mercoledì, settembre 20, 2023

Echi medievali. Rievocazione storica della “Entrata reale nella città di Corleone di Alfonso V il Magnanimo”

Re Alfonso il Magnanimo parla ai corleonesi…


Lo scorso 10 settembre 2023 si è svolta a Corleone la quarta edizione della kermesse “Echi medievali”, organizzata dal 
Comitato e dalla Confraternita del SS. Crocifisso della Catena, il cui corteo storico ha fatto il seguente percorso: Piazza G. Vasi, Via Cammarata, Via Firmaturi, C.so Bentivegna, Via Marsala, Discesa S. Rocco, Via dietro S. Leonardo, Corso Bentivegna, Piazza Falcone e Borsellino. 

L’evento ha vissuto il suo momento più importante nella “Entrata reale nella città di Corleone di Alfonso V il Magnanimo”. Evento accaduto realmente nell’anno 1434. 

Crediamo di fare cosa gradita ai lettori pubblicando i discorsi pronunciati dai rappresentanti della Città demaniale di Corleone e da Alfonso V il Magnanimo, così come egregiamente ricostruiti dalla prof.ssa Maurilia Rizzotto (con l’aiuto del prof. Lillo Ridulfo), che ringraziamo per averceli gentilmente messi a disposizione.  Buona lettura! (dp)

martedì, settembre 19, 2023

Palermo si mobilita. Ieri la kermesse della Cgil Palermo con Maurizio Landini. Dal lavoro povero, al futuro dei giovani, al coraggio dei vigili del fuoco, all’inaugurazione della casa per i rider

Da sx: Mario Ridulfo, Maurizio Landini, Alfio Mannino
e il redattore capo TGR Sicilia Rino Cascio

Ridulfo: “A Palermo diventa un calvario anche percepire il giusto salario dopo aver lavorato”. 
Landini: “Tutti insieme a Roma il 7 ottobre per rivendicare i diritti”

Palermo 18 settembre 2023 – Palermo risponde alla chiamata alla mobilitazione che il 7 ottobre porterà a Roma la Cgil e le associazioni per chiedere di applicare la Costituzione, aumentare salari e pensioni, contrastate l’evasione fiscale, dare un lavoro dignitoso ai giovani, difendere il sistema sanitario nazionale. In centinaia tra delegate e delegati ed esponenti di associazioni come Arci, Anpi, Legambiente, Our Voice, Forum della sanità pubblica, hanno  partecipato oggi all’iniziativa della Cgil Palermo con il segretario generale Cgil Maurizio Landini,  in un cinema Rouge et Noir stracolmo, per discutere di parità salariale, diritti dei migranti, impegno civile e sociale, antimafia,  diritto alla casa, diritto alla sanità pubblica, alla tutela dell’ambiente.  

📌Pubblichiamo il testo dell'intervento introduttivo di Mario Ridulfo, segretario generale della Cgil Palermo, alla iniziativa “La via maestra” svoltasi ieri al cinema Rouge et Noir

L’intervento di Mario Ridulfo

di MARIO RIDULFO

“La via maestra” è il titolo e il programma delle iniziative che ci porteranno fino a Roma il prossimo 7 ottobre. Noi che siamo una parte di queste iniziative, siamo uno dei sentieri che vi confluiscono. “Se non potete essere una via maestra, siate un sentiero…Siate il meglio di qualunque cosa siate… mettetevi a farlo appassionatamente”.  M.L.King. 

La Costituzione è la nostra bussola e il nostro sentiero, quello che conduce alla via maestra è l’idea che diventa un ideale per il quale ogni persona, nasce libera e ha diritto ad essere libera sempre, sia dentro sia fuori i luoghi di lavoro. Libera dalla paura, libera dal bisogno, dal ricatto. 

CI SCRIVONO. Violenza sulle donne e morti sul lavoro: non provvedimenti-spot dall’approccio securitario, ma interventi strutturali

Pubblichiamo questa riflessione del giovane Gabriele Sottile, invitando altri ragazzi come lui ad inviare alla redazione i propri punti di vista su questioni e problemi che riguardano la nostra società. Il confronto è utile per la crescita democratica e civile di tutti. (D.P.)


di GABRIELE SOTTILE

Abbiamo sentito tante volte parlare la nostra Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulla necessità di una riforma costituzionale in senso presidenziale o quanto meno volta al rafforzamento dell’esecutivo dal momento che, a suo dire, un governo forte genererebbe una democrazia forte e la stabilità sarebbe la chiave per risollevare le sorti del nostro paese. Eppure oggi l’Italia può dire di avere un governo forte, sostenuto da una coalizione dal chiaro colore politico e da una maggioranza parlamentare dai grandi numeri, ma nonostante questo, mai come in questi giorni, la nostra società e di conseguenza la nostra democrazia ci sembrano vacillare, schiacciate e ferite dalle ingiustizie, dalla prepotenza,

domenica, settembre 17, 2023

IL PERSONAGGIO. Marco Amenta: “Le ribelli dei miei film lottano contro i soprusi”


di Irene Carmina

Il regista palermitano che ha presentato il suo nuovo film alla Mostra di Venezia parla di donne, eroine ed emancipazione C’è una simmetria fra il corpo violentato e la terra aggredita dalle ruspe La nostra città è stata sventrata e ci siamo assuefatti 

