domenica, luglio 17, 2022

Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo: «Via D’Amelio, non abbiamo depistato noi»


RICCARDO ARENA

«Noi abbiamo disonorato la divisa? Noi? Ma se anche ci fosse stato, il depistaggio, lo avrebbero lasciato fare a noi, a due pesci piccoli?». 

I tre poliziotti accusati di essere depistatori di Stato sono in pensione e due di loro hanno lasciato come sostituto commissario e sovrintendente, sono rimasti nell’alveo di carriere non proprio mirabolanti, insomma. Non sono vecchissimi – Fabrizio Mattei ha 64 anni, Michele Ribaudo 66 – ma il processo di Caltanissetta li ha fortemente provati. E tuttavia sanno di non poter giocare ruoli da vittime: le vittime sono i figli e il fratello di Paolo Borsellino e i familiari dei cinque agenti di scorta. Per loro ancora una verità monca, anche a causa delle false dichiarazioni del pentito farlocco, Vincenzo Scarantino, che da Bo, Mattei e Ribaudo sarebbe stato forzato, istruito, orientato.

Suor Maria Cira Destro, al Papa l’ultima parola in merito alla concessione del titolo di venerabile

Suor Maria Cira Destro

Corleone - Sabato prossimo nella chiesa madre di Corleone, alla presenza dell’arcivescovo Michele Pennisi, si chiuderà l’inchiesta diocesana per la causa di beatificazione e canonizzazione della Serva di Dio suor Maria Cira Destro, che era stata aperta nell’Arcidiocesi di Monreale il 24 luglio 2020. 

Nata il 12 marzo 1782, la Serva di Dio suor Maria Cira Destro, al secolo Maria Antonia, divenne monaca clarissa il 7 aprile 1804 nel monastero dell’Annunziata di Corleone. La sua vita è stata caratterizzata dall’amore per la preghiera e per i bisognosi che numerosi si recavano da lei per chiederle aiuto e consigli. Mostrava un grande attaccamento ai voti religiosi di obbedienza, povertà e castità e offriva le sue numerose sofferenze fisiche al Signore per la salvezza dei peccatori.

IL PERSONAGGIO. Antonio Balsamo: “Commissioni d’inchiesta per la verità sulle stragi”

Il giudice Antonio Balsamo, presidente del tribunale di Palermo (foto Igor Petyx) 




di Salvo Palazzolo

Gli studi con Di Matteo i primi giorni al palazzo di giustizia con Di Lello e Borsellino, i silenzi sul 1992: parla il presidente del tribunale di Palermo

In questi giorni di gran caldo, Antonio Balsamo, presidente del tribunale di Palermo da quasi un anno, ha ricordato quando studiava per prepararsi al concorso in magistratura: «Con Nino Di Matteo passavamo intere giornate a ripetere diritto penale e diritto amministrativo, nella sua casa di Santa Flavia. – racconta – Anche l’estate del 1990 fu molto calda». 

C’era spazio per un bagno, ogni tanto? 

«No, il nostro era un impegno esclusivo. Era appena stato approvato il codice di procedura penale e mentre studiavamo ci raggiunse la notizia dell’uccisione di Rosario Livatino. Un evento che ha segnato tutta una generazione di magistrati, quella dei “ragazzi del 1991”, della quale facevano parte Roberta Serio, Lia Sava e Roberto Conti». 

Gli ultimi attimi del minorenne morto alla guida di un’auto. «Ti accompagno con la macchina», avrebbe detto Marco Puccio all’amico sul trattore. Corleone piange un’altra giovane vita


Mario Raimondi

Corleone - «Ti faccio compagnia. Ti accompagno con la macchina». Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri, sono state le ultime parole pronunciate da Marco Puccio, il diciassettenne che venerdì ha perso la vita in un incidente automobilistico. 

Le avrebbe detto, al volo, ad un amico che si trovava a lavorare con lui in una proprietà della famiglia. Frasi veloci, storpiate dal rumore dei mezzi agricoli ancora accesi, dette al termine di una estenuante giornata di trebbiatura ad un amico che si trovava su di un trattore che non è riuscito, prima a capire le intenzioni di Marco e poi a fermarlo. Una leggerezza o chi sa cosa sia passato per la testa a Marco Puccio che alle 19,40 circa avrebbe messo in moto la Fiat Panda 4x4 dell’amico e avrebbe imboccato al Sp 75 in contrada Valanghe.

sabato, luglio 16, 2022

Verso il 19 luglio... IL LIBRO: Così Borsellino invocò la pulizia nei partiti


Pubblichiamo uno stralcio di "1992. La verità negata": un incontro con gli studenti nel quale auspicava un giudizio politico severo rispetto ai personaggi sotto accusa

di Umberto Lucentini 

Il 26 gennaio del 1989 Borsellino è a Bassano del Grappa per un incontro con gli studenti dell’Istituto professionale "Remondini". A loro racconta la sua esperienza di magistrato, la nascita del pool antimafia dell’ufficio istruzione di Palermo, un esperimento giudiziario «non previsto dalla legge e che comunque doveva essere messo in atto senza andare contro la legge». Il filmato di quell’incontro, caricato su YouTube, mostra Borsellino che fuma, gesticola, tiene nella mano destra gli occhiali da presbite, spesso sorride guardando le ragazze e i ragazzi seduti di fronte a lui ai quali da sempre del "tu". Affronta tanti argomenti. Tutti incredibilmente ancora attuali.

