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| Il murale “Morti per la libertà” di Igor Scalisi Palminteri |
Palermo 2 marzo 2026 - “Surreale, oltre che sterile e tendenziosa, la polemica dell'onorevole Carolina Varchi sul murale della resistenza ‘Morti per la libertà’ realizzato dall'artista Igor Scalisi Palminteri sulla facciata dell'Ic Alberico Gentili, perché l’opera è stata patrocinata dal Comune di Palermo, inaugurata dallo stesso sindaco Lagalla e finanziata dalla Regione siciliana con il parere positivo della Soprintendenza. Oltre ad avere ottenuto, ovviamente, le delibere positive degli organi collegiali dell'istituto, la cui sede, è superfluo ricordarlo, è di proprietà del Comune di Palermo.
Praticamente tutti questi soggetti, insieme all'Anpi, praticamente per logica conseguenza alle dichiarazioni della Varchi, farebbero "propaganda comunista"”. Replicano così alla parlamentare Carolina Varchi i segretari generali di Flc Cgfil Sicilia e Flc Cgil Palermo Cadriano Rizza e Fabio Cirino.
“Chi è stato presente all'inaugurazione e ha potuto ascoltare direttamente l'autore e gli intervenuti, tra cui appunto il sindaco, ha potuto apprezzare l'unico significato possibile del murale, in ossequio ai valori costituzionali comuni della Resistenza e della libertà, per i quali, hanno appunto sacrificato la loro vita tantissimi partigiani come Olema Righi “Wanda” e Pompeo Colajanni, il comandante Barbato. Sicuramente alcuni fruitori dell'opera saranno stati colpiti dal complesso del dipinto, altri dal tricolore, altri dal viso dei protagonisti Wanda e Barbato, tantissimi dalla scritta "Con la Costituzione per la Libertà" ma senza perdere il significato complesso dell'opera, spiegata, peraltro, direttamente dal suo autore. Chi invece è rimasto colpito soltanto dalla bandiera rossa, etichettandola semplicisticamente come "propaganda comunista" (ossessione ricorrente in un'epoca post-ideologica), interpreta, a modo suo, e palesemente in maniera tendenziosa l'opera, che è sì aperta ma ha dei chiari confini strutturali, che l'autore ha chiarito e può sempre spiegare a chi è disposto ad ascoltare, però andando oltre i pregiudizi e le etichette che impediscono la conoscenza reale delle cose”.

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