venerdì, febbraio 20, 2026

MARINEO UN PAESE, UN SET. Corso intensivo cinematografico gratuito


Aperto ai residenti nei comuni di Marineo, Corleone, Bolognetta, Misilmeri, Cefalà Diana, Villafrati

“Marineo un paese, un set”. È questo lo spirito che anima il nuovo Corso intensivo cinematografico gratuito  promosso a  Marineo  dalla  Fondazione culturale Gioacchino Arnone, in collaborazione con la Scuola di cinema Piano Focale, diretta dal regista Giuseppe Gigliorosso.

Il progetto mira all’istituzione di un percorso concepito non solo come semplice formazione tecnica, ma come un autentico laboratorio creativo e sociale. L’obiettivo è duplice: da un lato offrire una preparazione completa sulla realizzazione di un prodotto audiovisivo; dall’altro utilizzare il linguaggio cinematografico come strumento di valorizzazione del territorio di Marineo e della memoria del dottor Gioacchino Arnone, figura di riferimento per la comunità locale.

giovedì, febbraio 19, 2026

Caporalato, convalidato il controllo giudiziario di Glovo


Il gip di Milano, Roberto Crepaldi, ha convalidato il provvedimento con cui la scorsa settimana il pm Paolo Storari ha disposto in via d'urgenza il controllo giudiziario nei confronti di Foodinho, la società milanese di delivery food del colosso spagnolo Glovo al centro di una indagine per caporalato. 

Secondo l'accusa sarebbero stati sfruttati 40 mila raider impiegati in tutta Italia, «lavoratori, formalmente autonomi in regime forfettario» ma «in realtà da considerarsi lavoratori dipendenti a pieno titolo: approfittando dello stato di bisogno avrebbero percepito un reddito netto annuo sotto la soglia di povertà».

Corleone costituito il comitato per il NO al referendum giustizia


Corleone, 19 febbraio 2026 - Questo pomeriggio presso la Camera del lavoro di Corleone si è costituito il comitato territoriale per il NO al referendum sulla giustizia.

Al comitato aderiscono sezione Anpi Corleone, Camera del lavoro di Corleone, Acli circolo Sant'Anna Prizzi, Federconsumatori Corleone, circolo PD di Lercara Friddi, circolo associazione di amicizia Italia Cuba Corleone, circolo Arci Prizzi, circolo PD Corleone, Vivere Slow Contessa Entellina, Città Nuove Corleone, AnimosaMente.

Estorsione e sfruttamento a dipendenti nel palermitano, imprenditore ai domiciliari


I Finanzieri del comando provinciale di Palermohanno eseguito un’ordinanza del gip che dispone gli arresti domiciliari nei confronti di un imprenditore Francesco Paolo Lombardo di 62 anni, titolare della Ortosud di Borgetto, azienda che confeziona ortaggi per la grande distribuzione, accusato di sfruttamento del lavoro ed estorsione nei confronti dei propri dipendenti.

Oltre al datore di lavoro e rappresentante legale di una società di lavorazione e confezionamento di prodotti ortofrutticoli per la grande distribuzione di Partinico è indagato anche un suo stretto collaboratore. Al centro delle indagini, coordinate dalla Procura di Palermo, un presunto sistema di abusi a danno dei dipendenti nella concessione di feriee riposi settimanale oltreché in materia di retribuzione con il pagamento di stipendi difformi rispetto ai contratti collettivi nazionali, talvolta inferiori al 50%.

martedì, febbraio 17, 2026

Attualità di San Tommaso La giustizia sociale sia guida della politica


Il
 pensiero di san Tommaso d’Aquino riveste un rilevante valore socio-politico che va ben oltre il contesto medievale in cui si è formato, offrendo categorie concettuali ancora oggi utili per la riflessione sull’uomo, sulla società e sull’organizzazione della vita politica. 

La sua visione nasce da una sintesi originale tra filosofia aristotelica e rivelazione cristiana, dalla quale emerge un’idea di politica fondata sulla razionalità, sulla giustizia e sul primato del bene comune.