Quando negli anni Novanta fu inviato a Sarajevo per documentare la guerra in Bosnia, lo scambiarono per una spia. Marco Amenta riuscì a salvarsi grazie all’aiuto di un mercenario francese e trovò rifugio in una fattoria. All’epoca il regista palermitano aveva poco più di vent’anni e faceva il fotoreporter per un’agenzia di stampa francese. 
«Volevo raccontare la storia attraverso i miei scatti - dice Amenta dalla sua casa romana – Poi, non mi è bastato più e ho sentito l’urgenza di entrare nella mente delle persone, di portarne alla luce i pensieri, ed è arrivato il cinema». 
Il suo nuovo film “Anna”, presentato alle Giornate degli autori della Mostra del cinema di Venezia, ha ricevuto una menzione speciale dalla Federazione italiana dei cineclub come «l’opera che meglio riflette l’autonomia creativa e la libertà espressiva dell’autore». È la storia di una donna, vittima in passato di violenza sessuale, che combatte per salvare la fattoria del padre e la sua terra, la Sardegna, dagli ecomostri. 
È colpevole di alto tradimento, lo sa? 

sabato, settembre 16, 2023

Corleone, al via la discussione sulla strategia 2023/2027 del Gal “Terre Normanne”

Caterina Pollichino, Dino Paternostro e Pino Guarcello davanti al busto di Placido Rizzotto


Si è tenuto ieri 15 settembre , presso il comune di Corleone, l’incontro territoriale dei comuni di Corleone e Campofiorito nell’ambito dell’elaborazione della strategia di sviluppo locale del Gal “Terre Normanne“.
 

Il GAL, costituito nel 2009, è un Consorzio volontario, che ha l'obiettivo di migliorare la qualità della vita economica e sociale di un territorio che comprende 17 Comuni, corrispondente alla zona occidentale della Sicilia e si estende dall'estrema periferia della città di Palermo sino alla Valle del Belice, da Carini a Monreale fino ad arrivare a Corleone per citare i comuni più estesi e popolosi.

Quella chiesa che ha inneggiato a padre Puglisi ha preso definitivamente le distanze dalla mafia e da quel suo vasto entourage di malaffare?


NINO DI SCLAFANI

All’indomani delle celebrazioni, più o meno sontuose e solenni, con cui la chiesa palermitana ha ricordato il 30°  anniversario del martirio di Padre Pino Puglisi, dopo avere visto i social riempirsi del suo volto sorridente con qualche frase di rito condita da cuoricini & CO., devo, non voglio, ma devo, condividere qualche riflessione.

Quella chiesa che oggi inneggia al suo martire, che ha traslato in Cattedrale il suo corpo il 15 aprile 2013 (al netto di un pezzo di costola per farne un reliquiario) e poi lo ha beatificato il 15 maggio dello stesso anno al Foro Italico, avrà preso “definitivamente” le distanze dalla mafia e da quel vasto entourage di malaffare fatto di colletti bianchi, imprenditori, politici e via discorrendo? Leggendo gli atti del processo contro i  Graviano, boss di Brancaccio mandanti dell’assassinio, appare evidente che trent’anni orsono Don Pino venne lasciato solo al suo destino.

L'ORA/Le pagine della memoria. 16 settembre 1970, 53 ANNI SENZA MAURO DE MAURO


Mauro De Mauro è stato un famoso giornalista dell'Ora. Inviato speciale, autore di clamorosi servizi e di inchieste che spesso ebbero al centro la mafia. Le notizie su di lui si fermano al 16 settembre 1970. 

Cinquantatré anni fa. Sparito nel nulla alle nove di sera, quando era appena sceso dalla sua BMW a dieci metri dalla casa di viale della Magnolie. Avendolo visto, lo aspettavano nell'androne la figlia Franca ed il futuro genero Salvo Mirto. Per guadagnare tempo s'erano avviati ad aprire l'ascensore, ma Mauro non arrivava, e mentre Salvo tornava indietro per aspettarlo, forse per chiamarlo, colse lo sbattere degli sportelli, una voce che esclamava in tono concitato "amuninni" e la BMW che sgommava indietro senza Mauro alla guida. Pochi metri, e l'auto sparì verso viale delle Alpi.

Il cardinale Matteo Zuppi a Palermo per ricordare padre Pino Puglisi: “I mafiosi sono vigliacchi e senza onore”


"La figura di don Pino Puglisi è importante perchè dimostra come si combattono le mafie e perchè aiuta tutti noi a capire come combattere la mafia che non è solo a Palermo". Lo ha detto il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, giunto a Palermo dalla Cina, per presiedere in cattedrale la santa messa in ricordo di padre Pino Puglisi, ucciso dalla mafia trenta anni fa.

"La violenza che ha ucciso padre Pino Puglisi ha un nome. Si chiama mafia. Le mafie sono fatte da uomini vigliacchi, che sono forti perchè si nascondono", ha detto poi Zuppi durante l'omelia.

