 65 anni sottoposti a crudele blocco economico"

ROMA - La firma da parte di Donald Trump di un decreto che stabilisce che gli Stati Uniti potrebbero imporre dazi doganali ai paesi che vendono petrolio a Cuba è stata definita da L'Avana "un atto brutale di aggressione".
    "Denunciamo davanti al mondo questo atto brutale di aggressione contro Cuba e il suo popolo, sottoposto da oltre 65 anni al blocco economico più lungo e crudele mai applicato a un'intera nazione, che ora si promette di sottoporre a condizioni di vita estreme", ha denunciato su X il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez.

ANSA.it, 30 gennaio 2026

venerdì, gennaio 30, 2026

Il sindaco di Bolognetta e i primi cittadini della zona protestano con la Regione e l’Anas: “È inaccettabile che dopo 11 anni non sono intervenuti per mettere in sicurezza il viadotto “Coda di volpe”

Il luogo dell’incidente di stamattina

I SINDACI DI BOLOGNETTA, BAUCINA, CEFALÀ DIANA, CIMINNA, GODRANO, MARINEO, MEZZOJUSO, MISILMERI, VENTIMIGLIA DI SICILIA, VICARI E VILLAFRATI PROTESTANO CONTRO ANAS E REGIONE CHE NON INTERVENGONO PER METTERE IN SICUREZZA LA SCORRIMENTO VELOCE PALERMO-AGRIGENTO, DOVE QUESTA MATTINA ALL’ALTEZZA DEL VIADOTTO “CODA DI VOLPE” È ACCADUTO L’ENNESIMO GRAVISSIMO INCIDENTE, DOVE HANNO PERSO LA VITA TRE PERSONE. 
I PRIMI CITTADINI SCRIVONO ALLA REGIONE SICILIA E ALL' ANAS. ECCO IL TESTO INTEGRALE:

All’Assessore regionale delle Infrastrutture e della Mobilità On. Alessandro Aricò, dipartimento.infrastrutture@certmail.regione.sicilia.it

Al Responsabile Struttura Territoriale Sicilia Ing. Nicola Montesano - anas.sicilia@postacert.stradeanas.it 

Oggetto: Grave pericolosità stradale SS 121 – viadotto “Coda di Volpe”.

Serafino Petta per sempre nei nostri cuori. Con Giacomo Schirò e Mario Nicosia, custodi della memoria della strage di Portella della ginestra


Petta, Nicosia e Schirò 
DINO PATERNOSTRO

Mario Nicosia, Giacomo Schirò e Serafino Petta: li ho conosciuti tutti e tre questi straordinari combattenti e custodi della memoria della strage di Portella della ginestra. 

Li ho incontrati tante volte a Piana, a Portella, con i giovani dei campi di lavoro antimafia a Corleone. Ed ogni volta era una festa: abbracci, baci, pacche sulle spalle. E ogni volta raccontavano la tragedia vissuta a Portella della ginestra quel terribile primo maggio del 1947. Undici morti, tanti feriti, l’orrore negli occhi di tanti ragazzi come Mario, Giacomo e Serafino. 

E' morto a 94 anni Serafino Petta, sopravvissuto alla Strage di Portella. Il cordoglio della Cgil e dell'associazione Portella della Ginestra

Serafino Petta a Portella della ginestra

Palermo 30 gennaio 2026 - È morto questa mattina all’età di 94 anni Serafino Petta, il custode della memoria della strage di Portella della Ginestra. Presidente Onorario dell’associazione Portella della Ginestra, era uno degli ultimi sopravvissuti alla strage del Primo Maggio 1947. A ricordare con commozione la sua figura sono la Cgil Palermo e l'associazione Portella della Ginestra, che esprimono cordoglio nei confronti della famiglia e di quanti  gli hanno voluto bene nella comunità di Piana.