Secondo san Tommaso, l’uomo è per natura un “animale sociale e politico”: tende spontaneamente a vivere in comunità, poiché solo all’interno di essa può sviluppare pienamente le proprie capacità morali, intellettuali e spirituali. La società politica non è un artificio imposto dall’esterno, ma una realtà naturale ordinata alla promozione del Bene Comune. Quest’ultimo non coincide con la somma degli interessi individuali, ma comprende tutti i beni materiali, sociali e morali necessari al pieno sviluppo dei cittadini, promuovendo un equilibrio tra diritti e responsabilità.

Qual è il ruolo del pm? Un pubblico servitore per tutelare la società


All’interno del dibattito che sta animando questa lunga vigilia elettorale in vista del referendum cosiddetto sulla “Riforma della giustizia”, senza alcuna pretesa di dirimere questioni, offriamo qualche considerazione che ci consente di chiarirci le idee e, probabilmente, di venire incontro al bisogno di tanti cittadini, desiderosi di orientarsi in una materia così delicata.

Il primo aspetto è di metodo. Di fronte a una Riforma così importante condividiamo l’idea di chi (tra gli altri, l’amico Giuseppe Savagnone) ritiene che sarebbe stato opportuno che essa fosse affrontata con la stessa saggezza con la quale è stata elaborata la Costituzione Italiana. In essa, infatti, i Padri Costituenti hanno dato spazio alle aspirazioni provenienti dalle più diverse aree (cattolica, comunista/socialista, liberale); dal confronto è nata quell’intesa che si è arricchita delle migliori esigenze di ognuna di esse. In questo modo la Costituzione è diventata luogo di unità della nazione tutta, dando spazio al benefico pluralismo dei partiti, all’impianto democratico del Parlamento, all’equilibrio di pesi e contrappesi tra i diversi poteri (legislativo, giudiziario ed esecutivo).

Una flotilla partirà per Cuba per rompere l’embargo USA Salvatore Toscano


Si chiama “Nuestra América Flotilla” la coalizione di navi che tra un mese salperà verso Cuba per rompere l’assedio statunitense. «L’amministrazione Trump — si legge nel primo comunicato ufficiale dell’iniziativa umanitaria — sta strangolando l’isola, interrompendo il rifornimento di carburante, i voli e le forniture di beni di prima necessità». 

Seguendo l’esempio della Global Sumud Flotilla, che proprio in questi giorni sta preparando una nuova spedizione a Gaza, una rete internazionale di associazioni e movimenti ha deciso di «navigare verso Cuba per portare aiuti umanitari vitali al suo popolo». Si tratta della risposta dal basso della società civile all’embargo statunitense e alle strette disposte dall’amministrazione Trump, che minaccia pesanti ritorsioni verso gli Stati intenzionati a violare commercialmente l’assedio.

Partinico, diktat del Comune «Chiudiamo la Bertolino»

La distilleria Bertolino a Partinico 

Michele Giuliano

PARTINICO

Il destino della distilleria Bertolino sembra segnato. Lo storico stabilimento di viale dei Platani dovrà chiudere entro il 30 aprile. Ma la titolare, Antonina Bertolino, annuncia il ricorso al Tar. 

Il Comune ha notificato al Gruppo Bertolino l’avvio del procedimento per la cessazione dell’attività e la revoca di tutte le autorizzazioni, per «perdurante inadempimento» rispetto alla convenzione urbanistica del 2013, che prevedeva la delocalizzazione degli impianti in contrada Bosco, in una zona all’estrema periferia della città e quindi lontana dal centro abitato. Nonostante ci sia stata la trasformazione urbanistica in zona residenziale e direzionale, come da convenzione sottoscritta tra Comune e Bertolino, la produzione industriale prosegue su viale dei Platani.

lunedì, febbraio 16, 2026

Arte contro la mafia: le opere del pittore siciliano Gaetano Porcasi in mostra a Napoli. “Il crimine si batte con la cultura”


di Lucio Luca

Da più di trent’anni il pittore siciliano realizza quadri di impegno civile: “Ho cercato di dare voce a molte persone dimenticate. I bambini, le donne, le forze dell’ordine, i magistrati e gli attivisti uccisi”

Combattere la mafia con un pennello. Impresa ardua, certo, ma spesso la cultura riesce dove inchieste e processi fanno fatica. “Basti pensare a quello che ha realizzato padre Pino Puglisi a Brancaccio – spiega il pittore siciliano Gaetano Porcasi, da più di trent’anni impegnato con le sue opere a denunciare violenza e criminalità – Lui affrontava i boss con la forza della parola e della fede, io con la mia arte”.

