martedì, luglio 20, 2010
Nichi: Mi candido per sparigliare il centrosinistra
“Noi diciamo no ai governi tecnici e a quelli delle larghe intese: le primarie non sono una minaccia per il Pd o per il centrosinistra, e io mi candido per sparigliare questi giochi”. Nichi Vendola ha così concluso oggi, a Bari, gli Stati generali delle fabbriche di nichi davanti a una platea di circa duemila persone provenienti per il 40% dal resto d’Italia, in molti dal Settentrione. La manifestazione è stata seguita anche attraverso il web e i social network: la fan page di facebook di Nichi Vendola ha raggiunto quota 167.000, con 4.800 nuovi fan negli ultimi tre giorni. “Dobbiamo vincere”, ha sottolineato Vendola, “ma questo verbo deve essere coniugato fuori dal palazzo, lungo le traiettorie delle vie popolari. Vincere ha un significato se si vince a Pomigliano, a Melfi, se la vittoria ha significato per gli studenti precari, per i ricercatori che sono costretti ad emigrare, per le donne e gli eroi dei nostri giorni, come Falcone, Borsellino e Carlo Giuliani. Bisogna vincere per ricostruire i codici dei diritti: allora la vittoria è un discorso sulla salvezza del Paese, che guarda all’Europa. È la vittoria di tanti, è la vittoria del popolo che si alza in piedi, non è una vittoria di parte o di partito”. Vendola ha poi precisato il senso della sua disponibilità alla candidatura. “Perché io?”, ha detto, “perché sono voi quando non sopportate il centrosinistra avendo in mente un mondo diverso da questo. Noi abbiamo due obiettivi da raggiungere: il primo è l’indispensabilità di un metodo democratico che si sottrae alle nomenclature di partito; il secondo è portare nell’arena la domanda di una buona politica. Non c’è buona politica che possa prescindere da un discorso sul buio e sulla luce”. Vendola, infatti, ha titolato così il discorso conclusivo degli Stati generali delle fabbriche di nichi, “lanterne che illuminano gli angoli bui dell’esistente”.Le fabbriche, come specificato da Vendola, sono un’esperienza autonoma da tutti i partiti, portano in dote il principio di cooperazione e “vogliono accarezzare il centrosinistra, insufflare l’anima della questione della modernità nel momento in cui la destra si presenta come antimoderna”.Questa nuova realtà vuole scuotere “l’albero del centrosinistra per costruire la narrazione di un’Italia migliore”. Ha poi annunciato i temi chiave di una nuova piattaforma programmatica del centrosinistra: investire nella Bellezza dell’ambiente, dei talenti e dei territori; rilanciare l’Economia attraverso una pressione fiscale più equa, la redistribuzione delle risorse e puntando su qualità e innovazione; sottrarre la Conoscenza alla privatizzazione e alla parcellizzazione dei saperi attraverso il rilancio della scuola e dell’università come elementi fondanti di una cultura diffusa; ristabilire la connessione tra i Diritti e le persone; custodire il patrimonio dei Beni Comuni. Nichi Vendola ha sottolineato che gli Stati generali delle fabbriche di nichi diventeranno un appuntamento annuale. “Questo è l’equivalente del meeting riminese di Comunione e Liberazione: deve essere per noi il più importante incubatore di intelligenze e della nuova classe dirigente”. “C’è un’Italia migliore”, ha concluso Vendola, “e noi la faremo vincere”. 19 luglio 2010
Corleone, campi di lavoro antimafia. I volontari al corteo per ricordare Paolo Borsellino
Arrivato a Corleone, ho potuto apprezzare l'ottimo impegno profuso dai nostri volontari ben coordinati dai compagni e compagne di Firenze e Modena. Un buon volontariato e non solo; si nota nell'aria! I graffitari della Valdera stanno effettuando una serie di lavori che miglioreranno esteticamente i beni confiscati e assegnati alla Cooperativa lavoro e Non Solo. Quelle immagini saranno l'incontro tra l'espressione culturale giovanile e frammenti di storia e memoria spesso dimenticata. Nei terreni si è ultimato il raccolto del grano e si stanno trebbiando i ceci. Ottimi raccolti! Poi tutti a Palermo alla ricorrenza della strage di Via D'Amelio dove fu ucciso il Giudice Paolo Borsellino e gli agenti di scorta. Tra la folla del corteo che porta i manifestanti da Via d'Amelio all'Albero di Falcone si nota anche il nostro striscione. I volontari sono felici di esserci, anche in questo caso ognuno di loro ha potuto farsi un'opinione senza filtri su cosa significa manifestare in questi luoghi! Salutando Rita Borsellino, noto la sua dolcezza e fermezza nello stesso momento. Sono felice che Rita si sia dedicata alla politica perché anche in questi casi si prende atto delle differenze tra la pratica dell'apparire e quella del fare! Verità e Giustizia per Via d'Amelio e per tutte le stragi impunite, insabbiate e dimenticate. Nel periodo della P3 questa richiesta è ancora più stringente.
Maurizio Pascucci
Progetto Liberarci dalle Spine
Maurizio Pascucci
Progetto Liberarci dalle Spine
lunedì, luglio 19, 2010
"In Via d'Amelio non solo mafia". Battaglia nel Pdl. Gelo di Dell'Utri
PALERMO - Gianfranco Fini attacca su Mangano, l’ex stalliere di Arcore condannato per mafia. «Non è un eroe», dice a Via D’Amelio a Palermo, nel giorno del diciottesimo anniversario della strage nella quale fu ucciso il giudice Paolo Borsellino. E subito arriva la reazione del senatore del Pdl Marcello Dell’Utri, autore della ormai celebre definizione di Mangano come eroe: «Che rispondiamo a fare al presidente Fini...Non dare una risposta, in questi casi, è la risposta migliore», dice l’esponente del Pdl, che non fa marcia indietro sullo stalliere di Arcore :«Io non so più come dire, come far capire, che questa storia non la si è voluta capire. So bene che altri sono gli eroi rispetto a Mangano. Ho solo detto che questa persona, Mangano, si è comportata da eroe nei miei confronti, non accettando di confermare accuse che mi riguardavano, che lui sapeva essere infondate. Solo questo». Tornando a Fini, la giornata palermitana del presidente della Camera era partita con una contestazione del popolo delle «Agende rosse», poi rientrata e sfociata in applauso non appena Fini ha detto che cosa pensasse di Mangano. Ma Fini non si è fermato a questo: parlando delle indagini sulla strage di via D’Amelio ha aggiunto che «oggi è ancora più doveroso essere impegnati perché sta emergendo dalla procura di Caltanissetta che in via D’Amelio non fu solo mafia. Individuare eventuali collusioni e complicità è un dovere assoluto che va al di là di ogni divisione politica». E ancora: «Sapere che sulle indagini ci sarebbero stati depistaggi mi suscita indignazione». Ai ragazzi delle Agende rosse, che si schierano con il «Sì a Fini e no a Schifani», assente alla cerimonia, il presidente della Camera ha detto che «bisogna avere rispetto delle istituzioni, anche se in alcuni casi ci sono uomini che non sempre sono all’altezza del ruolo che ricoprono». Infine, il presidente della Camera ha ricordato gli insegnamenti di Leonardo Sciascia: «Ricordatevi di lui - dice rivolto ai ragazzi - che aveva visto tante cose giuste, ad esempio sui professionisti dell’antimafia». Tra i manifestanti si alza un coro: «Presidente, di professionisti dell’antimafia qui non ce ne sono». E Fini non si sottrae a chi lo esorta a impedire l’approvazione della legge sulle intercettazioni: «Lo vedete cosa sta facendo il Parlamento, apportando modifiche al ddl?». Accesa da Manfredi Borsellino, il figlio del giudice ucciso, la prima fiaccola che dà inizio al corteo promosso da Giovane Italia e dalle associazioni che danno vita al forum «XIX Luglio», Fini si schiera in prima fila. Una manifestazione - a differenza del precedente «faccia a faccia» con il popolo delle «agende rosse», che si svolge in silenzio, senza clamori né polemiche.