"Oggi ci ha lasciato il compagno Serafino Petta, testimone diretto e sopravvissuto alla strage di Portella della Ginestra - dichiarano Maria Modica, responsabile della Camera del Lavoro di Piana degli Albanesi, il segretario generale della Cgil Palermo Mario Ridulfo e  Francesco Petrotta, dell'associazione Portella della Ginestra -   La sua vita è stata segnata da una delle pagine più tragiche della nostra storia, che Serafino ha saputo trasformare in memoria viva, impegno civile e testimonianza di verità e giustizia. Con la sua voce e la sua presenza ha contribuito a mantenere vivo il ricordo delle vittime e il valore della lotta per i diritti, la democrazia e la dignità del lavoro".

giovedì, gennaio 29, 2026

L’EVENTO. Cinisi, un protocollo tra la Cgil e Casa Memoria per l’antimafia sociale

La firma del protocollo d’intesa

Mario Ridulfo
C
inisi, Sicilia. Siglato il testo tra Cgil e “Casa memoria Felicia e Peppino Impastato”. 
La lotta all’illegalità al centro di un rinnovato impegno per tutta la Sicilia. Il racconto dell’iniziativa 

DANIELA ZERO

Stamani a Cinisi, presso “Casa Felicia”, un bene confiscato alla mafia nel 2010 e ristrutturato nel 2014, la Cgil ha firmato un protocollo di collaborazione con l’associazione “Casa memoria Felicia e Peppino Impastato”.Memoria, democrazia, diritti e antimafia sociale sono le parole chiave al centro dell’iniziativa.

Pnrr, risorse per 99 milioni ma nessuno le ha chieste: trent’anni di immobilismo. E Niscemi frana…

Abitazioni in bilico e carreggiate compromesse nell’area colpita dalla frana a Niscemi 

di Lirio Abbate

Niscemi - , La procura indaga su eventuali inadempienze pubbliche. Gli esperti che monitorano la frana: mai visto fenomeno così esteso


NISCEMI - In Sicilia i soldi contro il dissesto idrogeologico sono arrivati, ma non per Niscemi. Sono nero su bianco nei decreti e nelle tabelle del Pnrr: quasi cento milioni di euro per 46 interventi. Una parte consistente è già stata spesa. Ma non a Niscemi. Qui, dove la frana era prevista, studiata e annunciata da trent’anni, nessuno ha presentato un progetto per questa fetta di terra che continua a franare. Né il Comune né la Regione hanno chiesto finanziamenti per il consolidamento del territorio. L’emergenza c’era, i dati pure. È mancata non solo la volontà amministrativa, ma anche quella progettuale e di prevenzione di una intera comunità che era e resta in pericolo.

mercoledì, gennaio 28, 2026

𝗡𝗶𝘀𝗰𝗲𝗺𝗶, 𝗽𝗿𝗼𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗮𝗽𝗿𝗲 𝗶𝗻𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗱𝗶𝘀𝗮𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗰𝗼𝗹𝗽𝗼𝘀𝗼. 𝗟𝗮 𝗩𝗮𝗿𝗱𝗲𝗿𝗮: “𝗠𝘂𝘀𝘂𝗺𝗲𝗰𝗶 𝘀𝗮𝗽𝗲𝘃𝗮 𝗴𝗶𝗮̀ 𝗻𝗲𝗹 𝟮𝟬𝟮𝟮”

Da sx: Nello Musumeci, Ismaele La Vardera

La procura di Gela ha aperto un’inchiesta per disastro colposo per i gravi eventi franosi che hanno colpito Niscemi, costringendo 𝟭.𝟱𝟬𝟬 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗱 𝗲𝘃𝗮𝗰𝘂𝗮𝗿𝗲 le proprie case. Il procedimento, al momento contro ignoti, è affidato a due sostituti procuratori e al procuratore capo 𝗦𝗮𝗹𝘃𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗩𝗲𝗹𝗹𝗮, già pm a Sciacca e Agrigento.

