«Quando era vivo lui (Totò Riina ndr) è venuto a farmi entrare nella società, io avevo diciotto anni». Mario Gennaro, tra i tre arrestati nel blitz della Dda di Palermo contro la cosca di Corleone, racconta, non sapendo di essere intercettato, la sua affiliazione rituale a Cosa nostra. Alla cerimonia avrebbe dunque partecipato il capo dei capi della mafia che, all’epoca, era latitante.
«Mi bucarono lui e mio Zio Lillo», aggiunge ricordando il suo ingresso formale in Cosa nostra e riferendosi allo zio Liborio Spatafora, oggi indagato, e a Mario Grizzaffi, nipote di Riina finito in carcere per mafia. »A tutti! Ho accontentato a tutti quando sono stati in galera, hanno fatto eh... a disposizione! Mario sempre a disposizione! Mario non ha sbagliato mai! Né a comportarsi con la gente! Oh!... né a comportarsi:con nessuno! Val», dice di se stesso al suo interlocutore, confermando il suo ruolo nella cosca.
GdS, 5/5/2026


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