lunedì, giugno 08, 2026

Le Chiese di Corleone: un viaggio tra fede, arte e storia nel nuovo volume di Calogero Ridulfo e Francesco Marsalisi


PATRIZIA VIRGADAMO

Esiste una Corleone che parla attraverso il silenzio dei suoi monumenti, la maestosità degli altari e il fervore delle sue antiche tradizioni. Questa straordinaria realtà oggi prende vita nel nuovo volume sulle chiese di Corleone, curato con passione e rigore scientifico da Calogero Ridulfo e Francesco Marsalisi. 

Frutto di un’approfondita ricerca d'archivio, quest'opera supera la classica ricostruzione storica: è un invito magnetico a riscoprire le proprie radici, un atto di giustizia verso il passato e una bussola per comprendere il presente. Un libro che dimostra come la bellezza, la solidarietà e la fede possano ancora illuminare il cammino di una comunità. Il volume traccia un itinerario affascinante che attraversa i secoli, dalle strutture architettoniche più antiche fino alle evoluzioni contemporanee. Pagina dopo pagina, gli autori ricostruiscono la vita vibrante delle confraternite, le prestigiose committenze artistiche e l'intensità delle devozioni popolari.

domenica, giugno 07, 2026

Cinque pittrici


L’artista Silvia Lotti si è ripromessa ed intende mantenere continuità d'intenti e di modalità - con "La via del mare" e "i Silvi incontri" - lungo la strada sinora tracciata insieme a lei dall'artista Silvio Benedetto suo compagno di vita e lavoro
 

Nell’entroterra agrigentino – sabato 30 maggio 2026 al New Manhattan di Campobello di Licata, e domenica 31 maggio nella Stanza dello Scirocco di Casa Sciascia a Racalmuto – il nome dell’artistaSilvio Benedetto è stato affiancato al suo saldo concetto di "Arte e territorio" nel ricordo di due progetti da lui stesso, tempo fa, ideati ed avviati (e, purtroppo, entrambi arenatisi negli anni duemila per inerzia istituzionale).

Ci scrive la Uil su “l’ospedale svuotato” di Corleone: “Nessuno ci ha invitati alla riunione, per cui prendiamo le distanze dalle notizie pubblicate”

L’ospedale di Corleone 

In riferimento all’articolo pubblicato sul quotidiano Città Nuove di Corleone del 5 Giugno 2026, circa lo svuotamento di personale del Presidio Ospedaliero “Dei Bianchi di Corleone“,
la scrivente Confederazione e l’Organizzazione Sindacale UIL FP premono a sottolineare che non avendo ricevuto alcun invito dal Comitato in difesa dell’Ospedale di Corleone, di cui non si conosce l’esistenza, non hanno partecipato alla riunione. Pertanto, prendono le distanze dalle notizie apparse nel predetto giornale, in quanto nessuna iniziativa è stata sottoscritta o concordata dalla UIL con altre Organizzazioni Sindacali.

sabato, giugno 06, 2026

VOGLIAMO UNA CITTÀ LIBERA, DESIDERANTE, SICURA PER TUTTƏ


Dopo il Decreto sicurezza del febbraio 2026 - l'ultimo di una serie di provvedimenti che hanno ridotto la sicurezza a muscoli, divieti e daspo, erodendo progressivamente libertà e diritti civili - vogliamo ribadire che è profondamente sbagliato, scorretto ed estremamente pericoloso chiedere più sicurezza alla Questura e al Comune a nome di non meglio precisate "Associazioni LGBTQ+". 

È quello che hanno fatto ieri lə  organizzatorə della "gay street", lamentando il danneggiamento di una bandiera rainbow da parte di ragazzini che hanno urlato parole offensive.

Si tratta di gesti inaccettabili, che condanniamo senza esitazioni: dobbiamo farci carico del fango omolesbobitransfobico che si è riversato sulla gay street. Sappiamo bene quali contraddizioni ci siano nella nostra città, quanto lavoro ci sia ancora da fare qui e in tutta Italia. Lo sappiamo perché siamo le associazioni LGBTQIA+ che lavorano sul territorio da anni - e che tuttavia non sono state coinvolte in alcun modo nell'iniziativa della "gay street". Un'iniziativa che stiamo osservando con attenzione e che ha suscitato nelle nostre assemblee molte perplessità.

