martedì, febbraio 18, 2014

Beni confiscati alle mafie e ruolo degli amministratori giudiziari: parla il sindaco di Palermo


Questo è il primo estratto del mio speciale realizzato con il Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, anche in vista della missione palermitana della Commissione parlamentare Antimafia, attesa nei prossimi giorni. Nell'intera intervista abbiamo parlato della gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, tema, questo, che ancora tiene banco nel dibattito pubblico. Lo abbiamo affrontato dal punto di vista dell'Amministrazione comunale, anche alla luce della collaborazione con l'Agenzia nazionale per i beni confiscati, diretta dal Prefetto Giuseppe Caruso. Ci siamo occupati di emergenze sociali, come quella abitativa, e della contestuale destinazione dei beni per tali finalità. Non è mancato, infine, il riferimento alla questione degli Amministratori giudiziari, al centro delle polemiche di questi giorni. Eccovene un piccolo saggio... (Germana Noemi Altese)

Dalla Val d'Aosta in Sicilia per difendere il Punto Nascita di Corleone

L'assessore Borsellino col sindaco di Corleone
e la delegazione valdostana
E' stata ricevuta ieri presso la sede dell'Assessorato Regionale alla Sanità di Palermo dal/Assessore Lucia Borsellino, una delegazione dell'Associazione Scelte Giovani di Aosta, accompagnata dal sindaco di Corleone Leoluchina Savona, per consegnare simbolicamente all'assessore all'interno di una culla per neonati, la petizione popolare riguardante la chiusura del punto nascita del P.O. di Corleone, a firma del Presidente del Consorzio Enti Locali della Valle d'Aosta e Sindaco di Aosta Sig. Bruno Giordano,del Presidente del Consiglio Regionale della Valle D'aosta, Sig.ra Emily Marinelli Rini, del Consigliere Regionale della Valle D'aosta Sig. Alberto Bertin, del Vescovo di Aosta Sua Eccellenza Mons. Franco Lovignana e di altre autorità locali.

lunedì, febbraio 17, 2014

Raciti, avviso a Crocetta: “La rivoluzione non si fa per decreto”

Fausto Racito, neosegretario Pd in Sicilia
di EMANUELE LAURIA
Il neosegretario del Pd siciliano punta sullo sviluppo "da affiancare alla battaglia al malaffare". E pungola il governatore: "La rivoluzione non si fa per decreto, serve condivisione".A Orlando: "Dice che ho alle spalle gli apparati, ma quando è stato eletto sindaco per la prima volta avevo un anno". Il Dalemino, come lo chiamano amici e nemici, ha le pause dell'ex premier e le stesse frecciate sottili. "Orlando? Parla di apparati alle mie spalle ma quando è diventato sindaco per la prima volta io avevo appena un anno". Crocetta? "La rivoluzione non si fa per decreto. Bisogna condividere i progetti. Con la coalizione, e con il primo partito della coalizione". Si presenta in giacca e cravatta, Fausto Raciti, neosegretario di un Pd al quale vuole fare "Voltare pagina". Non sarà un uomo solo al comando, e non perde tempo infatti a dare la parola alla vicesegretaria Mila Spicola che nel ragionamento sulla fase giovane del nuovo partito, da Renzi alla Sicilia, cita papa Francesco e Lindon Johnson. Epperò Raciti, il leader eletto con i voti di cuperliani e renziani, reclama autonomia. 

Pd, Raciti segretario regionale. Vince con il 61,3 per cento

di EMANUELE LAURIA
Il leader dei giovani dem prevale in sette province su nove, tranne Messina e Ragusa. All' uscente Giuseppe Lupo rimane in mano un terzo del partito, la Monastra poco oltre il  5. Il peso dei big, il nodo degli elettori da recuperare: 50 mila in meno rispetto alle primarie nazionali dell'8 dicembre.

Calcio. Netta vittoria (4-2) del Corleone contro il Ciminna

Corleone-Ciminna 4-2
Dopo la vittoria per 1-0 fuori casa contro l’Albatros di Lercara, il “nuovo” Corleone continua la striscia positiva con la sonante vittoria per 4-2 in casa contro il Ciminna, maturata tutta nel secondo tempo. Al 44° del primo tempo, infatti, il Corleone sbloccava il risultato con Massimo Ardore (ci sta prendendo gusto a segnare il ragazzo…), rapido a calciare in rete una ribattuta del portiere ospite. Ma, meno di un minuto dopo, Vincenzo Guagenti pareggiava per il Ciminna con il gol dell’anno: un forte tiro da centrocampo che, complice il vento, s’insaccava all’incrocio dei pali della porta difesa da Salvo Russo.
Il Corleone, però, la partita voleva vincerla e assediava il Ciminna nella sua area. E finalmente a 18° della ripresa il 2-1 veniva segnato da Maurizio Passiglia che, da fuori area, insaccava con un forte tiro sotto la traversa: un bel gol, che premiava l’impegno di questo ragazzo che sta diventando uno dei punti di forza del Corleone. (GUARDA L'ALBUM FOTOGRAFICO)

Stasera il Corleone Calcio su Canale 8

Stasera, lunedì 17 febbraio, alle ore 21:05 torna su Canale 8, al 611 del digitale terrestre, il consueto appuntamento sportivo del lunedì con la 18^ puntata di “PASSIONE SPORT”, rubrica sportiva condotta da Gino Sarmentino e Giuseppe Bonanno. Ospiti in studio questa settimana: Luca Urso e Alessandra Tripoli, ballerini misilmeresi ma da qualche anno cittadini del mondo, che si stanno affermando con la loro bravura e professionalità in Oriente; il presidente Dino Paternostro e l’allenatore Gennusa del Corleone Calcio, militante nel campionato di 1^ categoria, che ha affrontato nell’ultimo incontro il Ciminna. Si parlerà anche dell’imminente memorial di ballo dedicato a Marco Saitta che si terrà il 1° Marzo a Cefalù.