L'INTERVENTO. Omertà di Stato
di Rita Borsellino
Sono trascorsi diciotto anni dalla strage di via D’Amelio. Diciotto anni da quella di Capaci. Diciassette dalle bombe di Milano, Firenze e Roma. E ancora oggi non conosciamo la verità su quanto accaduto in quegli anni. Così come non sappiamo la verità sulle morti di Antonino Agostino ed Emanuele Piazza, o perché Vincenzo Scarantino si sia autoaccusato di aver procurato l’autobomba che ha ucciso Paolo Borsellino e la sua scorta. La lista dei misteri potrebbe continuare ancora e a lungo. Di sicuro, sappiamo che lo Stato che commemora non è ancora riuscito a garantire la giustizia per i suoi giudici, i suoi poliziotti, i suoi cittadini assassinati. E sappiamo anche che c’è uno Stato che ha agito perché non si arrivasse alla verità sulle stragi di mafia, su un capitolo fondamentale della storia italiana. Lo sappiamo perché le cronache di questi anni ce l’hanno raccontato. LEGGI TUTTO
Sono trascorsi diciotto anni dalla strage di via D’Amelio. Diciotto anni da quella di Capaci. Diciassette dalle bombe di Milano, Firenze e Roma. E ancora oggi non conosciamo la verità su quanto accaduto in quegli anni. Così come non sappiamo la verità sulle morti di Antonino Agostino ed Emanuele Piazza, o perché Vincenzo Scarantino si sia autoaccusato di aver procurato l’autobomba che ha ucciso Paolo Borsellino e la sua scorta. La lista dei misteri potrebbe continuare ancora e a lungo. Di sicuro, sappiamo che lo Stato che commemora non è ancora riuscito a garantire la giustizia per i suoi giudici, i suoi poliziotti, i suoi cittadini assassinati. E sappiamo anche che c’è uno Stato che ha agito perché non si arrivasse alla verità sulle stragi di mafia, su un capitolo fondamentale della storia italiana. Lo sappiamo perché le cronache di questi anni ce l’hanno raccontato. LEGGI TUTTO
Record di firme ora in Cassazione: "No alla privatizzazione dell'acqua"
In piazza Navona a Roma gli scatoloni con un milione e 400mila schede che sono state portate dai magistrati per la convalida. Entro la primavera del 2011 si potrebbe tenere il referendum
di GIULIA CERINO
ROMA - Oltre un milione e quattrocentomila firme per i referendum abrogativi delle norme che consentono la privatizzazione dell'acqua. In meno di sei mesi: un record. La corsa referendaria contro la privatizzazione della gestione del servizio idrico italiano è terminata. Il frutto del lavoro del Forum dei movimenti per l'acqua è tutto contenuto in più di cento scatoloni di cartone pieni di moduli referendari disposti al centro di Piazza Navona, a Roma. Dietro la montagna di box bianchi e azzurri, un camioncino pronto a dirigersi verso la Cassazione, dove le firme devono essere depositate. Da adesso in poi, infatti, si tratterà solo di aspettare il verdetto della Corte e sperare che dal ministero dell'Interno arrivi il via libera. Se così fosse, entro la fine della primavera 2011, gli italiani saranno chiamati ad esprimersi in merito a tre quesiti referendari: l'articolo 23 bis che prevede che le società, per fornire servizi idrici, si trasformino in aziende miste con capitale privato al 40%, l'articolo 150 del decreto legislativo 152/2006 che contempla, come unico modo per ottenere l'affidamento di un servizio idrico la gara e la gestione attraverso società per azioni, e in merito all'ultimo quesito, quello relativo all'abrogazione dell'articolo 154, nella parte in cui si impone al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa. Le cose sono andate meglio di come il Forum dei movimenti per l'acqua, l'organizzatore della campagna, si aspettasse. Dopo due mesi, le firme erano già 500mila e a fine giugno la campagna aveva già battuto tutti i record: un milione e 400mila firme raccolte in tutta Italia. Ma la battaglia non è stata delle più facili. E anzi, in alcuni momenti, andare avanti con la raccolta firme è stato più faticoso del previsto. Prima i battibecchi con il leader dell'Idv, Antonio di Pietro, che ha presentato un quesito referendario sull'acqua concorrente a quello siglato dal Forum. Poi i tentativi di rappacificazione. Infine, la rottura definitiva1 tra l'ex magistrato ed il movimento referendario. A maggio le critiche di una parte della rete, la nascita del comitato di cittadini "Acqualiberatutti" per il No al referendum. Infine il botta e risposta durato più di tre mesi tra il ministro Ronchi e il Forum. A giugno poi l'annuncio che, "pur rimanendo sulle proprie posizioni, il Pd aveva deciso di sottoscrivere il terzo quesito referendario presentato dai movimenti, quello relativo agli investimenti sulle reti idriche". Una battaglia lanciata con il sostegno di nomi noti: da Stefano Rodotà, uno degli ideatori dei tre quesiti al presidente della regione Puglia, Nichi Vendola. Ma portato a termine con migliaia di banchetti in tutta la penisola. Anche nelle sezioni di partito. Con momenti di grande visibilità come durante la Marcia della pace Perugia-Assisi di metà maggio, o i gazebo volanti durante il Giro d'Italia.
(La Repubblica, 19 luglio 2010)
(La Repubblica, 19 luglio 2010)
19 luglio 1992-19 luglio 2010: diciottesimo anniversario della strage di via D'Amelio...
Martedì 23 giugno 1992, nella chiesa di San Domenico a Palermo, Paolo BORSELLINO, a trenta giorni dalla scomparsa dell’amico e collega Giovanni FALCONE, così chiudeva il suo ricordo:“Occorre evitare che si ritorni di nuovo indietro. Occorre dare un senso alla morte di Giovanni, della dolcissima Francesca, dei valorosi uomini della scorta. Sono morti tutti per noi, per gli ingiusti, abbiamo un grande debito verso di loro e dobbiamo pagarlo gioiosamente, continuando la loro opera. Facendo il nostro dovere; rispettando le leggi, anche quelle che ci impongono sacrifici; rifiutando di trarre dal sistema mafioso anche i benefici che possiamo trarne (gli aiuti, le raccomandazioni, i posti di lavoro); collaborando con la giustizia; testimoniando i valori in cui crediamo, in cui dobbiamo credere, anche dentro le aule di giustizia. Troncando immediatamente ogni legame di interesse, anche quelli che ci sembrano innocui, con qualsiasi persona portatrice di interessi mafiosi, grossi o piccoli; accettando in pieno questa gravosa e bellissima eredità di spirito; dimostrando a noi stessi e al mondo che Falcone è vivo!”.
A distanza di meno di un mese, domenica 19 luglio 1992, la mafia e i suoi mandanti occulti avrebbero spazzato via anche BORSELLINO e la sua scorta, con un’autobomba nel centro di Palermo. Ricordiamo Paolo BORSELLINO, Agostino CATALANO, Claudio TRAINA, Eddie COSINA, Emanuela LOI e Vincenzo LI MULI e continuiamo a chiedere verità e giustizia su quanto avvenne in quel terribile 1992. Non potrai mai esserci futuro per il nostro Paese se non verrà fatta chiarezza sulle tragiche vicende del passato. Chi sa non può più tacere, chi sa deve parlare, adesso!
domenica, luglio 18, 2010
Palermo, in cento alla marcia per Borsellino. "A via D'Amelio è stata una strage di Stato"
Poca gente alla manifestazione voluta da Salvatore Borsellino, il fratello del giudice ucciso dalla mafia. la conclusione davanti ad una presunta sede dei servizi segreti. Le agende rosse e il coro "Bella Ciao" ROMA - Sono arrivati cantando Bella ciao e stringendo in mano l'ormai famosa agenda rossa. Non molti, per la verità. Un centinaio circa. La maggior parte dalle città del Nord. Per partecipare alla marcia voluta da Salvatore Borsellino, fratello del magistrato Paolo Borsellino ucciso 18 anni fa - domani la data esatta dell'anniversario - nella strage di via D'Amelio dove persero la vita anche cinque agenti della scorta. Il corteo, partito in mattinata da via D'Amelio, è arrivato al Castel Utveggio che, secondo alcune tesi investigative, avrebbe ospitato una sede riservata del Sisde. Un luogo simbolico dopo le dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza che ha rivelato il coinvolgimento di alcuni uomini dei servizi segreti nell'eccidio in cui perse la vita Borsellino. Provati dal caldo, i manifestanti tenevano in mano l'agenda rossa, per ricordare quella, simile, da cui Borsellino non si separava mai e di cui si sono perse le tracce subito dopo l'eccidio. Poca la gente che è scesa in strada, però. "Colpa del caldo - spiega Rita Borsellino, eurodeputato e sorella del magistrato - ma prima di dire che Palermo volta le spalle a Paolo Borsellino bisogna aspettare che si concludano tutte le numerose manifestazioni organizzate da un cartello di associazioni e farne un bilancio". "Effetto di un ritorno all"indifferenza del passato" commenta, scoraggiato, uno dei pm di punta della Procura antimafia di Palermo, Nino Di Matteo"; "quella di via D'Amelio fu una strage di Stato, alcuni esponenti delle istituzioni hanno ritenuto di potere trattare con la criminalità organizzata" scandisce Salvatore Borsellino.
Palermo. Danneggiate le statue di Giovanni Falcone e Palo Borsellino
Atto di vandalismo sulle statue in gesso dedicate ai due magistrati assassinati da Cosa nostra. Erano state poste in pieno centro. Sul caso indagano i carabinieri Sono state danneggiate le statue in gesso di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, posizionate ieri pomeriggio nel centro di Palermo, in via Libertà, nei pressi del teatro Politeama. La scoperta è stata fatta, verso le 9.30, da una pattuglia dei carabinieri in transito in via Libertà. Le statue, realizzate dallo scultore palermitano Tommaso Domina, erano state posizionate sul marciapiede. Indagano i carabinieri della Compagnia piazza Verdi. A poche ore dal ritrovamento delle due statue danneggiate, in varie parti della città sono stati strappati manifesti e locandine che pubblicizzano la tradizionale fiaccolata organizzata da Giovane Italia in memoria di Paolo Borsellino. In particolare, i vandali sono entrati in azione in piazza Politeama, corso Vittorio Emanuele, via Notarbartolo e Mondello. La fiaccolata si svolgerà lunedì da piazza Vittorio Veneto, alle 20.30, fino in via D'Amelio dove verrà proiettato un video-documentario dal titolo "Paolo Borsellino: una vita da eroe".
Rita Borsellino, sorella del magistrato ucciso ed eurodeputata del Pd, ha lanciato una sottoscrizione pubblica per raccogliere i fondi necessari per la fusione in bronzo delle statue. L'opera, praticamente abbattuta, era in gesso. L'iniziativa è stata annunciata dalla Borsellino che, assieme a Martin Schulz, presidente dell'Alleanza progressista dei socialisti e dei democratici al Parlamento europeo, si è recata nel luogo in cui è scattato il raid. Con loro il segretario del Partito democratico siciliano Giuseppe Lupo che ha annunciato che il Pd sosterrà la sottoscrizione. "La Regione coprirà i costi per le statue di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino". Lo promette il governatore Raffaele Lombardo. "L'amministrazione è pronta a fare la sua parte - continua - per rendere il doveroso omaggio ai due magistrati caduti nella lotta alla mafia. Ricostruire le statue è il doveroso tributo che deve accomunare tutti i siciliani per cancellare lo squallido episodio".
(17 luglio 2010)
Rita Borsellino, sorella del magistrato ucciso ed eurodeputata del Pd, ha lanciato una sottoscrizione pubblica per raccogliere i fondi necessari per la fusione in bronzo delle statue. L'opera, praticamente abbattuta, era in gesso. L'iniziativa è stata annunciata dalla Borsellino che, assieme a Martin Schulz, presidente dell'Alleanza progressista dei socialisti e dei democratici al Parlamento europeo, si è recata nel luogo in cui è scattato il raid. Con loro il segretario del Partito democratico siciliano Giuseppe Lupo che ha annunciato che il Pd sosterrà la sottoscrizione. "La Regione coprirà i costi per le statue di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino". Lo promette il governatore Raffaele Lombardo. "L'amministrazione è pronta a fare la sua parte - continua - per rendere il doveroso omaggio ai due magistrati caduti nella lotta alla mafia. Ricostruire le statue è il doveroso tributo che deve accomunare tutti i siciliani per cancellare lo squallido episodio".