BOLOGNETTA: “Rinfreschiamo” la memoria, ricordiamo Paolo Borsellino


Il Forum delle Associazioni Bolognettesi, con il patrocinio del Comune di Bolognetta e la partecipazione del Servizio civile, organizza la manifestazione “Rinfreschiamo la memoria” per giorno 19 luglio, in ricordo di Paolo Borsellino e di tutte le vittime delle mafie ed in segno di gratitudine per il loro sacrificio a vantaggio del bene comune e della democrazia

In mattinata saranno organizzate attività con i bambini e i ragazzi in Piazza dei Caduti, mentre alle ore 21,00 avrà luogo un momento di preghiera presso la Chiesa madre, seguito da una fiaccolata per le vie del paese, che si concluderà con riflessioni e letture in piazza dei Caduti, dove sono stati restaurati i murales del “Muro dell’antimafia. Interverranno la Commissione prefettizia, Antonio Ortoleva, giornalista e scrittore, Salvatore Menna della Scuola di formazione etico-politica “Giovanni Falcone” di Palermo, Antonio Castelbuono figlio del vigile urbano Salvatore assassinato dalla mafia nel 1978. Letture di brani a cura del Consiglio comunale dei ragazzi e dell’attrice Anna Di Bella.

Forum delle Associazioni- Bolognetta

 

GRAZIE AI 5S, IL RE DRAGHI È NUDO. ORA SI TORNI ALLA COSTITUZIONE

Da sx: Giuseppe Conte, Mario Draghi, Sergio Mattarella

di TOMASO MONTANARI

Dunque, i barbari non si sono del tutto civilizzati. È con queste, rammaricate, parole che l’eterno establishment della Città Eterna commenta in queste ore il colpo di coda di Conte e del Movimento 5 Stelle. 

La scissione telecomandata di Di Maio non è bastata a disinnescare la mina: e il resto l’ha fatto l’intemperanza del presidente del Consiglio. Non sapevano trovare le parole per dirlo, i grandi giornali genuflessi al doppio soglio chigiano e quirinalizio: ma si è capito che questa volta i due nonni della patria non sono in perfetto accordo, con Mattarella che prova a ricordare a Draghi che la fiducia l’ha avuta, e Draghi che non depone la stizza nemmeno quando il capo dello Stato lo manda “a riflettere” (come si fa con i bambini della scuola materna).

Corleone, guida l’auto senza patente, si ribalta e rimane ucciso. Marco Puccio aveva solo 17 anni


Virgilio Fagone Mario Raimondi

A 17 anni si è messo alla guida di un’auto ma ha perso il controllo del mezzo ed è rimasto ucciso. Corleone piange un’altra giovane vittima della strada, Marco Puccio, che ha pagato con la vita un’imprudenza ad altissimo rischio. 

Come accaduto a maggio a Rosario Leto di 16 anni, che di nascosto aveva preso le chiavi della macchina dei genitori per un giro notturno finito in tragedia. Con lui sulla vettura, volata in un dirupo, c’erano tre amici e aveva perso la vita anche una giovane di 18 anni, Giulia Sorrentino. Adesso il paese piange un altro ragazzo. In base a una prima ricostruzione dei fatti, Marco Puccio si trovava al volante di una Panda 4x4 quando, per cause in via di accertamento, ha avuto un incidente: l’utilitaria si è ribaltata e si è trasformata in una trappola mortale. Per il giovane non c'è stato nulla da fare.

venerdì, luglio 15, 2022

Ficuzza (Corleone) “espropriata” del Green Valley Fest. Uno “schiaffo” al sindaco Nicolosi e alla sua giunta!

 


Addio Scalfari, l’inventore di giornali


di 
Simonetta Fiori

È morto a 98 anni il fondatore di Repubblica Cambiò il modo di raccontare il Paese Fino all’ultimo ha continuato a scrivere di filosofia, letteratura e politica

Il giorno della morte è lo stesso che ha festeggiato sempre come un anniversario di famiglia, la presa della Bastiglia, per la quale apriva agli amici l'amato giardino di Velletri. Solo Eugenio Scalfari poteva scegliere di andarsene alle prime ore del mattino del 14 luglio, la data della Rivoluzione Francese e dei droits de l'homme, nella grande casa romana piena di luce in piazza della Minerva, dietro il Pantheon. Anche di recente la Marsigliese era tornata ad affacciarsi nella memoria musicale di Scalfari, che ha affidato al canto le sue fragili energie di vegliardo.

La guerra in Ucraina e l’intollerabile ipocrisia dell’Occidente

Carlo Rovelli 


Carlo Rovelli è uno dei più noti fisici italiani viventi, autore di innumerevoli pubblicazioni e libri sulla scienza. Questo il suo sentire sulla guerra in Ucraina...

di CARLO ROVELLI

Poche volte mi sono sentito come in questo periodo, così lontano da tutto quanto leggo sui giornali e vedo alla televisione riguardo alla guerra ora in corso in Europa orientale. Poche volte mi sono sentito così in dissidio con i discorsi dominanti. Forse era dai tempi della mia adolescenza inquieta che non mi sentivo così ferito e offeso dal discorso pubblico intorno a me.  