I buoni risultati della Scuola Calcio Milan Animosa Civitas Corleone

La squadra allievi dell'Animosa Civitas
Il calcio giovanile a Corleone è a pieno regime, quest’anno come non mai tutte le categorie rappresentano la nostra città nel calcio che conta. La scuola calcio Animosa in questa stagione partecipa ai campionati Allievi Provinciali, Giovanissimi Provinciali e Giovanissimi Regionali Sperimentali oltre alle varie categorie: Esordienti, Pulcini, Piccoli Amici e Primi Calci. I risultati fin qui sono più che soddisfacenti con il primo posto degli Allievi di Mr. Vito Streva, mentre sia i Giovanissimi Regionali Sperimentali che i Giovanissimi Provinciali, guidati da Mr. Tanino Crapisi, attualmente sono nelle posizioni che contano nei rispettivi campionati.

sabato, febbraio 15, 2014

MEMORIA A CACCAMO. Vera Pegna e la poltrona del mafioso, don Peppino Panzeca

Vera Pegna con la sua tessera del Pci del 1962
Nel 1962 una giovane comunista, Vera Pegna, riuscì a scalfire il potere politico-mafioso di Caccamo, costringendo il comune a togliere dalla sala consiliare la poltrona simbolo del potere politico-mafioso del boss don Peppino Panzeca
Ero molto curioso di conoscere Vera Pegna. Mi ero imbattuto nel suo nome leggendo del “padrino” storico di Caccamo, quel don Peppino Panzeca che, dal secondo dopoguerra e fino agli anni ’60, esercitava incontrastato il suo dominio mafioso sul termitano e sulle Madonie. Di lei avevo letto negli atti della prima Commissione antimafia che, da giovane e coraggiosa consigliera del P.C.I., era riuscita a far togliere dall’aula consiliare di Caccamo la poltrona riservata abusivamente a don Peppino, simbolo del suo potere mafioso esercitato sulla città del castello. Poi avevo letto il suo “Tempo di lupi e di comunisti” (Editrice La Luna, Palermo 1992), dove questa vicenda e tante altre venivano raccontate con dovizia di particolari. E la curiosità di conoscerla ed incontrarla è diventata sempre più forte. Ci sono riuscito la settimana scorsa, quando Vera, che abita a Marina di Cerveteri, vicino Roma, è tornata a Caccamo. Siamo stati un pomeriggio ed una serata insieme. (GUARDA L'ALBUM FOTOGRAFICO)

MEMORIA A CACCAMO. Il comunista, il mafioso e il contadino assassinato

Caccamo col Castello
di SALVO PALAZZOLO
Nessuno più si ricordava del comunista di Caccamo che si era messo in testa di salire sulla corriera occupata dai mafiosi. «Era tempo di elezioni - ha raccontato qualche settimana fa il pentito Nino Giuffrè ai procuratori di Palermo - sull' autobus c' era posto solo per chi avrebbe votato Democrazia cristiana. Dalla contrada di San Giovanni Li Greci gli elettori venivano portati al seggio e poi di nuovo in campagna. Ora, quel comunista ha cominciato a fare un po' di casino, ma non è salito.  (GUARDA L'ALBUM FOTOGRAFICO)

La Caccamo che cambia. Da nipote di un mafioso a “traditore”. La guerra al pizzo di Giorgio Scimeca

Giorgio Scimeca
Giorgio Scimeca ha conosciuto la mafia in prima persona otto anni fa. Prima di allora, ne aveva percepito solo gli effetti: i morti ammazzati, i locali bruciati, la paura della gente. Nel '92 sua madre aveva portato lui e il fratello sia ai funerali di Falcone che di Borsellino: una sorta d'iniziazione all'antimafia
“Mia mamma ha la quinta elementare ma sa distinguere gli uomini di valore”, ricorda. La signora considera i due magistrati un modello da seguire: le hanno insegnato a non sopportare la violenza mafiosa, nemmeno se a esercitarla è il fratello di suo marito, un uomo d'onore secondo i boss di Palermo. Uno che grazie alle sue amicizie è diventato ricco. Quando quella violenza investe suo figlio, non si dà pace. Poi un giorno legge che a Palermo sta nascendo Addiopizzo, un movimento che vuole stroncare il racket delle estorsioni sostenendo i commercianti che dicono no alla mafia. La colpisce il motto: "Un popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità".  (GUARDA L'ALBUM FOTOGRAFICO)