(17 luglio 2010)
Sono partiti in tutt'Italia i campi di lavoro e di studio sui beni confiscati alle mafie
Sono partiti i campi di volontariato e di studio sui beni confiscati alle mafie. In più di 3000, uomini e donne di tutte le età, hanno dato convinta adesione per vivere un'esperienza di protagonismo reale alla lotta antimafia. Coltivare terreni, sostenere gli operatori delle cooperative, essere al fianco delle associazioni che con enorme sforzo si impegnano nella difficile ma fondamentale opera di restituire i beni confiscati alla collettività, a tutti noi. Tutti questi non sono solo "gesti simbolici", sono piccoli ma determinanti tasselli che tendono alla pratica del cambiamento reale. Un mosaico composto di nomi e volti, storie di vita e di persone che interpretano il volontariato come impegno, uno "sporcarsi le mani" lontano dai cliché mediatici, a fari spenti. Ma la luce emessa da tutte queste energie positive è una luce accecante, capace di colpire i mafiosi nel loro tallone d'achille, le loro proprietà, i loro beni. D'estate diventano teatri ove va in scena il lavoro ma anche e soprattutto lo studio, l'approfondimento e la socialità. Non solo sostegno alle cooperative di Libera Terra e alle associazioni ma aggregazione, divertimento e unione. E' proprio il caso di dirlo: "Una risata lì seppellirà!" Allo spirito di servizio dei volontari si associa un percorso intenso di arricchimento e di crescita all'insegna della reciprocità. Ricco è il programma pomeridiano di incontri con i familiari di vittime delle mafie che tramite la loro testimonianza sollecitano i volontari a riportare lo stesso impegno anche nei territori di provenienza. Il campo di volontariato e di studio, quindi, non è un'esperienza a sé stante è la tappa di un percorso che si pratica quotidianamente: la responsabilità civile. Sono dodici i beni confiscati che ospiteranno i volontari, da nord a sud, perchè le mafie sono una questione nazionale anzi internazionale. Anche per questo sono tantissimi i volontari provenienti da tutte le parti del mondo, Stati Uniti, Olanda, Colombia, Spagna, India e tanto altro. Un ulteriore segnale di attenzione per il lavoro che Libera ha fatto negli ultimi anni, con Flare a livello europeo e con tante realtà in giro per il mondo, rafforzando quei legami di legalità e responsabilità necessari per combattere il progressivo processo di globalizzazione della mafie. Le esperienze dei campi verranno raccontate su www.libera.it, e saranno direttamente volontari a raccontarsi tramite "Il diario dei campi". Pagine di diario, foto, video, la possibilità di liberare la fantasia, senza filtri, per socializzare un'esperienza unica come poche. Tutte queste testimonianze parteciperanno ad un concorso "Libera la Parola" con l'obiettivo di selezionare le migliori produzioni per poi partecipare alla stesura di una pubblicazione su "E!State Liberi 2010". Grazie ai volontari, durante questi anni, si è dimostrato che restituire un bene confiscato alla collettività è il più alto gesto di una società capace di reagire all'arroganza mafiosa, è il "potere dei segni", è la dimostrazione che solo "insieme" saremo in grado di vincere la nostra battaglia.
liberainformazione.org
liberainformazione.org
Corleone, campi di lavoro. Colorando il buio...
E' partito il progetto Colorando il buio...stamattina gli EDF hanno iniziato e "finito" la prima murata all'interno della Cooperativa Lavoro e non solo...hanno disegnato il lavoro dei volontari nei campi con i bellissimi paesaggi corleonesi mentre Falcone, Borsellino e Caponnetto li osservano dal luogo in cui si trovano adesso... Oggi gli EDF hanno colorato la chitarra che ho regalato alla Cooperativa perchè tutti i volontari che fanno i campi possano suonarla e cantare...creando sempre più un vero e proprio gruppo e, scendendo in piazza, possano cos' coinvolgere anche qualche corleone voglioso di allegria e serenità nella propria città...la musica è uno strumento in grado di riunire popoli diversi...perchè no allora unire un corleonese e un toscano???Domani è giornata di mare...ma Lopez e Umberto Staila, questi i loro nomi d'arte, ripartiranno lunedì mattina alla volta di Malvello per colorare la struttura che c'è vicino al vigneto dell'ottimo Naca!
Per adesso è tutto...
Fabrizio Damiani, Corleone.
Per adesso è tutto...
Fabrizio Damiani, Corleone.
giovedì, luglio 15, 2010
L'Espresso nel bunker della cricca
di Lirio Abbate e Gianluca di Feo
Ma l'amico... l'amico Lombardi è in grado di agire?". Al telefono Roberto Formigoni è supplichevole. Teme che la sua lista venga esclusa dalle elezioni e invoca l'intervento dell'"amico Lombardi": "Ti prego!". Ignora chi sia l'uomo di cui sta invocando il sostegno: un geometra che fatica a parlare in italiano e fa replicare alla supplica del governatore con un "dicitangill pure a chill amic tui su a Milan (diteglielo anche a quell'amico tuo su a Milano)". Eppure l'irpino Pasquale Lombardi, celebre nel suo giro per l'incapacità di sedere a tavola senza imbrattarsi di sugo ("Il nostro comune amico che quanno magna se sporca sempre..."), con il suo eloquio da Pappagone riusciva ad entrare in tutti i palazzi del potere. Il suo motto era semplice: "Arriviamo, arriveremo dove dobbiamo arrivare". LEGGI TUTTO
Chi dopo Scajola, Brancher e Cosentino? Il toto dimissioni punta su Verdini, ma anche Bertolaso non è messo molto bene. Ecco la mappa dei clan che stanno smottando uno dopo l'altro, travolti dagli scandali
Ma l'amico... l'amico Lombardi è in grado di agire?". Al telefono Roberto Formigoni è supplichevole. Teme che la sua lista venga esclusa dalle elezioni e invoca l'intervento dell'"amico Lombardi": "Ti prego!". Ignora chi sia l'uomo di cui sta invocando il sostegno: un geometra che fatica a parlare in italiano e fa replicare alla supplica del governatore con un "dicitangill pure a chill amic tui su a Milan (diteglielo anche a quell'amico tuo su a Milano)". Eppure l'irpino Pasquale Lombardi, celebre nel suo giro per l'incapacità di sedere a tavola senza imbrattarsi di sugo ("Il nostro comune amico che quanno magna se sporca sempre..."), con il suo eloquio da Pappagone riusciva ad entrare in tutti i palazzi del potere. Il suo motto era semplice: "Arriviamo, arriveremo dove dobbiamo arrivare". LEGGI TUTTOCorleone. Dal 16 luglio il "via" alla Prima Rassegna sul Cinema di Mafia, organizzata dal Cidma
Prenderà il via domani, alle ore 20.30, la Prima Rassegna sul "Cinema di Mafia", organizzata dal Cidma (Centro di Documentazione sulle Mafie e il Movimento Antimafia), in collaborazione con la Provincia Regionale di Palermo, nell'Atrio del Complesso San Ludovico (via Orfanotrofio, 2). Saranno quattro i film proiettati: venerdì 16 luglio, "La mala ordina" di Fernardo Di Leo; giovedì 22 luglio, "Un Uomo in ginocchio" di Damiano Damiani; giovedì 29 luglio, "Fortapàsc" di marco Risi; giovedì 5 agosto, "La siciliana ribelle" di Marco Amenta. Le serate saranno introdotte dal dott. Marcello Barbaro, presidente del Cidma. (Per ingrandire la locandina, cliccaci sopra)
Corleone, campo di lavoro antimafia. Tra gomme bucate, legacoop e ... marsigliese
Oggi giornata scoppiettante, iniziata con un imprevisto. Uno dei furgoni che ogni mattina soffre e sbuffa per trasportarci ai campi di pomodoro ha ben pensato di piantarci in asso nel bel mezzo dell'assolata campagna corleonese (Irene la fa tragica, ma si è semplicemente forata una gomma!). Fortunatamente i nostri esperti meccanici hanno permesso ai volontari appiedati di raggiungere senza ulteriori fatiche la nostra meta. Il resto della mattinata è trascorso serenamente, sotto il sole più cocente che ci siamo trovati ad affrontare dal nostro arrivo. A pranzo abbiamo avuto come ospite Filippo Parrino, presidente della Legacoop Sicilia, che nel pomeriggio si è trattenuto con noi per spiegarci l'organizzazione delle cooperative sociali della regione. Il suo accorato intervento ha coinvolto molto i ragazzi, in particolare riguardo al tema della diffusione dell'antimafia in Sicilia. Verso le 18:00 siamo partiti alla volta del vicino santuario di Santa Maria del Bosco, dove abbiamo ammirato i resti di un antico monastero e di una chiesa diroccata. Al termine della cena abbiamo colto l'occasione per festeggiare i nostri ospiti Francesi, che oggi celebrano la loro festa nazionale. Abbiamo cantato insieme la Marsigliese e mangiato un'ottima cassata. Termina così il nostro sesto giorno di campo. Le relazioni tra noi volontari non sono sempre idilliache, nonostante ciò restiamo sempre aperti al confronto e pronti ad ascoltare l'opinione di tutti. Il nostro gruppo è sì eterogeneo, ma gli ideali condivisi ci spronano a superare i piccoli screzi.
Irene e Fabio
Irene e Fabio
Bosco della Ficuzza. Il tempestivo intervento degli uomini e dei mezzi della Forestale salvano da un devstante incendio la riserva naturale
di Cosmo Di Carlo
CORLEONE - Domato dopo 6 ore di duro lavoro dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato un incendio che poteva distruggere la Riserva Naturale Orientata Bosco della Ficuzza, Rocca Busambra, Bosco del Cappelliere, Gorgo del Drago. L’incendio si è sviluppato ai margini della SS118, in Località Bifarera, ed ha interessato 15 ettari di terreni agricoli e minacciato l’agriturismo Rocca Busambra. Ferito un bracciante agricolo intento a spegnere le fiamme, che avevano attaccato un suo appezzamento di terreno. L’incendio si è sviluppato quando erano da poco passate le 12,00. Sono intervenuti sul posto 4 squadre con 38 operai antincedio, 3 mezzi leggeri polivalenti da 1.000 litri, 3 autobotti pesanti da 10.000 litri, 2 elicotteri del corpo forestale della Regione Siciliana, 2 idrovolanti da 2.000 litri, 1 elicottero pesante da 6.000 litri, 1 bombardiere del tipo canadair della protezione civile, decollato dall’aeroporto di Boccadifalco. Le operazioni di spegnimento sono state coordinate dal Commissario Forestale Francesco Muratore e dall’Ispettore superiore Gioacchino Vania, che con i loro uomini hanno operato su Pizzo Candre. “La tempestività e la professionalità dei nostri operatori hanno salvato la riserva naturale – spiega Francesco Muratore -. A loro va il nostro ringraziamento. Speriamo di avere al più presto nuovi agenti in organico per aumentare la vigilanza” . Chiusa al traffico dai carabinieri fino alle 19,00 la statale 118, nel tratto Bivio Aguglia al Bivio Tagliavia. Le auto in transito sono state deviate sulla Strada Provinciale 4, per il Bivio che porta a Piana degli Albanesi. Contemporaneamente un altro incendio, erano le 13,20, scoppiava sulla strada provinciale Mezzoiuso- Campofelice di Fitalia, all’altezza del Monte denominato “Pizzo Candreu”, in territorio di Mezzoiuso. I due incendi potrebbero essere stati appiccati per attentare alla riserva di Ficuzza. Fino a tarda sera il traffico è stato chiuso sulla 118, poiché due alti Pini si sono bruciati alla base e rischiavano di rovinare sulle macchine in transito. Il corpo Forestale dello Stato e gli operai dell’Anas hanno provveduto ad abbattere e sgomberare la strada solo nella tarda serata di ieri. Anche durante la notte continuerà l’operazione di bonifica e di vigilanza.