Ad Amendolara, in Calabria, al corteo organizzato dalla CGIL per ricordare i quattro braccianti bruciati vivi, e per dire basta al caporalato e allo sfruttamento


Quanto accaduto riguarda tutte e tutti noi. Waseem Khan, 29 anni. Amin Fazal Khogjani, 28 anni. Ullah Ismat Qiemi, 19 anni. Safi Iayjad, 27 anni.

Erano persone. Avevano famiglie, affetti, sogni, speranze e una vita davanti. E non dobbiamo dimenticare i loro nomi. Di fronte a questa strage non bastano le parole. Bisogna rafforzare la legge contro il caporalato, aumentare controlli e risorse, proteggere chi denuncia e sostenere le vittime dello sfruttamento. Ma bisogna anche chiamare le cose con il loro nome: non si può più parlare soltanto di caporalato. Bisogna parlare anche di padronato. Perché troppo spesso lo sfruttamento si regge sulle responsabilità e sulle connivenze di aziende che impiegano lavoratrici e lavoratori vittime del caporalato.

L’INTERVISTA ad Antonio Balsamo, presidente della Corte di Appello di Palermo, su «L’eredità di Falcone e Morvillo»


A 34 anni dalla strage di Capaci il presidente della Corte di Appello di Palermo ragiona sull’attualità della lezione dei due magistrati

È da poco tornato a Palermo dopo esser stato a Roma in Corte di Cassazione dove tra le altre cose, ha redatto le sentenze sulla strage di Bologna e sull’attentato alla sede della Cgil. Antonio Balsamo ha scelto di tornare nella sua città per proseguire l’impegno di costruire legalità e cultura antimafia, là dove sente essercene più bisogno. Un occhio sempre attento a ciò che accade fuori dal Palazzo di giustizia, operare tra le strade, e soprattutto nelle scuole e nelle università, è altrettanto importante.

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Presidente lei è da poco tornato a Palermo a presiedere la corte di Appello. Perché ha scelto di tornare a casa?

La sfida di papa Leone per un’umanità alternativa


di Giuseppe Savagnone

La sfida

Magnifica humanitas non è un’enciclica sull’intelligenza artificiale. Certo, parla anche di questo. Ma è molto di più. In realtà essa si occupa dell’IA solo in quanto emblematica di una svolta epocale della nostra civiltà, in cui, nel contesto della rivoluzione digitale, il senso della persona sembra essere misconosciuto e modellato su quello delle macchine. Papa Leone denuncia questo trend e, in nome di tutta la tradizione dell’insegnamento sociale della Chiesa, propone una visione radicalmente alternativa, richiamando l’analoga iniziativa – a suo tempo percepita come rivoluzionaria – del suo omonimo: «Con questo spirito, nel 1891 Leone XIII ha pubblicato l’Enciclica Rerum novarum, di cui con viva riconoscenza celebriamo quest’anno il 135° anniversario» (n.3).

ADDIO A SILVIO BENEDETTO, ARTISTA E REGISTA ITALO-ARGENTINO, DI FULGIDO TALENTO MULTICREATIVO

Silvio Benedetto

Marco Palladini
di Marco Palladini

Se ne è andato a metà maggio, a 88 anni Silvio Benedetto, eccellente artista visivo, muralista e regista teatrale italo-argentino che conoscevo e seguivo dai primi anni ’80 del secolo scorso. 

Con Silvio, caro amico, avevo preso per fine maggio un impegno per due incontri a Campobello di Licata e a Racalmuto (paese natale di Leonardo Sciascia), in Sicilia, dove era andato ad abitare da molto tempo con la sua ultima compagna, la pittrice Silvia Lotti, la quale nonostante il doloroso lutto ha poi voluto mantenere i due appuntamenti. Silvio e Silvia formavano da un quarto di secolo una coppia di vita ed arte praticamente simbiotica, oltreché omonima, tanto che quando mi mandavano i loro messaggi si firmavano “i Silvi”. 

venerdì, giugno 05, 2026

L’Ospedale Corleone svuotato di personale: il Comitato e i sindacati accusano l’ASP e la Regione e invitano i sindaci a prendere posizione con più decisione

Il Presidio Ospedaliero di Corleone


Il Poliambulatorio DS40

Corleone, 5 giugno 2026 – L’Ospedale “Dei Bianchi” di Corleone è sotto attacco. ASP Palermo e Assessorato regionale alla Salute lo stanno drammaticamente indebolendo. 
La denuncia arriva dalla riunione di ieri sera del Comitato in difesa dell’Ospedale, alla presenza dei rappresentati delle organizzazioni sindacali Cgil-Cisl-Uil. Sul tavolo le criticità storiche e le nuove emergenze. 

