sabato, marzo 28, 2026

RIFLESSIONI SUL RISULTATO DELLA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM E SULLE PROSPETTIVE DI IMPEGNO

Giuseppe Lumia
DI GIUSEPPE LUMIA

La Carta costituzionale è l’alfa e l’omega della vita democratica del Paese. Tentare di colpire o manomettere la stabilità dei suoi pilastri fondamentali scatena una reazione matura e consapevole dei cittadini.

Il risultato è, ancora una volta, straordinario.

Lo è per la nostra democrazia, in una fase complessa e tribolata, ma anche per il cammino dell’Europa. Alcuni dati certi che vanno messi bene a fuoco:

1) La partecipazione al voto. È stata massiccia e significativa, e ha sorpreso tutti, smentendo chi ritiene inevitabile il declino dell’affluenza alle urne. La difesa della Costituzione Repubblicana ha mobilitato milioni e milioni di cittadini, con una partecipazione particolarmente rilevante di giovani e donne a sostegno del No.

2) Il bilanciamento dei poteri. Nelle democrazie non si può fare a meno della divisione e del bilanciamento dei poteri. Le destre sono state sconfitte su un terreno a loro caro: l’idea di rafforzare l’esecutivo fino a renderlo il dominus delle istituzioni, a discapito del potere legislativo e con la sottomissione del potere giudiziario. La nostra Costituzione antifascista prevede un equilibrio tra i poteri che va semmai applicato con rigore, e non minato con interventi promossi dal Governo, di fatto imposti al Parlamento a colpi di maggioranza e senza un coinvolgimento delle opposizioni. 

3) Il valore del “noi”. Nelle democrazie si partecipa con il “noi” e non con l’”io”. Sia in Parlamento sia al Governo devono operare persone dotate di cultura istituzionale, esperienza e senso della responsabilità 

pubblica, capaci di costruire progettualità condivise. La leadership dell’Io autoreferenziale e autoritario produce solo danni, spesso devastanti, al bene comune. 

Lo stesso principio vale per l’autogoverno della magistratura. 

La nostra Costituzione valorizza il ruolo determinante delle formazioni sociali come luoghi in cui la personalità si forma e matura attraverso il pensare e agire democratico.

La riforma del potere giudiziario, a buona ragione, è stata valutata dalla stragrande maggioranza dei cittadini 

come una grave controriforma da bloccare. Si è compreso che i veri problemi della giustizia sono altri: i 

tempi lunghi dei processi, la carenza di personale amministrativo, l’insufficiente numero dei magistrati, il 

ritardo nell’innovazione tecnologica, la condizione inadeguata delle strutture giudiziarie.


Le piste di impegno


Dall’esito referendario emergono alcune direttrici di lavoro per le forze democratiche e progressiste:

• La prima. La Costituzione va attuata integralmente, aprendo una nuova stagione parlamentare e di governo che valorizzi le norme costituzionali di portata sociale e di partecipazione alla vita pubblica, in una 

fase segnata da una grave crisi del Welfare (Sanità, Scuola, Politiche Sociali) e dalle crescenti diseguaglianze.


• ⁠La seconda. Il benessere dei cittadini, soprattutto del ceto medio-basso, deve tornare al centro dell’azione pubblica, dando così piena attuazione all’articolo 3 della Carta, impegnando concretamente la Repubblica a rimuovere gli ostacoli economici e sociali che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, 

impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori alla organizzazione della vita politica, sociale ed economica (art. 3, comma 2, Cost.).

• ⁠La terza. La Costituzione deve ispirare la formazione di una classe dirigente, capace di sviluppare una nuova progettualità politica per affrontare adeguatamente le grandi sfide del nostro tempo così travagliato e periglioso: guerre, disuguaglianze, crisi ambientale, mafie, dipendenze, trasformazioni tecnologiche e intelligenza artificiale.

• ⁠La quarta. La Costituzione italiana può rappresentare una fonte di ispirazione per avviare la fase costituente dell’Europa Federale, in alternativa alle derive sovraniste e populiste che rischiano di indebolire 

il progetto europeo e farci regredire nell’attuale dinamica globale.

Il Referendum ha riaperto la possibilità di curare, in modo costituzionalmente corretto, i mali più profondi della nostra democrazia.


Ora è tempo dell’impegno.


TULIPANI ROSSI, marzo 26, 2026

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