![]() |
| Corrado Lorefice |
"Me l'aspettavo". Sono le parole registrate dagli assassini di don Pino. "Come e con Gesù va incontro alla morte, si consegna alla morte. Non se la cerca. L'accoglie. Il pensiero e le scelte di Gesù, la relazione che egli poneva con tutti gli uomini e le donne, e soprattutto con i piccoli e i poveri, come testimone della prossimità redentiva di Dio Padre compassionevole e misericordioso - abbassarsi e servire, offerta di sé stesso, raggiungere l'altro nella sua estrema distanza, scambiarne e condividerne la condizione, finanche la sua fragilità e il suo peccato - noi li ritroviamo nella vita, nelle parole e nei gesti di don Pino". Così l'arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, nel 32esimo anniversario dell'uccisione per mano mafiosa di padre Pino Puglisi. Si ritrovano "nel suo ministero presbiterale, da Godrano, a Brancaccio, nel ministero di animatore vocazionale e di accompagnatore spirituale - aggiunge - nell'insegnamento della religione cattolica, e nel suo servizio generoso nei luoghi-segno della Carità della Chiesa palermitana".
La sua somiglianza a Gesù, conclude don Corrado, "è anche nel suo morire in quel 15 settembre 1993. In quegli anni tragici per la nostra Palermo assediata e massacrata dalla mafia. Come e con Cristo, testimone della vittoria dell'amore sulla violenza e sulla morte. La vittoria dell'amore, della mitezza e della non violenza che confonde la superbia di quanti impugnano le armi per seminare morte e dolore; della comunione che vince l'isolamento, la solitudine e la divisione; del perdono che vince la vendetta". E ancora adesso, assicura Lorefice, la Chiesa di Palermo va avanti "sulla traccia del Beato Martire don Pino Puglisi".
La Repubblica Palermo, 15 settembre 2025


Nessun commento:
Posta un commento