L’apertura di Ospedali e Case di Comunità nel distretto, come temevamo, non ha avuto nuove assunzioni.  Per farle funzionare, l’ASP Palermo sposta personale direttamente dall’Ospedale di Corleone. Già trasferiti infermieri e OSS da Lungodegenza e Psichiatria. E si temono ulteriori trasferimenti. Con la conseguenza di turni scoperti, assistenza ridotta, disservizi. «Non è chiaro quante altre unità verranno spostate. Si opera nel buio, senza piano» denunciano sindacati e Comitato.

Com’è facile interloquire con Gualtiero Isacchi, vescovo di Monreale

Mons. Isacchi a pranzo con giovani e meno giovani

Lo ammetto: non ero particolarmente coinvolta dall’idea di partecipare ad un incontro col vescovo di Monreal
e, ma l’insistenza di Antonella mi ha alla fine messa in moto. Sono arrivata a Poggio san Francesco in ritardo, giusto in tempo per sentirlo parlare per pochi minuti. In clergy man, senza porpore, con una croce al petto non infilzata da pietre preziose. 
E, assieme al folto gruppo di giovani e meno giovani presenti, ho avuto modo di sentirgli dire:

che la Chiesa non è un’entità che deve dire cosa i giovani debbano fare o non fare in certi ambiti (chiaro riferimento alla morale sessuale, che pare essere quasi l’unico interesse che ossessiona invece certa chiesa);

- che “l’obbedienza non è più una virtù”,

giovedì, giugno 04, 2026

Già 10mila firme per una legge popolare sulla Difesa civile. Il promotore Valpiana: “La sicurezza non la fanno solo gli eserciti”


DI LORENZO GIARELLI

Tre sigle pacifiste lanciano un progetto di iniziativa popolare per creare un Dipartimento per la Difesa non armata: "Finora i partiti ci hanno ignorato, servono 50mila firme entro settembre"

Sul portale online del governo c’è una proposta di legge di iniziativa popolare che va verso le 10 mila firme nonostante il silenzio assoluto dei partiti e una scarsissima copertura mediatica. Eppure il tema è centrale come non mai, visto che si parla di difesa. “Il titolo dice già molto, se non tutto – racconta Mao Valpiana, presidente del Movimento nonviolento e coordinatore della campagna per la pdl – Si chiama: ‘Un’altra difesa è possibile‘. Il Paese non si difende solo con le Forze armate e anzi, tutte le spese per questo riarmo stanno in realtà mettendo in difficoltà il Paese stesso”.

Una serenata di sdegno che finì nel sangue: il tragico triangolo amoroso nella Corleone del 1875


Storia di passioni e corna nella Sicilia post-unitaria: dal servizio militare al tradimento, fino alle schioppettate nelle campagne

Igor Gelarda

Le storie d'amore, a volte, si intrecciano con la Storia con la "S" maiuscola, quella fatta di leggi e cambiamenti epocali. È il caso di Nino Liggio, un ventenne corleonese che nel 1874 si ritrovò protagonista, suo malgrado, di un dramma familiare e sentimentale che avrebbe segnato per sempre la sua vita.

L'addio forzato: la leva nell'Italia unita 

Siamo negli anni successivi all'Unità d'Italia, quando la Sicilia scopre il peso della leva obbligatoria, un obbligo che sotto i Borboni non era mai stato imposto, per antico privilegio accordato ai sudditi siciliani. Per Nino arriva la chiamata:

“Corleone libera e produttiva”, tutto pronto in città per la seconda edizione che valorizza prodotti, artigianato e territorio del borgo sicano


6/7 GIUGNO 2026 - 
VILLA COMUNALE – PIAZZA FALCONE E BORSELLINO - CORLEONE

Dopo il successo della prima edizione, la città si prepara ad accogliere per la seconda volta “Corleone libera e produttiva”, l’iniziativa volta alla scoperta di prodotti, artigianato e territorio che vedrà nuovamente il coinvolgimento degli operatori economici, dei produttori artigianali, delle aziende agricole ed agrituristiche e della comunità locale per dare il via ad una nuova stagione di consapevolezza delle peculiarità e potenzialità del territorio. 