Ecco la Caccamo che cambia: Scimeca, il racket, il coraggio di chiedere aiuto

di Carmela Ignaccolo
Parlare di pizzo, racket e mafia con Giorgio Scimeca non significa imbarcarsi nei soliti luoghi comuni triti e ritriti, tipici di chi quel mondo lo ha visto solo in Tv. O nei libri. Perché invece Giorgio queste cose continua viverle ogni giorno sulla sua pelle. E forse è per questo che in barba ai suoi 37 anni riesce contemporaneamente a farti dono di un’esperienza infinita, quasi centenaria, e di quella carica di entusiasmo che solo i bambini riescono ad avere. Giorgio infatti, che dalla vita (e dagli uomini) è stato costretto a crescere velocemente, è comunque rimasto aggrappato con tenacia ai suoi sogni di ragazzo. E ai suoi ideali di giustizia, lealtà, legalità, amicizia, onore. Anche se ha dovuto subire delle richieste di denaro, via via più esplicite. Anche se è stato avvicinato da chi voleva fargli ritrattare la denuncia al suo estorsore e persino dopo che una soffiata anonima gli aveva fatto capire che era in pericolo la sua stessa vita.

Primarie Pd in Sicilia: saranno eletti il segretario e l'assemblea

Domenica 16 febbraio si vota, anche in Sicilia, per eleggere il nuovo Segretario regionale del Partito democratico e i 180 componenti l’Assemblea regionale (i restanti 120 saranno eletti dalle Assemblee provinciali).
I tre candidati approdati alla seconda fase, quella del voto nei gazebo, dopo il voto degli iscritti nelle Convenzioni, sono: Fausto Raciti (16689, 69,80%); Giuseppe Lupo (5576, 22,20%); Antonella Monastra (1411, 5,57%).
Si vota nella sola giornata di domenica, dalle ore 8.00 alle ore 20.00, nei seggi allestiti in tutta l’isola; saranno circa 500 i gazebo (i dati sono in continuo aggiornamento) e 4000 i volontari impegnati nelle operazioni di voto.

venerdì, febbraio 14, 2014

CALCIO. Domenica il "nuovo" Corleone incontra il Ciminna


Il 22 marzo a Latina per ricordare le vittime innocenti di mafia

Secondo le ultime relazioni della Direzione distrettuale antimafia di Roma, la zona laziale più appettibile risulta essere la provincia di Latina. Questa è la terra di conquista dei clan Bardellino, Esposito, La Torre, Mallardo e Moccia. È il territorio in cui nel 2009 non si procedette – su impulso dell’allora ministro dell’Interno Roberto Maroni –  allo sciogliemento del Comune di Fondi, nonostante il prefetto gli avesse inviato una relazione di cinquecento pagine con le prove dei condizionamenti da parte delle ‘ndrine calabresi. È la provincia in cui don Cesare Boschin fu ucciso il 30 marzo 1995. Un territorio che si incastona in una regione – il Lazio – dove sono presenti oltre seicento beni sottratti ai boss, teatro di traffici illegali di rifiuti intorno alla discarica di Borgo Montello, di abusivismo edilizio; dove il mercato ortofrutticolo di Fondi è preda della criminalità organizzata, che anche in questa regione investe nella ristorazione e nel commercio: emblema è “Il Café du Paris” della rinomata via Veneto a Roma, sequestrato e confiscato nel 2009 alla ‘ndrangheta.

Riduzione in schiavitù e tratta. Dati preoccupanti

di Piero Innocenti

Parlare, ancora oggi, in Italia, di persone ridotte in schiavitù (o mantenute in stato di servitù) e di tratta di esseri umani, può sembrare un argomento irreale, fuori dal tempo. Invece, nonostante le innumerevoli norme contenute in convenzioni internazionali, trattati, accordi, solenni dichiarazioni che vietano e condannano queste condotte, le statistiche ci indicano la triste realtà di persone ridotte in una condizione simile a quella di una “cosa” posseduta da altri. Sia chiaro, è un fenomeno disgustoso che in diversi paesi nel mondo assume anche dimensioni drammatiche come emerge dai consueti rapporti annuali dell’Unodc (quello relativo al 2013 è in fase di elaborazione) e, per ultimo (ottobre 2013) dalla Ong australiana “Walk free” secondo cui circa trenta milioni di persone si trovano in condizioni di schiavitù.

Don Marcello Cozzi: “Cari imprenditori calabresi, ribellarsi alla ‘ndrangheta si può"

Don Marcello Cozzi
Lettera aperta di don Marcello Cozzi, vicepresidente di Libera, agli imprenditori calabresi (dal sito www.libera.it)

Quando Pietro ci chiese aiuto era terrorizzato, rassegnato, senza prospettive. Eravamo per lui l’ultima spiaggia. Probabilmente non per ritrovare una vita normale: dentro di sé, forse, sapeva che nulla sarebbe stato più come prima e che nessuno gli avrebbe più restituito la tranquillità di un tempo. Ma almeno riprendersi la dignità violata, quello si; almeno recuperare quel senso di umanità da troppo tempo calpestata dalla prepotenza e dall’arroganza mafiosa. Almeno questo!Non fu difficile convincerlo alla denuncia. Il resto venne da se: le indagini, gli arresti, la protezione immediata, e oggi la libertà ritrovata. Si, proprio così: libertà; non importa se per ricominciare a vivere è dovuto andare fuori dalla sua terra, non importa se da qui in poi incontrerà inevitabili e complicati intoppi burocratici e non importa neanche se un giorno ritornerà. Importa, invece, che lui la mafia l’ha messa sotto i piedi, che gli è bastato fare nomi e cognomi, che i suoi aguzzini a vederli oggi in un’aula di tribunale sembrano più cani allo sbando che lupi inferociti. Importa, insomma, aver dimostrato che delle Istituzioni ci si può fidare e che i mafiosi non sono invincibili!

