Navarra Editore, 2026 - In questo attento e minuzioso lavoro, l’autore ripercorre, attraverso le testimonianze dei diretti protagonisti, la storia del Cantiere Navale di Palermo nei suoi 130 anni di fiorente attività, frutto di lotte e conquiste sindacali.
U filurussu. La classe operaia del cantiere navale di Palermo di Giuseppe Romancini(Navarra Editore, 2026) parla de “Il Cantiere”, così denominato per eccellenza e per antonomasia, ovvero il Cantiere navale di Palermo, che è stato ed è ancora una delle massime espressioni dell’industria navalmeccanica dell’intero Mediterraneo.
Giuseppe Romancini, che ha ricoperto nel tempo importanti incarichi sindacali, ex segretario Filtea, Fiom e Spi, ed è oggi alla presidenza di Auser Sicilia, già autore di diverse pubblicazioni
(Autobiografia, tra fabbrica, Sindacato, Volontariato e Aspetta, parliamo di Mondello), in questo attento e minuzioso lavoro ripercorre, attraverso le testimonianze dei diretti protagonisti, la storia del Cantiere Navale di Palermo.Si viene così a colmare un vuoto di memoria di un’industria che conta ormai più di 130 anni di una fiorente attività e che ha uno stretto legame con il territorio e con la realtà cittadina gravata da ceti parassitari, da problemi sociali acuti e condizionata dalla Mafia, come ben asserisce Emilio Miceli, Presidente del Centro Pio La Torre, nella prefazione. Segue poi l’incisivo e pertinente intervento di Leoluca Orlando, già Sindaco di Palermo e Deputato europeo, che mette in rilievo il ruolo fondamentale dell’industria cantieristica palermitana per il presente e il futuro dell’area metropolitana.
È una storia lunga e complessa di un luogo simbolo della cultura del lavoro e dell’antimafia, dove si moriva per lavoro, annientati dal fuoco e schiacciati dalle gru, con una minore aspettativa di vita. Un luogo del lavoro contrattualmente tutelato e al contempo del lavoro nero sottopagato e insicuro, dove operavano i cosiddetti Mao Mao, lavoratori meno qualificati professionalmente e pronti a vendersi alla giornata. L’autore non racconta la storia di un singolo ma di tanti, con narrazioni similari di lavoratori del Cantiere, ed Emilio Miceli ne ricorda alcuni, da Luigi Colombo a Salvatore Carreri, da Ciccio Davì a Benedetto Basile, da Peppino Scarpaci a Nicola Bracia. Romancini riporta alla memoria una generazione di anonimi operai (gli “scurdati” della Storia) che hanno tanto contribuito alla storia del capoluogo siciliano, in una fabbrica che ha fatto e ha segnato la loro esistenza. Un luogo simbolo di un filo rosso che lega, nei suoi attori principali, la struttura del Cantiere con i cittadini di Palermo.
Una ricostruzione attenta a raccogliere non solo diverse testimonianze tramandate oralmente, ma frutto anche di accurate indagini conoscitive e approfondimenti di studiosi e ricercatori. Non si manca di ricordare gli eroi antimafia, a partire dall’omicidio per mano mafiosa del sindacalista Giovanni Orcel, avvenuto il 14 ottobre 1920, ed il susseguirsi di episodi cruciali nella vita del Cantiere. Nel contesto bellico degli anni a seguire, l’autore evidenzia come un operaio del cantiere attuò l’unica azione di Resistenza avvenuta a Palermo, disinnescando l’esplosivo che avevano posizionato le truppe tedesche all’interno del porto.
Le dinamiche sindacali e le conquiste ottenute per l’ottenimento di un’equa retribuzione salariale sono oggetto dell’analisi dell’autore nelle variazioni del contesto politico ed economico dal dopoguerra ad oggi. Si pone in ultimo in rilievo il momento favorevole per la cantieristica che fa della Fincantieri di Palermo la quarta azienda nazionale a livello mondiale, leader mondiale per le navi da crociera con ordinazioni fino al 2039. Ma le prospettive future, per l’incerto quadro internazionale, pongono sempre più nuovi obbiettivi da raggiungere con il concorso, auspicato dall’autore, di tutti i quadri lavorativi, i sindacati, gli intellettuali e gli studenti riuniti in un comitato cittadino di “Amici del Cantiere Navale”.
U filurussu. La classe operaia del cantiere navale di Palermo è un volume completo ed esaustivo con una ricca appendice documentaria e fotografica e che si avvale anche dell’intelligenza artificiale per disegnare e prospettare nuovi scenari per il Cantiere navale di Palermo che superino gli attuali, prevalenti e limitati aspetti di utilizzazione.

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