martedì, maggio 05, 2026

Corleone, purtroppo la mafia c’è ancora, ma ci sono anche le istituzioni e la società civile che la contrastano


DINO PATERNOSTRO

Sicuramente preoccupa la presenza pervasiva della mafia a Corleone, dove continuano ad incrociarsi nomi e cognomi che da decenni rappresentano la continuità della cosa nostra in salsa corleonese. Quella che dalla terra non vuole allontanarsi, quella che vuole continuare a gestire il potere territoriale in alternativa e contro il potere dello Stato. E fà giustizia della tentazione (in buona e in mala fede) di dare per sconfitta e per scomparsa la mafia, che qua e la sentiamo emergere dalle pieghe della società. 

Preoccupano ancora di più le richieste preventive di “autorizzazioni” ai boss mafiosi da parte di alcuni cittadini per concludere la compravendita di terreni. 

Per fortuna possiamo constatare con soddisfazione che le forze dell’ordine - in quest’ultimo caso i carabinieri - non danno tregua alla criminalità organizzata.

Anzi, dimostrando grande professionalità ed attaccamento ai valori dello Stato di diritto, riescono ad intercettarla ed assicurarne alla giustizia diversi suoi esponenti. La registrazione delle “riflessioni filosofiche” di diversi suoi esponenti, che appaiono come persone “altre” rispetto ai cittadini di uno Stato democratico, che si riconoscono nei valori della nostra Costituzione, ci offrono spunti interessanti per affinare gli strumenti di contrasto. 

Siamo convinti che il fronte dei cittadini onesti e democratici è più forte del fronte dei mafiosi e dei loro amici. E siamo convinti che lo Stato e le istituzioni locali anche a Corleone siano più forti della criminalità organizzata.  

Ma se si vuole vincere la guerra contro la mafia non si può restare a guardare le fasce sociali della popolazione che soffrono della mancanza di lavoro, di lavoro buono e sicuro e giustamente retribuito; non si può restare a guardare la carenza grave dei servizi sociali, il diritto alla salute spesso negato da liste d’attesa insopportabili; non si può restare a guardare la difficoltà cronica di avere giustizia, anche quella giustizia “piccola piccola”, che senza il tribunale soppresso più di dieci anni fa, a volte i cittadini onesti sono costretti a chiedere al “mammasantissima” di turno. 

Ci devono fare riflettere le ondate di furti degli ultimi mesi, che sono il segnale di forti disagi sociali. 

Sarebbe un segnale positivo e fortissimo se le istituzioni statali e regionali decidessero di ripristinare la sezione staccata del tribunale; di potenziare il poliambulatorio con le ore di specialistica necessarie alla tutela della salute dei cittadini abbattendo le odiose “liste d’attesa”; di potenziare il pronto soccorso, il punto nascita e i reparti fondamentali del nostro ospedale; di attivare centri di ascolto per le fasce deboli della popolazione, capaci di suggerire interventi sociali ed economici mirati.  

Dino Paternostro

Nessun commento: