di Andrea Iannuzzi
“Benvenuti in Israele”. L’Oscar per il peggior promo turistico del secolo va senza dubbio a Itamar Ben-Gvir, ministro della sicurezza nazionale del governo Netanyahu, ruolo ricoperto grazie al sostegno indispensabile che il suo partito di estrema destra, Potere ebraico, garantisce al primo ministro.
La passeggiata di Ben-Gvir tra gli attivisti della Global Flotilla - prima sequestrati illegalmente in acque internazionali e poi bendati, ammanettati e genuflessi nel porto di Ashdod - costituisce di gran lunga la più clamorosa tra le tante provocazioni messe in atto da questo ex colono nella sua carriera di fanatico sionista, già condannato in Israele per atti di razzismo anti palestinese e ora nel mirino della Corte penale internazionale dell’Aia.
Perfino Bibi, di fronte alla protesta montante delle cancellerie internazionali, ha dovuto prendere le distanze dallo spettacolo che lo stesso Ben-Gvir ha voluto immortalare e diffondere con un video nel quale le minacce e le umiliazioni ai manifestanti vengono esibite come trofei. "Israele ha tutto il diritto di impedire alle flottiglie provocatorie di sostenitori del terrorismo di Hamas di entrare nelle nostre acque territoriali e raggiungere Gaza – ha detto Netanyahu - ma il modo in cui il ministro Ben-Gvir ha trattato gli attivisti della Flotilla non è in linea con i valori e le norme di Israele. Ho dato istruzioni alle autorità competenti di espellere i provocatori il prima possibile”.
Le sue parole però non sono bastate a calmare le acque agitate in tutto il Mediterraneo: Roma e Parigi hanno convocato gli ambasciatori e l’Italia ha affidato a una nota congiunta di Meloni e Tajani lo sdegno per l’accaduto, definito “inaccettabile”, con la pretesa di scuse ufficiali e immediate.
Proteste anche dall’opposizione: “Immagini agghiaccianti – le ha definite la segretaria del Pd Schlein – questi sono crimini contro la dignità umana. Il governo italiano tolga il veto alla sospensione dell’accordo Ue-Israele, per manifesta violazione dei più basilari diritti umani”.
Ben-Gvir, nella gara con l’altro ministro Smotrich a chi sia più inquietante, questa volta vince per distacco, superando le dichiarazioni del collega quando affermava di non voler distruggere completamente il Libano per lasciare un po’ di divertimento al figlio. Sono provocatori professionisti, il volto peggiore di Israele ma di certo non maggioritario.
Toccherà adesso alle persone di buona volontà alzare la voce, isolare e respingere questo pessimo servizio alla causa del popolo ebraico: gli equipaggi della Flotilla sanno che il vento dello sdegno, della giustizia e della solidarietà da oggi soffierà ancora più forte nelle loro vele.
La Repubblica, 20 maggio 2026

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