Mi sono chiesto perché. In fondo, sono spesso in disaccordo con le scelte politiche e ideologiche dei paesi in cui vivo, ma questo è normale siamo in tanti e abbiamo opinioni diverse, letture del mondo diverse. Anche del mio pacifismo, poi, sono poi così sicuro? Ho dubbi, come tutti. Allora perché mi sento così turbato, ferito, spaventato, da quanto leggo su tutti i giornali, e sento ripetere all’infinito alla televisione, nei continui discorsi sulla guerra?

Oggi l’ho capito. L’ho capito proprio ritornando col pensiero al periodo della mia prima adolescenza, quando tanti anni fa la gioventù di tanti paesi del mondo cominciava a ribellarsi ad uno stato di cose che le sembrava sbagliato. Cos’era stata quella prima spinta al cambiamento? 

Svolta generazionale al Centro studi Pio La Torre: Vito Lo Monaco presidente emerito; è stata eletta nuova presidente Loredana Introini

Vito Lo Monaco e Loredana Introini


Palermo, 14 luglio - Svolta generazionale al Centro studi Pio La Torre: Loredana Introini è la nuova presidente. Subentra a Vito Lo Monaco, eletto presidente emerito. La delibera, all’unanimità, ieri, nel corso dell’assemblea dei soci, alla presenza, tra gli altri, dei vicepresidenti Franco Garufi e Rita Barbera che restano confermati.

Presidente dal 2005 del Centro Pio La Torre, autore di diverse pubblicazioni sulla mafia, Vito Lo Monaco ha curato la realizzazione del progetto educativo antimafia che da anni è parte integrante dei programmi Miur nelle scuole, assieme a un sondaggio nazionale sulla percezione mafiosa dei giovani.

“IPOCRITAMENTE STATO”: Corteo militante per un’antimafia popolare - 18 luglio, Palermo


Il prossimo 18 luglio il movimento giovanile Attivamente e l’Associazione Our Voice, in collaborazione con varie associazioni, collettivi e realtà sociali scenderanno di nuovo per le strade di Palermo in corteo partendo da Piazza Magione alle ore 18. Perché dopo 30 anni dalle stragi, in questa città continuano le trattative tra lo Stato e la mafia.

Aumentano gli spari, le violenze, le uccisioni per strada. Aumenta l’isolamento delle periferie e dei quartieri, abbandonate a tassi di povertà altissimi, ai disagi sociali, alle fragilità, alla disoccupazione. Nessuno denuncia i veri responsabili politici ed istituzionali. Cioè una classe dirigente che in Parlamento sta tagliando i costi delle risorse pubbliche e nel frattempo scrive leggi per favorire l’impunità di politici, banchieri, finanzieri e imprenditori.

Oggi, dopo mesi di scandali politici, arresti per voto di scambio politico-mafioso, il ritorno in politica di uomini corrotti e condannati per reati di mafia e i risultati delle elezioni a Palermo, corriamo il rischio di rassegnarci e di accettare di nuovo lo stato delle cose. Non lo possiamo permettere!

“Un #progetto per la #Sicilia”: mercoledì 20 luglio l’iniziativa dell Cgil regionale al teatro Stabile di Catania con la partecipazione di Maurizio Landini. La Cgil Palermo partecipa con oltre un centinaio di delegate e delegati

Palermo, 15 lug – La crisi economica  e sociale in Sicilia si aggrava “e dalla politica, distratta da altro, non vengono risposte”. 

Lo rileva la Cgil che scende in campo con una propria proposta con l’ambizione che diventi un “progetto per la Sicilia” su cui impegnare le forze politiche  e di governo nella prossima legislatura regionale  e sul quale  confrontarsi anche col governo nazionale. E’ il tema al centro del dibattito che si terrà mercoledì 20  dalle 11 al teatro Stabile di Catania  con la partecipazione del segretario generale nazionale  Maurizio Landini.

giovedì, luglio 14, 2022

Intervista al fratello del magistrato ucciso. Salvatore Borsellino: “Lo Stato non si fa processare, morirò senza avere la verità”. “L’unica vera indagine non è mai stata fatta: quella sulla scomparsa dell’agenda rossa Il 19 luglio solo silenzio basta con la retorica”

Salvatore Borsellino


di ALESSIA CANDITO

«È un cane che si morde la coda e si è voluto che fosse così». All’indomani della sentenza con cui il tribunale di Caltanissetta ha deciso che nessuno pagherà per quello che è stato definito «il più grande depistaggio della storia della Repubblica», Salvatore Borsellino è amareggiato, arrabbiato. «Stanco soprattutto», sottolinea il fratello del giudice Paolo, ucciso il 19 luglio 1992 insieme agli agenti della scorta, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina. 

Per i giudici di Caltanissetta, il poliziotto Michele Ribaudo non ha imbeccato il pentito Vincenzo Scarantino perché accusasse della strage di via D’Amelio boss estranei a quel delitto. Sugli altri due imputati, il capo del gruppo investigativo “Falcone e Borsellino” Mario Bò e il suo più stretto collaboratore Fabrizio Mattei, il tribunale neanche si è pronunciato nel merito. Caduta l’aggravante mafiosa, i reati contestati sono stati dichiarati prescritti. «Siamo di fronte a un assurdo paradosso — dice Borsellino — a trent’anni dalle stragi non abbiamo la verità a causa dei depistaggi, e il processo sul depistaggio naufraga perché è trascorso troppo tempo». 