"A testa Alta", il nuovo film di Alberto Castiglione

Alberto Castiglione sul set di "A testa alta"
Inserito tra i 100 siciliani emergenti da Sicilia Informazione, Alberto Castiglione ha la passione per il genere documentaristico nelle vene. Dal 2002, anno di uscita del suo primo documentario, sono passati 11 anni, ha prodotto nove opere di grande successo e vinto premi internazionali. Adesso, il giovane regista palermitano torna dietro la macchina da presa con "A testa Alta"un’opera cinematografica per non dimenticare gli importanti avvenimenti storici siciliani, un legame tra il passato e il presente, un’esortazione a combattere per i diritti.

giovedì, febbraio 13, 2014

Vera Pegna, la ragazza coraggiosa che sfidò la mafia

Vera Pegna con la sua tessera del Pci del 1962
LA LETTERA. «Dedichiamo una strada al sindacalista della Cgil, Filippo Intile, ucciso da Cosa Nostra il 7 agosto 1952»
Non è più la ragazza “terribile”, che nella Caccamo del 1962, regno incontrastato di don Peppino Panzeca, riuscì a presentare la lista del Pci, capace di eleggere ben quattro consiglieri comunali. Non è più la giovane “consigliera” che nella prima seduta fece togliere dalla sala consiliare la grande poltrona incredibilmente riservata al capomafia. Ancora oggi, però, Vera Pegna, 80 anni ben portati, è capace di stupire e tenere in fibrillazione l’opinione pubblica di Caccamo, dove è tornata dopo 50 anni. Stavolta, con una lettera aperta indirizzata al presidente del consiglio comunale Domenico Porretta, ha chiesto che la città di Caccamo riscatti il suo passato (?) di mafia, dedicando una targa ed uno spazio pubblico a Filippo Intili, sindacalista della Cgil assassinato dalla mafia il 7 agosto 1952 a 51 anni, e revocando l’intitolazione a don Teotista Panzeca del locale liceo sociopsico-pedagico.

Omaggio a Corleone...

mercoledì, febbraio 12, 2014

SANITA'. "Fare pulizia in un sistema marcio"

Il manager Salvatore Cirignotta
di Lillo Miceli
Scandalo pannoloni, Crocetta soddisfatto: "Giustizia funziona, Sanità malata. Occorre discontinuità, sconti a nessuno"
PALERMO - Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, contretto a letto da una fastidiosa influenza, non è affatto sorpreso dell'arresto domiciliare cui è stato sottoposto l'ex direttore generale dell'Asp di Palermo, Salvatore Cirignotta, accusato di presunta turbativa d'asta nell'ambito della gara di appalto che prevedeva l'acquisto di pannoloni per un importo di oltre 40 milioni di euro. E' la risposta indiretta a quanti lo hanno spesso accusato di cercare notorietà, denunciando alla magistratura malefatte tutte da provare.

Dal 9 maggio al 22 giugno, gli spettacoli al teatro greco di Siracusa

Il teatro antico di Siracusa
La festa dei cent'anni dell'Istituto del dramma antico di Siracusa sarà preceduta da uno spettacolo-prologo e accompagnata da una serie di attività collaterali. Gli spettacoli del cinquantesimo ciclo , "Agamennone", "Coefore" e Le vespe", dal 9 maggio al 22 giugno, vedranno nel cast Francesco Scianna nel ruolo di Oreste, Ugo Pagliai come Apollo, Paola Gassman nei panni di Plizia, mentre Piera degli Esposti sarà Atena e Elisabetta Pozzi Clitennestra. 

Pd Palermo, presentato l’Esecutivo provinciale

Carmelo Miceli, segretario provinciale Pd
E’ stato presentato questa mattina, nella sede del Partito democratico, l’Esecutivo provinciale dell’Unione di Palermo. Sono dodici i componenti la “squadra”, indicati dal Segretario provinciale, Carmelo Miceli, al termine di un confronto con tutte le anime del partito. “Questa è una segreteria unitaria – ha detto Miceli – e così è stata fortemente voluta. In questi mesi abbiamo lavorato molto, abbiamo ascoltato i territori per meglio comprendere le loro esigenze, le loro priorità. Dobbiamo ricostruire il rapporto con le periferie. Abbiamo individuato figure e professionalità di assoluto rilievo, all’interno del partito e non solo. Il lavoro di questa segreteria non si esaurisce con l’impegno dei dodici componenti l’Esecutivo.

martedì, febbraio 11, 2014

Corleone, "Conoscere le istituzioni"