CORLEONE - Domato dopo 6 ore di duro lavoro dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato un incendio che poteva distruggere la Riserva Naturale Orientata Bosco della Ficuzza, Rocca Busambra, Bosco del Cappelliere, Gorgo del Drago. L’incendio si è sviluppato ai margini della SS118, in Località Bifarera, ed ha interessato 15 ettari di terreni agricoli e minacciato l’agriturismo Rocca Busambra. Ferito un bracciante agricolo intento a spegnere le fiamme, che avevano attaccato un suo appezzamento di terreno. L’incendio si è sviluppato quando erano da poco passate le 12,00. Sono intervenuti sul posto 4 squadre con 38 operai antincedio, 3 mezzi leggeri polivalenti da 1.000 litri, 3 autobotti pesanti da 10.000 litri, 2 elicotteri del corpo forestale della Regione Siciliana, 2 idrovolanti da 2.000 litri, 1 elicottero pesante da 6.000 litri, 1 bombardiere del tipo canadair della protezione civile, decollato dall’aeroporto di Boccadifalco. Le operazioni di spegnimento sono state coordinate dal Commissario Forestale Francesco Muratore e dall’Ispettore superiore Gioacchino Vania, che con i loro uomini hanno operato su Pizzo Candre. “La tempestività e la professionalità dei nostri operatori hanno salvato la riserva naturale – spiega Francesco Muratore -. A loro va il nostro ringraziamento. Speriamo di avere al più presto nuovi agenti in organico per aumentare la vigilanza” . Chiusa al traffico dai carabinieri fino alle 19,00 la statale 118, nel tratto Bivio Aguglia al Bivio Tagliavia. Le auto in transito sono state deviate sulla Strada Provinciale 4, per il Bivio che porta a Piana degli Albanesi. Contemporaneamente un altro incendio, erano le 13,20, scoppiava sulla strada provinciale Mezzoiuso- Campofelice di Fitalia, all’altezza del Monte denominato “Pizzo Candreu”, in territorio di Mezzoiuso. I due incendi potrebbero essere stati appiccati per attentare alla riserva di Ficuzza. Fino a tarda sera il traffico è stato chiuso sulla 118, poiché due alti Pini si sono bruciati alla base e rischiavano di rovinare sulle macchine in transito. Il corpo Forestale dello Stato e gli operai dell’Anas hanno provveduto ad abbattere e sgomberare la strada solo nella tarda serata di ieri. Anche durante la notte continuerà l’operazione di bonifica e di vigilanza.Diciotto anni dopo, Palermo non dimentica. Le iniziative per ricordare Paolo Borsellino
18 anni fa, Palermo ha assistito a stragi che hanno segnato in maniera indelebile la storia della Repubblica italiana. La nostra storia. 18 anni fa, le cittadine e i cittadini onesti di Palermo sono scesi in piazza per esprimere con forza lo sdegno contro la barbarie mafiosa. 18 anni fa alcuni di noi non erano nati, ma crescendo hanno saputo udire quel coro di gente onesta. E a questo coro si sono uniti. Per non dimenticare. Per non rendere vano il sacrificio di chi è morto per liberarci dalla mafia. Per chiedere Verità e Giustizia. Perché 18 anni fa, allo Stato e ai suoi cittadini onesti è stata dichiarata guerra. E come in tutte le guerre, ci sono stati tradimenti e nemici mascherati da amici. 18 anni dopo siamo ancora in piedi, ma vogliamo sapere chi ha vinto. 18 anni dopo, Palermo sarà in via D’Amelio per ricordare la strage, per commemorare Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta e per tornare a chiedere Verità e Giustizia.18 anni dopo, Palermo non dimentica. 18 anni dopo. Non è finito tutto. LEGGI IL PROGRAMMA
mercoledì, luglio 14, 2010
Stasera al via il “Festino”, ma cambia la statua di Rosalia: "c'è tensione, potrebbe rompersi"
Stasera, la statua della Patrona di Palermo sfilerà in processione su un grande carro siciliano al cui interno sarà posto un roseto di quattro metri, ma scultura in vetro, ideata dall'artista belga Jean Blanchaert e realizzata nei laboratori di Murano, sarà sostituita da un'altra statua in vetroresina Doveva essere la vera novità del Festino 2010, posta all'apice del Carro trionfale, piccolo e riciclato, del progetto low cost presentato da Philippe Daverio. E invece l'annunciata statua di Santa Rosalia in vetro soffiato, ideata dall'artista belga Jean Blanchaert, sul Carro non ci sarà. Sostituita in corsa da "una statua classica, realizzata dallo scultore Maurizio Montaina nel 2004, e protagonista di diverse edizioni del Festino", fa sapere il Comune. Per l'occasione sarà ridipinta di bianco e "cristallizzata" con una particolare pittura trasparente. E sul capo della Santa spiccheranno rose rosa. La statua in vetro, ideata da Blanchaert e realizzata nei laboratori di Murano dal maestro Silvano Signoretto è stata montata sul carro per verificarne la compatibilità tecnica e artistica con la struttura di quest'anno. Ma dopo un'attenta valutazione, il direttore artistico Philippe Daverio ha posto il veto, causa "la forte contemporaneità dell'opera che non s'inseriva con la caratterizzazione popolare del "carretto siciliano"". E anche perché, un'opera così fragile "poteva correre rischi tecnici dovuti anche al clima attuale, poco pacato, che sta vivendo la città". Da qui la decisione di tirare fuori la vecchia (e più solida) statua in resina del 2004. Tradizione e soprattutto risparmio. Queste le caratteristiche del 386esimo Festino di Santa Rosalia. Il sindaco Diego Cammarata ha già deciso che non parteciperà alla manifestazione, limitando la sua presenza alla messa in Cattedrale. Stasera, la statua della Patrona di Palermo sfilerà in processione su un grande carro siciliano al cui interno sarà posto un roseto di quattro metri.
La Repubblica, 14 luglio 2010
martedì, luglio 13, 2010
Mazzata alla 'ndrangheta: 304 arresti in tutta Italia dalla polizia e dai carabinieri
REGGIO CALABRIA - Una maxi operazione è stata condotta all'alba contro la 'ndrangheta tra la Calabria e la Lombardia. Si tratta, si apprende in ambienti investigativi, della più imponente indagine di questo tipo degli ultimi anni: 304 ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Dda di Reggio Calabria, rivolte a presunti affiliati alla malavita organizzata calabrese anche in Piemonte e Liguria. Tutto sarebbe partito dall'omicidio del boss Carmelo Novella, ucciso il 14 luglio 2008 a San Vittore Olona. Associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico di armi e stupefacenti, omicidio, estorsione e usura sono i reati contestati a vario titolo agli indagati. Secondo i risultati dell'operazione, denominata "Il crimine", la 'ndrangheta ha ormai una struttura verticistica e tutti gli affiliati, sia che operino in altre regioni, sia che si trovino all'estero, dipendono gerarchicamente dalle cosche della provincia di Reggio Calabria. Nella lunghissima lista degli arrestati figura il direttore dell'Asl di Pavia, Carlo Antonio Chiriaco. Nell'inchiesta, che ha accertato infiltrazioni della 'ndrangheta nel nord Italia, sono indagati anche l'assessore comunale di Pavia Pietro Trivi (per corruzione elettorale) e l'ex assessore provinciale milanese Antonio Oliviero (per corruzione e bancarotta). Tra gli indagati anche quattro carabinieri di Rho, uno dei quali per concorso esterno in associazione mafiosa. Le indagini, condotte dalla Dia di Milano, hanno anche portato all'arresto di Francesco Bertucca, 57 anni, imprenditore edile di Pavia e di Rocco Coluccio, biologo e imprenditore; assieme al direttore dell'Asl di Pavia sono accusati di essere stati organici alla 'ndrangheta e di essere il punto di congiunzione con l'organizzazione agli ordini del boss Pino Neri. L'organizzazione criminale non ha più quindi una struttura familistica, ma si è organizzata sul modello di Cosa nostra siciliana. L'indagine sull'asse Milano-Reggio Calabria sembra tracciare la nuova geografia delle cosche, "tra feudi di origine e costole settentrionali", strutturati in modo piramidale. Le indagini "hanno consentito di documentare la gestione delle attività illecite in Calabria e le infiltrazioni della 'ndrangheta nel nord Italia, dove stava estendendo i propri interessi illeciti in diversi settori economici". Al blitz hanno partecipato oltre 3mila uomini. L'imponente operazione ha colpito le più importanti e potenti famiglie delle province di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Crotone, oltre alle loro proiezioni extraregionali ed estere. Di fatto sono state destrutturate, dicono gli inquirenti, le cosche egemoni nel capoluogo reggino, nella fascia ionica e in quella tirrenica, tra cui i Pelle di San Luca, i Commisso di Siderno, gli Acquino-Coluccio ed i Mazzaferro di Gioiosa Ionica, i Pesce-Bellocco e gli Oppedisano di Rosarno, gli Alvaro di Sinopoli, i Longo di Polistena, gli Iamonte di Melito Porto Salvo. Nella sola provincia di Reggio Calabria sono stati arrestati 120 persone (53 dalla polizia di stato e 68 dai carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria). Questa operazione prende spunto da numerose inchieste giudiziarie condotte dalle forze dell'ordine in provincia di Reggio Calabria. Tra gli appalti, oggetto di spartizione tra clan, ci sarebbe anche un lotto della Statale 106 Jonica. Inoltre sono stati sequestrati beni mobili e immobili per decine di milioni di euro. Le Direzioni distrettuali antimafia di Reggio Calabria e Milano sono guidate rispettivamente da Giuseppe Pignatone e da Ilda Boccassini. lunedì, luglio 12, 2010
SS118, grande kermesse per l'inaugurazione del terzo lotto "Bifarera-Scalilli"
CORLEONE – Ieri pomeriggio, lungo il viadotto “Scalilli”, per l’inaugurazione del lotto di 6 Km della strada statale 118 Corleone-Marineo, c’erano i vertici dell’Anas, col presidente Pietro Ciucci e il direttore regionale Ugo Dibennardo, il presidente della Provincia, Giovanni Avanti, il ministro delle infrastrutture, Altero Matteoli, e il presidente del Senato, Renato Schifani. «Il tratto che apriamo oggi – ha affermato Ciucci – testimonia le capacità tecniche e professionali dell’Anas e l’efficacia del suo lavoro per il recupero del gap infrastrutturale nel Mezzogiorno, che è una urgenza per il nostro Paese». «Quest'anno – ha detto il ministro Matteoli - abbiamo inaugurato diverse strade in Sicilia, tra cui questa nel corleonese. Quindi, anche nell’Isola si comincia a vedere la realizzazione di infrastrutture di un certo livello». «Questa è un’opera importante – ha detto il presidente Avanti – che insieme all’ammodernamento della Corleone-Partinico potrà aprire nuove prospettive di sviluppo per quest’area interna della provincia». LEGGI TUTTO
SS118, uno spettacolo indecente...