Di chi è la colpa? 

Palermo, l’arcivescovo Corrado Lorefice: «Rosalia ci dia forza per la rinascita»

Corrado Lorefice

I
n occasione del Festino l’arcivescovo Corrado Lorefice ha inviato alla città un messaggio che riassume il senso dei festeggiamenti di quest’anno per Santa Rosalia, in un tempo ancora scosso dalla pandemia e dai timori per la guerra. Ne pubblichiamo ampi brani.  

«Palermo, città capace di canto - scrive l’arcivescovo nel messaggio, citando un brano dei «Triunfi» per la Santuzza - . Un canto di letizia e di esultanza. Preghiera sgorgata da una storia di sofferenza e di redenzione. Terra di inni di liberazione. Conosce l’impegno di uomini e di donne che la vogliono libera, riscattata da ogni forma di oppressione e di sofferenza. Da ogni peste e pandemia.

Nella Bibbia si trovano canti di esultanza sulle labbra di donne di grande fede. Donne che, sperando nel Signore con determinazione e resilienza, hanno contribuito a realizzare il piano salvifico di Dio per il suo popolo e per l’intera umanità.

mercoledì, luglio 13, 2022

Le nomine di consulenti esterni alla Città metropolitana. Protesta la Fp Cgil Palermo: “I 700 mila euro dovevano servire per altro. Mancano geometri e ragionieri, l’ente è alla paralisi. Lagalla torni sui suoi passi”

Roberto Lagalla

Palermo 13 luglio 2022 – “Questi 700 mila euro prelevati dal fondo per il personale dovevano servire per l’accesso alle progressioni verticali e per reperire nuovo personale, necessario per la sopravvivenza della città metropolitana. 

L’ente è paralizzato, non ha più geometri, ragionieri, istruttori, periti chimici e periti informatici, manca tutto personale di categoria C. Il sindaco metropolitano Roberto Lagalla avrebbe potuto dare un segnale di cambiamento in un ente al collasso, anziché utilizzare tutti i fondi del personale per la nomina di consulenti esterni”.   

Banda Giuliano, i documenti diventano consultabili

Salvatore Giuliano
LEANDRO SALVIA

Dopo 64 anni diventano consultabili i documenti sull’Evis e sulla banda di Salvatore Giuliano. Il fondo è quello dell’Ispettorato di pubblica sicurezza in Sicilia, custodito dall’Archivio di Stato. 218 buste e 15 registri, per un totale di 233 pezzi. 

L’Ispettorato interforze, istituito dal Comando Alleato, aveva operato dal 1943 al 1949, prima di venire soppresso dall’allora ministro dell’Interno Mario Scelba. Nel 2019 l’associazione Portella della Ginestra ne sollecitava la consultabilità. «Il fondo – fa notare lo studioso Francesco Petrotta - avrebbe dovuto essere consultabile già dal 1999, ma era rimasto inaccessibile ai ricercatori perché non ancora riordinato e inventariato».

ROTARY CLUB CORLEONE: PASSAGGIO DELLA CAMPANA TRA CIRO SPATARO E MIMMO FERRARA

Da sx: il presidente uscente Ciro Spataro; il neo presidente Mimmo Ferrara

Un passaggio della campana nella continuità quello del Rotary Club Corleone che si è svolto il 3 luglio a Villa Patrì. 

Si è concluso un anno guidato con passione e attenzione verso i problemi del territorio da Ciro Spataro che ha passato il testimone a Domenico Ferrara che dirigerà il club per l’anno rotariano 2022/2023.

Un anno all’insegna del motto “Servire per cambiare vite” al quale Ciro Spataro si è ispirato mostrando la sintesi delle attività svolte nel corso dell’anno rotariano che hanno avuto il loro clou in diversi progetti tra cui quello di ottenere il riconoscimento dell’UNESCO  per il parco delle Calcariniti di Corleone .

martedì, luglio 12, 2022

Il depistaggio della strage Borsellino, la prescrizione salva due poliziotti. Un altro è stato assolto


di SALVO PALAZZOLO

La prescrizione è scattata per Mario Bò, l’ex dirigente del gruppo d’indagine sulle bombe del 1992 e l'ex ispettore Fabrizio Mattei. Assolto Michele Ribaudo

Trent’anni dopo, nessuno pagherà per quello che è stato definito il “più colossale depistaggio della storia d’Italia”. E’ scattata la prescrizione per due poliziotti accusati di aver costruito ad arte il falso pentito Vincenzo Scarantino: l’ex dirigente di polizia Mario Bò, il capo del gruppo d’indagine sulle bombe del 1992, e l'ex ispettore Fabrizio Mattei. L'ex ispettore Michele Ribaudo è stato invece assolto perché il fatto non costituisce reato: la procura di Caltanissetta aveva chiesto condanne esemplari, 11 anni e 10 mesi per il dirigente, 9 anni e 6 mesi per i suoi collaboratori. L’accusa contestata era quella di calunnia, con l’aggravante di aver favorito l’organizzazione mafiosa e gli autori delle stragi. Ma il tribunale di Caltanissetta ha ritenuto che ci non siano tutte le prove necessarie per sostenere l’aggravante di mafia. Ed è scattata la prescrizione, ovvero come dice il codice penale è passato troppo tempo per contestare il reato di calunnia “semplice” agli imputati.