Il consiglio comunale dei ragazzi 
Ha preso il via il progetto "Conoscere le Istituzioni" della Direzione Didattica di Corleone finalizzato a sviluppare e consolidare la cittadinanza attiva ed il rispetto per la cosa pubblica. I bambini di una classe quinta hanno simulato nell'aula consiliare un baby consiglio ed hanno posto interrogazioni, portato avanti proposte, mostrando un'ottima conoscenza dei problemi del territorio, da quelli relativi alla sanità, all'ambiente, alla raccolta dei rifiuti, agli spazi per i giovani ed alla legalità. Presente il Sindaco Lea Savona, che ha risposto puntualmente a tutti i quesiti posti dagli allievi, il Presidente del Consiglio, Stefano Gambino, l'Assessore Ciro Schirò e le insegnanti Rosalia Manasseri e Francesca Listì, oltre al Dirigente scolastico, Prof.ssa Anna Maria Angileri. La prossima tappa del progetto prevede la visita all'Ars con la proposta di un disegno di legge inerente la legalità da parte degli allievi.

Domani, i 90 anni de "L'Unità"


Corleone, la dolce pedagogia di Virgilio


A Roma, l'antimafia dei comunisti


A Palermo i cinquant'anni del film "Il Gattopardo"


lunedì, febbraio 10, 2014

L’impegno del PD per il Punto Nascita e l’Ospedale di Corleone

Nella riunione dello scorso 21 gennaio a Corleone della Commissione Sanità dell'Ars, con la partecipazione dell'assessore alla salute Lucia Borsellino, è stata ampiamente riconosciuta la necessità di salvare il Punto-nascita e di potenziare l'Ospedale, come chiesto da tempo dalle popolazioni della zona e documentato con il dossier elaborato dal Partito democratico della zona del Corleonese e condiviso dal Comitato per la difesa dell'ospedale. Questo importante risultato é stato raggiunto anche grazie all'impegno dei consiglieri e dei dirigenti e del nostro partito, che avevano incontrato in maniera informale il presidente della Regione Crocetta, l'assessore alla salute Borsellino e il presidente della commissione sanità Digiacomo, per rappresentare con determinazione la necessità di tutelare la salute delle popolazioni della zona del Corleonese.

ECCO LO SPOT DI "LEGALMENTE"

LO SPOT LEGALMENTE

“Truccata la gara per i pannoloni”: arrestato ex manager Asp di Palermo Cirignotta

Cirignotta, il manager arrestato
E' accusato di turbativa d'asta in concorso con il procuratore della ditta Fater, Carlo Carollo. L'arresto originato da una denuncia del governatore Crocetta
I carabinieri hanno arrestato stamani l'ex manager dell'Asp di Palermo Salvatore Cirignotta. A gennaio del 2013 era stato accusato di turbativa d'asta su una gara da 41 milioni di euro per l'acquisto dei pannoloni per disabili. Era stato il presidente della Regione Rosario Crocetta a denunciare il caso, su segnalazione di un dirigente dell'Asp che lavora all'ufficio Provveditorato. Ai domiciliari, assieme a Crignotta, si trova anche Carlo Carollo, il procuratore della 'Fater', l'azienda multinazionale della sanità che avrebbe beneficiato del reato.

Il magistrato al di sopra di ogni sospetto: chi è Cirignotta, il manager Asp arrestato

Salvatore Cirignotta
La sua nomina, nel 2009, fu una scelta a sorpresa. Il terzo incomodo che la spunta tra i candidati dei due principali partiti di governo di allora, il Pdl e l'Mpa. A volerlo ai vertici dell'Asp di Palermo fu l'ex assessore-pm Massimo Russo, suo collega di toga. Una scelta gradita anche all'ex presidente del Senato, Renato Schifani. Da allora Salvatore Cirignotta ne ha fatta di strada. In un primo momento è sopravvissuto anche alla "rivoluzione" del governatore Rosario Crocetta, che lo ha prima riconfermato e poi sostituito quando è scoppiato il caso della gara dei pannoloni.
A salvarlo, allora, sarebbe stata la sua amicizia con il deputato nazionale dell'Udc, Lorenzo Cesa. Ma la sua carriera in magistratura prima e nella sanità romana poi sembrano avergli fruttato ben più di una conoscenza. Dall'ex governatore del Lazio, Francesco Storace, che lo nominò a capo dell'Asl di Latina, ai rapporti con esponenti dell'Mpa di Raffaele Lombardo e del Pd di Cracolici e Lumia. A parlare è il suo curriculum. Cinquantotto anni, nativo di Vittoria in provincia di Ragusa, inizia la sua carriera nell'amministrazione penitenziaria dove resta fino al 1999.

No: la figlia di Riina è la figlia di uno stronzo

di GIULIO CAVALLI
www.giuliocavalli.net
Noi siamo un Paese ben strano: ci arrovelliamo sui segnali più o meno criptici (con interpretazioni molto fantasiose) dei mafiosi per lasciare impunita la fiabizzazione delle famiglia di mafia. Su Panorama è uscita un’intervista alla “dolce” figlia di Totò Riina, Lucia, presunta artista di presunte arti visive. Premetto subito qualche punto importante: non penso che i figli di mafiosi non abbiano il diritto di parlare e scrivere, figurarsi, ma credo abbiano l’obbligo di farci sapere cosa ne pensano dei delitti del padre, almeno questo. Preferisco disistimare la madre di un latitante che gli chiede di non costituirsi piuttosto che leggere un articolo in cui la figlia di Totò Riina non si trova mai di fronte alla parola mafia. Ma Panorama riesca addirittura a fare di peggio: disegnare la famiglia Riina come un covo di amore e dolcezza dimenticandosi vent’anni di storia d’Italia. Come scrive bene Adriana Stazio:

