domenica, giugno 21, 2026

Corleone: esecuzione di un'ordinanza cautelare di arresti domiciliari con sottoposizione al braccialetto elettronico nei confronti di due soggetti indagati per i reati di violenza sessuale nei confronti di una cittadina extra comunitaria. Il comunicato della procura di Termini


Nelle prime ore della mattina di venerdì scorso, i Carabinieri della Compagnia di Corleone hanno dato esecuzione ad una ordinanza cautelare emessa dal Gip di Termini Imerese, dott. Gregorio Balsamo, su richiesta della procura della Repubblica, consistente negli arresti domiciliari, con sottoposizione al braccialetto elettronico, nei confronti di due soggetti, residenti in Corleone, ritenuti gravemente indiziali dei reati di violenza sessuale ai danni di una cittadina extracomunitaria di nazionalità tunisina.

Nello specifico, i due soggetti, rispettivamente di 45 e 71 anni, sono stati ritenuti gravemente indiziati di ripetuti episodi di violenza sessuale commessi nell'ottobre 2025 in Corleone, si danni di una

cittadina extracomunitaria di nazionalità tunisina, da poco tempo giunta in Italia.

Il soggetto quarantacinquenne, nei primi giorni dell'ottobre 2025, avrebbe offerto provvisoria ospitalità alla cittadina extracomunitaria ed al marito, da poco giunti dalla Tunisia, dopo essere sbarcati a Pantelleria ed essersi trasferiti in varie località siciliane, trovandosi sempre in uno stato di forte precarietà economica, accogliendoli in una abitazione ubicata nèi pressi di Corleone, nella sua disponibilità.

Tale soggetto avrebbe offerto alla coppia anche l'opportunità di svolgere una serie di lavori, seppure in maniera del tutto saltuaria ed irregolare, come quello di badante o collaboratrice domestica per la donna, di pizzaiolo o bracciante agricolo per il marito. Tale situazione lavorativa era stata accettata dalla coppia, pressata da impellenti esigenze economiche. Il medesimo individuo, sempre secondo la ricostruzione accusatoria, approfittando della relazione lavorativa così venutasi a creare, avrebbe rivolto alla giovane donna, in più occasioni, pesanti attenzioni di natura sessuale, puntualmente respinti dalla vittima.

La donna, successivamente, sempre secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe poi subito altrettante pesanti attenzioni sessuali anche da parte del soggetto settantunenne di Corleone,

presso la cui abitazione era stata inviata per svolgervi dei lavori domestici e l'attività di badante. 

Secondo quanto riferito dalla vittima, era stato lo stesso soggetto quarantacinquenne, una volta presentatosi presso l'abitazione del settantunenne, a informare costui del fatto che la donna fosse comunque disponibile a ricevere attenzioni di natura sessuale, non esitando a reiterare tali atteggiamenti

ai danni della cittadina tunisina, in presenza dell'anziano, proprio per dimostrargli la fondatezza delle sue affermazioni. La donna, in quella circostanze, si era opposta ancora una volte, reagendo fermamente, ma non aveva deciso di abbandonare l'abitazione dell'anziano a causa della assoluta necessità di lavorare. 

Di li a poco, però, anche il soggetto più anziano, approfittando della relazione di coabitazione, le aveva rivolto pesanti attenzioni di natura sessuale, incontrando ancora una volta la forte resistenza della

donna. in tale frangente, il soggetto era giunto a minacciarla con un coltello, ad aggredirla e a ferirla con tale arma, proprio a causa della ferma reazione e opposizione incontrata.

Le indagini venivano avviate allorchè una pattuglia della Sezione Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Corleone, nella mattinata del 18 ottobre 2025, intercettava la cittadina tunisina, in forte stato di agitazione, con le mani ed i vestiti sporchi di sangue. Costei, da subito, benché non parlasse la lingua italiana, era in grado di far comprendere alle forze dell'ordine il tipo di aggressione subita, indicando il nome della persona resasi responsabile del grave atto, ossia il soggetto settantunenne, mostrando ai carabinieri un video dal contenuto inequivocabile, che ella era riuscita ad effettuare nel corso dell'aggressione subita.

Le dichiarazioni della persona offesa, oltre che nel video di cui sopra e in alcuni referti di pronto soccorso, hanno trovato riscontro nelle dichiarazioni di altre connazionali della cittadina tunisina, nelle risultanze di intercettazioni telefoniche ed ambientali, in numerosi messaggi audio registrati da costei

nel corso dell'intera vicenda. 

In definitiva, dalle indagini è emerso un quadro di particolare gravità e allarme sociale, caratterizzato da una pluralità di condotte penalmente rilevanti, poste in essere ai danni di una persona straniera in condizioni di estrema vulnerabilità, precarietà abitativa ed economica.

Il Gip, a tale proposito, ha evidenziato come da tale contesto complessivo si possa ricavare "... un quadro tanto allarmante quanto desolante, fatto di abusi perpetrati al donni di una donna appena giunta in Italla con il marito in cerca di lavoro e del tutto priva di mezzi per vivere...".

Si precisa, in ogni caso, che il procedimento pende tuttora in fase di indagini preliminari, e che, in ossequio del principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva di condanna, sarà svolto ogni ulteriore accertamento che dovesse rendersi necessario, anche nell'interesse dell'indagato.

“Il presente comunicato stampa - scrive la procura di Termini Imerese - è stato reso anche allo scopo di agevolare l'emersione di situazioni similari, stimolando la collaborazione dei cittadini, o comunque di specifiche componenti della società civile, nell'attività di denuncia di tali fenomeni e di collaborazione alle indagini”.

Termini Imerese, 19.6.2026

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