I 60 anni di “Un uomo da bruciare”. Paolo Taviani: “Quella volta che la mafia proibì le bandiere rosse”


di ANDREA MECCIA

L’intervista al regista Paolo Taviani per i 60 anni del film interpretato da Gian Maria Volonté che ricostruiva la vicenda del sindacalista di Sciara Salvatore Carnevale, assassinato dalla mafia nel 1955

«Scoprimmo la storia di Salvatore Carnevale nel 1958, quando con mio fratello Vittorio girammo un documentario scritto da Ignazio Buttitta. Si intitolava Sicilia all’addritta ». Così Paolo Taviani – 90 anni compiuti lo scorso novembre e in concorso all’ultima Berlinale con Leonora addio,primo film girato dopo la morte di suo fratello Vittorio e vincitore del premio Fipresci della critica internazionale – inizia il racconto diUn uomo da bruciare, il primo lungometraggio della coppia, scritto e diretto insieme a Valentino Orsini e uscito nelle sale italiane nel giugno del 1962. 

Sessant’anni fa. «Fu un viaggio che rivelò ai nostri occhi luoghi e storie che non conoscevamo. Tra gli incontri che facemmo ci fu quello con Francesca Serio, la madre di questo sindacalista ucciso nel 1955 dalla mafia. Una donna forte, capace di denunciare gli assassini di suo figlio a cui Carlo Levi aveva dedicato pagine memorabili». 

Cosa ricorda di questa donna al cui caso si interessò, nelle vesti di avvocato, Sandro Pertini? 

L’aumento dei prezzi è davvero effetto della guerra?


GIUSEPPE SAVAGNONE 
Responsabile del sito della Pastorale della Cultura dell'Arcidiocesi di Palermo, www.tuttavia.eu. - Scrittore ed Editorialista.

La guerra e il prezzo della pasta

Assistiamo in queste settimane – e non solo nel nostro Paese – a un aumento incontrollato dei prezzi dei generi alimentari, i più necessari alla pura e semplice sopravvivenza fisica, di cui anche i poveri non possono fare a meno, per quanto frugalmente vivano. I dati Istat hanno messo in luce la crescita del prezzo del pane e della pasta: il primo è aumentato del 5,8% mentre il secondo del 13%.

La motivazione spesso ripetuta è la guerra d’Ucraina, che avrebbe ridotto le quantità di prodotti agricoli sul mercato e quindi determinato uno squilibrio tra la domanda e l’offerta. In realtà le cose non sembrano stare esattamente così. A far riflettere è il fatto che – come faceva notare, in una intervista, il ministro delle politiche agricole Patuanelli – il grano venduto adesso sul mercato è quello raccolto l’anno scorso, quando ancora non c’erano le restrizioni di esportazione dall’Ucraina.

lunedì, luglio 11, 2022

La presentazione del libro “Sei la mia storia” di Sonia Saporito. Quando i sogni si avverano...


BENEDETTA MARCIANTI

“Sei la mia storia”. Quando i sogni si avverano: accade non solo nei romanzi ma anche nella realtà.

La mia giovane e bella amica, Sonia Saporito, aveva un sogno nel cassetto, quello di scrivere un romanzo, di esternare tramite i suoi personaggi le sue emozioni e soprattutto i suoi sentimenti. Ha fatto tutto da sola e quei fogli volanti sono diventati un libro; infatti, da sola ha cercato un editore e nel giro di poco tempo ha visto pubblicato il suo romanzo "Sei la mia storia".  Ieri la presentazione ufficiale in una location suggestiva e culturalmente importante quale il complesso monumentale di Sant'Agostino, un tempo sede della scuola media di Corleone e del Liceo Baccelli. 

domenica, luglio 10, 2022

Troppe le emergenze: signori politici, a Palermo il tempo è scaduto

Don Francesco Romano / Don Cosimo Scordato

Ci rendiamo conto delle molteplici difficoltà della vita politica, in quanto essa rappresenta il momento delicato di sintesi della vita della città, nella quale far confluire desideri e progetti da portare a compimento a beneficio della collettività.

 La politica, però, è fatta anche di partiti e di numeri, che ne esprimono la sua dimensione democratica, per quanto non sempre in maniera esemplare; in questo contesto ci rendiamo conto che chi deve organizzare la giunta del nuovo governo e chi deve accompagnare il nuovo Consiglio comunale deve fare i conti con le esigenze della rappresentatività espressa attraverso le votazioni, oltre che con le istanze delle quali essa è portatrice.

IL SAGGIO- Mafia e Chiesa mondi lontanissimi e così contigui

di AMELIA CRISANTINO

A lungo la chiesa siciliana ha negato la stessa esistenza della mafia e lunghe ombre scure arrivano sino al presente. Negli anni Sessanta del secolo scorso il cardinale Ernesto Ruffini, arcivescovo di Palermo, poteva impunemente dichiarare che la mafia era «solo una supposizione calunniosa, messa in giro dai socialcomunisti»: erano gli anni delle battaglie civili di Danilo Dolci, anni in cui la povera realtà siciliana veniva negata da una Chiesa ufficiale troppo vicina ai palazzi del potere. E, così com’è accaduto in politica, la paura per l’avanzata dei comunisti ha fornito un alibi perfetto lasciando prosperare le peggiori alleanze. 

