Secondo il quotidiano "New York Times", le autorità statunitensi hanno deciso di non intercettare la nave e di consentirle di entrare nelle acque territoriali cubane
La petroliera russa Anatolij Kolodkin, con a bordo circa 730 mila barili di petrolio greggio Ural, è attraccata al porto di Matanzas, a Cuba. Lo ha annunciato il ministero dei Trasporti russo. La nave, partita da Primorsk il 9 marzo, è la prima petroliera a raggiungere Cuba in tre mesi. La nave batte bandiera russa, viaggia senza scorta militare e, secondo ricostruzioni del quotidiano “Kommersant”, è stata scortata nel Canale della Manica da una corvetta della Marina russa, proseguendo poi autonomamente nell’Oceano Atlantico.
La Anatolij Kolodkin, di proprietà di Sovcomflot – la più grande compagnia di navigazione russa – e soggetta dal 2024 a sanzioni di Stati Uniti, Regno Unito e Unione europea, prende il nome da un giurista marittimo russo. Secondo il quotidiano “New York Times”, le autorità statunitensi hanno deciso di non intercettare la nave e di consentirle di entrare nelle acque territoriali cubane. “La Guardia costiera statunitense ha due pattugliatori nella regione che potrebbero tentare di intercettare la petroliera russa. Tuttavia, l’amministrazione (guidata dal presidente Donald) Trump non ha ordinato a queste navi di intervenire”, ha riferito il quotidiano citando un funzionario statunitense informato sulla vicenda.Jorge Pinon, esperto di energia dell’Università del Texas interpellato da “Kommersant”, ha affermato che una volta nelle acque cubane sarebbe stato “praticamente impossibile” per gli Stati Uniti fermare la petroliera. Sullo sfondo resta la crisi energetica dell’isola. “Per tre mesi nessuna petroliera ha attraccato a Cuba. Ciò significa tre mesi senza gasolio, olio combustibile, benzina, carburante per aerei o gas naturale liquefatto”, ha dichiarato il viceministro cubano dell’Energia, Argelio Abad, secondo cui Washington avrebbe trasformato il tradizionale embargo commerciale in un “embargo energetico di massima intensità”, facendo pressione su fornitori, compagnie di navigazione, assicuratori e intermediari finanziari. Dal Cremlino, il portavoce Dmitrij Peskov ha confermato contatti costanti con la leadership cubana e la discussione di “possibili opzioni per aiutare Cuba nella difficile situazione in cui si trova”.
Agenzia Nova, 30 Marzo 2026

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