Uno spettacolo davvero indecente: ministro, presidente del senato, presidente della provincia, vertici Anas e sindaci – tutti insieme appassionatamente – per inaugurare… meno di sei chilometri di strada. A fronte di un tracciato Corleone-Marineo di circa 30 chilometri, a cui dev’essere aggiunto – per completezza – il tratto Marineo-Bolognetta, di cui non si parla più. Matteoli non sapeva cosa stesse inaugurando. Ha parlato di strada, ma si trattava di un piccolo lotto. Lo stesso vale per il presidente Avanti. Non parliamo poi del sindaco Iannazzo, pronto a vedere i peli nell’uovo nei decreti dell’assessore alla sanità Massimo Russo, e completamente cieco e muto all’inaugurazione di ieri. Anzi, una cosa l’ha detta, banale: «esprimiamo grande soddisfazione…». Grande soddisfazione per cosa? Per meno di sei chilometri di strada? E gli altri quattro lotti? L’Anas (ce l’ha riferito il direttore regionale Ugo Dibbennardo) ancora deve completare i progetti esecutivi. E poi provare ad acquisire i prescritti pareri della Soprintendenza al territorio e ambiente e dell’azienda foreste demaniali. Ma dal 2005 ad oggi cosa ha fatto? Non era stato deciso cinque anni fa di rimodulare i progetti e chiedere i pareri? Ci vogliono cinque anni per farlo? E Schifani, cosi innamorato di Corleone, cosa ha fatto in questi cinque anni? Purtroppo, l’unica cosa certa è che è stato completato ed inaugurato un solo lotto, il terzo. Il più inutile dei cinque. E gli altri quattro chissà se mai saranno realizzati. Comunque, noi sosteniamo la proposta del sindaco di Marineo, Franco Ribaudo, che chiede di convocare una conferenza di servizio, per mettere attorno allo stesso tavolo gli enti interessati ad esprimere i pareri sui progetti ancora in corso, per accelerare le procedure. E poi vedere se ci sono ancora i finanziamenti… (dinopaternostro)
Totò Parisi, in coppia con Mario Tumminello, domina e vince il Rally "Valle del Sosio"
Totò Parisi con la sua Puegeot 207 ha vinto, in coppia con Mario Tumminello, il 7° Rally della Valle del Sosio, con il tempo di 45’19”. Al secondo posto, con la Mitsubishi Evo IX, Renato (Cristoforo) Di Miceli, in coppia con Vincenzo Verga, con il tempo di 46’ 11”. Al terzo posto, sempre con una Mitsubishi Evo IX, Giovanni Cutrera e Valentina Di Palermo con il tempo di 57’1”. Due quindi gli equipaggi corleonesi classificatisi alle spalle di Totò Parisi, che ha dominato l’intera gara. Nel prologo di sabato era stato un altro corleonese, Franco Vintaloro, a dare spettacolo nella prova di contrada Rizza, entusiasmando gli appassionati presenti e facendo ben sperare per la gara ufficiale del giorno dopo. Ma il grande Totò Parisi, ancora una volta, ha beffato tutti con una guida tutta tecnica e tattica, che ha alla fine avuto la meglio. LEGGI TUTTO
FOTO: Totò Parisi con la sua Puegeot 207
Rally Valle del Sosio. Spettacolare incidente per l'equipaggio Giandalone-Giannone
Giuliana - Per fortuna solo tanta paura per l’equipaggio della Renault Clio Super 1600 di Michele Giandalone e Giovanni Giannone. L’auto dei due è stata protagonista di uno spettacolare incidente durante la terz’ultima prova speciale denominata Sant’Anna. Erano da poco passate le 15,30 quando, nell’affrontare un tornate, l’auto è uscita di strada ed ha cappottato più volte giù per una scarpata profonda oltre trenta metri. Per alcuni minuti pubblico ed organizzatori sono rimasti con il fiato sospeso, le modalità dell’incidente e lo stato dell’auto non facevano presagire nulla di buono. Immediatamente è scattata la macchina dei soccorsi ed i due piloti, in stato di shock, sono stati aiutati ad uscire dalla macchina e trasportati a bordo di due ambulanze al pronto soccorso dell’Ospedale dei Bianchi di Corleone. I medici di turno li hanno visitati e sottoposti alle radiografie di rito e ad un esame Tac, che ha evidenziato la frattura della clavicola destra per Michele Giandalone. Nessuna frattura invece per il navigatore Giovanni Giannone. che in serata è stato dimesso dall’Ospedale dei Bianchi. Michele Giandalone ha voluto essere trasferito in uno dei centri di ortopedia della provincia.
Cosmo Di Carlo
NELLA FOTO: Michele Giandalone
Cosmo Di Carlo
NELLA FOTO: Michele Giandalone
sabato, luglio 10, 2010
Il direttore generale dell'Asp di Palermo snobba la conferenza dei sindaci, non partecipando alla seduta. Pio Siragusa: "La riconvocheremo!"
Il direttore generale dell’Asp di Palermo, Salvatore Cirignotta, non ha partecipato alla seduta della Conferenza dei Sindaci, che si è svolta lo scorso 6 luglio, per esprimere il prescritto parere sull’atto aziendale della struttura sanitaria della provincia di Palermo. Una scelta che i sindaci hanno interpretato come un atto di ostilità nei loro confronti. Hanno fatto le loro proposte per migliorare l’atto aziendale e difendere il diritto alla salute dei cittadini che amministrano, ma l’assenza del direttore generale ha impedito che si avviasse un confronto di merito. I primi cittadini, infatti, non hanno condiviso la creazione di dipartimenti strutturali, che porterà inevitabilmente «una difficoltà nella gestione gerarchica del personale e ad ingerenze gestionali nelle strutture complesse i cui responsabili hanno contrattato obiettivi e risorse su cui non avranno poi pieno controllo». Hanno chiesto che le Unità operative semplici siano «elencate singolarmente in modo dettagliato e preciso, in quanto non vogliamo essere un organo di pura formalità». Hanno chiesto, infine, perché obbligatorio, di «allegare il documento di organizzazione all’Atto Aziendale, in quanto rappresenta nel dettaglio l’organigramma aziendale». Infine, hanno concluso i lavori (LEGGI IL VERBALE INTEGRALE), dichiarando la disponibilità a convocare una nuova seduta della Conferenza, con la partecipazione stavolta del direttore generale, per sviluppare un confronto di merito. I dirigenti dell’Asp presenti alla seduta, consultatisi con Cirignotta, hanno comunicato che il direttore ha accettato la proposta.
Ci chiediamo: non sarebbe stato meglio che il dott. Cirignotta si fosse presentato alla conferenza dei sindaci del 6 luglio? Non si sarebbe guadagnato tempo? Nel merito, infine, non possiamo che esprimere sostegno alla richiesta di istituire presso l’ospedale di Corleone almeno l’Unità operativa semplice di Ostetricia e Ginecologia. Per questo è necessario sapere in maniera dettagliata come saranno dislocate le UU.OO.SS nell’abito del Distretto Ospedaliero Corleone-Partinico.
Corleone. Gli amministratori comunali? Hanno rimesso in piedi due torri-faro al campo sportivo e si autocelebrano come se avessero realizzato il traforo del Monte Bianco...
I “nostri eroi” hanno rimesso in funzione due torri-faro del campo di calcio di contrada “Santa Lucia”, da loro stessi buttate giù per dei lavori di manutenzione. Per realizzare l’opera (12 mila euro l’importo) ci hanno messo circa otto anni e per giunta hanno il coraggio di autocelebrarsi, come se avessero realizzato il traforo del Monte Bianco. Ma leggiamo cosa dichiarano alla stampa l’assessore allo sport Carlo Vintaloro e l’assessore alle manutenzioni Giuseppe Giandalone. «Ripariamo ad una maldestra operazione effettuata nel passato (nel 2005, quando c’erano sempre loro ad amministrare: loro con gli stessi nomi e cognomi – ndr) – dichiara Carlo Vintaloro, Assessore allo sport del Comune di Corleone – rimettendo in funzione l’impianto di illuminazione del campo sportivo». «Non è stato semplice tirare su le due torri faro – commenta l’assessore alla Manutenzione Giuseppe Giandalone – che con le loro dimensioni e con il loro peso hanno complicato le operazioni di ancoraggio e di ripristino».