Dentro l’Africa/ La «guerra infinita» del Congo


di PAOLO M. ALFIERI 
Inviato a Goma

Esther ha 16 anni e riesce per qualche minuto a trattenere l’emozione, mentre racconta la sua difficile storia personale. 

È quando però un’amica sciorina la sua, inanellando le violenze subite, il disagio di sentirsi un peso per la propria famiglia, il rischio di finire sulla strada, che la 16enne scoppia in un pianto a dirotto, irrefrenabile, un pianto che sembra racchiudere quello di una comunità intera. Prima di loro, ex bambini di strada, 10-12 anni al massimo, oggi accolti dal Centro Don Bosco Ngangi e sostenuti da un progetto dell’Ong Vis, testimoniano difficoltà indicibili. Padri spesso inesistenti, madri con “troppi” figli a cui badare, il percorso verso la strada, le violenze, i furti, la droga.

Non ci sono più i picciotti di una volta. Pure i boss ce l’hanno col “Reddito”


di Massimo Lorello

Contro il reddito di cittadinanza giungono vibrate proteste dai boss mafiosi. È diventato complicatissimo trovare nuovi affiliati perché chi percepisce il sussidio preferisce restare comodamente a casa senza correre rischi. «Io ho 1.200 al mese... che minchia vengo?», aveva risposto un potenziale soldato a Giuseppe Incontrera, il boss assassinato dieci giorni fa. È la dimostrazione che la mafia oggi, al di là di come venga rappresentata e talvolta esaltata nei film e nelle serie tv, si regge su una manovalanza priva di ambizioni criminali. Ai picciotti basta un sussidio e loro rinunciano a spacciare droga, a minacciare i commercianti, a rubare su commissione. Da questo punto di vista il reddito di cittadinanza ha funzionato. 

Ma ora bisognerebbe convincere i criminali mancati a trovare un lavoro onesto. Di offerte se ne trovano. Solo che, appunto, c’è da lavorare.

La Repubblica Palermo, 10/7/22

venerdì, luglio 08, 2022

CORLEONE. DANNI PROVOCATI DALL’ALLUVIONE DEL 2018: AGGIUDICATI I LAVORI PER UN IMPORTO DI 995.000 EURO


Aggiudicati presso gli uffici regionali dell’UREGA i lavori per “l’intervento di mitigazione del rischio idrogeologico per frana nel centro urbano e lungo le vie di collegamento ai quartieri Calvario, San Giacomo e San Marco"
 – lotto 1.

Il progetto prevede un quadro economico complessivo di 995.000 euro, ed è stato finanziato con i fondi messi a disposizione dal Ministero dell’Interno. L’impresa aggiudicataria è Stracos srl, con sede a Recalbuto (EN) che ha offerto un ribasso percentuale del 30,8379%. Le opere previste dal progetto prevedono la sistemazione idraulica della parte a monte e a valle della SP 80, ed il rifacimento della strada a valle del monte Calvario, con la costruzione di una paratia di contenimento per evitare quanto è accaduto nel novembre 2018, quando le piogge hanno provocato dei dissesti che hanno fatto scivolare a valle alcune superfici stradali dell’area interessata.

8 luglio 1960 a Palermo. Ricordati i morti degli scontri con la polizia e scoperte due installazioni artistiche in piazza Verdi realizzate per un concorso indetto dalla Fillea vinto da due studentesse del liceo artistico

Le due sculture realizzate con l’aiuto degli operai edili del Coime Ciro Uzzo e Diego Merendino sulla base dei modellini realizzati dalle due studentesse vincitrici del Liceo Artistico,  Irene Pedalino e Vittoria Fidelio

Palermo 8 luglio 2022 – Ricordati oggi i morti dell’8 luglio 1960 a Palermo con una commemorazione in via Maqueda, all’angolo di via del Celso, e con l’installazione in piazza Verdi di due sculture realizzate da due studentesse del Liceo artistico. Alla giornata hanno partecipato la Fillea e la Cgil di Palermo, assieme all’Anpi, all’Udu, alla Rete degli studenti, al circolo Vella e al collettivo Malaspina.
 

  “E’ un impegno della Cgil e delle forze democratiche e antifascite ma anche un dovere essere qui come ogni anno per l’8 luglio – ha dichiarato il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo a conclusione della commemorazione -  In piazza con  noi ci sono i parenti di Giuseppe Malleo e i nipoti di Francesco Vella, due delle quattro vittime della violenza dei fatti tragici di 62 anni fa a Palermo. C’è ancora un dolore che appartiene a un’intera comunità.  Vella, sindacalista della Fillea, era un operaio edile e gli edili qui presenti sanno cosa significa il sindacato nei cantieri e per le strade, tra precariato, sfruttamento e purtroppo ancora tanti morti sul lavoro.

giovedì, luglio 07, 2022

Domani il ricordo dei fatti dell’8 luglio 1960 a Palermo. Alle 9 la deposizione di una corona in via Maqueda. Alle 10,30 a piazza Verdi l’installazione di due sculture realizzate da due studentesse del Liceo artistico

Palermo 7 luglio 2022 – Domani la Fillea e la Cgil di Palermo, assieme all’Anpi, all’Udu, alla Rete degli studenti, al circolo Vella e al collettivo Malaspina, commemoreranno i drammatici avvenimenti dell’8 luglio 1960 a Palermo. E’stata invitata a partecipare alla celebrazione la nuova amministrazione comunale.    