"Il sorriso di padre Pino fu la sua risposta e il suo perdono - ha detto Zuppi - le mafie oggi sono diffuse, penetrano le economie, gestiscono i traffici di persone e di droghe. Producono morte. La mafia è un fenomeno che non è solo dell'Isola". "La voce di padre Pino, non urlata non esibita - ha aggiunto il cardinale - ci incoraggia e richiama le nostre coscienze a non abituarci a sistemi ingiusti. Don Pino con il sorriso disarmato, disarmava. Non era un prete antimafia. Era un prete buono.

Portella della Ginestra, dichiarato sito di interesse culturale. Un grande passo in avanti per tutelare e valorizzare un luogo che incarna i valori di libertà e giustizia sociale


“Il Memoriale di Portella della Ginestra - dice il presidente della Regione, Renato Schifani - è un luogo simbolo della lotta alla mafia e contro quelle forze reazionarie che hanno tentato di soffocare lo sviluppo della Sicilia e il benessere del suo popolo. Il Memoriale testimonia l'impegno civile dei siciliani che non si sono mai arresi all'ingiustizia, anche pagando il prezzo più alto". 

"Attraverso questo provvedimento - aggiunge l'assessore ai Beni culturali e all'identità siciliana, Francesco Scarpinato che ha avviato l'iter - abbiamo voluto dare il giusto riconoscimento a una comunità che ha pagato la sua libertà con il sacrificio della vita". “Era un provvedimento da noi auspicato da tempo, insieme all’associazione dei familiari delle vittime di Portella, al comune di Piana degli Albanesi, alla Soprintendenza dei beni culturali, dallo stesso autore Ettore de Conciliis e da diversi studiosi”, sostiene la Cgil Palermo.

venerdì, settembre 15, 2023

Il Dio senza umanità di Giorgia Meloni

Georgia Meloni

di 
Francesca Chiarenza

«Dio, patria e famiglia»

In un’Europa sempre più scristianizzata, a difendere Dio, a quanto pare, è rimasta Giorgia Meloni. Lo ha fatto nel suo discorso al Demographic Summit di Budapest, dentro il museo delle Belle Arti, davanti a un dipinto di El Greco che, quasi simbolicamente, rappresentava l’agonia di Gesù nell’orto del Getsemani, l’ora forse più drammatica della sua esistenza terrena. E drammatico è lo scenario che la premier italiana ha delineato: «Viviamo in un’era in cui tutto ciò che ci definisce è sotto attacco. Questo è pericoloso per la nostra identità nazionale, per la famiglia, per la nostra religione. Senza questa identità siamo solo dei numeri senza una consapevolezza, strumenti nelle mani di chi ci vuole usare». E ha evocato la necessità di una «grande battaglia» a favore delle famiglie.

Don Puglisi a Godrano: “Non posso dimenticare una esperienza in quel paesino dove una faida di mafia aveva ucciso tante persone”

Don Pino Puglisi 




Per ricordare il trentesimo anniversario dell’uccisione di padre Pino Puglisi, pubblichiamo una sua testimonianza sull’esperienza significativa fatta a Godrano, dove è stato parroco dal 1970 al 1978, pacificandosi una comunità dilaniata da una feroce faida mafiosa tra i Barbaccia e i Lorello. 

di PINO PUGLISI 

Prima di essere impegnato nella pastorale vocazionale a livello diocesano e poi regionale, sono stato parroco in un paesino di montagna. Ero uno dei parroci più “altolocati” della diocesi di Palermo, perché era un paesino posto a 750 mt sul livello del mare. Qualche anno prima in quel paesino di mille abitanti c’erano stati 15 omicidi. Nella carneficina delle varie vendette erano state uccise persone che non c’entravano assolutamente.

Corleone ricorda Padre Pino Puglisi con una rappresentazione teatrale


Un incontro speciale, uno scambio di battute in siciliano tra Padre Pino Puglisi e Santa Rosalia, davanti ad un pubblico giovane e attento. La figura del Beato è stata ricordata oggi anche a Corleone con una rappresentazione teatrale che si è svolta alla scuola secondaria di primo grado “Giuseppe Vasi”. 

“Se ognuno fa qualcosa si può fare molto” è il titolo dello spettacolo messo in scena da Francesca Picciurro, che ne è anche autrice, e Leonardo Campanella. L’iniziativa è del Comune insieme al Centro di Documentazione sulle Mafie e del Movimento Antimafia (Cidma), in collaborazione con l’associazione Westart Odv.

La mobilitazione della Cgil a Palermo. Il 18 settembre Maurizio Landini incontra la città


Tre i momenti. Ore 10 iniziativa “Insieme per la Costituzione” al Rouge et Noir con le associazioni. Ore 14 assemblea con i Vigili del fuoco. Ore 15.30 inaugurazione della Casa dei Rider presso Epyc

Palermo 15 settembre 2023 – Maurizio Landini incontra la città. Appuntamento a Palermo il 18 settembre alle 10 per l’iniziativa “Insieme per la Costituzione” che si terrà al cinema Rouge et Noir. La Cgil Palermo, alla presenza del segretario generale della Cgil nazionale, e delle tante associazioni che hanno condiviso in questi anni le battaglie di cambiamento per Palermo, vuole mettere al centro la piattaforma rivendicativa del sindacato per la manifestazione del  7 ottobre a Roma e chiedere di applicare i principi della Costituzione per cambiare il Paese, mettendo al centro la persona, il lavoro, la giustizia sociale e legalità, la solidarietà, la pace, la salute, l’ambiente e la cultura.  

giovedì, settembre 14, 2023

«Ogni parrocchia accolga un profugo o una famiglia»


don Francesco Romano 

don Cosimo Scordato

Nel trentennale del martirio di don Pino Puglisi, memori della sua esortazione «se ognuno fa qualcosa si può fare molto», vorremmo rivolgere un appello alle nostre comunità per un impegno a favore dei migranti. 