L’iniziativa si svolgerà il 6 e 7 giugno grazie alla collaborazione tra l’Assessorato Regionale alle Attività Produttivel’amministrazione comunale di Corleone, l’Associazione Proloco di Corleone e gli operatori economici del territorio. 

Corleone oltre lo stereotipo: esce il volume "ECCLESIAE ANIMOSAE CIVITATIS CORLEONIS" di Calogero Ridulfo e Francesco Marsalisi


Don BERNARDO BRIGANTI

Sarà presentato il 13 giugno 2026, presso la chiesa di Sant’Agostino a Corleone, il nuovo saggio di Calogero Ridulfo e Francesco Marsalisi dal titolo “ECCLESIAE ANIMOSAE CIVITATIS CORLEONIS. Storia Tradizione e Arte nella città delle cento chiese”. L'opera racconta la storia di uno dei centri più affascinanti della Sicilia attraverso il filtro della sua secolare architettura sacra.

 

Lungi dall'essere un'operazione nostalgia, il volume si fonda su un monumentale scavo d’archivio che restituisce volti, nomi e contratti notarili ai capolavori locali. Dalle storiche liti tra confraternite alle fiere medievali, la storia sacra si rivela come il vero motore sociale ed economico di una comunità che sfida i clichés. Il saggio permette così a Corleone – troppo spesso narrata attraverso lenti distorte – di svelarsi nella sua veste più nobile: quella di “Città Regia”, un organismo vivente dove ogni vicolo, piazza o contrada rurale sussurra una memoria antica.

Poggio San Francesco. L’arcivescovo Gualtiero Isacchi: “La cultura è il modo in cui ci poniamo davanti a quello che accade”. E con don Milani: l’obbedienza ormai non è più una virtù

Mons. Gualtiero Isacchi durante il suo intervento 


Ed ha rilanciato il “Cantiere di lavoro per gli artigiani di pace”

DINO PATERNOSTRO

A Poggio San Francesco, mons. Gualtiero Isacchi, arcivescovo di Monreale, ha rilanciato l’impegno per la scuola di pace attivata nei mesi di marzo, aprile e maggio. Intanto ieri ha voluto riunire e ringraziare i giovani e i meno giovani partecipanti alle tre giornate svoltesi a Monreale, Partinico e Corleone. Ed ha voluto cominciare facendo parlare loro, i giovani coordinatori e i ragazzi, che hanno espresso le loro considerazioni positive nei confronti dell’esperienza fatta. Diversi interventi hanno chiesto, però, che gli incontri siano più numerosi per affrontare meglio gli aspetti dell’impegno per la pace. Poi è intervenuto lui, l’arcivescovo venuto dal nord, che sta imparando il dialetto e il modo di pensare dei siciliani. “Vi dicono che i giovani sono il futuro. Facendo capire però che adesso è meglio che aspettiate un poco. Ma il futuro è oggi”. La scuola di pace serve a stimolare “la fatica del pensare”. Ed ha raccontato la favola di Gianni Rodari: la macchina per fare i compiti. 

martedì, giugno 02, 2026

LA FESTA DELLA REPUBBLICA. Il 2 giugno di 80 anni fa in Sicilia: non fu solo Monarchia, gli 89 Comuni con «gli anticorpi repubblicani»