Ma mentre l’indagine giudiziaria parte, il deputato regionale 𝗜𝘀𝗺𝗮𝗲𝗹𝗲 𝗟𝗮 𝗩𝗮𝗿𝗱𝗲𝗿𝗮 porta all’Assemblea Regionale Siciliana un documento che solleva interrogativi pesantissimi sulle responsabilità politiche di quanto accaduto. Non è la solita retorica dell’emergenza improvvisa. Questa volta c’è nero su bianco: un 𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗔𝘀𝘀𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗜𝗱𝗿𝗼𝗴𝗲𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 (𝗣𝗔𝗜) 𝗱𝗮𝘁𝗮𝘁𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟮 che descrive con precisione quasi profetica i rischi del versante occidentale della collina di Niscemi. Il documento parla chiaro di “processi morfologici intensi”, “forte attività erosiva”, “movimenti ancora attivi” lungo le strade provinciali. In pratica, 𝘂𝗻𝗮 𝗳𝗿𝗮𝗻𝗮 𝗮𝗻𝗻𝘂𝗻𝗰𝗶𝗮𝘁𝗮.

Le spaccate non risparmiano nemmeno il santo di Marineo

Spaccata sacrilega. Così ieri la Matrice, di lato don Francesco Calvaruso e il sindaco Franco Ribaudo

Un furto sacrilego messo a segno a ridosso della festa del santo patrono, in programma sabato, una delle ricorrenze religiose più sentite a Marineo. I ladri, probabilmente in due, hanno forzato la teca protettiva all’interno della Chiesa Madre dei Santi Ciro e Giorgio portando via diversi oggetti in oro e lasciando sgomento l’intero paese. I due avrebbero agito con i volti parzialmente coperti da cappellino e cappuccio per evitare di essere riconosciuti. 

Dopo aver scardinato una grata con un piede di porco, i malviventi hanno colpito con una mazza il vetro antisfondamento che proteggeva gli ex voto dedicati a San Ciro fino a mandarlo in frantumi. Attraverso il foro sono riusciti ad afferrare i monili collocati sul ripiano centrale: collane, medaglie, anelli e bracciali donati nel corso degli anni dai fedeli come segno di devozione e riconoscenza. 

Il valore economico del bottino è ancora in fase di accertamento: la parrocchia sta completando l’inventario per stabilire con precisione quanti e quali preziosi siano stati portati via. Le indagini sono state affidate ai carabinieri di Marineo, con il supporto del nucleo operativo della compagnia di Misilmeri. Gli investigatori hanno effettuato i rilievi all’interno della chiesa alla ricerca di eventuali tracce biologiche o impronte e stanno analizzando le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti sia all’interno dell’edificio che all’esterno, nella zona di piazza Sigolene e lungo le possibili vie di fuga, per cercare di individuare i responsabili.

martedì, gennaio 27, 2026

Un forte abbraccio solidale ai cittadini niscemesi!

Il paese in provincia di Caltanissetta è isolato. Il capo della Protezione civile nazionale: evacuati in aumento. La frana continua i soccorsi sotto la pioggia battente. 
(La Repubblica, 27/1/2026)


Perché ricordare è una forma di resistenza

La Sala dei Nomi al memoriale dell'Olocausto di Gerusalemme 

Il Giorno della Memoria fu istituito per non dimenticare le vittime della Shoah. Ma questa data è anche un invito all'esercizio della responsabilità. Per opporsi al disprezzo dei social con la Storia

DI MICHELA PONZANI

«Cara, sono vivo. Sono arrivati i russi. Porterò (spero) in Italia il numero di matricola tatuato sul braccio sinistro, documento di infamia non per noi, ma per coloro che ora cominciano ad espiare. Ma la maggior parte dei miei compagni portano, nelle carni, più gravi segni delle sofferenze patite». Con queste parole, scritte il 27 gennaio 1945, Primo Levi comunicava alla sua amica Bianca Guidetti Serra, di essere sopravvissuto al lager di Auschwitz-Birkenau. Era stata una spia italiana a venderlo ai nazisti, nel dicembre 1943, per la sua attività di partigiano combattente nelle brigate del Partito d'azione. E ora, per chi come lui aveva sofferto la deportazione, iniziava la lunga marcia per tornare nel mondo dei vivi. Un infinito, logorante cammino, che obbligava a ridiscendere in un limbo fatto di ricordi indicibili e a trasformare l'orrore in un testamento per le generazioni future (anche a costo di rivivere l'abisso). 

