Diffidate delle imitazioni, si legge sul tovagliolo del ristorante “da Baffo” che un sorridente Andrea Delmastro - avvocato e politico di Fratelli d’Italia, sottosegretario alla Giustizia del governo Meloni - indossa nella foto scattata accanto al titolare, in posa con il pollicione da boomer alzato in segno di approvazione.
L’uomo al suo fianco è Mauro Caroccia, imprenditore romano, finito sotto inchiesta con l’accusa di aver fatto da prestanome per le attività illecite del boss dei boss della criminalità organizzata capitolina: Michele “’o pazzo” Senese. Delmastro e Caroccia: diffidate delle imitazioni, sono proprio loro. Magari non sono amici, ma quella foto scattata nel 2023 dimostra che si conoscono. E che forse progettano di fare affari insieme se è vero, come è vero, che alcuni mesi dopo il sottosegretario alla Giustizia si ritrova dal notaio insieme ad altri esponenti del suo partito, tutti di Biella, per costituire una nuova società attiva nel campo della ristorazione insieme a una ragazza di 18 anni, guarda caso figlia di Caroccia (quello della foto, diffidate delle imitazioni).
Passa un po’ di tempo e l’uomo si ritrova in carcere con una condanna definitiva a 4 anni, proprio a causa dei suoi rapporti con il clan Senese. Nel frattempo Delmastro, che di questa avventura gastronomica non aveva fatto menzione nella dichiarazione patrimoniale rilasciata al Parlamento, si disfa delle quote cedendole proprio alla giovane figlia di cotanto padre.
Poi accade quello che si poteva immaginare: la vicenda diventa di dominio pubblico e Delmastro, costretto a fornire spiegazioni, sostiene di aver scoperto solo a cose fatte che la sua (ex) socia e il pregiudicato della foto sono legati da parentela stretta. Poi chiude il discorso dicendo che per lui “la mafia è una montagna di merda”. Affermazione che non ha impedito alla commissione Antimafia (presieduta da una collega di partito di Delmastro, Chiara Colosimo) di aprire un'istruttoria sulla vicenda.
Incidente chiuso? Niente affatto, perché fra tre giorni il popolo italiano è chiamato alle urne per unreferendum che potrebbe modificare la Costituzione in una materia di stretta attinenza con il ruolo del sottosegretario Delmastro: la giustizia e in particolare gli organi che la amministrano. E il governo di cui Delmastro fa parte è schierato per il sì, vuole cioè cambiare le regole del gioco. Anche per questo motivo la segretaria del Pd Elly Schlein, una delle voci leader del fronte del no, chiede alla presidente del Consiglio di esprimersi sulla vicenda prima che si aprano le urne: "Apprendiamo dalla stampa che Giorgia Meloni sarebbe a conoscenza dei fatti addirittura da un mese. Gli italiani hanno il diritto ad avere una sua presa di posizione chiara, ma non dopo il referendum, la pretendiamo subito. Delmastro, già condannato per aver rivelato informazioni coperte da segreto a Donzelli che le ha usate per attaccare le opposizioni in aula, non poteva non sapere chi fosse la diciottenne scelta come amministratrice unica della società che stava fondando, società che a quanto pare non aveva nemmeno dichiarato come da obblighi di trasparenza. Meloni la smetta di difendere i suoi e cominci a difendere la dignità delle istituzioni e gli interessi italiani”.
Questo è il clima alla vigilia del voto, mentre a sorpresa sui socialspunta Vasco Rossi a rilanciare una sua hit che compie 39 anni proprio oggi. Il titolo è una dichiarazione di voto: “C’è chi dice no”. E se invece “sarà per sempre sì”, il governo è pronto a festeggiare al ristorante. Offre Delmastro. (La Repubblica, 19/3/2026) |
giovedì, marzo 19, 2026
Il pasticcio Delmastro al tavolo del referendum
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