Nonostante i convegni e le intese internazionali, il problema dei migranti non è risolto, anzi tende a rendersi più grave configurandosi come evento epocale; esso continua a essere affrontato come una emergenza e, come tale, dà fastidio a tutti; serpeggia la persuasione, che non si ha il coraggio di esprimere con chiarezza: «Perché debbono disturbare la nostra quiete, le nostre sicurezze economiche? Non farebbero bene a restare a casa loro e noi provvederemmo a inviare qualche aiuto?». Che i migranti approdanti alle nostre coste siano un disturbo non abbiamo motivo di negarlo; ma, forse, dobbiamo cambiare prospettiva; da un lato, dovremmo assumerci la responsabilità che tante

Perché gli sbarchi a Lampedusa? Un interrogativo che resta senza risposta

Nella foto: Sfax-Lampedusa-Porto Empedocle= 556 km di mare Kelibia- Pantelleria- Marsala= 191 km di mare

Agostino Spataro

Il 9 aprile 2011 apparve su “La Repubblica” un mio articolo dal titolo “Perché i migranti sbarcano (quasi) tutti a Lampedusa?”. Sono trascorsi 12 anni e all’interrogativo non è stata data una risposta appropriata. 

Nel frattempo, la situazione si è aggravata: i flussi sono divenuti più incessanti e copiosi, nel 2023 si potrebbe giungere a 100.000 immigrati quasi tutti sbarcati a Lampedusa.
Perciò ripropongo il mio quesito su FarodiRoma, sperando che qualcuno dia una risposta convincente. A ben guardare le mappe del Mediterraneo, è facile accorgersi che l’approdo a Lampedusa non è il più indicato essendo il più lontano rispetto ai luoghi della partenza, in gran parte, concentrati nel sud-est della Tunisia.

Conferito a Bologna il premio Pio La Torre 2023 a Dino Paternostro, responsabile del dipartimento archivio e memoria storica Cgil Palermo

Un momento della premiazione di Dino Paternostro

Palermo 14 settembre 2023 - Ieri a Bologna, nella Sala Armi di Palazzo Malvezzi, nell’ambito del master “Gestione e riutilizzo di beni e aziende confiscate alle mafie”, è stato conferito a Dino Paternostro, responsabile del dipartimento  archivio  e memoris  storica Cgil Palermo, il premio Pio La Torre 2023 “per l’impegno profuso nel promuovere la cultura della legalità e della responsabilità civile”.

    Il premio è stato istituito da sette anni dalla Cgil nazionale, da Avviso Pubblico e dalla Federazione Nazionale della Stampa. Insieme a Paternostro sono stati premiati anche altri sindacalisti, amministratori pubblici e giornalisti, distintisi nell’impegno per la legalità e nella lotta alla mafia. Alla cerimonia erano presenti i componenti della giuria Franco La Torre, figlio di Pio, Pierpaolo Romani, Coordinatore nazionale di Avviso Pubblico, Emilio Miceli, responsabile del Dipartimento legalità Cgil nazionale, Mattia Motta, consigliere nazionale Fnsi, Stefania Pellegrini, docente universitaria e direttrice del Master “Gestione e riutilizzo di beni e aziende confiscate alle mafie” dell’Università di Bologna. 

martedì, settembre 12, 2023

“Il Circolo mafioso”, ecco la struttura di intelligence creata dagli Usa per lo sbarco del 1943 in Sicilia

Lo sbarco degli Alleati in Sicilia 

di PIERO MESSINA

Cosa Nostra ha aiutato gli Alleati nello sbarco del 1943? E se sì, quale vantaggio avrebbe ottenuto? Siamo all’inizio del 1986, Michele Sindona è alla sbarra per l’omicidio di Giorgio Ambrosoli. Intervistato da Stefania Svenstedt, il banchiere di Cosa Nostra parla dell’Operazione Husky e del ruolo dei servizi segreti americani: “Lei lo sa chi era Donovan? Il capo dell’Oss Americano che poi mandò le truppe in Sicilia. Al seguito c’erano loro. Anzi il capo loro era un carissimo amico mio, Max Corvo. Quello che mi ha dato tutti gli elementi per l’organizzazione siciliana. Io lottai in quel periodo e avevo 25 anni”. 