Per Primo Levi e tanti come lui, era stata la fiaccola della lotta antifascista, a dare alle gambe la forza per non crollare. Attraversare mezza Europa di patrie e confini, fra le macerie della guerra totale, ma avendo in tasca il sogno di una nuova Patria fondata su libertà, giustizia sociale, rispetto dei diritti umani. 

Impastato, giovedì 29, ore 9,30, a “Casa Felicia”, a Cinisi, iniziativa su “Memoria, democrazia, diritti, antimafia sociale”. Sarà firmato un protocollo d’intesa tra Cgil nazionale e ”Casa Memoria”




Concluderà la manifestazione Lara Ghiglione, della segreteria nazionale Cgil

Palermo 27 gennaio 2026 - Cinisi, appuntamento giovedì 29 gennaio, alle ore 9.30, a “Casa Felicia” per un’iniziativa della Cgil nazionale dal titolo “Memoria, democrazia, diritti, antimafia sociale”. “Casa Felicia” in contrada Napoli, è un bene confiscato nel 2010 e ristrutturato nel 2014. L’incontro intende approfondire la riflessione sulla gestione dei beni confiscati alla mafia e sul loro uso sociale, a partire proprio dal bene che fu confiscato a Gaetano Badalamenti.

Il percorso di impegno contro la mafia che la Cgil condivide da anni con l’associazione “Casa memoria Felicia e Peppino Impastato” si rafforzerà in un’intesa: giovedì sarà infatti presentato e siglato un protocollo di collaborazione, che prevede la nascita di un coordinamento composto da rappresentanti della Cgil e dell’associazione. Un protocollo incentrato sulla formazione, per rafforzare la capacità del sindacato e della società civile di contrastare il fenomeno mafioso sempre più pervasivo in Sicilia e in tutto il Paese e per mantenere viva la memoria dell’impegno civile di Felicia Bartolotta e di suo figlio Peppino, ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978, e di tutte le vittime innocenti di mafia.

Da Corleone a Rimini e ritorno con una medaglia d’oro e tre d’argento per i piccoli atleti della Palestra Jppon


Quattro atleti della A.S.D. Palestra Jppon di Corleone hanno partecipato, domenica 25 gennaio alla competizione internazionale denominata 1• friendship 
International Igea Marina, a Rimini ottenendo ottimi risultati.

Si tratta di Antonino Gariffo 7 anni, Cat 6-7 anni Bianca; Ginevra Gariffo 9 anni, Cat 9 anni Bianca; Edoardo Vitale 7 anni, Cat 7-9 anni gialla arancio; Angelo Savona 10 anni, Cat 10-13 arancio.

Questi giovani atleti della Jppon, accompagnati dal Maestro Giovanni Salpietra e dai genitori, sono saliti sui gradini più alti del podio, classificandosi come segue:

Pubblichiamo una breve biografia di Padre Ennio Pintacuda (Prizzi, 9 marzo 1933 – Palermo, 4 settembre 2005) - Gesuita e Scrittore

Il gesuita padre Ennio Pintacuda 

GIACOMO GRECO

Padre Ennio Pintacuda nacque a Prizzi (PA), il 9 Marzo 1933. Terzo di quattro figli, fu accettato a 15 anni come novizio della Compagnia di Gesù, a Bagheria, il 10 marzo del 1948. Il 15 agosto del 1967 pronunciò i suoi ultimi voti che l'hanno legato definitivamente alla Compagnia di Gesù.

