sabato, maggio 16, 2026

L’ULTIMA ISTALLAZIONE DI SILVIO BENEDETTO A PALERMO NEI LOCALI DELLA CAMERA DEL LAVORO NEL 2024: UN CRISTO PER DARE VOCE A TANTI POVERI CRISTI…


Silvio Benedetto e Silvia Lotti

DINO PATERNOSTRO

Un grazie di cuore al maestro (e caro amico) Silvio Benedetto (che proprio oggi ci ha lasciati a 88 anni). Con la sua arte pittorica ci ha aiutati a dare più forza al nostro impegno e alla nostra lotta per la difesa dei lavoratori e contro gli incidenti e i morti sul lavoro. 

Silvio ha reinterpretato un Cristo famoso, quello del Mantegna, per dare voce a chi non ha voce, ai tanti “poveri cristi”, che escono da casa la mattina per un “tozzo di pane” e non possono più farvi ritorno. Con “prepotente spavalderia e bravura”, l’artista Italo-argentino ha ripreso un’immagine famosa e l’ha stravolta dentro i limiti tipici della tragica bellezza moderna, attualizzando il nostro grido contro l’ecatombe dei morti sul lavoro. 

Silvio Benedetto alla CdL di Palermo

L’aveva già fatto negli anni ‘60 a Torino, con una prima rivisitazione del Cristo di Mantegna; l’ha già fatto a Palermo nel 1970 con la grande scultura del Cristo in croce alto 33 metri, collocata in piazza Politeama, giudicata “blasfema” dal “competente” sindaco dell’epoca, il democristian-mafioso Vito Ciancimino, che la fece rimuovere, suscitando un vespaio di polemiche a livello nazionale. 

Due anni fa (il 18 ottobre 2024), col mix di bravura artistica e di passione civile, da sempre sue caratteristiche, Silvio ci ha aiutato a continuare la lotta sacrosanta contro gli incidenti e le morti sul lavoro, mantenendo sempre viva e attuale questa famosa frase di Che Guevara:

"Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia, commessa contro chiunque, in qualsiasi parte del mondo”. 

È l’ultimo regalo che ci ha fatto. È il lascito culturale e morale di un uomo e di un grande artista, a cui era patria il mondo, nonostante le sue forti radici Italo-argentine. 

Non ha voluto la “camera ardente” al Policlinico di Palermo Silvio Benedetto. E nemmeno un funerale-spettacolo. Lunedì, da Palermo ritornerà a Campobello di Licata, dove risiedeva da anni con la moglie Silvia Lotti (“i Silvi” come amavano definirsi). E, prima del seppellimento, ognuno dei presenti potrà esprimere un pensiero per ricordarlo. 

Proprio stasera a Palermo, Silvio Benedetto doveva tenere a “Casa Celeste” lo spettacolo “Ti ho visto sai” per dare continuità al suo TEATRO NEGLI APPARTAMENTI, da lui fondato a Buenos Aires già a metà degli anni Cinquanta. Si era sentito male ieri sera, aveva annullato lo spettacolo, ma già pensava a quando riprogrammarlo… Ciao, Silvio caro. E, come amavi dire, anche se non è facile, “adelante”!

Dino Paternostro


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