L’Operazione Husky

Entriamo così nel cuore dell’Operazione

La stagione della legalità. Cgil, Fnsi, Avviso Pubblico: Inizia la “Summer School”, il premio “Pio La Torre”


di ROBERTA LISI

Summer School a Bologna dall'11 al 15 settembre, dedicata alla costituzione di parte civile nei processi. Miceli, Cgil: “La formazione crea consapevolezza”

Un programma denso quello che si apre oggi, lunedì 11 settembre, a Bologna. Organizzata dalla Università Alma Mater del capoluogo emiliano romagnolo, ideata e diretta dalla professoressa Stefania Pellegrini che all’interno di quella istituzione accademica ha istituito il primo Master sui beni confiscati intitolato al dirigente sindacale e politico siciliano Pio La Torre. E all’allora segretario del Pci siciliano ucciso dalla mafia il 30 aprile del 1982 è intitolato un Premio, il conferimento dei riconoscimenti dell’edizione del 2023 sarà sempre a Bologna il 13 settembre, nell’anniversario della promulgazione della legge Rognoni La Torre che istituì il reato di associazione mafiosa e la confisca e il sequestro dei patrimoni della criminalità organizzata. Il Premio, voluto dalla Cgil dalla Fnsi e da Avviso Pubblico, verrà assegnato a sindacalisti, giornalisti e amministratori locali che si sono distinti nell’esercizio del proprio lavoro per affermare legalità.

La Summer School

lunedì, settembre 11, 2023

Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba: a cinquant‘anni dal golpe militare in Cile, l’eredità di Allende


Cinquanta anni fa si consumava una delle pagine più oscure e cruente della storia della democrazia e del movimento operaio: il mattino dell’undici settembre 1973 il palazzo della Moneda fu bombardato e preso d’assalto. Salvador Allende, di fronte alle intimazioni di resa, rispose con parole che lo collocarono per sempre tra i grandi dell’America Latina e del socialismo: “… non mi dimetto… pagherò con la vita …. ho la certezza che il seme che abbiamo consegnato alla coscienza degna di migliaia di cileni non potrà essere distrutto”.

Terminava nel sangue un originale esperimento, battezzato come “via cilena al socialismo”, fondato sul riconoscimento delle prerogative istituzionali e parlamentari unito ad una forte mobilitazione popolare a sostegno di profonde riforme sociali ed economiche: nazionalizzazione dell’industria del rame e di tutte le altre miniere, riforma agraria senza indennizzi, promozione di misure a sostegno dei più poveri.

Musica in cammino 2023: paesaggi sonori lungo la Magna Via Francigena


Le tappe della Magna via Francigena - l’ormai noto cammino che da Palermo percorre la Sicilia fino ad Agrigento - si popoleranno, alle soglie dell’autunno, di suoni che accompagneranno i pellegrini nel loro cammino: una serie di cinque concerti organizzati da Orchestra Barocca Siciliana in collaborazione con il comitato Magna Via Francigena accompagneranno infatti viandanti offrendo loro conforto e ristoro in alcune delle tappe più significative del cammino isolano.

La rassegna Musica in cammino - Paesaggi sonori lungo la Magna Via Francigena si aprirà domenica 17 settembre alle ore 20.00 con un concerto nella sede del Museo Diocesano di Palermo. “Solo”, evento evocativo e suggestivo già a partire dal titolo vedrà come protagonista il violoncello di Adriano Maria Fazio in un programma prevalentemente bachiano.

Seguirà due giorni dopo, il 19 settembre a Corleone, nella sala del museo Tesoro di San Martino, all’interno della Chiesa Madre, alle ore 20.00 il concerto “Sonate in Trio”, a cura dell’ensemble composto da Matteo Taverniti (flauto dolce), Giuliana Garda (violoncello) e Biagio Quaglino (clavicembalo). In quell’occasione, a partire dalle ore 18.00, il museo sarà visitabile con lo stesso biglietto valido per il concerto.

A 22 anni dalla strage terroristica delle Torri Gemelle

 


11 Settembre 2001, l'attacco alle Torri Gemelle. Parla la figlia di un pompiere a Tgcom24: "Mio padre morì da eroe nelle Torri Gemelle, il suo corpo mai trovato"

Nel 2001 due aerei di linea dirottati da terroristi si schiantarono contro le Torri Gemelle a New York, uno contro il Pentagono e un quarto precipitò. Le vittime furono 2.977, tra cui 341 vigili del fuoco accorsi per evacuare il World Trade Center. Parla la figlia di uno di loro    

di Tamara Ferrari

A 50 ANNI DAL COLPO DI STATO IN CILE. UNA TRAGEDIA DA NON DIMENTICARE, UNA SCONFITTA DELLA DEMOCRAZIA

Il presidente cileno del 1973 Salvador Allende

Elio Sanfilippo

L’11 settembre del 1973 in Cile un colpo di stato organizzato dalla destra politica e militare, con la copertura degli Usa e l’acquiescenza della DC cilena aveva rovesciato il governo legittimo di Unidad Popular guidato dal socialista Salvador Allende.

Quel governo aveva suscitato tante speranze e aspettative non solo da parte della maggioranza dei cileni ma dell’intera America latina poiché dimostrava che era possibile costruire in quel martoriato continente una società con più giustizia ed eguaglianza sociale senza conculcare i diritti e le libertà politiche e civili come era avvenuto nella Cuba di Fidel Castro. E anche nell’occidente capitalistico, soprattutto per i comunisti italiani perché era la conferma che era possibile conquistare il governo attraverso la via parlamentare, democratica, come aveva indicato Palmiro Togliatti, senza ripercorrere strade e modelli che si erano affermati nell’Est europeo, rispettoso quindi dei principi di libertà e di pluralismo politico.