Laureato il 12 Novembre 1959 in giurisprudenza all'Università Cattolica di Milano, studiò teologia all'Università Gregoriana di Roma dove si laureò il l3 Giugno 1964. Negli anni 1965-66 si specializzò in Sociologia dell'Organizzazione presso l'ISAP (Istituto per la Scienza della Pubblica Amministrazione di Milano) e nell'anno accademico 1967-68 si specializzò in Sociologia Politica presso la New York University.

(Ringrazio Giacomo Greco che ci ha dato l’autorizzazione di pubblicare questa sua nota - dp)

Referendum, l’appello del cardinale Zuppi (Cei): “Andate a votare, l’autonomia dei magistrati è essenziale”

Il presidente della CEI Matteo Maria Zuppi

Il presidente della Cei si espone sulla riforma della Giustizia, invitando a un voto consapevole: "Autonomia e indipendenza sono connotati essenziali per l’esercizio di un processo giusto”

Andare a votare per l’autonomia dei magistrati, che è essenziale. È in sintesi la riflessione del cardinale Matteo Zuppi,presidente della Conferenza Episcopale Italiana (Cei), che così ha espresso di fatto la posizione della Chiesa sulla separazione delle carriere in magistratura. I vescovi, dunque, scendono in campo in vista del referendum del prossimo 22 e 23 marzo. In occasione dell’introduzione dei lavori del Consiglio episcopale, Zuppi ha esortato i fedeli apartecipare al referendum previsto per il prossimo marzo, ma ha anche lanciato un messaggio chiaro sulla necessità di riflettere sulle implicazioni che questa riforma avrà per il futuro della giustizia e della democrazia nel Paese. Contro la riforma Nordio nel giro di pochi giorni sono state raggiunte oltre 500mila firme.

lunedì, gennaio 26, 2026

Il coraggio di un giornalista, ricordando Mario Francese


Piero Grasso
PIERO GRASSO

Mario Francese iniziò a lavorare al "Giornale di Sicilia" nel 1960, occupandosi di cronaca giudiziaria. Piano piano si fece strada nel mondo del giornalismo, fino a trovarsi davanti a una scelta: continuare il lavoro sicuro alla Regione o seguire la sua vocazione. Scelse il giornalismo.

I suoi articoli non lasciavano spazio a mezze parole, faceva nomi e cognomi. Raccontava come la mafia controllasse i grandi lavori pubblici a Palermo, come politica, imprenditoria e criminalità fossero un unico sistema che arricchiva pochi e soffocava un'intera città. Fu l'unico giornalista a intervistare Ninetta Bagarella, allora fidanzata di Totò Riina.

domenica, gennaio 25, 2026

NO o SI al referendum sulla giustizia? Intervengono Leoluca Orlando ed Enzo Bianco


Leoluca Orlando 

Leoluca Orlando «Vogliono condizionare i magistrati inquirenti»

Viaggia a vele “politiche” verso i 79 anni (il primo agosto), dopo aver solcato i mari tumultuosi della profonda Prima Repubblica. Sindaco di Palermo a 38 anni, Leoluca Orlando - come l’Araba fenice - con un colpo di reni si è paracadutato nel parlamento europeo trovando un varco nell’ala sinistra. Oggi è deputato a Bruxelles con Avs

On. Orlando, separazione delle carriere, due Csm (uno per i pubblici ministeri e l’altro per i giudici), un’Alta Corte disciplinare. Non sarà la riforma perfetta ma, secondo il centrodestra, può rappresentare un argine alla deriva delle correnti dei magistrati. O vanno bene i Palamara di turno? D’altronde anche nel Pd c’è un’area riformista che voterà “Sì” al referendum, si sono esposti in questo senso politici di lungo corso come Cesare Salvi e Claudio Petruccioli, Enzo Bianco. Sono “compagni” che sbagliano? 

