E' quanto si legge in una nota della segreteria nazionale di Slc Cgil che continua: "Un fatto che aumenta l'urgenza del pieno recepimento dei contenuti e delle prescrizioni dell'European Media Freedom Act. Anche in questa vicenda ci sembra evidente come il decisore aziendale non sia riuscito in alcun modo a svincolarsi dal decisore politico, governativo per la precisiome".
"La Rai, lo abbiamo detto varie volte, è un bene comune che custodisce, o dovrebbe custodire, il pluralismo informativo e culturale e la loro piena accessibilità. Ma è anche un' azienda che sta su un mercato in piena evoluzione e fortemente competitivo e guardando ai numeri, Report nella stagione 2025/26 ha realizzato praticamente la media del 9% di ascolti in prima serata su un totale di 24 puntate. Sono risultati molto interessanti e profittevoli per la Rai "azienda", soprattutto trattandosi di una trasmissione di approfondimento giornalistico che andrebbe valorizzata, non demolita".
"Appare evidente - continua Slc Cgil - che se dovessimo giudicare la vicenda dal solo punto di vista dei risultati aziendali ci sarebbe di che essere molto dubbiosi sulla possibilità dell'attuale management di resistere ai diktat della maggioranza politica per perseguire i soli interessi dell'azienda (giova ricordare che parliamo di persone che gestiscono denaro pubblico) che continua ad avere 585 milioni di debito netto e un bilancio di Rai SpA in perdita di 21 milioni e ciò nonostante ci si vanta di aver "smontato" Rai 3 anche a costo di perdere pubblico".
"Inoltre l'intera squadra di inviati di Report, gli autori delle inchieste che hanno reso Report un prodotto di successo, si è dichiarata contraria ai metodi ed ai meriti della sostituzione, denunciando la totale assenza di qualsivoglia confronto, e preannunciando, in caso di conferma della decisione, le proprie dimissioni in blocco.
La segreteria nazionale di Slc Cgil - come chiunque riconosca il valore del pluralismo dell'informazione e del ruolo del servizio pubblico a difesa di un valore costituzionale - esprime profonda preoccupazione per quanto sta accadendo in queste ore ed è al fianco e a difesa di Report e della sua redazione, ottima espressione in Italia del giornalismo di inchiesta che è, o dovrebbe essere, uno degli elementi principali di quel sistema di "bilanciamento dei poteri" che è alla base delle democrazie moderne".


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