Le ultime parole di Salvador Allende, presidente del Cile libero

Salvador Allende

Cinquant’anni fa, l'11 settembre del 1973 in Cile venne rovesciato con l'aiuto della CIA il governo delle sinistre democraticamente eletto, guidato da Salvador Allende.

(...) Trovandomi in questa tappa della storia, pagherò con la vita la lealtà al popolo. E vi dico con certezza che il seme affidato alla coscienza degna di migliaia di Cileni, non potrà essere estirpato completamente. Hanno la forza, potranno sottometterci, ma i processi sociali non si fermano né con il crimine né con la forza. La storia è nostra e la fanno i popoli.

Lavoratori della mia Patria: voglio ringraziarvi per la lealtà che avete sempre avuto, per la fiducia che avete sempre riservato ad un uomo che fu solo interprete di un grande desiderio di giustizia, che giurò di rispettare la Costituzione e la Legge, e cosi fece. In questo momento conclusivo, l'ultimo in cui posso rivolgermi a voi, voglio che traiate insegnamento dalla lezione: il capitale straniero, l'imperialismo, uniti alla reazione, crearono il clima affinché le Forze Armate rompessero la tradizione, quella che gli insegnò il generale Schneider e riaffermò il comandante Ayala, vittime dello stesso settore sociale che oggi starà aspettando, con aiuto straniero, di riconquistare il potere per continuare a difendere i loro profitti e i loro privilegi.

domenica, settembre 10, 2023

L' impavida crociata della regione siciliana contro i boss di terracotta

di ATTILIO BOLZONI

C'è tanta panna montata e tanta finzione nella crociata della regione siciliana contro i boss di plastica e di terracotta. È una guerra facile, che non porta disturbo a nessuno, è innocua. Il governo voluto da condannati per reati di mafia fa la sua "impavida" campagna contro la mafia (quella dei gadget e dei gingilli), un gioco di prestigio per darsi un tono e mettersi la solita maschera. 

Prima di ogni osservazione e per evitare sgradevoli fraintendimenti, anticipo subito che sulla mia scrivania ho quattro penne, due gomme e un lampostil con stampata l'immagine di Marlon Brando nei panni de Il Padrino . Un fermacarte e due tazze, di cui una con manico simile al calcio di una pistola, con lo stesso disegno sono sugli scaffali della mia libreria.

L’etica in frantumi


di Giuseppe Savagnone

Responsabile del sito della Pastorale della Cultura dell'Arcidiocesi di Palermo, www.tuttavia.eu. Scrittore ed Editorialista.

Il fenomeno Trump

Esiste probabilmente un legame – neanche tanto sottile – tra quello che in questi giorni sta accadendo negli Stati Uniti, dove è in corso una serie di procedimenti giudiziari a carico dell’ex presidente Donald Trump,  e le vicende che hanno visto, in Italia, la rimozione del generale Vannacci dal suo incarico di direttore dell’Istituto Geografico Militare.

In entrambi i casi si tratta di provvedimenti che penalizzano un personaggio pubblico – ovviamente con le debite proporzioni – in nome di princìpi che vengono ritenuti fondamentali dalla comunità civile. Ma in entrambi i casi si registra una reazione, da parte di settori consistenti, se non addirittura maggioritari, dell’opinione pubblica, che esprimono non solo la propria solidarietà, ma la propria entusiasta adesione, alla figura, prima ancora che al pensiero, del personaggio in questione.

VIOLENZE SULLE DONNE E APPELLI. Se io fossi un uomo…

Concita de gregorio

DI CONCITA DE GREGORIO 

Se fossi un uomo mi sentirei terribilmente offeso da questa corale raccomandazione rivolta alle ragazze: state attente. Non bevete, non vestite abiti che scoprono la pelle, non accettate passaggi degli sconosciuti. Meglio ancora, non uscite la sera: state a casa. Se fossi un uomo mi sentirei trattato come un poveretto, un essere umano non in grado di attivare il raziocinio, un essere fuori controllo pericoloso per la società: un animale selvatico che agisce in base all’istinto predatorio, incapace di governarlo. Un incontinente, insomma. Esattamente come uno che si fa pipì addosso o per strada al primo impulso, incapace di trattenere la minzione fino al bagno. 

Ma stranamente noto che gli uomini non si sentono offesi, almeno non la maggioranza che anzi annuisce, dice certo, proprio così: se provocano, se non stanno attente allora ecco, vedete, si espongono al pericolo. Cioè: state ammettendo di costituire un pericolo? Non me lo spiego, questo silenzio maschile, questa mancata ribellione all’evidenza che se tu mi passi davanti a capo scoperto, coi capelli al vento, con l’ombelico esposto, se non sei lucida perché hai bevuto un bicchiere di troppo allora è chiaro che io ti aggredirò perché sai, io sono un animale, che ci posso fare, sono fatto così.

sabato, settembre 09, 2023

LE VIE DEI TESORI DEBUTTA A CORLEONE DAL 16 SETTEMBRE AL PRIMO OTTOBRE


LA PRESENTAZIONE: lunedì 11 settembre alle 18.30 in Chiesa Madre a Corleone

CORLEONE. Diciotto “santi”, le straordinarie sculture lignee un tempo ricoperte da foglia d’oro, datate tra ‘500 e ‘700, che un tempo erano tra i 44 protagonisti della storica processione del Corpus Domini che raccoglieva tutte le statue provenienti dalle diverse chiese di Corleone; un corteo emozionante e molto sentito che non si realizza più dal 1954. Ma i simulacri sono ancora bellissimi: per la mostra Di seta e di legno. Tessuti e simulacri delle chiese di Corleone nella Chiesa Madre e nel Tesoro di San Martino, alle statue presenti nella Matrice se ne sono aggiunte altre sette da altre chiese della città.