I 39 ospedali di Comunità. Più infermieri e meno medici


Andrea D’Orazio

Più infermieri e operatori sanitari che camici bianchi, visto che si tratta di strutture a bassa intensità di cura, e una dotazione di posti letto che va da un minimo di 15 fino a un massimo di 40 unità. Sono alcune delle linee guida tracciate nel decreto che indirizza l’assetto organizzativo e operativo dei 39 Ospedali di Comunità previsti in Sicilia entro il 30 giugno 2026: una sorta di vademecum che arriverà ad Asp e ospedali domani mattina, firmato dall’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni con la regia del dipartimento della Pianificazione strategica timonato da Salvatore Iacolino. 

Il documento, in linea con il modello di medicina territoriale impostato da Roma, precisa subito le funzioni delle nuove strutture, concepite per offrire un servizio intermedio tra l’assistenza domiciliare e il ricovero ospedaliero per pazienti che, a seguito di episodi acuti di lieve entità o di una riacutizzazione di patologie croniche, necessitano di trattamenti potenzialmente erogabili a domicilio, ma sotto sorveglianza infermieristica continuativa (anche nelle ore notturne) non garantibile presso l’abitazione. Tra i casi contemplati, solo per fare alcuni esempi, i pazienti post-ictus in fase di

A Caltavuturo i contadini chiedevano pane e lavoro, ma furono “saziati” di piombo. Abbiamo ricordato le vittime della strage del 20 gennaio 1893


DINO PATERNOSTRO

È stato emozionante ieri pomeriggio partecipare alla manifestazione per ricordare i caduti della strage di Caltavuturo del 20 gennaio 1893, il giorno di San Sebastiano. Dopo diverse manifestazioni commemorative organizzate tra il 2012 e il 2016 (fu intitolata ai fasci una piazza di Caltavuturo), nell’ultimo decennio le iniziative si sono interrotte. Sono contento che ieri siamo riusciti a riprenderle (c’ero io per la Cgil, l’Anpi, Antonello Cracolici presidente della commissione regionale antimafia, Antonino Romana, presidente della Consulta giovanile del centro madonita, Dario Librizzi, autore de “La Sicilia insorta”, un interessante volume sui Fasci siciliani, Luca Livecchi della Coop “Verbumcaudo”, coordinati da Nino Musca, con cui nel 2012 abbiamo iniziato questo interessante percorso). Interessante l’intervento di Pippo Furnari, originario di Lercara Friddi, un altro comune teatro della strage di Natale del 25 dicembre 1893. 

Quel giorno di 133 anni fa i contadini manifestavano per chiedere il diritto a coltivare le “terre comuni”, usurpate dai padroni del municipio. Ma una truppa di carabinieri, militari e guardie campestri (tra cui qualche mafioso) si era radunata con l’ordine di bloccare i lavoratori.

venerdì, gennaio 23, 2026

Alle radici della violenza dei giovani


di Giuseppe Savagnone

Inadeguate misure repressive

Gli ultimi gravi episodi di violenza da parte di ragazzi nei confronti di loro coetanei – il più eclatante è stato quello della scuola di La Spezia – hanno riproposto all’opinione pubblica il problema di una nuova generazione che sembra avere perduto il senso dei limiti.

Sotto la spinta della Lega, il governo lo sta interpretando nella prospettiva della lotta contro gli stranieri irregolari e punta a una stretta sul pacchetto sicurezza. Il Carroccio vuole introdurre una normativa per i giovani stranieri che violano le leggi. Basta ricongiungimenti familiari facili, taglio dei benefici dell’accoglienza per i ragazzi che commettono reati, rimpatri più efficaci per i minori arrivati in Italia senza parenti.

MATTARELLA A PALERMO, LA CERIMONIA NELLO STABILIMENTO DELLA FINCANTIERI

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella


Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è arrivato nello stabilimento della Fincantieri a Palermo. Ad accoglierlo il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, il vice presidente dell’Assemblea regionale Nuccio Di Paola, il sindaco Roberto Lagalla e il prefetto Massimo Mariani

A fare gli onori di casa il presidente e l’amministratore delegato di Fincantieri, Biagio Mazzotta e Pierroberto Folgiero. Il Capo dello Stato si è recato nell’area scalo di costruzione e nel molo Martello dove il direttore dello stabilimento Marcello Giordano gli ha descritto l’attività del cantiere navale e i lavori per la realizzazione del traghetto Costanza I di Sicilia e la nave Tritone. (CLICCA PER IL VIDEO)

Mafia, web, soggiorno “obbligato”. Ma la comunità di Corleone non ha il diritto di essere difesa?


