CATERINA POLLICHINO*
Con un po’ di ritardo rispetto alla giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, che si è svolta a Torino lo scorso 21 marzo, mercoledì 25 marzo le vittime di mafia sono state ricordate anche dal consiglio comunale di Corleone.
Più volte il Sindaco nel suo intervento ha sottolineato che nella lotta contro la mafia la città di Corleone deve essere unita. Ci si può dividere su tutto, ma non sulla lotta contro la criminalità organizzata. Queste affermazioni del primo cittadino, però, non sono state accompagnate da comportamenti e da scelte concrete.
* segretaria della Camera del lavoro “Placido Rizzotto” - Corleone
Sconcertante come il primo cittadino, attraverso il ricordo delle vittime della mafia, abbia cercato di riabilitare il fascismo affermando che il “fascismo fu molto duro con la mafia”. Una “favoletta nera”, che ha omesso di ricordare come in breve tempo il fascismo rimosse, promuovendolo senatore, il prefetto Mori e “fece pace” con la mafia. E’ la solita nenia fastidiosa, irritante, irrispettosa, antistorica, secondo cui “il fascismo ha fatto anche cose buone”.
Mafia e fascismo sono complementari, sono figlie della stessa crudeltà, entrambe nemiche della democrazia e della libertà.
Prendiamo atto che questa amministrazione ha una certa allergia per l’antifascismo, e provi un senso di fastidio per la storia partigiana di Placido Rizzotto e per il suo insegnamento che non può esistere antimafia senza antifascismo e viceversa.
Il sindaco ha parlato di una “banalizzazione del male che continua a esistere” e il primo a farlo è proprio lui, incapace di condannare senza se e senza ma il fascismo, che ne sottovaluta consapevolmente i pericoli.
Ma noi non restiamo in silenzio, la Camera del lavoro del partigiano Placido Rizzotto non tace. Continua a denunciare mafia e fascismo. E chiede al sindaco coerenza democratica, come sancita dalla nostra Costituzione.
Caterina Pollichino
Segretaria Camera del lavoro "Placido Rizzotto" Corleone

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