
Da sx: il prof. Salvatore Presti, la fondatrice della Banca Laura Liistro, il sindaco Francesco Cacciatore
L’iniziativa, ospitata nel cuore del paese, ha visto la presenza di numerosi cittadini, associazioni e rappresentanti istituzionali, a testimonianza di un bisogno condiviso: dare dignità, spazio e futuro ai frammenti di storia che rischiano di andare perduti. Al centro dell’incontro la fondatrice della Banca, Laura Liistro, che ha illustrato il senso profondo del progetto e ne ha ribadito la vocazione senza scopo di lucro.
Nel suo intervento, Liistro ha espresso con commozione la volontà di dedicare questo percorso di memoria all’amico scomparso Lorenzo Reina, figura simbolica di un legame autentico tra territorio, cultura e visione umana.
«Dare memoria significa dare continuità alle relazioni, alle idee e ai sogni di chi non c’è più», ha sottolineato.
Presente anche il sindaco Francesco Cacciatore, che ha salutato con favore la nascita della prima sede, definendola «un presidio culturale capace di rafforzare l’identità della comunità stefanese e di trasmetterla alle nuove generazioni».
Di particolare rilievo l’intervento del professore Salvatore Presti, primo componente della Commissione scientifica di valutazione, organismo che avrà il compito di esaminare e selezionare le donazioni destinate ad alimentare la Banca della memoria. Presti ha evidenziato il valore storico e antropologico dei materiali raccolti, sottolineando come “anche i più piccoli oggetti o racconti personali possano diventare documenti preziosi”.
Durante la cerimonia sono stati presentati e ufficialmente riconosciuti i 12 primi donatori della comunità stefanese, ai quali è stato consegnato un attestato simbolico.
Le donazioni consistono in pezzi di storia privata e comunitaria: documenti, fotografie, testimonianze e oggetti che raccontano vite, lavoro, tradizioni e trasformazioni del territorio.
La nascita della Banca della nostra memoria segna così un passo importante per Santo Stefano Quisquina: un luogo dove il passato non viene solo conservato, ma condiviso e reso patrimonio vivo della collettività.
Santo Stefano Quisquina, 27 dicembre 2025


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