USTICA, AMATO E LA SOVRANITA’ LIMITATA DELL’ITALIA


GIOVANNI BURGIO

Dopo la pubblicazione sabato 2 settembre su Repubblica dell’intervista a Giuliano Amato sulla strage di Ustica, la prima domanda che molti si sono fatti è stata “Perché proprio ora?”. E poi in rapida sequenza “Perché Amato non ha parlato prima? Come mai dopo tanti anni? A chi giovano adesso queste rivelazioni? Vuole colpire il governo Meloni?”.

È bene innanzitutto sgombrare il campo da congetture e ipotesi che non aiutano a capire cosa e perché è successo, e soprattutto non contribuiscono a fare luce su questo tragico evento.

E riflettiamo poi sul fatto che questo caso ci spinge a esaminare quale sia la posizione dell’Italia nello scenario internazionale, oggi come ieri. Studiamo come si è mosso, o sarebbe meglio dire, come si è potuto muovere, questo Paese uscito sconfitto dalla seconda guerra mondiale. Ricostruiamo quindi i fatti così come sono accaduti, e individuiamo i soggetti che li hanno originati.

venerdì, settembre 08, 2023

Corleone: incontro su politica, fede e famiglia


Fede, famiglia e futuro: la politica è la più alta forma di carità?” è il titolo di un convegno, promosso dall’Area Interna del Corleonese, del Sosio e del Torto, che si svolgerà domenica 10 settembre al Complesso Monumentale di Sant’Agostino a Corleone, a partire dalle 10. 

Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Corleone, Nicolò Nicolosi, dei sindaci dei 16 Comuni dell’Area Interna, delle autorità presenti, delle confraternite e dei club service locali, si apriranno tre tavoli di confronto: “L’uomo, in relazione alla fede e alla politica”, “La politica che pensa alla famiglia è la politica del futuro?” e “Visione e innovazione per il governo del futuro”. Dopo la relazione conclusiva sulle tematiche affrontate, spazio ai giovani amministratori del territorio con la sessione “Condividere, generare, creare valore: le buone pratiche dei giovani in politica”.

LA POLEMICA. Gadget di mafia, intellettuali a confronto. Toscani: “Tenetevi Cosa nostra, è nata lì”


Il fotografo lancia la sua provocazione “È inutile far finta che non sia così”. Il pubblicitario Mazza: “Il no ai souvenir è bullismo culturale”. Il semiologo Marrone: “Il Padrino è una miniera”. 

di Eleonora Lombardo

È una parola francese che viene direttamente dal latino, souvenir letteralmente significa “venire alla mente”, molto più chic del nostrano “ ricordino”, ma con lo stesso fine: riportare alla memoria la caratteristica del luogo. Basterebbe questo per capire che, dietro la vicenda dei “ souvenir a tema mafioso” sui traghetti dello Stretto sollevata dal musicista Mario Incudine e che ha suscitato l’immediato intervento dell’assessore regionale all’Infrastrutture Alessandro Aricò che ha promesso che ne proibirà la vendita, c’è una questione molto più seria pronta a infiammare gli animi degli esperti di comunicazione, marketing e pubblicità. 
Il fatto è che la querelle innescata da Incudine mescola diversi temi: sono sullo stesso piano le magliette del padrino e le statuette del mafioso grasso con coppola e lupara? È l’istituzione che deve vietarne la vendita? Questi gadget piacciono ai turisti, ma spaventano i siciliani perché ormai la Sicilia è cambiata o perché a cambiare è stata prima la mafia e la gadgettistica è ferma al passato? 

La memoria dell'8 settembre è stata inghiottita dalla retorica

Il generale Giuseppe Castellano stringe la mano al generale Dwight Eisenhower dopo la firma dell'armistizio




Pier Giorgio Ardeni economista

Ci sono date nella storia, come nella vita, che segnano delle biforcazioni, dei punti di non ritorno oltre il quale il cammino diviene irreversibile: l'8 settembre è uno di questi. Ottant'anni fa prese il via una nuova fase della guerra e se il fascismo sopravvisse, sotto nuove spoglie, per non sparire più, fu anche in ragione delle scelte e degli eventi che videro nell'8 settembre 1943 il loro momento "clou".

