di Giusto Catania (*)
È lunedì mattina e un gruppo di docenti chiede di parlare col preside. “Buongiorno Dirigente, abbiamo elaborato un percorso didattico inter-disciplinare e ci piacerebbe confrontarci con lei.” Colto di sorpresa il preside si limitò a rispondere con poche parole: “Certamente, vi ascolto”.
Uno dopo l’altro i docenti cominciarono a parlare.
Geografia. Lo Stato di Palestina non esiste. Esistono i palestinesi. Lo Stato di Israele esiste, si è formato dopo la seconda guerra mondiale ed è una potenza militare. Il territorio fu diviso tra palestinesi ed Israeliani, sulla base di accordi internazionali, sistematicamente disattesi da Israele che, negli ultimi decenni, ha colonizzato pezzi di territorio appartenenti ai palestinesi.
Storia. La Palestina era parte dell’impero ottomano e dopo la sua caduta diventò protettorato britannico. Nel 1947 l’Onu votò per la partizione della Palestina. I sionisti festeggiarono la nascita dello stato di Israele. Per i palestinesi iniziò la Nakba, la catastrofe. Dopo la guerra dei sei giorni nel 1967 Israele controllò tutta la Palestina storica e cosi i Palestinesi della Cisgiordania furono sistematicamente schiacciati. La guerra della Yom Kippur; lo sterminio dei campi profughi di Sabra e Shatila; gli accordi di Oslo, anche questi disattesi; la seconda intifada; la morte di Arafat; l’oppressione attuata da Sharon e da Netanyahu. Insomma, non è iniziato tutto il 7 ottobre 2023.
Religione. In Palestina musulmani ed ebrei hanno convissuto per millenni. Anche i cristiani sono una comunità importante e storicamente presente. La guerra non ha alcuna ragione religiosa. Le tre grandi religioni monoteiste hanno tante giuste ragioni per considerate Santa la terra contesa.
Letteratura. La poesia palestinese e quella israeliana; la narrativa araba e quella ebraica: Amos Oz, Mahmud Darwish, Abraham Yehoshua, Susan Abulhawa, David Grossman, Suad Amiry. Un patrimonio di suggestione e sentimenti.
Matematica. Dal 7 ottobre 2023: 64.000 palestinesi uccisi, 20.000 bambini morti, 2 milioni di sfollati, 200.000 feriti, 98% dell’acqua non è potabile, il 70% delle infrastrutture idriche e igienico sanitarie sono state distrutte, 1.000.000 di persone rischia di morire di fame.
Tecnologia. Le armi israeliane sono tecnologicamente avanzate. L’esercito di Tel-Aviv dispone di potenti sistemi d’arma a distanza, navi, pattugliatori e sottomarini, droni di ultima generazione, lanciarazzi e missili a media gittata, un sistema di protezione spaziale. Le armi più usate dai palestinesi, negli ultimi ottanta anni, sono le pietre.
Scienze. Secondo fonti accreditate Israele possiede armi nucleari e un importante arsenale atomico, anche se non lo ha mai dichiarato. I Palestinesi hanno mortai e molotov. E anche tante pietre.
Educazione Civica. La libertà di stampa e il diritto all’informazione sono elementi fondamentali di una democrazia. Israele impedisce la presenza della stampa internazionale nella Striscia di Gaza e dal 7 ottobre 2023 sono stati uccisi, dall’esercito israeliano, 240 operatori dell’informazione, giornalisti, cameraman e reporter.
Arte. La terra santa è un luogo di arte e cultura: la moschea di Al-Aqsa, la spianata delle moschee, il muro del pianto, Basilica del santo sepolcro, Basilica della natività. Un patrimonio straordinario di arte ed architettura. È tutto patrimonio dell’umanità, non può essere proprietà esclusiva di uno Stato.
Diritto. L’associazione internazionale degli studiosi in materia ha dichiarato che a Gaza è in corso un genocidio. La Shoah, gli Armeni, Sebrenica, il Ruanda… per genocidio si intende l’atto intenzionale di distruggere un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso. Ai sensi della Convenzione del 1948 si può usare il termine genocidio anche in assenza di un piano preordinato. Figurarsi se il piano è attuato da anni.
Dopo trenta minuti, prese la parola il Dirigente: “La responsabilità dell’insegnamento è una vostra libertà costituzionale. Posso limitarmi a ringraziarvi, perché state ricostruendo il senso profondo di una scuola che analizza il presente e costruisce il futuro.”
(*) Giusto Catania è dirigente scolastico dell’I.C. Giuliana Saladino di Palermo dove l’anno scolastico inizia così. Di Giusto Catania, in data 14 settembre il quotidiano Domani ha pubblicato un suo intervento dal titolo “Parlare di Gaza a scuola è dovere degli educatori”.
gessetticolorati.it, settembre 14, 2025

Nessun commento:
Posta un commento