venerdì, settembre 12, 2025

Maruotti (Anm): da governo delegittimazione assoluta della magistratura. "Non ha padroni e questo spaventa chi invece vorrebbe governarla"

Il Segretario generale dell'Associazione Nazionale Magistrati (ANM) Rocco Maruotti

Roma, 12 set. (askanews) - "Il governo, evidentemente guardando qualche sondaggio, ha capito che le altre di riforme su cui puntava, premierato e autonomia differenziata, non avrebbero avuto vita lunga allora ha virato sulla riforma dei giustizia e per portare a casa questo risultato sta mettendo in essere un'opera di delegittimazione totale, definitiva e assoluta della magistratura perché questa riforma potrà diventare definitiva soltanto con un referendum confermativo" che "diventerà un sondaggio". 

Così il Segretario generale dell'Associazione Nazionale Magistrati (ANM) Rocco Maruotti intervenendo a Bologna al Convegno "Legalità, Sicurezza, Giustizia. La Via Costituzionale". "La riforma della giustizia - ha detto ancora - non è una riforma della giustizia, ma una riforma della magistratura e della Costituzione. La chiamano separazione delle carriere, ma è una falsa etichetta, perché dietro c'è il vero nome di questa riforma che riguarda la separazione dei poteri. Siamo in un'epoca di crisi del costituzionalismo, in tutto il mondo. Chi deve assicurare il controllo della legalità oggi è visto come un nemico della nazione, perchè non collabora".

Riguardo la riforma del CSM, Maruotti ha proseguito: "È solo con il Consiglio superiore, che è stato previsto dalla Costituzione per la prima volta, che la magistratura italiana è diventata quella più autonoma e indipendente del mondo ed è questa autonomia e indipendenza che spaventa, fa paura e porta chi vuole portare a casa questa riforma a parlare dei giudici come politicizzati. Ci sono inchieste che riguardano tutti, la magistratura non è strabica, guarda a 360 gradi, non ha padroni e questo ovviamente spaventa chi invece vorrebbe governare anche l'esercizio dell'azione penale. Questa riforma non riguarda i magistrati, ma riguarda tutti i cittadini, riguarda la separazione dei poteri e riguarda il futuro di democrazia che avremo in questo Paese", ha concluso. 

12 settembre 2025

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