Quel giorno segnò, è vero, "l'inizio della Resistenza", ma se ciò accadde fu anche perché esso consentì l'instaurarsi di un governo fantoccio a cui Hitler mise a capo un Mussolini redivivo sottratto all'arresto sui territori controllati dall'esercito nazista – come aveva fatto in Ungheria, in Romania o in Ucraina – che chiamò a raccolta tutti quei fascisti che non avevano accettato che l'Italia e il suo governo avessero stipulato un armistizio con i nemici anglo-americani. Il 25 luglio 1943 era avvenuto il cambio al vertice, con una manovra di palazzo, certo motivata dal crescente disagio dei vertici dello Stato per come si stavano mettendo le cose, con gli anglo-americani già in Sicilia e i tedeschi in casa. Pietro Badoglio, su incarico del re, prende in mano le redini del governo e da subito inizia a tramare per arrivare a un accordo con il nemico.

RETATE E REPRESSIONE: MEMENTO MORI

Da sinistra: il prefetto Cesare Mori; il ministro dell'interno Matteo Piantedosi; Daniele Billitteri

di DANIELE BILLITTERI 

Non so perché ma la “risposta dello Stato” all’aggressione del prete antispaccio di Tor Bella Monaca a Roma e l’uccisione del giovane musicista a Napoli, mi ha fatto tanto pensare alle vicende che portarono in Sicilia il prefetto Cesare Mori. Anche lui protagonista di una mezza risposta.

Nel 1924 Benito Mussolini venne in visita  in Sicilia, a Palermo e a Trapani. In  quegli anni la Sicilia era terra di scorribande di briganti che controllavano spesso ampie aree del territorio. In quei giorni il Duce, fu portato a visitare Piana degli Albanesi, l’enclave albanese nel territorio di Corleone. Durante il tragitto Mussolini si accorse che  il percorso non era presidiato dalle forze dell’ordine ma notò molti civili armati a cavallo. Quando chiese spiegazioni ai suoi accompagnatori, tra i quali il prefetto di Palermo, la risposta fu che in quelle zone non c’era bisogno di polizia per garantire la sicurezza del capo del governo.

Giorgio La Pira, il sindaco-santo di Firenze, e il suo servizio di rigenerazione… urbana e umana…

Il frate domenicano Giovanni Calcara

PADRE GIOVANNI CALCARA
O.P.*

Innanzitutto il mio saluto a tutti i presenti, soprattutto agli organizzatori del Convegno che hanno avuto la sensibilità di invitarmi, sentendo il bisogno di sentire una voce, apparentemente lontana dalla loro, ma in fondo così vicina. Infatti quando si parla della persona umana e dei suoi diritti, nessuna ideologia o diversità di approccio alla tematica oggi in discussione, può dividere chi si pone al servizio delle persone fragili e dei loro bisogni. Al contrario, l’importanza di dare delle risposte a dei problemi reali, pone l’urgenza che tutte le realtà presenti sul territorio agiscano in rete, superando steccati e divisioni, che oggi non hanno motivo di esistere.

giovedì, settembre 07, 2023

Rotary Club Corleone ha sponsorizzato il Concorso Internazionale di Poesia Città di Marineo


Con il patrocinio del Rotary Club di Corleone, presieduto da Angelo Labruzzo, ha avuto luogo domenica 3 settembre 2023 presso il piazzale del Castello Beccadelli la 48^ edizione del premio internazionale di poesia Città di Marineo, un evento culturale di notevole portata internazionale che coinvolge poeti e personalità dall’Italia e dall’estero.

L’importanza del premio è dimostrata anche dal suo albo d’oro che ha visto la partecipazione di grandi nomi della cultura tra cui Franco Battiato, Sergio Albertazzi, Raphael Alberti, Evthuschenko e quest’anno uno di più grandi batteristi del mondo Marcello Pellitteri. “Quella della Giuria, ha commentato Salvatore Arnone presidente del Circolo Culturale, ente organizzatore della manifestazione, è stata una scelta più che mai appropriata per la bravura del musicista originario di Palermo, docente da ben 37 anni al celebre Berklee College of Music di Boston, noto non solo per le sue composizioni ma anche per le sue esibizioni con i grandi del jazz.”

mercoledì, settembre 06, 2023

Corleone, ci ha lasciati Totò Mannina, storico dirigente della Cgil e del Pci. Ha celebrato il funerale mons. Corrado Lorefice

Un momento delle celebrazione 

Lo scorso 4 settembre, è morto all’età di 96 anni Salvatore Mannina, storico personaggio della sinistra corleonese. È stato negli anni ‘60 coraggioso e determinato segretario della Camera del lavoro di Corleone e fino al 1979 consigliere comunale del Partito comunista. Ha lasciato la moglie Giuseppina e i figli Pino, Tanino, Angelo, Gaetana e Giovanna. E tanti nipoti e pronipoti.
 

Dopo gli anni dell’impegno sociale e politico, Mannina si era molto avvicinato alla chiesa cattolica, anche grazie alla testimonianza di uno dei suoi figli, Angelo, ordinato sacerdote nella diocesi di Palermo. Il funerale è stato celebrato da mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, oggi pomeriggio nella Chiesa Madre di Corleone. A celebrare accanto a lui anche don Angelo, figlio del defunto, che non ha nascosto la sua forte emozione. “Tante volte a casa - ha ricordato don Angelo - guardavo le tante foto di mio padre che parlava nei comizi. L’impegno sociale e politico ha riempito il primo tempo della sua vita. Credeva fortemente in quello che faceva, nella giustizia sociale e nell’impegno per conquistarla.