   La giornata inizierà alle 9 con la deposizione di una corona di fiori presso la lapide in via Maqueda, all’angolo con via del Celso, che ricorda le quattro vittime degli scontri di Palermo durante lo sciopero generale indetto della Cgil dopo i fatti di Genova del 30 giugno. 

    Quel giorno a perdere la vita furono Giuseppe Malleo di 16 anni, l’operaio edile Andrea Cangitano di 14 anni, ucciso a colpi di mitra, Francesco Vella,  operaio e dirigente sindacale della Fillea Cgil di Palermo, di 42 anni, e Rosa La Barbera, di 53 anni raggiunta, mentre si accingeva a chiudere le finestre di casa,  da uno dei tanti colpi sparati all'impazzata dalla polizia. 

Ospedale dei Bianchi di Corleone, dopo la mobilitazione del comitato e della Fp-Cgil, “un piccolo passo avanti ma rimarremo attenti e vigili”

L’ospedale di Corleone

di GIOVANNI CAMMUCA*

A seguito della nostra nota con la quale del 23/6 con la quale, sulle problematiche dell’ospedale di Corleone rimaste senza risposta, proclamavamo lo stato di agitazione, siamo stati convocati dall’ASP ed alla riunione hanno preso parte, per l’Azienda il Direttore Sanitario, Dott. Cerrito, ed il Direttore del Presidio Ospedaliero dei Bianchi Dott. Rà.

Preliminarmente abbiamo dato atto dell’impegno del Dott. Rà, a prescindere dagli effettivi risultati non dipendenti dalla sua volontà, per la risoluzione dei problemi posti.

Relativamente alla lungodegenza ci è stato assicurato che entro questo mese arriveranno letti, comodini armadi ecc che consentiranno la riattivazione.

Rally Conca d’Oro, doveva tenersi il 22/23 ottobre 2022, ma l’ACI ha assegnato la data al Rally di Caltanissetta

L’edizione del 2011 del Rally Conca d’Oro

FRANCO VINTALORO 

Delusione tra gli appassionati di Corleone e del circondario. Inspiegabile la scelta dell’Automobil Club d’Italia di Palermo. Monta la protesta, si spera in un ripensamento. Il racconto di Franco Vintaloro...

Come da calendario Rally Nazionale con coeff. 1 il Rally Conca d’Oro risulta regolarmente iscritto per l’anno 2022. Con l’Aci e il presidente Angelo Pizzuto abbiamo lavorato in sintonia con il comune di Corleone e l’Unione dei comuni del Corleonese per la realizzazione della gara. Con l’assessore allo sport Gianfranco Grizzaffi e il presidente dell’Unione dei comuni del Corleonese, nonché sindaco di Roccamena, dott. Giuseppe Palmeri, abbiamo tenuto riunioni molto concrete, con la presenza di piloti e giornalisti, per ultimare una gara all’altezza del passato. In seguito, all’Aci di Palermo, viene nominato un commissario, nella persona del dott. Giovanni Pellegrino,

Corleone, firmato un protocollo d’intesa tra il Comune e l’Ass. “Cammini francigeni di Sicilia”

Da sinistra l’assessore al Turismo Giusy Dragna, il sindaco di Corleone Nicolò Nicolosi e Maria Licia Pollara delegata del comitato di accoglienza di Corleone


IL PROTOCOLLO D’INTESA VALORIZZA IL PROGETTO “MAGNA VIA FRANCIGENA” TRA CORLEONE E AGRIGENTO SULLE ORME DEI PELLEGRINI. IL COMUNE DI CORLEONE ERA RAPPRESENTATO DAL SINDACO NICOLOSI E DALL’ASSESSORE DRAGNA, L’ASSOCIAZIONE “CAMMINI FRANCIGENI DI SICILIA” DA LICIA POLLARA

E’ stato siglato questa mattina il protocollo d’intesa tra il Comune di Corleone e l’Associazione Cammini Francigeni di Sicilia rappresentata dalla delegata del comitato di accoglienza di Corleone Maria Licia Pollara. “La nostra amministrazione – dichiarano il sindaco di Corleone Nicolò Nicolosi e l’assessore al Turismo Giusy Dragna - da sempre mostra un vivo interesse per questo settore del turismo lento e sostenibile mettendo al centro l’accoglienza alla persona e un’attenzione alle esigenze fisiche e spirituali del pellegrino”.

mercoledì, luglio 06, 2022

Mafia e religiosità popolare. A proposito della processione di S. Giovanni evangelista a Corleone del 31 maggio 2016, la Corte di Cassazione conferma la sentenza di condanna per chi ha ordinato la fermata davanti casa Bagarella/Riina

di ANDREA LEBRA


Non si può credere in Dio ed essere mafiosi. Chi è mafioso non vive da cristiano, perché bestemmia con la vita il nome di Dio-amore. Oggi abbiamo bisogno di uomini e di donne di amore, non di uomini e donne di onore; di servizio, non di sopraffazione (papa Francesco, omelia del 15 settembre 2018 nel corso della celebrazione eucaristica nella memoria liturgica del beato Pino Puglisi).

