RICCARDO ARENA
«Noi abbiamo disonorato la divisa? Noi? Ma se anche ci fosse stato, il depistaggio, lo avrebbero lasciato fare a noi, a due pesci piccoli?».
I tre poliziotti accusati di essere depistatori di Stato sono in pensione e due di loro hanno lasciato come sostituto commissario e sovrintendente, sono rimasti nell’alveo di carriere non proprio mirabolanti, insomma. Non sono vecchissimi – Fabrizio Mattei ha 64 anni, Michele Ribaudo 66 – ma il processo di Caltanissetta li ha fortemente provati. E tuttavia sanno di non poter giocare ruoli da vittime: le vittime sono i figli e il fratello di Paolo Borsellino e i familiari dei cinque agenti di scorta. Per loro ancora una verità monca, anche a causa delle false dichiarazioni del pentito farlocco, Vincenzo Scarantino, che da Bo, Mattei e Ribaudo sarebbe stato forzato, istruito, orientato.





