La pittura di Porcasi è impegno civile: “Mi sarebbe piaciuto fare il giornalista – racconta – ma dipingere per me è sempre stato più naturale. E così ho cominciato, dopo le stragi del ’92, a raccontare la mia terra con i colori. Del resto, la mia passione per la pittura nasce da quando avevo cinque anni, quando chiedevo ai miei genitori di regalarmi sempre colori e matite. Mio padre un giorno mi comprò due piccole tele, fu il dono più bello della mia vita”.

PALERMO NO MAFIA MEMORIAL: incontro con Umberto Santino e Anna Puglisi: una vita di lotta e di studio


LUOGHI/INTERVISTA Nel tratto di Via Vittorio Emanuele che unisce i Quattro Canti alla Cattedrale di Palermo, nel pieno del percorso arabo-normanno patrimonio Unesco, sorge Palazzo Gulì. Qui, nel 2018, Umberto Santino e Anna Puglisi, in accordo con Leoluca Orlando, decisero di realizzare uno spazio museale polisemantico, il NO MAFIA MEMORIAL: incontro con i fondatori Umberto Santino e Anna Puglisi

Andrea Meccia

incontro con i fondatori del NO MAFIA MEMORIAL Umberto Santino e Anna Puglisi

Andrea Meccia


Incontrare Umberto Santino e Anna Puglisi, 86 anni per entrambi, una vita insieme, vuol dire guardare negli occhi chi ha fatto dello studio e della lotta al fenomeno mafioso un pezzo di vita. Una prassi politico-civile che viene da quegli anni di piombo palermitani in cui la mafia uccideva facendo affari nei mercati della droga e dell’edilizia e le istituzioni faticavano a contrastarne il potere politico.

Anna, docente di matematica, e Umberto, funzionario pubblico e dirigente de il manifesto, si conoscono nel 1971. Ad accomunarli, il desiderio di lavorare per un mondo diverso, migliore. «Oggi, detto così» – commenta Anna – «può sembrare una banalità ma non lo è perché il mondo in cui siamo è il contrario di quello in cui speravamo». Le prime battaglie a cui aderiscono nascono nel 1968, all’indomani del terremoto del Belice. «Gran parte della popolazione del centro storico cercava casa e si trasferì dove c’era un luogo da abitare. Allora era in costruzione il quartiere Zen. Andavamo lì ogni pomeriggio.

Palermo, No mafia Memorial: incontro con il direttore Ario Mendolia

Palermo, palazzo Gulì, sede del No mafia Memorial

Ario Mendolia

LUOGHI/INTERVISTA Nel tratto di Via Vittorio Emanuele che unisce i Quattro Canti alla Cattedrale di Palermo, nel pieno del percorso arabo-normanno patrimonio Unesco, sorge Palazzo Gulì. Qui, nel 2018, Umberto Santino e Anna Puglisi, in accordo con Leoluca Orlando, decisero di realizzare uno spazio museale polisemantico: incontro con il direttore Ario Mendolia

Andrea Meccia

PALERMO. Nel tratto di Via Vittorio Emanuele che unisce i Quattro Canti alla Cattedrale di Palermo, nel pieno del percorso arabo-normanno patrimonio Unesco, sorge Palazzo Gulì. Qui, nel 2018, Umberto Santino e Anna Puglisi, in accordo con Leoluca Orlando, sindaco della città al quinto mandato, decidono di realizzare il No mafia Memorial, uno spazio museale polisemantico.

Ario Mendolia, cosa vuol dire visitare oggi il No Mafia Memorial da lei diretto? 

Vivere un’esperienza di memoria, non solo culturale.

Con quale intento nasce il museo?

