domenica, marzo 08, 2026

RIzzotto, martedì a Corleone il ricordo del sindacalista ucciso dalla mafia 78 anni fa. Sarà proiettato anche il film di Scimeca uscito 25 anni fa


Palermo 8 marzo 2026 - Martedì 10 marzo la Cgil ricorderà Placido Rizzotto, segretario della Camera del lavoro di Corleone, rapito ed ucciso dalla mafia 78 anni fa. L’iniziativa ha il patrocinio del Comune  di Corleone ed è organizzata in collaborazione con le scuole corleonesi, Libera, Legacoop, Anpi, Arci, Associazione Italia-Cuba e Federconsumatori. 

Alle ore 8.30 al cimitero comunale saranno deposte delle corone di fiori sulla tomba di Rizzotto. Alle 9.00, in piazza Garibaldi, dopo i saluti istituzionali e l’intervento di un rappresentante del consiglio comunale dei ragazzi, gli alunni della scuola primaria leggeranno le poesie ed esporranno i disegni dedicati a Placido Rizzotto. Alle ore 10.30, invece, al Cine-teatro A. Martorana, sarà proiettato il film "Placido Rizzotto" di Pasquale Scimeca nel 25° anno dalla sua uscita. Interverranno Walter Rà, sindaco di Corleone; Matteo Croce, dirigente I.C. "G. Vasi"; Elisa Inglima, dirigente I.I.S.S. "Don G. Colletto"; Giuseppe Zambito, dirigente I.I.S.S. "Don C. Di Vincenti"; Pippo Cipriani, ex sindaco di Corleone; e il regista del film Pasquale Scimeca; concluderà Alfio Mannino, segretario generale CGIL Sicilia. Coordinerà Dino Paternostro, responsabile dipartimento Archivio e

Memoria Storica Cgil  Palermo.

“È significativo che anche quest’anno ricorderemo Placido Rizzotto dopo aver incontrato tante classi della scuola elementare e della scuola media di Corleone, ragazze e ragazzi che parteciperanno alle iniziative del 10 marzo con maggiore consapevolezza”, dicono Mario Ridulfo, segretario generale Cgil Palermo, Dino Paternostro, responsabile dipartimento Archivio e memoria storica, e Caterina Pollichino, segretaria della CdL di Corleone. E aggiungono: “Il percorso è stato concordato col dirigente scolastico e con gli insegnanti e consente alle nostre scuole di riappropriarsi sempre più della storia di personaggi come Rizzotto, come il piccolo Giuseppe Letizia, come le migliaia di contadini poveri che, a pugni nudi ma con grande coraggio, hanno lottato per costruire la Corleone del lavoro e dei diritti”. 

“Con gli studenti delle superiori - aggiungono - vedremo invece il film di Pasquale Scimeca, dedicato a Rizzotto, nel 25mo anniversario della sua uscita nelle sale cinematografiche. Un film storico, che ha consentito di far conoscere agli italiani un eroe della resistenza contro la mafia come Rizzotto”. 

E concludono: “Giovani, scuola, diritti del lavoro, democrazia, libertà, pace: valori iscritti nella nostra Costituzione, che abbiamo ricordato insieme agli studenti, sottolineando la necessità di difenderla contro le forze che vorrebbero indebolirla e stravolgerla. La Costituzione, più che cambiata, va applicata con grande determinazione per tenere fuori l’Italia dalla guerra e garantire i diritti e la sicurezza sociale ai cittadini”.


Placido Rizzotto era un giovane contadino semianalfabeta chiamato a fare la guerra voluta dal fascismo. Ma dopo l’8 settembre ‘43 lasciò la divisa e aderì alla Resistenza militando nelle brigate Garibaldi a Roma. Dopo la Liberazione, tornò a Corleone, fu eletto segretario della Camera del lavoro ed iniziò la lotta per liberare dallo sfruttamento degli agrari e dalla violenza della mafia i braccianti e i contadini poveri. Guidò il movimento per l’occupazione delle terre, ottenendone l’assegnazione di diversi ettari alle cooperative agricole. La mafia, gli agrari e la politica reazionaria ne organizzarono il rapimento e l’assassinio. Il suo corpo fu buttato in una “ciacca” di Rocca Busambra, il famigerato cimitero della mafia, affinché se ne perdesse ogni traccia. Il giovane capitano dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa nel 1949 riuscì ad arrestare due mafiosi che avevano partecipato al rapimento di Rizzotto - Pasquale Criscione e Vincenzo Collura - che confessarono il delitto ed accusarono anche il boss mafioso Luciano Liggio. Al processo ritrattarono e gli imputati furono assolti per insufficienza di prove. Sarebbero passati ben 64 prima che una nuova indagine nel 2012 consentisse di recuperare le ossa di Rizzotto dal crepaccio di Rocca Busambra e, con comparazione del dna, avere la certezza che fossero i suoi resti. Allora il governo concesse i funerali di Stato, che si svolsero il 24 maggio 2012 nella Chiesa madre di Corleone. Da anni ormai la storia di Rizzotto fa parte del piano dell’offerta formativa della scuola elementare. 

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