giovedì, giugno 04, 2026

Corleone oltre lo stereotipo: esce il volume "ECCLESIAE ANIMOSAE CIVITATIS CORLEONIS" di Calogero Ridulfo e Francesco Marsalisi


Don BERNARDO BRIGANTI

Sarà presentato il 13 giugno 2026, presso la chiesa di Sant’Agostino a Corleone, il nuovo saggio di Calogero Ridulfo e Francesco Marsalisi dal titolo “ECCLESIAE ANIMOSAE CIVITATIS CORLEONIS. Storia Tradizione e Arte nella città delle cento chiese”. L'opera racconta la storia di uno dei centri più affascinanti della Sicilia attraverso il filtro della sua secolare architettura sacra.

 

Lungi dall'essere un'operazione nostalgia, il volume si fonda su un monumentale scavo d’archivio che restituisce volti, nomi e contratti notarili ai capolavori locali. Dalle storiche liti tra confraternite alle fiere medievali, la storia sacra si rivela come il vero motore sociale ed economico di una comunità che sfida i clichés. Il saggio permette così a Corleone – troppo spesso narrata attraverso lenti distorte – di svelarsi nella sua veste più nobile: quella di “Città Regia”, un organismo vivente dove ogni vicolo, piazza o contrada rurale sussurra una memoria antica.

 

Al centro di questo reticolo si muovevano le Confraternite, vere e proprie corporazioni legate all'economia locale: dalla mastranza dei fabbro ferrai della Firraria (oggi Piazzetta dell’Annunziata) devoti a Sant’Aloy, ai mugnai legati al culto di San Cristoforo, fino alla confraternita di Sant'Antonio, che gestiva l'ospedale per i malati di ergotismo (il "fuoco di sant’Antonio"). 

Nelle pagine emerge la "testardaggine santa" del popolo corleonese: dai maestri ferrai che si autotassavano per il proprio patrono, alle intere comunità che attendevano decenni pur di finanziare la doratura di una statua con la preziosa tecnica dell’estofado.

 

Non mancano le tinte umane di una comunità vivace e talvolta contenziosa. I documenti d'archivio regalano perle di psicologia collettiva, come le lamentele per i danni al tetto di San Pietro causati dai confrati di Sant’Andrea – che suonavano le campane con troppa foga – o la disputa per i diritti di precedenza nella processione del Corpus Domini del 1503. Quest'ultimo documento è storico: attesta che già nel XV secolo la processione del Sacramento a Corleone era un evento complesso e codificato, specchio dell'orgoglio di ogni quartiere.

 

Il volume evidenzia inoltre il ruolo delle grandi fiere medievali, dimostrando come Corleone fosse un nodo vitale di scambi nel Regno. La ricchezza dei mercati fluiva verso gli altari, trasformandosi in argenti, sete e paramenti: la bellezza sacra era il palcoscenico in cui la città mostrava il suo volto migliore ai forestieri.

 

Il saggio si chiude con uno sguardo fermo sul presente. I restauri degli ultimi decenni (da Sant’Andrea a San Leonardo, fino all'Ospedale dei Bianchi) dimostrano che il patto tra i corleonesi e le proprie chiese non si è mai spezzato. Con rigore documentario e profondo amore per i luoghi, Ridulfo e Marsalisi firmano un'opera che invita a passare dall’ammirazione distratta alla custodia consapevole, trasformando la memoria in responsabilità e visione per il futuro.

Don Bernardo Briganti

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