Corleone. Sarà inaugurato lunedì prossimo il terzo lotto della SS 118 nel tratto Bifarera-Scalilli
CORLEONE – Una manifestazione in grande stile quella di lunedì prossimo, per l’apertura al traffico dei circa sei chilometri “ammodernati” della SS 118 “Corleonese-Agrigentina”, nel tratto Bifarera-Scalilli. Saranno presenti, infatti, il presidente dell’Anas, Pietro Ciucci, e il direttore regionale, Ugo Dibennardo, il presidente della Provincia, Giovanni Avanti, il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altiero Matteoli, e il presidente del Senato, Renato Schifani. La cerimonia avrà inizio alle ore 17.00, presso il viadotto “Scalilli”, al km 22,000 della SS 118, con gli interventi previsti in scaletta, quindi sarà l’arcivescovo di Monreale, monsignor Salvatore Di Gristina, a benedire l’opera, prima del tradizionale taglio del nastro. Quello che sarà inaugurato lunedì rappresenta il terzo dei cinque lotti del progetto di ammodernamento complessivo del tratto Corleone-Marineo della SS 118. LEGGI TUTTO
Corleone. Inizia un nuovo campo di lavoro sui terreni confiscati alla mafia
Oggi ha avuto inizio un nuovo campo di lavoro 40 letti per 42 volontari!! Dopodichè il buon Calogero ha trovato una soluzione! I volontari sono arrivati da Firenze, Livorno, Sovicille, Castelfiorentino, Impruneta, Signa,Vignola, Modena e Milano. Tra di loro un gruppo Agesci di Firenze e uno Cngei di Livorno. Per Claudia, Roberto, Pasquale e Elia un bel compito di coordinamento! Maurizio Pascucci
***
IL PRIMO DIARIO
La Partenza!
Abbiamo subito cominciato la nostra route con una devastantissima levataccia… alle 5.20 ci siamo ritrovati alla stazione e dopo una piccola attesa ci siamo addentrati nel nostro interminabile viaggio! Arrivati all’aeroporto di Pisa abbiamo subito avuto una fantastica “sorpresa” l’aereo era in ritardo di ben 4 ore quindi pausa scialla un monte. Come credete che abbiamo passato il tempo? Bè, grazie al buon pasto da ben 5€ che è servito a non farci lamentare, c’abbiamo fatto la nostra 3° colazione strabbondante.. Il decollo si avvicinava sempre più e alle 12.26 dopo aver avvistato con sguardo loschissimo Piero Pelù, siamo finalmente saliti sul nostro aereo che ci ha condotti a Palermo. Al ritiro dei bagagli dopo un piccolo giretto sui nastri trasportatori abbiamo preso due autobus per arrivare a Corleone, incontrando gli altri volontari. Arrivati alla casa non restava che un buon pranzetto delle 16.30! Un po’ di scialo come sempre prima di continuare la nostra settimana tanto aspettata. Un bacio!
“NOVIZIATO SCIALLA”
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IL PRIMO DIARIO
La Partenza!
Abbiamo subito cominciato la nostra route con una devastantissima levataccia… alle 5.20 ci siamo ritrovati alla stazione e dopo una piccola attesa ci siamo addentrati nel nostro interminabile viaggio! Arrivati all’aeroporto di Pisa abbiamo subito avuto una fantastica “sorpresa” l’aereo era in ritardo di ben 4 ore quindi pausa scialla un monte. Come credete che abbiamo passato il tempo? Bè, grazie al buon pasto da ben 5€ che è servito a non farci lamentare, c’abbiamo fatto la nostra 3° colazione strabbondante.. Il decollo si avvicinava sempre più e alle 12.26 dopo aver avvistato con sguardo loschissimo Piero Pelù, siamo finalmente saliti sul nostro aereo che ci ha condotti a Palermo. Al ritiro dei bagagli dopo un piccolo giretto sui nastri trasportatori abbiamo preso due autobus per arrivare a Corleone, incontrando gli altri volontari. Arrivati alla casa non restava che un buon pranzetto delle 16.30! Un po’ di scialo come sempre prima di continuare la nostra settimana tanto aspettata. Un bacio!
“NOVIZIATO SCIALLA”
venerdì, luglio 09, 2010
Contro la legge bavaglio una giornata di silenzio
Venerdì 9 luglio giornata del silenzio decisa dalla Federazione nazionale della stampa per protestare contro la legge bavaglio. Niente giornali in edicola, niente programmi giornalistici radiotelevisivi, siti internet non aggiornati. Anche questo sito si ferma e riprenderà a essere aggiornato da sabato 10
Corleone. Campo di lavoro antimafia. I volontari: "Non dimenticheremo Corleone...."
Ultimo giorno di campo. Ultimo giorno tutti assieme. Ultimo pranzo e cena. La malinconia è tanta ma l'ultima giornata trascorre in un baleno. Dopo la colazione abbondante, presso il palazzo Comunale, il Sindaco Antonio Iannazzo consegna a tutti i volontari ed alle signore dello SPI CGIL che si sono occupate della cucina per tutto il soggiorno, l'attestato di cittadinanza onoraria di Corleone, spiegandone il giusto utilizzo. Nel pomeriggio, dopo le pulizie generali, il maresciallo delle Finanze Coppola ci ha ospitati nella caserma, casa confiscata al boss Riina, dando luogo ad un confronto e ad una esposizione sul tema della mafia e delle finanze. Dopo l'ultima cena abbiamo fatto con i soci della cooperativa Lavoro e non solo e con la nostra mitica coordinatrice Giusy la verifica finale, tra pianti, sorrisi già nostalgici e pareri personali dell'esperienza. Schizzi di nutella,firme sulle magliette, canti sul balcone guardando il tramonto, giochi con le sedie, partite a carte con gli amici Francesi, hanno dato il via a questa nostra ultima serata insieme, che vorremmo potesse non finire mai. A nome di tutto il gruppo ringraziamo con il cuore tutti i soci della Cooperativa Lavoro e non solo, i grandi uomini protagonisti degli incontri formativi che hanno lasciato un segno indelebile durante questa esperienza, Pino Maniaci, gli amici Americani e Francesi e tutti coloro che hanno reso incredibilmente fantastico questo campo. E soprattutto grazie a te GIUSY!!!!!!!!!!!!!!
Clara e Letizia
martedì, luglio 06, 2010
L'ex maresciallo dell'aeronautica Giovanni Marino, originario di Corleone: un'altra morte legata a Ustica?
Giovanni Marino, ex maresciallo dell'Aeronautica, si uccise in autostrada nel 2008. Si è saputo adesso che nel 1980 lavorava al centro radar di Marsala. Diventa un «giallo» il suicidio di un sottufficiale. Prima consegnò numerose lettere
La strage del Dc 9 Itavia del 27 giugno 1980 è segnata da una serie di morti strane, seguite a quel disastroso evento, causato da una «guerra» che si voleva tenere segreta, avvenuta nei cieli appena sopra Ustica. Decessi che hanno generato una certa inquietudine, non è psicosi, perché le morti sono drammaticamente vere, di scena sono usciti testimoni importanti di quella sera di 30 anni addietro. Potevano forse raccontare per tempo quello che avevano visto sui radar o ciò che sapevano, ma chi per incidente, chi per suicidio, non è riuscito a parlare. E sono trascorsi 30 anni per afferrare una verità, pure incompleta, che forse poteva venire fuori molto tempo prima. I morti non sono stati solo gli 81 che si trovavano su quell'aereo che provenendo da Bologna mai atterrò a Palermo, ma l'elenco è più lungo. E in questo elenco c'è forse da inserire il maresciallo Giovanni Marino, 68 anni, originario di Corleone. LEGGI TUTTO
La strage del Dc 9 Itavia del 27 giugno 1980 è segnata da una serie di morti strane, seguite a quel disastroso evento, causato da una «guerra» che si voleva tenere segreta, avvenuta nei cieli appena sopra Ustica. Decessi che hanno generato una certa inquietudine, non è psicosi, perché le morti sono drammaticamente vere, di scena sono usciti testimoni importanti di quella sera di 30 anni addietro. Potevano forse raccontare per tempo quello che avevano visto sui radar o ciò che sapevano, ma chi per incidente, chi per suicidio, non è riuscito a parlare. E sono trascorsi 30 anni per afferrare una verità, pure incompleta, che forse poteva venire fuori molto tempo prima. I morti non sono stati solo gli 81 che si trovavano su quell'aereo che provenendo da Bologna mai atterrò a Palermo, ma l'elenco è più lungo. E in questo elenco c'è forse da inserire il maresciallo Giovanni Marino, 68 anni, originario di Corleone. LEGGI TUTTO
lunedì, luglio 05, 2010
Corleone. Il prossimo 15 agosto il ministro degli interni Roberto Maroni inaugurerà il Laboratorio della Legalità nell'ex casa Provenzano
(ANSA) - TRIESTE, 5 LUG - Il Comitato nazionale per l'Ordine e la Sicurezza che il ministro dell'Interno convoca per il 15 agosto, quest'anno si terra' a Palermo. E coincidera' con la consegna alle autorita' locali della casa sequestrata a Bernardo Provenzano. Lo ha annunciato Maroni. 'La sfida -ha detto- che vogliamo fare alla criminalita' organizzata e' sull'aggressione ai patrimoni delle mafie, una politica senza pari in Europa che prevede il sequestro preventivo e la messa a disposizione dei beni alle autonomie'. La casa del boss Bernardo Provenzano, che il 15 agosto il ministro dell'Interno Maroni consegnerà al comune di Corleone, ospiterà... ...la 'bottega dei sapori, un luogo dove si potranno acquistare i prodotti delle terre confiscate alla mafia. Ma non solo. L'immobile di due piani, ubicato nel centro di Corleone, confiscato a Provenzano il 5 luglio 2001, è stato, infatti, assegnato dall'amministrazione comunale in parte al Consorzio Sviluppo e legalità e in parte destinato dal Comune alla realizzazione di un museo della legalità. Il piano terra e il primo piano accoglieranno la 'bottega dei saporì, ma anche uno spazio destinato a incontri e dibattiti. Il secondo piano resta al museo. Gli interventi di ristrutturazione, finanziati dalla regione siciliana e dal Pon sicurezza del ministero dell'Interno, hanno così permesso di trasformare la casa del boss un un »simbolo concreto di riscatto sociale«, un luogo aperto a tutti, dove esercitare la memoria e costruire l'impegno contro la mafia.
