CORRADINO MINEO
Perché per una volta non posso non dirmi dalemiano. Perché l’Occidente, se esiste, è colpevole del crimine più orrendo del secolo: il genocidio del popolo palestinese. Perché in realtà l’occidente è morto, se gli Stati Uniti chiamano “scrocconi” gli europei e pretendano che paghino il loro debiti.
Perché se Xi Jinping costruisce un oleodotto Russia - Cina e sostiene l’economia russa, è stato Donald Trump a sbracare con Putin, a dare all’Ucraina la colpa della guerra, a umiliare Zelensky in diretta mondiale. E sempre Trump ha steso il tappeto rosso in Alaska ai piedi di un uomo che da quasi 4 anni guida un’invasione che ha fatto morti a centinaia di migliaia. Un bullo che ne corteggia un altro. E Xi dice che di bulli non c’è bisogno.
E sì, la Cina ha avuto Confucio e Mao Tsetung. Non Voltaire e Rousseau. Non afferma l’habeas corpus, non abroga la pena di morte, non difende i diritti del singolo come garanzia del bene comune. Ma del bene comune si deve pure essere occupata, se per tre volte in 30 anni ha cambiato il modello produttivo.
Passando dal capitalismo imitativo delle Zone Speciali, alla produzione di infrastrutture (case, treni, ponti) e poi all’ elettrico, all’alta tecnologia, all’intelligenza artificiale. Se, per qualche giorno l’anno, milioni di contadini diventano turisti e visitano la Città Proibita, la Grande Muraglia, il mausoleo del primo imperatore a Xi An, con i guerrieri di terra cotta. D’Alema è andato in Cina e ha auspicato che da lì arrivi un segnale per la pace e la collaborazione globale. Perché non avrebbe dovuto? Non è nell’interesse dell’Europa, umiliata dagli Stati Uniti, incapace di rompere i rapporti con Israele, alle prese con l’invasione russa dell’Ucraina, senza politica estera e di difesa, non è nell’interesse dell’Unione, e degli Stati che la compongono, vedere il bluff cinese, quando anche fosse un bluff? Io credo di sì. L’altro gesto che ha un senso è salire a bordo delle barche che fanno vela per Gaza. Farsi abbordare dai pirati di Israele, farsi strattonare, insultare, incarcerare forse, e poi rispedire a casa.È comunque un modo di disturbare il manovratore. Un modo di dire: “Noi con questo schifo, con Netanyahu, con Trump, coi loro amici, non c’entriamo”. L’altro gesto è quello che ha fatto D’Alema. Indicare la strada del dialogo con l’oriente. Capire l’orgoglio con cui Xi vestiva ieri la tunica di Mao. Il suo, dopotutto, è il solo paese che non debba vergognarsi degli ultimi 100 anni di relazioni internazionali. Noi italiani abbiamo usato armi proibite in Africa, siamo stati complici della deportazione degli ebrei. Gli americani del MAGA si vergognano dei presidenti repubblicani e democratici che volevano esportare la democrazia. Un’altra America si vergogna di loro e li chiama fascisti Francesi e Inglesi occuparono, da colonialisti, il canale di Suez. La Russia, allora sovietica, occupò Budapest e Praga. Gli Stati Uniti ammazzarono Allende in Cile e un milione di comunisti indonesiani.
Tante cose mi dividono da Massimo D’Alema. Il suo appoggio da premier alle bombe NATO su Belgrado. L’idea che superando il Pci si potessero rottamare le idee ma mantenere il gruppo di comando e le sue mediazioni poco trasparenti. La scelta di fare il mediatore d’affari, dopo essere stato a Palazzo Chigi. Ma ha continuato a pensare. Ed è andato a Pechino. Bravo!
4 settembre 2025

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