Restituire memoria agli eventi più lontani nel tempo e a tutte le vittime, non solo a quelle più note. La tendenza generale ci porta su Falcone e Borsellino. È un fenomeno fisiologico. Ma la storia della mafia è più complessa.

LETTERA APERTA AL MONDO: Da Cuba, una donna denuncia il crimine che nessuno vuole vedere: “Affinché il mondo sappia che a Cuba non c'è una crisi. C'è un CRIMINE”


All'umanità intera, alle madri del mondo, ai medici senza frontiere, ai giornalisti con dignità, ai governi che credono ancora nella giustizia:

Il mio nome è come quello di milioni di altre persone. Non ho cognomi famosi né cariche importanti. Sono una cubana comune. Una figlia, una sorella, una patriota. E scrivo questo con l'anima straziata e le mani tremanti, perché quello che oggi vive il mio popolo non è una crisi. È un omicidio lento, calcolato, freddamente eseguito da Washington.

E il mondo guarda dall'altra parte.

DENUNCIA PER I MIEI NONNI:

Denuncio che a Cuba ci sono anziani che muoiono prematuramente perché il blocco impedisce l'arrivo di farmaci per il cuore, la pressione e il diabete. Non è una questione di mancanza di risorse. È un divieto deliberato. Le aziende che vogliono vendere a Cuba vengono multate, perseguitate, minacciate. I loro governi tacciono. E nel frattempo, un nonno cubano stringe il petto e aspetta. La morte non avvisa. Il blocco sì.


DENUNCIA PER I MIEI BAMBINI:

Sanità in Sicilia. Centro ricerca di Ismett a Carini, ad aprile il bando


Per la nuova struttura che sorgerà nel palermitano primo appalto da 348 milioni. Previsto l'inizio dei lavori a novembre, completamento a dicembre del 2029

Nino Amadore

PALERMO - Gara ad aprile, inizio lavori a novembre, consegna dell'opera a dicembre 2029. Sono i punti salienti del crono-programma per la costruzione a Carini, in provincia di Palermo, del nuovo centro di ricerca di Ismett, l'Istituto mediterraneo per i trapianti e le terapie ad alta specializzazione, nato dalla partnership tra la Regione Siciliana, attraverso l'Arnas Civico di Palermo, e Upmc (University of Pittsburgh Medical Center), con il coinvolgimento della Fondazione Ri.MED, istituita dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con lo scopo di promuovere, sostenere e condurre progetti e programmi di ricerca nel campo delle biotecnologie. Ribattezzato per comodità Ismett 2, il nuovo centro è molto atteso e rappresenta uno dei principali interventi sanitari nel Mezzogiorno.

VECCHIO E NUOVO SI COMBATTONO IN CORSO DEI MILLE A PALERMO


GIOVANNI BURGIO

Due arresti per estorsione

A Palermo, giovedì 5 febbraio, Giuseppe e Giusto Vernengo sono stati arrestati perestorsione e violenza privata esercitati con metodo mafioso.

I due, padre e figlio, portano un cognome pesante nella storia di Cosa Nostra palermitana. Infatti sono imparentati con i fratelli Antonino e Pietro Vernengo, due personaggi, oggi deceduti, che negli anni ottanta hanno ricoperto un ruolo importante nella seconda guerra di mafia a fianco dei corleonesi. Entrambi erano gestori di una raffineria di droga in via Messina Marine, e Pietro Vernengo, ergastolano condannato al maxiprocesso, nel 1991 si rese artefice di una rocambolesca fuga dall’ospedale Civico di Palermo.

La famiglia mafiosa di appartenenza dei Vernengo è quella di S. Maria di Gesù, il territorio dove svolgono i loro affari è quello di Corso dei Mille. È proprio in questa zona a est della città che un imprenditore edile, impegnato nella costruzione di un edificio pubblico, dopo anni di minacce e vessazioni,a gennaio 2026 ha deciso di denunziare Giuseppe e Giusto Vernengo.