Lo spot di Panorama alla famiglia Riina

di Adriana Stazio Sul settimanale Panorama, noto settimanale della Mondadori casa editrice della famiglia Berlusconi e abilmente diretto seguendo sempre le direttive di famiglia dal fedele Giorgio Mulé, nell’ultimo numero di quello che fu un importante settimanale avete potuto leggere una sconcertante (non)  intervista a Lucia Riina, ultima figlia del più noto Salvatore Riina, capo indiscusso di Cosa Nostra. Si tratta dello stesso settimanale che da anni attacca in tutti i modi i magistrati di Palermo che si occupano delle indagini e del processo sulla trattativa Stato-mafia e il loro testimone Massimo Ciancimino. Lo stesso settimanale, il cui direttore, ospite in studio a Servizio Pubblico, ha cercato vergognosamente di addossare il depistaggio di Scarantino a Nino Di Matteo, per poi dare del pataccaro a Massimo Ciancimino suscitando l'ottima risposta di Sandro Ruotolo: "Il pataccaro, intanto Riina non vede l'ora che muoia". Ruotolo ha poi proseguito dando la notizia dei 12 milioni riferibili al padre messi spontaneamente a disposizione della magistratura dallo stesso Massimo Ciancimino affinché se ne accerti la provenienza.

L'Intervista di Riina. Le reazioni sdegnate di tanti lettori...

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Morena Cardella "Ho ereditato da papà la gioia di vivere"...ma stai scherzando??:O
Simona Cammarata Che schifo!
Rosa Maria Cammarata Non ci sono parole!!
Marialicia Pollara Perdonatemi...non riesco a finire di leggere l'articolo....troppa tristezza....
Giuseppe Midulla Ne ho letto solo un estratto e mi è bastato.Vergogna.
Mari Sparacio Senza parole! Ma come si fa a scrivere e a pubblicare un articolo del genere? Ma stiamo scherzando!
Rosa Maria Cammarata Esatto!! La cosa grave è proprio questa!
Dino Paternostro Sottoscrivo i vostri commenti! E sono contento che li abbiate scritti e che li posso leggere
Giovanni E Pia Celano C'è solo da dire che , di fronte a tanta tracotanza e spudoratezza ,la mia indignazione mi fa mancare le parole.....!! Eh si , proprio così, sono un fiume in piena....! Però penso che se si continua a dare spazio e voce a tali individui ,noi non ci libereremo mai di siffatta feccia...!

domenica, febbraio 09, 2014

La figlia di Riina: vi sembro donna di mafia?

 
Lucia Riina
di Siana Vanella
Lultimogenita di Salvatore e Ninetta Bagarella si racconta. La sua infanzia in clandestinità, nelle campagne palermitane, e larrivo a Corleone dopo la cattura del padre, il 15 gennaio 1993. Limpatto con la società e oggi il desiderio di esprimersi attraverso larte. L'appuntamento è alle 12, allentrata del paese. Ogni chilometro rappresenta metri di riflessioni e punti interrogativi. Come sarà dal vivo Lucia Riina? In fondo la sua persona ha sempre vissuto mediaticamente allombra del padre Salvatore, di mamma Antonietta e dei fratelli Salvo, Maria Concetta e Gianni. Il cartello «Corleone» indica che non è più tempo di pensare. «Benvenuti nella mia città, vista lora che ne dite di fare un salto in pescheria? Qui si trova dellottimo pesce». Così esordisce la più piccola di casa Riina in jeans e t-shirt nera. Da lì a poco, eccoci nella cucina decorata con maioliche blu e bianche e due chili di polipi da preparare.

La Sacra Famiglia Criminale. Lettera aperta a Lucia Riina

Totò Riina (a sinistra) e Leoluca Bagarella
di Giorgio Bongiovanni 
Gentile signora Riina, 
ho avuto modo di leggere la sua intervista rilasciata alla collega Siana Vanella e pubblicata su Panorama lo scorso 6 febbraio. Immergendomi in essa sembra davvero di vivere all'interno di una grande fiaba per bambini. Scorrendo le righe si scopre una storia commovente, tenera che esalta l'amore della famiglia secondo i precetti evangelici di Cristo nostro Signore. Se ignorassimo la storia di suo padre Salvatore Riina, suo zio Leoluca Bagarella, sua madre Ninetta Bagarella e dei suoi due fratelli, Giovanni e Giuseppe Salvatore, veramente sarebbe una storia esemplare da prendere come riferimento per tutte le famiglie d'Italia.

sabato, febbraio 08, 2014

Roccamena, cittadinanza onoraria a Lorenzo Barbera

Lorenzo Barbera
ROCCAMENA – L’Amministrazione Comunale di Roccamena ha conferito la Cittadinanza Onoraria a Lorenzo Barbera, fondatore e Presidente Onorario del CRESM (Centro Ricerche Economiche e Sociali per il Meridione), “in riconoscimento dell’intenso impegno sociale, civile, morale ed umano, per il coraggio e la passione profusi nella promozione ed emancipazione di questo territorio”. Lorenzo Barbera, sociologo, collaboratore di Danilo Dolci, arrivò a Roccamena nel lontano 1960, all’età di 24 anni. E vi rimase fino al 1965, insieme alla moglie, Paola Buzzola, per «sviluppare, in modo organico, la nostra esperienza di lavoro sociale», come ha scritto nella prefazione del suo libro “La diga di Roccamena” (Laterza, Bari 1964).