05.07.2010
05.07.2010
Liberarci dalle spine: ancora formazione per i volontari in partenza per Corleone e Melito Porto Salvo
Ieri è stata una giornata no-stop di formazione per i volontari in partenza per Corleone e Melito Porto Salvo. La mattina ad Imola all'interno dell'Istituto Storico della Resistenza dove abbiamo incontrato oltre 40 volontari dell'Emilia Romagna coordinati da Roberta Cappelli Presidente dell'Arci di Ravenna. Il luogo, pur nella sua casualità , è stato quello più idoneo in quanto i volontari si stanno preparando ad andare in luoghi dove la Resistenza è attuale ed è fatta da giovani cooperatori e da dirigenti Arci. Il primo pomeriggio l'arrivo a Serravalle Pistoiese e anche qui vi erano oltre 35 volontari: non solo toscani, anche presenze dall'Umbria, l'Abruzzo e dal Friuli Venezia Giulia. Il luogo era molto suggestivo e sopratutto molto "fresco" in una giornata torrida come quello di ieri. Una cappella "laica" con bellissimi affreschi!! Nel tardo pomeriggio il dibattito al Festival Incontri promosso dalla Cgil dove Domenico Billotta della Fondazione Caponnetto ha coordinato una tavola rotonda con una serie di ospiti tra i quali il giudice e responsabile della DDA toscana il dott Ettore Greco Squillace e il Parlamentare Europeo PD Rosario Crocetta. Tantissima gente e molta attenzione. Il tutto sotto la supervisione silenziosa e attenta di Nonna Betta!! Si chiude così il campo di lavoro a Serravalle Pistoiese partecipato da giovani corleonesi e giovani pistoiesi; dove il Circolo Tematico Arci La Torre ha svolto il ruolo di organizzatore e di regia. I compagni,e, di Pistoia hanno scelto un nome molto suggestivo, La Torre, come vedetta della Valdinievole e come memoria del compagno Pio La Torre: senza il suo impegno e la sua intelligenza oggi non potremmo ragionare e attivare il riutilizzo dei beni confiscati ai mafiosi. Per noi la memoria è molto importante e di grande vitalità: in un paese senza memoria la storia può essere distorta, camuffata e cambiata, mentre noi tutti abbiamo la necessità di costruire un futuro partendo dai volori e dalle radici della storia delle nostre comunità locali.
Maurizio Pascucci
Esecutivo Arci Toscana
Progetto Liberarci dalle Spine
Maurizio Pascucci
Esecutivo Arci Toscana
Progetto Liberarci dalle Spine
Il ministro Aldo Brancher si dimette
MILANO - Il ministro Aldo Brancher ha annunciato nell'aula del tribunale di Milano le proprie dimissioni da ministro. Brancher ha anche rinunciato al legittimo impedimento nell'ambito del processo per la tentata scalata alla Antonveneta. Aldo Brancher nell'anticipare le sue "dimissioni irrevocabili" da ministro "al fine di consentire una rapida chiusura della vicenda che mi riguarda", ha chiesto di poter essere giudicato con rito abbreviato incondizionato. Nel corso della breve dichiarazione spontanea Brancher ha spiegato al giudice della quinta sezione penale, Anna Maria Gatto, che "la mia presenza è un segno di rispetto per il tribunale. Sono qui a difendere la mia innocenza". "Con le sue dimissioni e la rinuncia al legittimo impedimento il ministro ha sgombrato il campo dagli equivoci e favorito la soluzione di uno dei problemi più spinosi interni al Pdl". Lo afferma Italo Bocchino del Pdl. "Ci fa piacere aver avuto ragione - spiega - difendendo in maniera pignola il principio di legalità che non può essere offuscato dal sospetto di una nomina vera a sottrarre l'imputato dal suo giudice naturale". "Le dimissioni del ministro Brancher sono una vittoria del Pd e dell'opposizione e dimostrano che quando l'opposizione prende una iniziativa politica al di là dei numeri e dei rapporti di forza in parlamento, può ottenere dei risultati importanti". Lo afferma Dario Franceschini, capogruppo del Pd alla Camera.
domenica, luglio 04, 2010
Enrico Letta (Pd): "Se il Pdl non sa più governare, la palla passi a Napolitano"
ROMA - "Se questo esecutivo non è in grado di governare la palla passi al Colle perché l'Italia in questo momento di crisi economica ha bisogno di essere governata". Il vicesegretario del Pd, Enrico Letta, in una intervista a Sky Tg24, ritiene che la situazione nel centrodestra si stia aggravando al punto da richiedere una soluzione politica diversa. "Nella maggioranza - sostiene Letta - stanno esplodendo tutte le contraddizioni: dal federalismo, alle intercettazioni, alla difficoltà a gestire la manovra economica con 'refusi' sulle pensioni, scontro con gli enti locali e polemiche sulle tredicesime". Secondo Letta "questa maggioranza è fatta per vincere ma non per governare. Noi siamo rispettosi del mandato elettorale, ma siamo anche rispettosi della Costituzione e se il governo non è in grado di andare avanti toccherà al capo dello Stato indicare sicuramente le soluzioni giuste". Letta fa l'esempio del "fantomatico interim" di Berlusconi che ha anche il ministero dello Sviluppo economico. "Sono due mesi che il governo non ha un ministro dello Sviluppo economico e quel ministero lo stanno smembrando, nulla sta accadendo. E' sicuro che in una situazione economica internazionale come quella che il nostro Paese sta vivendo non ci si può più permettere una situazione di 'sgoverno'". La risposta del Pdl è arrivata attraverso il portavoce Daniele Capezzone: "Letta e il Pd possono mettersi il cuore in pace. Gli italiani hanno scelto un premier, un governo, una maggioranza, un programma. Il resto sono chiacchiere, vecchia politica e giochi di palazzo".
Corleone. Come va la raccolta differenziata? Lo chiediamo al Comune e all'Ato
In un comunicato stampa, l’Amministrazione comunale definisce «soddisfacenti i primi dati dell’ecoc’entro di Corleone». E aggiunge che «dal 10 maggio al 12 giugno il centro ha avviato a raccolta differenziata 411 kg. di vetro, 8 kg. di alluminio, 173 kg. di plastica, 640 kg. di carta e 139 kg. di cartone, per complessivi 1.365 kg. di rifiuti differenziati». «Gli utenti registrati – conclude il comunicato - sono 110. La struttura, ubicata in via Firmaturi e basata sulle adesioni spontanee dei cittadini, è aperta tutti le mattine da lunedì a sabato. Lunedì 5 luglio è previsto l’avvio del servizio di raccolta porta a porta nei quartieri Addolorata, Calvario e SS. Salvatore». Molta confusione (tra la gente e tra gli addetti alla raccolta) nasce per la mancanza di sacchetti per i rifiuti differenziati. Attualmente dev’essere l’utente a mettere a disposizione i sacchetti. E ognuno utilizza quelli che gli restano dopo aver fatto la spesa nei supermercati. Ma i sacchetti “indifferenziati” davanti alle porte creano davvero tanta confusione. Davvero giorno x la signora y ha conferito il rifiuto z? Per verificarlo l’operatore deve aprire il sacchetto? Per migliorare il servizio e dare una svolta decisa alla raccolta differenziata, dev’essere l’Ato a distribuire i sacchetti, di colore diverso e con la scritta “carta”, “plastica”, “vetro”, etc. E piano piano deve iniziare la rimozione dei cassonetti dalle strade. Altrimenti i cittadini non si abitueranno mai. A Milano e a Parigi senza cassonetti per le strade vivono lo stesso… anzi meglio. (d.p.)
Corleone. Campo di lavoro antimafia. Si trebbiano le lenticchie...
I nostri volontari presenti a Corleone hanno provveduto alla trebbiatura delle lenticchie! Un raccolto importante per la cooperativa. Tre anni fa non fu possibile in quanto l'intero raccolto andò distrutto da un incendio! Doloso o casuale? Non lo abbiamo mai saputo: di sicuro non fu autocombustione! Sono arrivato adesso a Faenza. Dopo una cena della legalità organizzata dal PD, alla Casa del Popolo di Brusciana, domani mattina abbiamo a Imola la formazione dei volontari dell' Emilia Romagna in partenza per Corleone e Melito Porto Salvo. L'ingresso organizzato dell'Arci Emilia Romagna è la novità di questo anno per il Progetto Liberarci dalle Spine. Ed il numero continua a salire: oramai siamo ad un passo dalla soglia dei 600 ragzzai,e,! Nel pomeriggio altro evento di formazione a Serravalle Pistoiese per i volontari toscani: insieme a Nonna Betta ci saranno l'on. Rosario Crocetta e il Direttore della DDA Toscana Salvatore Greco.
Maurizio Pascucci
Esecutivo Arci Toscana
Progetto Liberarci dalle Spine
LEGGI IL DIARIO DEI VOLONTARI DEL 3 LUGLIO
LEGGI IL DIARIO DEI VOLONTARI DEL 3 LUGLIO
Mafia, il signor Franco? Un altoatesino
I magistrati sono convinti di essere molto vicini all'identificazione dell'uomo che si sarebbe occupato della trattativa tra Stato e Cosa nostra negli anni delle stragi
Sarebbe di origine altoatesina e per oltre trent'anni avrebbe avuto rapporti con i Servizi segreti anche se non si sarebbe mai ufficialmente arruolato. Questo l'identikit del misterioso signor Franco, il personaggio che, da dietro le quinte, avrebbe mosso i fili della trattativa tra Stato e mafia, garantito la latitanza del boss Bernardo Provenzano e protetto Vito Ciancimino, ex sindaco mafioso di Palermo. Massimo Ciancimino, dopo oltre un anno di incertezze, ha dato ai pm di Palermo, che sulla trattativa indagano, un manoscritto del padre in cui figurano anche nome e cognome del "signor Franco". Indicazioni che avrebbero consentito di risalire all'altoatesino, ormai pensionato, e comunque mai inserito nelle liste ufficiali degli 007 italiani. Gli inquirenti, però, non sarebbero ancora in possesso di una foto del misterioso protagonista di decenni di intrighi e rapporti tra pezzi dello Stato e criminalità. E per l'identificazione del signor Franco si è mossa anche la Procura di Caltanissetta che sta cercando di ricostruire il ruolo dei Servizi nelle stragi mafiose del '92. I pm nisseni hanno delegato alla Dia una serie di perquisizioni in diverse abitazioni e immobili di Massimo Ciancimino e di alcuni suoi familiari e conoscenti a caccia di documenti utili. Domani vertice in procura per fare ordine sull'ingente documentazione sequestrata.