Non c’è dubbio che l’accesso alle piattaforme web vadano regolamentate e che debbano esserci limitazioni chiare sui contenuti da divulgare. Non si tratta di invocare censure, ma di pretendere responsabilità e aderenza allo spirito della nostra Costituzione. 

Purtroppo a dare il cattivo esempio è lo Stato, che qualche anno fa ha permesso l’accesso a Rai 1 a Salvuccio Riina, intervistato senza sostanziale contraddittorio dal giornalista/non giornalista Bruno Vespa, per pubblicizzare il suo libro. Ovvio che adesso il Riina continui su questa strada utilizzando tutti gli altri strumenti in voga sul web.

Che poi Maria Concetta Riina, finita in carcere per estorsione aggravata dal metodo mafioso, venga scarcerata dal giudice di Firenze ed inviata ad una sorta di “soggiorno obbligato” a Corleone, appare davvero esilarante. La comunità di Corleone non ha il diritto di essere difesa? Che ha fatto di così terribile questa città per meritare tutto questo? Lo chiediamo al ministro degli interni Piantedosi e al ministro di giustizia (?) Nordio, sempre pronti a pontificare su tutto. (dp)

Alfano (Az), preoccupati per ritorno a Corleone di Maria C. Riina. Gravi i video che fanno spettacolo e business su vittime mafia

Sonia Alfano

(ANSA) - ROMA, 23 GEN - "Azione esprime profonda preoccupazione per il rientro di Maria Concetta Riina che già ieri sera si aggirava tra le strade di Corleone, e manifesta ferma condanna nei confronti del videoclip diffuso dal rapper Dog MC il cui protagonista è il mafioso Salvo Riina, figlio dello stragista Toto Riina". Lo dice Sonia Alfano, responsabile nazionale dipartimento legalità di Azione. 

"Mentre a Firenze - prosegue Alfano - il Gip ha ritenuto di dover scarcerare Maria Concetta Riina disponendone l'obbligo di dimora a Corleone nonostante una tentata estorsione con l'aggravante del metodo mafioso nei confronti di due imprenditori toscani, il fratello pregiudicato Salvuccio, torna a fare spettacolo e business sulle vittime innocenti della mafia.

Dopo l’approvazione del Parlamento, la rottamazione quinquies entra finalmente nella fase operativa

Giuseppe Lo Bello

Il 20 Gennaio 2026, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha reso disponibile sul proprio portale il servizio online per presentare la domanda di adesione alla definizione agevolata delle cartelle esattoriali. 

Federconsumatori Provinciale Palermo, per voce del Presidente, Giuseppe Lo Bello, sottolinea che si tratta di un provvedimento che avrà una importantissima applicazione. Il cuore della misura riguarda infatti i carichi affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 e derivanti da omessi versamenti. La definizione agevolata consentirà di versare il solo importo del debito residuo dovuto a titolo di capitale, spese e diritti di notifica. Non si dovranno, dunque, corrispondere gli interessi e le sanzioni inclusi nei carichi, gli interessi di mora, le “sanzioni civili" accessorie ai crediti di natura previdenziale, e l'aggio.

La strage di Caltavuturo, 20 gennaio 1893: domani e il 25 dibattito e film a palazzo Bonomo per ricordare gli 11 martiri. Cgil: “Uccisi per avere chiesto pane e lavoro. Ricordarli è un dovere”


Dichiarazione di B. Verro

Palermo 23 gennaio 2026 – La strage di Caltavuturo del 20 gennaio 1893, in cui 11 contadini furono uccisi a colpi di fucile dai militari, sarà ricordata domani 24 gennaio e domenica 25 gennaio a Caltavuturo. Un’iniziativa, organizzata a palazzo Bonomo dalla Cgil, insieme alla Consulta giovanile e all’Anpi, dal titolo “20 gennaio 1893. La memoria non si cancella”, per ribadire il valore della memoria e ricordare una strage che trova poco spazio nella storiografia ufficiale. 