Fichi d’india o pane dei poveri?

Fichidindia
di PIPPO ODDO
In Sicilia, si sa, anche la natura è cultura. Il forestiero che visita l'isola per la prima volta deve essere re degli indifferenti per non subire il fascino di una pianta di ficodindia carica di frutti maturi: bianchi, rossi o gialli che siano. Il fotografo ne fissa immediatamente l'immagine nella pellicola, il pittore non perde tempo a dipingerla, lo scrittore prova spesso gioia a descriverla. Si dà persino il caso che se ne enfatizzi l'importanza oltre ogni credere. È ciò che fece John Galt, scrittore e drammaturgo britannico che visitò l'Isola nel 1808. «In ogni parte voi v'incontrate piantagioni di fichi d'India, in ogni villaggio coperte ne sono le stalle. Se egli porta un paniere, questo non sarà d'altro pieno che di fichi d'India. Ogni asino che la mattina s'avvii alla città, è carico di fichi d'India. Un contadino che in sul far della sera stia sopra una pietra a contar monete di rame, non fa se non il conto di quel che gli hanno prodotto i suoi fichi d'India. Se un genere è cattivo, si dice che non vale un fico d'India, mentre non v'è cosa più squisita al mondo che un fico d'India. Ecco il solo lusso che gode il povero».

Cantiere Fiumetorto-Ogliastrillo: licenziati altri 46 lavoratori. Protesta Cgil

I lavori nel cantiere Fiumetorto-Ogliastrillo 
Palermo 8 febbraio 2014 – Licenziamento collettivo per altri  34  operai e 12 impiegati del cantiere ferroviario Fiumetorto-Ogliastrillo. Le lettere, firmate dal rappresentante legale della Cefalù 20 sono partite ieri. Ormai al lavoro, dopo i precedenti licenziamenti,  restano  solo 12 impiegati e 4 operai. “Questo cantiere è ormai  arrivato al capolinea. C’è il serio rischio di trovarci davanti a una nuova incompiuta" lancia l’allarme Giuseppe Guarcello, rappresentante  della Fillea Cgil di Palermo. Lunedì pomeriggio Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil di Palermo saranno ricevuti dal prefetto di Palermo, al quale 15 giorni fa avevano chiesto un incontro.  

Aprilia 2014 - Assemblea Nazionale di Democrazia in Movimento

Questa comunicazione parte da una domanda che da tempo molti si fanno: ma gli espulsi ed i fuoriusciti del M5S non possono mettersi insieme e creare una alternativa al partito – azienda di Grillo e Casaleggio?
Noi rispondiamo: gli espulsi ed i fuoriusciti del M5S hanno già fondato un movimento, Democrazia in Movimento (DiM), un Movimento aperto dove tutti possono partecipare, condividendo la Carta dei Principi e lo Statuto.
Il Movimento è stato fondato da dissidenti ed epurati dal Movimento 5 Stelle, i quali hanno voluto costruire un soggetto aggregatore per tutti coloro che credono nella forza della partecipazione dei cittadini alla vita democratica, per tutti coloro che ritengono che tale partecipazione si possa sviluppare con i metodi e le forme della democrazia diretta, per tutti coloro  che ritengono la rete uno strumento di partecipazione e non il centro della partecipazione (tra questi: Valentino Tavolazzi e Progetto per Ferrara - primi epurati con lettera raccomandata dagli avvocati di Grillo -, Fulvio Biagini – autore delle 20 domande a Casaleggio, Raffaele De Sandro Salvati - già Lista per Cento -, Dario Sironi - Lista Civica per Sesto -, Ivano Mazzacurati – Bologna -, Fabio D'Anna  - Palermo).

giovedì, febbraio 06, 2014

La frana sulla SP 4 Corleone-S. Cipirello: i tecnici della Provincia predisporranno una perizia di somma urgenza