La storia ha inizio nel 2017 quando il giovane Giusto non solo impedisce l’entrata dei camion nel cantiere posteggiando alcune macchine di traverso, ma minaccia di “non fare lavorare la ditta a Palermo”. Passa qualche anno e nel febbraio 2022, essendosi ripetuta la medesima azione ostruttiva al cantiere, l’imprenditore chiama i vigili per far rimuovere le auto. La reazione rabbiosa di Giusto Vernengo si materializza immediatamente in aggressioni verbali e con un violento schiaffo. 

domenica, febbraio 15, 2026

Il maxiprocesso, 40 anni dopo. La migliore eredità: uscire dall’emergenza

L'aula bunker

PALERMO 1986 - 2026 Cosa resta, tra storia, politica e memoria, del più grande colpo giudiziario alla mafia

Vincenzo Scalia

Quarant’anni fa iniziava il maxiprocesso alla mafia. Un evento storico, che segnò lo spartiacque in merito al contrasto alla criminalità organizzata, non soltanto sul piano giudiziario-penale, ma anche sul terreno delle rappresentazioni collettive e della declinazione della cultura della legalità. Quattro decenni dopo, si rende necessaria una riflessione critica sulle eredità, positive e negative, di quella esperienza, alcune delle quali sono ancora presenti nella società italiana.

’U maxi 40 anni dopo, Di Lello: «Un successo ma anche un’illusione»

L’aula bunker di Palermo nel giorno della sentenza

PALERMO 1986 - 2026 Il giudice del pool che, con Falcone e Borsellino, istruì il processo: «La mafia ha perso. E già dicevamo che non bastano i tribunali. Se ne sono dette tante, ma la verità è semplice: fu un’indagine fatta come si deve»

Mario Di Vito

A Palermo, del 10 febbraio del 1986, un lunedì, ricordano soprattutto la pioggia che bagnava l’astronave di cemento e vetro costruita in sei mesi al carcere dell’Ucciardone: l’aula bunker messa su per ospitare 400 imputati di mafia nelle apposite gabbie in quello che poi sarebbe diventato famoso con il nome di «maxiprocesso». Per gli amici (e i nemici): il maxi. O meglio,’u maxi. Presidente Alfonso Giordano, a latere Pietro Grasso. I pm d’aula erano Giuseppe Ayala e Domenico Signorino. La prima udienza fu tecnica: molte eccezioni. E qualche colpo di teatro: Pippo Calò con il famoso cappotto sulle spalle, Luciano Liggio che chiede di poter seguire le udienze «in compagnia», qualcuno dà di matto, un altro ingoia chiodi, c’è chi si cuce le labbra.

La rete idrica dei Lo Piccolo. Così a Palermo i boss si sono presi lo Zen


Davide Ferrara

Le condutture corrono sotto lo Zen 2 come vene scoperte. Entrano ed escono dai muri, attraversano i padiglioni, raggiungono ogni abitazione. Sono tubi marci, rattoppati, spesso sostenuti da staffe in ferro ormai consumate: la sensazione è che basterebbe sfiorarli perché si sgretolino. Attorno, aggrovigliati, centinaia di fili elettrici degli allacci abusivi si attaccano ai pochi contatori ufficiali. 

È qui, nel sottosuolo, che la mafia controlla il quartiere. Dove prende forma la rete idrica parallela che alimenta autoclavi e cisterne delle abitazioni, come aveva già spiegato il Giornale di Sicilia. Non è una rete pubblica. Non è gestita dall’Amap. È un sistema costruito negli anni e controllato dalla mafia, che si fa pagare per erogare l’acqua corrente. 

L’acqua finalmente è tornata «Fermiamo il razionamento»

Un’immagine dello Scanzano senz’acqua: oggi ha già 8 milioni 169 di mc di acqua. E gli altri invasi vanno ancora meglio

Giancarlo Macaluso

Dopo oltre quindici mesi di restrizioni idriche, la città torna alla normalità. Da domani sarà sospeso il razionamento che aveva interessato circa 250 mila cittadini. La decisione presa dall'Amap, d’intesa con la Cabina di regia della Regione e con il Comune, azionista di maggioranza della società che gestisce il servizio idrico integrato.