(La Repubblica, 04 luglio 2010)
sabato, luglio 03, 2010
Palermo. Non passa la mozione di sfiducia. Cammarata salva la poltrona
L'atto presentato in Consiglio comunale dall'opposizione è stato votato dal Pdl Sicilia ma non ha raggiunto i 33 voti necessari. Il primo cittadino attacca Micciché: "Con questo voto i suoi uomini stanno ufficialmente con il centrosinistra". Il Pd e Italia dei valori: "Il sindaco non ha più la maggioranza". Diego Cammarata resta il sindaco di Palermo ma al Comune è guerra fra le diverse componenti del centrodestra. La mozione di sfiducia contro il primo cittadino non è passata. Servivano almeno 33 voti a fronte dei 20 effettivamente raccolti. Tuttavia, i contrari alla mozione sono stati appena 23. A votare per la sfiducia sono stati i consiglieri del Pd, di Italia dei valori, dell'Mpa di Raffaele Lombardo, di Un'altra storia di Rita Borsellino e del Pdl-Sicilia di Gianfranco Micciché il quale, in questo modo, ha ufficialmente "divorziato" da Diego Cammarata, esponente del Pdl lealista. Erano assenti tre esponenti del centrosinistra, due dell'Mpa e uno del Pdl-Sicilia. Contro la mozione e dunque a favore del salvataggio di Cammarata si sono espressi il Pdl, l'Udc e anche i due consiglieri di Alleanza per l'Italia. Il primo cittadino parla di fine di una "farsa montata dal centrosinistra per tenere alta l'attenzione su una vicenda che, come hanno dimostrato i numeri, non ha consistenza". E punta il dito contro Micciché "che dichiara ipocritamente 'mai con il Pd', mentre con questo voto i suoi uomini sono ufficialmente nella coalizione di centrosinistra al Comune così come è alla Regione". Il voto d'aula, insomma, "è servito a capire chi è davvero con la maggioranza di centrodestra e vota coerentemente e chi appoggia invece - a questo punto non solo con dichiarazioni ma con i propri voti - il centrosinistra diventando di fatto alleato del Pd e dell'Idv di Di Pietro che non manca occasione per attaccare e insultare il Pdl e Silvio Berlusconi". Ma l'esito della mozione a Palazzo delle Aquile, conclude Cammarata, "restituisce la verità dei fatti e conferma la fiducia al sindaco. Il Consiglio comunale non ha più alibi e deve tornare subito al lavoro votando innanzitutto il bilanci. Per Fabrizio Ferrandelli, capogruppo Idv, "è chiaro che questo è un sindaco fantasma, senza più una maggioranza. Ed è un giorno di verità per la città di Palermo. Finalmente vengono fuori i nomi di coloro che mettono la propria faccia accanto a quella di Cammarata. Proprio in queste ore, con famiglie di senzatetto accampate sotto il palazzo, c'è chi ha avuto il coraggio di rinnovare la fiducia a un sindaco nocivo come la peste". Anche per Davide Faraone del Pd "il sindaco non ha più la maggioranza in Consiglio comunale (solo 23 voti), e quindi anche l'approvazione del bilancio è profondamente in discussione. Il disagio sociale in cui Cammarata ha cacciato la città grida vendetta. Continueremo la nostra opposizione ad oltranza per cacciare questi amministratori che stanno portando Palermo al collasso".
(03 luglio 2010)
E' stato inaugurato il Museo Civico "Castellaccio di Campofiorito", che contiene interessanti reperti archeologici
CAMPOFIORITO - Inaugurato alla presenza del sindaco Giuseppe Sagona, della giunta comunale e degli onorevoli Nino Dina e Salvino Caputo, il Museo Civico, che ha sede in Via Antonio Gramsci, al secondo piano del Centro Socio-Culturale intitolato a Giovanni Paolo II. L’ampia sala espositiva detta del “Castellaccio di Campofiorito” contiene i reperti archeologici rinvenuti negli scavi effettuati tra maggio e agosto 2007 in località Monte Castellaccio, realizzati nell’ambito del progetto di riqualificazione ambientale e valorizzazione archeologica dell’area limitrofa all’ex Stazione Ferroviaria di contrada “Conte Ranieri”. Il Museo è stato finanziato dall’assessorato regionale ai Beni Culturali nel 2005 con poco più di un milione di euro. Gli scavi hanno portato alla luce un insediamento fortificato di epoca medievale, molto simile ai “donjons” normanni che si trovano in Inghilterra, in Francia nella Valle della Loira e in Normandia. È costituito da una torre quadrangolare “Masmo”, collegata visivamente con l’abbazia di S. Maria del Bosco, con l’insediamento fortificato di Calatamauro, con la rocca di Entella e con il Castello di Calatrasi, attraverso due torri fortificate, il perimetro murale e una chiesetta “Mononave ” .Numerosi i reperti in ceramica elima e greca di età arcaica. L’allestimento è stato curato dall’architetto Giuseppe Oliva, mentre la guida e il catalogo espositivo sono opera di Roberto Graditi, consulente archeologico dell’iniziativa, e di Stefano Vassallo. L’Amministrazione continuerà ad investire in progetti che prevedono la continuazione degli scavi e la sistemazione dell’area di Monte Castellaccio. «La musealizzazione – dice il sindaco Giuseppe Sagona - è la giusta e doverosa conclusione di un’opera di ricerca storica, culturale ed archeologica che abbiamo intrapreso per ricercare le origini del nostro paese». «L’ufficio tecnico comunale, guidato dall’ingegnere Francesco Quartana - afferma il vice sindaco Giuseppe Pizzo - ha seguito in questi anni tutte le fasi del progetto, lavorando in modo sinergico al suo interno e con la Sovrintendenza ai Beni Culturali di Palermo». «Finalmente – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Mario Milazzo – Campofiorito riscopre la sua storia e le sue radici culturali. Al museo archeologico, abbiamo intenzione di affiancare anche un museo etno-antropologico e una biblioteca».
Cosmo Di Carlo
Nella foto (CODI) uno scorcio dell’area archeologica di Contrada Castellazzo da cui provengono i reperti esposti nel Museo Civico cittadino inaugurato ieri.
Cosmo Di Carlo
Nella foto (CODI) uno scorcio dell’area archeologica di Contrada Castellazzo da cui provengono i reperti esposti nel Museo Civico cittadino inaugurato ieri.
venerdì, luglio 02, 2010
In piazza l'Italia del "No al bavaglio"
di Arianna Ciccone
Una folla variopinta, che innalza cartelli e sfoggia i post-it gialli, di gente di ogni età. Sul palco giornalisti, attori, scrittori. Per chiedere un Paese in cui dignità, rispetto, rettifica, dimissioni non siano parole esoticheUn caldo da uscire pazzi, ma che meraviglia. In piazza un sacco di gente, in una mano il gelato nell'altra il post-it. Quello giallo, il simbolo della nostra battaglia. Per dire No alla legge Bavaglio in Piazza Navona sono arrivati mille colori: quelli del popolo viola, della valigia blu, delle agende rosse di Paolo Borsellino, e il rosso dei Partigiani del Terzo Millennio. Giovani, meno giovani insieme sudati e felici. LEGGI TUTTO
Una folla variopinta, che innalza cartelli e sfoggia i post-it gialli, di gente di ogni età. Sul palco giornalisti, attori, scrittori. Per chiedere un Paese in cui dignità, rispetto, rettifica, dimissioni non siano parole esoticheUn caldo da uscire pazzi, ma che meraviglia. In piazza un sacco di gente, in una mano il gelato nell'altra il post-it. Quello giallo, il simbolo della nostra battaglia. Per dire No alla legge Bavaglio in Piazza Navona sono arrivati mille colori: quelli del popolo viola, della valigia blu, delle agende rosse di Paolo Borsellino, e il rosso dei Partigiani del Terzo Millennio. Giovani, meno giovani insieme sudati e felici. LEGGI TUTTOgiovedì, luglio 01, 2010
Corleone. Aggiudicato l'appalto di 3 milioni di euro per la manutenzione straordinaria della Corleone-S.Cipirello-Partinico
CORLEONE - Con l’aggiudicazione dell’appalto da 3 milioni di euro ad una ATI (Associazione temporanea di Imprese) con sede a Valguarnera, sembra aprirsi uno spiraglio nella vicenda dei lavori di manutenzione della SP2 e della SP4 (Corleone-San Cipirello-Partitico). La stazione unica appaltante per la provincia di Palermo (UREGA) ha ultimato le procedure di gara da poche ore e questo ha suscitato nei cittadini e nei sindaci del territorio la speranza che finalmente parta la manutenzione (in attesa della mega-strada da 200 milioni di euro?). A sollecitare interventi sulla SP2 San Cipirello-Partinico da anni sono i tanti pendolari che la percorrono quotidianamente. Molti dei quali, in più occasioni, si sono rivolti alla trasmissione “Ditelo a Rgs”. In prima fila il sindaco di San Cipirello Tonino Giammalva e il vicesindaco Vito Cannella. Nei giorni scorsi una delegazione di cittadini, accompagnati dai consiglieri dell’Udc Gaspare Scannaliato e Giuseppe Di Salvo, aveva incontrato il presidente Giovanni Avanti. A Corleone lo scorso inverno il disagio è stato notevole. Tanti cittadini, per lo più pendolari in transito per Palermo, sono rimasti bloccati o hanno avuto incidenti percorrendo questa strada-non-strada. Al culmine della protesta, la sera dello scorso 20 gennaio, si era svolta una seduta straordinaria del consiglio comunale di Corleone, dove erano stati “processati” pubblicamente il presidente della Provincia Giovanni Avanti e l’assessore alla viabilità Gigi Tomasino, accusati di avere abbandona la zona del Corleonese. Si è costituito anche il comitato “La strada Promessa”, che però ha perso molto della sua credibilità quando ha ammesso tra i suoi componenti lo stesso presidente Avanti. «L’appalto per la manutenzione della Corleone-San Cipirello-Partinico – afferma il presidente della Provincia Giovanni Avanti - è arrivato in porto, malgrado i tempi si siano allungati non certo per colpa nostra, ma per responsabilità dell’Urega. Ci auguriamo che non vi siano ricorsi e che i nostri uffici possano al più presto procedere alla consegna dei lavori». «L’intervento su questa arteria di importanza strategica per l’economia del comprensorio – aggiunge l’assessore alla viabilità Gigi Tomasino – è stato fra gli obiettivi prioritari del piano della viabilità provinciale, come dimostrano anche gli diversi incontri che abbiamo avuto con gli amministratori locali».
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