 
L'arch. Di Benedetto e il geom. Isaia
durante l'incontro alla Provincia con
la delegazione del Comune di Corleone
Stamattina lunga riunione alla Provincia della delegazione del Comune di Corleone (il sindaco, il presidente del consiglio comunale, i consiglieri Paternostro, Schillaci, Cardella, Vintaloro, Labruzzo) prima col commissario straordinario gen. Tucci e poi con l'arch. Di Benedetto, il geom. Isaia e il segretario generale. Abbiamo rappresentato la necessità che la Provincia adotti urgentissimi provvedimenti per riaprire al traffico la SP4 Corleone-S. Cipirello, chiusa dopo la frana al Km 9 (contrada Pietralunga). Per Corleone e per i comuni della zona del Corleonese questa strada è importantissima perchè ci collega con l'ospedale di Partinico e con gli aeroporti di Palermo e Trapani, oltre che con tanti centri dell'area metropolitana di Palermo e del trapanese. Inizialmente il commissario Tucci si era trincerato dietro l'alibi "non abbiamo soldi!". Gli abbiamo fatto rilevare che con la procedura della somma urgenza i soldi si trovano. Abbiamo, quindi, chiesto ed ottenuto un incontro con i tecnici che si occupano della questione. Dopo una lunga riunione, si è deciso che la Provincia, con i suoi tecnici, predisporrà una perizia di somma urgenza per mettere in sicurezza la strada e riaprirla al traffico. Sperano di utilizzare una somma fino a 200 mila euro. Aggiornamento a otto giorni per verificare quanto è stato fatto. 
C'è da fidarsi? Non lo sappiamo. Bisogna monitorare e controllare giorno dopo giorno. Certo è che se l'altra sera non avessi sollevato con forza il problema in consiglio comunale e il comune col presidente del CC non si fosse attivato per chiedere un incontro urgente al commissario della Provincia staremmo ancora fermi. Non ci dobbiamo stancare di difendere il nostro territorio e i nostri cittadini. A cittadini come Angelo Moscarelli del M5S, piuttosto che criticare continuamente, chiediamo di scendere in campo insieme a noi. Saremo più forti e potremo ottenere di più. Almeno potremo dire: ci abbiamo provato!

Il Laboratorio della Legalità di Corleone dedicherà una stanza ad Attilio Manca


martedì, febbraio 04, 2014

Strada Corleone-S. Cipirello: giovedì incontro alla Provincia

La fendituta sull'asfalto della SP4 
Ieri sera nel consiglio comunale di Corleone ho denunciato che la strada per S. Cipirello sta franando (oltre alla frana conosciuta di "Pietralunga", si è aperta una spaventosa fenditura sull'asfalto circa 300 metri prima arrivando da Corleone), provocando rabbia e disperazione tra le nostre popolazioniPer noi transitare da questa strada è di vitale importanza. Ci porta all'ospedale di Partinico, agli aeroporti di Palermo e Trapani e in tanti comuni dell'area metropolitana. Ho chiesto che si organizzi immediatamente un incontro con la Provincia di Palermo e col suo commissario gen. Domenico TUCCI. E finalmente siamo riusciti a fissare l'incontro, che si terrà GIOVEDI' 6 FEBBRAIO alle ore 10,00 nel palazzo della Provincia in via Maqueda 100, a Palermo. Me l'ha comunicato qualche minuto fa il presidente del consiglio, che ieri sera aveva assunto l'impegno di fare apposita richiesta. Un incontro in sé non è risolutivo di niente, ma almeno consente di cominciare a discutere della drammatica situazione nella sede a ciò preposta. Se qualche cittadino è disponibile a partecipare (la delegazione non può essere estesissima), faremo di tutto per inserirlo insieme alla delegazione dei consiglieri comunali. Al gen. TUCCI suggerirò di intervenire con procedura d'urgenza, anche tramite la protezione civile regionale e nazionale. (dp) 

sabato, febbraio 01, 2014

Lettera a Papa Bergoglio dai senza-casa palermitani

Papa Francesco
Caro Papa Bergoglio,
siamo 8 famiglie palermitane, con relativi bambini, senza casa e senza lavoro.
Oggi a Palermo è difficile trovare un lavoro e pur essendo delle coppie abbastanza giovani, pur avendo lavorato come muratori nell’edilizia, oggi siamo disoccupati e quindi impossibilitati a pagarci un affitto.
Da circa un mese abbiamo occupato un convento che da due anni era  stato disoccupato dalle tre suore che ci abitavano. Abbiamo subito messo in sicurezza le suppellettili e abbiamo chiuso la cappella per proteggerla. Ci siamo sistemati nel convento con i nostri bambini in attesa di trovare un lavoro stabile che ci permetta di avere una casa per conto nostro.  

Elezione segretario regionale Pd. Lettera della candidata Antonella Monastra

IN VISTA DEL VOTO delle/degli ISCRITTE/I per le candidature a SEGRETARIA/O REGIONALE del PARTITO DEMOCRATICO, Antonella Monastra ha inviato questa lettera che pubblichiamo:
Carissime e Carissimi, sento il bisogno di presentarmi e questa lettera è un modo per farlo dato che non tutti mi conoscono. Sono palermitana ed ho 57 anni, un marito e due figli adolescenti, e sono ginecologa consultoriale della Sanità Pubblica. Sono  consigliera comunale dal 2001, “indipendente di sinistra” sino al mio tesseramento del giugno 2013; mi sono avvalsa della mia intensa esperienza professionale  che mi ha messa a confronto con campioni della più svariata e assortita umanità, da cui ho molto appreso avendo avuto come palestra piccoli centri dell'entroterra siciliano e i quartieri più degradati di Palermo.

La morte di un "senza-casa" a Palermo. Non possiamo restare indifferenti!

Non possiamo restare indifferenti all’ennesimo gravissimo episodio di un “senza casa”, papà di tre bambini che con la sua compagna si era rifugiato in un capannone della stazione di Brancaccio per difendersi dal freddo. Ancora una volta uno straniero, stavolta un romeno perde la vitain modo tragico, avvolto dalle fiamme sprigionatesi da un corto circuito, causato dal groviglio di fili improvvisati per prendere un po’ di corrente elettrica per la stufa.