giovedì, settembre 25, 2025

“Troppi tagli sul territorio”: la rivolta dei sindaci contro la rete ospedaliera


Duro documento della conferenza dei primi cittadini del Palermitano. Da Gela alle Madonie scatta la mobilitazione: “Favorita la Sicilia orientale”

di GIUSI SPICA
Dalle Madonie a Gela, scatta la mobilitazione contro la rete ospedaliera proposta dal governo Schifani e approvata in commissione Sanità all’Ars. Un piano già oggetto di critiche da parte di Fratelli d’Italia, che due giorni fa ha dato il disco verde con riserva, e ora nel mirino anche dei sindaci del centrodestra, pronti a sconfessare i loro referenti politici e a chiedere l’intervento del ministro. In provincia di Palermo a guidare la rivolta è il primo cittadino di Corleone, il meloniano Walter Rà, che in qualità di presidente della conferenza permanente dei sindaci della Città metropolitana ha consegnato una nota durissima al prefetto Massimo Mariani.

I dodici sindaci del compensorio, nove dei quali di centrodestra, denunciano che la rete approvata è diversa da quella a loro sottoposta per il parere obbligatorio e puntano il dito «sull’aumento delle disuguaglianze sociali e sanitarie per chi vive nelle comunità locali». L’ospedale di Corleone, ad esempio, perde 3 posti letto di Ginecologia e Ostetricia, gli unici 2 posti letto di Neonatologia, 5 di Medicina.
« Serviamo un bacino di 60 mila abitanti — attacca Rà — eppure le donne sono costrette a partorire a Palermo perché qui mancano pediatri e neonatologi. La Cardiologia va avanti grazie a medici pensionati. Da dirigente di FdI, mi aspettavo che il mio partito si astenesse, invece hanno solo fatto osservazioni. Con gli altri sindaci del comprensorio stiamo valutando azioni forti». Anche l’ospedale di Termini Imerese perde 2 posti letto in Medicina, 2 in Ginecologia e 4 in Pediatria. «Eppure — tuona la sindaca M5s Maria Terranova — siamo il punto nascita di riferimento per le Madonie. Avevamo già sollevato criticità rispetto alla bozza che ci era stata sottoposta prima dell’estate, questa è anche peggio». Stesso scenario a Partinico: tagliati 2 posti letto di Chirurgia, 1 di Medicina, 2 di Cardiologia, 4 di Pediatria, 2 di Riabilitazione. Il sindaco Pietro Rao, esponente dell’Mpa, non usa mezzi termini: «È stata privilegiata la Sicilia orientale. Prendiamo Paternò, paese del presidente del Senato Ignazio La Russa, che acquista un sacco di posti letto. I catanesi hanno monopolizzato la Regione ma un buon amministratore deve essere equilibrato. Questa rete violenta i nostri territori».
Di « logiche clientelari » parlanoanche la Cgil e il professore Antonio Craxì, ex direttore di Gastroenterologia al Policlinico di Palermo e responsabile sanità di Italia Viva. « Se vuoi curarti - dice Craxì - devi sperare di avere un compaesano con peso politico. Paternò è un caso emblematico ». L’ospedale della cittadina che ha dato i natali a La Russa e al presidente dell’Ars Gaetano Galvagno guadagna infatti 20 posti letto rispetto agli attuali e quattro nuovi reparti: Urologia (3 posti), Oncologia e Gastrioenterologia (1 posto letto a testa di day hospital) e Riabilitazione (8). A essere sacrificati sono invece i vicini ospedali di Bronte ( 2 posti in meno di Chirurgia, 4 di Ortopedia, 3 di Pediatria, 2 di Neonatologia) e di Giarre (2 posti di Chirurgia e 3 di Ortopedia).
La spaccatura nella base di centrodestra si estende in provincia di Caltanissetta. A tenere banco è il derby Lega- FdI. I meloniani, in asse con M5s, sono pronti a dare battaglia per l’ospedale di Gela, depotenziato a favore di quello di Caltanissetta, territorio dell’assessora alla Salute Daniela Faraoni, originaria di Serradifalco e cara al partito di Salvini (il figlio Leronardo Burgio è sindaco della cittadina nissena). Gela perde diversi posti letto rispetto alla rete del 2019, mai entrata in vigore. Vengono ridimensionate Chirurgia (2 posti letto in meno), Medicina (4), Ortopedia ( 2). L’Oncologia passa da 2 a 6 posti (due in meno rispetto alla rete del 2019). La Radioterapia, oggi attiva solo a Gela, sorgerà anche a Caltanissetta. Sdoppiata anche la Terapia intensiva neonatale con 2 posti letto da attivare al Sant’Elia. <Da mesi l’Asp tiene bloccato un concorso già espletato per assumere nuovi oncologi. Il disegno probabilmente è favorire Caltanissetta per farla diventare Policlinico visto che è sede universitaria » , denuncia il sindaco M5s Terenziano Di Stefano che oggi sarà in piazza assieme ai consiglieri comunali, al coordinatore regionale Nuccio Di Paola, ai pazienti oncologici e altre associazioni per il sit in in difesa dell’ospedale.

La repubblica Palermo, 25/9/2025

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