Il razionamento era stato introdotto nell’autunno del 2024, nel pieno della più grave crisi idrica degli ultimi trent’anni. La drastica riduzione delle precipitazioni e il progressivo svuotamento degli invasi avevano reso necessario un piano straordinario per garantire l’approvvigionamento minimo. In diversi quartieri l’erogazione dell’acqua era stata limitata a poche ore al giorno. Famiglie e attività economiche avevano dovuto organizzarsi con serbatoi, autobotti e sistemi di accumulo.

Gabriella al nonno: “Sei stato radice. E noi oggi siamo i tuoi rami. Quando la terra profumerà di casa, sapremo che una parte di te è ancora qui con noi”

 

Ignazio Gaudiano con alcuni dei suoi nipoti

Gabriella Gaudiano
Pubblichiamo il saluto laico dato ieri in Chiesa Madre a Bisacquino da Gabriella Gaudiano a nonno Ignazio, scomparso a 97 anni, dopo una lunga vita di lavoro e di impegno politico-sociale a fianco dei ceti sociali più deboli.
Ignazio per tanto tempo è stato segretario della sezione Pci e consigliere comunale di Bisacquino.  

GABRIELLA GAUDIANO 

Oggi salutiamo nonno Ignazio. Novantasette anni di vita. Una vita lunga, lunghissima, ma non abbastanza da prepararci davvero a questo momento. È difficile racchiudere in poche parole ciò che é stato per noi. Marito di Caterina, padre di Giuseppe, Margherita e Gianvito, nonno di sette nipoti: Giuliana, Davide, Gabriella, Federico, Ignazio, Francesco e Alba. Ma prima di tutto, mio nonno è stato un uomo buono.

L’INTERVISTA. “Rider sfruttati, l’inchiesta ha una portata epocale”

Andrea Borghesi, segretario generale Nidil Cgil

Andrea Borghesi, segretario generale Nidil, spiega come l’indagine giudiziaria su Glovo metta in discussione il modello organizzativo delle piattaforme e mostra le responsabilità dei clienti

PATRIZIA PALLARA

Tra i 2 e i 4 euro lordi a consegna, un reddito annuo sotto la soglia di povertà che non consente un’esistenza libera e dignitosa, forme di sfruttamento che approfittano dello stato di bisogno dei lavoratori. Il pentolone scoperchiato sul mondo dei rider dall’inchiesta della procura di Milano che ha portato alla richiesta del pubblico ministero di controllo giudiziario d’urgenza per caporalato a carico di Foodinho, la società di delivery del colosso spagnolo Glovo, non ha messo in luce niente di nuovo. 

Niente che non si sapesse già, niente che il sindacato non avesse già più volte denunciato (da ultimo, in un dossier presentato di recente), niente che non fosse già emerso da sentenze di tribunale, indagini giornalistiche, testimonianze.

sabato, febbraio 14, 2026

Ciao, Ignazio. Uomo onesto, leale, intelligente, costruttore dell’Italia dei lavoratori, del popolo

Ignazio Gaudiano con i suoi nipoti

DINO PATERNOSTRO

Oggi abbiamo dato l’ultimo saluto ad una persona semplice e straordinaria: Ignazio Gaudiano di Bisacquino, che ci ha lasciati all’età di 97 anni. Una vita lunga, trascorsa coerentemente dalla parte del popolo, della gente che vive di lavoro, con onestà, impegno, lealtà e coerenza verso i valori fondamentali della libertà, della democrazia, della giustizia e della legalità democratica. 

Ignazio ha militato per tutta la vita nel Partito comunista italiano, il partito di Gramsci, Togliatti e Berlinguer. L’ho conosciuto nel lontano 1975 insieme a Roberto Tagliavia, responsabile PCI della zona del corleonese. L’ho conosciuto nel suo orto, dove lavorava tutto il giorno. E insieme a lui ho conosciuto il suo amico e compagno Giacomo Tamburello. Siamo diventati amici oltre che compagni. Ignazio rimase il mio punto di riferimento politico a Bisacquino, quando dal 1976 ho sostituto Tagliavia alla direzione del partito nella zona.