Risponde del reato – previsto dall’art. 405 del codice penale – di turbamento di funzioni, cerimonie o pratiche religiose del culto di una confessione religiosa chi, in occasione della processione in onore di un santo, ordina, per ben due volte e senza che ve ne sia ragione alcuna, ai portatori dell’impalcatura sulla quale poggia la statua del santo di fermarsi davanti all’abitazione di un noto boss mafioso in segno di ossequio e di rispetto nei confronti della sua famiglia.

Palermo, due imprenditori denunciano i boss del pizzo. Colpo a Cosa nostra, 18 arresti. Durante il lockdown affari d’oro con la droga


di Salvo Palazzolo

Palermo, i boss arrestati sfilano davanti al murale con i volti delle vittime della mafia

Giovedì scorso un omicidio nel cuore della città, Incontrera ritenuto fra gli elementi di vertice del clan. La procura ha disposto un provvedimento d’urgenza per bloccare alcuni mafiosi del clan Porta Nuova tornati in libertà dopo avere scontato il loro debito con la giustizia. Fra gli arrestati, anche il figlio della vittima. I carabinieri hanno scoperto che il clan gestiva lo spaccio attraverso un vasto giro di consegne a domicilio

Tommaso Lo Presti detto il “Lungo” dettava la linea a Porta Nuova. Mafioso della vecchia guardia, lui. Sempre pronto a riprendere i giovani boss che riteneva poco incisivi con imprenditori e commercianti: chi non paga il pizzo va punito, questa la lezione del “Lungo”. E Giuseppe Incontrera, ucciso giovedì scorso, era un suo fedelissimo, anche lui al vertice del clan. Ma a Palermo non corrono più i ruggenti anni Ottanta, per fortuna. E due imprenditori hanno denunciato i padrini che volevano riorganizzare uno dei clan più antichi della città. Il coraggio di questi operatori economici, che hanno detto no alle richieste estorsive, ha segnato una svolta importante nell’ultima indagine dei carabinieri del nucleo Investigativo coordinata dalla direzione distrettuale antimafia.

Corleone, un canale Telegram per agevolare gli utenti del distretto sanitario 40

Il dott. Nino Traina, direttore del Distretto di Corleone 

Il direttore del Distretto Sanitario di Corleone, dott. Nino Traina, comunica che, per agevolare gli utenti, “é stato creato un canale telegram
nel quale verranno fornite tutte le informazioni e novitâ delle attivitâ del Distretto, comprese quelle del Centro Unificato Vaccinazione di Corleone”. “
Verrà anche pubblicata - si legge nella nota diramata oggi - tutta la modulistica utile per accedere ai servizi erogati dal Distretto”.

II canale telegram é raggiungibile alI’urI https://t.me/distrettosanitario40 tramite I’app scaricabile gratuitamente nello smartphone o, in alternativa, cercare sempre neII’app, digitando Distretto Sanitario.

martedì, luglio 05, 2022

LA RETE VIARIA DELL’EX PROVINCIA. Le strade sono un disastro, i dirigenti si dimettono


di MIRIAM DI PERI

Gli uffici della viabilità alla ex Provincia di Palermo restano senza responsabili di servizio. In una lettera al sindaco metropolitano Roberto Lagalla, tutti i funzionari con mansioni di responsabilità legate alla gestione delle strade provinciali, non accettano la proroga dei contratti proposta lo scorso 13 giugno e si dimettono dagli incarichi con effetto immediato. 

Lo stato in cui versano le strade provinciali nel Palermitano, d’altronde, è indecoroso ormai da anni: mancata manutenzione e carenza di fondi e personale sono effetto della riforma delle Province annunciata da Rosario Crocetta nel salotto tv di Massimo Giletti e rimasta monca nel trasferimento di servizi alla Regione o allo Stato. 

Le discariche siciliane ormai quasi sature. Rifiuti all’estero e stangata Tari. Il piano illustrato dalla Regione all’Anci


Giacinto Pipitone

Ma i sindaci virtuosi insorgono: non vogliono accollarsi i costi

Palermo. Nelle discariche siciliane c’è ancora un po’ di spazio perché il sistema di raccolta regga (alle attuali già precarie condizioni) solo fino a novembre. E così è partita la macchina organizzativa della Regione per spedire fuori dalla Sicilia già dall’autunno almeno 15 mila tonnellate di immondizia ogni due settimane. A un costo enorme che porterà con sé aumenti della Tari a carico dei cittadini. Da qualche giorno, sotto traccia, la questione rifiuti è diventata centrale a Palazzo d’Orleans. Come non lo era da mesi. Nello Musumeci ieri ha lavorato tutto il giorno a una nuova ordinanza che è stata poi rinviata ma di cui si conoscono già i contenuti. Indicherà chiaramente che non c’è più alcuna alternativa alla spedizione fuori dalla Sicilia dei rifiuti, almeno della parte indifferenziata che non trova più spazio nelle poche discariche ancora attive. C’è ancora margine a Siculiana, Gela, Trapani e qualcosa anche a Bellolampo, nulla di più.