Nell'Isola furono le grandi città a tirare la volata alla vittoria della Corona. «Dove c'è un movimento popolare che aggrega lavoratori, vince la Repubblica», spiega lo storico Rosario Mangiameli

di SALVO CATALANO

Il 2 giugno del 1946 la Sicilia sceglie largamente la Monarchia. Nella circoscrizione occidentale (Palermo, Trapani, Caltanissetta e Agrigento) le preferenze per il regime uscente arrivano al 61 per cento, in quella orientale il consenso è ancora più ampio, toccando il 68 per cento. Eppure in 89 Comuni sui 390 (il 23 per cento del totale) a prevalere è la Repubblica. Sono quelli che lo storico Rosario Mangiameli ha definito «gli anticorpi repubblicani dell'Isola». A tenere alta la bandiera del cambiamento anche nell'estremo Sud del Paese sono i territori dove sono forti presenza e tradizione del bracciantato e dei minatori. A guardare oggi quei dati, emergono tante sorprese, come la vittoria della Repubblica in paesi che poi diventeranno epicentro della mafia: Corleone, Castelvetrano, Montelepre, San Giuseppe Jato, solo per citare alcuni esempi.

Appello per ricordare Antonino Giuseppe Marchese, medico, critico e storico dell’arte, a 10 anni dalla sua scomparsa

Antonino Giuseppe Marchese


DINO PATERNOSTRO

Quest’anno ricorrono i 10 anni dalla morte di Antonino Giuseppe Marchese (Giuliana 1949 – Palermo 2016), medico, critico e storico dell’arte, figura tra le più alte della storiografia municipale siciliana.

“Medico-umanista”, ha saputo unire scienza e cultura, lasciandoci oltre quaranta pubblicazioni. Con opere come L'immagine artistica della medicina in Sicilia, Il serpente di Esculapio e Il romanzo di Giuliana ha raccontato la nostra Isola, le sue tradizioni, i suoi artisti, i legami profondi tra arte e cura.

La sua Giuliana, che tanto ha amato e studiato, non può lasciare passare questo anniversario in silenzio. Per questo rivolgo un appello al Comune di Giuliana, agli amici, agli studiosi e a tutti gli intellettuali siciliani: organizziamo insieme un momento per ricordarlo.

lunedì, giugno 01, 2026

Onoriamo la Repubblica cresciuta insieme a noi


DI CONCITA DE GREGORIO

Se la Repubblica italiana fosse una persona, un'anziana signora che domani compie ottant'anni, pensavo. Perché la Repubblica è un organismo vivente, certo. È un corpo collettivo dotato di nervi, muscoli e cuore che tutti noi, insieme, animiamo. Ma non è una persona, certo. Se lo fosse, però, proviamo a immaginare che lo sia, ecco: allora sarebbe coetanea del suo Presidente. Curioso, no? 

È questa la prima e unica volta dal dopoguerra, probabilmente anche l'ultima, in cui il presidente della Repubblica e la Repubblica hanno la stessa età. Si guardano negli occhi da pari a pari, sono cresciuti insieme, hanno abitato gli stessi anni. Si conoscono fin da bambini, hanno ascoltato le stesse canzoni e vissuto gli stessi dolori, condiviso le stesse conquiste. Si comprendono, si rispettano. E dunque, questo cosa significa? Beh qualcosa significa perché è uno snodo temporale irripetibile. È come quei passaggi generazionali in cui tocca ai più giovani prendere le redini della famiglia (o dell'azienda di famiglia) e guidarne le sorti.

Caporalato in Toscana, il presidente Giani: “Se i fatti saranno confermati, agiremo col massimo rigore”


Quattro cantieri in Toscana sono al centro di un'inchiesta denominata "Fantasmi", a cura della TgR Rai Toscana. 

Tre puntate nelle quali, attraverso materiale e testimonianze inedite ed esclusive. Si ipotizzano forme di caporalato nell'edilizia attraverso le grandi opere. I cantieri su cui si concentra l'inchiesta riguardano tre Case di comunità in provincia di Siena, a Poggibonsi, Colle Val d'Elsa e Rapolano Terme, e la nuova stazione Foster dell'Alta velocità a Firenze. Tra i documenti mostrati all'interno dei servizi, spiega un comunicato stampa, ci sono gli elenchi degli operai stranieri impiegati tra il 2024 e il 2025 all'interno dei cantieri, con le rispettive mansioni giornaliere, e un foglio firmato dalle parti per calcolare gli importi da stornare ai caporali. "Ho lavorato tra Rapolano Terme e Colle Val d'Elsa per quattro mesi, da giugno a settembre 2025", racconta Yassine (nome di fantasia ndr.). "Uno di noi ha lavorato anche al cantiere della stazione Foster di Firenze".