![]() |
| Ospedale dei Bianchi Corleone |
![]() |
| Ospedale Madonna dell’Alto di Petralia Sottana |
Con una dura nota alla Direzione generale dell’ASP di Palermo, la Cgil Palermo, la Fp-Cgil Palermo e lo Spi-Cgil Palermo criticano lo svuotamento degli ospedali di infermieri e OSS per trasferirli nelle nascenti strutture territoriali e chiedono un urgente incontro.
“Le scriventi Organizzazioni Sindacali - scrivono - intendono denunciare con forza la gestione errata che l’Azienda Sanitaria Provinciale sta applicando in merito all’attivazione delle nuove strutture territoriali (Ospedali di Comunità e Case di Comunità) nate sotto l’impulso del PNRR e alle attuali disposizioni di servizio.
L’analisi di quanto sta accadendo sul territorio della provincia descrive una realtà paradossale: si assiste al trasferimento coatto di unità di personale (Infermieri e OSS) presso Case e Ospedali di Comunità che, in molti casi, risultano totalmente privi di pazienti. Il personale viene così condannato a una dequalificante inattività forzata in strutture non ancora capillarmente inserite nella rete assistenziale.
Queste nuove aperture non vengono sostenute da un piano straordinario di assunzioni stabili. Al contrario, le strutture in essere vengono letteralmente "svuotate" e sottratte di unità da reparti ospedalieri e servizi territoriali già storicamente al collasso e sotto organico.
Sguarnire reparti attivi per "popolare" sulla carta strutture nascenti e privi di pazienti rappresenta un rischio inaccettabile per i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e per la sicurezza delle cure dei cittadini.
Si riportano un paio di esempi: il caso del P.O. “Dei Bianchi” di Corleone dove sono stati trasferiti dalla Lungodegenza n. 4 Oss, n.1 Oss dalla Ginecologia, n. 3 Oss dall’ SPDC (Reparto degenti di Psichiatria), n. 1 Infermiere nell’ SPDC di cui già in carenza di 3/15, n. 1 Infermiere dalla Pediatria e n. 1 dal Pronto Soccorso (trasferita al distretto 38), ed il caso dell’Ospedale “P.O. Madonna Dell’Alto” dove n. 4 Infermieri e n. 4 Oss sono stati trasferiti alle Case di Comunità del Distretto 35, in entrambe i casi citati con la conseguenza di turni scoperti, assistenza ridotta e disservizi.
La scelta del personale da trasferire sta avvenendo nell'arbitrio più totale. Non esiste una graduatoria pubblica, non esistono criteri oggettivi e trasparenti (anzianità di servizio, carichi familiari, legge 104, capillarità territoriale). L'amministrazione avalla nei fatti l’identificazione dei lavoratori su base puramente discrezionale, alimentando tensioni e disparità di trattamento inaccettabili.
La FP CGIL, insieme alla Camera del Lavoro, rivendica la tutela della dignità professionale dei lavoratori della sanità, stremati da turni massacranti e adesso colpiti da trasferimenti d’imperio immotivati.
Allo stesso tempo lo SPI CGIL, che rappresenta la fitta rete dei pensionati della provincia, denuncia il finto potenziamento della medicina territoriale: le Case e gli Ospedali di Comunità devono essere un valore aggiunto per la popolazione anziana e fragile, non un paravento burocratico dietro cui nascondere il progressivo smantellamento dei servizi sanitari pubblici esistenti.
La FP CGIL, lo SPI e la Camera del Lavoro chiedono un immediato e radicale cambio di rotta:
- Stop immediato ai trasferimenti unilaterali privi di motivazione organizzativa legata all'effettiva presenza di pazienti.
- Istituzione di un tavolo tecnico paritetico per definire regole certe, l’applicazione di un nuovo regolamento sulla mobilità condiviso con le parti sindacali e la sua effettiva applicazione, escludendo qualunque scelta ad personam.
- Un Piano Complessivo di Visione Condivisa: L'ASP deve presentare un piano di sostenibilità organica che spieghi come intende coprire il fabbisogno delle nuove strutture del PNRR attraverso nuove assunzioni dedicate, e non svuotando l'assistenza nei reparti attuali, che non possono e non devono essere ulteriormente depauperati delle unità necessarie.
In assenza di un riscontro immediato e della convocazione di un tavolo di confronto, le scriventi sigle sindacali si riterranno libere di avviare tutte le azioni di protesta e di tutela legale necessarie, non escludendo lo stato
di agitazione di tutto il personale del comparto sanità dell'ASP di Palermo”.
La nota è firmata dai Segretari Aziendali Cosimo Di Vita e Sergio Coloma, dal Segretario Generale FP CGIL Palermo Andrea Gattuso, dal Segretario Generale SPI CGIL Palermo Salvatore Ceraulo e dalla Segretaria CGIL Palermo Laura Di Martino.


Nessun commento:
Posta un commento