La mattina del 20 gennaio, centinaia di contadini decisero di occupare, a Caltavuturo, 250 ettari di ettari di terra comunale, in contrada Sangiovannello, presso il Gorgo di Sant’Antonio. Armati di zappe, cominciarono a dissodare quegli appezzamenti che l’amministrazione comunale aveva promesso di distribuire ma mai aveva dato. A seguito di una sassaiola ingaggiata contro l’esercito regio, il governo rispose con una dura repressione. Otto contadini furono uccisi sul colpo, ventisei rimasero feriti tre dei feriti morirono nei giorni successivi. 

Fiom Cgil sulla visita di Mattarella: “Segnale di grande attenzione verso il Cantiere Navale. Questo sito produttivo, tornato a costruire navi, oggi è necessario per il futuro di Palermo e della Sicilia”

Serafino Biondo, Francesco Foti e Marco Biondo

Il cantiere navale di Palermo
Palermo 23 gennaio 2026 - “La presenza della massima carica istituzionale dello Stato rappresenta un segnale di grande attenzione verso quello che oggi è rimasto l’unico insediamento industriale di rilevanti dimensioni e importanza nella città di Palermo”.

A dichiararlo sono il segretario generale della Fiom Cgil Palermo e Sicilia Francesco Foti e le Rsu Serafino Biondo e Marco Biondo in occasione della visita che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella farà ai Cantieri Navali. “Una visita che assume anche il valore di riconoscimento delle lotte portate avanti negli anni dalle lavoratrici e dai lavoratori, insieme al sindacato, per mantenere aperto il sito produttivo e per rivendicare con forza la capacità e la necessità di costruire navi intere, contrastando l’idea di un cantiere relegato a semplice struttura di appoggio del gruppo.

giovedì, gennaio 22, 2026

Le lingue e gli sguardi sul mondo che nel XIII secolo europeo prefigurarono le vie della modernità


8° Convegno internazionale di studi storici il 24 gennaio 2024 a Ragusa presso il Laboratorio degli Annali di storia
Sotto la direzione scientifica del professor Carlo Ruta, storico delle società e delle culture e fautore tra i più motivati in favore dell’interdisciplinarietà negli studi sociali e delle correlazioni tra le scienze, si aprirà a Ragusa nel pomeriggio del 24 gennaio 2026 l’ottavo Convegno internazionale promosso dal Laboratorio degli Annali di storia in collaborazione, come di consueto, con ambienti della ricerca scientifica tra i più qualificati. Parteciperanno ufficialmente l’Università degli Studi di Bari, l’Università degli Studi di Genova, l’Università di Siena e l’Unitelma Sapienza Università degli Studi di Roma, oltre che il Laboratorio di Studi Marittimi e Navali «Ferdinand Braudel», collegato istituzionalmente con l’ateneo genovese. 

L'ultima sfida di Riina jr arriva con una canzone: "Cercano di incastrarti"

Un frame del video clip che vede protagonista Salvo Riina

Il rapper Doog Mc
LA STORIA. 
Il figlio del capo dei capi che da anni vive a Valencia è protagonista di un pezzo del rapper Doog Mc che ne esalta le gesta

DI SALVO PALAZZOLO

Salvo Riina torna a lanciare strani messaggi attraverso i social. Questa volta, il figlio del capo dei capi, condannato pure lui per mafia, è protagonista di una canzone e persino di un videoclip: a dedicarglieli è il rapper "Doog Mc", che canta versi sorprendenti. Questi: «Sempre fiato sul collo, è andato a vivere in Spagna, poca vita privata mai avuto un'infanzia, sempre sotto i riflettori, aspettano che sbagli. Cercano di incastrarti».