sabato, giugno 13, 2026

A Corleone presentato oggi pomeriggio il libro "ECCLESIAE ANIMOSAE CIVITATIS CORLEONIS. Storia, tradizione e arte nella città delle cento chiese” di Calogero Ridulfo e Francesco Marsalisi, nell’ambito della IV edizione di ACTA MEDIEVALIA

L’intervento di Rosalia Francesca Margiotta

DINO PATERNOSTRO

I saluti del sindaco Walter Rà, di don Daniele Fiore, parroco in solidum, di don Bernardo Briganti, parroco di Marianopoli. Ha moderato l’incontro Pietro Di Miceli del Cidma. Sono intervenuti don Giovanni Vitale, dell’Archivio Storico della Diocesi di Monreale, padre Salvatore Vacca, della facoltà Teologica di Sicilia, e Rosalia Francesca Margiotta, dell’Università degli studi di Palermo. Gli autori avrebbero voluto presentare il loro lavoro nel grande atrio pubblico all’aperto del complesso architettonico di Sant’Agostino, ma hanno dovuto ripiegare sulla chiesa omonima perché l’amministrazione comunale  pretendeva il pagamento di un ticket di 100 euro. 

CORLEONE – Si è tenuta oggi pomeriggio nella chiesa di S. Agostino la presentazione del volume “ECCLESIAE ANIMOSAE CIVITATIS CORLEONIS. Storia tradizione e arte nella città delle cento chiese”, nell’ambito della IV edizione di ACTA MEDIEVALIA.

Il libro, frutto di lunghe ricerche di archivio di Calogero Ridulfo e Francesco Marsalisi, ricostruisce con rigore documentale il tessuto religioso, artistico e sociale di Corleone attraverso i secoli. Non è una semplice guida alle chiese, ma un lavoro di ricucitura della memoria urbana, dove ogni edificio di culto diventa chiave per leggere trasformazioni, devozioni, conflitti e identità civica. Il titolo stesso, ripreso da fonti antiche, restituisce l’idea di una comunità profondamente religiosa ed orgogliosa del proprio patrimonio sacro.

Margiotta: una relazione di alto profilo scientifico

Un momento alto dell’incontro è stato l’intervento di Rosalia Francesca Margiotta, che ha saputo collegare storia dell’arte, fonti d’archivio e antropologia urbana con chiarezza e profondità. Margiotta ha mostrato come le “cento chiese” non siano solo un dato quantitativo, ma la cifra di un modello di città diffusa, dove il sacro ha modellato spazi, relazioni e persino la topografia. Il suo intervento ha reso fruibile al pubblico un’analisi complessa, senza appiattirla. Un contributo che eleva il valore scientifico dell’intera opera di Ridulfo e Marsalisi.


Gli archivi come officina della storia  

Utile e concreto l’intervento di don Giovanni Vitale, responsabile dell’Archivio Storico della Diocesi di Monreale. Ha ricordato, con esempi diretti, come senza la valorizzazione degli archivi ecclesiastici una parte consistente della storia di Corleone resterebbe oscurata. Registri battesimali, inventari di beni, atti di confraternite e atti notarili sono fonti primarie che il volume utilizza e mette a frutto. Vitale ha ribadito un punto chiave: tutelare e valorizzare questi fondi non è vuota erudizione, ma diritto di cittadinanza alla propria memoria.


Vacca e il nodo delle confraternite

Padre Salvatore Vacca, della Facoltà Teologica di Sicilia, ha centrato l’importanza storica delle confraternite in generale e delle confraternite corleonesi nel dare coesione sociale e assistenza ai “fratelli”. In effetti per secoli le confraternite furono una rete di welfare ante litteram. È corretto però storicizzare meglio la questione. Oggi quei servizi – ospedalieri, assistenziali, di sepoltura, etc. – è giusto che li garantisca sempre più e meglio lo Stato attraverso sanità pubblica e politiche sociali. Non bisogna dare l’impressione di rimpiangerle, perché altrimenti si rischia di oscurare il passaggio, faticoso ma necessario, verso laicità dei servizi, come sta scritto a chiare lettere nella nostra Costituzione. 


L’ombra del ticket: 100 euro per l’atrio di S. Agostino?

Va detto con chiarezza che la decisione del Comune di Corleone di chiedere il pagamento di 100 euro per l’uso culturale e senza fini di lucro dell’atrio pubblico di S. Agostino e di altri spazi pubblici è incredibile. Mai, nella memoria recente, il Comune di Corleone aveva applicato tariffe per iniziative culturali gratuite e senza fini di lucro in spazi comunali. Non basta giustificarsi, come fa l’amministrazione comunale (sindaco e assessori), richiamando un regolamento di 10 anni fa, approvato dai commissari e mai applicato finora. Se un regolamento è sbagliato si abroga o si modifica. Già si producono pochi eventi culturali, ma adesso con questi incredibili ticket si scoraggiano ancora di più le associazioni a produrne di altri. 

È incredibile, infine, che proprio nella presentazione di un libro che celebra la città come “civitas animosa” si neghi lo spazio pubblico gratuito alla sua comunità. Un atrio non è un banchetto da affittare: è un luogo di incontro tra la città e cultura. Far pagare un ticket, dopo 10 anni di disapplicazione della norma, appare una scelta contraddittoria. Le amministrazioni dovrebbero rimuovere ostacoli, non inventarne di nuovi per eventi che valorizzano identità e partecipazione. 


Un volume da leggere, una città da ascoltare

“Ecclesiae Animosae Civitatis Corleonis” di Ridulfo e Marsalisi è un tassello importante per chi vuole capire Corleone oltre gli stereotipi. Grazie alle ricerche d’archivio, al confronto tra storici e teologi, il libro restituisce dignità a un patrimonio spesso dato per scontato. 

Resta l’auspicio che la prossima edizione di ACTA MEDIEVALIA e le successive iniziative culturali possano svolgersi di nuovo in luoghi pubblici, senza “pedaggi”.  

Dino Paternostro

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