SITUAZIONE SICCITÀ: IN SICILIA NON SOLO IL CICLONE HARRY, IL MESE DI GENNAIO È STATO IL PIÙ PIOVOSO DAL 2009


Annalisa Ciprì

Il mese di gennaio, dopo una lunga serie di mesi del 2025 con scarti relativamente limitati rispetto alle precipitazioni normali, ha fatto registrare una marcata anomalia positiva delle precipitazioni mensili, con ben 84 mm in più rispetto alla norma del periodo 2003-2022

Si è verificato così uno scenario particolarmente atteso per ridimensionare in modo più deciso una siccità di lungo periodo che fino a dicembre non era ancora del tutto superata in gran parte dell’Isola.

venerdì, febbraio 13, 2026

Il blocco navale, essere cristiani ed essere umani


di Giuseppe Savagnone

Una svolta sull’immigrazione

È di questi giorni il varo, da parte del nostro governo, del disegno di legge in cui si prevede il «blocco navale» per impedire l’ingresso nelle nostre acque territoriali di imbarcazioni con a bordo migranti, segnando, a quanto afferma un quotidiano molto vicino al governo, una «svolta sull’immigrazioni». In un video la presidente del Consiglio, sfoggiando ancora una volta la grinta che tanto piace agli italiani, lo ha celebrato come un grande successo personale: «Abbiamo finalmente potuto mantenere un altro impegno che avevamo preso con i cittadini nel nostro programma di governo: per tutti quelli che dicevano che era impossibile voglio ricordare che niente è davvero impossibile per chi è determinato».

La premier non ha mancato di sottolineare il proprio ruolo centrale nella svolta della politica europea che ha reso legittima questa misura, da sempre esclusa in base a criteri umanitari che oggi, grazie a lei, sono stati finalmente superati: «È una opzione – ha detto – compatibile con le nuove regole europee, che l’Italia ha contribuito a formare, a dimostrazione che tutto il lavoro che abbiamo fatto finora sta imprimendo una svolta totale nella gestione del fenomeno in Europa».

LEONE LUCA DI CORLEONE, SANTO, MONACO BASILIANO, SEC. IX d.C.

 

San Leone Luca da Corleone 


Mariuccia Stelladoro
MARIUCCIA STELLADORO

Leone Luca di Corleone è una figura quasi sconosciuta del monachesimo siculo-italo-greco, che nel corso dei secoli IX-X dalla Sicilia si diffuse rapidamente e si radicò in Calabria. Leone Luca nacque a Corleone in Sicilia (e non a Corleone in Calabria, come affermato da Di Meo, Annali…, p. 128-29). Era figlio di Leone e di Teotista, contadini e pastori, che vivevano in campagna. Alla morte dei genitori, abbandonò i lavori dei campi ed entrò come novizio nel monastero di San Filippo d’Agira, dove un vecchio monaco, che gli amministrò la prima tonsura, gli consigliò di emigrare in Calabria per sfuggire alle incursioni dei Saraceni (e non dei Vandali, cfr. Stelladoro, La Vita…, p. 116). Dopo una peregrinatio ad limina Apostolorum, si stabilì in un monastero situato sui monti Mula in Calabria, dove divenne discepolo dell’igumeno Cristoforo, che gli impose l’abito monastico e cambiò il suo nome in Luca (secondo la consuetudine monastica di dare un nuovo nome che iniziasse con la stessa lettera dell’alfabeto del nome battesimale). Per evitare confusioni con altri monaci chiamati Leone, fu indicato con entrambi i nomi, il che non impedì che fosse erroneamente identificato con Luca di Bova (cfr. Stelladoro, La tradizione…, p. 64 n.14).

🇨🇺🇲🇽 NONOSTANTE LE MINACCE, AIUTI A CUBA DAL MESSICO CONTRO IL BLOCCO CRIMINALE DEGLI USA


Hanno raggiunto Cuba due navi con 814 tonnellate di di alimenti, medicinali e beni di prima necessità destinati a una popolazione gravemente colpita dalle criminali sanzioni della Casa Bianca. 
Un carico che rappresenta molto più di un semplice gesto diplomatico. La presidente Claudia Sheinbaum ha annunciato che verrà preparato un nuovo invio. 

GLI USA: “NON UNA GOCCIA DI PETROLIO A CUBA”