Comincia il 20 marzo a Corleone la "Scuola di Pace e di Fraternità", una proposta formativa importante e qualificante con la quale la Chiesa della diocesi di Monreale intende rispondere alla prima "urgenza" segnalata dal documento di sintesi finale del Cammino sinodale delle Chiese in Italia. Il primo incontro dal titolo "NON È BENE CHE TU SIA SOLO" si svolgerà a CORLEONE il 20 MARZO 2026 dalle ore 17.00 alle ore 19.00 dalle “Sorelle Francescane del Vangelo”, in via Santi (ingresso cortile). Interverrà il prof. G. Savagnone.
Oltre al titolo del documento, Lievito di pace e di speranza, anche il primo argomento trattato verte il tema Pace e non violenza. "Le Chiese in Italia sentono forte l'urgenza di promuovere ad ogni livello scelte e percorsi di pace" e l'Arcidiocesi di Monreale, attraverso l'Ufficio diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro, intende dare una risposta concreta a questa urgenza attraverso l'offerta di un percorso di formazione, confronto e proposte operative rivolto in modo particolare, ma non esclusivamente, ai giovani.
La proposta è rivolta ai giovani dai 16 anni in su, senza escludere la partecipazione degli adulti con i quali si intende instaurare un proficuo dialogo intergenerazionale. La direzione delle Scuole è affidata ai giovani stessi che accompagneranno e coordineranno i vari appuntamenti. Ad essi si affiancheranno alcuni professori che, in base agli argomenti trattati, si alterneranno nelle tre sedi della Scuola.
“Trovate le informazioni e i riferimenti utili sulla locandina - dice l’arcivescovo di Monreale mons. Gualtiero Isacchi - che vi esorto a diffondere il più possibile nelle parrocchie, confraternite, associazioni, gruppi e movimenti, ma anche e soprattutto fuori dai circuiti ecclesiali: scuole, associazioni, luoghi di vita giovanile, palestre, bar, pizzerie. Se volete potete anche contattare, tramite don Angelo Inzerillo, i giovani coordinatori delle tre sedi per invitarli a presentare il percorso. Si tratta di una occasione buona per i giovani e per noi che potremo, con loro, instaurare un dialogo volto al cambiamento per un futuro migliore. Il futuro della nostra terra dipende dalla nostra capacità di sognare la pace e di costruirla "artigianalmente" ogni giorno.
Aggiunge don Angelo Inserillo, direttore dell'Ufficio diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro: “La pace non è un traguardo statico né la semplice tregua dai conflitti; è un’opera viva che esige coraggio, una creatività instancabile e la ferma volontà di camminare insieme. Il nostro Cammino Sinodale ci ha consegnato una missione precisa:
non restare spettatori di fronte alle fatiche del mondo, ma diventare artigiani di una “cultura dell’incontro”. Siamo chiamati a uscire dai nostri spazi abituali per ascoltare le ferite del territorio e trasformare le parrocchie in veri laboratori di fraternità. Per questo l’Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro vi invita a partecipare alla “Scuola di Pace e di Fraternità”.


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