sabato, giugno 20, 2026

Lunedì 79esimo anniversario della strage di Partinico in cui furono assassinati dalla banda Giuliano e dalla mafia i dirigenti sindacali Giuseppe Casarrubea e Francesco Lo Iacono. Alle ore 10.30 l’iniziativa di Cgil e amministrazione comunale


Palermo 20 giugno 2026 – Lunedì 22 giugno la Cgil e l’amministrazione comunale ricordano la strage di Partinico in cui 79 anni fa la banda Giuliano e la mafia assassinarono i dirigenti sindacali della Cgil Giuseppe Casarrubea e Francesco Lo Iacono. 

La commemorazione si svolgerà alle ore 10,30  in Corso dei Mille, 321, il luogo dell’eccidio.  Dopo i saluti del sindaco Pietro Rao e del presidente del consiglio comunale Erasmo Briganò, interverranno Tanino La Corte, responsabile della Camera del Lavoro di Partinico, Dino Paternostro,  dipartimento memoria e archivio storico della Cgil Palermo, Valentina Chinnici, deputata Ars, Armando Sorrentino, vicepresidente Anpi Palermo e Salvatore Ceraulo, segretario generale Spi Cgil Palermo.

Il 22 giugno del 1947 la banda Giuliano supportata dalla mafia decise di consumare alcuni raid terroristici contro alcune sedi sindacali del territorio. A Partinico fu assalita a colpi di mitra e di bombe a mano la Camera del Lavoro. E davanti alla porta d’ingresso furono assassinati i sindacalisti  Giuseppe Casarrubea, 48 anni, falegname comunista, e Vincenzo Lo Iacono, 42 anni, contadino comunista. Rimasero feriti Leonardo Addamo, Salvatore Patti e Giuseppe Salvia. Casarrubea morì sul colpo.  Lo Iacono, ferito con trenta colpi di arma da fuoco, morì dopo sei giorni in ospedale.

L’assalto nei confronti del movimento contadino avvenne a un mese e mezzo di distanza dalla  strage di Portella della Ginestra. Insieme alla Camera del lavoro di Partinico, furono prese di mira anche le Camere del Lavoro di Carini, Cinisi, San Giuseppe Jato, Borgetto, Monreale e Montelepre. L’obiettivo era continuare a terrorizzare il movimento contadino e la sinistra per fermarne l’avanzata. 

“Giuseppe Casarrubea e Vincenzo Lo Iacono – dichiarano Dino Paternostro, Tanino La Corte e Salvatore Ceraulo - hanno sacrificato la loro vita per la costruzione della nostra Repubblica, fondata sul lavoro, la libertà, i diritti e il ripudio della guerra. Costituivano il baluardo del movimento dei lavoratori, impegnato affinché sull’Italia sorgesse il sole di una nuova era, capace di far dimenticare le guerre, il sangue, la fame e la miseria. Casarrubea e Lo Jacono, insieme a tanti attivisti sindacali come loro, hanno consentito alla Sicilia di resistere alla ventata del separatismo, alimentata dai mafiosi e dai padroni di sempre”. “Ricordarli oggi – sottolineano i dirigenti sindacali – significa  rendere omaggio al loro sacrificio ma anche rinnovare l’impegno per difendere la Repubblica dai rigurgiti neofascisti, per continuare la lotta contro le nuove e vecchie forme in cui si manifesta la mafia, per costruire nella nostra terra le condizioni sociali ed economiche capaci di accogliere e dare un futuro ai siciliani, in particolare alle nuove generazioni”.

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