![]() |
| Ficuzza, la palazzina reale |
![]() |
| Le prime buche… |
La strada d’ingresso alla borgata di Ficuzza (frazione di Corleone) è da tempo in condizioni critiche. Asfalto sconnesso, buche profonde che diventano sempre più profonde dopo ogni pioggia, e un manto stradale rattoppato solo a macchie di leopardo.
Qualche intervento di riasfaltatura è stato fatto, ma ha interessato solo alcune porzioni: il resto è un susseguirsi di avvallamenti che mettono a dura prova auto, moto e soprattutto l’incolumità di chi ci passa ogni giorno. Il problema non è solo la carreggiata. La strada è completamente priva di illuminazione pubblica. Di sera e di notte il tratto diventa un percorso a ostacoli: chi non conosce bene la zona rischia di non vedere le buche più grandi, con il pericolo concreto di danni ai veicoli o di cadute rovinose per pedoni e ciclisti.
“Entrare a Ficuzza è come fare un fuoristrada obbligatorio”, racconta un residente. “Abbiamo segnalato più volte. Qualcosa è stato fatto, ma sono rattoppi sparsi. La sensazione è che nessuno si prenda davvero carico del problema. E senza luce è peggio: d’inverno, quando si torna tardi, è un risiko”.
Ficuzza è una delle frazioni più note del territorio corleonese, con la Real Casina di Caccia borbonica, incastonata nello splendido bosco esteso oltre 4 mila ettari, che è sempre un’ambita meta turistica. Un biglietto da visita che, secondo molti, stona con lo stato della strada d’accesso.
“Se vuoi portare sempre più gente qui per il turismo, la prima cosa che vedi deve essere ben curata”, commenta un commerciante. “Invece diamo l’impressione di un posto abbandonato. Le buche le abbiamo segnalate, qualcuna è stata chiusa, ma ne restano tante. E dell’illuminazione non se ne parla proprio”.
C’è però un nodo che complica le cose: quel tratto di strada ricade amministrativamente nel territorio di Monreale, non di Corleone. Ed è qui che gli interventi si arenano.
Anche il piccolo cimitero di Ficuzza ricade in territorio di Monreale ed i disagi per i residenti per la gestione di ogni singola pratica non si contano.
Il Comune di Corleone dovrebbe sentire il dovere di tutelare l’incolumità dei propri residenti e dei turisti che raggiungono la borgata. La soluzione più logica è immediata dovrebbe essere quella di provare a convincere il Comune di Monreale a fare il suo dovere ed intervenire con urgenza. E se non arriva nessuna risposta positiva, valutare realizzare gli interventi e poi procedere in danno nei confronti di Monreale. Non è accettabile che, per una questione di confini comunali, una strada di accesso a una frazione, l’illuminazione ed anche la gestione del cimitero restino in queste condizioni.
Ma il comune di Corleone potrebbe anche usare la legge regionale per la rettifica dei confini con Monreale. L’Assemblea Regionale Siciliana potrebbe varare una leggina apposita. Potrebbe anche indire un referendum. Insomma, tanto si potrebbe fare, tranne l’attuale immobilismo.
Dino Paternostro






Nessun commento:
Posta un commento