mercoledì, marzo 25, 2026

Dario Fo, un secolo di giullarate

Dario Fo

Il 24 marzo 1926 nasceva l'attore e drammaturgo, premio Nobel per la letteratura nel 1997

Si celebra oggi il centenario della nascita di una delle figure più importanti della seconda metà del Novecento italiano. Dario Fo è stato non solo l’ultimo premio Nobel per la Letteratura conferito a una personalità del nostro paese, ma un personaggio a tutto tondo della cultura e del teatro, le cui opere, spesso scritte e interpretate con la compagna di una vita Franca Rame, sono state e sono tuttora rappresentate in tutto il mondo. Fo è stato inoltre un intellettuale progressista impegnato e pervaso da una profonda passione politica e civile, condividendo parte del suo cammino e alcune delle sue battaglie con MicroMega

Sarebbe impossibile scindere il suo teatro dalla politica e a testimonianza di ciò sta anche il fatto che la sua opera più rappresentata a livello planetario, Morte accidentale di un anarchico, prende di petto temi fortemente calati nel contesto storico-politico in cui è stata scritta (la strage di Piazza Fontana e il conseguente caso Pinelli). Di quest’opera ci parla l’attore di teatro Matthias Martelli in un estratto dal volume Dario Fo, vita apocrifa di un giullare di recente uscita per Baldini+Castoldi: Dario Fo, il giullare contro la menzogna di Stato

Nel 2022, a 25 anni dal conferimento del premio Nobel per la Letteratura a Fo, sempre Martelli raccontava le motivazioni del riconoscimento sottolineando come con quel premio si riconobbe, insieme alla genialità di Dario Fo e Franca Rame, la storia negata dei giullari, degli ultimi, dei diseredati, dando dignità massima a una cultura popolare e orale capace, attraverso le risate, di stimolare il pensiero critico, divertendo e sovvertendo al tempo stesso: Dario Fo. Un Nobel ai giullari

Di questo intreccio tra arte e passione politica e civile sono testimonianza anche gli articoli che Fo scrisse per la nostra rivista nel corso degli anni. Ne ricondividiamo due. Il primo, tratto da MicroMega 2/2001, si intitola “L’Italia che rischiamo” e in esso Fo sottolinea l’importanza del riso, chiave filosofica di lettura del mondo che apre le risorse dell’invenzione fantastica, permettendoci al tempo stesso di essere più realistici: Il buono, il buffo e il cattivo

Il secondo, tratto da MicroMega 6/2013, si intitola “L’intellettuale e l’impegno” ed è una riflessione sul ruolo dell’intellettuale progressista, che secondo Fo deve sentire nel profondo del proprio animo la sofferenza di chi non ha voce e provare pena per le pene altrui: La voce degli oppressi

Buon compleanno, Dario!

Micromega, 24/3/2026

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